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Sentiero WWF Oasi Monte Arcosu (CA)

La rete escursionistica dell’Oasi WWF di Monte Arcosu si sviluppa per oltre 60 km nel settore orientale del massiccio del Sulcis, all’interno del Parco regionale di Gutturu Mannu. Non si tratta di un unico itinerario lineare, ma di un articolato sistema di percorsi e raccordi che penetra dalla valle del rio Guttureddu verso le zone montane più interne. I tracciati rappresentati si distribuiscono indicativamente tra 100 e 730 metri di quota, collegando fondovalle, versanti boscosi, valloni e dorsali.

Il principale accesso alla rete si trova nel settore orientale dell’Oasi, presso Sa Canna, dove ha sede il centro servizi. Da questa zona i percorsi risalgono la valle del Guttureddu, asse naturale di penetrazione nella riserva, mentre altre diramazioni interessano il bacino del rio Sa Canna e i rilievi circostanti. Il reticolo idrografico ha un ruolo importante nel paesaggio: i corsi d’acqua hanno carattere marcatamente stagionale, con portate maggiori nei mesi piovosi e una forte riduzione durante l’estate.

Procedendo verso l’interno, la rete raggiunge Perdu Melis e si ramifica sui versanti che chiudono la valle. Proprio il collegamento tra Sa Canna e Perdu Melis costituisce una delle direttrici utilizzate per le escursioni organizzate nell’Oasi. Da qui diversi tracciati guadagnano rapidamente quota, superando i 500-600 metri e inoltrandosi in un territorio progressivamente più accidentato. La morfologia alterna profonde incisioni vallive e dorsali, con pendenze localmente marcate e numerosi cambi di quota.

L’ambiente attraversato appartiene al vasto complesso forestale Monte Arcosu-Piscinamanna. Le formazioni mediterranee comprendono soprattutto leccio, sughera, fillirea, eriche, corbezzolo, mirto e cisti, alle quali si aggiungono numerose specie endemiche. Sui rilievi più interni il paesaggio diventa più aspro e aperto, mentre nei valloni e lungo i corsi d’acqua la vegetazione assume un carattere più fitto. La rete consente così di attraversare, in distanze relativamente contenute, ambienti differenti per esposizione, quota e disponibilità d’acqua.

L’Oasi WWF di Monte Arcosu, estesa per circa 3.700 ettari, riveste particolare importanza per la conservazione del cervo sardo. L’istituzione dell’Oasi negli anni Ottanta contribuì in maniera determinante alla tutela della sottospecie, allora minacciata di estinzione. Nell’area sono inoltre presenti il gatto selvatico, la martora, il geotritone dell’Iglesiente e numerose specie di rapaci, fra cui falco pellegrino, aquila reale, sparviere e astore sardo.

Nel complesso, i sentieri dell’Oasi WWF di Monte Arcosu formano una rete escursionistica estesa e ramificata, più che un singolo percorso con partenza e arrivo prestabiliti. Dai fondovalle di Sa Canna e del Guttureddu conducono verso il cuore montano della riserva, offrendo una lettura particolarmente completa del paesaggio forestale del Sulcis e di un territorio strettamente legato alla storia della conservazione del cervo sardo.

Elementi notevoli

  • Oasi WWF di Monte Arcosu: area protetta di circa 3.700 ettari, inserita nel complesso forestale Monte Arcosu-Piscinamanna e nel Parco regionale di Gutturu Mannu.
  • Sa Canna: principale settore di accesso e accoglienza dell’Oasi, dal quale si diramano diversi percorsi escursionistici.
  • Rio Guttureddu: corso d’acqua che struttura una delle principali vallate della riserva e accompagna importanti direttrici della rete sentieristica.
  • Perdu Melis: località interna raggiunta dalla rete dei percorsi e collegata a Sa Canna attraverso la valle del Guttureddu.
  • Complesso forestale Monte Arcosu-Piscinamanna: vastissima formazione mediterranea caratterizzata da leccete, sugherete, macchia e profonde vallate montane.
  • Cervo sardo: specie simbolo dell’Oasi, la cui istituzione ha avuto un ruolo fondamentale nella conservazione della popolazione presente nel Sulcis.
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Sentiero 220a (CA)

 

Il sentiero 220A è un raccordo del comprensorio di Gutturu Mannu che unisce il settore di Mitza Su Suergiu alla dorsale del 220. Lungo circa 1,2 km e classificato E, si sviluppa fra circa 325 e 450 m di quota. Il percorso è lineare: la sua funzione è collegare due versanti della rete escursionistica, senza costituire da solo un anello.

La partenza si trova sul versante rivolto verso Case Perdu Melis, in prossimità del settore della sorgente. Da qui il sentiero procede inizialmente verso sud-est, guadagnando quota con un andamento sinuoso. Case Perdu Melis appartiene al sistema di accesso da valle, ma non coincide con l’inizio di questo breve itinerario.

Nella parte centrale il raccordo cambia progressivamente direzione e si porta verso sud-ovest. La salita è concentrata in uno spazio ridotto, con piccoli cambi di pendenza e un ultimo tratto meno crescente. L’arrivo è al bivio con il sentiero 220, nell’area di collegamento verso Arcu Su Suergiu: la prosecuzione sulla dorsale appartiene al percorso principale.

La bretella permette di passare dal versante di Mitza Su Suergiu all’asse Gambarussa–Lattias. È quindi utile nella costruzione di traversate più estese, delle quali costituisce soltanto un tratto. La vicinanza della sorgente non comporta un passaggio obbligato presso la sua emergenza: il raccordo mantiene come riferimenti essenziali il proprio attacco e l’innesto finale sul 220.

Elementi notevoli

  • Settore di Mitza Su Suergiu: versante di partenza del raccordo, presso l’area della sorgente.
  • Bivio 220–220A: innesto sulla dorsale escursionistica del Lattias.
  • Dorsale di Arcu Su Suergiu: ambito di collegamento raggiunto alla fine della salita.
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Sentiero 220 (CA)

 

Il sentiero 220 risale da Gambarussa al settore sommitale del Monte Lattias, nel cuore montuoso del Sulcis. Lo sviluppo è di circa 8,2 km, dai 170 m della partenza a oltre 1.050 m, lungo un itinerario lineare classificato EE. Il forte guadagno di quota e il progressivo passaggio dal fondovalle ai graniti distinguono questa salita dai collegamenti forestali più bassi.

