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Calcata Loop Trail (RM)

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Anello di Mazzano Romano (RM)

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Anello di Campagnano (VT)

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Sentiero 269d (VT)

 
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Sentiero 269b (VT)

 

Il sentiero 269B – Trevignano Romano–Monterosi è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 7.4 km. La geometria si colloca fra circa 271 e 369 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da campo sportivo di Trevignano Romano e procede verso Monterosi. Il Parco documenta il 269B come uno dei due collegamenti fra Trevignano e Monterosi. Dopo il campo sportivo attraversa un piccolo bosco in località Fonte Cerro e prosegue su viabilità prima asfaltata e poi bianca verso la Macchia di Monterosi.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Monterosi, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Trevignano Romano
  • Fonte Cerro
  • Macchia di Monterosi
  • Monterosi
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 269 (VT)

 
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Sentiero 266d (VT)

 
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Sentiero 266c (VT)

 

Il sentiero 266C è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 3.88 km. La geometria si colloca fra circa 176 e 420 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Via Bassano di Sutri e procede verso Ciclovia dei Boschi 266. La cartografia istituzionale del Parco identifica il 266C come diramazione di Via Bassano di Sutri verso la Ciclovia dei Boschi. Il tracciato affronta una sensibile variazione di quota e mette in comunicazione il settore basso con la dorsale forestale.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Ciclovia dei Boschi 266, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Via Bassano di Sutri
  • Ciclovia dei Boschi 266
  • Monti Sabatini
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266 (VT)

 

Il sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 10.28 km. La geometria si colloca fra circa 343 e 487 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Trevignano Romano e procede verso innesto con il sentiero 176 sulla Strada Bassanese. Il Parco di Bracciano-Martignano documenta il 266 come grande direttrice forestale fra Trevignano Romano e l’asse Oriolo Romano–Bassano Romano. Il percorso attraversa boschi e sterrate e costituisce la spina dorsale per numerose diramazioni numerate.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge innesto con il sentiero 176 sulla Strada Bassanese, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Trevignano Romano
  • Ciclovia dei Boschi
  • Strada Bassanese
  • sentiero 176
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 24 (VT)

 
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Sentiero 19 (VT)

 
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Sentiero 178d (VT)

 

Il sentiero 178D è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.15 km e quote comprese indicativamente fra 201 e 218 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il 178D è un brevissimo raccordo, lungo circa 150 metri, fra il sentiero 178 e il sentiero 178A. Lunghezza e funzione coincidono esattamente con la denominazione pubblicata dal CAI di Viterbo.

Il segmento si trova nel sistema della forra fra Nepi e Castel Sant’Elia e serve a mettere in comunicazione la direttrice di fondovalle con il ramo alternativo superiore. La variazione di quota, pur concentrata in pochissimi metri, è percepibile.

Il contesto resta quello dei sentieri di forra: terreno naturale, pendenze e umidità possono rendere il passaggio più impegnativo del normale. La documentazione CAI include anche il 178D fra i percorsi destinati a escursionisti esperti.

Il suo valore è esclusivamente connettivo ma importante, perché consente di combinare 178 e 178A senza uscire dalla rete segnalata.

Elementi notevoli

  • sentiero 178
  • sentiero 178A
  • forra Nepi–Castel Sant’Elia
  • rete CAI di Nepi
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Sentiero 178c (VT)

 

Il sentiero 178C – Caduta del Picchio è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.75 km e quote comprese indicativamente fra 148 e 186 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il 178C è la deviazione del sistema Nepi–Castel Sant’Elia che conduce alla Caduta del Picchio. La geometria sviluppa circa 750 metri, valore compatibile con gli 810 metri della traccia CAI ufficiale.

Il percorso lascia la direttrice principale e segue il fondovalle in ambiente di forra. Per raggiungere la cascata attraversa il corso d’acqua in più punti; la morfologia stretta e la costante umidità rendono questo ramo sensibilmente più delicato di quanto suggerisca la breve distanza.

La documentazione CAI lo indica per escursionisti esperti e richiama espressamente i guadi pericolosi. Anche le fonti territoriali descrivono l’accesso alla cascata attraverso due attraversamenti del fosso.

Il 178C termina nel settore della cascata e va percorso come deviazione di andata e ritorno rispetto alla rete principale, verificando sempre le condizioni idriche e meteorologiche.

Elementi notevoli

  • sentiero 178
  • Caduta del Picchio
  • forra Nepi–Castel Sant’Elia
  • guadi del fosso
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Sentiero 178b (VT)

 

Il sentiero 178B – Cascata del Pizzo è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.29 km e quote comprese indicativamente fra 186 e 198 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il 178B è una deviazione molto breve del sistema della forra di Nepi, lunga circa 300 metri. La misura coincide con la traccia ufficiale CAI denominata Cascata del Pizzo.

