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Sentiero San Ponzo Semola-Serra del Monte (AL)

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Sentiero 335 (AL)

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Anello del San Vito (AL)

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Sentiero 283 (AL)

 

Il sentiero 283 – Bivio Mulino di Sopra – Cascina Baro è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Valle Spinti. La geometria completa misura circa 2.9 km e si mantiene tra quote prossime a 308 m e 591 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso bivio Mulino di Sopra. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Cascina Baro. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Cascina Baro. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 283 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Valle Spinti, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 282 (AL)

 

Il sentiero 282 – Bivio Campomagro – bivio Rio Gavassana è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Valle Spinti. La geometria completa misura circa 1.2 km e si mantiene tra quote prossime a 378 m e 471 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso bivio Campomagro. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Rio Gavassana. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a bivio Rio Gavassana. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 282 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Valle Spinti, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 281 (AL)

 

Il sentiero 281 – Bivio Campomagro – Pian dei Poggi è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Valle Spinti. La geometria completa misura circa 2.3 km e si mantiene tra quote prossime a 383 m e 632 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso bivio Campomagro. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Pian dei Poggi. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Pian dei Poggi. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 281 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Valle Spinti, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 280 (AL)

 

Il sentiero 280 – Grondona – Pian dei Poggi è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Valle Spinti. La geometria completa misura circa 3.0 km e si mantiene tra quote prossime a 298 m e 624 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Grondona. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Pian dei Poggi. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Pian dei Poggi. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 280 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Valle Spinti, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 279 (AL)

 
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Sentiero 278 (AL)

 

Il sentiero 278 – Liveto – Madonna della Mercede è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di bassa Val Borbera. La geometria completa misura circa 0.8 km e si mantiene tra quote prossime a 330 m e 429 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Liveto. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Madonna della Mercede. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Madonna della Mercede. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 278 permette così di leggere in continuità il paesaggio di bassa Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 277 (AL)

 

Il sentiero 277 – Bivio Bambino di Praga – Castel Ratti è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di bassa Val Borbera. La geometria completa misura circa 1.4 km e si mantiene tra quote prossime a 294 m e 371 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso bivio Bambino di Praga. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Castel Ratti. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Castel Ratti. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 277 permette così di leggere in continuità il paesaggio di bassa Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 276 (AL)

 

Il sentiero 276 – Castel Ratti – bivio di Costa Muta è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di bassa Val Borbera. La geometria completa misura circa 1.6 km e si mantiene tra quote prossime a 301 m e 405 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Castel Ratti. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Costa Muta. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Costa Muta. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 276 permette così di leggere in continuità il paesaggio di bassa Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 275 (AL)

 

Il sentiero 275 – Vignole Borbera – Roccaforte Ligure è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Val Borbera e Valle Spinti. La geometria completa misura circa 16.4 km e si mantiene tra quote prossime a 243 m e 871 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Vignole Borbera. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Valle Spinti, Costa Iamue, Sella di Avi. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Roccaforte Ligure. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 275 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Val Borbera e Valle Spinti, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 273 (AL)

 

Il sentiero 273 – Grondona – Persi è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Valle Spinti e Val Borbera. La geometria completa misura circa 4.9 km e si mantiene tra quote prossime a 295 m e 472 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Grondona. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Sezzella, Cerreto Ratti, torrente Borbera. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Persi. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 273 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Valle Spinti e Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

Elementi notevoli

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Sentiero 272 (AL)

 

Il sentiero 272 – Cerreto Ratti – bivio sentiero 275 è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Val Borbera. La geometria completa misura circa 1.0 km e si mantiene tra quote prossime a 324 m e 444 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Cerreto Ratti. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: chiesetta di Santo Stefano. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a bivio sentiero 275. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 272 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

Elementi notevoli

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Sentiero 271 (AL)

 

Il sentiero 271 – Grondona – Lemmi – Costa dei Gatti è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Valle Spinti. La geometria completa misura circa 6.1 km e si mantiene tra quote prossime a 307 m e 739 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Grondona. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Rio Dorzegna, Cà di Lemmi, Lemmi. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Costa dei Gatti. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 271 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Valle Spinti, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

Elementi notevoli

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Sentiero 270 (AL)

 