Dalla caserma di Gambarussa il percorso attraversa il Gutturu Mannu e prende quota verso ovest. La prima parte si sviluppa sul fianco della dorsale di Serra Trisioni Mannu, con curve e traversi che consentono di superare il pendio. L’ambiente di valle si allontana gradualmente, mentre la direzione generale rimane rivolta verso il massiccio del Lattias. La sella di Arcu Sa Grutta si trova intorno ai 500 m: a questo punto è già superata una parte consistente della differenza di quota dalla partenza, ma resta ancora il tratto montano più elevato. Il collegamento con il 217 offre inoltre un riferimento netto nella successione dei bivi.

Raggiunto Arcu Sa Grutta, nodo di collegamento con il 217, l’itinerario continua attraverso un tratto articolato in piccoli rilievi e selle. Supera il settore di Conca Is Pillais e incontra la diramazione 220A, proveniente dal versante di Mitza Su Suergiu. La progressione verso Arcu Su Suergiu non è una salita uniforme: brevi discese e riprese di quota accompagnano l’avvicinamento alla montagna.

Oltre le selle intermedie, il sentiero si fa più impegnativo nel settore di Su Tronu e delle rocce di Su Gorteddu. La successione di bosco e affioramenti conduce alla parte alta, dove il collegamento con il 209 precede l’accesso al pianoro granitico. L’ultimo tratto cambia orientamento più volte, quindi piega verso ovest fino all’arrivo sul Lattias.

Il Monte Lattias presenta una cresta di leucograniti modellati dall’erosione, distinta in altopiani e torrioni. La salita raggiunge il settore elevato del massiccio senza proseguire lungo tutta la successione delle guglie. L’escursione conserva quindi una destinazione precisa: dai boschi di Gutturu Mannu all’ambiente roccioso sommitale. Il ritorno richiede di ripercorrere la salita o di programmare separatamente un collegamento con la rete circostante.

Elementi notevoli

  • Gambarussa: punto di accesso alla salita e alla rete di Gutturu Mannu.
  • Arcu Sa Grutta: sella di raccordo fra i sentieri 217 e 220.
  • Arcu Su Suergiu: nodo della dorsale diretta al Lattias.
  • Su Gorteddu: formazioni rocciose lungo la salita superiore.
  • Monte Lattias: arrivo nel settore sommitale del massiccio granitico.
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Sentiero 217 (CA)

 

Il sentiero 217, codice REI ZCAD2170, è un itinerario E – Escursionistico nel settore di Monte Arcosu, all’interno del Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu. Il tracciato considerato, lungo circa 5,6 km, segue il collegamento storico in direzione di Sa Canna: dalle quote più basse della valle del Guttureddu sale sulle dorsali fino a superare i 520 metri, per poi ridiscendere verso il settore di Arcu Sa Grutta. È un percorso panoramico e articolato, con circa 590 metri di salita complessiva indicati nei dati del sentiero e con tratti segnalati in manutenzione, dove la vegetazione può rendere meno evidente il passaggio.

Nel senso di marcia della traccia, il sentiero prende avvio a circa 129 metri di quota nel settore prossimo a Stazzu Aroni, punto della rete escursionistica situato a circa un chilometro da Sa Canna. La prima parte guadagna rapidamente quota allontanandosi dal fondovalle del Rio Guttureddu. La salita, inizialmente irregolare, raggiunge prima i 300 metri e quindi una lunga dorsale attorno ai 350-400 metri. Il percorso alterna aree boscate e tratti più aperti, dai quali la morfologia delle profonde vallate di Monte Arcosu diventa particolarmente evidente.

Proseguendo sulla dorsale, l’itinerario continua a salire con numerose ondulazioni. Superati i 400 metri, raggiunge una successione di rilievi secondari e selle, mantenendosi per lunghi tratti in posizione elevata rispetto ai valloni circostanti. Questo carattere di cresta è uno degli aspetti distintivi del sentiero 217: le fonti regionali ne sottolineano infatti la panoramicità e l’alternanza fra bosco e spazi liberi dalla vegetazione. Il territorio attraversato appartiene alla storica area naturalistica di Monte Arcosu, istituita come Oasi WWF nel 1985 e oggi compresa nel sistema protetto di Gutturu Mannu.

La parte più alta si incontra nella seconda metà del percorso. Dopo diversi saliscendi fra circa 440 e 520 metri, il sentiero raggiunge la propria quota massima, prossima ai 526 metri. Da qui inizia una discesa marcata, dapprima attraverso il versante e successivamente con andamento più sinuoso. In pochi chilometri si perdono oltre 200 metri di quota, passando da un ambiente di dorsale a settori progressivamente più incassati. La presenza di cisto e altra vegetazione in ricrescita può rendere alcuni passaggi difficili da individuare, mentre dopo eventi meteorologici intensi la conformazione delle vallate richiede particolare prudenza per il rischio idrogeologico.

Nell’ultimo tratto la discesa conduce verso il nodo escursionistico di Arcu Sa Grutta, dove il 217 si raccorda con il sentiero 220. Le quote si assestano intorno ai 300 metri nel tratto terminale della traccia considerata. La configurazione attuale della rete differisce in parte dal collegamento storico: la Regione Sardegna indica oggi come D-217 il percorso fra Arcu Sa Grutta e Stazzu Aroni, mentre il vecchio itinerario proseguiva verso Perdu Melis; la sovrapposizione con i sentieri 220 e 220A ha portato alla successiva riorganizzazione dei tracciati.

Nel complesso il sentiero 217 è un collegamento montano caratterizzato soprattutto dalla lunga permanenza sulle dorsali di Monte Arcosu, dalle ampie variazioni altimetriche e dall’alternanza fra bosco e tratti panoramici. Pur classificato E, richiede attenzione per sviluppo altimetrico, orientamento e stato della vegetazione, soprattutto nei settori meno frequentati o dopo condizioni meteorologiche avverse.

