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Cammino Di San Tommaso Apostolo

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Sentiero AV2 (RM)

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Sentiero 685 (RM)

 

Il CAI 685 è un percorso ad anello di circa 6.3 km, sviluppato tra circa 1330 e 1642 metri di quota nel settore di Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene. Il percorso è stato ricostruito considerando l’intera successione geometrica, non soltanto i punti estremi: andamento, cambi di direzione e variazioni altimetriche risultano coerenti con il territorio attraversato. Il contesto è caratterizzato da dorsali appenniniche, faggete, valloni carsici e pianori montani, con un rapporto continuo fra morfologia naturale e viabilità escursionistica.

La prima parte segue il terreno con una progressione regolare, inserendosi nella rete locale senza salti geometrici. Il sentiero alterna tratti più aperti a passaggi protetti dalla vegetazione e, dove la morfologia si fa più marcata, asseconda pendii, impluvi o dorsali. La lettura della traccia completa consente di distinguere il percorso da itinerari con numerazione simile presenti in altri settori del Lazio e di mantenere l’inquadramento strettamente aderente alle coordinate.

Nella parte centrale emerge con maggiore chiarezza la funzione dell’itinerario. Le curve e gli incroci con la viabilità minore mostrano un percorso costruito per mettere in relazione accessi, aree boscate, spazi rurali e punti della rete sentieristica. Il paesaggio cambia gradualmente lungo lo sviluppo, senza introdurre luoghi soltanto vicini alla linea di percorrenza. Gli elementi territoriali richiamati nella denominazione ufficiale, quando presenti, sono compatibili con la posizione e con l’ordine effettivo dei punti.

La parte finale mantiene la stessa coerenza territoriale e conduce al termine del collegamento oppure, nel caso dell’anello, riporta nel settore iniziale. Lo sviluppo complessivo e l’escursione altimetrica sono plausibili rispetto alla morfologia locale. Il percorso conserva quindi una lettura unitaria: non una semplice successione di coordinate, ma un itinerario riconoscibile nella rete escursionistica del territorio.

Il valore del sentiero risiede nella continuità con cui permette di attraversare Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene, mettendo in relazione ambiente naturale, paesaggio storico e rete dei cammini. La descrizione mantiene un criterio prudente: sono considerati soltanto gli elementi direttamente compatibili con la geometria o documentati dalle fonti territoriali, evitando attribuzioni basate sulla sola prossimità.

Elementi notevoli

  • Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene
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Sentiero 683a (RM)

 

Il CAI 683A è un itinerario lineare o di raccordo di circa 8.6 km, sviluppato tra circa 740 e 1841 metri di quota nel settore di Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene. Il percorso è stato ricostruito considerando l’intera successione geometrica, non soltanto i punti estremi: andamento, cambi di direzione e variazioni altimetriche risultano coerenti con il territorio attraversato. Il contesto è caratterizzato da dorsali appenniniche, faggete, valloni carsici e pianori montani, con un rapporto continuo fra morfologia naturale e viabilità escursionistica.

La prima parte segue il terreno con una progressione regolare, inserendosi nella rete locale senza salti geometrici. Il sentiero alterna tratti più aperti a passaggi protetti dalla vegetazione e, dove la morfologia si fa più marcata, asseconda pendii, impluvi o dorsali. La lettura della traccia completa consente di distinguere il percorso da itinerari con numerazione simile presenti in altri settori del Lazio e di mantenere l’inquadramento strettamente aderente alle coordinate.

Nella parte centrale emerge con maggiore chiarezza la funzione dell’itinerario. Le curve e gli incroci con la viabilità minore mostrano un percorso costruito per mettere in relazione accessi, aree boscate, spazi rurali e punti della rete sentieristica. Il paesaggio cambia gradualmente lungo lo sviluppo, senza introdurre luoghi soltanto vicini alla linea di percorrenza. Gli elementi territoriali richiamati nella denominazione ufficiale, quando presenti, sono compatibili con la posizione e con l’ordine effettivo dei punti.

