Sentieri Digitali è una piattaforma web e app mobile interamente dedicata all’escursionismo in Italia, realizzata da Idra srls. Offre la mappatura completa di tutti i sentieri nazionali, ciascuno corredato di scheda dettagliata e scaricabile in KML/GPX. Grazie ai download offline per intere province, ai waypoint geolocalizzati (anche senza connessione) e alle segnalazioni pubbliche con foto, garantisce sicurezza e aggiornamenti costanti. È possibile pianificare itinerari punto-a-punto, sovrapporre layer cartografici, importare tracciati personali e consultare rubriche tematiche sull’outdoor.
QUI trovi approfondimenti e maggiori informazioni sulle caratteristiche principali.
I CONTENUTI DELLA PIATTAFORMA SONO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO  
Vuoi diventare Sponsor di Sentieri Digitali o contribuire alla sua crescita? CONTATTACI
 
Sentieri Digitali
X
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Cammino Di Assisi

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero Hinton Brown (PU)

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 390d (PU)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 00 (PU)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 806 (PG)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 823 (RN)

 

Il Sentiero 823 sviluppa circa 8,2 km fra l’innesto con il vecchio sentiero 15 presso Rofelle e il raccordo con il sentiero 3 in zona Poggio Montagna. È un percorso di categoria E che attraversa una porzione elevata e appartata dell’Appennino tra Badia Tedalda e l’alta Valmarecchia.

Dalla zona di Rofelle il tracciato guadagna quota con decisione, lasciando i nuclei rurali e penetrando nel sistema di boschi che riveste le pendici. Il salto altimetrico, da poco più di 700 metri a oltre 1.100, concentra il carattere escursionistico del percorso soprattutto nella salita verso la dorsale.

Raggiunte le quote maggiori, l’andamento diventa più legato a poggi e selle. Le aperture nella vegetazione permettono di leggere la successione delle dorsali fra Toscana e Romagna, mentre gli incroci con altri sentieri mostrano il ruolo del 823 come collegamento all’interno di una rete più ampia.

Il termine presso Poggio Montagna non coincide con un centro abitato ma con un nodo escursionistico, coerente con la natura del tracciato. Il codice REI LARE8230 e i riferimenti CAI ne definiscono l’inquadramento nella rete dell’Alta Valtiberina.

Elementi notevoli

  • Rofelle, settore di partenza
  • Poggio Montagna, nodo escursionistico finale
  • Boschi dell’Appennino tosco-romagnolo
  • Crinali sopra i mille metri
  • Rete Escursionistica Italiana, tratto LARE8230
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 803 (RN)

 

Il Sentiero 803 collega il Passo di Viamaggio al Poggio dei Tre Vescovi lungo circa 12,6 km di crinali appenninici. È un itinerario di quota, classificato E, che si muove fra i rilievi dell’Alta Valtiberina e il confine montano fra Toscana, Romagna e Montefeltro.

Dal Passo di Viamaggio, valico stradale e naturale punto di accesso alla dorsale, il sentiero lascia rapidamente l’ambiente del passo e sale nella copertura forestale. La quota cresce fino a superare i mille metri: il carattere del percorso cambia rispetto ai sentieri collinari della Valmarecchia, con tratti più lunghi nel bosco e aperture sui rilievi circostanti.

Lo sviluppo segue una direttrice di crinale, alternando selle e poggi senza scendere nei fondovalle. In questo settore la continuità delle dorsali è l’elemento geografico dominante: il sentiero collega punti di passaggio tradizionali e consente di attraversare una zona scarsamente urbanizzata, segnata soprattutto da foreste, piste e spartiacque.

L’arrivo al Poggio dei Tre Vescovi, oltre i 1.100 metri, chiude il collegamento su una delle elevazioni più riconoscibili della zona. Il codice REI LARE8030 e la gestione CAI Sansepolcro collocano il percorso nella rete escursionistica dell’Alta Valtiberina.

Elementi notevoli

  • Passo di Viamaggio, valico di partenza
  • Poggio dei Tre Vescovi, punto d’arrivo in quota
  • Crinali dell’Alta Valtiberina
  • Boschi appenninici tra Toscana e Montefeltro
  • Rete escursionistica CAI Sansepolcro
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 809 (FC)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 119c (FC)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 119b (FC)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero Hinton Brown (AR)

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 863 (AR)

 

Sentiero 863 collega Casa Serra, all’innesto con il Sentiero 17 con Ranco, all’innesto con il Sentiero 15 e sviluppa circa 3.8 km. Le quote comprese fra circa 499 e 865 metri delineano un collegamento di versante con discesa prevalente verso il territorio di Sestino. La classificazione E descrive il livello tecnico generale, mentre l’impegno effettivo dipende soprattutto da lunghezza, pendenze e continuità dello sforzo.

Seguendo l’ordine reale del percorso, la partenza avviene da Casa Serra, all’innesto con il Sentiero 17. Il primo tratto entra gradualmente nel paesaggio appenninico, alternando strade rurali, piste forestali e sentieri. La progressione segue con coerenza la morfologia dei versanti: nei settori più bassi sono più frequenti nuclei abitati e aree aperte, mentre salendo aumentano boschi, dorsali e ambienti meno antropizzati.

La parte centrale svolge soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica. Gli innesti con altri sentieri numerati consentono di prolungare l’itinerario verso i crinali o di costruire anelli più articolati. Dove il percorso attraversa boschi fitti, la percezione della pendenza può essere maggiore e il fondo può rimanere umido a lungo; sui tratti più aperti diventano invece più evidenti le relazioni fra i rilievi della Valtiberina e le dorsali appenniniche.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Ranco, all’innesto con il Sentiero 15. L’escursione altimetrica fra la quota minima e quella massima è di circa 366 metri, ma i saliscendi possono aumentare il dislivello realmente percorso. Nel verso opposto cambia soprattutto la distribuzione dello sforzo, mentre resta invariata la funzione di connessione fra i due estremi e fra le reti locali.

Per la percorrenza conviene valutare attentamente meteo, stagione e condizioni del fondo. Nei settori più isolati è utile considerare anche la disponibilità d’acqua e le ore di luce, mentre nelle aree protette devono essere rispettate le eventuali indicazioni degli enti gestori. Ai bivi, la segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata costituiscono il riferimento principale.

Nel quadro della rete escursionistica locale, il percorso acquista valore soprattutto come elemento di continuità territoriale. La relazione fra fondovalle, versanti e dorsali permette di leggere il paesaggio come un sistema unitario, nel quale sentieri storici, viabilità forestale e piccoli nuclei abitati si intrecciano senza soluzione di continuità. Questa funzione di collegamento è particolarmente importante quando l’itinerario viene inserito in una traversata o in un anello più ampio, perché consente di modulare lunghezza e dislivello sfruttando gli innesti con i percorsi vicini e mantenendo una progressione coerente sul territorio.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 829 (AR)

 

Sentiero 829 collega Case Il Monte con Poggio delle Ciabattine e sviluppa circa 4.2 km. Le quote comprese fra circa 939 e 1103 metri delineano una traversata di quota con dislivello moderato e andamento ondulato. La classificazione E descrive il livello tecnico generale, mentre l’impegno effettivo dipende soprattutto da lunghezza, pendenze e continuità dello sforzo.

