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Sentiero Paesaggi di Borghi – Anello Sud (VT)

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Sentiero Paesaggi di Borghi – Anello Nord (VT)

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Sentiero 266d (VT)

 
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Sentiero 266c (VT)

 

Il sentiero 266C è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 3.88 km. La geometria si colloca fra circa 176 e 420 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Via Bassano di Sutri e procede verso Ciclovia dei Boschi 266. La cartografia istituzionale del Parco identifica il 266C come diramazione di Via Bassano di Sutri verso la Ciclovia dei Boschi. Il tracciato affronta una sensibile variazione di quota e mette in comunicazione il settore basso con la dorsale forestale.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Ciclovia dei Boschi 266, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Via Bassano di Sutri
  • Ciclovia dei Boschi 266
  • Monti Sabatini
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266 (VT)

 

Il sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 10.28 km. La geometria si colloca fra circa 343 e 487 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Trevignano Romano e procede verso innesto con il sentiero 176 sulla Strada Bassanese. Il Parco di Bracciano-Martignano documenta il 266 come grande direttrice forestale fra Trevignano Romano e l’asse Oriolo Romano–Bassano Romano. Il percorso attraversa boschi e sterrate e costituisce la spina dorsale per numerose diramazioni numerate.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge innesto con il sentiero 176 sulla Strada Bassanese, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Trevignano Romano
  • Ciclovia dei Boschi
  • Strada Bassanese
  • sentiero 176
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 265b (VT)

 

Il sentiero 265B – Pozzo Tufo–Ara di San Baccano è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 2.55 km. La geometria si colloca fra circa 332 e 407 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Pozzo Tufo e procede verso Ara di San Baccano. Il catasto CAI Lazio identifica il 265B come collegamento di circa 2,5 km fra Pozzo Tufo e Ara di San Baccano, misura sostanzialmente coincidente con la geometria del batch.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Ara di San Baccano, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Pozzo Tufo
  • Ara di San Baccano
  • Monti Sabatini
  • rete CAI del Parco Bracciano-Martignano
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Sentiero 265 (VT)

 

Il sentiero 265 è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 6.87 km. La geometria si colloca fra circa 294 e 414 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da settore di Oriolo Romano e procede verso Canale Monterano. Il catasto regionale CAI attribuisce al 265 uno sviluppo di circa 6,9 km nel Parco di Bracciano-Martignano. Il tracciato mette in continuità il sistema di Oriolo Romano con quello di Monterano, attraversando la campagna e i boschi del settore settentrionale dei Monti Sabatini.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Canale Monterano, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Canale Monterano
  • Monterano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 261 (VT)

 

Il sentiero 261 – Oriolo Romano–Manziana è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 4.8 km. La geometria si colloca fra circa 361 e 469 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Oriolo Romano e procede verso Manziana. La scheda ufficiale del Parco indica uno sviluppo di circa 4,8 km e descrive un percorso con sottobosco, asfalto e terreno battuto. Prima di Manziana viene attraversato il borgo di Quadroni, nodo della rete verso la Macchia Grande.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Manziana, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Quadroni
  • Manziana
  • Macchia Grande di Manziana
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 260b (VT)

 
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Sentiero 260 (VT)

 

Il sentiero 260 – Bracciano–Oriolo Romano è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 8.24 km. La geometria si colloca fra circa 255 e 435 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Bracciano e procede verso Oriolo Romano. Il Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano identifica il 260 come collegamento fra i due centri. Dopo il settore di Pisciarelli il percorso alterna sottobosco, sterrati e tratti dell’antica Via Clodia, quindi raggiunge Oriolo Romano.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Oriolo Romano, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Bracciano
  • Pisciarelli
  • Via Clodia
  • Oriolo Romano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 176m (VT)

 

Il sentiero 176M – Fonte Vitabbia è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 1.23 km e quote comprese indicativamente fra 409 e 460 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso parte dalla Ciclovia dei Boschi nel territorio di Bassano Romano e si dirige verso il sentiero 176L. Lo sviluppo di circa 1,2 km coincide con la traccia CAI ufficiale.

Dopo una prima parte nel bosco, il sentiero affronta un breve tratto di discesa più ripida, che può diventare scivoloso in presenza di pioggia o fango. In fondo alla discesa attraversa il Fosso di Fonte Vitabbia e prosegue lungo il Fosso dei Valloni.

La parte conclusiva segue il fondovalle fino all’innesto con il 176L, completando il collegamento fra la Ciclovia e il sistema di Monte Raschio. Il percorso ricade nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano.

Attenzione: l’aggiornamento ufficiale del Parco del 29 maggio 2026 indica il 176M interdetto al transito per caduta alberi. La descrizione identifica il percorso, ma la chiusura va verificata prima di programmare l’escursione.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi
  • Fosso di Fonte Vitabbia
  • Fosso dei Valloni
  • sentiero 176L
  • Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano
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Sentiero 176l (VT)

 

Il sentiero 176L è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 3.02 km e quote comprese indicativamente fra 425 e 519 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il sentiero prende avvio dal 175C della Faggeta UNESCO di Monte Raschio, nel territorio di Oriolo Romano, e procede nel bosco verso il sentiero 176. Lo sviluppo di circa 3 km coincide con la traccia CAI ufficiale, pubblicata a 2,96 km.

Nella prima parte il percorso segue il margine forestale e raggiunge il punto d’innesto del 176M, in corrispondenza del settore più basso. Da qui cambia andamento e inizia a guadagnare quota all’interno del bosco.

La salita raggiunge il settore più alto oltre i 500 metri, quindi il tracciato prosegue verso la Strada Bassanese. L’intero itinerario ricade nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano e si svolge su sentiero e terreno forestale consolidato.

Il 176L collega direttamente la Faggeta UNESCO con l’asse Oriolo Romano–Bassano Romano e costituisce una delle connessioni più utili per comporre itinerari ad anello nel settore di Monte Raschio.

