Sentieri Digitali è una piattaforma web e app mobile interamente dedicata all’escursionismo in Italia, realizzata da Idra srls. Offre la mappatura completa di tutti i sentieri nazionali, ciascuno corredato di scheda dettagliata e scaricabile in KML/GPX. Grazie ai download offline per intere province, ai waypoint geolocalizzati (anche senza connessione) e alle segnalazioni pubbliche con foto, garantisce sicurezza e aggiornamenti costanti. È possibile pianificare itinerari punto-a-punto, sovrapporre layer cartografici, importare tracciati personali e consultare rubriche tematiche sull’outdoor.
QUI trovi approfondimenti e maggiori informazioni sulle caratteristiche principali.
I CONTENUTI DELLA PIATTAFORMA SONO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO  
Vuoi diventare Sponsor di Sentieri Digitali o contribuire alla sua crescita? CONTATTACI
 
Sentieri Digitali
X
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 7d (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 7c (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 7b (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 7_1 (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 54 (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 343 | Poggio Civitella – Aquila (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 341 (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 339 (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 337 | Montegonzi – sent. 400 (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 335 | Cavriglia – Sereto (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 333 | San Giovanni Valdarno – Badia a Coltibuono (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 331 | Neri – sentiero 400 (SI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 101 (FI)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero BU3 (AR)

Sentiero BU3 – La strada del vino collega territorio collinare di Bucine con territorio collinare di Bucine e sviluppa circa 9.5 km. Le quote comprese fra circa 266 e 475 metri delineano un itinerario comunale fra vigneti, poderi e piccoli nuclei della Valdambra. La classificazione E è coerente con il carattere generale del percorso, mentre l’impegno reale dipende dalla combinazione fra lunghezza, pendenza e condizioni del fondo.

Seguendo l’ordine del tracciato, la partenza avviene da territorio collinare di Bucine. Il percorso lascia progressivamente la viabilità ordinaria e si inserisce nel paesaggio locale attraverso mulattiere, strade rurali o sentieri forestali. Le variazioni di quota seguono dorsali e valloni senza deviazioni estranee alla direttrice principale, rendendo leggibile la progressione verso il settore di arrivo.

Nella parte centrale emergono gli elementi più caratteristici del territorio. Nei settori montani prevalgono faggete, castagneti e abetine, mentre nelle aree collinari acquistano maggiore importanza poderi, coltivi, vigneti e piccoli nuclei storici. Gli incroci con altri itinerari costituiscono nodi essenziali per l’orientamento e permettono di costruire anelli o traversate più lunghe.

L’ultimo tratto conduce a territorio collinare di Bucine. La differenza tra la quota minima e quella massima è di circa 209 metri, ma il dislivello effettivo può essere superiore per effetto dei saliscendi. Nel verso opposto cambia soprattutto la distribuzione dello sforzo: una discesa lunga può trasformarsi in una salita impegnativa pur mantenendo invariata la difficoltà tecnica generale.

La percorrenza richiede comunque una valutazione preventiva di meteo, stagione e stato del fondo. Nei boschi l’umidità può rendere scivolosi i tratti ripidi, mentre sulle dorsali vento e nebbia possono ridurre la visibilità. Ai bivi è opportuno seguire la segnaletica aggiornata e, nelle aree protette, verificare eventuali indicazioni dell’ente gestore.

Nel quadro della rete escursionistica locale, il percorso acquista valore soprattutto come elemento di continuità territoriale. La relazione fra fondovalle, versanti e dorsali permette di leggere il paesaggio come un sistema unitario, nel quale sentieri storici, viabilità forestale e piccoli nuclei abitati si intrecciano senza soluzione di continuità. Questa funzione di collegamento è particolarmente importante quando l’itinerario viene inserito in una traversata o in un anello più ampio, perché consente di modulare lunghezza e dislivello sfruttando gli innesti con i percorsi vicini e mantenendo una progressione coerente sul territorio.

Elementi notevoli

  • Bucine
  • Valdambra
  • strade poderali
  • paesaggio vitivinicolo
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 7b (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 7_1 (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 54 (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 951 (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 345A (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 343 (AR)

 

Sentiero 343 collega il Sentiero 345 nei pressi di Solata con il Sentiero 400 presso Monte Calvo. Lo sviluppo è di circa 11.1 km e le quote sono comprese indicativamente fra 300 e 774 metri. È una traversata molto articolata delle colline Valdarno–Chianti, con frequenti cambi di direzione e alternanza fra bosco e coltivi. Il profilo altimetrico e la posizione geografica definiscono un percorso coerente con la rete escursionistica del territorio aretino.