Seguendo l’ordine reale del percorso, la partenza avviene da Case Il Monte. Il primo tratto entra gradualmente nel paesaggio appenninico, alternando strade rurali, piste forestali e sentieri. La progressione segue con coerenza la morfologia dei versanti: nei settori più bassi sono più frequenti nuclei abitati e aree aperte, mentre salendo aumentano boschi, dorsali e ambienti meno antropizzati.

La parte centrale svolge soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica. Gli innesti con altri sentieri numerati consentono di prolungare l’itinerario verso i crinali o di costruire anelli più articolati. Dove il percorso attraversa boschi fitti, la percezione della pendenza può essere maggiore e il fondo può rimanere umido a lungo; sui tratti più aperti diventano invece più evidenti le relazioni fra i rilievi della Valtiberina e le dorsali appenniniche.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Poggio delle Ciabattine. L’escursione altimetrica fra la quota minima e quella massima è di circa 164 metri, ma i saliscendi possono aumentare il dislivello realmente percorso. Nel verso opposto cambia soprattutto la distribuzione dello sforzo, mentre resta invariata la funzione di connessione fra i due estremi e fra le reti locali.

Per la percorrenza conviene valutare attentamente meteo, stagione e condizioni del fondo. Nei settori più isolati è utile considerare anche la disponibilità d’acqua e le ore di luce, mentre nelle aree protette devono essere rispettate le eventuali indicazioni degli enti gestori. Ai bivi, la segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata costituiscono il riferimento principale.

Nel quadro della rete escursionistica locale, il percorso acquista valore soprattutto come elemento di continuità territoriale. La relazione fra fondovalle, versanti e dorsali permette di leggere il paesaggio come un sistema unitario, nel quale sentieri storici, viabilità forestale e piccoli nuclei abitati si intrecciano senza soluzione di continuità. Questa funzione di collegamento è particolarmente importante quando l’itinerario viene inserito in una traversata o in un anello più ampio, perché consente di modulare lunghezza e dislivello sfruttando gli innesti con i percorsi vicini e mantenendo una progressione coerente sul territorio.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 827 (AR)

 

Sentiero 827 collega Poggio la Piazzola con innesto con il Sentiero 829 e sviluppa circa 4.7 km. Le quote comprese fra circa 665 e 994 metri delineano una salita progressiva verso la rete di quota del territorio di Sestino. La classificazione E descrive il livello tecnico generale, mentre l’impegno effettivo dipende soprattutto da lunghezza, pendenze e continuità dello sforzo.

Seguendo l’ordine reale del percorso, la partenza avviene da Poggio la Piazzola. Il primo tratto entra gradualmente nel paesaggio appenninico, alternando strade rurali, piste forestali e sentieri. La progressione segue con coerenza la morfologia dei versanti: nei settori più bassi sono più frequenti nuclei abitati e aree aperte, mentre salendo aumentano boschi, dorsali e ambienti meno antropizzati.

La parte centrale svolge soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica. Gli innesti con altri sentieri numerati consentono di prolungare l’itinerario verso i crinali o di costruire anelli più articolati. Dove il percorso attraversa boschi fitti, la percezione della pendenza può essere maggiore e il fondo può rimanere umido a lungo; sui tratti più aperti diventano invece più evidenti le relazioni fra i rilievi della Valtiberina e le dorsali appenniniche.

Nella parte finale il sentiero raggiunge innesto con il Sentiero 829. L’escursione altimetrica fra la quota minima e quella massima è di circa 329 metri, ma i saliscendi possono aumentare il dislivello realmente percorso. Nel verso opposto cambia soprattutto la distribuzione dello sforzo, mentre resta invariata la funzione di connessione fra i due estremi e fra le reti locali.

Per la percorrenza conviene valutare attentamente meteo, stagione e condizioni del fondo. Nei settori più isolati è utile considerare anche la disponibilità d’acqua e le ore di luce, mentre nelle aree protette devono essere rispettate le eventuali indicazioni degli enti gestori. Ai bivi, la segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata costituiscono il riferimento principale.

Nel quadro della rete escursionistica locale, il percorso acquista valore soprattutto come elemento di continuità territoriale. La relazione fra fondovalle, versanti e dorsali permette di leggere il paesaggio come un sistema unitario, nel quale sentieri storici, viabilità forestale e piccoli nuclei abitati si intrecciano senza soluzione di continuità. Questa funzione di collegamento è particolarmente importante quando l’itinerario viene inserito in una traversata o in un anello più ampio, perché consente di modulare lunghezza e dislivello sfruttando gli innesti con i percorsi vicini e mantenendo una progressione coerente sul territorio.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 823 (AR)

 

Sentiero 823 collega Rofelle, all’innesto con il Sentiero 15 con Poggio Montagna, all’innesto con il Sentiero 3 e sviluppa circa 8.2 km. Le quote comprese fra circa 722 e 1145 metri delineano una traversata di montagna fra i rilievi dell’Alta Valtiberina. La classificazione E descrive il livello tecnico generale, mentre l’impegno effettivo dipende soprattutto da lunghezza, pendenze e continuità dello sforzo.

Seguendo l’ordine reale del percorso, la partenza avviene da Rofelle, all’innesto con il Sentiero 15. Il primo tratto entra gradualmente nel paesaggio appenninico, alternando strade rurali, piste forestali e sentieri. La progressione segue con coerenza la morfologia dei versanti: nei settori più bassi sono più frequenti nuclei abitati e aree aperte, mentre salendo aumentano boschi, dorsali e ambienti meno antropizzati.

La parte centrale svolge soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica. Gli innesti con altri sentieri numerati consentono di prolungare l’itinerario verso i crinali o di costruire anelli più articolati. Dove il percorso attraversa boschi fitti, la percezione della pendenza può essere maggiore e il fondo può rimanere umido a lungo; sui tratti più aperti diventano invece più evidenti le relazioni fra i rilievi della Valtiberina e le dorsali appenniniche.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Poggio Montagna, all’innesto con il Sentiero 3. L’escursione altimetrica fra la quota minima e quella massima è di circa 423 metri, ma i saliscendi possono aumentare il dislivello realmente percorso. Nel verso opposto cambia soprattutto la distribuzione dello sforzo, mentre resta invariata la funzione di connessione fra i due estremi e fra le reti locali.

Per la percorrenza conviene valutare attentamente meteo, stagione e condizioni del fondo. Nei settori più isolati è utile considerare anche la disponibilità d’acqua e le ore di luce, mentre nelle aree protette devono essere rispettate le eventuali indicazioni degli enti gestori. Ai bivi, la segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata costituiscono il riferimento principale.