Elementi notevoli

  • Faggeta UNESCO di Monte Raschio
  • sentiero 175C
  • sentiero 176M
  • Strada Bassanese
  • Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano
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Sentiero 176h (VT)

 

Il sentiero 176H – Fonno de Lumarciano è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.99 km e quote comprese indicativamente fra 447 e 575 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso collega la parte bassa della rete forestale con il settore alto della Faggeta di Stracciacappello. La geometria misura circa 1 km e mostra un andamento nettamente ascendente nel verso delle coordinate, con oltre cento metri di differenza fra le quote estreme.

Il sentiero si sviluppa interamente nel sottobosco e non è carrabile. La documentazione del Parco segnala che, affrontato dalla Ciclovia verso la faggeta, presenta tratti di salita sensibile; nel verso contrario diventa una discesa continua.

Il nome Fonno de Lumarciano identifica questo specifico ramo della rete di Bassano Romano e consente di distinguerlo dagli altri raccordi 176 diretti alla faggeta. La brevità non deve far sottovalutare il fondo, che può risultare più impegnativo con umidità o fango.

Il 176H integra i collegamenti fra la Ciclovia dei Boschi e Stracciacappello, offrendo una direttrice forestale compatta e priva di tratti urbani.

Elementi notevoli

  • Fonno de Lumarciano
  • Faggeta di Stracciacappello
  • Ciclovia dei Boschi
  • Bassano Romano
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Sentiero 176f (VT)

 

Il sentiero 176F – Confine Vecchio è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 1.67 km e quote comprese indicativamente fra 417 e 569 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il sentiero parte dal settore della Ciclovia dei Boschi 266, poco oltre la zona dei Covoni, e risale verso la Faggeta di Stracciacappello. La geometria di circa 1,7 km è compatibile con il percorso ufficiale, pubblicato dal Parco con sviluppo nell’ordine di 1,8-2 km.

La salita si svolge interamente nel sottobosco e non utilizza strade carrabili. Procedendo dalla Ciclovia verso la faggeta il dislivello è concentrato in una progressione continua, con pendenze che la documentazione del Parco segnala localmente come sostenute.

Nel settore superiore il tracciato raggiunge l’area forestale di Stracciacappello e si raccorda agli altri itinerari della rete di Bassano Romano. Nel senso opposto costituisce una discesa diretta verso la Ciclovia dei Boschi.

Il 176F è uno dei collegamenti principali fra la dorsale forestale e il 266. Su terreno bagnato le pendenze e il fondo di bosco richiedono maggiore attenzione, soprattutto in discesa.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi 266
  • località Covoni
  • Confine Vecchio
  • Faggeta di Stracciacappello
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Sentiero 176e (VT)

 

Il sentiero 176E è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.75 km e quote comprese indicativamente fra 503 e 565 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso collega il sentiero 176B, lungo Strada di Fonte Cacciano, con il sentiero 176A nel settore della Faggeta di Stracciacappello. La distanza rilevata, circa 750 metri, è sostanzialmente coincidente con gli 0,8 km indicati dalla cartografia ufficiale del Parco.

Seguendo la geometria, il raccordo si sviluppa nel bosco con una variazione altimetrica contenuta. La documentazione del Parco lo presenta come alternativa più semplice per chi proviene da Fonte Cacciano e vuole raggiungere la faggeta evitando un tratto più ripido della rete.

Il fondo è in prevalenza compatto e battuto, con un breve settore dove affiorano rocce. L’intero sviluppo resta interno al sistema forestale di Stracciacappello, senza deviazioni verso elementi estranei al percorso.

Il 176E svolge soprattutto una funzione di connessione: in meno di un chilometro unisce due rami CAI e facilita la continuità degli itinerari nel bosco di Bassano Romano.

Elementi notevoli

  • Fonte Cacciano
  • Faggeta di Stracciacappello
  • sentiero 176B
  • sentiero 176A
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Sentiero 176d (VT)

 

Il sentiero 176D è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 1.17 km e quote comprese indicativamente fra 412 e 469 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il raccordo prende avvio dalla Ciclovia dei Boschi 266 nel settore dei Covoni e sale verso la rete di Bassano Romano. Il suo sviluppo, prossimo a 1,2 km, coincide con quello censito nella rete CAI regionale come collegamento fra il 266 e il 176B.

Il percorso attraversa un ambiente prevalentemente boscoso delle pendici sabatine, guadagnando quota con continuità ma senza assumere il carattere di una lunga salita. La funzione principale è connettere la Ciclovia dei Boschi con i sentieri diretti alla Faggeta di Stracciacappello.

Nella parte alta il 176D raggiunge l’asse del sentiero 176B, da cui è possibile proseguire nella rete di Bassano Romano. Il Parco di Bracciano-Martignano indica esplicitamente il 176D fra le diramazioni della Ciclovia dei Boschi.

È quindi un raccordo breve ma strategico, utile per costruire traversate fra il sistema del 266 e quello della faggeta. Il fondo forestale può diventare più scivoloso dopo piogge prolungate.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi 266
  • località Covoni
  • Faggeta di Stracciacappello
  • sentiero 176B
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Sentiero 176c (VT)

 

Il sentiero 176C è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 4.01 km. La geometria si mantiene fra circa 284 e 358 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Bassano Romano e procede verso Via della Cornacchia e sentiero 132. Dal centro storico di Bassano Romano il percorso lascia l’abitato lungo Via del Lavatore, prosegue per Piazzano e Valle Petrana e raggiunge Via della Cornacchia, dove incontra il sentiero 132. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Via della Cornacchia e sentiero 132 e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Bassano Romano
  • Villa Giustiniani Odescalchi
  • Strada di Valle Petrana
  • Via della Cornacchia
  • sentiero 132
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Sentiero 176b (VT)

 