Il sentiero 270 – Varinella – bivio Costa Iamue è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Valle Spinti. La geometria completa misura circa 5.8 km e si mantiene tra quote prossime a 230 m e 403 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Varinella. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: torrente Spinti, Costa Caselle, calanchi. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Costa Iamue. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 270 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Valle Spinti, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 269 (AL)

 
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Sentiero 260 (AL)

 

Il sentiero 260 – Pertuso – Roccaforte Ligure è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Val Borbera. La geometria completa misura circa 7.0 km e si mantiene tra quote prossime a 353 m e 859 m. La difficoltà documentata è EE. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Pertuso. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: torrente Borbera, puddinga, Sella di Avi. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Roccaforte Ligure. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 260 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

Elementi notevoli

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Sentiero 256 (AL)

 

Il sentiero 256 – Selletta Monte Cravasana – Sella di Avi è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Val Borbera. La geometria completa misura circa 1.9 km e si mantiene tra quote prossime a 606 m e 800 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Selletta del Monte Cravasana. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Sella di Avi. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Sella di Avi. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 256 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 255b (AL)

 
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Sentiero 255a (AL)

 
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Sentiero 255 (AL)

 

Il sentiero 255 – Pagliaro Inferiore – Selletta Monte Cravasana è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Val Borbera. La geometria completa misura circa 1.8 km e si mantiene tra quote prossime a 417 m e 805 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Pagliaro Inferiore. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Monte Cravasana. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Selletta del Monte Cravasana. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 255 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 215a (AL)

 

Il sentiero 215a – Albera Ligure – bivio Figino è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 2.5 km e si colloca tra quote prossime a 421 m e 612 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Albera Ligure. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Figino. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a bivio Figino, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 421 e 612 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 215a risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 215 (AL)

 

Il sentiero 215 – Albera Ligure – bivio sentiero 200 è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 12.7 km e si colloca tra quote prossime a 416 m e 1402 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Albera Ligure. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Val Borbera. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a bivio sentiero 200, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 416 e 1402 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 215 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 211 (AL)

 

Il sentiero 211 – Albera Ligure – Costa Vendersi è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 1.9 km e si colloca tra quote prossime a 418 m e 705 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Albera Ligure. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Costa Vendersi. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Costa Vendersi, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 418 e 705 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 211 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 210a_1 (AL)

 
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Sentiero 210 (AL)

 

Il sentiero 210 – Cantalupo Ligure – Monte Giarolo è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 8.0 km e si colloca tra quote prossime a 377 m e 1466 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Cantalupo Ligure. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Monte Giarolo, crinale appenninico. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Monte Giarolo, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 377 e 1466 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 210 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 209a (AL)

 
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Sentiero 209 (AL)

 
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Sentiero 208 (AL)

 

Il sentiero 208 – Strette di Pertuso – Monte Barillaro è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 5.2 km e si colloca tra quote prossime a 359 m e 866 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Strette di Pertuso. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Monte Barillaro. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Monte Barillaro, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 359 e 866 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 208 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 207 (AL)

 
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Sentiero 206 (AL)

 

Il sentiero 206 – Bivio Rio Vargo – Bivio Campolungo è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di bassa Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 2.2 km e si colloca tra quote prossime a 335 m e 447 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso bivio Rio Vargo. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di bassa Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Campolungo. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a bivio Campolungo, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 335 e 447 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 206 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di bassa Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 205 (AL)

 

Il sentiero 205 – Vargo – Santuario Ca’ del Bello è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di bassa Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 2.0 km e si colloca tra quote prossime a 335 m e 490 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Vargo. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di bassa Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Santuario Ca’ del Bello. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Santuario Ca’ del Bello, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 335 e 490 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 205 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di bassa Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 204 (AL)

 

Il sentiero 204 – Borghetto Borbera – Santuario Ca’ del Bello è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di bassa Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 2.1 km e si colloca tra quote prossime a 283 m e 494 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Borghetto Borbera. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di bassa Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Santuario Ca’ del Bello. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Santuario Ca’ del Bello, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 283 e 494 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 204 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di bassa Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 118 (AL)

 

Il sentiero 118 – Le sorgenti del torrente Ossona è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di colline tortonesi. La geometria analizzata sviluppa circa 13.9 km e si colloca tra quote prossime a 159 m e 445 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Costa Vescovato. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di colline tortonesi. I riferimenti territoriali verificati comprendono torrente Ossona. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Costa Vescovato, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 159 e 445 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 118 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di colline tortonesi: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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