Nel quadro della rete escursionistica locale, il percorso acquista valore soprattutto come elemento di continuità territoriale. La relazione fra fondovalle, versanti e dorsali permette di leggere il paesaggio come un sistema unitario, nel quale sentieri storici, viabilità forestale e piccoli nuclei abitati si intrecciano senza soluzione di continuità. Questa funzione di collegamento è particolarmente importante quando l’itinerario viene inserito in una traversata o in un anello più ampio, perché consente di modulare lunghezza e dislivello sfruttando gli innesti con i percorsi vicini e mantenendo una progressione coerente sul territorio.

Elementi notevoli

  • Rofelle
  • Poggio Montagna
  • Sentiero 15
  • Sentiero 3
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 819 (AR)

 

Sentiero 819 collega Badia Tedalda con Monte dei Frati, all’innesto con il Sentiero 00-GEA e sviluppa circa 8.0 km. Le quote comprese fra circa 581 e 1402 metri delineano una salita lunga e impegnativa verso la dorsale più elevata dell’Alpe della Luna. La classificazione E descrive il livello tecnico generale, mentre l’impegno effettivo dipende soprattutto da lunghezza, pendenze e continuità dello sforzo.

Seguendo l’ordine reale del percorso, la partenza avviene da Badia Tedalda. Il primo tratto entra gradualmente nel paesaggio appenninico, alternando strade rurali, piste forestali e sentieri. La progressione segue con coerenza la morfologia dei versanti: nei settori più bassi sono più frequenti nuclei abitati e aree aperte, mentre salendo aumentano boschi, dorsali e ambienti meno antropizzati.

La parte centrale svolge soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica. Gli innesti con altri sentieri numerati consentono di prolungare l’itinerario verso i crinali o di costruire anelli più articolati. Dove il percorso attraversa boschi fitti, la percezione della pendenza può essere maggiore e il fondo può rimanere umido a lungo; sui tratti più aperti diventano invece più evidenti le relazioni fra i rilievi della Valtiberina e le dorsali appenniniche.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Monte dei Frati, all’innesto con il Sentiero 00-GEA. L’escursione altimetrica fra la quota minima e quella massima è di circa 821 metri, ma i saliscendi possono aumentare il dislivello realmente percorso. Nel verso opposto cambia soprattutto la distribuzione dello sforzo, mentre resta invariata la funzione di connessione fra i due estremi e fra le reti locali.

Per la percorrenza conviene valutare attentamente meteo, stagione e condizioni del fondo. Nei settori più isolati è utile considerare anche la disponibilità d’acqua e le ore di luce, mentre nelle aree protette devono essere rispettate le eventuali indicazioni degli enti gestori. Ai bivi, la segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata costituiscono il riferimento principale.

Nel quadro della rete escursionistica locale, il percorso acquista valore soprattutto come elemento di continuità territoriale. La relazione fra fondovalle, versanti e dorsali permette di leggere il paesaggio come un sistema unitario, nel quale sentieri storici, viabilità forestale e piccoli nuclei abitati si intrecciano senza soluzione di continuità. Questa funzione di collegamento è particolarmente importante quando l’itinerario viene inserito in una traversata o in un anello più ampio, perché consente di modulare lunghezza e dislivello sfruttando gli innesti con i percorsi vicini e mantenendo una progressione coerente sul territorio.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 815 (AR)

 

Sentiero 815 collega Fresciano, all’innesto con il Sentiero 3 con Montebotolino e sviluppa circa 9.6 km. Le quote comprese fra circa 501 e 868 metri delineano una lunga traversata collinare e montana nel territorio di Badia Tedalda. La classificazione E descrive il livello tecnico generale, mentre l’impegno effettivo dipende soprattutto da lunghezza, pendenze e continuità dello sforzo.

Seguendo l’ordine reale del percorso, la partenza avviene da Fresciano, all’innesto con il Sentiero 3. Il primo tratto entra gradualmente nel paesaggio appenninico, alternando strade rurali, piste forestali e sentieri. La progressione segue con coerenza la morfologia dei versanti: nei settori più bassi sono più frequenti nuclei abitati e aree aperte, mentre salendo aumentano boschi, dorsali e ambienti meno antropizzati.

La parte centrale svolge soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica. Gli innesti con altri sentieri numerati consentono di prolungare l’itinerario verso i crinali o di costruire anelli più articolati. Dove il percorso attraversa boschi fitti, la percezione della pendenza può essere maggiore e il fondo può rimanere umido a lungo; sui tratti più aperti diventano invece più evidenti le relazioni fra i rilievi della Valtiberina e le dorsali appenniniche.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Montebotolino. L’escursione altimetrica fra la quota minima e quella massima è di circa 367 metri, ma i saliscendi possono aumentare il dislivello realmente percorso. Nel verso opposto cambia soprattutto la distribuzione dello sforzo, mentre resta invariata la funzione di connessione fra i due estremi e fra le reti locali.

Per la percorrenza conviene valutare attentamente meteo, stagione e condizioni del fondo. Nei settori più isolati è utile considerare anche la disponibilità d’acqua e le ore di luce, mentre nelle aree protette devono essere rispettate le eventuali indicazioni degli enti gestori. Ai bivi, la segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata costituiscono il riferimento principale.

Nel quadro della rete escursionistica locale, il percorso acquista valore soprattutto come elemento di continuità territoriale. La relazione fra fondovalle, versanti e dorsali permette di leggere il paesaggio come un sistema unitario, nel quale sentieri storici, viabilità forestale e piccoli nuclei abitati si intrecciano senza soluzione di continuità. Questa funzione di collegamento è particolarmente importante quando l’itinerario viene inserito in una traversata o in un anello più ampio, perché consente di modulare lunghezza e dislivello sfruttando gli innesti con i percorsi vicini e mantenendo una progressione coerente sul territorio.

Elementi notevoli

  • Fresciano
  • Montebotolino
  • Alta Valtiberina
  • rete CAI
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 812a (AR)

 

Sentiero 812A collega Ville di Roti, all’innesto con il Sentiero 812 con Monte Zucca, all’innesto con il Sentiero 00 e sviluppa circa 2.7 km. Le quote comprese fra circa 665 e 1109 metri delineano una salita breve ma marcata verso la dorsale dell’Alpe della Luna. La classificazione E descrive il livello tecnico generale, mentre l’impegno effettivo dipende soprattutto da lunghezza, pendenze e continuità dello sforzo.

Seguendo l’ordine reale del percorso, la partenza avviene da Ville di Roti, all’innesto con il Sentiero 812. Il primo tratto entra gradualmente nel paesaggio appenninico, alternando strade rurali, piste forestali e sentieri. La progressione segue con coerenza la morfologia dei versanti: nei settori più bassi sono più frequenti nuclei abitati e aree aperte, mentre salendo aumentano boschi, dorsali e ambienti meno antropizzati.

