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Sentiero Voltaggio – Monte Tobbio (AL)

Il sentiero 403 – Voltaggio – Monte Tobbio si sviluppa nel settore di Alto Ovadese e versanti del Monte Tobbio. La geometria completa analizzata misura circa 6.6 km e si colloca fra quote prossime a 346 m e 1079 m. Il confronto con la rete escursionistica ufficiale della Provincia di Alessandria, che indica uno sviluppo di 6.86 km, è compatibile con le normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La difficoltà documentata è E. Il percorso è lineare e va letto attraverso l’intera successione dei suoi versanti, impluvi, boschi e tratti di dorsale.

Il percorso prende avvio presso Voltaggio. La prima parte segue con continuità la morfologia locale e la rete della viabilità minore, allontanandosi dal punto di partenza secondo l’ordine reale della geometria. Le variazioni di quota sono distribuite lungo lo sviluppo e contribuiscono al carattere dell’escursione più del semplice confronto fra quota iniziale e finale. Nei tratti boscati il sentiero mantiene un rapporto stretto con rii e impluvi; dove il terreno si apre, diventano invece più leggibili le dorsali e i rilievi circostanti.

Da Voltaggio l’itinerario sale progressivamente dalle quote del fondovalle verso il massiccio del Tobbio. La geometria attraversa l’intero versante senza interruzioni sostanziali, passando dalla fascia boscata agli ambienti più aperti della parte alta. L’ultima sezione raggiunge la dorsale e quindi la vetta, dove la chiesetta costituisce il riferimento più riconoscibile del Monte Tobbio. Questi riferimenti risultano coerenti sia con il territorio attraversato sia con la documentazione della rete escursionistica, evitando di includere luoghi soltanto vicini ma non pertinenti al percorso.

La parte finale conduce a Monte Tobbio, completando il collegamento indicato dal tracciato. L’escursione raggiunge una quota massima di circa 1079 metri e una minima di circa 346 metri. Non viene pubblicato un dislivello positivo o negativo cumulato: la sequenza altimetrica del file è adeguata per riconoscere andamento e quote estreme, ma non offre da sola una base sufficientemente robusta per un dato cumulativo editoriale privo di possibili errori.

Il sentiero 403 svolge una funzione importante nella lettura e nella connessione del territorio di Alto Ovadese e versanti del Monte Tobbio, mettendo in relazione punti di accesso, ambienti naturali e altri itinerari della rete locale. Prima della percorrenza è opportuno verificare sulla documentazione ufficiale eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali, soprattutto dopo piogge intense o nei periodi in cui i tratti di crinale possono essere più esposti.

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Sentiero Valico Eremiti – Passo della Dagliola (AL)

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Sentiero Valico Eremiti – Monte Tobbio (AL)

Il sentiero 401 – Valico degli Eremiti – Monte Tobbio si sviluppa nel settore di Alto Ovadese e Parco naturale delle Capanne di Marcarolo. La geometria completa analizzata misura circa 4.0 km e si colloca fra quote prossime a 567 m e 1079 m. Il confronto con la rete escursionistica ufficiale della Provincia di Alessandria, che indica uno sviluppo di 3.81 km, è compatibile con le normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La difficoltà documentata è E. Il percorso è lineare e va letto attraverso l’intera successione dei suoi versanti, impluvi, boschi e tratti di dorsale.

Il percorso prende avvio presso Valico degli Eremiti. La prima parte segue con continuità la morfologia locale e la rete della viabilità minore, allontanandosi dal punto di partenza secondo l’ordine reale della geometria. Le variazioni di quota sono distribuite lungo lo sviluppo e contribuiscono al carattere dell’escursione più del semplice confronto fra quota iniziale e finale. Nei tratti boscati il sentiero mantiene un rapporto stretto con rii e impluvi; dove il terreno si apre, diventano invece più leggibili le dorsali e i rilievi circostanti.

Dal Valico degli Eremiti il sentiero affronta la salita verso il Monte Tobbio, rilievo dominante di questo settore dell’Appennino. Il tracciato guadagna quota lungo la dorsale e attraversa ambienti progressivamente più aperti, nei quali affioramenti rocciosi e praterie sostituiscono il bosco. La parte alta conduce alla caratteristica sommità del Tobbio, riconoscibile per la chiesetta posta sulla vetta. Questi riferimenti risultano coerenti sia con il territorio attraversato sia con la documentazione della rete escursionistica, evitando di includere luoghi soltanto vicini ma non pertinenti al percorso.

