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Cinque Terre: tra mare e crinali nella Liguria di Levante

Tramonto a Manarola, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre

Le Cinque Terre sono uno dei territori più iconici dell’escursionismo italiano. Cinque borghi — Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore — aggrappati a una costa ripida e frastagliata della Riviera ligure di Levante, all’interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre e del sito UNESCO che include anche Portovenere e le isole Palmaria, Tino e Tinetto. Ma al di là della fama turistica, questo territorio nasconde una rete sentieristica di oltre 120 km che attraversa ambienti molto diversi tra loro: la costa a strapiombo sul mare, i terrazzamenti vitati, i boschi di castagni e lecci, il crinale aperto verso la Val di Vara.

Per chi viene a camminare qui con consapevolezza, le Cinque Terre riservano molto più del solito affollamento del percorso costiero.

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Il territorio: una geografia verticale

La morfologia delle Cinque Terre è interamente dominata dalla verticalità. Le montagne scendono direttamente in mare senza pianure costiere, con pendii che raggiungono i 600–800 m di quota a pochi chilometri dalla riva. Questa conformazione ha reso i sentieri l’unico sistema di collegamento tra i borghi per secoli, prima dell’arrivo della ferrovia nella seconda metà dell’Ottocento.

Il substrato geologico è prevalentemente costituito da filladi e calcescisti, rocce metamorfiche antiche che formano pareti spesso friabili e soggette a frane — un dato non secondario per chi pianifica escursioni, poiché le chiusure temporanee dei sentieri sono frequenti, soprattutto dopo periodi di piogge intense.

Il paesaggio è fortemente antropizzato: i celebri muretti a secco che reggono i terrazzamenti rappresentano un sistema di ingegneria idraulica e agricola plurisecolare riconosciuto dall’UNESCO, e costituiscono anche il principale fattore di stabilità del versante. Il loro abbandono progressivo è una delle cause principali delle frane che periodicamente interrompono i sentieri.


I tre grandi assi escursionistici

La rete sentieristica delle Cinque Terre si articola su tre percorsi principali, tutti segnalati dalla Sezione CAI della Spezia con segnavia bianco-rosso, ai quali si aggiunge una fitta rete di mulattiere secondarie di collegamento.

Il Sentiero Verde Azzurro (SVA) — ex Sentiero Azzurro

Il percorso costiero per eccellenza, che collega Riomaggiore a Monterosso al Mare passando per tutti e cinque i borghi. Con la nuova numerazione della Rete Escursionistica Ligure (REL, Legge Regionale n. 24/2009) è oggi suddiviso in quattro tratti distinti:

  • 592-1 (SVA2) — Riomaggiore–Manarola, la celebre Via dell’Amore: 25 minuti, percorso turistico.
  • 592-2 (SVA2) — Manarola–Corniglia: 1h 15min, difficoltà escursionistica.
  • 592-3 (SVA2) — Corniglia–Vernazza: 1h 30min, difficoltà escursionistica.
  • 592-4 (SVA2) — Vernazza–Monterosso: 2h, difficoltà escursionistica.

Tutti i tratti del SVA richiedono di verificare lo stato di apertura in tempo reale sul sito del Parco o telefonando all’ufficio (Tel. 0187/762600) prima di partire, poiché le chiusure per lavori o maltempo sono frequenti.

Alta Via delle Cinque Terre (AV5T)

Il percorso di crinale, già noto come Sentiero n. 1 del CAI della Spezia, è oggi segnalato come AV5T. Collega Portovenere al Monte Zatta — e da lì si ricollega all’ Alta Via dei Monti Liguri — percorrendo per circa 70 km il crinale che separa la costa dalla Val di Vara, a quote tra i 300 e i 600 m slm.

È un itinerario da suddividere in più tappe, con possibilità di pernottamento al Colle del Telegrafo, al Santuario di Nostra Signora di Soviore e in alcune aziende agricole lungo il percorso. La vegetazione è quella tipica dell’Appennino ligure: castagneti, boschi di pini marittimi e querce, con tratti aperti e panoramici sul Mar Ligure. Rispetto al SVA è molto meno frequentato, e regala scorci sul territorio completamente diversi da quelli del percorso costiero.