La parte centrale svolge soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica. Gli innesti con altri sentieri numerati consentono di prolungare l’itinerario verso i crinali o di costruire anelli più articolati. Dove il percorso attraversa boschi fitti, la percezione della pendenza può essere maggiore e il fondo può rimanere umido a lungo; sui tratti più aperti diventano invece più evidenti le relazioni fra i rilievi della Valtiberina e le dorsali appenniniche.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Monte Zucca, all’innesto con il Sentiero 00. L’escursione altimetrica fra la quota minima e quella massima è di circa 444 metri, ma i saliscendi possono aumentare il dislivello realmente percorso. Nel verso opposto cambia soprattutto la distribuzione dello sforzo, mentre resta invariata la funzione di connessione fra i due estremi e fra le reti locali.

Per la percorrenza conviene valutare attentamente meteo, stagione e condizioni del fondo. Nei settori più isolati è utile considerare anche la disponibilità d’acqua e le ore di luce, mentre nelle aree protette devono essere rispettate le eventuali indicazioni degli enti gestori. Ai bivi, la segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata costituiscono il riferimento principale.

Nel quadro della rete escursionistica locale, il percorso acquista valore soprattutto come elemento di continuità territoriale. La relazione fra fondovalle, versanti e dorsali permette di leggere il paesaggio come un sistema unitario, nel quale sentieri storici, viabilità forestale e piccoli nuclei abitati si intrecciano senza soluzione di continuità. Questa funzione di collegamento è particolarmente importante quando l’itinerario viene inserito in una traversata o in un anello più ampio, perché consente di modulare lunghezza e dislivello sfruttando gli innesti con i percorsi vicini e mantenendo una progressione coerente sul territorio.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 812 (AR)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 809a (AR)

 

Sentiero 809A collega Pratieghi con Torrente Matteraia, all’innesto con il Sentiero 809 e sviluppa circa 1.3 km. Le quote comprese fra circa 862 e 911 metri delineano un breve raccordo locale fra l’abitato e l’anello 809. La classificazione E descrive il livello tecnico generale, mentre l’impegno effettivo dipende soprattutto da lunghezza, pendenze e continuità dello sforzo.

Seguendo l’ordine reale del percorso, la partenza avviene da Pratieghi. Il primo tratto entra gradualmente nel paesaggio appenninico, alternando strade rurali, piste forestali e sentieri. La progressione segue con coerenza la morfologia dei versanti: nei settori più bassi sono più frequenti nuclei abitati e aree aperte, mentre salendo aumentano boschi, dorsali e ambienti meno antropizzati.

La parte centrale svolge soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica. Gli innesti con altri sentieri numerati consentono di prolungare l’itinerario verso i crinali o di costruire anelli più articolati. Dove il percorso attraversa boschi fitti, la percezione della pendenza può essere maggiore e il fondo può rimanere umido a lungo; sui tratti più aperti diventano invece più evidenti le relazioni fra i rilievi della Valtiberina e le dorsali appenniniche.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Torrente Matteraia, all’innesto con il Sentiero 809. L’escursione altimetrica fra la quota minima e quella massima è di circa 49 metri, ma i saliscendi possono aumentare il dislivello realmente percorso. Nel verso opposto cambia soprattutto la distribuzione dello sforzo, mentre resta invariata la funzione di connessione fra i due estremi e fra le reti locali.

Per la percorrenza conviene valutare attentamente meteo, stagione e condizioni del fondo. Nei settori più isolati è utile considerare anche la disponibilità d’acqua e le ore di luce, mentre nelle aree protette devono essere rispettate le eventuali indicazioni degli enti gestori. Ai bivi, la segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata costituiscono il riferimento principale.

Nel quadro della rete escursionistica locale, il percorso acquista valore soprattutto come elemento di continuità territoriale. La relazione fra fondovalle, versanti e dorsali permette di leggere il paesaggio come un sistema unitario, nel quale sentieri storici, viabilità forestale e piccoli nuclei abitati si intrecciano senza soluzione di continuità. Questa funzione di collegamento è particolarmente importante quando l’itinerario viene inserito in una traversata o in un anello più ampio, perché consente di modulare lunghezza e dislivello sfruttando gli innesti con i percorsi vicini e mantenendo una progressione coerente sul territorio.

Elementi notevoli

  • Pratieghi
  • Torrente Matteraia
  • Sentiero 809
  • Alta Valmarecchia
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 809 (AR)

 

Sentiero 809 collega Pratieghi con Pratieghi e sviluppa circa 6.1 km. Le quote comprese fra circa 860 e 1036 metri delineano un anello di media montagna attorno al bacino alto del Marecchia, con dislivello distribuito e ritorno al punto di partenza. La classificazione E descrive il livello tecnico generale, mentre l’impegno effettivo dipende soprattutto da lunghezza, pendenze e continuità dello sforzo.

Seguendo l’ordine reale del percorso, la partenza avviene da Pratieghi. Il primo tratto entra gradualmente nel paesaggio appenninico, alternando strade rurali, piste forestali e sentieri. La progressione segue con coerenza la morfologia dei versanti: nei settori più bassi sono più frequenti nuclei abitati e aree aperte, mentre salendo aumentano boschi, dorsali e ambienti meno antropizzati.

La parte centrale svolge soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica. Gli innesti con altri sentieri numerati consentono di prolungare l’itinerario verso i crinali o di costruire anelli più articolati. Dove il percorso attraversa boschi fitti, la percezione della pendenza può essere maggiore e il fondo può rimanere umido a lungo; sui tratti più aperti diventano invece più evidenti le relazioni fra i rilievi della Valtiberina e le dorsali appenniniche.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Pratieghi. L’escursione altimetrica fra la quota minima e quella massima è di circa 176 metri, ma i saliscendi possono aumentare il dislivello realmente percorso. Nel verso opposto cambia soprattutto la distribuzione dello sforzo, mentre resta invariata la funzione di connessione fra i due estremi e fra le reti locali.

Per la percorrenza conviene valutare attentamente meteo, stagione e condizioni del fondo. Nei settori più isolati è utile considerare anche la disponibilità d’acqua e le ore di luce, mentre nelle aree protette devono essere rispettate le eventuali indicazioni degli enti gestori. Ai bivi, la segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata costituiscono il riferimento principale.

Nel quadro della rete escursionistica locale, il percorso acquista valore soprattutto come elemento di continuità territoriale. La relazione fra fondovalle, versanti e dorsali permette di leggere il paesaggio come un sistema unitario, nel quale sentieri storici, viabilità forestale e piccoli nuclei abitati si intrecciano senza soluzione di continuità. Questa funzione di collegamento è particolarmente importante quando l’itinerario viene inserito in una traversata o in un anello più ampio, perché consente di modulare lunghezza e dislivello sfruttando gli innesti con i percorsi vicini e mantenendo una progressione coerente sul territorio.