La parte finale conduce a Monte Tobbio, completando il collegamento indicato dal tracciato. L’escursione raggiunge una quota massima di circa 1079 metri e una minima di circa 567 metri. Non viene pubblicato un dislivello positivo o negativo cumulato: la sequenza altimetrica del file è adeguata per riconoscere andamento e quote estreme, ma non offre da sola una base sufficientemente robusta per un dato cumulativo editoriale privo di possibili errori.

Il sentiero 401 svolge una funzione importante nella lettura e nella connessione del territorio di Alto Ovadese e Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, mettendo in relazione punti di accesso, ambienti naturali e altri itinerari della rete locale. Prima della percorrenza è opportuno verificare sulla documentazione ufficiale eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali, soprattutto dopo piogge intense o nei periodi in cui i tratti di crinale possono essere più esposti.

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Sentiero raccordo Ponte Nespolo – Monte Tobbio (AL)

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Sentiero Ponte Nespolo – Lago Bruno (AL)

Il sentiero 406 – Ponte Nespolo – Lago Bruno si sviluppa nel settore di Alto Ovadese e Parco naturale delle Capanne di Marcarolo. La geometria completa analizzata misura circa 5.3 km e si colloca fra quote prossime a 489 m e 646 m. Il confronto con la rete escursionistica ufficiale della Provincia di Alessandria, che indica uno sviluppo di 4.97 km, è compatibile con le normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La difficoltà documentata è E. Il percorso è lineare e va letto attraverso l’intera successione dei suoi versanti, impluvi, boschi e tratti di dorsale.

Il percorso prende avvio presso Ponte Nespolo. La prima parte segue con continuità la morfologia locale e la rete della viabilità minore, allontanandosi dal punto di partenza secondo l’ordine reale della geometria. Le variazioni di quota sono distribuite lungo lo sviluppo e contribuiscono al carattere dell’escursione più del semplice confronto fra quota iniziale e finale. Nei tratti boscati il sentiero mantiene un rapporto stretto con rii e impluvi; dove il terreno si apre, diventano invece più leggibili le dorsali e i rilievi circostanti.

Da Ponte Nespolo l’itinerario entra nel bacino del Gorzente e segue il sistema di sentieri che attraversa uno dei settori più appartati di Marcarolo. La progressione alterna il fondovalle a tratti di versante, mantenendo come riferimento il reticolo idrografico che alimenta i laghi artificiali del Gorzente, fino a raggiungere il Lago Bruno. Questi riferimenti risultano coerenti sia con il territorio attraversato sia con la documentazione della rete escursionistica, evitando di includere luoghi soltanto vicini ma non pertinenti al percorso.

La parte finale conduce a Lago Bruno, completando il collegamento indicato dal tracciato. L’escursione raggiunge una quota massima di circa 646 metri e una minima di circa 489 metri. Non viene pubblicato un dislivello positivo o negativo cumulato: la sequenza altimetrica del file è adeguata per riconoscere andamento e quote estreme, ma non offre da sola una base sufficientemente robusta per un dato cumulativo editoriale privo di possibili errori.

Il sentiero 406 svolge una funzione importante nella lettura e nella connessione del territorio di Alto Ovadese e Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, mettendo in relazione punti di accesso, ambienti naturali e altri itinerari della rete locale. Prima della percorrenza è opportuno verificare sulla documentazione ufficiale eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali, soprattutto dopo piogge intense o nei periodi in cui i tratti di crinale possono essere più esposti.

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Sentiero Ruderi Cascina Menta II – Costa Levezzara (AL)

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Sentiero Ronco Scrivia – Monte Alpe (AL)

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Sentiero Prou Perseghin – Casa Carrosina (AL)

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Sentiero Ponte Nescolo – Passo della Dagliola (AL)

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Percorso provvisorio Lago Bruno (AL)

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Sentiero Passo di Mezzano – Monte delle Figne (AL)

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Sentiero Laghi Lavagnina – Valico Eremiti (AL)

Il sentiero 402 – Laghi Lavagnina – Valico degli Eremiti si sviluppa nel settore di Alto Ovadese e Parco naturale delle Capanne di Marcarolo. La geometria completa analizzata misura circa 7.0 km e si colloca fra quote prossime a 325 m e 567 m. Il confronto con la rete escursionistica ufficiale della Provincia di Alessandria, che indica uno sviluppo di 6.82 km, è compatibile con le normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La difficoltà documentata è E. Il percorso è lineare e va letto attraverso l’intera successione dei suoi versanti, impluvi, boschi e tratti di dorsale.