Elementi notevoli

  • Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu: area protetta che comprende il sistema montuoso e forestale attraversato dall’itinerario.
  • Monte Arcosu: area naturalistica storicamente tutelata dal WWF, caratterizzata da estesi boschi mediterranei, valloni e dorsali montuose.
  • Stazzu Aroni: area di sosta della rete sentieristica situata nel settore basso del percorso, poco distante da Sa Canna e dal Rio Guttureddu.
  • Rio Guttureddu: principale corso d’acqua della vallata sulla quale si affacciano le dorsali percorse dal sentiero.
  • Arcu Sa Grutta: importante nodo della rete escursionistica, presso il quale il 217 si raccorda con il sentiero 220.
  • Sa Canna: località posta nel fondovalle, sede del centro servizi dell’area naturalistica di Monte Arcosu e riferimento per l’accesso al settore orientale della rete sentieristica.
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Sentiero 214a (CA)

 

Il sentiero 214A collega il Monte Is Pauceris Mannus alla zona di Case Is Pauceris, presso la provinciale che attraversa Gutturu Mannu. In questa direzione il percorso misura circa 2,5 km e scende da poco sopra i 700 m fino a circa 240 m. È un itinerario lineare classificato E, con un dislivello concentrato in pochi chilometri e passaggi rocciosi che richiedono attenzione.

Dal settore sommitale, dove arriva anche il 214, si prende verso nord. Le prime curve aggirano le forme del rilievo prima di entrare più decisamente nel bosco. L’apertura panoramica della cima lascia così spazio a un ambiente raccolto: la direzione iniziale non punta subito all’arrivo, ma segue la conformazione del versante prima di piegare a ovest.

La discesa centrale è continua e piuttosto marcata. Il sentiero attraversa una lecceta con tratti di corbezzolo, lungo un fondo che alterna terra, lettiera e pietre. Le aie carbonili e le ceppaie raccontano la precedente utilizzazione del bosco, rendendo riconoscibile l’origine di numerosi passaggi. Gli incroci minori richiedono attenzione, soprattutto dove la vegetazione rende meno evidente il ramo principale.

Nella parte bassa il percorso si orienta a nord-ovest e attraversa il sistema degli impluvi del Canale Ladu. Dopo l’ultima successione di curve raggiunge il settore di Case Is Pauceris, tornando in prossimità della strada provinciale. L’arrivo non coincide con Is Antiogus, punto di partenza del 214: i due sentieri descrivono due accessi distinti alla stessa montagna.

La breve traversata di versante accompagna dal panorama della cima alla struttura più chiusa del bosco, con una discesa che richiede controllo del passo. Le placche possono diventare scivolose con pioggia o umidità e i piccoli corsi d’acqua vanno valutati in base alle condizioni. Il sentiero e la segnaletica sono interessati da manutenzione. Per costruire un anello con il 214 occorre aggiungere e verificare anche il collegamento fra le due estremità basse, senza confonderlo con il solo 214A.

Elementi notevoli

  • Monte Is Pauceris Mannus — partenza nel settore della cima.
  • Lecceta e aie carbonili — paesaggio forestale e tracce del lavoro dei carbonai.
  • Canale Ladu — sistema di impluvi attraversato nella parte bassa.
  • Case Is Pauceris — estremità inferiore del collegamento.
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Sentiero 214 (CA)

 

Il sentiero 214 sale da Is Antiogus al Monte Is Pauceris Mannus, nel comprensorio di Gutturu Mannu. È un itinerario lineare di circa 3,6 km, che parte intorno ai 240 m e termina nel settore sommitale, poco sopra i 700 m. La classificazione EE richiama l’attenzione sui passaggi esposti e sulle placche rocciose: la lunghezza modesta non equivale a una passeggiata facile.

Dalla zona di Is Antiogus, presso la provinciale, il cammino prende inizialmente verso sud-est lungo la pista diretta nell’interno. Il guadagno di quota comincia presto, ma il tracciato conserva dapprima un andamento più disteso. Lasciata la pista, la salita si raccoglie nel bosco e segue il sistema degli impluvi del Riu Cuccurargiu, attraversandone i versanti.

Le mulattiere conducono verso est, con curve e tornanti che permettono di superare il dislivello. Nella lecceta restano le aie dei carbonai, testimonianza del lavoro che ha modellato sia la vegetazione sia la rete dei passaggi. La progressione porta a S’Arcu ’e Chiccu Locci, sella boscata che introduce alla parte conclusiva della salita.

Dal valico il percorso piega verso nord-est e raggiunge il settore del Monte Is Pauceris Mannus. Il bosco lascia spazio a tratti di macchia e roccia, con aperture sulle montagne circostanti. La vetta, tradizionalmente indicata intorno ai 720 m, è anche il punto di incontro con il 214A. Qui termina l’andata: il collegamento con un altro sentiero non chiude da solo un anello fino alla partenza.

Il passaggio dal fondovalle al rilievo panoramico permette di osservare in uno spazio relativamente breve la struttura dei boschi e delle dorsali del Sulcis. Il ritorno può seguire lo stesso itinerario oppure una combinazione pianificata con il 214A, il cui sbocco sulla provinciale è distinto. Le rocce bagnate richiedono particolare prudenza; eventuali corde non autorizzate non devono essere utilizzate come protezioni affidabili. Vegetazione e segnaletica sono interessate da manutenzione.

Elementi notevoli

  • Is Antiogus — partenza presso la provinciale.
  • Riu Cuccurargiu — impluvio seguito nel settore di salita.
  • Aie dei carbonai — tracce delle attività forestali nella lecceta.
  • S’Arcu ’e Chiccu Locci — sella prima del tratto sommitale.
  • Monte Is Pauceris Mannus — meta panoramica e raccordo con il 214A.
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Sentiero 213 (CA)

 

Il sentiero 213 sale da Sa Tuppa a Arcu Su Lillu, nel settore orientale del comprensorio di Gutturu Mannu. In questo senso di marcia misura circa 4,7 km e si sviluppa fra circa 60 e 350 m di quota, terminando intorno ai 300 m. Nonostante lo sviluppo contenuto, è classificato EE per i passaggi rocciosi ed esposti e per il fondo a tratti malagevole.

Dalla parte bassa di Sa Tuppa il cammino procede dapprima verso ovest e poi verso nord. Il primo settore si mantiene ancora a quote modeste, con piccoli cambi di livello e numerose curve. Non è una salita uniforme dal primo metro: l’avvicinamento alla dorsale occupa una parte significativa del percorso e precede il passaggio alle pendenze più marcate.

La risalita centrale porta rapidamente oltre i 250 m. Raggiunta la dorsale, il sentiero cambia carattere e si orienta verso nord-ovest, percorrendo un settore più alto e aperto. La posizione permette di leggere le incisioni vallive e il paesaggio minerario di Canargius, mentre il terreno roccioso rende necessario scegliere con attenzione gli appoggi. La quota massima, intorno ai 350 m, viene raggiunta prima dell’arrivo.