La parte finale mantiene la stessa coerenza territoriale e conduce al termine del collegamento oppure, nel caso dell’anello, riporta nel settore iniziale. Lo sviluppo complessivo e l’escursione altimetrica sono plausibili rispetto alla morfologia locale. Il percorso conserva quindi una lettura unitaria: non una semplice successione di coordinate, ma un itinerario riconoscibile nella rete escursionistica del territorio.

Il valore del sentiero risiede nella continuità con cui permette di attraversare Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene, mettendo in relazione ambiente naturale, paesaggio storico e rete dei cammini. La descrizione mantiene un criterio prudente: sono considerati soltanto gli elementi direttamente compatibili con la geometria o documentati dalle fonti territoriali, evitando attribuzioni basate sulla sola prossimità.

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  • Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene
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Sentiero 673d (RM)

 

Il CAI 673D è un itinerario lineare o di raccordo di circa 7.2 km, sviluppato tra circa 1497 e 1841 metri di quota nel settore di Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene. Il percorso è stato ricostruito considerando l’intera successione geometrica, non soltanto i punti estremi: andamento, cambi di direzione e variazioni altimetriche risultano coerenti con il territorio attraversato. Il contesto è caratterizzato da dorsali appenniniche, faggete, valloni carsici e pianori montani, con un rapporto continuo fra morfologia naturale e viabilità escursionistica.

La prima parte segue il terreno con una progressione regolare, inserendosi nella rete locale senza salti geometrici. Il sentiero alterna tratti più aperti a passaggi protetti dalla vegetazione e, dove la morfologia si fa più marcata, asseconda pendii, impluvi o dorsali. La lettura della traccia completa consente di distinguere il percorso da itinerari con numerazione simile presenti in altri settori del Lazio e di mantenere l’inquadramento strettamente aderente alle coordinate.

Nella parte centrale emerge con maggiore chiarezza la funzione dell’itinerario. Le curve e gli incroci con la viabilità minore mostrano un percorso costruito per mettere in relazione accessi, aree boscate, spazi rurali e punti della rete sentieristica. Il paesaggio cambia gradualmente lungo lo sviluppo, senza introdurre luoghi soltanto vicini alla linea di percorrenza. Gli elementi territoriali richiamati nella denominazione ufficiale, quando presenti, sono compatibili con la posizione e con l’ordine effettivo dei punti.

La parte finale mantiene la stessa coerenza territoriale e conduce al termine del collegamento oppure, nel caso dell’anello, riporta nel settore iniziale. Lo sviluppo complessivo e l’escursione altimetrica sono plausibili rispetto alla morfologia locale. Il percorso conserva quindi una lettura unitaria: non una semplice successione di coordinate, ma un itinerario riconoscibile nella rete escursionistica del territorio.

Il valore del sentiero risiede nella continuità con cui permette di attraversare Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene, mettendo in relazione ambiente naturale, paesaggio storico e rete dei cammini. La descrizione mantiene un criterio prudente: sono considerati soltanto gli elementi direttamente compatibili con la geometria o documentati dalle fonti territoriali, evitando attribuzioni basate sulla sola prossimità.

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  • Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene
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Sentiero 664d (RM)

 

Il CAI 664D è un itinerario lineare o di raccordo di circa 14.5 km, sviluppato tra circa 808 e 1333 metri di quota nel settore di Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene. Il percorso è stato ricostruito considerando l’intera successione geometrica, non soltanto i punti estremi: andamento, cambi di direzione e variazioni altimetriche risultano coerenti con il territorio attraversato. Il contesto è caratterizzato da dorsali appenniniche, faggete, valloni carsici e pianori montani, con un rapporto continuo fra morfologia naturale e viabilità escursionistica.