Elementi notevoli

  • Pratieghi
  • Torrente Matteraia
  • boschi dell’alta Valmarecchia
  • rete CAI della Valtiberina
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 808b (AR)

 

Sentiero 808B collega Pian delle Capanne con Poggio delle Coste, sviluppandosi per circa 2.4 km. Le quote comprese fra circa 1037 e 1286 metri delineano un raccordo di quota fra la rete interna e la dorsale dell’Alpe della Luna. Il percorso è classificato E e attraversa un settore appenninico nel quale la rete escursionistica mette in relazione la Valtiberina, l’Alpe della Luna e i crinali di confine.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, la partenza avviene da Pian delle Capanne. Il primo tratto entra progressivamente in un ambiente di boschi, strade forestali e antiche vie di collegamento. La morfologia è articolata: dorsali secondarie, impluvi e valloni determinano cambi di pendenza frequenti, mentre alle quote superiori prevalgono faggete e tratti di crinale con visuali più ampie.

La parte centrale evidenzia il ruolo del sentiero all’interno della rete. Gli innesti con altri itinerari CAI consentono di costruire traversate più lunghe fra Sansepolcro, Badia Tedalda, Sestino e la dorsale appenninica. Nell’area dell’Alpe della Luna il paesaggio è dominato da boschi continui e rilievi poco antropizzati; i punti di riferimento sono soprattutto passi, poggi, rifugi e incroci con il sentiero 00.

Nella parte finale il percorso raggiunge Poggio delle Coste. La differenza fra quota minima e massima, pari a circa 249 metri, va considerata insieme ai saliscendi intermedi, che possono aumentare sensibilmente il dislivello effettivo. Nel verso opposto cambia la distribuzione dello sforzo, ma resta invariata la funzione del collegamento fra fondovalle, versanti e crinale.

L’isolamento di alcuni settori richiede una pianificazione accurata. È opportuno verificare meteo, ore di luce, disponibilità d’acqua e condizioni dei guadi, soprattutto dopo periodi piovosi. La segnaletica CAI e la cartografia aggiornata sono essenziali ai bivi; nelle aree protette devono inoltre essere rispettate le disposizioni dell’ente gestore.

Dal punto di vista della continuità territoriale, questo collegamento è utile perché mette in relazione quote e ambienti differenti senza ridursi alla sola viabilità ordinaria. Il cambiamento altimetrico si accompagna a una progressiva variazione del paesaggio: nei settori più bassi restano più evidenti strade rurali, nuclei abitati e aree coltivate, mentre salendo acquistano maggiore peso boschi, versanti e direttrici di crinale. Gli innesti agli estremi assumono quindi il valore di veri nodi della rete, particolarmente importanti quando il sentiero viene inserito in un anello o in una traversata di più lunga percorrenza.

Elementi notevoli

  • Alpe della Luna
  • Pian delle Capanne
  • Poggio delle Coste
  • boschi di faggio
  • rete CAI Sansepolcro
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 808a (AR)

 

Sentiero 808A collega Pian delle Capanne con Monte dei Frati, sviluppandosi per circa 1.8 km. Le quote comprese fra circa 1035 e 1453 metri delineano una salita breve e ripida verso la cima più elevata dell’Alpe della Luna. Il percorso è classificato E e attraversa un settore appenninico nel quale la rete escursionistica mette in relazione la Valtiberina, l’Alpe della Luna e i crinali di confine.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, la partenza avviene da Pian delle Capanne. Il primo tratto entra progressivamente in un ambiente di boschi, strade forestali e antiche vie di collegamento. La morfologia è articolata: dorsali secondarie, impluvi e valloni determinano cambi di pendenza frequenti, mentre alle quote superiori prevalgono faggete e tratti di crinale con visuali più ampie.

La parte centrale evidenzia il ruolo del sentiero all’interno della rete. Gli innesti con altri itinerari CAI consentono di costruire traversate più lunghe fra Sansepolcro, Badia Tedalda, Sestino e la dorsale appenninica. Nell’area dell’Alpe della Luna il paesaggio è dominato da boschi continui e rilievi poco antropizzati; i punti di riferimento sono soprattutto passi, poggi, rifugi e incroci con il sentiero 00.

Nella parte finale il percorso raggiunge Monte dei Frati. La differenza fra quota minima e massima, pari a circa 418 metri, va considerata insieme ai saliscendi intermedi, che possono aumentare sensibilmente il dislivello effettivo. Nel verso opposto cambia la distribuzione dello sforzo, ma resta invariata la funzione del collegamento fra fondovalle, versanti e crinale.

L’isolamento di alcuni settori richiede una pianificazione accurata. È opportuno verificare meteo, ore di luce, disponibilità d’acqua e condizioni dei guadi, soprattutto dopo periodi piovosi. La segnaletica CAI e la cartografia aggiornata sono essenziali ai bivi; nelle aree protette devono inoltre essere rispettate le disposizioni dell’ente gestore.

Dal punto di vista della continuità territoriale, questo collegamento è utile perché mette in relazione quote e ambienti differenti senza ridursi alla sola viabilità ordinaria. Il cambiamento altimetrico si accompagna a una progressiva variazione del paesaggio: nei settori più bassi restano più evidenti strade rurali, nuclei abitati e aree coltivate, mentre salendo acquistano maggiore peso boschi, versanti e direttrici di crinale. Gli innesti agli estremi assumono quindi il valore di veri nodi della rete, particolarmente importanti quando il sentiero viene inserito in un anello o in una traversata di più lunga percorrenza.

Elementi notevoli

  • Alpe della Luna
  • Pian delle Capanne
  • Monte dei Frati
  • faggete della riserva
  • dorsale appenninica
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 806b (AR)

 

Sentiero 806B collega Germagnano con La Spinella, sviluppandosi per circa 3.0 km. Le quote comprese fra circa 747 e 1011 metri delineano un raccordo breve fra i nuclei del versante e la rete dell’Alpe della Luna. Il percorso è classificato E e attraversa un settore appenninico nel quale la rete escursionistica mette in relazione la Valtiberina, l’Alpe della Luna e i crinali di confine.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, la partenza avviene da Germagnano. Il primo tratto entra progressivamente in un ambiente di boschi, strade forestali e antiche vie di collegamento. La morfologia è articolata: dorsali secondarie, impluvi e valloni determinano cambi di pendenza frequenti, mentre alle quote superiori prevalgono faggete e tratti di crinale con visuali più ampie.

La parte centrale evidenzia il ruolo del sentiero all’interno della rete. Gli innesti con altri itinerari CAI consentono di costruire traversate più lunghe fra Sansepolcro, Badia Tedalda, Sestino e la dorsale appenninica. Nell’area dell’Alpe della Luna il paesaggio è dominato da boschi continui e rilievi poco antropizzati; i punti di riferimento sono soprattutto passi, poggi, rifugi e incroci con il sentiero 00.