L’ultimo tratto segue la dorsale con variazioni di pendenza e un progressivo abbassamento verso Arcu Su Lillu. Qui il 213 incontra il 212, che offre un diverso collegamento nel comprensorio. Il valico è il termine del percorso descritto: il rientro a Sa Tuppa non è incluso e un eventuale giro ad anello richiede di aggiungere altri tratti.

La vicinanza fra fondovalle e cresta concentra l’interesse dell’itinerario nel cambiamento di prospettiva e nella presenza del granito. È un cammino che richiede più tempo e attenzione di quanto suggerisca il solo chilometraggio. Con pioggia o forte umidità le placche possono essere particolarmente scivolose; non bisogna utilizzare come garanzia di sicurezza eventuali corde non autorizzate. La segnaletica è interessata da verifiche e manutenzione e la vegetazione può ostacolare il riconoscimento dei passaggi.

Elementi notevoli

  • Sa Tuppa — estremità bassa da cui inizia questa percorrenza.
  • Dorsale granitica del 213 — settore roccioso e panoramico della salita.
  • Paesaggio minerario di Canargius — ambiente osservabile dalla cresta, senza includere una visita alle gallerie.
  • Arcu Su Lillu — valico finale e raccordo con il 212.
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Sentiero 212a (CA)

 

Il sentiero 212A collega Is Cannoneris a Su Paganu, nel sistema vallivo di Calamixi e Is Canargius. Il percorso misura circa 7,2 km ed è classificato E. Dalla partenza a circa 720 m raggiunge quote prossime agli 810 m, prima di scendere fino ai 230 m dell’arrivo. Si tratta di un collegamento lineare: l’anello con Is Cannoneris richiede l’aggiunta di un tratto del 201. Per circa metà percorso si rimane ancora intorno ai 750 m; anche dopo cinque chilometri la quota supera i 600 m. Gran parte dell’abbassamento verso Su Paganu si concentra perciò nel settore conclusivo, ben diverso dai saliscendi della prima parte.

Dallo slargo di Is Cannoneris il cammino prende verso nord e descrive alcuni ampi cambi di direzione, alternando un primo abbassamento a una risalita. Le mulattiere attraversano il settore superiore della foresta, sopra la gola di Calamixi. Il rapporto con la gola è soprattutto quello di un percorso di versante: non si segue integralmente il suo fondo, che appartiene a un’altra direttrice escursionistica.

Nella parte centrale si attraversano impluvi e boschi, restando per un tratto alle quote superiori. Il percorso piega quindi verso est e raggiunge la zona di Medau Is Mandaresus. Qui comincia a prevalere la discesa, che utilizza anche il sistema delle piste e della fascia tagliafuoco. L’ambiente cambia progressivamente, passando dai rilievi interni al versante rivolto verso il bacino di Is Canargius.

Il tratto finale perde quota più rapidamente. Dopo una successione di curve e brevi traversi si raggiunge Su Paganu, presso la confluenza con il Riu Moddizzi Manna e il raccordo con il sentiero 201. Il punto d’arrivo si trova ancora nel cuore del comprensorio montano: non coincide con un paese né con il nucleo forestale di Monte Nieddu.

Il sentiero mette in relazione le quote di Is Cannoneris con la rete dei valloni orientali, offrendo un’alternativa di collegamento al percorso lungo Calamixi. Il profilo richiede attenzione anche in discesa, per il fondo roccioso e le pendenze dell’ultima parte. Il tracciato e la segnaletica sono interessati da manutenzione. Eventuali prosecuzioni sul 201 o verso il 212 devono essere pianificate separatamente, con una riserva d’acqua adeguata e tenendo conto della distanza dai punti di accesso.

Elementi notevoli

  • Is Cannoneris — foresta e punto iniziale.
  • Versante alto di Calamixi — affaccio sul sistema della gola.
  • Medau Is Mandaresus — settore di passaggio verso la discesa orientale.
  • Su Paganu — arrivo e raccordo con il 201.
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Sentiero 212 (CA)

 

Il sentiero 212 – Canale Is Canargius-Sa Galanza, codice REI ZCAD2120, è un itinerario escursionistico di collegamento nel settore di Monte Nieddu, all’interno del sistema montuoso del Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu. Il tracciato qui considerato misura circa 9,5 km e procede dal Canale Is Canargius verso Sa Galanza, con quote comprese indicativamente fra 80 e 300 metri. La rete regionale lo classifica E – Escursionistico e lo indica in verifica o manutenzione, con segnaletica da controllare e possibili tratti resi meno evidenti dalla vegetazione.

Dall’incrocio con il sentiero 201, nella vallata di Is Canargius, il percorso prende avvio a circa 140 metri di quota. Attraversato il corso d’acqua, raggiunge una pista forestale a mezza costa e si inoltra nel canale. In questo primo settore incontra una miniera abbandonata, testimonianza dell’attività estrattiva che ha interessato queste montagne. Poco oltre, una breve salita immette su una vecchia carrareccia che in passato serviva da raccordo fra i diversi siti minerari.

Il sentiero prosegue quindi alto rispetto al fondovalle, alternando salite e discese. Il profilo è movimentato: pur senza raggiungere quote elevate, le numerose ondulazioni determinano un impegno maggiore rispetto alla semplice differenza fra partenza e arrivo. La carrareccia attraversa un ambiente dominato dalla macchia mediterranea e dalle formazioni forestali di Gutturu Mannu, territorio particolarmente importante per il cervo sardo. Le tracce dell’antico utilizzo delle montagne si affiancano qui a un paesaggio oggi prevalentemente naturale.

Procedendo verso ovest si raggiunge il settore più elevato dell’itinerario, con quote prossime ai 300 metri, e si scollina nei pressi di S’Arcu de Su Lillu. Da questo punto il sentiero cambia andamento e comincia a perdere quota attraverso ampi tornanti. La posizione rialzata della carrareccia offre visuali sulle vallate di Monte Nieddu, mentre rii e impluvi incidono profondamente i versanti. In occasione di precipitazioni intense la rete escursionistica regionale segnala per questa zona un concreto rischio idrogeologico e possibili difficoltà negli attraversamenti dei corsi d’acqua.