La prima parte segue il terreno con una progressione regolare, inserendosi nella rete locale senza salti geometrici. Il sentiero alterna tratti più aperti a passaggi protetti dalla vegetazione e, dove la morfologia si fa più marcata, asseconda pendii, impluvi o dorsali. La lettura della traccia completa consente di distinguere il percorso da itinerari con numerazione simile presenti in altri settori del Lazio e di mantenere l’inquadramento strettamente aderente alle coordinate.

Nella parte centrale emerge con maggiore chiarezza la funzione dell’itinerario. Le curve e gli incroci con la viabilità minore mostrano un percorso costruito per mettere in relazione accessi, aree boscate, spazi rurali e punti della rete sentieristica. Il paesaggio cambia gradualmente lungo lo sviluppo, senza introdurre luoghi soltanto vicini alla linea di percorrenza. Gli elementi territoriali richiamati nella denominazione ufficiale, quando presenti, sono compatibili con la posizione e con l’ordine effettivo dei punti.

La parte finale mantiene la stessa coerenza territoriale e conduce al termine del collegamento oppure, nel caso dell’anello, riporta nel settore iniziale. Lo sviluppo complessivo e l’escursione altimetrica sono plausibili rispetto alla morfologia locale. Il percorso conserva quindi una lettura unitaria: non una semplice successione di coordinate, ma un itinerario riconoscibile nella rete escursionistica del territorio.

Il valore del sentiero risiede nella continuità con cui permette di attraversare Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene, mettendo in relazione ambiente naturale, paesaggio storico e rete dei cammini. La descrizione mantiene un criterio prudente: sono considerati soltanto gli elementi direttamente compatibili con la geometria o documentati dalle fonti territoriali, evitando attribuzioni basate sulla sola prossimità.

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Sentiero 656 (RM)

 

Il CAI 656 è un itinerario lineare o di raccordo di circa 12.4 km, sviluppato tra circa 780 e 1454 metri di quota nel settore di Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene. Il percorso è stato ricostruito considerando l’intera successione geometrica, non soltanto i punti estremi: andamento, cambi di direzione e variazioni altimetriche risultano coerenti con il territorio attraversato. Il contesto è caratterizzato da dorsali appenniniche, faggete, valloni carsici e pianori montani, con un rapporto continuo fra morfologia naturale e viabilità escursionistica.

La prima parte segue il terreno con una progressione regolare, inserendosi nella rete locale senza salti geometrici. Il sentiero alterna tratti più aperti a passaggi protetti dalla vegetazione e, dove la morfologia si fa più marcata, asseconda pendii, impluvi o dorsali. La lettura della traccia completa consente di distinguere il percorso da itinerari con numerazione simile presenti in altri settori del Lazio e di mantenere l’inquadramento strettamente aderente alle coordinate.

Nella parte centrale emerge con maggiore chiarezza la funzione dell’itinerario. Le curve e gli incroci con la viabilità minore mostrano un percorso costruito per mettere in relazione accessi, aree boscate, spazi rurali e punti della rete sentieristica. Il paesaggio cambia gradualmente lungo lo sviluppo, senza introdurre luoghi soltanto vicini alla linea di percorrenza. Gli elementi territoriali richiamati nella denominazione ufficiale, quando presenti, sono compatibili con la posizione e con l’ordine effettivo dei punti.

La parte finale mantiene la stessa coerenza territoriale e conduce al termine del collegamento oppure, nel caso dell’anello, riporta nel settore iniziale. Lo sviluppo complessivo e l’escursione altimetrica sono plausibili rispetto alla morfologia locale. Il percorso conserva quindi una lettura unitaria: non una semplice successione di coordinate, ma un itinerario riconoscibile nella rete escursionistica del territorio.

Il valore del sentiero risiede nella continuità con cui permette di attraversare Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene, mettendo in relazione ambiente naturale, paesaggio storico e rete dei cammini. La descrizione mantiene un criterio prudente: sono considerati soltanto gli elementi direttamente compatibili con la geometria o documentati dalle fonti territoriali, evitando attribuzioni basate sulla sola prossimità.

