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Sentiero Del Brigante Tappa 3 Zervo – Bosco di Trepitò

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Sentiero Del Brigante Tappa 2 Carmelia – Sanatorio Zervo

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Sentiero Del Brigante Tappa 1 Gambarie – Carmelia

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Sentiero 133 (RC)

 

Il sentiero 133 – Carmelia–Monte Fistocchio è un itinerario escursionistico del Parco Nazionale dell’Aspromonte, nel territorio montano di Delianuova. Il percorso rilevato misura circa 4,7 km e collega i Piani di Carmelia al Monte Fistocchio; nel senso di marcia rappresentato viene percorso in discesa, dalla sommità del monte, a circa 1.565 metri, fino alla zona di Carmelia, intorno ai 1.250 metri. Il profilo è prevalentemente discendente, pur con alcuni brevi contromovimenti, e attraversa uno dei settori forestali dell’Aspromonte centrale.

Dalla sommità del Monte Fistocchio il sentiero lascia il piccolo pianoro sommitale e scende gradualmente lungo il versante. La cima, che raggiunge circa 1.568 metri, costituisce un notevole punto panoramico: verso est lo sguardo può raggiungere le grandi emergenze rocciose di Pietra Cappa e Pietra Castello, mentre sul lato tirrenico si distinguono i territori di Delianuova e Scido. Verso sud-ovest emerge invece la dorsale culminante nel Montalto, la vetta più elevata dell’Aspromonte.

Il pianoro del Fistocchio presenta inoltre un elemento di interesse storico ancora non definitivamente interpretato. Sulla sommità sono stati osservati numerosi massi e blocchi lavorati, di forme differenti, che hanno fatto ipotizzare la presenza in passato di un insediamento o di una struttura fortificata. Il percorso prosegue dalla cima verso Portella Mastrangelo, dove incontra la strada montana proveniente dal settore di Montalto e diretta verso San Luca.

Da Portella Mastrangelo il sentiero continua a perdere quota entrando più decisamente nel bosco e incrocia il Sentiero del Brigante, grande cammino che attraversa l’Aspromonte e prosegue verso le Serre. Poco più avanti si incontrano le sorgenti conosciute come Fontanelle e Fontana Scarpa, punti d’acqua tradizionalmente utilizzati lungo questa direttrice. Il tracciato segue quindi la sterrata detta Via delle Fontanelle, con una discesa regolare fra le estese formazioni forestali dell’altopiano.

Nella parte conclusiva le quote scendono verso i 1.250 metri e il percorso raggiunge i Piani di Carmelia. L’area è una delle porte naturali dell’Aspromonte interno e costituisce un importante crocevia della rete escursionistica. Il Parco descrive Carmelia come un ambiente ricco di boschi di pino, abete e faggio; da qui transitano anche itinerari diretti verso Gambarie, Zervò e altri settori del massiccio. Il paesaggio più aperto dei piani contrasta con i boschi attraversati durante la discesa dal Fistocchio.

Il sentiero 133 è quindi un collegamento montano di difficoltà escursionistica che unisce la panoramicità del Monte Fistocchio agli ambienti forestali dei Piani di Carmelia. Sorgenti, antiche direttrici di transito e l’incrocio con il Sentiero del Brigante arricchiscono un percorso nel quale paesaggio, storia locale e natura dell’Aspromonte rimangono strettamente intrecciati.

Elementi notevoli

  • Sentiero 133 – Carmelia–Monte Fistocchio: itinerario ufficiale del Parco Nazionale dell’Aspromonte, percorribile a piedi e inserito nel catasto della rete sentieristica protetta.
  • Monte Fistocchio: cima di circa 1.568 metri, punto più elevato dell’itinerario e balcone panoramico sui versanti ionico e tirrenico dell’Aspromonte.
  • Portella Mastrangelo: punto di passaggio della parte alta del percorso, presso la strada montana che collega il settore di Montalto con quello di San Luca.
  • Fontana Scarpa e Fontanelle: sorgenti incontrate lungo la discesa attraverso il bosco, sulla direttrice della Via delle Fontanelle.
  • Sentiero del Brigante: storico cammino di lunga percorrenza dell’Aspromonte, incrociato dal sentiero 133 nel settore fra Carmelia e Portella Mastrangelo.
  • Piani di Carmelia: area montana a circa 1.250 metri nel territorio di Delianuova, caratterizzata da estesi boschi e dalla convergenza di diversi itinerari escursionistici.
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Sentiero 132 (RC)

 

Il sentiero 132 – Cascate dell’Amendolea è un breve itinerario del Parco Nazionale dell’Aspromonte che si sviluppa nell’alta valle dell’Amendolea, poco a valle dell’invaso del Menta. Il tracciato misura circa 2 km e, nel senso di marcia rappresentato, scende da circa 1.350 metri fino a poco più di 1.220 metri, con alcuni brevi saliscendi e una quota massima prossima ai 1.380 metri. La meta è il punto panoramico sulle spettacolari Cascate dell’Amendolea, conosciute anche come Cascate Maesano e localmente come U Schicciu da Spana.