Dalla partenza, il Sentiero 345 nei pressi di Solata, il sentiero segue la morfologia locale alternando strade rurali, piste forestali e tratti più strettamente escursionistici. La progressione mantiene una direttrice continua verso il settore di arrivo; nei tratti di fondovalle prevalgono coltivi e nuclei abitati, mentre con l’aumento della quota diventano più frequenti boschi e dorsali.

Nella parte centrale il percorso acquista il carattere più rappresentativo. Il percorso attraversa il settore del Mulino di Piecosta e alterna roverelle, corbezzoli, castagni, vigneti e oliveti; dopo Starda torna decisamente nel bosco verso il crinale. Gli incroci con gli altri sentieri numerati sono punti essenziali per l’orientamento e consentono di inserire il tracciato in itinerari più ampi, senza perdere la continuità della rete.

Avvicinandosi a il Sentiero 400 presso Monte Calvo, il profilo segue con coerenza la morfologia del settore finale. La differenza fra quota minima e massima incide direttamente sull’impegno, soprattutto quando la salita o la discesa è concentrata in pochi chilometri. Nei tratti più elevati è necessario considerare anche vento, nebbia, neve o rapido peggioramento del tempo.

La classificazione escursionistica resta il riferimento tecnico generale, ma la difficoltà percepita dipende da sviluppo, dislivello, condizioni del fondo e verso di marcia. Dove la numerazione storica è stata aggiornata, è opportuno seguire la segnaletica più recente e utilizzare cartografia coerente con il catasto attuale.

Elementi notevoli

  • Solata, settore dell’innesto iniziale con il 345.
  • Sinciano, borgo intermedio.
  • Starda, antico nucleo attraversato prima della salita finale.
  • Monte Calvo, settore del Sentiero 400 raggiunto all’arrivo.
  • Sentiero CAI 343, itinerario ufficiale Valdarno–Chianti.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 341A (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 341 (AR)

 

Sentiero 41 / 341 collega Montevarchi con il Sentiero 339 sul sistema collinare Valdarno–Chianti. Lo sviluppo è di circa 12.7 km e le quote sono comprese indicativamente fra 152 e 700 metri. È una lunga traversata collinare che lascia il fondovalle e raggiunge le dorsali interne, con numerosi saliscendi e un sensibile guadagno di quota. Il profilo altimetrico e la posizione geografica definiscono un percorso coerente con la rete escursionistica del territorio aretino.

Dalla partenza, Montevarchi, il sentiero segue la morfologia locale alternando strade rurali, piste forestali e tratti più strettamente escursionistici. La progressione mantiene una direttrice continua verso il settore di arrivo; nei tratti di fondovalle prevalgono coltivi e nuclei abitati, mentre con l’aumento della quota diventano più frequenti boschi e dorsali.

Nella parte centrale il percorso acquista il carattere più rappresentativo. Il passaggio dalle aree urbanizzate e agricole alle strade poderali e ai boschi di crinale rende evidente il carattere di connessione fra Montevarchi e il Chianti. Gli incroci con gli altri sentieri numerati sono punti essenziali per l’orientamento e consentono di inserire il tracciato in itinerari più ampi, senza perdere la continuità della rete.

Avvicinandosi a il Sentiero 339 sul sistema collinare Valdarno–Chianti, il profilo segue con coerenza la morfologia del settore finale. La differenza fra quota minima e massima incide direttamente sull’impegno, soprattutto quando la salita o la discesa è concentrata in pochi chilometri. Nei tratti più elevati è necessario considerare anche vento, nebbia, neve o rapido peggioramento del tempo.

La classificazione escursionistica resta il riferimento tecnico generale, ma la difficoltà percepita dipende da sviluppo, dislivello, condizioni del fondo e verso di marcia. Dove la numerazione storica è stata aggiornata, è opportuno seguire la segnaletica più recente e utilizzare cartografia coerente con il catasto attuale.