Dal sentiero principale il raccordo entra nel settore più umido della forra e conduce verso la cascata, seguendo un ambiente stretto e inciso dove la presenza d’acqua condiziona direttamente la percorribilità.

Nonostante lo sviluppo ridotto, il CAI lo classifica fra i percorsi per escursionisti esperti e segnala la presenza di guadi potenzialmente pericolosi. Le condizioni possono cambiare rapidamente dopo precipitazioni intense.

Il 178B va quindi considerato una breve deviazione naturalistica del 178, da percorrere solo quando portata dei fossi e fondo consentono un passaggio sicuro.

Elementi notevoli

  • sentiero 178
  • forra di Nepi
  • Cascata del Pizzo
  • guadi della forra
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Sentiero 178a (VT)

 

Il sentiero 178A – Forra Nepi–Castel Sant’Elia è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 2.94 km e quote comprese indicativamente fra 122 e 230 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il 178A appartiene allo stesso sistema di forre che collega Nepi e Castel Sant’Elia, ma segue una direttrice distinta dal ramo principale 178. La geometria sviluppa circa 2,9 km e resta coerente con la rete CAI ufficialmente censita per questo settore.

Il percorso alterna il margine alto della forra e le discese verso i collegamenti del fondovalle, offrendo una lettura diversa del paesaggio tufaceo. La rete locale mette in relazione il 178A con i Cavoni di Nepi e con i passaggi che risalgono verso Castel Sant’Elia.

Anche questo ramo è classificato dalla documentazione CAI fra i percorsi per escursionisti esperti. La combinazione di terreno ripido, umidità e affacci sulla forra richiede particolare prudenza dopo le piogge.

Il 178A svolge una funzione complementare al 178 e permette di costruire itinerari più articolati fra i due centri, mantenendosi nel sistema delle forre e delle antiche vie incise nel tufo.

Elementi notevoli

  • Nepi
  • Castel Sant’Elia
  • forre tufacee
  • Cavoni di Nepi
  • sentiero 178
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Sentiero 178 (VT)

 

Il sentiero 178 – Forra Nepi–Castel Sant’Elia è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 3.7 km e quote comprese indicativamente fra 121 e 219 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso attraversa la profonda forra fra Nepi e Castel Sant’Elia. La lunghezza rilevata, circa 3,7 km, coincide con i 3,68 km della scheda CAI ufficiale, che classifica l’itinerario come percorso per escursionisti esperti.

Il sentiero costeggia in successione il Fosso della Massa, il Fosso della Bottata e il Fosso del Ponte di Castello, entrando in un ambiente inciso nelle vulcaniti e fortemente condizionato dall’acqua. Dal tracciato si staccano le deviazioni verso le principali cascate.

La parte centrale alterna tratti prossimi ai fossi, passaggi nel bosco e settori più esposti. Il CAI segnala che con pioggia alcuni punti possono diventare scivolosi e richiama espressamente l’attenzione sul rischio di caduta nei passaggi affacciati sulla forra.

Il 178 è la direttrice principale del sistema Nepi–Castel Sant’Elia e collega i rami 178B, 178C e 178D. Per caratteristiche del terreno e presenza d’acqua va affrontato con condizioni meteorologiche favorevoli.

Elementi notevoli

  • Nepi
  • Castel Sant’Elia
  • Fosso della Massa
  • Fosso della Bottata
  • Fosso del Ponte di Castello
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Sentiero 177b (VT)

 

Il sentiero 177B – Via Strada Cupa è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.67 km e quote comprese indicativamente fra 251 e 283 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il raccordo si sviluppa nel territorio di Monterosi lungo il settore di Via Strada Cupa e costituisce un collegamento verso il Laghetto di Monterosi. La denominazione e la collocazione coincidono con la scheda pubblicata dal Parco di Bracciano-Martignano.

Seguendo la geometria, il percorso procede per circa 670 metri con variazioni altimetriche modeste. Il carattere è quello di una breve connessione pedonale inserita nella rete che circonda l’abitato e la conca lacustre.

La vicinanza alla rete dei sentieri 177 e agli itinerari diretti al lago rende il 177B utile soprattutto come segmento di raccordo, non come escursione autonoma di lunga percorrenza.

Il percorso consente di raggiungere il sistema del Laghetto di Monterosi evitando di attribuire alla breve geometria elementi che appartengono ad altri rami della rete.