Il percorso prende avvio presso Laghi della Lavagnina. La prima parte segue con continuità la morfologia locale e la rete della viabilità minore, allontanandosi dal punto di partenza secondo l’ordine reale della geometria. Le variazioni di quota sono distribuite lungo lo sviluppo e contribuiscono al carattere dell’escursione più del semplice confronto fra quota iniziale e finale. Nei tratti boscati il sentiero mantiene un rapporto stretto con rii e impluvi; dove il terreno si apre, diventano invece più leggibili le dorsali e i rilievi circostanti.

Il percorso risale il settore compreso fra i Laghi della Lavagnina e il Valico degli Eremiti, attraversando l’ambiente aspro dell’Alto Ovadese. La successione della geometria mostra un itinerario continuo fra fondovalle, versanti boscati e dorsali, con un guadagno di quota distribuito lungo la progressione verso il valico. Questi riferimenti risultano coerenti sia con il territorio attraversato sia con la documentazione della rete escursionistica, evitando di includere luoghi soltanto vicini ma non pertinenti al percorso.

La parte finale conduce a Valico degli Eremiti, completando il collegamento indicato dal tracciato. L’escursione raggiunge una quota massima di circa 567 metri e una minima di circa 325 metri. Non viene pubblicato un dislivello positivo o negativo cumulato: la sequenza altimetrica del file è adeguata per riconoscere andamento e quote estreme, ma non offre da sola una base sufficientemente robusta per un dato cumulativo editoriale privo di possibili errori.

Il sentiero 402 svolge una funzione importante nella lettura e nella connessione del territorio di Alto Ovadese e Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, mettendo in relazione punti di accesso, ambienti naturali e altri itinerari della rete locale. Prima della percorrenza è opportuno verificare sulla documentazione ufficiale eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali, soprattutto dopo piogge intense o nei periodi in cui i tratti di crinale possono essere più esposti.

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Sentiero Laghi Lavagnina – C. Lombardo (AL)

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Sentiero Cirimilla – Cascina Maggie – Capanne di Marcarolo (AL)

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Sentiero Cirimilla – Cascina Fuia – Capanne di Marcarolo (AL)

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Sentiero Cascina Magnoni – Fontanasse (AL)

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Sentiero Capanne Superiori Marcarolo – Costa Lavezzara (AL)

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Sentiero Capanne Marcarolo – Capanne Superiori Marcarolo (AL)

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Sentiero Capanne di Marcarolo – Monte Precaban (AL)

Il sentiero 413 – Capanne di Marcarolo – Monte Pracaban si sviluppa nel settore di Alto Ovadese e Parco naturale delle Capanne di Marcarolo. La geometria completa analizzata misura circa 4.2 km e si colloca fra quote prossime a 732 m e 938 m. Il confronto con la rete escursionistica ufficiale della Provincia di Alessandria, che indica uno sviluppo di 4.32 km, è compatibile con le normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La difficoltà documentata è E. Il percorso è lineare e va letto attraverso l’intera successione dei suoi versanti, impluvi, boschi e tratti di dorsale.

Il percorso prende avvio presso Capanne di Marcarolo. La prima parte segue con continuità la morfologia locale e la rete della viabilità minore, allontanandosi dal punto di partenza secondo l’ordine reale della geometria. Le variazioni di quota sono distribuite lungo lo sviluppo e contribuiscono al carattere dell’escursione più del semplice confronto fra quota iniziale e finale. Nei tratti boscati il sentiero mantiene un rapporto stretto con rii e impluvi; dove il terreno si apre, diventano invece più leggibili le dorsali e i rilievi circostanti.

Dal settore del Nido del Biancone la salita entra nei boschi delle pendici del Bric dei Ladri, dove roveri e sorbi lasciano progressivamente spazio a nuclei di faggio. Il percorso passa sul versante delle sorgenti del Torrente Piota, poi si restringe e raggiunge ambienti più aperti, con pascoli e affioramenti rocciosi. Più in alto incontra prima la diramazione verso Campo Ligure e quindi il sentiero 424 proveniente da località Magnoni. Questi riferimenti risultano coerenti sia con il territorio attraversato sia con la documentazione della rete escursionistica, evitando di includere luoghi soltanto vicini ma non pertinenti al percorso.