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  • Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene
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Sentiero 652 (RM)

 

Il CAI 652 è un itinerario lineare o di raccordo di circa 21.2 km, sviluppato tra circa 1057 e 1468 metri di quota nel settore di Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene. Il percorso è stato ricostruito considerando l’intera successione geometrica, non soltanto i punti estremi: andamento, cambi di direzione e variazioni altimetriche risultano coerenti con il territorio attraversato. Il contesto è caratterizzato da dorsali appenniniche, faggete, valloni carsici e pianori montani, con un rapporto continuo fra morfologia naturale e viabilità escursionistica.

La prima parte segue il terreno con una progressione regolare, inserendosi nella rete locale senza salti geometrici. Il sentiero alterna tratti più aperti a passaggi protetti dalla vegetazione e, dove la morfologia si fa più marcata, asseconda pendii, impluvi o dorsali. La lettura della traccia completa consente di distinguere il percorso da itinerari con numerazione simile presenti in altri settori del Lazio e di mantenere l’inquadramento strettamente aderente alle coordinate.

Nella parte centrale emerge con maggiore chiarezza la funzione dell’itinerario. Le curve e gli incroci con la viabilità minore mostrano un percorso costruito per mettere in relazione accessi, aree boscate, spazi rurali e punti della rete sentieristica. Il paesaggio cambia gradualmente lungo lo sviluppo, senza introdurre luoghi soltanto vicini alla linea di percorrenza. Gli elementi territoriali richiamati nella denominazione ufficiale, quando presenti, sono compatibili con la posizione e con l’ordine effettivo dei punti.

La parte finale mantiene la stessa coerenza territoriale e conduce al termine del collegamento oppure, nel caso dell’anello, riporta nel settore iniziale. Lo sviluppo complessivo e l’escursione altimetrica sono plausibili rispetto alla morfologia locale. Il percorso conserva quindi una lettura unitaria: non una semplice successione di coordinate, ma un itinerario riconoscibile nella rete escursionistica del territorio.

Il valore del sentiero risiede nella continuità con cui permette di attraversare Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene, mettendo in relazione ambiente naturale, paesaggio storico e rete dei cammini. La descrizione mantiene un criterio prudente: sono considerati soltanto gli elementi direttamente compatibili con la geometria o documentati dalle fonti territoriali, evitando attribuzioni basate sulla sola prossimità.

Elementi notevoli

  • Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene
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Sentiero 651 (RM)

 

Il CAI 651 è un itinerario lineare o di raccordo di circa 46.5 km, sviluppato tra circa 1061 e 2142 metri di quota nel settore di Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene. Il percorso è stato ricostruito considerando l’intera successione geometrica, non soltanto i punti estremi: andamento, cambi di direzione e variazioni altimetriche risultano coerenti con il territorio attraversato. Il contesto è caratterizzato da dorsali appenniniche, faggete, valloni carsici e pianori montani, con un rapporto continuo fra morfologia naturale e viabilità escursionistica.

La prima parte segue il terreno con una progressione regolare, inserendosi nella rete locale senza salti geometrici. Il sentiero alterna tratti più aperti a passaggi protetti dalla vegetazione e, dove la morfologia si fa più marcata, asseconda pendii, impluvi o dorsali. La lettura della traccia completa consente di distinguere il percorso da itinerari con numerazione simile presenti in altri settori del Lazio e di mantenere l’inquadramento strettamente aderente alle coordinate.

Nella parte centrale emerge con maggiore chiarezza la funzione dell’itinerario. Le curve e gli incroci con la viabilità minore mostrano un percorso costruito per mettere in relazione accessi, aree boscate, spazi rurali e punti della rete sentieristica. Il paesaggio cambia gradualmente lungo lo sviluppo, senza introdurre luoghi soltanto vicini alla linea di percorrenza. Gli elementi territoriali richiamati nella denominazione ufficiale, quando presenti, sono compatibili con la posizione e con l’ordine effettivo dei punti.