Nella parte finale il percorso raggiunge La Spinella. La differenza fra quota minima e massima, pari a circa 264 metri, va considerata insieme ai saliscendi intermedi, che possono aumentare sensibilmente il dislivello effettivo. Nel verso opposto cambia la distribuzione dello sforzo, ma resta invariata la funzione del collegamento fra fondovalle, versanti e crinale.

L’isolamento di alcuni settori richiede una pianificazione accurata. È opportuno verificare meteo, ore di luce, disponibilità d’acqua e condizioni dei guadi, soprattutto dopo periodi piovosi. La segnaletica CAI e la cartografia aggiornata sono essenziali ai bivi; nelle aree protette devono inoltre essere rispettate le disposizioni dell’ente gestore.

Dal punto di vista della continuità territoriale, questo collegamento è utile perché mette in relazione quote e ambienti differenti senza ridursi alla sola viabilità ordinaria. Il cambiamento altimetrico si accompagna a una progressiva variazione del paesaggio: nei settori più bassi restano più evidenti strade rurali, nuclei abitati e aree coltivate, mentre salendo acquistano maggiore peso boschi, versanti e direttrici di crinale. Gli innesti agli estremi assumono quindi il valore di veri nodi della rete, particolarmente importanti quando il sentiero viene inserito in un anello o in una traversata di più lunga percorrenza.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 806 (AR)

 

Sentiero 806 collega l’innesto con il Sentiero 4 con l’innesto con il Sentiero 8, sviluppandosi per circa 8.2 km. Le quote comprese fra circa 675 e 1111 metri delineano una traversata forestale dell’Alpe della Luna con numerosi saliscendi. Il percorso è classificato E e attraversa un settore appenninico nel quale la rete escursionistica mette in relazione la Valtiberina, l’Alpe della Luna e i crinali di confine.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, la partenza avviene da l’innesto con il Sentiero 4. Il primo tratto entra progressivamente in un ambiente di boschi, strade forestali e antiche vie di collegamento. La morfologia è articolata: dorsali secondarie, impluvi e valloni determinano cambi di pendenza frequenti, mentre alle quote superiori prevalgono faggete e tratti di crinale con visuali più ampie.

La parte centrale evidenzia il ruolo del sentiero all’interno della rete. Gli innesti con altri itinerari CAI consentono di costruire traversate più lunghe fra Sansepolcro, Badia Tedalda, Sestino e la dorsale appenninica. Nell’area dell’Alpe della Luna il paesaggio è dominato da boschi continui e rilievi poco antropizzati; i punti di riferimento sono soprattutto passi, poggi, rifugi e incroci con il sentiero 00.

Nella parte finale il percorso raggiunge l’innesto con il Sentiero 8. La differenza fra quota minima e massima, pari a circa 436 metri, va considerata insieme ai saliscendi intermedi, che possono aumentare sensibilmente il dislivello effettivo. Nel verso opposto cambia la distribuzione dello sforzo, ma resta invariata la funzione del collegamento fra fondovalle, versanti e crinale.

L’isolamento di alcuni settori richiede una pianificazione accurata. È opportuno verificare meteo, ore di luce, disponibilità d’acqua e condizioni dei guadi, soprattutto dopo periodi piovosi. La segnaletica CAI e la cartografia aggiornata sono essenziali ai bivi; nelle aree protette devono inoltre essere rispettate le disposizioni dell’ente gestore.

Dal punto di vista della continuità territoriale, questo collegamento è utile perché mette in relazione quote e ambienti differenti senza ridursi alla sola viabilità ordinaria. Il cambiamento altimetrico si accompagna a una progressiva variazione del paesaggio: nei settori più bassi restano più evidenti strade rurali, nuclei abitati e aree coltivate, mentre salendo acquistano maggiore peso boschi, versanti e direttrici di crinale. Gli innesti agli estremi assumono quindi il valore di veri nodi della rete, particolarmente importanti quando il sentiero viene inserito in un anello o in una traversata di più lunga percorrenza.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 803 (AR)

 

Sentiero 803 collega Passo di Viamaggio con Poggio dei Tre Vescovi, sviluppandosi per circa 12.6 km. Le quote comprese fra circa 844 e 1243 metri delineano una lunga traversata di crinale e versante lungo il sistema appenninico di confine. Il percorso è classificato E e attraversa un settore appenninico nel quale la rete escursionistica mette in relazione la Valtiberina, l’Alpe della Luna e i crinali di confine.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, la partenza avviene da Passo di Viamaggio. Il primo tratto entra progressivamente in un ambiente di boschi, strade forestali e antiche vie di collegamento. La morfologia è articolata: dorsali secondarie, impluvi e valloni determinano cambi di pendenza frequenti, mentre alle quote superiori prevalgono faggete e tratti di crinale con visuali più ampie.

La parte centrale evidenzia il ruolo del sentiero all’interno della rete. Gli innesti con altri itinerari CAI consentono di costruire traversate più lunghe fra Sansepolcro, Badia Tedalda, Sestino e la dorsale appenninica. Nell’area dell’Alpe della Luna il paesaggio è dominato da boschi continui e rilievi poco antropizzati; i punti di riferimento sono soprattutto passi, poggi, rifugi e incroci con il sentiero 00.

Nella parte finale il percorso raggiunge Poggio dei Tre Vescovi. La differenza fra quota minima e massima, pari a circa 399 metri, va considerata insieme ai saliscendi intermedi, che possono aumentare sensibilmente il dislivello effettivo. Nel verso opposto cambia la distribuzione dello sforzo, ma resta invariata la funzione del collegamento fra fondovalle, versanti e crinale.

L’isolamento di alcuni settori richiede una pianificazione accurata. È opportuno verificare meteo, ore di luce, disponibilità d’acqua e condizioni dei guadi, soprattutto dopo periodi piovosi. La segnaletica CAI e la cartografia aggiornata sono essenziali ai bivi; nelle aree protette devono inoltre essere rispettate le disposizioni dell’ente gestore.

Dal punto di vista della continuità territoriale, questo collegamento è utile perché mette in relazione quote e ambienti differenti senza ridursi alla sola viabilità ordinaria. Il cambiamento altimetrico si accompagna a una progressiva variazione del paesaggio: nei settori più bassi restano più evidenti strade rurali, nuclei abitati e aree coltivate, mentre salendo acquistano maggiore peso boschi, versanti e direttrici di crinale. Gli innesti agli estremi assumono quindi il valore di veri nodi della rete, particolarmente importanti quando il sentiero viene inserito in un anello o in una traversata di più lunga percorrenza.