Il percorso prende avvio nel settore montano prossimo alla Diga del Menta, grande sbarramento in terra che forma l’omonimo lago artificiale. Da qui il sentiero si inoltra sul versante orientale dell’Aspromonte e comincia gradualmente a perdere quota. Il paesaggio segna il passaggio dalle estese foreste delle quote superiori verso un ambiente più aperto e aspro, profondamente inciso dai valloni che confluiscono nell’alta Fiumara Amendolea.

La progressione alterna brevi salite e discese, con pendenze localmente marcate e qualche tratto esposto. Lungo il cammino viene attraversato anche un piccolo corso d’acqua, mentre la morfologia diventa progressivamente più accidentata avvicinandosi al vallone delle cascate. Il sentiero si trova in un settore di particolare valore naturalistico del Parco, dove l’acqua ha scavato profondamente le rocce creando gole, pareti e salti che caratterizzano le testate della grande fiumara aspromontana.

Il principale punto d’interesse è il belvedere sulle Cascate dell’Amendolea. Il salto, alimentato dalle acque montane dell’Aspromonte, si sviluppa complessivamente per circa 80 metri ed è articolato in tre principali cadute visibili, ciascuna associata a una pozza. Il nome tradizionale U Schicciu da Spana identifica questa spettacolare emergenza naturale, inserita in un vallone roccioso dall’aspetto particolarmente selvaggio. Il punto panoramico consente di osservare le cascate dall’alto senza abbandonare il percorso autorizzato.

Oltre il belvedere il sentiero 132 prosegue, ma le indicazioni istituzionali locali segnalano questo settore come sensibilmente più impegnativo e pericoloso. La base delle cascate non è raggiunta dal sentiero ufficiale e ricade in un’area nella quale non è consentito avventurarsi fuori dal tracciato. Per l’escursione ordinaria il belvedere costituisce pertanto il naturale punto di inversione, tornando alla zona della Diga del Menta lungo lo stesso percorso.

Il sentiero 132 è quindi un itinerario breve ma dal marcato carattere aspromontano, nel quale la vicinanza dell’acqua e la morfologia accidentata assumono un ruolo dominante. Il passaggio dall’altopiano del Menta al profondo vallone dell’Amendolea conduce in pochi chilometri a uno degli scenari d’acqua più caratteristici del Parco, fra versanti rocciosi, vegetazione montana e profonde incisioni torrentizie.

Elementi notevoli

  • Sentiero 132 – Cascate dell’Amendolea: itinerario ufficiale del Parco Nazionale dell’Aspromonte diretto al punto panoramico sulle cascate.
  • Diga e Lago del Menta: grande invaso artificiale dell’alta montagna aspromontana, situato poco a monte dell’accesso al sentiero.
  • Cascate dell’Amendolea: note anche come Cascate Maesano o U Schicciu da Spana, sono formate da una successione di grandi salti d’acqua nel vallone sottostante il Menta.
  • Belvedere delle cascate: punto di osservazione raggiunto dal percorso ufficiale, dal quale si domina dall’alto la successione dei salti e delle pozze.
  • Fiumara Amendolea: grande corso d’acqua del versante ionico dell’Aspromonte, il cui sistema di valloni prende origine nelle montagne attraversate dall’itinerario.
  • Vallone delle cascate: ambiente roccioso profondamente inciso dall’erosione torrentizia, che conferisce al tratto finale del percorso il suo carattere più selvaggio.
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Sentiero 131 (RC)

 
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Sentiero 130 (RC)

 
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Sentiero 129 (RC)

 
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Sentiero 127 (RC)

 
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Sentiero 126 (RC)

 
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Sentiero 125 (RC)

 
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Sentiero 123 (RC)

 
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Sentiero 122 (RC)

 
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Sentiero 120 (RC)

 
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Sentiero 105 (RC)

 
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Sentiero 103 (RC)

 

Il sentiero 103 – Serro Schiavo–Montalto–Polsi–San Luca–sentiero 105 è una delle grandi traversate del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il percorso, classificato E – Escursionistico nei dati del tracciato, si sviluppa per circa 39 km e richiede per lunghezza e forte escursione altimetrica un notevole impegno. La direttrice ufficiale storica è indicata dal Parco da Serro Schiavo attraverso Montalto, Polsi e San Luca fino all’innesto con il sentiero 105. Le quote registrate spaziano da meno di 200 metri a circa 1.950 metri, attraversando così quasi per intero la montagna aspromontana dalle alte dorsali alle profonde vallate del versante ionico.