Elementi notevoli

  • Montevarchi, estremo di partenza.
  • Mercatale, settore collinare attraversato dalla direttrice storica.
  • Colline Valdarno–Chianti, ambiente principale.
  • Sentiero 339, collegamento raggiunto nella parte alta.
  • Sentiero CAI 341, numerazione attuale del percorso storico 41.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 41_1 (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 339A (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 39a_1 (AR)

 

Sentiero 39A / 339A collega Montevarchi, nel settore di via Po con il raccordo fra i sentieri oggi numerati 339 e 341. Lo sviluppo è di circa 0.2 km e le quote sono comprese indicativamente fra 149 e 184 metri. È un brevissimo raccordo urbano-collinare che serve soprattutto a dare continuità fra due itinerari principali della rete Valdarno–Chianti. Il profilo altimetrico e la posizione geografica definiscono un percorso coerente con la rete escursionistica del territorio aretino.

Dalla partenza, Montevarchi, nel settore di via Po, il sentiero segue la morfologia locale alternando strade rurali, piste forestali e tratti più strettamente escursionistici. La progressione mantiene una direttrice continua verso il settore di arrivo; nei tratti di fondovalle prevalgono coltivi e nuclei abitati, mentre con l’aumento della quota diventano più frequenti boschi e dorsali.

Nella parte centrale il percorso acquista il carattere più rappresentativo. Per la distanza molto contenuta non costituisce un’escursione autonoma, ma un segmento funzionale a mantenere la continuità della rete nei pressi di Montevarchi. Gli incroci con gli altri sentieri numerati sono punti essenziali per l’orientamento e consentono di inserire il tracciato in itinerari più ampi, senza perdere la continuità della rete.

Avvicinandosi a il raccordo fra i sentieri oggi numerati 339 e 341, il profilo segue con coerenza la morfologia del settore finale. La differenza fra quota minima e massima incide direttamente sull’impegno, soprattutto quando la salita o la discesa è concentrata in pochi chilometri. Nei tratti più elevati è necessario considerare anche vento, nebbia, neve o rapido peggioramento del tempo.

La classificazione escursionistica resta il riferimento tecnico generale, ma la difficoltà percepita dipende da sviluppo, dislivello, condizioni del fondo e verso di marcia. Dove la numerazione storica è stata aggiornata, è opportuno seguire la segnaletica più recente e utilizzare cartografia coerente con il catasto attuale.

Elementi notevoli

  • Montevarchi, centro di riferimento del raccordo.
  • Via Po, settore dell’estremo urbano.
  • Sentiero 339, uno dei due assi collegati.
  • Sentiero 341, prosecuzione della rete.
  • Sentiero CAI 339A, raccordo della numerazione attuale.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 939 (AR)

 

Sentiero 939 collega Terranuova Bracciolini con Fonte Archese sul crinale del Pratomagno. Il tracciato sviluppa circa 16.1 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 154 e 851 metri. È una lunga ascesa dal fondovalle alla montagna, passando attraverso pianura, collina e bosco. La successione delle quote e la continuità del percorso ne chiariscono bene la funzione all’interno della rete escursionistica del Valdarno e del Pratomagno.

Seguendo l’ordine del percorso, la partenza avviene da Terranuova Bracciolini. Il primo tratto si inserisce nel paesaggio locale attraverso strade rurali, mulattiere o sentieri di bosco, con pendenze che variano in relazione alle dorsali e agli impluvi. Nei settori più bassi sono frequenti coltivi, oliveti e nuclei abitati; salendo aumentano progressivamente le superfici boscate.

La parte centrale è quella in cui il sentiero mostra maggiormente il proprio ruolo di collegamento. Gli incroci con altri itinerari CAI permettono di costruire traversate e anelli più lunghi, mentre i cambi di pendenza seguono la morfologia naturale senza deviazioni estranee alla direttrice principale. Dove il fondo passa da strada bianca a sentiero, soprattutto dopo piogge, l’attenzione deve aumentare.

Avvicinandosi a Fonte Archese sul crinale del Pratomagno, il percorso assume il carattere del settore finale. La differenza fra la quota minima e quella massima è significativa e, anche quando il dislivello netto sembra moderato, i saliscendi possono aumentare l’impegno effettivo. Il passaggio dalla Pieve di Gropina a Faeto segna la transizione dalle aree coltivate ai boschi che precedono la dorsale.