Elementi notevoli

  • Monterosi
  • Via Strada Cupa
  • Laghetto di Monterosi
  • rete sentieristica del Parco di Bracciano-Martignano
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Sentiero 177a (VT)

 

Il sentiero 177A – Fontana Papa Leone è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.85 km e quote comprese indicativamente fra 238 e 275 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il breve itinerario si sviluppa nel territorio di Monterosi e collega la viabilità locale con il Laghetto di Monterosi. La denominazione ufficiale del Parco associa il 177A alla Fontana Papa Leone e al piccolo bacino lacustre.

Il percorso è prevalentemente sterrato e mantiene quote basse, con modeste variazioni altimetriche. Può essere raggiunto dal settore di Via Cimina oppure da Via Sutri Vecchia, direttrice interessata anche dalla Via Francigena.

La geometria procede verso il lago e permette di entrare nel paesaggio umido che caratterizza questa piccola conca vulcanica, senza richiedere un lungo sviluppo o dislivelli importanti.

Il 177A è soprattutto un collegamento locale: in meno di un chilometro mette in relazione la rete di Monterosi con due riferimenti storici e naturalistici ben riconoscibili.

Elementi notevoli

  • Monterosi
  • Fontana Papa Leone
  • Laghetto di Monterosi
  • Via Sutri Vecchia
  • Via Francigena
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Sentiero 176f (VT)

 

Il sentiero 176F – Confine Vecchio è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 1.67 km e quote comprese indicativamente fra 417 e 569 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il sentiero parte dal settore della Ciclovia dei Boschi 266, poco oltre la zona dei Covoni, e risale verso la Faggeta di Stracciacappello. La geometria di circa 1,7 km è compatibile con il percorso ufficiale, pubblicato dal Parco con sviluppo nell’ordine di 1,8-2 km.

La salita si svolge interamente nel sottobosco e non utilizza strade carrabili. Procedendo dalla Ciclovia verso la faggeta il dislivello è concentrato in una progressione continua, con pendenze che la documentazione del Parco segnala localmente come sostenute.

Nel settore superiore il tracciato raggiunge l’area forestale di Stracciacappello e si raccorda agli altri itinerari della rete di Bassano Romano. Nel senso opposto costituisce una discesa diretta verso la Ciclovia dei Boschi.

Il 176F è uno dei collegamenti principali fra la dorsale forestale e il 266. Su terreno bagnato le pendenze e il fondo di bosco richiedono maggiore attenzione, soprattutto in discesa.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi 266
  • località Covoni
  • Confine Vecchio
  • Faggeta di Stracciacappello
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Sentiero 176e (VT)

 

Il sentiero 176E è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.75 km e quote comprese indicativamente fra 503 e 565 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso collega il sentiero 176B, lungo Strada di Fonte Cacciano, con il sentiero 176A nel settore della Faggeta di Stracciacappello. La distanza rilevata, circa 750 metri, è sostanzialmente coincidente con gli 0,8 km indicati dalla cartografia ufficiale del Parco.

Seguendo la geometria, il raccordo si sviluppa nel bosco con una variazione altimetrica contenuta. La documentazione del Parco lo presenta come alternativa più semplice per chi proviene da Fonte Cacciano e vuole raggiungere la faggeta evitando un tratto più ripido della rete.

Il fondo è in prevalenza compatto e battuto, con un breve settore dove affiorano rocce. L’intero sviluppo resta interno al sistema forestale di Stracciacappello, senza deviazioni verso elementi estranei al percorso.

Il 176E svolge soprattutto una funzione di connessione: in meno di un chilometro unisce due rami CAI e facilita la continuità degli itinerari nel bosco di Bassano Romano.

Elementi notevoli

  • Fonte Cacciano
  • Faggeta di Stracciacappello
  • sentiero 176B
  • sentiero 176A
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Sentiero 176d (VT)

 

Il sentiero 176D è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 1.17 km e quote comprese indicativamente fra 412 e 469 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il raccordo prende avvio dalla Ciclovia dei Boschi 266 nel settore dei Covoni e sale verso la rete di Bassano Romano. Il suo sviluppo, prossimo a 1,2 km, coincide con quello censito nella rete CAI regionale come collegamento fra il 266 e il 176B.

Il percorso attraversa un ambiente prevalentemente boscoso delle pendici sabatine, guadagnando quota con continuità ma senza assumere il carattere di una lunga salita. La funzione principale è connettere la Ciclovia dei Boschi con i sentieri diretti alla Faggeta di Stracciacappello.

Nella parte alta il 176D raggiunge l’asse del sentiero 176B, da cui è possibile proseguire nella rete di Bassano Romano. Il Parco di Bracciano-Martignano indica esplicitamente il 176D fra le diramazioni della Ciclovia dei Boschi.