Da Serro Schiavo, a oltre 1.800 metri, il sentiero procede sulle alte dorsali e raggiunge rapidamente il settore culminante dell’Aspromonte. Dopo alcuni saliscendi si porta infatti in prossimità di Montalto, o Monte Cocuzza, la cima più elevata del massiccio con i suoi 1.956 metri. Sulla vetta si trovano la statua del Redentore e la Rosa dei Venti; nelle giornate limpide il panorama abbraccia entrambi i mari, la Sicilia orientale e le montagne della Calabria. Questo tratto rappresenta il punto più alto e più marcatamente montano dell’intera traversata.

Dal Montalto il percorso cambia nettamente carattere e affronta una lunga discesa verso il bacino della Fiumara Bonamico. La perdita di quota è considerevole e conduce nel cuore dell’Aspromonte, fino al Santuario della Madonna della Montagna di Polsi, posto in una profonda valle a circa 850 metri. Polsi è uno dei luoghi religiosi più importanti della montagna calabrese: la tradizione lega la nascita del santuario al ritrovamento miracoloso di una croce e a un’apparizione mariana, mentre da secoli pellegrini provenienti dai paesi dell’Aspromonte raggiungono il complesso percorrendo antichi sentieri.

Lasciato Polsi, il 103 segue la grande incisione del Bonamico e continua a perdere quota verso il versante ionico. Lungo questa direttrice si incontra il settore del Lago Costantino, bacino formatosi nel 1973 quando una grande frana sbarrò il corso della fiumara; il successivo apporto di sedimenti ne ha poi determinato il progressivo interrimento. La traversata prosegue fra valloni, pendii aridi e tratti boscati, mostrando il forte contrasto fra l’altopiano sommitale e le profonde incisioni torrentizie tipiche dell’Aspromonte orientale.

Il percorso raggiunge quindi il territorio di San Luca, collegandosi alla rete che interessa la Valle delle Grandi Pietre. In questo settore il paesaggio è dominato da spettacolari monoliti e torrioni rocciosi, fra i quali Pietra Cappa, Pietra Castello e le Rocche di San Pietro, luoghi legati anche alla presenza medievale dei monaci di tradizione greco-bizantina. Superata la fascia più bassa dell’itinerario, il tracciato riprende decisamente quota e risale nell’entroterra fino all’innesto con il sentiero 105, completando una traversata caratterizzata da continui e marcati cambiamenti di ambiente.

Il sentiero 103 rappresenta così una vera sezione trasversale dell’Aspromonte: dalle quote prossime ai 2.000 metri del Montalto scende al santuario di Polsi e alle vallate del Bonamico, per poi tornare verso le pendici montane. L’eccezionale sviluppo altimetrico, la lunghezza e la successione di luoghi naturali, religiosi e storici ne fanno un itinerario da affrontare come traversata di grande respiro, nel quale il carattere più autentico dell’Aspromonte emerge dalla continua relazione fra alte montagne, fiumare e antichi cammini.

Elementi notevoli

  • Serro Schiavo: settore di alta montagna dal quale prende avvio il sentiero nel senso di marcia del percorso.
  • Montalto: vetta più elevata dell’Aspromonte, alta 1.956 metri, caratterizzata dalla statua del Redentore e da vastissimi panorami.
  • Santuario della Madonna della Montagna di Polsi: storico centro della devozione aspromontana, raggiunto dopo la lunga discesa dal Montalto.
  • Fiumara Bonamico e Lago Costantino: grande sistema torrentizio attraversato nella parte centrale della traversata; il lago nacque dallo sbarramento provocato da una frana nel 1973.
  • San Luca: centro del versante ionico attraversato dalla direttrice del sentiero e importante riferimento per i percorsi dell’Aspromonte orientale.
  • Valle delle Grandi Pietre: territorio caratterizzato da grandi monoliti come Pietra Cappa e da testimonianze della presenza monastica greco-bizantina.
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