Elementi notevoli

  • Alpe della Luna
  • Passo di Viamaggio
  • Poggio dei Tre Vescovi
  • dorsale appenninica
  • rete CAI Sansepolcro
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 801 (AR)

 

Sentiero 801 collega Badia Tedalda con Poggio delle Coste, sviluppandosi per circa 10.1 km. Le quote comprese fra circa 698 e 1280 metri delineano una salita dalla valle del Presale verso le dorsali dell’Alpe della Luna. Il percorso è classificato E e attraversa un settore appenninico nel quale la rete escursionistica mette in relazione la Valtiberina, l’Alpe della Luna e i crinali di confine.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, la partenza avviene da Badia Tedalda. Il primo tratto entra progressivamente in un ambiente di boschi, strade forestali e antiche vie di collegamento. La morfologia è articolata: dorsali secondarie, impluvi e valloni determinano cambi di pendenza frequenti, mentre alle quote superiori prevalgono faggete e tratti di crinale con visuali più ampie.

La parte centrale evidenzia il ruolo del sentiero all’interno della rete. Gli innesti con altri itinerari CAI consentono di costruire traversate più lunghe fra Sansepolcro, Badia Tedalda, Sestino e la dorsale appenninica. Nell’area dell’Alpe della Luna il paesaggio è dominato da boschi continui e rilievi poco antropizzati; i punti di riferimento sono soprattutto passi, poggi, rifugi e incroci con il sentiero 00.

Nella parte finale il percorso raggiunge Poggio delle Coste. La differenza fra quota minima e massima, pari a circa 582 metri, va considerata insieme ai saliscendi intermedi, che possono aumentare sensibilmente il dislivello effettivo. Nel verso opposto cambia la distribuzione dello sforzo, ma resta invariata la funzione del collegamento fra fondovalle, versanti e crinale.

L’isolamento di alcuni settori richiede una pianificazione accurata. È opportuno verificare meteo, ore di luce, disponibilità d’acqua e condizioni dei guadi, soprattutto dopo periodi piovosi. La segnaletica CAI e la cartografia aggiornata sono essenziali ai bivi; nelle aree protette devono inoltre essere rispettate le disposizioni dell’ente gestore.

Dal punto di vista della continuità territoriale, questo collegamento è utile perché mette in relazione quote e ambienti differenti senza ridursi alla sola viabilità ordinaria. Il cambiamento altimetrico si accompagna a una progressiva variazione del paesaggio: nei settori più bassi restano più evidenti strade rurali, nuclei abitati e aree coltivate, mentre salendo acquistano maggiore peso boschi, versanti e direttrici di crinale. Gli innesti agli estremi assumono quindi il valore di veri nodi della rete, particolarmente importanti quando il sentiero viene inserito in un anello o in una traversata di più lunga percorrenza.

Elementi notevoli

  • Alpe della Luna
  • Badia Tedalda
  • Poggio delle Coste
  • boschi appenninici
  • rete CAI Sansepolcro
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 78_1 (AR)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 390d (AR)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 19 (AR)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 2-gea (AR)

 
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 088 (AR)

 

Sentiero 088 collega Sentiero 078 presso Croce Coperta con Sentiero 50-GEA presso Villa di Tifi. Il percorso sviluppa circa 3.5 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 588 e 840 metri. Il suo profilo è caratterizzato da un collegamento di versante che guadagna quota verso l’asse della GEA; è quindi un itinerario da leggere soprattutto in rapporto al dislivello e alla funzione di collegamento che svolge nella rete escursionistica locale.

Seguendo il verso del tracciato, la partenza avviene da Sentiero 078 presso Croce Coperta. Il primo tratto introduce gradualmente nel paesaggio del settore, alternando strade rurali, piste forestali o sentieri secondo la morfologia attraversata. La progressione resta coerente con la direttrice generale del percorso e consente di guadagnare o perdere quota senza deviazioni estranee allo sviluppo principale.

La parte centrale è quella in cui emerge maggiormente la struttura del territorio: dorsali, valloni e versanti determinano una successione di pendenze che può risultare più impegnativa della sola distanza chilometrica. Nei punti in cui il sentiero interseca altri itinerari CAI è importante mantenere il riferimento alla numerazione, perché diversi collegamenti condividono per brevi tratti la stessa rete di piste e mulattiere.

Procedendo verso Sentiero 50-GEA presso Villa di Tifi, l’andamento altimetrico diventa coerente con l’ingresso nel settore finale. Le quote comprese fra circa 588 e 840 metri descrivono bene la varietà del percorso: nei tratti più bassi prevale un paesaggio collinare o di fondovalle, mentre alle quote superiori aumentano boschi, dorsali e ambienti più propriamente montani.

Il valore dell’itinerario sta anche nella continuità territoriale. Non è necessario considerarlo come percorso isolato: gli innesti con i sentieri vicini permettono di inserirlo in traversate più lunghe o in anelli, scegliendo il verso di marcia in funzione del dislivello. In presenza di forti pendenze, la percorrenza inversa può cambiare sensibilmente l’impegno fisico pur lasciando invariata la difficoltà tecnica generale.

Prima della partenza è opportuno valutare condizioni del fondo, stagione e disponibilità di acqua, soprattutto nei tratti di crinale o nei collegamenti più lunghi. La segnaletica escursionistica resta il riferimento principale ai bivi; tempi e impegno vanno commisurati non solo ai chilometri, ma anche al dislivello complessivo e alla continuità delle salite o delle discese.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 076 (AR)

 

Sentiero 076 collega Montalone, sul Sentiero 060 con Sentiero 066 a sud-est di Casa di Modina. Il percorso sviluppa circa 2.8 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 881 e 1000 metri. Il suo profilo è caratterizzato da un raccordo di montagna breve, con salita prevalente e alcuni tratti più distesi; è quindi un itinerario da leggere soprattutto in rapporto al dislivello e alla funzione di collegamento che svolge nella rete escursionistica locale.

Seguendo il verso del tracciato, la partenza avviene da Montalone, sul Sentiero 060. Il primo tratto introduce gradualmente nel paesaggio del settore, alternando strade rurali, piste forestali o sentieri secondo la morfologia attraversata. La progressione resta coerente con la direttrice generale del percorso e consente di guadagnare o perdere quota senza deviazioni estranee allo sviluppo principale.

La parte centrale è quella in cui emerge maggiormente la struttura del territorio: dorsali, valloni e versanti determinano una successione di pendenze che può risultare più impegnativa della sola distanza chilometrica. Nei punti in cui il sentiero interseca altri itinerari CAI è importante mantenere il riferimento alla numerazione, perché diversi collegamenti condividono per brevi tratti la stessa rete di piste e mulattiere.

Procedendo verso Sentiero 066 a sud-est di Casa di Modina, l’andamento altimetrico diventa coerente con l’ingresso nel settore finale. Le quote comprese fra circa 881 e 1000 metri descrivono bene la varietà del percorso: nei tratti più bassi prevale un paesaggio collinare o di fondovalle, mentre alle quote superiori aumentano boschi, dorsali e ambienti più propriamente montani.

Il valore dell’itinerario sta anche nella continuità territoriale. Non è necessario considerarlo come percorso isolato: gli innesti con i sentieri vicini permettono di inserirlo in traversate più lunghe o in anelli, scegliendo il verso di marcia in funzione del dislivello. In presenza di forti pendenze, la percorrenza inversa può cambiare sensibilmente l’impegno fisico pur lasciando invariata la difficoltà tecnica generale.