La classificazione escursionistica è coerente con il tipo di terreno, ma tempi e fatica dipendono dalla lunghezza, dal verso di percorrenza e dalle condizioni stagionali. È opportuno seguire la segnaletica aggiornata soprattutto dove la numerazione storica è stata sostituita dalle attuali serie 300 o 900 della Sezione CAI Valdarno Superiore.

Elementi notevoli

  • Terranuova Bracciolini, punto di partenza.
  • Pieve di Gropina, importante emergenza storico-architettonica lungo il percorso.
  • Faeto, borgo intermedio.
  • Fonte Archese, punto di arrivo sul crinale.
  • Sentiero CAI 939, numerazione attuale del percorso storico 39.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 339 (AR)

 

Sentiero 339 collega Montevarchi con il Sentiero 400 sul crinale Valdarno–Chianti. Il tracciato sviluppa circa 12.2 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 148 e 755 metri. È una traversata lunga che dalla città risale progressivamente le colline fino alla dorsale, con un sensibile aumento di quota. La successione delle quote e la continuità del percorso ne chiariscono bene la funzione all’interno della rete escursionistica del Valdarno e del Pratomagno.

Seguendo l’ordine del percorso, la partenza avviene da Montevarchi. Il primo tratto si inserisce nel paesaggio locale attraverso strade rurali, mulattiere o sentieri di bosco, con pendenze che variano in relazione alle dorsali e agli impluvi. Nei settori più bassi sono frequenti coltivi, oliveti e nuclei abitati; salendo aumentano progressivamente le superfici boscate.

La parte centrale è quella in cui il sentiero mostra maggiormente il proprio ruolo di collegamento. Gli incroci con altri itinerari CAI permettono di costruire traversate e anelli più lunghi, mentre i cambi di pendenza seguono la morfologia naturale senza deviazioni estranee alla direttrice principale. Dove il fondo passa da strada bianca a sentiero, soprattutto dopo piogge, l’attenzione deve aumentare.

Avvicinandosi a il Sentiero 400 sul crinale Valdarno–Chianti, il percorso assume il carattere del settore finale. La differenza fra la quota minima e quella massima è significativa e, anche quando il dislivello netto sembra moderato, i saliscendi possono aumentare l’impegno effettivo. La grande varietà altimetrica porta dal contesto urbano e agricolo alle quote boscate del crinale.

La classificazione escursionistica è coerente con il tipo di terreno, ma tempi e fatica dipendono dalla lunghezza, dal verso di percorrenza e dalle condizioni stagionali. È opportuno seguire la segnaletica aggiornata soprattutto dove la numerazione storica è stata sostituita dalle attuali serie 300 o 900 della Sezione CAI Valdarno Superiore.

Elementi notevoli

  • Montevarchi, punto di partenza nel fondovalle.
  • Colline del Valdarno, ambiente della sezione centrale.
  • Sentiero 337, uno dei collegamenti incrociati dalla rete.
  • Sentiero 400, asse di crinale raggiunto dal percorso.
  • Sentiero CAI 339, itinerario ufficiale Valdarno–Chianti.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 337A (AR)

 

Sentiero 37A / 337A collega Montegonzi con Moncioni. Il tracciato sviluppa circa 4.2 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 288 e 446 metri. È una variante collinare del 337 che attraversa un mosaico di coltivi, piccoli nuclei e brevi tratti boscati. La successione delle quote e la continuità del percorso ne chiariscono bene la funzione all’interno della rete escursionistica del Valdarno e del Pratomagno.

Seguendo l’ordine del percorso, la partenza avviene da Montegonzi. Il primo tratto si inserisce nel paesaggio locale attraverso strade rurali, mulattiere o sentieri di bosco, con pendenze che variano in relazione alle dorsali e agli impluvi. Nei settori più bassi sono frequenti coltivi, oliveti e nuclei abitati; salendo aumentano progressivamente le superfici boscate.

La parte centrale è quella in cui il sentiero mostra maggiormente il proprio ruolo di collegamento. Gli incroci con altri itinerari CAI permettono di costruire traversate e anelli più lunghi, mentre i cambi di pendenza seguono la morfologia naturale senza deviazioni estranee alla direttrice principale. Dove il fondo passa da strada bianca a sentiero, soprattutto dopo piogge, l’attenzione deve aumentare.