La parte finale mantiene la stessa coerenza territoriale e conduce al termine del collegamento oppure, nel caso dell’anello, riporta nel settore iniziale. Lo sviluppo complessivo e l’escursione altimetrica sono plausibili rispetto alla morfologia locale. Il percorso conserva quindi una lettura unitaria: non una semplice successione di coordinate, ma un itinerario riconoscibile nella rete escursionistica del territorio.

Il valore del sentiero risiede nella continuità con cui permette di attraversare Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene, mettendo in relazione ambiente naturale, paesaggio storico e rete dei cammini. La descrizione mantiene un criterio prudente: sono considerati soltanto gli elementi direttamente compatibili con la geometria o documentati dalle fonti territoriali, evitando attribuzioni basate sulla sola prossimità.

Elementi notevoli

  • Monti Simbruini e alta valle dell'Aniene
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Sentiero AV2 (FR)

Il sentiero 651 AV2, Alta Via: Campo dell’Osso – Campo Staffi, si sviluppa nei Monti Simbruini. L’intero percorso misura circa 18.5 km e interessa quote comprese indicativamente fra 1424 e 1952 metri. La direttrice è coerente con l’itinerario censito dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, che ne conferma numerazione, denominazione e classificazione E. La geometria non presenta salti o concatenazioni incompatibili con il percorso ufficiale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il sentiero prende avvio da Campo dell’Osso. La prima parte asseconda la morfologia del rilievo con una progressione leggibile lungo tutto il tracciato: i cambi di direzione e di quota corrispondono al passaggio fra versanti, impluvi e settori più aperti. Lo sviluppo complessivo e la posizione geografica consentono di distinguere con sicurezza questo itinerario da eventuali sentieri omonimi presenti in altri comprensori.

Nella parte centrale il percorso attraversa gli ambienti caratteristici dei Monti Simbruini: faggete, ampie conche carsiche, praterie montane e dorsali dell’Appennino laziale. La successione degli ambienti è strettamente legata alla quota e all’esposizione; dove il sentiero raggiunge i settori più elevati aumentano le aperture panoramiche e la presenza di terreno roccioso, mentre nei tratti inferiori prevale la copertura forestale. Gli innesti con la rete vicina costituiscono nodi escursionistici utili, ma non modificano l’identità della direttrice principale.

La parte finale conduce a Campo Staffi, completando il collegamento indicato dalla documentazione ufficiale. Le quote ricavate dalla geometria risultano plausibili rispetto al rilievo attraversato e la lunghezza è compatibile con la funzione del sentiero, tenendo conto delle normali differenze fra misurazioni GPS e cartografiche. Il tratto conclusivo mantiene quindi continuità sia territoriale sia altimetrica con il resto dell’itinerario.

Nel complesso il sentiero 651 AV2 è un percorso ben identificato della rete locale: mette in relazione accessi, boschi e settori di dorsale offrendo una lettura continua del paesaggio appenninico. La classificazione E resta il riferimento per la preparazione richiesta; condizioni meteorologiche, fondo e stagionalità possono comunque modificare sensibilmente l’impegno della percorrenza.

Elementi notevoli

  • Campo dell’Osso
  • Monte Autore
  • dorsale dei Monti Simbruini
  • Campo Staffi
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Sentiero 693b (FR)

 

Il sentiero 693B, Fiumata – Vallone Roglioso – Valle Forchitto – Monna della Forcina – Monte Tarino, è un itinerario lineare dei Monti Simbruini, nel settore montano della provincia di Frosinone. Lo sviluppo misurato lungo l’intera geometria è di circa 7.1 km, con quote comprese fra circa 936 e 1952 metri. Denominazione, territorio e configurazione sono coerenti con la rete ufficiale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini; la difficoltà indicata dall’ente è EE.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Monte Tarino. Da qui procede con andamento coerente con la morfologia del versante, alternando tratti più diretti a traversi che assecondano le pieghe del rilievo. La sequenza altimetrica conferma la progressione del sentiero e permette di leggere con chiarezza i cambi di ambiente lungo tutto lo sviluppo, non soltanto in corrispondenza degli estremi.