Il sentiero 176B è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 5.64 km. La geometria si mantiene fra circa 307 e 550 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Valle Quaranta sul sentiero 176 e procede verso Strada Valle Petrana. Da Valle Quaranta sale verso la Faggeta di Bassano Romano, percorre Strada Vicinale di Cacciano e passa presso Fonte Cacciano; continua poi per Cecco Tocco e Monte Cuculo fino all’innesto con il 176C. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Strada Valle Petrana e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Valle Quaranta
  • Faggeta di Bassano Romano
  • Fonte Cacciano
  • Strada Vicinale Cecco Tocco
  • Strada Valle Petrana
  • sentiero 176C
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Sentiero 176a (VT)

 

Il sentiero 176A – Stracciacappello è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 1.98 km. La geometria si mantiene fra circa 473 e 592 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da sentiero 176B presso Strada Vicinale di Cacciano e procede verso Ciclovia dei Boschi 266. Il sentiero attraversa la Faggeta di Stracciacappello, raggiunge il settore sommitale del bosco e scende verso il 266; lungo la direttrice si innestano altri raccordi della rete del Parco di Bracciano-Martignano. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Ciclovia dei Boschi 266 e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Faggeta di Stracciacappello
  • sentiero 176B
  • Ciclovia dei Boschi 266
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 176 (VT)

 

Il sentiero 176 è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 9.26 km. La geometria si mantiene fra circa 346 e 544 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Oriolo Romano e procede verso Bassano Romano. Da Oriolo Romano segue la Strada Bassanese, incontra i collegamenti della Faggeta di Stracciacappello e la Ciclovia dei Boschi, quindi scende verso Bassano Romano fino al settore di Villa Giustiniani Odescalchi. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Bassano Romano e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Faggeta di Stracciacappello
  • Ciclovia dei Boschi
  • Bassano Romano
  • Villa Giustiniani Odescalchi
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Sentiero 175g (VT)

 
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Sentiero 175c (VT)

 
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Sentiero 175a (VT)

 

Il sentiero 175A è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 2.59 km. La geometria si mantiene fra circa 307 e 408 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Mola del Biscione e procede verso sentiero 105. Il raccordo parte dal sistema del 175 presso la Mola del Biscione e risale verso l’asse del sentiero 105, integrando la rete fra Oriolo Romano e Vejano. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge sentiero 105 e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Mola del Biscione
  • sentiero 175
  • sentiero 105
  • territorio di Oriolo Romano
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Sentiero 175 (VT)

 

Il sentiero 175 è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 7.2 km. La geometria si mantiene fra circa 304 e 425 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Oriolo Romano e procede verso sentiero 139 in località Fontiloro. Da Piazza Umberto I attraversa Oriolo Romano, segue Via della Chiusa e Strada di Serrale, supera il Fosso del Serrale e raggiunge la Mola del Biscione. Il guado del Fiume Mignone è il passaggio più delicato e può risultare impraticabile dopo piogge intense. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge sentiero 139 in località Fontiloro e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Fontanile di Serrale
  • Mola del Biscione
  • Fiume Mignone
  • Fontiloro
  • sentiero 139
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Sentiero 139g (VT)

 
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Sentiero 139f (VT)

 

Il sentiero 139F – Monti Paganelli è un itinerario lineare della rete escursionistica CAI della provincia di Viterbo, con uno sviluppo di circa 2.52 km. Il percorso si mantiene fra circa 444 e 590 metri di quota e attraversa un settore della Tuscia nel quale la morfologia vulcanica, i boschi e la viabilità rurale determinano il carattere dell’escursione. La geometria disponibile è coerente, per posizione e sviluppo, con la documentazione ufficiale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine effettivo del percorso, la partenza è nel settore di rete 139 nel territorio di Vejano. Da qui il sentiero procede attraverso il settore dei Monti Paganelli, con un profilo ondulato e prevalentemente boscoso, alternando sterrate, tratti nel bosco e passaggi più aperti secondo la conformazione locale. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo e permettono di leggere con continuità il passaggio fra pianori, versanti e incisioni vallive.

La parte centrale costituisce il tratto più rappresentativo dell’itinerario: il sentiero resta inserito nella rete CAI locale e mette in relazione elementi naturali e storici realmente pertinenti al suo sviluppo. Il nome Monti Paganelli è quello adottato dalla scheda ufficiale CAI; la lunghezza pubblicata, circa 2,53 km, coincide con la geometria disponibile. In presenza di fondo umido, soprattutto nei settori boscati o prossimi alle forre, sono opportune le normali cautele escursionistiche.

Nella parte finale il percorso raggiunge raccordo con la rete 139. L’arrivo completa un collegamento utile all’interno della rete provinciale e consente, dove previsto, di proseguire su altri sentieri senza uscire dalla maglia escursionistica documentata. Il profilo altimetrico conferma il carattere di traversata o raccordo del tracciato, più che quello di itinerario isolato.

Nel complesso il sentiero offre una lettura diretta del paesaggio della Tuscia, evitando deviazioni verso attrazioni estranee alla geometria. Il suo valore è soprattutto nella continuità fra ambiente, viabilità storica e collegamenti escursionistici, con una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete CAI.

Elementi notevoli

  • Monti Paganelli
  • Vejano
  • sentiero 139
  • boschi dei Monti Sabatini settentrionali
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Sentiero 139e (VT)

 

Il sentiero 139E è un itinerario lineare della rete escursionistica CAI della provincia di Viterbo, con uno sviluppo di circa 2.45 km. Il percorso si mantiene fra circa 337 e 538 metri di quota e attraversa un settore della Tuscia nel quale la morfologia vulcanica, i boschi e la viabilità rurale determinano il carattere dell’escursione. La geometria disponibile è coerente, per posizione e sviluppo, con la documentazione ufficiale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine effettivo del percorso, la partenza è nel settore di settore alto della rete 139. Da qui il sentiero procede attraverso i versanti boscati e rurali prossimi a Vejano, alternando sterrate, tratti nel bosco e passaggi più aperti secondo la conformazione locale. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo e permettono di leggere con continuità il passaggio fra pianori, versanti e incisioni vallive.