Avvicinandosi a Moncioni, il percorso assume il carattere del settore finale. La differenza fra la quota minima e quella massima è significativa e, anche quando il dislivello netto sembra moderato, i saliscendi possono aumentare l’impegno effettivo. Il profilo è movimentato più che ripido e alterna brevi discese e risalite tipiche delle colline del Valdarno.

La classificazione escursionistica è coerente con il tipo di terreno, ma tempi e fatica dipendono dalla lunghezza, dal verso di percorrenza e dalle condizioni stagionali. È opportuno seguire la segnaletica aggiornata soprattutto dove la numerazione storica è stata sostituita dalle attuali serie 300 o 900 della Sezione CAI Valdarno Superiore.

Elementi notevoli

  • Montegonzi, partenza della variante.
  • Poggio San Marco, riferimento storico-territoriale lungo il tracciato.
  • Fontebussi, località intermedia.
  • Moncioni, punto di ricongiungimento con la rete principale.
  • Sentiero CAI 337A, numerazione attuale della variante.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 337 (AR)

 

Sentiero 337 collega Montegonzi con il Sentiero 400 sul crinale. Il tracciato sviluppa circa 7.2 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 336 e 657 metri. È un itinerario collinare molto ondulato, caratterizzato da vigneti, oliveti, strade poderali e tratti di bosco. La successione delle quote e la continuità del percorso ne chiariscono bene la funzione all’interno della rete escursionistica del Valdarno e del Pratomagno.

Seguendo l’ordine del percorso, la partenza avviene da Montegonzi. Il primo tratto si inserisce nel paesaggio locale attraverso strade rurali, mulattiere o sentieri di bosco, con pendenze che variano in relazione alle dorsali e agli impluvi. Nei settori più bassi sono frequenti coltivi, oliveti e nuclei abitati; salendo aumentano progressivamente le superfici boscate.

La parte centrale è quella in cui il sentiero mostra maggiormente il proprio ruolo di collegamento. Gli incroci con altri itinerari CAI permettono di costruire traversate e anelli più lunghi, mentre i cambi di pendenza seguono la morfologia naturale senza deviazioni estranee alla direttrice principale. Dove il fondo passa da strada bianca a sentiero, soprattutto dopo piogge, l’attenzione deve aumentare.

Avvicinandosi a il Sentiero 400 sul crinale, il percorso assume il carattere del settore finale. La differenza fra la quota minima e quella massima è significativa e, anche quando il dislivello netto sembra moderato, i saliscendi possono aumentare l’impegno effettivo. Le vedute sul fondovalle accompagnano diversi tratti aperti, mentre dopo Moncioni aumenta la presenza del bosco ceduo.

La classificazione escursionistica è coerente con il tipo di terreno, ma tempi e fatica dipendono dalla lunghezza, dal verso di percorrenza e dalle condizioni stagionali. È opportuno seguire la segnaletica aggiornata soprattutto dove la numerazione storica è stata sostituita dalle attuali serie 300 o 900 della Sezione CAI Valdarno Superiore.

Elementi notevoli

  • Montegonzi, punto di partenza.
  • Poggio alle Monache, borgo lungo il percorso.
  • Moncioni, principale riferimento intermedio.
  • Crinale Valdarno–Chianti, settore dell’arrivo.
  • Sentiero CAI 337, numerazione attuale del percorso storico 37.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 935 (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 335 (AR)

 

Sentiero 335 collega il territorio di Cavriglia, nel settore di Monastero con il Sentiero 400 sul crinale Valdarno–Chianti. Il tracciato sviluppa circa 6.4 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 288 e 619 metri. Il percorso sale dalla fascia collinare verso la dorsale, alternando aree agricole, strade poderali e bosco. La successione delle quote e la continuità del percorso ne chiariscono bene la funzione all’interno della rete escursionistica del Valdarno e del Pratomagno.

Seguendo l’ordine del percorso, la partenza avviene da il territorio di Cavriglia, nel settore di Monastero. Il primo tratto si inserisce nel paesaggio locale attraverso strade rurali, mulattiere o sentieri di bosco, con pendenze che variano in relazione alle dorsali e agli impluvi. Nei settori più bassi sono frequenti coltivi, oliveti e nuclei abitati; salendo aumentano progressivamente le superfici boscate.