È quindi un raccordo breve ma strategico, utile per costruire traversate fra il sistema del 266 e quello della faggeta. Il fondo forestale può diventare più scivoloso dopo piogge prolungate.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi 266
  • località Covoni
  • Faggeta di Stracciacappello
  • sentiero 176B
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Sentiero 176c (VT)

 

Il sentiero 176C è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 4.01 km. La geometria si mantiene fra circa 284 e 358 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Bassano Romano e procede verso Via della Cornacchia e sentiero 132. Dal centro storico di Bassano Romano il percorso lascia l’abitato lungo Via del Lavatore, prosegue per Piazzano e Valle Petrana e raggiunge Via della Cornacchia, dove incontra il sentiero 132. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Via della Cornacchia e sentiero 132 e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Bassano Romano
  • Villa Giustiniani Odescalchi
  • Strada di Valle Petrana
  • Via della Cornacchia
  • sentiero 132
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Sentiero 176b (VT)

 

Il sentiero 176B è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 5.64 km. La geometria si mantiene fra circa 307 e 550 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Valle Quaranta sul sentiero 176 e procede verso Strada Valle Petrana. Da Valle Quaranta sale verso la Faggeta di Bassano Romano, percorre Strada Vicinale di Cacciano e passa presso Fonte Cacciano; continua poi per Cecco Tocco e Monte Cuculo fino all’innesto con il 176C. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Strada Valle Petrana e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Valle Quaranta
  • Faggeta di Bassano Romano
  • Fonte Cacciano
  • Strada Vicinale Cecco Tocco
  • Strada Valle Petrana
  • sentiero 176C
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Sentiero 176a (VT)

 

Il sentiero 176A – Stracciacappello è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 1.98 km. La geometria si mantiene fra circa 473 e 592 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da sentiero 176B presso Strada Vicinale di Cacciano e procede verso Ciclovia dei Boschi 266. Il sentiero attraversa la Faggeta di Stracciacappello, raggiunge il settore sommitale del bosco e scende verso il 266; lungo la direttrice si innestano altri raccordi della rete del Parco di Bracciano-Martignano. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Ciclovia dei Boschi 266 e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Faggeta di Stracciacappello
  • sentiero 176B
  • Ciclovia dei Boschi 266
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 16 (VT)

 
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Sentiero 15 (VT)

 
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Sentiero 14 (VT)

 
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Sentiero 132c (VT)

 

Il sentiero 132C è un itinerario lineare della rete escursionistica del Viterbese, con uno sviluppo geometrico di circa 0,55 km. Le quote del percorso sono comprese indicativamente fra 461 e 476 metri; andamento e capisaldi risultano compatibili con la documentazione della Sezione CAI di Viterbo.

Seguendo l’ordine della geometria, il sentiero prende avvio da sentiero 176B presso Strada Vicinale Cecco Tocco e procede verso sentiero 132. Il breve raccordo collega direttamente il 176B con il 132, mantenendosi su quote quasi costanti nel settore boscoso a nord del Lago di Bracciano.

L’itinerario attraversa un territorio modellato dal vulcanismo e dall’erosione, dove boschi, coltivi, pianori e incisioni vallive si alternano a testimonianze della viabilità e dell’insediamento storico. La lettura del percorso va quindi oltre il solo dato altimetrico: il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità fra ambiente naturale e rete storica locale.

Nella parte finale il percorso raggiunge sentiero 132, completando il collegamento previsto dalla rete CAI. Le caratteristiche del fondo possono variare sensibilmente con la stagione; nei tratti di forra o bosco è opportuno considerare umidità, fango e condizioni della vegetazione prima della percorrenza.

Il sentiero svolge infine una funzione concreta nella maglia escursionistica provinciale, permettendo di combinare itinerari vicini senza attribuire al percorso elementi estranei alla sua effettiva geometria.

Elementi notevoli

  • Strada Vicinale Cecco Tocco
  • sentiero 176B
  • sentiero 132
  • rete escursionistica di Sutri
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Sentiero 132b (VT)

 

Il sentiero 132B è un itinerario lineare della rete escursionistica del Viterbese, con uno sviluppo geometrico di circa 1,8 km. Le quote del percorso sono comprese indicativamente fra 418 e 450 metri; andamento e capisaldi risultano compatibili con la documentazione della Sezione CAI di Viterbo.

Seguendo l’ordine della geometria, il sentiero prende avvio da Ciclovia dei Boschi 266 e procede verso SP Sutri-Trevignano Romano. È un raccordo breve fra la Ciclovia dei Boschi e la viabilità provinciale nel settore di Sutri e Bassano Romano.

L’itinerario attraversa un territorio modellato dal vulcanismo e dall’erosione, dove boschi, coltivi, pianori e incisioni vallive si alternano a testimonianze della viabilità e dell’insediamento storico. La lettura del percorso va quindi oltre il solo dato altimetrico: il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità fra ambiente naturale e rete storica locale.