La parte centrale costituisce il tratto più rappresentativo dell’itinerario: il sentiero resta inserito nella rete CAI locale e mette in relazione elementi naturali e storici realmente pertinenti al suo sviluppo. La denominazione ufficiale CAI associa il 139E a Sant’Orsio e al sentiero 139; sviluppo e geometria del batch coincidono sostanzialmente con la traccia pubblicata. In presenza di fondo umido, soprattutto nei settori boscati o prossimi alle forre, sono opportune le normali cautele escursionistiche.

Nella parte finale il percorso raggiunge Sant’Orsio e sentiero 139. L’arrivo completa un collegamento utile all’interno della rete provinciale e consente, dove previsto, di proseguire su altri sentieri senza uscire dalla maglia escursionistica documentata. Il profilo altimetrico conferma il carattere di traversata o raccordo del tracciato, più che quello di itinerario isolato.

Nel complesso il sentiero offre una lettura diretta del paesaggio della Tuscia, evitando deviazioni verso attrazioni estranee alla geometria. Il suo valore è soprattutto nella continuità fra ambiente, viabilità storica e collegamenti escursionistici, con una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete CAI.

Elementi notevoli

  • Sant’Orsio
  • Vejano
  • sentiero 139
  • rete CAI locale
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Sentiero 139c (VT)

 

Il sentiero 139C è un itinerario lineare della rete escursionistica CAI della provincia di Viterbo, con uno sviluppo di circa 2.19 km. Il percorso si mantiene fra circa 324 e 445 metri di quota e attraversa un settore della Tuscia nel quale la morfologia vulcanica, i boschi e la viabilità rurale determinano il carattere dell’escursione. La geometria disponibile è coerente, per posizione e sviluppo, con la documentazione ufficiale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine effettivo del percorso, la partenza è nel settore di settore di Quadrelli. Da qui il sentiero procede attraverso la campagna e i versanti a sud di Vejano, alternando sterrate, tratti nel bosco e passaggi più aperti secondo la conformazione locale. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo e permettono di leggere con continuità il passaggio fra pianori, versanti e incisioni vallive.

La parte centrale costituisce il tratto più rappresentativo dell’itinerario: il sentiero resta inserito nella rete CAI locale e mette in relazione elementi naturali e storici realmente pertinenti al suo sviluppo. La località Quadrelli è documentata dal CAI come nodo della rete collegato dal 139B al ramo 139C; geometria e posizione risultano compatibili con questa funzione. In presenza di fondo umido, soprattutto nei settori boscati o prossimi alle forre, sono opportune le normali cautele escursionistiche.

Nella parte finale il percorso raggiunge rete del sentiero 139. L’arrivo completa un collegamento utile all’interno della rete provinciale e consente, dove previsto, di proseguire su altri sentieri senza uscire dalla maglia escursionistica documentata. Il profilo altimetrico conferma il carattere di traversata o raccordo del tracciato, più che quello di itinerario isolato.

Nel complesso il sentiero offre una lettura diretta del paesaggio della Tuscia, evitando deviazioni verso attrazioni estranee alla geometria. Il suo valore è soprattutto nella continuità fra ambiente, viabilità storica e collegamenti escursionistici, con una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete CAI.

Elementi notevoli

  • Quadrelli
  • Vejano
  • sentiero 139B
  • rete del sentiero 139
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Sentiero 139b (VT)

 

Il sentiero 139B è un itinerario lineare della rete escursionistica CAI della provincia di Viterbo, con uno sviluppo di circa 1.9 km. Il percorso si mantiene fra circa 444 e 556 metri di quota e attraversa un settore della Tuscia nel quale la morfologia vulcanica, i boschi e la viabilità rurale determinano il carattere dell’escursione. La geometria disponibile è coerente, per posizione e sviluppo, con la documentazione ufficiale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine effettivo del percorso, la partenza è nel settore di sentiero 139. Da qui il sentiero procede attraverso il settore rurale e boscoso a sud-ovest di Vejano, alternando sterrate, tratti nel bosco e passaggi più aperti secondo la conformazione locale. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo e permettono di leggere con continuità il passaggio fra pianori, versanti e incisioni vallive.

La parte centrale costituisce il tratto più rappresentativo dell’itinerario: il sentiero resta inserito nella rete CAI locale e mette in relazione elementi naturali e storici realmente pertinenti al suo sviluppo. Il CAI lo definisce esplicitamente come collegamento dal 139 alle località Pianelle, connessa al 139G, e Quadrelli, connessa al 139C. In presenza di fondo umido, soprattutto nei settori boscati o prossimi alle forre, sono opportune le normali cautele escursionistiche.

Nella parte finale il percorso raggiunge località Pianelle e Quadrelli. L’arrivo completa un collegamento utile all’interno della rete provinciale e consente, dove previsto, di proseguire su altri sentieri senza uscire dalla maglia escursionistica documentata. Il profilo altimetrico conferma il carattere di traversata o raccordo del tracciato, più che quello di itinerario isolato.

Nel complesso il sentiero offre una lettura diretta del paesaggio della Tuscia, evitando deviazioni verso attrazioni estranee alla geometria. Il suo valore è soprattutto nella continuità fra ambiente, viabilità storica e collegamenti escursionistici, con una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete CAI.

Elementi notevoli

  • sentiero 139
  • località Pianelle
  • località Quadrelli
  • Vejano
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Sentiero 139 (VT)

 
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Sentiero 132c (VT)

 

Il sentiero 132C è un itinerario lineare della rete escursionistica del Viterbese, con uno sviluppo geometrico di circa 0,55 km. Le quote del percorso sono comprese indicativamente fra 461 e 476 metri; andamento e capisaldi risultano compatibili con la documentazione della Sezione CAI di Viterbo.

Seguendo l’ordine della geometria, il sentiero prende avvio da sentiero 176B presso Strada Vicinale Cecco Tocco e procede verso sentiero 132. Il breve raccordo collega direttamente il 176B con il 132, mantenendosi su quote quasi costanti nel settore boscoso a nord del Lago di Bracciano.