La discesa conduce infine verso Sa Galanza e il settore di Ponte Serpi. L’antico tracciato del D-212 proseguiva fino all’area oggi interessata dalle opere della diga di Monte Nieddu; il percorso escursionistico attuale è stato modificato per evitare il cantiere e termina prima di quest’area. Anche nella parte conclusiva rimangono testimonianze minerarie, collegate alla rete di piste e carrarecce che un tempo consentiva di raggiungere i luoghi di estrazione disseminati sui versanti.

Nel complesso il sentiero 212 è una traversata di media lunghezza che unisce il Canale Is Canargius a Sa Galanza attraverso un paesaggio nel quale natura e memoria delle attività minerarie si sovrappongono. Le quote relativamente contenute non eliminano la necessità di attenzione: orientamento, vegetazione, condizioni dei rii e stato della segnaletica sono elementi da valutare soprattutto dopo piogge abbondanti.

Elementi notevoli

  • Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu: grande area protetta della Sardegna sud-occidentale nella quale si sviluppa il percorso.
  • Canale Is Canargius: vallata attraversata nella parte iniziale, dove il sentiero 212 si collega al sentiero 201.
  • Testimonianze minerarie: miniere abbandonate e vecchie carrarecce ricordano lo sfruttamento minerario storico delle montagne attraversate.
  • S’Arcu de Su Lillu: settore di scollinamento dal quale il percorso intraprende la discesa verso Sa Galanza.
  • Sa Galanza: località del settore occidentale dell’itinerario, prossima all’antico punto terminale del sentiero.
  • Ponte Serpi e Monte Nieddu: area interessata dalla modifica del tracciato per evitare il cantiere della diga di Monte Nieddu.
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Sentiero 210 (CA)

 

Il sentiero 210 conduce da Medau Monte Nieddu al nodo di Is Allineddus, passando per Monte Maxia. Il collegamento qui descritto comprende il tratto iniziale comune al 207 e misura circa 11,2 km. Le quote passano dai 275 m della partenza a poco più di 1.000 m nel settore sommitale, per terminare intorno agli 820 m. È una traversata EE, con salita sostenuta, discesa e nuova risalita finale. Si raggiunge la quota massima dopo circa sette chilometri, lasciandone quasi quattro per il collegamento conclusivo. La salita alla cima è quindi una tappa interna alla traversata, seguita da un cambio di versante e dalla ricerca del valico finale.

Dalle strutture di Medau Monte Nieddu si cammina verso ovest. Dopo il primo tratto di accesso si imbocca il ramo del 210, che risale fra le pieghe della foresta e raggiunge Porcili Mannu, antico insediamento pastorale. Il percorso alterna piste e mulattiere, portandosi progressivamente fuori dal fondovalle: nei primi chilometri il guadagno di quota è continuo, benché distribuito su numerose curve.

La salita conduce a S’Arcu ’e S’Arena, nel settore di raccordo con il 216. Da qui si cambia direzione, procedendo verso sud e guadagnando più rapidamente quota. La linea attraversa la zona di Punta Matta Sola e raggiunge Monte Maxia, punto più alto dell’itinerario. I rilievi emergono dalla copertura forestale e aprono la lettura delle dorsali del Sulcis e delle valli circostanti.

Oltre la cima il sentiero non termina: scende verso nord-ovest nel settore di Murdegus de Maxias, quindi piega nuovamente e risale verso sud. Questo ampio aggiramento distingue il 210 dal vicino 207. L’arrivo è al nodo di Is Allineddus, presso l’incontro con il 200 e il 207, non nella foresta bassa da cui si è partiti.

Il percorso riunisce le tracce del lavoro pastorale e forestale con una vera traversata di cresta. Il fondo irregolare e i tratti meno evidenti nella vegetazione richiedono capacità di orientamento; le quote alte possono essere interessate da nebbia. Sono segnalate necessità di manutenzione, soprattutto nella zona di Maxia. La meta rimane interna alla montagna: per chiudere l’escursione occorre programmare un ulteriore itinerario o un trasferimento, considerando anche le risalite dopo la vetta.

Elementi notevoli

  • Medau Monte Nieddu — punto iniziale del collegamento.
  • Foresta di Monte Nieddu — boschi attraversati durante l’ascesa.
  • Porcili Mannu — insediamento pastorale del versante di Monte Nieddu.
  • Monte Maxia — culmine della traversata, oltre i mille metri.
  • Is Allineddus — arrivo e crocevia con il 200 e il 207.
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Sentiero 209 (CA)

 

Il sentiero 209 descrive un ampio arco montano fra la zona di Is Pauceris, lungo il Gutturu Mannu, e il settore di Porcili Mannu–Trunconi. In questa direzione misura circa 9,4 km, parte intorno ai 200 m, sale fino a circa 970 m e termina a circa 520 m. È un percorso EE, con una salita importante e una seconda parte altrettanto articolata; i suoi estremi sono distinti e non formano un anello. Il massimo altimetrico cade a circa cinque chilometri dalla partenza, poco oltre la metà dello sviluppo. Il settore successivo comprende ancora una discesa di diverse centinaia di metri e una ripresa finale: la fatica non si esaurisce sul crinale.

Dal fondovalle il cammino prende verso ovest, avvicinandosi al settore di Arcu Perdu Secci. La prima risalita conduce fuori dalla valle principale e incontra il sistema del sentiero 205. L’ambiente conserva segni dell’antica frequentazione rurale, ma il carattere del percorso cambia rapidamente: dal collegamento fra piste si passa a un’ascesa di versante, sempre più lontana dalle quote del torrente.

La salita prosegue lungo Costa Castangias, nel sistema dei rilievi del Lattias. La direzione generale resta occidentale fino alla parte alta, dove il percorso raggiunge il suo massimo altimetrico e incontra la dorsale 220. Si attraversano ambienti rocciosi e boschivi; il cammino non va confuso con la salita alla cima principale del Lattias, che costituisce un prolungamento distinto.

Dopo il settore alto l’itinerario piega a sud, perdendo quota con un andamento sinuoso. La discesa attraversa il versante di Is Seddas e si abbassa verso i valloni interni, prima di recuperare quota nell’ultimo tratto. L’arrivo è nel settore di Porcili Mannu e Trunconi, presso il nuovo incontro con il 208. Le due connessioni con il sentiero di valle spiegano la funzione del 209 come arco montano alternativo.