La parte centrale è quella in cui il sentiero mostra maggiormente il proprio ruolo di collegamento. Gli incroci con altri itinerari CAI permettono di costruire traversate e anelli più lunghi, mentre i cambi di pendenza seguono la morfologia naturale senza deviazioni estranee alla direttrice principale. Dove il fondo passa da strada bianca a sentiero, soprattutto dopo piogge, l’attenzione deve aumentare.

Avvicinandosi a il Sentiero 400 sul crinale Valdarno–Chianti, il percorso assume il carattere del settore finale. La differenza fra la quota minima e quella massima è significativa e, anche quando il dislivello netto sembra moderato, i saliscendi possono aumentare l’impegno effettivo.

La classificazione escursionistica è coerente con il tipo di terreno, ma tempi e fatica dipendono dalla lunghezza, dal verso di percorrenza e dalle condizioni stagionali. È opportuno seguire la segnaletica aggiornata soprattutto dove la numerazione storica è stata sostituita dalle attuali serie 300 o 900 della Sezione CAI Valdarno Superiore.

Elementi notevoli

  • Cavriglia, territorio di riferimento.
  • Monastero, settore dell’estremo inferiore indicato dalla rete attuale.
  • Colline Valdarno–Chianti, ambiente principale.
  • Sentiero 400, asse di crinale di arrivo.
  • Sentiero CAI 335, numerazione attuale del percorso storico 35.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 333A (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 933 (AR)

 

Sentiero 933 collega San Giovenale con Loro Ciuffenna. Il tracciato sviluppa circa 21.3 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 265 e 873 metri. È uno dei collegamenti più lunghi del Pratomagno valdarnese e attraversa ambienti collinari e montani molto diversi. La successione delle quote e la continuità del percorso ne chiariscono bene la funzione all’interno della rete escursionistica del Valdarno e del Pratomagno.

Seguendo l’ordine del percorso, la partenza avviene da San Giovenale. Il primo tratto si inserisce nel paesaggio locale attraverso strade rurali, mulattiere o sentieri di bosco, con pendenze che variano in relazione alle dorsali e agli impluvi. Nei settori più bassi sono frequenti coltivi, oliveti e nuclei abitati; salendo aumentano progressivamente le superfici boscate.

La parte centrale è quella in cui il sentiero mostra maggiormente il proprio ruolo di collegamento. Gli incroci con altri itinerari CAI permettono di costruire traversate e anelli più lunghi, mentre i cambi di pendenza seguono la morfologia naturale senza deviazioni estranee alla direttrice principale. Dove il fondo passa da strada bianca a sentiero, soprattutto dopo piogge, l’attenzione deve aumentare.

Avvicinandosi a Loro Ciuffenna, il percorso assume il carattere del settore finale. La differenza fra la quota minima e quella massima è significativa e, anche quando il dislivello netto sembra moderato, i saliscendi possono aumentare l’impegno effettivo. La lunghezza superiore ai venti chilometri rende essenziale una corretta gestione di tempi, acqua e ore di luce.

La classificazione escursionistica è coerente con il tipo di terreno, ma tempi e fatica dipendono dalla lunghezza, dal verso di percorrenza e dalle condizioni stagionali. È opportuno seguire la segnaletica aggiornata soprattutto dove la numerazione storica è stata sostituita dalle attuali serie 300 o 900 della Sezione CAI Valdarno Superiore.

Elementi notevoli

  • San Giovenale, estremità settentrionale del percorso.
  • Pian di Scò e Pulicciano, territori interessati dalla lunga traversata.
  • Crinale del Cocollo, settore montano intermedio.
  • Loro Ciuffenna, centro raggiunto all’estremo opposto.
  • Sentiero CAI 933, numerazione attuale del percorso storico 33.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 333 (AR)

 

Sentiero 333 collega San Giovanni Valdarno con il Sentiero 400 nel settore di Badia a Coltibuono. Il tracciato sviluppa circa 13.1 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 139 e 634 metri. È una lunga traversata dalle quote di fondovalle alle colline del Chianti, con un profilo progressivamente più mosso. La successione delle quote e la continuità del percorso ne chiariscono bene la funzione all’interno della rete escursionistica del Valdarno e del Pratomagno.

