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Sentiero 688 (SI)

 

Il sentiero CAI 688 – Vivo d’Orcia–Via Francigena è un collegamento escursionistico lineare di circa 7,8 km sul versante orientale del Monte Amiata, classificato E – Escursionistico e inserito nella rete del CAI di Siena. Il percorso unisce la zona di Vivo d’Orcia alla Via Francigena presso il Podere Il Pozo, attraversando le località Lecci e Podere San Martino. Nel senso di marcia del tracciato si passa da circa 420 metri a 870 metri di quota, con un breve tratto iniziale in discesa fino a poco meno di 390 metri e una lunga risalita nella seconda parte.

La partenza si trova presso la zona del Campo Sportivo Marroneta di Vivo d’Orcia. Da qui il sentiero procede inizialmente verso sud, perdendo gradualmente quota attraverso il paesaggio rurale ai piedi dell’Amiata. Dopo aver raggiunto il punto più basso dell’itinerario, il percorso cambia progressivamente carattere e comincia a risalire, alternando tratti di pendenza moderata a settori più marcati. Questa prima parte costituisce il passaggio fra l’area abitata di Vivo d’Orcia e le pendici più isolate della montagna.

Superata la zona dei Lecci, il sentiero entra nella lunga fase ascendente che caratterizza gran parte dell’itinerario. Le quote aumentano con continuità, dapprima oltre i 500 e i 600 metri e successivamente verso la fascia degli 800 metri. Il CAI segnala il tratto compreso fra Lecci e Podere San Martino come difficilmente percorribile in mountain bike, mentre l’intero 688 è classificato escursionistico per chi procede a piedi. L’ambiente appartiene alle pendici dell’Amiata, dove boschi e aree rurali si alternano lungo la rete di antiche strade e collegamenti fra la montagna e la valle.

La salita prosegue verso Podere San Martino, riferimento indicato anche nella descrizione ufficiale del percorso. In questa parte il tracciato supera progressivamente gli 800 metri e continua a guadagnare quota con andamento regolare. Il territorio attraversato conserva il carattere tipico del versante orientale amiatino: la copertura forestale e gli spazi agricoli testimoniano la storica relazione fra i centri abitati, i poderi e le risorse della montagna. Il sentiero 688 assume così soprattutto la funzione di raccordo fra l’area di Vivo d’Orcia e la grande viabilità escursionistica della Val d’Orcia.

Nel tratto conclusivo il percorso raggiunge circa 870 metri, la quota massima registrata lungo il tracciato, e termina presso il Podere Il Pozo, dove incontra la Via Francigena. Questo innesto è particolarmente significativo nella rete sentieristica dell’Amiata: il CAI di Siena identifica infatti espressamente il 688 come uno dei collegamenti fra i percorsi della montagna e l’antico itinerario dei pellegrini diretto a Roma. La Francigena attraversa la Val d’Orcia passando per San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia e Radicofani, costituendo ancora oggi una delle principali direttrici di cammino della Toscana meridionale.

Il sentiero 688 è quindi una traversata di raccordo caratterizzata da un profilo nettamente ascendente: dal territorio di Vivo d’Orcia conduce alle quote più elevate delle pendici orientali dell’Amiata fino all’incontro con la Via Francigena. La continuità della salita, l’alternanza fra bosco e paesaggio rurale e il collegamento finale con lo storico cammino ne definiscono il carattere prevalentemente escursionistico e territoriale.

Elementi notevoli

  • Vivo d’Orcia: località sul versante orientale del Monte Amiata dalla cui zona del Campo Sportivo Marroneta prende avvio l’itinerario.
  • Lecci: località attraversata nella prima parte del percorso e riferimento per l’inizio del settore di salita verso Podere San Martino.
  • Podere San Martino: punto di passaggio della parte alta del sentiero, lungo il collegamento fra Vivo d’Orcia e la Francigena.
  • Monte Amiata: grande massiccio della Toscana meridionale sulle cui pendici orientali si sviluppa l’intero itinerario.
  • Via Francigena: storico itinerario europeo di pellegrinaggio, raggiunto dal sentiero 688 presso il Podere Il Pozo e principale collegamento escursionistico della Val d’Orcia.
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Sentiero 601 (SI)