Rocce granitiche, mulattiere e spazi già utilizzati dai carbonai danno continuità a un percorso impegnativo in entrambe le direzioni. Alcuni passaggi sono esposti e possono risultare scivolosi con umidità; vegetazione e fondo irregolare richiedono orientamento e passo sicuro. Il sentiero è interessato da manutenzione. Un eventuale rientro sul 208 va calcolato a parte: aggiunge distanza e dislivello alla traversata qui descritta.

Elementi notevoli

  • Is Pauceris — estremità bassa presso il sentiero 208.
  • Arcu Perdu Secci — area di raccordo con il 205.
  • Costa Castangias — dorsale della lunga salita.
  • Settore alto del Lattias — incrocio con il 220, senza raggiungere la cima principale.
  • Porcili Mannu — area pastorale nel settore finale verso Trunconi.
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Sentiero 208 (CA)

 

Il sentiero 208 collega Dispensa Gambarussa a Serra Tingiosa, attraversando la valle del Gutturu Mannu e il passaggio verso il versante di Pantaleo. Il percorso misura circa 13,5 km, è classificato E e si sviluppa fra circa 160 e 530 m. Dalla partenza a 170 m si alternano lunghi tratti di fondovalle e salite, prima di terminare intorno ai 325 m. Il culmine arriva dopo oltre otto chilometri di cammino; da quel punto restano ancora circa cinque chilometri fino alla provinciale. Le modeste quote assolute nascondono dunque una traversata abbastanza lunga, con cambi di pendenza anche dopo il settore più alto.

Da Gambarussa si scende verso il Rio Gutturu Mannu e si procede in direzione sud-ovest. Le prime anse accompagnano il corso d’acqua: la distanza cresce attraverso curve e cambi di sponda, anziché lungo una semplice pista rettilinea. Nel settore di Is Pauceris si incontra uno dei collegamenti con il 209, mentre il 208 mantiene il ruolo di itinerario della valle.

La progressione porta a Mitza Fanebas, area di sorgente e sosta, dove si incontra anche il 205. Il rapporto fra cammino e acqua rimane centrale: i tratti presso il torrente si alternano alle vecchie vie che corrono più alte sui versanti. Oltre Fanebas si prosegue verso ovest, risalendo gradualmente il sistema vallivo fino al settore di Trunconi, dove si raggiungono le quote maggiori.

Il cammino piega poi a sud, perde quota e raggiunge Arcu Su Schisorgiu, passaggio fra l’area di Gutturu Mannu e quella di Pantaleo. L’ultimo settore continua fra curve e brevi riprese di salita, prima di ricongiungersi alla provinciale a Serra Tingiosa. Il percorso termina qui: le strutture della foresta di Pantaleo si trovano oltre e non costituiscono il punto d’arrivo di questo collegamento.

La traversata permette di osservare una successione di ambienti fluviali e boschivi, insieme alle tracce delle attività forestali. Il legame con i torrenti ne condiziona però la percorribilità: guadi e greti possono diventare pericolosi dopo forti piogge. La vegetazione e la segnaletica soggetta a manutenzione richiedono attenzione nei bivi. Per la lunghezza e la separazione fra partenza e arrivo è opportuno predisporre il trasferimento di ritorno, senza considerare il sentiero come un anello.

Elementi notevoli

  • Dispensa Gambarussa — punto di partenza presso il presidio forestale.
  • Rio Gutturu Mannu — asse naturale della prima parte.
  • Mitza Fanebas — sorgente, area di sosta e incrocio di sentieri.
  • Arcu Su Schisorgiu — valico verso il comprensorio di Pantaleo.
  • Serra Tingiosa — arrivo sulla strada provinciale.
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Sentiero 207 (CA)

 

Il sentiero 207 scende da Tuppa Granella, presso S’Arcu ’e Giomaria, a Medau Monte Nieddu. Si sviluppa per circa 12,2 km, con quote comprese fra 265 e 975 m. La partenza è già alta, intorno ai 940 m, ma prima della lunga discesa finale si attraversa un settore di dorsali con nuove risalite. L’itinerario comprende passaggi per escursionisti esperti, soprattutto su roccia e nei tratti meno leggibili. Le quote prossime ai 975 m si raggiungono soltanto dopo circa 5,6 km. Per buona parte della prima metà si rimane quindi nel paesaggio delle dorsali alte, prima del cambiamento più netto di quota e di ambiente verso Sa Sugraxia.

Dalla sella iniziale si procede verso nord-est, aggirando il rilievo di Is Allineddus. Il cammino perde quota fino al nodo sentieristico che mette in relazione il 207 con il 200 e il 210. La combinazione di strade forestali e mulattiere testimonia un collegamento antico fra versanti diversi, in un ambiente dove i toponimi dei valichi sono più utili dei lontani centri abitati per leggere la progressione.

La parte centrale risale verso la dorsale di Monte Maxia, toccando le quote massime del percorso senza coincidere con la salita alla sua vetta. Qui l’andamento torna a essere mosso: la linea supera costoni e piega verso est, passando dalle zone più alte a versanti che scendono verso Monte Nieddu. L’apertura del paesaggio cambia con la vegetazione, alternando visuali sui valloni e tratti chiusi nel bosco.

La discesa successiva è la parte più lunga e continua. Il sentiero si orienta a est e poi a nord-est, attraversando il sistema del Canale Sa Sugraxia e perdendo progressivamente centinaia di metri. Nel finale il percorso si raccorda alla pista del fondovalle e raggiunge gli edifici di Medau Monte Nieddu. Il contrasto fra la partenza montana e l’arrivo nella foresta bassa dà alla traversata un carattere ben riconoscibile.

La prevalenza della discesa non elimina l’impegno: fondo irregolare, vegetazione invadente e tratti di granito richiedono passo sicuro. Sono segnalati interventi di manutenzione e passaggi esposti; con umidità o nebbia la parte alta richiede ulteriore attenzione. L’accesso alla sella iniziale avviene in un settore remoto e non va dato per scontato con qualsiasi veicolo. Il ritorno dalla destinazione deve essere organizzato prima della partenza.

Elementi notevoli

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Sentiero 206 (CA)

 

Il sentiero 206 attraversa il settore forestale fra Dispensa Gambarussa e Medau Monte Nieddu, nel Sulcis. L’itinerario è lineare, classificato E, e misura circa 10,9 km. Dalla partenza a circa 170 m si sale fino a quasi 580 m, per ridiscendere verso i 275 m dell’arrivo: la quota finale, poco superiore a quella iniziale, non rappresenta dunque l’impegno della traversata. Il punto più alto si incontra dopo circa 4,7 km: rimane quindi più della metà del collegamento prima di arrivare a Monte Nieddu. La discesa successiva si distribuisce su diversi valloni e non costituisce un unico tratto ripido.