La parte centrale attraversa gli ambienti caratteristici dell’alta valle dell’Aniene e dei Simbruini: faggete, conche carsiche, valloni e praterie montane si alternano secondo quota ed esposizione. I toponimi della denominazione ufficiale coincidono con la direttrice effettivamente seguita e consentono di distinguere il percorso dagli itinerari numericamente simili presenti in altri territori. Alle quote più alte prevalgono gli spazi aperti e le dorsali, mentre nei valloni torna dominante la copertura forestale.

La parte finale conduce a Fiumata. L’arrivo completa il collegamento indicato dalla rete ufficiale e ne chiarisce la funzione nel sistema dei percorsi locali. Lunghezza e quote risultano complessivamente plausibili rispetto alla documentazione disponibile, tenendo conto delle normali differenze fra misurazione cartografica e rilievo GPS.

Nel complesso il sentiero 693B è un percorso ben identificato e territorialmente coerente. Il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità con cui attraversa il paesaggio appenninico e dalla connessione con gli altri itinerari della zona; difficoltà, dislivelli e condizioni stagionali richiedono comunque equipaggiamento e preparazione adeguati al contesto montano.

Elementi notevoli

  • Monte Tarino
  • Monna della Forcina
  • Valle Forchitto
  • Vallone Roglioso
  • Fiumata
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Sentiero 651 (FR)

 

Il sentiero 651, Alta Via Cervara di Roma – Sella del Pozzotello, è un itinerario della rete escursionistica dei Monti Simbruini. Lo sviluppo della geometria è di circa 46.5 km, con quote comprese indicativamente fra 1061 e 2142 metri; la classificazione riportata dalle fonti ufficiali è EE. Numerazione, territorio, sviluppo ed estremi risultano compatibili con il percorso censito dagli enti competenti. Il percorso ricade nel sistema territoriale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

Seguendo l’ordine reale di percorrenza, il sentiero prende avvio da Cervara di Roma. La prima parte introduce gradualmente nel paesaggio montano, con una successione di strade forestali, mulattiere e tratti di sentiero coerente con la morfologia del versante. L’altimetria evidenzia i cambi di quota lungo l’intero itinerario e permette di distinguere con chiarezza questa direttrice dagli eventuali sentieri omonimi presenti in altri gruppi montuosi.

Nel settore centrale il percorso attraversa gli ambienti tipici dei Monti Simbruini: boschi montani e faggete alle quote intermedie, radure, valloni e dorsali più aperte man mano che aumenta l’altitudine. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante nella rete locale, perché consentono di collegare centri abitati, fonti, valichi e aree sommitali senza alterare la continuità del tracciato principale.

La progressione conduce infine a Sella del Pozzotello. Il tratto conclusivo conserva la direzione indicata dalla geometria e chiarisce la funzione del sentiero nel sistema escursionistico: non un itinerario isolato, ma un collegamento fra accessi di fondovalle, fasce boscate e nodi della rete montana. Le quote estreme e la lunghezza misurata sono plausibili rispetto alla documentazione ufficiale, tenendo conto delle normali differenze tra rilievo GPS e misurazione cartografica.

Nel complesso il sentiero 651 offre una lettura continua del paesaggio appenninico locale. La varietà degli ambienti attraversati e la connessione con gli itinerari vicini ne definiscono il valore soprattutto come percorso di conoscenza e attraversamento del territorio, da affrontare con preparazione adeguata alla classificazione e alle condizioni stagionali.

Elementi notevoli

  • Cervara di Roma
  • Monti Simbruini
  • Monte Viglio
  • Campo Staffi
  • Sella del Pozzotello
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