Dall’AV5T partono numerosi sentieri di collegamento numerati dal CAI che scendono verso i singoli borghi: il 585 verso Volastra/Manarola, il 587 verso Corniglia, il 509 verso Monterosso. Il Colle del Telegrafo (~500 m slm) è il nodo principale: raggiungibile da La Spezia in circa 25 minuti e punto di incrocio tra AV5T e i sentieri che scendono verso la costa.

La Via dei Santuari

Il terzo asse principale collega a mezza costa i cinque santuari dei borghi — Nostra Signora di Soviore (Monterosso), Madonna di Reggio (Vernazza), San Bernardino, Volastra, Montenero (Riomaggiore) — attraverso una serie di sentieri numerati che si snodano tra i 300 e i 500 m di quota. Il percorso integrale ha una durata complessiva di circa 7 ore.

I principali sentieri coinvolti sono: 509 (Monterosso–Soviore), 591 (Il Termine–Sant’Antonio del Mesco), 582 (Reggio–Il Termine), 581 (Reggio–San Bernardino), 506 (Manarola–Bivio AV5T/Sella Monte Marvede) e il 530 (Telegrafo–Volastra).


Sentieri secondari e angoli meno noti

La rete secondaria offre alcune tra le esperienze più genuine del territorio.
Alcuni dei più suggestivi:

Scalinata Monesteroli (CAI 536): il percorso si stacca dal percorso 504 alla quota 417m, in prossimità di alcuni edifici isolati e in ambiente misto tra coltivi e lecceta. Scendendo una comoda mulattiera in pietra, si arriva al bivio con il percorso 535 proveniente da Campiglia, i quali si sovrappongono fino ad arrivare alla scalinata che porta al paese di Monesteroli.

Itinerario dei vigneti terrazzati: segnalato dal Parco Nazionale, attraversa i paesaggi agricoli che hanno costruito l’identità del territorio. Un modo per comprendere il sistema dei muretti a secco camminandoci in mezzo.

Da Pegazzano a Schiara (CAI 504): Un itinerario classico e panoramico da Pegazzano a Schiara (uno dei borghi praticamente disabitati con accesso esclusivamente pedonale — tra i pochi angoli davvero silenziosi delle Cinque Terre), attraverso Biassa e S. Antonio, richiede circa 2.5 ore (sola andata) e offre viste spettacolari sui vigneti terrazzati e sul mare.


Informazioni pratiche per l’escursionista

Accesso: il treno è il mezzo ideale. La linea ferroviaria La Spezia–Levanto si ferma in tutti e cinque i borghi, il che permette di organizzare traversate punto-a-punto senza rientrare al punto di partenza.

Cinque Terre Card Trekking: per percorrere i sentieri a pagamento del SVA è necessaria la card emessa dal Parco Nazionale, che include anche il bus locale. I sentieri secondari e l’AV5T sono liberi e gratuiti.

Abbigliamento e attrezzatura: nonostante la quota relativamente modesta, i sentieri delle Cinque Terre presentano caratteristiche simili a quelli di media montagna — fondi variabili, gradoni, tratti esposti e privi di protezioni. Scarpe da trekking con suola robusta sono indispensabili.

Stagionalità: la primavera (aprile–maggio) e l’autunno (settembre–ottobre) sono i periodi migliori per l’escursionismo. L’estate porta caldo intenso, forte affollamento sul SVA e rischio di chiusure per pericolo incendi. L’inverno è percorribile ma richiede attenzione agli stati di allerta meteo, frequenti su questa costa.

Stato dei sentieri in tempo reale: il Parco Nazionale mantiene una piattaforma aggiornata sullo stato di manutenzione e accessibilità della rete. Prima di ogni uscita è buona norma consultarla o contattare l’ufficio del Parco (info@parconazionale5terre.it — Tel. 0187/762600).


Una nota sulla pressione turistica

Le Cinque Terre ricevono milioni di visitatori ogni anno, la grande maggioranza concentrata sul SVA e nei borghi. Chi viene per fare trekking ha tutto l’interesse a uscire da questo flusso, e la rete sentieristica lo permette ampiamente: l’AV5T, la Via dei Santuari e i percorsi verso Levanto o Campiglia sono frequentati a livelli completamente diversi, con la possibilità di camminare in solitudine anche nei weekend di alta stagione.

È anche un modo per contribuire a una distribuzione più equilibrata della pressione su un territorio fragile, i cui sentieri e terrazzamenti richiedono manutenzione costante per rimanere percorribili e stabili.