Lasciata Gambarussa, il percorso si orienta a sud-est, poi gradualmente a sud. La prima parte segue il sistema vallivo del Riu Bidda Mores, dove restano leggibili tratti dell’antico collegamento forestale. La salita è inizialmente progressiva e si accentua nel settore centrale; la direzione cambia più volte per accompagnare impluvi e versanti, senza utilizzare un collegamento rettilineo fra le due sedi forestali.

Le quote maggiori si raggiungono nella parte mediana, prima di piegare verso sud-ovest. Il bosco di leccio e la macchia costituiscono il paesaggio dominante; aperture fra la vegetazione consentono di osservare l’articolazione dei valloni. L’itinerario passa nel settore sottostante Is Pauceris Mannus, ma non ne raggiunge la vetta: la salita alla cima appartiene a un altro percorso.

Dopo lo scollinamento comincia una discesa lunga e generalmente più graduale, dapprima verso sud-ovest e poi verso sud. Nell’ultimo tratto si susseguono alcune curve e un breve cambio di direzione verso est, prima di rientrare al nucleo di Medau Monte Nieddu. L’arrivo permette di riconoscere la funzione originaria della viabilità percorsa, pensata per mettere in comunicazione differenti settori della foresta.

Il sentiero offre soprattutto una lettura continua del paesaggio forestale, anziché una singola meta panoramica. La vegetazione comprende leccete, sughere e formazioni di macchia, in un territorio modellato da valloni e dorsali granitiche. Alcune parti della vecchia pista possono essere dissestate o invase dalla ricrescita; il percorso è interessato da manutenzione. Le condizioni dei torrenti vanno valutate dopo le piogge e il rientro deve essere predisposto separatamente, perché i due capi del sentiero non coincidono.

Elementi notevoli

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Sentiero 205 (CA)

 

Il sentiero 205 collega Arcu Su Suergiu al fondovalle di Is Antiogus, nel comprensorio di Gutturu Mannu. In questa direzione il percorso si sviluppa per circa 4,7 km, dai 480 m della zona alta ai 245 m dell’arrivo. Classificato E, ha una funzione di raccordo fra la dorsale del Lattias e la viabilità della valle, con un andamento prevalentemente discendente ma non uniforme.

Dalla zona di Arcu Su Suergiu si segue inizialmente un breve tratto verso ovest, poi il cammino piega a sud e successivamente verso est. Questa sequenza accompagna l’uscita dal settore alto della montagna, dove si incontrano i collegamenti della rete escursionistica. Non si raggiunge la cima del Lattias: il sentiero scende dal suo sistema di accesso verso la valle del Gutturu Mannu.

Il percorso attraversa il settore di Arcu Perdu Secci, collegato al sentiero 209. Piste e mulattiere raccontano l’uso rurale della montagna, mentre la discesa si svolge fra la copertura del bosco e aperture sui versanti. Il bivio distingue due funzioni diverse della rete: proseguire sul 205 significa avvicinarsi al fondovalle, mentre le diramazioni del 209 risalgono verso le quote superiori.

Più a sud si raggiunge l’area di Mitza Fanebas, conosciuta anche come Is Faneuas, dove il cammino incontra il 208 e il Rio Gutturu Mannu. La sorgente e gli spazi di sosta segnano il cambiamento fra il percorso di versante e l’ambiente della valle. Dopo le quote più basse, intorno ai 235 m, resta un ultimo tratto mosso prima di arrivare alla provinciale in località Is Antiogus.

La distanza contenuta permette di cogliere il ruolo di questo collegamento nel sistema sentieristico: unisce un valico, un nodo di percorsi montani e una zona di sosta lungo il fiume. Non forma però un anello autonomo. Il guado può diventare impraticabile con il torrente in piena e la ricrescita della vegetazione può rendere meno chiari alcuni incroci. Il percorso è interessato da manutenzione; per eventuali prolungamenti occorre considerare separatamente lunghezza, difficoltà e rientro.

Elementi notevoli

  • Arcu Su Suergiu — settore di raccordo con la dorsale 220.
  • Arcu Perdu Secci — nodo con il 209 e area di antica frequentazione.
  • Mitza Fanebas — sorgente e area di sosta nella valle.
  • Rio Gutturu Mannu — corso d’acqua del comprensorio attraversato.
  • Is Antiogus — arrivo presso la strada provinciale.
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Sentiero 201 (CA)

 

Il sentiero 201 unisce Is Cannoneris a Medau Monte Nieddu con una traversata di circa 16,3 km nel Sulcis. Il percorso, classificato EE, parte intorno ai 720 m, scende fino a circa 190 m e termina a circa 275 m. Lo sviluppo lineare comprende una lunga discesa iniziale e un settore centrale movimentato, con risalite che impediscono di considerarlo un itinerario soltanto discendente. Intorno a metà sviluppo si cammina poco sopra i 200 m, mentre nel terzo quarto si torna oltre i 400 m. Questa risalita separa la prima lunga discesa dall’avvicinamento conclusivo a Monte Nieddu e incide sulla distribuzione delle energie.

Da Is Cannoneris si prende verso est, perdendo quota nelle pieghe della foresta. Il cammino entra nel sistema vallivo di S’Isca ’e Calamixi, dove il torrente e le pendici rocciose impongono un andamento sinuoso. Il passaggio fra il bosco alto e la gola è uno dei caratteri più riconoscibili dell’itinerario: alle discese sui versanti seguono tratti più vicini all’acqua e nuovi cambi di direzione.

Procedendo verso nord si incontra il settore di Su Paganu, punto di raccordo con il 212A, e si continua nella valle di Is Canargius. Qui il percorso raggiunge le quote inferiori della traversata. Le diramazioni consentono collegamenti con altre parti della rete, ma non appartengono tutte al 201: il cammino per Monte Nieddu continua verso l’interno, senza dirigersi a Sa Galanza.