L’itinerario attraversa un territorio modellato dal vulcanismo e dall’erosione, dove boschi, coltivi, pianori e incisioni vallive si alternano a testimonianze della viabilità e dell’insediamento storico. La lettura del percorso va quindi oltre il solo dato altimetrico: il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità fra ambiente naturale e rete storica locale.

Nella parte finale il percorso raggiunge sentiero 132, completando il collegamento previsto dalla rete CAI. Le caratteristiche del fondo possono variare sensibilmente con la stagione; nei tratti di forra o bosco è opportuno considerare umidità, fango e condizioni della vegetazione prima della percorrenza.

Il sentiero svolge infine una funzione concreta nella maglia escursionistica provinciale, permettendo di combinare itinerari vicini senza attribuire al percorso elementi estranei alla sua effettiva geometria.

Elementi notevoli

  • Strada Vicinale Cecco Tocco
  • sentiero 176B
  • sentiero 132
  • rete escursionistica di Sutri
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Sentiero 132b (VT)

 

Il sentiero 132B è un itinerario lineare della rete escursionistica del Viterbese, con uno sviluppo geometrico di circa 1,8 km. Le quote del percorso sono comprese indicativamente fra 418 e 450 metri; andamento e capisaldi risultano compatibili con la documentazione della Sezione CAI di Viterbo.

Seguendo l’ordine della geometria, il sentiero prende avvio da Ciclovia dei Boschi 266 e procede verso SP Sutri-Trevignano Romano. È un raccordo breve fra la Ciclovia dei Boschi e la viabilità provinciale nel settore di Sutri e Bassano Romano.

L’itinerario attraversa un territorio modellato dal vulcanismo e dall’erosione, dove boschi, coltivi, pianori e incisioni vallive si alternano a testimonianze della viabilità e dell’insediamento storico. La lettura del percorso va quindi oltre il solo dato altimetrico: il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità fra ambiente naturale e rete storica locale.

Nella parte finale il percorso raggiunge SP Sutri-Trevignano Romano, completando il collegamento previsto dalla rete CAI. Le caratteristiche del fondo possono variare sensibilmente con la stagione; nei tratti di forra o bosco è opportuno considerare umidità, fango e condizioni della vegetazione prima della percorrenza.

Il sentiero svolge infine una funzione concreta nella maglia escursionistica provinciale, permettendo di combinare itinerari vicini senza attribuire al percorso elementi estranei alla sua effettiva geometria.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi – sentiero 266
  • boschi di Sutri e Bassano Romano
  • SP Sutri-Trevignano Romano
  • rete del Parco di Bracciano-Martignano
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Sentiero 132a (VT)

 

Il sentiero CAI 132A – Monte Calvi è un itinerario escursionistico nel territorio di Sutri, all’interno del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Classificato E – Escursionistico, collega il sentiero 132 con il sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi attraversando interamente il Bosco di Monte Calvi. Il percorso misura circa 3,1 km e, nel senso di marcia dal 132 al 266, presenta circa 195 metri di salita e 100 di discesa, con un tempo indicativo di un’ora. È un collegamento lineare, ma può essere combinato con il 266 per costruire itinerari ad anello.

Il sentiero prende avvio a circa 424 metri di quota lungo il sentiero 132, nel settore compreso tra Piano Mola e la Strada Vicinale Pertuso. Da qui entra nel bosco e comincia a salire con andamento regolare. La prima parte segue una pista ampia e comoda per circa 1,8 km, guadagnando progressivamente quota tra querce e cerri, anche di notevoli dimensioni. Il fondo è in prevalenza compatto e battuto, sebbene in alcuni punti gli scoli delle acque e le radici affioranti possano renderlo più irregolare.

Procedendo nel Bosco di Monte Calvi, la salita conduce verso la parte più elevata dell’itinerario. Le quote associate al tracciato raggiungono circa 588 metri, in corrispondenza del settore sommitale del Monte Calvi. Il rilievo fa parte del sistema vulcanico sabatino ed è indicato dall’Ente Parco tra le emergenze geologiche costituite da coni di scorie. Il paesaggio attraversato è quindi il risultato dell’antica attività vulcanica che ha modellato l’intero comprensorio di Bracciano e Martignano, oggi ampiamente ricoperto da formazioni forestali.

Superato il punto più alto, il carattere del 132A cambia sensibilmente. Il sentiero lascia la pista più larga e affronta una discesa su traccia più stretta, con tratti tecnicamente più impegnativi e pendenze che l’Ente Parco indica fino all’8%. Il fondo può risultare sconnesso per erosione e radici, mentre il percorso continua sempre in ambiente di sottobosco. La perdita di quota è intervallata da brevi risalite, coerentemente con il profilo complessivo movimentato del tracciato.

La parte conclusiva raggiunge circa 485 metri di quota e confluisce nel sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi, direttrice che mette in comunicazione il territorio di Trevignano Romano con quello di Oriolo Romano. Il 132A svolge così un’importante funzione di raccordo nella rete escursionistica del Parco. Il percorso è dotato di segnavia e bandierine CAI e di cartellonistica informativa dell’area protetta. Al maggio 2026 l’Ente Parco segnala tuttavia il 132A interdetto al transito per taglio boschivo in corso; prima di programmare l’escursione è quindi necessario verificare gli aggiornamenti ufficiali sulla sua riapertura.

Nel complesso, il sentiero 132A è un breve attraversamento forestale caratterizzato dalla salita al Monte Calvi e dalla successiva discesa verso la Ciclovia dei Boschi. Il bosco di querce e cerri, la morfologia vulcanica del rilievo e la funzione di collegamento tra i sentieri 132 e 266 ne costituiscono gli aspetti principali.