Seguendo l’ordine del percorso, la partenza avviene da San Giovanni Valdarno. Il primo tratto si inserisce nel paesaggio locale attraverso strade rurali, mulattiere o sentieri di bosco, con pendenze che variano in relazione alle dorsali e agli impluvi. Nei settori più bassi sono frequenti coltivi, oliveti e nuclei abitati; salendo aumentano progressivamente le superfici boscate.

La parte centrale è quella in cui il sentiero mostra maggiormente il proprio ruolo di collegamento. Gli incroci con altri itinerari CAI permettono di costruire traversate e anelli più lunghi, mentre i cambi di pendenza seguono la morfologia naturale senza deviazioni estranee alla direttrice principale. Dove il fondo passa da strada bianca a sentiero, soprattutto dopo piogge, l’attenzione deve aumentare.

Avvicinandosi a il Sentiero 400 nel settore di Badia a Coltibuono, il percorso assume il carattere del settore finale. La differenza fra la quota minima e quella massima è significativa e, anche quando il dislivello netto sembra moderato, i saliscendi possono aumentare l’impegno effettivo. Il tratto conclusivo raggiunge la rete di crinale nel settore di Badia a Coltibuono, importante nodo per le prosecuzioni verso il Chianti.

La classificazione escursionistica è coerente con il tipo di terreno, ma tempi e fatica dipendono dalla lunghezza, dal verso di percorrenza e dalle condizioni stagionali. È opportuno seguire la segnaletica aggiornata soprattutto dove la numerazione storica è stata sostituita dalle attuali serie 300 o 900 della Sezione CAI Valdarno Superiore.

Elementi notevoli

  • San Giovanni Valdarno, estremo di partenza.
  • Colline del Valdarno, paesaggio della prima parte.
  • Badia a Coltibuono, riferimento del settore superiore.
  • Sentiero 400, asse di crinale raggiunto dal percorso.
  • Sentiero CAI 333, numerazione attuale del tracciato.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 331 (AR)

 

Sentiero 331 collega Il Neri, a nord di Cavriglia con il Sentiero 400 sul crinale presso Monte Maione. Il tracciato sviluppa circa 4.6 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 291 e 749 metri. È una salita collinare abbastanza diretta, dalla fascia agricola del Valdarno alla dorsale. La successione delle quote e la continuità del percorso ne chiariscono bene la funzione all’interno della rete escursionistica del Valdarno e del Pratomagno.

Seguendo l’ordine del percorso, la partenza avviene da Il Neri, a nord di Cavriglia. Il primo tratto si inserisce nel paesaggio locale attraverso strade rurali, mulattiere o sentieri di bosco, con pendenze che variano in relazione alle dorsali e agli impluvi. Nei settori più bassi sono frequenti coltivi, oliveti e nuclei abitati; salendo aumentano progressivamente le superfici boscate.

La parte centrale è quella in cui il sentiero mostra maggiormente il proprio ruolo di collegamento. Gli incroci con altri itinerari CAI permettono di costruire traversate e anelli più lunghi, mentre i cambi di pendenza seguono la morfologia naturale senza deviazioni estranee alla direttrice principale. Dove il fondo passa da strada bianca a sentiero, soprattutto dopo piogge, l’attenzione deve aumentare.

Avvicinandosi a il Sentiero 400 sul crinale presso Monte Maione, il percorso assume il carattere del settore finale. La differenza fra la quota minima e quella massima è significativa e, anche quando il dislivello netto sembra moderato, i saliscendi possono aumentare l’impegno effettivo.

La classificazione escursionistica è coerente con il tipo di terreno, ma tempi e fatica dipendono dalla lunghezza, dal verso di percorrenza e dalle condizioni stagionali. È opportuno seguire la segnaletica aggiornata soprattutto dove la numerazione storica è stata sostituita dalle attuali serie 300 o 900 della Sezione CAI Valdarno Superiore.

Elementi notevoli

  • Il Neri, punto di partenza nel territorio di Cavriglia.
  • San Pancrazio, borgo attraversato nella salita.
  • Secciano, riferimento prima del tratto boschivo.
  • Monte Maione, settore del crinale di arrivo.
  • Sentiero CAI 331, numerazione attuale del percorso storico 31.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 329 (AR)

 

Sentiero 29, oggi numerato CAI 329 nel sistema Valdarno–Chianti, collega San Pancrazio con il settore del Parco di Cavriglia. Il tracciato misura circa 5,4 km e sale gradualmente da quote intorno ai 300–380 metri fino a circa 670 metri, attraversando un paesaggio collinare di boschi, poderi e antiche vie rurali.