 

Il sentiero CAI 601 – Anello dell’Amiata è la principale direttrice circolare della rete escursionistica del Monte Amiata e compie un ampio periplo attorno al cono dell’antico vulcano, senza raggiungerne la vetta. Il tracciato si sviluppa per circa 28,5 km, valore molto vicino ai 28,9 km indicati dalla cartografia CAI, ed è classificato EE – Escursionisti Esperti. Le quote oscillano indicativamente fra 900 e 1.285 metri: il percorso rimane quindi nella fascia montana, attraversando soprattutto estesi boschi e collegando i versanti senese e grossetano del massiccio.

Nel senso di marcia del percorso, l’anello prende avvio sul versante orientale, nella fascia alta sopra Abbadia San Salvatore, a circa 1.240 metri. Da qui procede inizialmente verso nord, mantenendosi all’interno della grande copertura forestale amiatina. Il bosco costituisce infatti l’ambiente dominante dell’intero itinerario: alle quote superiori prevale la faggeta, mentre scendendo compaiono castagni e altre latifoglie. Il CAI segnala inoltre la presenza sull’Amiata di abete bianco, agrifoglio, cerro e carpino, espressione della notevole varietà forestale del massiccio.

Raggiunto il settore settentrionale, il sentiero piega progressivamente verso occidente e attraversa la montagna sopra Seggiano e Castel del Piano. Il profilo è continuamente mosso: brevi discese e risalite si succedono lungo le pendici, senza avvicinarsi alla cima dell’Amiata, che raggiunge i 1.738 metri. Nei punti in cui il bosco si apre, il percorso offre visuali verso le vallate e le colline che circondano il rilievo, mentre affioramenti e grandi massi di origine vulcanica ricordano la storia geologica della montagna.

Sul versante occidentale e sud-occidentale l’anello prosegue sopra il territorio di Arcidosso e Santa Fiora, collegandosi a numerosi sentieri radiali provenienti dai centri abitati. Questa struttura rende il 601 l’asse di raccordo della rete escursionistica amiatina. Il paesaggio conserva una forte impronta legata alle attività tradizionali della montagna: nei boschi e nelle aree rurali circostanti rimangono testimonianze di poderi montani, seccatoi e strutture connesse allo sfruttamento del castagno e delle risorse forestali.

La parte meridionale e sud-orientale riporta gradualmente verso il versante senese, passando sopra Piancastagnaio e in direzione delle pendici che guardano Vivo d’Orcia. In questo settore il 601 incontra diversi collegamenti della rete CAI, fra cui quelli diretti verso il Rifugio Capovetra e l’area dell’Ermicciolo. Le numerose sorgenti sono un altro carattere distintivo dell’Amiata: le rocce vulcaniche del massiccio costituiscono infatti un importante sistema idrogeologico, del quale le acque emergenti sui versanti rappresentano una delle manifestazioni più evidenti.

Il sentiero 601 completa infine l’anello tornando nella fascia alta del versante di Abbadia San Salvatore. È un itinerario lungo e articolato, nel quale l’interesse deriva soprattutto dalla continuità dell’ambiente forestale, dalla geologia vulcanica e dalla possibilità di osservare il Monte Amiata da tutti i suoi versanti. Più che una salita alla cima, il percorso è una vera traversata circolare della montagna, con numerosi raccordi verso borghi, rifugi e altri sentieri della rete amiatina.