Elementi notevoli

  • Sentiero CAI 132A – Monte Calvi: percorso escursionistico di circa 3,1 km attraverso il bosco di Monte Calvi, tra i sentieri 132 e 266.
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano: area protetta nella quale si sviluppa l’intero itinerario.
  • Monte Calvi: rilievo di origine vulcanica attraversato nella parte più elevata del percorso, dove il tracciato raggiunge quote prossime ai 590 metri.
  • Bosco di Monte Calvi: ambiente forestale che accompagna l’intero sentiero, caratterizzato in particolare dalla presenza di querce e cerri.
  • Sentiero 132: percorso della rete escursionistica del Parco dal quale ha origine il 132A, nel settore tra Piano Mola e Strada Vicinale Pertuso.
  • Sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi: direttrice raggiunta al termine del 132A e utilizzabile per proseguire nella rete forestale del Parco o comporre itinerari ad anello.
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Sentiero 132 (VT)

 

Il sentiero 132 è un itinerario lineare della rete escursionistica del Viterbese, con uno sviluppo geometrico di circa 5,0 km. Le quote del percorso sono comprese indicativamente fra 270 e 492 metri; andamento e capisaldi risultano compatibili con la documentazione della Sezione CAI di Viterbo.

Seguendo l’ordine della geometria, il sentiero prende avvio da Ciclovia dei Boschi 266 e procede verso Via Francigena presso la SP Trevignano-Sutri. Dalla Ciclovia dei Boschi raggiunge il punto alto del percorso e scende su Via della Cornacchia fra noccioleti fino alla Via Francigena.

L’itinerario attraversa un territorio modellato dal vulcanismo e dall’erosione, dove boschi, coltivi, pianori e incisioni vallive si alternano a testimonianze della viabilità e dell’insediamento storico. La lettura del percorso va quindi oltre il solo dato altimetrico: il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità fra ambiente naturale e rete storica locale.

Nella parte finale il percorso raggiunge Via Francigena presso la SP Trevignano-Sutri, completando il collegamento previsto dalla rete CAI. Le caratteristiche del fondo possono variare sensibilmente con la stagione; nei tratti di forra o bosco è opportuno considerare umidità, fango e condizioni della vegetazione prima della percorrenza.

Il sentiero svolge infine una funzione concreta nella maglia escursionistica provinciale, permettendo di combinare itinerari vicini senza attribuire al percorso elementi estranei alla sua effettiva geometria.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi – sentiero 266
  • Via della Cornacchia
  • noccioleti
  • Via Francigena
  • SP Trevignano-Sutri
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Sentiero 131 (VT)

 

Il sentiero CAI 131 è un itinerario escursionistico di collegamento tra la Via Francigena e la Via Clodia, attraverso il paesaggio rurale della Tuscia meridionale e la valle del Mignone. Il tracciato si sviluppa per circa 11 km ed è classificato E – Escursionistico. Nel senso di marcia considerato procede dal settore a nord di Capranica verso sud, in direzione del territorio di Oriolo Romano, con un profilo complessivamente poco accentuato: le quote si mantengono approssimativamente fra 350 e 415 metri, ma la successione di fossi, pianori e modesti rilievi determina frequenti saliscendi.

Dalla zona di innesto con la Via Francigena il percorso attraversa inizialmente un territorio collinare caratterizzato da strade rurali, terreni aperti e lembi di vegetazione. Il sentiero 131 è stato realizzato proprio con la funzione di raccordare due importanti direttrici storiche: la Francigena, che attraversa la Tuscia nel suo percorso verso Roma, e la Via Clodia, antica strada romana diretta verso i centri dell’Etruria meridionale. La sezione CAI delle Sorgenti del Mignone ha inaugurato nel 2021 questo collegamento tra Capranica e Oriolo Romano.

Procedendo verso sud il tracciato entra progressivamente nel sistema paesaggistico del fiume Mignone. L’andamento diviene più articolato in prossimità delle incisioni vallive, alternando brevi discese e successive risalite. Il Mignone costituisce l’elemento naturale più significativo dell’itinerario: il suo bacino attraversa un territorio prevalentemente rurale, nel quale boschi, pascoli, corsi d’acqua e strade poderali conservano un carattere poco urbanizzato.

Uno dei passaggi più delicati è rappresentato dal guado del Mignone. La documentazione associata al sentiero richiama espressamente l’attenzione su questo punto, segnalando che nelle immediate vicinanze del fiume il fondo può diventare difficoltoso per la presenza di fango. Il guado deve inoltre essere valutato in relazione alle condizioni e alla portata del corso d’acqua: dopo precipitazioni intense il passaggio può risultare sensibilmente diverso rispetto ai periodi asciutti. Questo tratto costituisce quindi il principale elemento da considerare nella percorrenza dell’itinerario.

Superato il settore del Mignone, il sentiero torna a guadagnare quota e prosegue attraverso pianori e campagne, mantenendo un andamento ondulato. La parte meridionale si avvicina progressivamente alla Strada della Castellina, nel territorio di Oriolo Romano, dove il paesaggio è segnato da ampi spazi agricoli e dalla rete di percorsi che gravitano intorno alla valle. L’arrivo, attorno ai 400 metri di quota, permette il raccordo con la viabilità escursionistica legata alla Via Clodia, completando la funzione di connessione storica e territoriale propria del 131.

Nel complesso, il sentiero 131 è una traversata lineare di media lunghezza, più caratterizzata dalla continuità del cammino che da forti dislivelli. Il collegamento fra Via Francigena e Via Clodia, l’attraversamento della valle del Mignone e il guado del fiume ne costituiscono gli aspetti distintivi, in un ambiente rurale nel quale la rete escursionistica moderna recupera e mette in relazione antiche direttrici di percorrenza della Tuscia.