Dalla zona di San Pancrazio il percorso si allontana dalla viabilità principale e prende quota sulle colline. La salita non è continua come sui sentieri del Pratomagno: brevi tratti più dolci si alternano a pendenze maggiori, seguendo la complessa morfologia delle dorsali del Valdarno e del Chianti.

Un riferimento importante lungo il percorso è Casignano, punto intermedio che segna il passaggio verso le quote superiori. La rete di strade poderali e sentieri conserva il carattere storico dei collegamenti fra piccoli nuclei, poderi e aree agricole; il bosco diventa progressivamente più presente avvicinandosi a Cavriglia.

L’ultimo tratto raggiunge il settore del Parco Naturale di Cavriglia, dove il sentiero si collega ad altri itinerari della rete Valdarno–Chianti. L’arrivo a una quota prossima ai 670 metri offre la possibilità di proseguire verso le dorsali circostanti o costruire percorsi ad anello.

Classificato E, il sentiero è accessibile a escursionisti abituati a camminare su terreno collinare. Il dislivello è moderato rispetto ai grandi itinerari del Pratomagno, ma lo sviluppo e i saliscendi richiedono comunque un passo regolare. La numerazione storica 29 può comparire in vecchie cartografie, mentre la rete aggiornata utilizza 329.

Elementi notevoli

  • Rete sentieristica CAI Valdarno–Chianti.
  • San Pancrazio, settore di partenza.
  • Casignano, riferimento intermedio.
  • Parco di Cavriglia, settore dell’arrivo.
  • Colline del Valdarno–Chianti, paesaggio attraversato dal percorso.
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 127a (AR)

 
Home » Sentiero 339 (AR)

Sentiero 101 (AR)

 

Sentiero 101 collega San Giovanni Valdarno con San Giovanni Valdarno. Il percorso sviluppa circa 11.7 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 131 e 249 metri. Il suo profilo è caratterizzato da un anello collinare dal dislivello contenuto nel territorio del Forestello; è quindi un itinerario da leggere soprattutto in rapporto al dislivello e alla funzione di collegamento che svolge nella rete escursionistica locale.

Seguendo il verso del tracciato, la partenza avviene da San Giovanni Valdarno. Il primo tratto introduce gradualmente nel paesaggio del settore, alternando strade rurali, piste forestali o sentieri secondo la morfologia attraversata. La progressione resta coerente con la direttrice generale del percorso e consente di guadagnare o perdere quota senza deviazioni estranee allo sviluppo principale.

La parte centrale è quella in cui emerge maggiormente la struttura del territorio: dorsali, valloni e versanti determinano una successione di pendenze che può risultare più impegnativa della sola distanza chilometrica. Nei punti in cui il sentiero interseca altri itinerari CAI è importante mantenere il riferimento alla numerazione, perché diversi collegamenti condividono per brevi tratti la stessa rete di piste e mulattiere.

Procedendo verso San Giovanni Valdarno, l’andamento altimetrico diventa coerente con l’ingresso nel settore finale. Le quote comprese fra circa 131 e 249 metri descrivono bene la varietà del percorso: nei tratti più bassi prevale un paesaggio collinare o di fondovalle, mentre alle quote superiori aumentano boschi, dorsali e ambienti più propriamente montani.

Il valore dell’itinerario sta anche nella continuità territoriale. Non è necessario considerarlo come percorso isolato: gli innesti con i sentieri vicini permettono di inserirlo in traversate più lunghe o in anelli, scegliendo il verso di marcia in funzione del dislivello. In presenza di forti pendenze, la percorrenza inversa può cambiare sensibilmente l’impegno fisico pur lasciando invariata la difficoltà tecnica generale.

Prima della partenza è opportuno valutare condizioni del fondo, stagione e disponibilità di acqua, soprattutto nei tratti di crinale o nei collegamenti più lunghi. La segnaletica escursionistica resta il riferimento principale ai bivi; tempi e impegno vanno commisurati non solo ai chilometri, ma anche al dislivello complessivo e alla continuità delle salite o delle discese.

Elementi notevoli

X