Nella parte finale il percorso raggiunge SP Sutri-Trevignano Romano, completando il collegamento previsto dalla rete CAI. Le caratteristiche del fondo possono variare sensibilmente con la stagione; nei tratti di forra o bosco è opportuno considerare umidità, fango e condizioni della vegetazione prima della percorrenza.

Il sentiero svolge infine una funzione concreta nella maglia escursionistica provinciale, permettendo di combinare itinerari vicini senza attribuire al percorso elementi estranei alla sua effettiva geometria.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi – sentiero 266
  • boschi di Sutri e Bassano Romano
  • SP Sutri-Trevignano Romano
  • rete del Parco di Bracciano-Martignano
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Sentiero 132a (VT)

 

Il sentiero CAI 132A – Monte Calvi è un itinerario escursionistico nel territorio di Sutri, all’interno del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Classificato E – Escursionistico, collega il sentiero 132 con il sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi attraversando interamente il Bosco di Monte Calvi. Il percorso misura circa 3,1 km e, nel senso di marcia dal 132 al 266, presenta circa 195 metri di salita e 100 di discesa, con un tempo indicativo di un’ora. È un collegamento lineare, ma può essere combinato con il 266 per costruire itinerari ad anello.

Il sentiero prende avvio a circa 424 metri di quota lungo il sentiero 132, nel settore compreso tra Piano Mola e la Strada Vicinale Pertuso. Da qui entra nel bosco e comincia a salire con andamento regolare. La prima parte segue una pista ampia e comoda per circa 1,8 km, guadagnando progressivamente quota tra querce e cerri, anche di notevoli dimensioni. Il fondo è in prevalenza compatto e battuto, sebbene in alcuni punti gli scoli delle acque e le radici affioranti possano renderlo più irregolare.

Procedendo nel Bosco di Monte Calvi, la salita conduce verso la parte più elevata dell’itinerario. Le quote associate al tracciato raggiungono circa 588 metri, in corrispondenza del settore sommitale del Monte Calvi. Il rilievo fa parte del sistema vulcanico sabatino ed è indicato dall’Ente Parco tra le emergenze geologiche costituite da coni di scorie. Il paesaggio attraversato è quindi il risultato dell’antica attività vulcanica che ha modellato l’intero comprensorio di Bracciano e Martignano, oggi ampiamente ricoperto da formazioni forestali.

Superato il punto più alto, il carattere del 132A cambia sensibilmente. Il sentiero lascia la pista più larga e affronta una discesa su traccia più stretta, con tratti tecnicamente più impegnativi e pendenze che l’Ente Parco indica fino all’8%. Il fondo può risultare sconnesso per erosione e radici, mentre il percorso continua sempre in ambiente di sottobosco. La perdita di quota è intervallata da brevi risalite, coerentemente con il profilo complessivo movimentato del tracciato.

La parte conclusiva raggiunge circa 485 metri di quota e confluisce nel sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi, direttrice che mette in comunicazione il territorio di Trevignano Romano con quello di Oriolo Romano. Il 132A svolge così un’importante funzione di raccordo nella rete escursionistica del Parco. Il percorso è dotato di segnavia e bandierine CAI e di cartellonistica informativa dell’area protetta. Al maggio 2026 l’Ente Parco segnala tuttavia il 132A interdetto al transito per taglio boschivo in corso; prima di programmare l’escursione è quindi necessario verificare gli aggiornamenti ufficiali sulla sua riapertura.

Nel complesso, il sentiero 132A è un breve attraversamento forestale caratterizzato dalla salita al Monte Calvi e dalla successiva discesa verso la Ciclovia dei Boschi. Il bosco di querce e cerri, la morfologia vulcanica del rilievo e la funzione di collegamento tra i sentieri 132 e 266 ne costituiscono gli aspetti principali.

Elementi notevoli

  • Sentiero CAI 132A – Monte Calvi: percorso escursionistico di circa 3,1 km attraverso il bosco di Monte Calvi, tra i sentieri 132 e 266.
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano: area protetta nella quale si sviluppa l’intero itinerario.
  • Monte Calvi: rilievo di origine vulcanica attraversato nella parte più elevata del percorso, dove il tracciato raggiunge quote prossime ai 590 metri.
  • Bosco di Monte Calvi: ambiente forestale che accompagna l’intero sentiero, caratterizzato in particolare dalla presenza di querce e cerri.
  • Sentiero 132: percorso della rete escursionistica del Parco dal quale ha origine il 132A, nel settore tra Piano Mola e Strada Vicinale Pertuso.
  • Sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi: direttrice raggiunta al termine del 132A e utilizzabile per proseguire nella rete forestale del Parco o comporre itinerari ad anello.
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Sentiero 132 (VT)

 

Il sentiero 132 è un itinerario lineare della rete escursionistica del Viterbese, con uno sviluppo geometrico di circa 5,0 km. Le quote del percorso sono comprese indicativamente fra 270 e 492 metri; andamento e capisaldi risultano compatibili con la documentazione della Sezione CAI di Viterbo.