Elementi notevoli

  • Sentiero CAI 131: itinerario escursionistico di circa 11 km, classificato E, nato come collegamento tra la Via Francigena e la Via Clodia.
  • Via Francigena: grande itinerario storico europeo con il quale il 131 si raccorda nel settore settentrionale del percorso.
  • Fiume Mignone: principale elemento naturale attraversato dall’itinerario e asse geografico della valle omonima.
  • Guado del Mignone: passaggio del corso d’acqua che richiede attenzione, soprattutto in presenza di portata elevata e terreno fangoso.
  • Strada della Castellina: direttrice rurale del territorio di Oriolo Romano interessata dal settore meridionale dell’itinerario.
  • Via Clodia: antica strada romana dell’Etruria meridionale, collegata dal sentiero 131 alla rete della Via Francigena.
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Sentiero 105 Oriolo Romano – Vejano (VT)

 

Il sentiero 105 collega Oriolo Romano con Vejano lungo un percorso lineare di circa 12 km, sostanzialmente coincidente con lo sviluppo indicato dal CAI di Viterbo. Le quote della geometria sono comprese fra circa 315 e 445 metri e il tracciato attraversa il paesaggio rurale dei Monti Sabatini settentrionali.

La partenza è nel settore di Oriolo Romano, a quota superiore ai 400 metri. Il percorso segue verso nord la viabilità locale accanto al complesso di Villa Altieri, quindi raggiunge via della Chiusa, dove si relaziona con altri itinerari della rete CAI. Da qui lascia progressivamente il tessuto urbano e si inoltra nella campagna.

La parte centrale utilizza strade rurali e sterrate fra campi coltivati e noccioleti, passando per la zona della Mola e della Valle del Dragone. L’andamento è ondulato ma privo di grandi dislivelli; il percorso svolge soprattutto una funzione di collegamento tra i centri e la rete escursionistica che attraversa questo settore della Tuscia meridionale.

Avvicinandosi a Vejano, il sentiero continua fra aree agricole e lembi boscati, con una progressiva variazione delle quote fino al settore di arrivo. La geometria termina a circa 391 metri, confermando il carattere di traversata collinare più che di itinerario di vetta.

La tratta costituisce una delle sezioni del più ampio asse CAI 105 e permette di leggere in continuità il paesaggio storico-rurale fra Oriolo Romano e Vejano, con innesti verso altri sentieri della rete provinciale.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano – centro di partenza.
  • Villa Altieri – complesso storico costeggiato nella prima parte.
  • Valle del Dragone – settore rurale attraversato dal percorso.
  • Vejano – centro raggiunto dalla tratta.
  • Rete CAI 105 – asse escursionistico di cui il percorso costituisce una sezione.
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Paesaggi di Borghi – Anello Sud (RM)

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Sentiero D (RM)

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Sentiero C (RM)

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Sentiero Bicione (RM)

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Sentiero Bandita (RM)

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Sentiero B (RM)

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Sentiero Ara del Tufo (RM)

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Sentiero A (RM)

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Sentiero 269c (RM)

 
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Sentiero 266e (RM)

 

Il CAI 266E Monte Rinacceto – Trevignano Romano è un itinerario lineare o di collegamento di circa 0.7 km, sviluppato tra circa 367 e 493 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Monte Rinacceto. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Trevignano Romano. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Monte Rinacceto
  • Trevignano Romano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266d (RM)

 

Il CAI 266D Forchetta – Calandrina è un itinerario lineare o di collegamento di circa 0.2 km, sviluppato tra circa 461 e 493 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Forchetta. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Calandrina. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Forchetta
  • Calandrina
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266c (RM)

 

Il CAI 266C Via Bassano di Sutri – Ciclovia dei Boschi è un itinerario lineare o di collegamento di circa 3.9 km, sviluppato tra circa 176 e 420 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Via Bassano di Sutri. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Ciclovia dei Boschi. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Via Bassano di Sutri
  • Ciclovia dei Boschi
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266b (RM)

 

Il CAI 266B Rocca Romana – Monte Rinacceto è un itinerario lineare o di collegamento di circa 3.0 km, sviluppato tra circa 361 e 510 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Rocca Romana. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Monte Rinacceto. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Rocca Romana
  • Monte Rinacceto
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266a (RM)

 

Il CAI 266A Strada Rocca Romana I Rimessini – Ciclovia dei Boschi è un itinerario lineare o di collegamento di circa 0.8 km, sviluppato tra circa 302 e 361 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Strada Rocca Romana I Rimessini. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Ciclovia dei Boschi. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Strada Rocca Romana I Rimessini
  • Ciclovia dei Boschi
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266 (RM)

 

Il CAI 266 Trevignano Romano – innesto Strada Bassanese è un itinerario lineare o di collegamento di circa 10.3 km, sviluppato tra circa 343 e 487 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Trevignano Romano. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso innesto Strada Bassanese. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Trevignano Romano
  • innesto Strada Bassanese
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 265b (RM)

 
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Sentiero 265a (RM)

 
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Sentiero 265 (RM)

 
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Sentiero 262b (RM)

 

Il CAI 262B – Macchia Grande – Caldara di Manziana si sviluppa per circa 2.9 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 321 e 375 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Bosco Macchia Grande e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Caldara di Manziana, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Bosco Macchia Grande
  • Caldara di Manziana
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 262a (RM)

 

Il CAI 262A – Pisciarelli e Archi di Boccalupo si sviluppa per circa 0.9 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 286 e 316 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Pisciarelli e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Archi di Boccalupo, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Pisciarelli
  • Archi di Boccalupo
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 262 (RM)

 

Il CAI 262 – Manziana – Pisciarelli si sviluppa per circa 2.7 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 292 e 374 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Manziana e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Pisciarelli, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Manziana
  • Pisciarelli
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 261 (RM)

 

Il CAI 261 – Oriolo Romano – Manziana si sviluppa per circa 4.8 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 361 e 469 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Oriolo Romano e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Manziana, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Manziana
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
  • Quadroni
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Sentiero 260b (RM)

 
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Sentiero 260a (RM)

 

Il CAI 260A – Bosco San Celso si sviluppa per circa 2.0 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 177 e 231 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Bracciano e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Bosco di San Celso, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Bracciano
  • Bosco di San Celso
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 260 (RM)

 

Il CAI 260 – Bracciano – Oriolo Romano si sviluppa per circa 8.2 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 255 e 435 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Bracciano e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Oriolo Romano, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Bracciano
  • Oriolo Romano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
  • Borgo Paola
  • Via Clodia
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Sentiero 176m (RM)

 

