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Sentiero Vallenzona – Passo Sesenelle – Monte Buio – Monte Antola (GE)

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Sentiero 274 (AL)

 

Il sentiero 274 – Roccaforte Ligure – Mulino Serventino è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Val Borbera. La geometria completa misura circa 2.5 km e si mantiene tra quote prossime a 461 m e 781 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Roccaforte Ligure. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Corti, Bric Neve. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Mulino Serventino. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 274 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 266 (AL)

 
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Sentiero 258b (AL)

 
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Sentiero 258a (AL)

 
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Sentiero 258 (AL)

 

Il sentiero 258 – Dovanelli – San Fermo è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di alta Val Borbera. La geometria completa misura circa 9.9 km e si mantiene tra quote prossime a 514 m e 1244 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Dovanelli. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: San Fermo. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a San Fermo. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 258 permette così di leggere in continuità il paesaggio di alta Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 257a (AL)

 
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Sentiero 257 (AL)

 

Il sentiero 257 – Pian degli Orsi – bivio sentiero 258 è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di alta Val Borbera. La geometria completa misura circa 5.5 km e si mantiene tra quote prossime a 804 m e 1138 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Pian degli Orsi. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: boschi appenninici. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a bivio sentiero 258. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 257 permette così di leggere in continuità il paesaggio di alta Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

Elementi notevoli

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Sentiero 255b (AL)

 
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Sentiero 255a (AL)

 
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Sentiero 255 (AL)

 

Il sentiero 255 – Pagliaro Inferiore – Selletta Monte Cravasana è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di Val Borbera. La geometria completa misura circa 1.8 km e si mantiene tra quote prossime a 417 m e 805 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Pagliaro Inferiore. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Monte Cravasana. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Selletta del Monte Cravasana. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 255 permette così di leggere in continuità il paesaggio di Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 253 (AL)

 
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Sentiero 252 (AL)

 

Il sentiero 252 – Dova Superiore – bivio sentiero 200 è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di alta Val Borbera. La geometria completa misura circa 2.8 km e si mantiene tra quote prossime a 947 m e 1076 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Dova Superiore. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Costa di Dova, torrente Gordenella. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a bivio sentiero 200. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 252 permette così di leggere in continuità il paesaggio di alta Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 251 (AL)

 

Il sentiero 251 – Sella Banchiera – Capanna di Tonno è un itinerario lineare della rete escursionistica alessandrina, sviluppato nel settore di alta Val Borbera. La geometria completa misura circa 2.5 km e si mantiene tra quote prossime a 1245 m e 1314 m. La difficoltà documentata è E. Il profilo del percorso riflette la morfologia locale, alternando tratti di versante, bosco, fondovalle o dorsale senza ridurre l’itinerario ai soli punti di partenza e arrivo.

Il percorso prende avvio presso Sella Banchiera. La prima parte segue la viabilità minore e i passaggi tradizionali che strutturano il territorio, entrando progressivamente nell’ambiente naturale del settore. La successione dei punti della geometria conferma un andamento continuo e coerente con il collegamento ufficiale; dove il sentiero lascia strade o nuclei abitati, la progressione prosegue lungo mulattiere, carrarecce o sentieri di versante.

Nella parte centrale emergono alcuni riferimenti territoriali utili alla lettura dell’itinerario: Capanna di Tonno. Boschi, radure, impluvi e dorsali compongono un paesaggio appenninico o collinare nel quale la rete dei sentieri conserva una funzione di collegamento fra borgate, valichi e luoghi di lavoro rurale. Gli elementi citati sono compatibili con lo sviluppo effettivo del percorso e con la documentazione della rete provinciale.

La parte finale conduce a Capanna di Tonno. L’arrivo costituisce un punto di raccordo con la viabilità locale o con altri itinerari segnalati, rendendo il sentiero utile anche per costruire traversate e percorsi più articolati. Le quote estreme riportate derivano dall’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello cumulato positivo o negativo quando il dato non è ricavabile con sufficiente affidabilità dalla sola sequenza altimetrica disponibile.