Seguendo l’ordine della geometria, il sentiero prende avvio da Ciclovia dei Boschi 266 e procede verso Via Francigena presso la SP Trevignano-Sutri. Dalla Ciclovia dei Boschi raggiunge il punto alto del percorso e scende su Via della Cornacchia fra noccioleti fino alla Via Francigena.

L’itinerario attraversa un territorio modellato dal vulcanismo e dall’erosione, dove boschi, coltivi, pianori e incisioni vallive si alternano a testimonianze della viabilità e dell’insediamento storico. La lettura del percorso va quindi oltre il solo dato altimetrico: il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità fra ambiente naturale e rete storica locale.

Nella parte finale il percorso raggiunge Via Francigena presso la SP Trevignano-Sutri, completando il collegamento previsto dalla rete CAI. Le caratteristiche del fondo possono variare sensibilmente con la stagione; nei tratti di forra o bosco è opportuno considerare umidità, fango e condizioni della vegetazione prima della percorrenza.

Il sentiero svolge infine una funzione concreta nella maglia escursionistica provinciale, permettendo di combinare itinerari vicini senza attribuire al percorso elementi estranei alla sua effettiva geometria.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi – sentiero 266
  • Via della Cornacchia
  • noccioleti
  • Via Francigena
  • SP Trevignano-Sutri
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Sentiero 13 (VT)

 

Il sentiero 013 Ceciuli è un itinerario escursionistico del Parco Regionale Valle del Treja che collega il centro storico di Calcata con il fondovalle e prosegue lungo il fiume Treja fino al confine settentrionale dell’area protetta, in località Cerasolo. Il percorso, classificato E – Escursionistico, misura circa 2,8 km e richiede indicativamente 1 ora e 15 minuti. Nel senso di marcia da Calcata a Cerasolo è prevalentemente in discesa, passando da circa 170 metri alle quote prossime agli 85-90 metri del tratto conclusivo.

Il sentiero parte dal centro storico di Calcata, borgo costruito su uno sperone tufaceo dominante la valle. Fin dai primi metri assume un particolare interesse storico perché coincide con un tratto della Via Narcense, antica strada che percorreva la valle del Treja collegando Narce con Falerii, capitale dell’Agro Falisco. La discesa dal pianoro di Calcata conduce rapidamente verso la forra, seguendo una direttrice che conserva quindi il legame con l’antica viabilità del territorio falisco.

Nella prima parte si incontra sulla sinistra l’intersezione con il sentiero 009 Calcata-Santa Maria, che scende verso il ponte sul Treja e consente di proseguire verso Santa Maria di Castelvecchio oppure di collegarsi al sentiero 019 Fonteiano. Il 013 continua invece lungo la propria direttrice, perdendo quota fino a raggiungere il fondovalle. Questo tratto iniziale è indicato dall’ente gestore come il più agevole del percorso e, per una parte, accessibile anche con passeggini.

Raggiunta la quota del Treja, l’itinerario cambia carattere e prosegue lungo il corso d’acqua, inserito nel tipico paesaggio delle forre vulcaniche della Tuscia meridionale. Il fiume ha inciso profondamente i terreni tufacei creando pareti, versanti boscosi e un fondovalle stretto, nel quale il sentiero segue l’antica Via Narcense. In questo settore il profilo altimetrico diventa più movimentato, con brevi saliscendi che spiegano le oscillazioni di quota registrate lungo un percorso nel complesso nettamente discendente.

Più avanti il 013 interseca il percorso denominato Strada La Valle, che risale verso le campagne di Calcata Nuova e permette, combinato con altri tratti della rete, di costruire un itinerario ad anello tra il borgo antico, il centro moderno e il Treja. Il sentiero Ceciuli continua invece lungo il fiume verso nord, mantenendosi nel fondovalle fino a raggiungere Cerasolo, presso il limite settentrionale del Parco. Oltre questo punto la direttrice può continuare fuori dall’area protetta in direzione di Civita Castellana.

Nel complesso, il sentiero 013 Ceciuli unisce in un breve percorso il borgo tufaceo di Calcata, la valle fluviale del Treja e una direttrice di origine antica. La discesa nella forra, il lungo tratto accanto al fiume e soprattutto la coincidenza con la Via Narcense ne definiscono il carattere, facendo del sentiero un collegamento significativo tra paesaggio naturale e storia della viabilità dell’Agro Falisco.