Il CAI 176M – Fonte Vitabbia si sviluppa per circa 1.2 km, tra circa 409 e 460 metri di quota, nel territorio della Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il percorso appartiene alla rete del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano nel settore di Bassano Romano, in un paesaggio vulcanico caratterizzato da boschi, strade forestali e rilievi dolci. La geometria completa è compatibile con la sentieristica ufficiale del Parco e con il sistema di percorsi che interessa le faggete e i boschi dell’area.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

Nella parte centrale il sentiero mantiene un carattere prevalentemente forestale, seguendo il terreno senza discontinuità e mettendo in relazione viabilità rurale, margini del bosco e raccordi della rete CAI. Le variazioni altimetriche sono contenute ma sufficienti a rendere leggibile la morfologia dei rilievi vulcanici del comprensorio.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso ha soprattutto valore di connessione all’interno della rete escursionistica dei boschi tra Oriolo e Bassano Romano. La sua lettura è legata al paesaggio forestale del Parco e alla continuità con gli altri sentieri CAI del settore, senza estendere la descrizione a luoghi non intercettati dalla geometria.

Elementi notevoli

  • Fonte Vitabbia
  • Bassano Romano
  • Faggete del comprensorio Bracciano-Martignano
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Sentiero 176a (RM)

 

Il CAI 176A – Monte Lungo si sviluppa per circa 2.0 km, tra circa 473 e 592 metri di quota, nel territorio della Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il percorso appartiene alla rete del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano nel settore di Bassano Romano, in un paesaggio vulcanico caratterizzato da boschi, strade forestali e rilievi dolci. La geometria completa è compatibile con la sentieristica ufficiale del Parco e con il sistema di percorsi che interessa le faggete e i boschi dell’area.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

Nella parte centrale il sentiero mantiene un carattere prevalentemente forestale, seguendo il terreno senza discontinuità e mettendo in relazione viabilità rurale, margini del bosco e raccordi della rete CAI. Le variazioni altimetriche sono contenute ma sufficienti a rendere leggibile la morfologia dei rilievi vulcanici del comprensorio.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso ha soprattutto valore di connessione all’interno della rete escursionistica dei boschi tra Oriolo e Bassano Romano. La sua lettura è legata al paesaggio forestale del Parco e alla continuità con gli altri sentieri CAI del settore, senza estendere la descrizione a luoghi non intercettati dalla geometria.

Elementi notevoli

  • Monte Lungo
  • Bassano Romano
  • Faggete del comprensorio Bracciano-Martignano
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Sentiero 175c (RM)

Il sentiero 175C – Sentiero Faggeta UNESCO è un itinerario ad anello del Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano che da Oriolo Romano raggiunge i boschi di Monte Raschio e rientra al paese. Il percorso misura circa 8,4 km ed è segnalato con la numerazione CAI 175C. La traccia attraversa un’escursione altimetrica di circa 180 metri, salendo dal settore di Oriolo fino alle quote superiori ai 550 metri. Il Parco indica una percorrenza di circa due ore e segnala la presenza di marcatura CAI verticale e orizzontale.

Il sentiero prende avvio da Oriolo Romano, nei pressi della piazza principale e del Palazzo Altieri, e lascia progressivamente l’abitato dirigendosi verso le campagne e i boschi a nord-est. Raggiunta la zona della Cerrattina, dove si trovano un’area di sosta e un punto d’acqua, il percorso entra nel sistema forestale di Monte Raschio. La vegetazione cambia gradualmente: il Parco segnala dapprima una pineta e settori dominati dal cerro, ai quali succede la faggeta che caratterizza la parte più significativa dell’itinerario.

La salita conduce nel cuore della Faggeta di Monte Raschio, compresa nel sito transnazionale delle antiche faggete riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale. La particolarità del bosco è legata anche alla sua quota: i faggi vegetano qui intorno ai 500 metri, molto più in basso rispetto alle quote normalmente occupate dalla specie nell’Italia centrale. Le condizioni fresche e umide dell’area hanno favorito la conservazione di questa peculiare formazione forestale, estesa per circa 74 ettari e protetta all’interno del Parco.

Proseguendo nel sottobosco, il 175C raggiunge la parte più elevata dell’anello sul Monte Raschio, con la traccia che supera i 550 metri di quota. Questo è il tratto altimetricamente più impegnativo ma anche quello maggiormente immerso nella faggeta. Nella rete di sentieri forestali si incontrano inoltre diramazioni verso Fonte Petrella e la Strada Bassanese, che collegano l’anello agli altri percorsi presenti nel settore settentrionale del Parco.

Dalle quote più alte inizia il lungo rientro verso Oriolo Romano. Il sentiero perde gradualmente quota attraversando nuovamente boschi misti e settori di cerreta, fino a ritrovare la zona della Cerrattina e la viabilità che conduce al paese. L’anello si chiude così nello stesso settore da cui era iniziato. Nel complesso il sentiero 175C associa un percorso forestale di media lunghezza alla visita di uno dei patrimoni naturalistici più importanti del comprensorio sabatino, offrendo una lettura completa del passaggio dalle campagne di Oriolo ai boschi maturi di Monte Raschio.

Elementi notevoli

  • Sentiero 175C – Faggeta UNESCO: anello escursionistico ufficiale del Parco che collega Oriolo Romano con Monte Raschio.
  • Oriolo Romano: borgo ai piedi dei rilievi sabatini dal quale parte e al quale ritorna l’itinerario.
  • Monte Raschio: rilievo boscoso raggiunto nella parte più elevata del percorso e cuore naturalistico dell’anello.
  • Faggeta di Monte Raschio: faggeta a bassa quota inserita dal 2017 nel sito transnazionale UNESCO dedicato alle antiche faggete europee.
  • Cerrattina: settore boschivo attraversato dal sentiero, dotato di area di sosta e punto d’acqua.
  • Fonte Petrella e Strada Bassanese: direzioni raggiungibili attraverso diramazioni della rete sentieristica incontrate nel settore di Monte Raschio.
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