La parte successiva recupera quota sul versante orientale, supera i 400 m e torna poi a scendere. Nell’ultimo settore il percorso descrive un’ampia curva, passando dall’avanzamento verso nord-est a un rientro verso ovest. Il tratto conclusivo raggiunge Medau Monte Nieddu, dove gli edifici forestali segnano un punto riconoscibile di arrivo e di incontro con altri itinerari del comprensorio.

Il valore della traversata sta nel passaggio fra due ambienti forestali attraverso una lunga successione di valloni. Il fondo può essere irregolare e la vegetazione nascondere alcuni passaggi; il percorso è interessato da manutenzione. I guadi e i tratti nelle gole richiedono particolare prudenza e possono risultare impraticabili durante o dopo piogge intense. Occorrono autonomia d’acqua, capacità di orientamento e un rientro già organizzato: la distanza indicata riguarda il solo collegamento fra le due estremità.

Elementi notevoli

  • Is Cannoneris — presidio forestale da cui inizia il cammino.
  • Gola di S’Isca ’e Calamixi — settore torrentizio della prima parte.
  • Su Paganu — raccordo con il sentiero 212A.
  • Canale Is Canargius — valle e nodo di collegamento con il 212.
  • Medau Monte Nieddu — nucleo forestale di arrivo.
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Sentiero 200 (CA)

 

Il sentiero 200, seconda tappa, attraversa il cuore forestale del Sulcis fra Is Cannoneris e Pantaleo. Il percorso è lineare, lungo circa 16,6 km, e si muove fra circa 225 e 840 m di quota. La partenza si trova intorno ai 720 m e l’arrivo è molto più basso, ma il profilo comprende numerose risalite: è una lunga traversata classificata EE, da affrontare con preparazione adeguata. Anche dopo circa otto chilometri si cammina ancora intorno agli 800 m, quasi alla quota dei passaggi iniziali. La perdita di quota verso Pantaleo è concentrata soprattutto nella seconda metà, dopo il superamento dei collegamenti più alti.

Da Is Cannoneris si procede prevalentemente verso nord, guadagnando dapprima quota e lasciando progressivamente la zona del presidio forestale. Il cammino segue piste e antiche vie del bosco; curve e tornanti accompagnano l’avvicinamento agli impluvi, con un’alternanza di tratti in quota e discese. La direzione generale nasconde così un andamento articolato, che richiede di distinguere i numerosi rami della viabilità forestale.

Il settore del Rio Alinu e del Riu Acqua Callenti introduce una delle parti più incassate. Dal fondovalle si risale verso il nodo di Is Allineddus, chiamato anche S’Arcu ’e S’Arena, dove convergono altri itinerari. È il passaggio fra il versante di Is Cannoneris e quello di Pantaleo: l’itinerario non raggiunge la vetta di Monte Maxia, ma utilizza il sistema di selle e mulattiere sottostante.

Dal valico il sentiero piega verso ovest e scende nel settore di Arcu ’e Bidda Beccia. Una nuova successione di discese e risalite conduce al Rio S’Arremu e alla zona di Su Mori Is Eguas. Solo nell’ultima parte la perdita di quota diventa più continua: il percorso si orienta verso nord e raggiunge la strada provinciale in località Pantaleo, presso il nucleo forestale.

La traversata mette in relazione due foreste attraverso la rete di lavoro dei carbonai, mantenendo un lungo sviluppo lontano dagli abitati. I tratti nei valloni sono sensibili alle piene e non vanno affrontati dopo forti precipitazioni. Vegetazione e manutenzione possono condizionare la leggibilità dei passaggi. Il ritorno a Is Cannoneris costituisce un trasferimento distinto: il punto finale non coincide con quello iniziale e non esiste una chiusura automatica dell’escursione.

Elementi notevoli

  • Foresta di Is Cannoneris — ambiente di partenza.
  • Is Allineddus — nodo fra i sentieri 200, 207 e 210.
  • Rio Alinu e Riu Acqua Callenti — valloni attraversati nel settore centrale.
  • Rio S’Arremu — incisione raggiunta sul versante occidentale.
  • Foresta di Pantaleo — destinazione della seconda tappa.
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Sentiero 200_1 (CA)

 

Il sentiero 200, prima tappa, collega Is Cannoneris a Casa Pixinamanna nel settore meridionale del Sulcis. In questa direzione si sviluppa per circa 11,3 km, dai boschi a quota 720 m fino al fondovalle a circa 105 m. È un itinerario lineare per escursionisti esperti: alla perdita di quota complessiva si accompagnano risalite intermedie, cambi di versante e passaggi lungo corsi d’acqua. A metà sviluppo si è ancora intorno ai 500 m: una parte rilevante della discesa resta quindi nella seconda metà. Il fondovalle conclusivo offre un andamento più disteso rispetto alla successione di selle e impluvi che lo precede.

Dallo slargo di Is Cannoneris il cammino prende inizialmente una direzione orientale, poi piega verso sud-est. Il tratto alto introduce alla foresta e alle sue vie di collegamento, prima di scendere nel settore di Isca de Crabitta. I numerosi cambi di direzione seguono le pieghe della montagna: la discesa non coincide con una linea diretta verso Pixinamanna, ma attraversa una successione di impluvi e costoni.

Dopo il settore del Riu Crabitta si recupera quota verso Arcu Is Cerbus e Arcu Montixi. È il passaggio che interrompe più chiaramente la discesa generale: dal vallone si torna sopra i 600 metri prima di affrontare il lungo abbassamento verso il rio Palaceris. Le selle permettono di leggere il rapporto fra i rilievi e le valli interne, mentre la vegetazione alterna ambienti di lecceta e macchia.

La parte bassa raggiunge Dispensa Tonietti e prosegue lungo il Rio Palaceris. Qui la storia forestale diventa parte del percorso: il vecchio collegamento ferroviario per il trasporto del carbone offre un filo di lettura del fondovalle, anche dove le alluvioni hanno modificato il piano di transito. Gli ultimi chilometri perdono quota con maggiore gradualità e conducono alle strutture di Pixinamanna, senza completare un anello.

Le foreste, i valichi e le opere legate all’utilizzazione del bosco scandiscono un attraversamento molto diverso da una semplice passeggiata in discesa. I guadi e i tratti danneggiati dall’acqua richiedono condizioni favorevoli; dopo piogge intense alcuni passaggi possono diventare impraticabili. La segnaletica è interessata da verifiche e manutenzione. L’arrivo si trova lontano dalla partenza: il rientro va organizzato separatamente.

Elementi notevoli

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