Elementi notevoli

  • Sentiero 013 Ceciuli: itinerario escursionistico di circa 2,8 km che da Calcata scende al Treja e segue il fondovalle fino a Cerasolo.
  • Calcata: borgo storico arroccato su uno sperone tufaceo sopra la valle del Treja, punto di partenza del percorso.
  • Via Narcense: antica strada seguita dal sentiero, che lungo la valle metteva in comunicazione Narce con Falerii.
  • Parco Regionale Valle del Treja: area protetta caratterizzata dal corso del Treja e dalle profonde forre incise nei terreni vulcanici.
  • Fiume Treja: principale elemento naturale dell’itinerario, raggiunto dopo la discesa da Calcata e costeggiato nella parte centrale e finale.
  • Cerasolo: località presso il confine settentrionale del Parco dove termina il sentiero 013; oltre questo settore la direttrice prosegue verso Civita Castellana.
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Sentiero 11 (VT)

 

Il sentiero 11 – Monte Li Santi, classificato E – Escursionistico e gestito dal Parco Regionale Valle del Treja, è un breve collegamento di circa 1,3 km tra l’Itinerario 15 e Strada Le Rote, nel territorio di Mazzano Romano. Il percorso attraversa il settore archeologico e naturalistico di Monte Li Santi, nel cuore della valle del Treja, sviluppandosi tra circa 160 e 110 metri di quota. È un itinerario prevalentemente in discesa nel senso di marcia verso Le Rote, inserito in un paesaggio di boschi, forre e rilievi tufacei strettamente legato all’antico centro falisco di Narce.

Dall’innesto con l’Itinerario 15, il sentiero segue inizialmente il fianco del rilievo con andamento articolato e modeste variazioni altimetriche. La morfologia è quella tipica della Valle del Treja, dove i corsi d’acqua hanno profondamente inciso i terreni vulcanici creando valloni dalle pareti ripide, separati da pianori e speroni tufacei. Il bosco accompagna buona parte del percorso e contribuisce a conservare il carattere appartato di questo settore dell’area protetta.

Il tracciato interessa direttamente il versante di Monte Li Santi, altura che costituiva uno dei nuclei dell’importante insediamento falisco sviluppato anche sui vicini colli di Narce e Pizzo Piede. L’occupazione dell’altura è documentata già nell’età del Ferro e, dal VII secolo a.C., Monte Li Santi entrò pienamente nel sistema urbano dell’antico centro. Sulla sommità sono state individuate strutture riferibili alle diverse fasi di frequentazione, mentre intorno al rilievo si estendevano aree funerarie collegate alla rete di percorsi che metteva in comunicazione gli abitati della valle.

Procedendo verso nord, il sentiero perde progressivamente quota e raggiunge il settore di Le Rote. Ai piedi di Monte Li Santi, presso il Treja, si trova il Santuario falisco di Monte Li Santi-Le Rote, scoperto nel 1985 e oggetto di successive campagne archeologiche. L’area sacra, con strutture in blocchi di tufo e depositi votivi, documenta pratiche religiose del mondo falisco e in particolare culti connessi alla sfera femminile e alla fertilità. La posizione del santuario, fra l’altura abitata e il fiume, evidenzia lo stretto rapporto fra insediamento, viabilità e luoghi di culto.

Il tratto conclusivo raggiunge Strada Le Rote, a circa 120 metri di quota. Questa viabilità rurale costituisce un importante asse di accesso al settore archeologico: nelle vicinanze si sviluppano altri percorsi del Parco diretti verso il Treja e verso il Cavone di Monte Li Santi, necropoli falisca disposta lungo un’antica via cava scavata nel tufo. Il sentiero 11 svolge quindi soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica locale, consentendo di attraversare uno dei settori nei quali il rapporto tra ambiente naturale e archeologia è più evidente.

Nel complesso il sentiero 11 è un itinerario breve ma significativo, caratterizzato dalla discesa attraverso il paesaggio tufaceo e boschivo del Parco Regionale Valle del Treja. Il suo principale interesse risiede nell’attraversamento di Monte Li Santi e nel collegamento con Le Rote, in un territorio che conserva testimonianze fondamentali per la conoscenza dell’antica civiltà falisca e dell’insediamento di Narce.