Elementi notevoli

  • Faggeta del Monte Amiata: vasto ambiente forestale che caratterizza soprattutto le quote superiori e accompagna lunghi tratti dell’anello.
  • Geologia vulcanica: affioramenti e grandi massi di rocce vulcaniche testimoniano l’origine geologica del massiccio amiatino.
  • Castagneti e cultura rurale: alle quote inferiori il castagno e le testimonianze di poderi e seccatoi ricordano le tradizionali attività della montagna.
  • Sorgenti dell’Amiata: numerose emergenze d’acqua caratterizzano i versanti del massiccio e sono legate al suo importante sistema idrogeologico.
  • Rete sentieristica del Monte Amiata: il 601 funziona come grande asse circolare al quale si raccordano numerosi percorsi provenienti dai borghi e diretti verso la fascia alta della montagna.
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Sentiero 618 (GR)

 

Il sentiero CAI 618 – Arcidosso–Anello dell’Amiata è un collegamento escursionistico lineare sul versante occidentale del Monte Amiata, fra Arcidosso e il sentiero CAI 601 che circonda il massiccio. Il percorso misura circa 6,4 km ed è classificato E – Escursionistico, risultando percorribile anche in mountain bike. Nel senso di marcia del tracciato, l’itinerario parte dall’Anello dell’Amiata a circa 1.170 metri e scende verso Arcidosso, terminando intorno ai 660 metri; l’escursione altimetrica è quindi superiore ai 500 metri e caratterizza nettamente l’intero collegamento.

La partenza si trova nella fascia montana dell’Amiata, all’interno dell’estesa copertura forestale che avvolge il cono vulcanico. Dai circa 1.170 metri iniziali il sentiero perde quota con continuità, attraversando dapprima la faggeta, ambiente tipico delle quote superiori. In questo settore la natura geologica della montagna emerge anche nella presenza di rocce e grandi massi trachitici, testimonianza delle antiche attività vulcaniche che hanno formato il massiccio.

Scendendo sotto i 1.000 metri, il percorso continua sul versante rivolto verso Arcidosso e la vegetazione cambia progressivamente. Alla faggeta si sostituiscono sempre più estesamente i castagneti, che rappresentano uno degli elementi storici e paesaggistici più importanti dell’Amiata. La castagna ha costituito per secoli una risorsa essenziale per le comunità della montagna e il territorio conserva ancora seccatoi, vecchi poderi e altre testimonianze delle attività legate alla gestione del bosco.

Il tracciato raggiunge quindi il settore delle Piane, importante punto di raccordo della rete locale. Qui si innestano il sentiero 618C, proveniente da San Lorenzo e dal sentiero 610, e il breve 618V, che collega Bagnoli. La presenza di queste diramazioni evidenzia la funzione del 618 come asse di accesso alla fascia alta dell’Amiata: percorso in salita, consente infatti di passare dalla rete sentieristica attorno ad Arcidosso al grande anello montano CAI 601.

Nella parte finale, seguendo il senso discendente, il sentiero continua fra castagneti e aree rurali verso Arcidosso, con quote ormai comprese fra 700 e 650 metri. Il paesaggio assume progressivamente un carattere più antropizzato, pur restando fortemente legato al bosco. Il territorio comunale possiede una rete di percorsi che mette in comunicazione il capoluogo con Bagnoli, le frazioni e numerosi luoghi del versante amiatino, facendo di Arcidosso uno dei principali punti di accesso escursionistico alla montagna.

Il sentiero 618 è dunque una direttrice di raccordo fra Arcidosso e l’Anello dell’Amiata, caratterizzata da una lunga variazione di quota e soprattutto dal passaggio fra le diverse fasce forestali. Faggete, castagneti e rocce vulcaniche accompagnano un percorso che permette di leggere con continuità il cambiamento del paesaggio dalle pendici abitate alla parte alta del Monte Amiata.

Elementi notevoli

  • Faggeta dell’Amiata: ambiente forestale della parte superiore del percorso, tipico delle quote più elevate del massiccio.
  • Castagneti: elemento dominante alle quote inferiori, legato alla tradizionale economia rurale e forestale delle comunità amiatine.
  • Le Piane: settore di raccordo del sentiero 618 con le diramazioni 618C verso San Lorenzo e 618V verso Bagnoli.
  • Rocce vulcaniche: affioramenti e massi trachitici che testimoniano l’origine vulcanica del Monte Amiata.
  • Monte Amiata: massiccio vulcanico della Toscana meridionale sul cui versante occidentale si sviluppa l’intero itinerario.
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Sentiero 617 (GR)