La parte finale conduce a Monte Pracaban, completando il collegamento indicato dal tracciato. L’escursione raggiunge una quota massima di circa 938 metri e una minima di circa 732 metri. Non viene pubblicato un dislivello positivo o negativo cumulato: la sequenza altimetrica del file è adeguata per riconoscere andamento e quote estreme, ma non offre da sola una base sufficientemente robusta per un dato cumulativo editoriale privo di possibili errori.

Il sentiero 413 svolge una funzione importante nella lettura e nella connessione del territorio di Alto Ovadese e Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, mettendo in relazione punti di accesso, ambienti naturali e altri itinerari della rete locale. Prima della percorrenza è opportuno verificare sulla documentazione ufficiale eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali, soprattutto dopo piogge intense o nei periodi in cui i tratti di crinale possono essere più esposti.

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Sentiero Busalla – Fraconalto (AL)

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Alta Via dei Monti Liguri – Tappa 24 (AL)

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Alta Via dei Monti Liguri – Tappa 23 (AL)

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Alta Via dei Monti Liguri – Tappa 22 (AL)

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Sentiero 4e1a (AL)

 
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Sentiero 4e1 (AL)

 
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Sentiero 490 (AL)

 
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Sentiero 433 (AL)

 
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Sentiero 432 (AL)

 
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Sentiero 431 (AL)

 
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Sentiero 424 (AL)

 

Il sentiero 424 – Località Magnoni – Monte Pracaban è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 10.4 km e si mantiene tra quote prossime a 498 m e 931 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso località Magnoni. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Monte Pracaban. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Monte Pracaban. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 424 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 423 (AL)

 
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Sentiero 421 (AL)

 
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Sentiero 417 (AL)

 
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Sentiero 416b (AL)

 
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Sentiero 415 (AL)

 

Il sentiero 415 – Laghi della Lavagnina – Cascina Cornaglietta è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 5.2 km e si mantiene tra quote prossime a 316 m e 791 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Laghi della Lavagnina. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Cascina Cornaglietta. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Cascina Cornaglietta. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 415 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 414a (AL)

 
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Sentiero 414 (AL)

 

Il sentiero 414 – Cirimilla – Cascina I Foi è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 10.7 km e si mantiene tra quote prossime a 238 m e 808 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Cirimilla. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Cascina I Foi. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Cascina I Foi. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 414 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 413 (AL)

 

Il sentiero 413 – Capanne di Marcarolo – Monte Pracaban è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 4.1 km e si mantiene tra quote prossime a 732 m e 896 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Capanne di Marcarolo. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Monte Pracaban. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Monte Pracaban. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 413 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 412 (AL)

 
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Sentiero 411 (AL)

 

Il sentiero 411 – Capanne Superiori – Monte Moro è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 3.0 km e si mantiene tra quote prossime a 798 m e 874 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Capanne Superiori. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Monte Moro. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Monte Moro. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 411 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 410 (AL)

 

Il sentiero 410 – Capanne Superiori – Lago Bruno è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 2.0 km e si mantiene tra quote prossime a 661 m e 826 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Capanne Superiori. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Lago Bruno. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Lago Bruno. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 410 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 409 (AL)

 

Il sentiero 409 – Capanne Superiori – Costa Lavezzara è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 4.3 km e si mantiene tra quote prossime a 809 m e 1066 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Capanne Superiori. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Costa Lavezzara. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Costa Lavezzara. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 409 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 408 (AL)

 

Il sentiero 408 – Cascina Foi – Lago Bruno è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 6.3 km e si mantiene tra quote prossime a 646 m e 820 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Cascina Foi. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Lago Bruno. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Lago Bruno. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 408 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 407 (AL)

 
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Sentiero 406 (AL)

 

Il sentiero 406 – Ponte Nespolo – Lago Bruno è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 4.9 km e si mantiene tra quote prossime a 509 m e 646 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Ponte Nespolo. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Lago Bruno. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Lago Bruno. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 406 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 405 (AL)

 
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Sentiero 404 (AL)

 

Il sentiero 404 – Passo Dagliola – Monte delle Figne è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 4.1 km e si mantiene tra quote prossime a 807 m e 1156 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Passo Dagliola. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Monte delle Figne. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Monte delle Figne. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 404 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 401 (AL)

 

Il sentiero 401 – Valico degli Eremiti – Monte Tobbio è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Alto Ovadese. La geometria completa misura circa 3.8 km e si mantiene tra quote prossime a 567 m e 1079 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Valico degli Eremiti. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Monte Tobbio. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Monte Tobbio. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 401 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Alto Ovadese, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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