Elementi notevoli

  • Parco Regionale Valle del Treja: area protetta caratterizzata dal corso del Treja, da profonde forre tufacee, boschi e importanti testimonianze archeologiche.
  • Monte Li Santi: altura di circa quattro ettari appartenente al sistema insediativo antico formato con Narce e Pizzo Piede, interessata direttamente dal percorso.
  • Narce: importante centro dell’Agro Falisco articolato su più alture della Valle del Treja, del quale Monte Li Santi costituiva uno dei nuclei abitati.
  • Santuario falisco di Monte Li Santi-Le Rote: area sacra situata ai piedi dell’altura presso il Treja, con strutture in tufo e testimonianze votive legate alla religiosità falisca.
  • Cavone di Monte Li Santi: necropoli falisca sviluppata lungo una via cava nel tufo, collegata all’antica rete viaria diretta verso l’abitato di Narce e raggiungibile dalla rete sentieristica della zona.
  • Strada Le Rote: viabilità rurale raggiunta al termine del sentiero e asse di collegamento con altri percorsi del Parco nel settore di Monte Li Santi e della valle del Treja.
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Sentiero 100m (VT)

 

Il sentiero 100M – Variante Cimina della Via Francigena è una lunga traversata escursionistica di circa 39 km attraverso la Tuscia viterbese, classificata E e inserita nella Rete Escursionistica del Lazio. Nel senso di marcia del percorso, l’itinerario prende avvio nei pressi di Monterosi, a circa 247 m di quota, e procede verso nord attraverso Nepi, Ronciglione e l’area del Lago di Vico, per terminare sulle alture prossime a San Martino al Cimino, intorno ai 580 m. Il tracciato alterna strade rurali, sterrate, sentieri, attraversamenti stradali e tratti boschivi, raggiungendo nella parte cimina quote prossime agli 860 m.

Da Monterosi il percorso si dirige verso Nepi attraverso la campagna dell’Agro Falisco. In prossimità della città entra in un paesaggio segnato dalle profonde forre scavate nei terreni vulcanici e attraversa i Cavoni, suggestive tagliate nel tufo. Raggiunta Nepi, il sentiero passa presso la cascata di Cavaterra e la Rocca dei Borgia, inserendosi nel tessuto storico della città prima di proseguire verso nord.

Lasciata Nepi, il 100M attraversa un territorio prevalentemente rurale e raggiunge Ronciglione. Prima dell’abitato incontra la chiesa di Sant’Eusebio, edificio di antica origine posto lungo una strada bianca, quindi entra nel centro cittadino. Da qui il percorso risale la Valle del Rio Vicano, ambiente legato storicamente allo sfruttamento dell’acqua: lungo la valle sono documentati resti di cartiere e di una ferriera, testimonianze dell’attività manifatturiera che caratterizzò per secoli questa zona.

La salita conduce quindi verso il bacino vulcanico del Lago di Vico. Dopo l’attraversamento della Cassia Cimina, il sentiero passa presso la chiesetta di Santa Lucia, memoria dell’antico borgo di Vico, e percorre un settore caratterizzato da estesi noccioleti. Raggiunta la sponda del lago, entra nella Riserva Naturale Regionale Lago di Vico e attraversa la celebre faggeta del Monte Venere, particolare per la presenza del faggio a quote insolitamente basse nell’Italia centrale. Dalla zona di Scardenato il percorso prosegue verso località Canale e affronta la parte altimetricamente più elevata dell’itinerario.

Nell’ultimo settore il 100M risale i boschi dei Monti Cimini e raggiunge l’area di Poggio Nibbio, dove si trovano i ruderi della Dogana Vecchia, legata all’antico confine tra lo Stato Pontificio e i domini farnesiani, e quelli di Santa Maria dell’Incoronata. Il tracciato termina infine sulle alture in prossimità di San Martino al Cimino. Nel complesso la Variante Cimina unisce paesaggi vulcanici, forre tufacee, ambienti lacustri e grandi boschi, seguendo una direttrice storica utilizzata come alternativa montana alla Via Francigena di fondovalle.

Elementi notevoli

  • Cavoni di Nepi: profonde tagliate scavate nel tufo, attraversate dal sentiero nel tratto tra Monterosi e il centro di Nepi.
  • Cascata di Cavaterra e Nepi: il percorso raggiunge la città presso la forra del Puzzolo, dominata dalla cascata e dalle strutture fortificate della Rocca dei Borgia.
  • Chiesa di Sant’Eusebio: antico edificio religioso situato lungo il collegamento escursionistico fra Nepi e Ronciglione.
  • Valle del Rio Vicano: valle percorsa risalendo da Ronciglione verso il Lago di Vico, caratterizzata dalle testimonianze di antiche cartiere e attività siderurgiche.
  • Riserva Naturale Regionale Lago di Vico: area protetta attraversata dal 100M, comprendente il lago vulcanico, la faggeta del Monte Venere e importanti ambienti forestali.
  • Dogana Vecchia di Poggio Nibbio: ruderi di un antico posto doganale e stazione di posta lungo la storica Via Ciminia, presso il settore più elevato del percorso.
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