Il sentiero 251 permette così di leggere in continuità il paesaggio di alta Val Borbera, mettendo in relazione ambiente naturale e rete storica dei collegamenti locali. Prima dell’escursione resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti relativi a percorribilità e segnaletica, soprattutto nei tratti boscati, sui versanti più ripidi e in corrispondenza dei corsi d’acqua.

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Sentiero 250 (AL)

 

Il sentiero 250 – Berga – Sella Banchiera è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 3.1 km e si colloca tra quote prossime a 910 m e 1272 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Berga. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Casoni di Berga, Sella Banchiera. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Sella Banchiera, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 910 e 1272 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 250 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 249 (AL)

 
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Sentiero 246a (AL)

 
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Sentiero 246 (AL)

 

Il sentiero 246 – Campassi – Casoni di Berga è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 1.7 km e si colloca tra quote prossime a 957 m e 1142 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Campassi. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Casoni di Berga, muretti a secco. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Casoni di Berga, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 957 e 1142 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 246 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 245 (AL)

 

Il sentiero 245 – Vegni – Sella Est Monte Antola è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 8.9 km e si colloca tra quote prossime a 683 m e 1553 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Vegni. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Monte Antola, Sella Est. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Sella Est del Monte Antola, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 683 e 1553 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 245 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

Elementi notevoli

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Sentiero 243 (AL)

 

Il sentiero 243 – Reneuzzi – Sella Banchiera è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 3.9 km e si colloca tra quote prossime a 1067 m e 1283 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Reneuzzi. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Sella Banchiera. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Sella Banchiera, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 1067 e 1283 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 243 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 242 (AL)

 

Il sentiero 242 – I Villaggi di Pietra (Vegni – Croso) è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 7.1 km e si colloca tra quote prossime a 853 m e 1150 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Vegni. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Casoni, Croso, Monte Antola. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Croso, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 853 e 1150 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 242 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 241 (AL)

 

Il sentiero 241 – Carrega Ligure – Vegni è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 9.3 km e si colloca tra quote prossime a 820 m e 1070 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Carrega Ligure. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Vegni. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Vegni, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 820 e 1070 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 241 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 240 (AL)

 

Il sentiero 240 – Vegni – Passo Tre Croci è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 5.3 km e si colloca tra quote prossime a 1067 m e 1500 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Vegni. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Passo Tre Croci. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Passo Tre Croci, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 1067 e 1500 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 240 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 233 (AL)

 

Il sentiero 233 – Daglio – Carrega Ligure è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 11.4 km e si colloca tra quote prossime a 850 m e 1480 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Daglio. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Carrega Ligure. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Carrega Ligure, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 850 e 1480 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 233 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 230_1 (AL)

 
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Sentiero 229 (AL)

 

Il sentiero 229 – Cosola – Daglio è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 9.6 km e si colloca tra quote prossime a 852 m e 1290 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Cosola. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Fontana della Gallina, Monte Porreio. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Daglio, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 852 e 1290 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 229 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 226a (AL)

 
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Sentiero 226 (AL)

 

Il sentiero 226 – Montaldo di Cosola – Capanne di Cosola è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 7.2 km e si colloca tra quote prossime a 918 m e 1540 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Montaldo di Cosola. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Aie di Cosola, chiesa di Santa Maria Assunta. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Capanne di Cosola, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 918 e 1540 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 226 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 225 (AL)

 
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Sentiero 224a (AL)

 

Il sentiero 224a – Teo – bivio sentiero 220 è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 2.9 km e si colloca tra quote prossime a 735 m e 986 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Teo. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Oratorio di San Bernardo, Orme del Boia. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a bivio sentiero 220, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 735 e 986 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 224a risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 224 (AL)

 

Il sentiero 224 – Cabella Ligure – Piuzzo è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 3.3 km e si colloca tra quote prossime a 477 m e 955 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Cabella Ligure. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono chiesa di San Lorenzo, Palazzo Doria, Teo. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Piuzzo, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 477 e 955 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 224 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 221_1 (AL)

 
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Sentiero 220 (AL)

 
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Sentiero 215a (AL)

 