Prima della partenza è opportuno valutare condizioni del fondo, stagione e disponibilità di acqua, soprattutto nei tratti di crinale o nei collegamenti più lunghi. La segnaletica escursionistica resta il riferimento principale ai bivi; tempi e impegno vanno commisurati non solo ai chilometri, ma anche al dislivello complessivo e alla continuità delle salite o delle discese.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 075 (AR)

 

Il sentiero CAI 075 collega Pieve Santo Stefano ai rilievi montuosi che separano la Valtiberina dal territorio della Verna, attraversando uno dei settori più boscosi dell’Appennino aretino. L’itinerario, lungo circa 9 km, parte dal margine occidentale dell’abitato, a circa 435 metri di altitudine, e risale verso nord-ovest fino a raggiungere la dorsale del Monte della Modina, superando i 1.100 metri di quota. È un percorso caratterizzato da un notevole sviluppo altimetrico, che permette di passare dagli ambienti rurali della valle ai boschi montani dell’Appennino.

Lasciate le ultime case di Pieve Santo Stefano, il sentiero si dirige verso le pendici occidentali della valle del Tevere. Il primo tratto segue un andamento articolato, alternando brevi traversi e risalite lungo i versanti. La vegetazione si fa progressivamente più fitta, mentre il paesaggio agricolo del fondovalle lascia spazio a un ambiente dominato dai boschi. Questa parte del percorso conserva il carattere delle antiche vie di collegamento tra il centro abitato e le zone montane, storicamente utilizzate per raggiungere poderi, pascoli e aree forestali.

La salita prosegue attraverso il sistema di rilievi che sovrasta Pieve Santo Stefano, con una successione di curve e cambi di direzione che accompagnano l’escursionista oltre gli 800 metri di altitudine. Il sentiero attraversa ambienti forestali tipici dell’Appennino tosco-romagnolo, dove alle quote più basse prevalgono formazioni di latifoglie miste, mentre salendo acquistano importanza le faggete. La morfologia del territorio è segnata da dorsali arrotondate e versanti incisi da piccoli impluvi, che convogliano le acque verso il bacino del Tevere.

Superata la fascia dei 900 metri, il percorso raggiunge progressivamente la parte alta della montagna, avvicinandosi al Monte della Modina. Il rilievo, che raggiunge circa 1.180 metri, costituisce uno dei riferimenti geografici principali di questo settore dell’Appennino. Il sentiero CAI 075 è inoltre utilizzato da una parte dei camminatori che percorrono la Via di Francesco tra il Santuario della Verna e Pieve Santo Stefano. In questo tratto il percorso attraversa boschi fitti, nei quali è importante prestare attenzione alla segnaletica bianco-rossa, soprattutto in corrispondenza delle intersezioni con le piste forestali.

Nella parte superiore il tracciato raggiunge una quota massima di circa 1.171 metri, per poi proseguire con alcune ondulazioni lungo il settore sommitale della dorsale. La lunga salita lascia spazio a un andamento meno regolare, con brevi discese e risalite tra le superfici boscate. L’itinerario termina a circa 1.125 metri di altitudine, in prossimità del sistema di collegamenti escursionistici che interessa il Monte della Modina e i rilievi circostanti. La posizione di questo settore montano permette di comprendere la continuità geografica tra la Valtiberina, i monti della Verna e le dorsali dell’Appennino tosco-romagnolo.

Il CAI 075 rappresenta un collegamento escursionistico significativo tra Pieve Santo Stefano e la montagna della Modina. Il suo interesse risiede soprattutto nella varietà degli ambienti attraversati, nel rapporto con la viabilità forestale tradizionale e nella connessione con la rete dei cammini francescani. Percorrendolo in salita si affronta un itinerario prevalentemente ascendente, con un dislivello importante e lunghi tratti immersi nel bosco; nella direzione opposta costituisce una delle vie di discesa verso Pieve Santo Stefano per chi proviene dall’area della Verna.

Elementi notevoli

  • Pieve Santo Stefano – Centro storico della Valtiberina toscana e punto di partenza del percorso, situato lungo l’alta valle del Tevere.
  • Monte della Modina – Rilievo appenninico di circa 1.180 metri, riferimento geografico della parte superiore dell’itinerario e importante punto di passaggio della rete escursionistica locale.
  • Boschi della Modina – Estese formazioni forestali attraversate nella parte alta del sentiero, caratterizzate dalla presenza di latifoglie montane e faggete.
  • Via di Francesco – Tappa La Verna-Pieve Santo Stefano – Cammino di pellegrinaggio che utilizza il sentiero CAI 075 come parte del collegamento tra il territorio della Verna e la Valtiberina.
  • Alta valle del Tevere – Il contesto geografico della partenza, caratterizzato dal corso superiore del fiume e dai rilievi che delimitano la conca di Pieve Santo Stefano.
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 061 (AR)

 

Sentiero 061 collega Pieve Santo Stefano con il Sentiero 50-GEA a sud di Croce della Calla. Lo sviluppo è di circa 9.8 km, con quote comprese indicativamente fra 521 e 1122 metri. L’andamento è caratterizzato da una lunga salita dal fondovalle verso il sistema di crinale della Verna, coerente con la funzione di raccordo che questo tratto svolge nella rete della Vallesanta e del settore della Verna.

Dal primo estremo, Pieve Santo Stefano, il percorso entra gradualmente nel sistema di versanti e dorsali dell’Appennino aretino. La geometria è continua e non mostra interruzioni sostanziali; le variazioni di quota seguono la morfologia locale e definiscono una progressione leggibile, senza forzature rispetto agli estremi ufficialmente documentati.

La parte centrale attraversa un territorio in cui i sentieri CAI formano una rete molto fitta. Bivi e intersezioni hanno quindi un ruolo importante: il tracciato non va considerato soltanto come itinerario autonomo, ma come segmento capace di mettere in comunicazione vallate, piccoli nuclei, passi e direttrici di crinale.

Avvicinandosi a il Sentiero 50-GEA a sud di Croce della Calla, il percorso assume il carattere finale suggerito dal profilo altimetrico: la quota e la pendenza cambiano in modo coerente con l’ingresso nel settore di arrivo. Nei punti di intersezione con altri sentieri è opportuno seguire con attenzione la segnaletica bianco-rossa.

La classificazione escursionistica è compatibile con il tracciato. L’impegno reale dipende soprattutto dalla combinazione fra dislivello, lunghezza, condizioni del fondo e stagione: nei collegamenti più brevi può essere determinante la pendenza, mentre nelle traversate lunghe pesa soprattutto la continuità dello sforzo.

Elementi notevoli

  • Pieve Santo Stefano
  • Cappella Fra Filippo
  • Croce della Calla
  • Sentiero 50-GEA
  • Monte della Verna
Home » Sentiero 00_3 (AR)

Sentiero 00_3 (AR)

 
X