 

Il sentiero CAI 617 – Castel del Piano–Anello dell’Amiata è un collegamento lineare del versante grossetano del Monte Amiata, che mette in comunicazione Castel del Piano con il sentiero CAI 601 presso Sasso de Falchi. Il percorso misura circa 5,7-5,8 km e, nella direzione rappresentata dal tracciato, viene percorso dall’alto verso il basso: parte dall’innesto con l’Anello dell’Amiata, a circa 1.180 metri, e scende fino alle porte di Castel del Piano, intorno ai 600 metri. La classificazione ufficiale attuale è EE – Escursionisti Esperti; il CAI segnala inoltre il sentiero come in manutenzione e parzialmente fruibile.

La partenza si trova nel settore di Sasso de Falchi, sul fianco nord-occidentale dell’Amiata, dove il 617 incontra il sentiero CAI 601, il grande anello che circonda il cono vulcanico. Dai circa 1.180 metri iniziali il percorso comincia subito a perdere quota, inoltrandosi nella copertura forestale. È la fascia delle faggete amiatine, uno degli ambienti più caratteristici delle quote superiori della montagna, dove ai grandi faggi si associano massi e affioramenti di roccia vulcanica, testimonianza dell’origine geologica del massiccio.

La discesa prosegue con andamento prevalentemente continuo lungo il versante rivolto verso Castel del Piano. Perdendo quota, la composizione del bosco cambia gradualmente e alla faggeta si affiancano sempre più estesamente i castagneti. Il castagno ha avuto per secoli un ruolo fondamentale nell’economia e nell’alimentazione delle comunità dell’Amiata; nei boschi della montagna sono ancora presenti testimonianze delle attività tradizionali legate alla raccolta e all’essiccazione delle castagne, insieme a vecchi poderi e strutture rurali.

Nella parte intermedia il tracciato continua a scendere attraverso il bosco, con alcuni brevi contromovimenti che interrompono la lunga perdita di quota. Nel complesso l’escursione altimetrica è marcata, con quasi 600 metri fra il punto più alto e quello più basso. L’ambiente rimane quello tipico del versante grossetano dell’Amiata, montagna caratterizzata da una notevole ricchezza forestale e dalla presenza di rocce trachitiche, sorgenti e corsi d’acqua alimentati dal grande acquifero vulcanico.

Avvicinandosi a Castel del Piano, il sentiero entra nella fascia dove il castagno assume un ruolo ancora più evidente nel paesaggio. Il paese sorge ai piedi occidentali dell’Amiata ed è storicamente legato alle risorse agricole e forestali della montagna. Il tracciato termina intorno ai 600 metri di quota, sul margine dell’abitato; percorso in senso opposto, il 617 costituisce invece una lunga e sostenuta via di accesso da Castel del Piano all’Anello dell’Amiata.

Il sentiero 617 è dunque una direttrice di collegamento fra il paese e la montagna, caratterizzata soprattutto dalla forte variazione altimetrica e dal passaggio fra differenti fasce forestali. La successione dalle faggete superiori ai castagneti prossimi a Castel del Piano, insieme alle rocce vulcaniche e alle testimonianze delle attività tradizionali, permette di leggere lungo pochi chilometri alcuni dei caratteri più rappresentativi del versante grossetano del Monte Amiata.

Elementi notevoli

  • Sasso de Falchi: settore montano nel quale il 617 si innesta sul sentiero CAI 601, a circa 1.180 metri di quota.
  • Faggete dell’Amiata: ambiente forestale dominante nella parte superiore del percorso, caratteristico delle quote più elevate del massiccio.
  • Castagneti: elemento distintivo delle quote inferiori, strettamente connesso alla storia economica e alla cultura rurale delle comunità amiatine.
  • Rocce vulcaniche: massi e affioramenti trachitici che testimoniano l’origine vulcanica del Monte Amiata e caratterizzano numerosi settori della sua copertura forestale.
  • Castel del Piano: borgo ai piedi del versante occidentale dell’Amiata e punto terminale del percorso nel senso di marcia rappresentato.
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