Il sentiero 215a – Albera Ligure – bivio Figino è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 2.5 km e si colloca tra quote prossime a 421 m e 612 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Albera Ligure. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Figino. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a bivio Figino, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 421 e 612 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 215a risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 215 (AL)

 

Il sentiero 215 – Albera Ligure – bivio sentiero 200 è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 12.7 km e si colloca tra quote prossime a 416 m e 1402 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Albera Ligure. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Val Borbera. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a bivio sentiero 200, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 416 e 1402 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 215 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 211 (AL)

 

Il sentiero 211 – Albera Ligure – Costa Vendersi è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di Val Borbera. La geometria analizzata sviluppa circa 1.9 km e si colloca tra quote prossime a 418 m e 705 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Albera Ligure. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di Val Borbera. I riferimenti territoriali verificati comprendono Costa Vendersi. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Costa Vendersi, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 418 e 705 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 211 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di Val Borbera: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 200 (AL)

 

Il sentiero 200 – Anello Borbera–Spinti è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di Val Borbera e Valle Spinti. La geometria analizzata sviluppa circa 97.6 km e si colloca tra quote prossime a 218 m e 1688 m. La classificazione documentata è E/EE secondo le tappe; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Stazzano. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di Val Borbera e Valle Spinti. I riferimenti territoriali verificati comprendono Val Borbera, Monte Antola, Capanne di Cosola. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a area di Arquata Scrivia, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 218 e 1688 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 200 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di Val Borbera e Valle Spinti: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 116 (AL)

 
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Sentiero 114 (AL)

 

Il sentiero 114 – Rifugio Orsi – Monte Panà è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Curone. La geometria analizzata sviluppa circa 1.6 km e si colloca tra quote prossime a 1400 m e 1555 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Rifugio Ezio Orsi. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Curone. I riferimenti territoriali verificati comprendono Monte Panà. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Monte Panà, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 1400 e 1555 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 114 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Curone: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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Sentiero 113 (AL)

 

Il sentiero 113 – Stalle di Salogni – Rifugio Orsi è un itinerario lineare della rete escursionistica della Provincia di Alessandria, nel settore di alta Val Curone. La geometria analizzata sviluppa circa 1.5 km e si colloca tra quote prossime a 1371 m e 1466 m. La classificazione documentata è E; la lettura altimetrica evidenzia un percorso che alterna tratti di fondovalle, versante o crinale secondo la morfologia attraversata.

Il percorso prende avvio presso Stalle di Salogni. Nella prima parte segue con continuità il corridoio individuato dalla rete sentieristica, mantenendo una progressione coerente con l’assetto del territorio e con i collegamenti locali. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo: per questo la lunghezza va considerata insieme al profilo altimetrico e non soltanto alla distanza planimetrica.

Nella parte centrale l’itinerario entra nel paesaggio caratteristico di alta Val Curone. I riferimenti territoriali verificati comprendono Fontana Pan Pargnon, faggeta. Questi elementi aiutano a leggere il sentiero come collegamento tra nuclei abitati, valichi e dorsali, senza separarlo dalla trama storica della viabilità rurale e montana che struttura questa parte dell’Appennino e delle colline alessandrine.

La parte finale conduce a Rifugio Ezio Orsi, seguendo l’ordine reale della geometria disponibile. In prossimità dell’arrivo il percorso si raccorda alla viabilità o agli altri itinerari della rete locale, assumendo quindi anche una funzione di connessione escursionistica. Le quote estreme registrate lungo il tracciato sono comprese tra circa 1371 e 1466 metri; non viene invece indicato un dislivello cumulato, perché non sarebbe affidabile ricavarlo soltanto dalla sequenza altimetrica del file.

Il valore del sentiero 113 risiede soprattutto nella continuità con cui mette in relazione i luoghi di alta Val Curone: un itinerario da leggere attraverso la successione di abitati, boschi, aree aperte e punti di passaggio documentati dalla rete ufficiale. Per la pianificazione dell’escursione è opportuno verificare eventuali aggiornamenti di percorribilità e segnaletica sulla rete provinciale.

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