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Anello di Cella Monte (AL)

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Sentiero 861 (AL)

 
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Sentiero 860a (AL)

 
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Sentiero 860 (AL)

 

Il sentiero 860 – Le Vecchie Fonti appartiene alla rete escursionistica della Provincia di Alessandria e si sviluppa nel settore Alessandria e la pianura. La geometria completa fornita misura circa 13.5 km, con quote comprese fra circa 149 m e 248 m; il dato è coerente con la lunghezza ufficiale di 13.88 km, tenendo conto delle normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La classificazione ufficiale è E. Il percorso è ad anello e attraversa un paesaggio in cui insediamenti, coltivi, boschetti e viabilità minore compongono la trama tipica del territorio alessandrino.

Il percorso prende avvio presso Fubine Monferrato. La prima parte segue l’ordine effettivo della geometria, allontanandosi progressivamente dal punto di partenza lungo strade locali, carrarecce o sentieri campestri. Il profilo altimetrico rimane contenuto ma non uniforme: brevi salite e discese accompagnano il passaggio fra fondovalle e sommità collinari. Questa successione è importante per comprendere il carattere dell’itinerario, che non va letto soltanto attraverso la quota iniziale e quella finale.

Nella parte centrale il sentiero entra nel paesaggio di Alessandria e la pianura e incontra riferimenti territoriali compatibili con la documentazione ufficiale e con lo sviluppo cartografico. Fra gli elementi più significativi figurano Valle della Brina, località Boschetto e vecchie fonti. La progressione alterna spazi aperti e tratti più raccolti, mantenendo un rapporto continuo con la rete agricola e con i nuclei abitati che hanno storicamente organizzato queste colline e la pianura circostante.

La parte finale conduce a Fubine Monferrato e chiude l’anello tornando nell’area di partenza. L’intero sviluppo rimane compreso tra circa 149 e 248 metri di quota. Non viene indicato un dislivello cumulato positivo o negativo: la sola sequenza altimetrica del file, pur utile per definire le quote estreme e l’andamento generale, non offre una base sufficientemente robusta per pubblicare quel dato senza ulteriori controlli sul modello altimetrico.

Il sentiero 860 consente di leggere il territorio attraverso la continuità fra paesaggio rurale, piccoli centri e percorsi tradizionali. Il suo interesse deriva soprattutto dalla successione dei luoghi attraversati e dalla funzione di connessione con la rete escursionistica locale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la documentazione provinciale per eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali del fondo.

Elementi notevoli

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Sentiero 753a (AL)

 
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Sentiero 753 (AL)

 
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Sentiero 752 (AL)

 
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Sentiero 747b (AL)

 
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Sentiero 747a (AL)

 
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Sentiero 747 (AL)

 

Il sentiero 747 – I silenti spazi di Cereseto appartiene alla rete escursionistica della Provincia di Alessandria e si sviluppa nel settore Casale e il Monferrato. La geometria completa fornita misura circa 9.0 km, con quote comprese fra circa 149 m e 264 m; il dato è coerente con la lunghezza ufficiale di 9.15 km, tenendo conto delle normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La classificazione ufficiale è T. Il percorso è ad anello e attraversa un paesaggio in cui insediamenti, coltivi, boschetti e viabilità minore compongono la trama tipica del territorio alessandrino.

Il percorso prende avvio presso area di Cereseto. La prima parte segue l’ordine effettivo della geometria, allontanandosi progressivamente dal punto di partenza lungo strade locali, carrarecce o sentieri campestri. Il profilo altimetrico rimane contenuto ma non uniforme: brevi salite e discese accompagnano il passaggio fra fondovalle e sommità collinari. Questa successione è importante per comprendere il carattere dell’itinerario, che non va letto soltanto attraverso la quota iniziale e quella finale.

Nella parte centrale il sentiero entra nel paesaggio di Casale e il Monferrato e incontra riferimenti territoriali compatibili con la documentazione ufficiale e con lo sviluppo cartografico. Fra gli elementi più significativi figurano colline monferrine, campi coltivati e boschetti. La progressione alterna spazi aperti e tratti più raccolti, mantenendo un rapporto continuo con la rete agricola e con i nuclei abitati che hanno storicamente organizzato queste colline e la pianura circostante.

La parte finale conduce a area di Cereseto e chiude l’anello tornando nell’area di partenza. L’intero sviluppo rimane compreso tra circa 149 e 264 metri di quota. Non viene indicato un dislivello cumulato positivo o negativo: la sola sequenza altimetrica del file, pur utile per definire le quote estreme e l’andamento generale, non offre una base sufficientemente robusta per pubblicare quel dato senza ulteriori controlli sul modello altimetrico.

Il sentiero 747 consente di leggere il territorio attraverso la continuità fra paesaggio rurale, piccoli centri e percorsi tradizionali. Il suo interesse deriva soprattutto dalla successione dei luoghi attraversati e dalla funzione di connessione con la rete escursionistica locale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la documentazione provinciale per eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali del fondo.

Elementi notevoli

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Sentiero 746c (AL)

 
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Sentiero 746b (AL)

 
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Sentiero 746a (AL)

 
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Sentiero 746 (AL)

 
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Sentiero 738a (AL)

 
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Sentiero 738 (AL)

 
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Sentiero 736 (AL)

 

Il sentiero 736 – I campi e i prati intorno a Terruggia appartiene alla rete escursionistica della Provincia di Alessandria e si sviluppa nel settore Casale e il Monferrato. La geometria completa fornita misura circa 9.7 km, con quote comprese fra circa 121 m e 211 m; il dato è coerente con la lunghezza ufficiale di 9.39 km, tenendo conto delle normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La classificazione ufficiale è T. Il percorso è ad anello e attraversa un paesaggio in cui insediamenti, coltivi, boschetti e viabilità minore compongono la trama tipica del territorio alessandrino.

Il percorso prende avvio presso Terruggia. La prima parte segue l’ordine effettivo della geometria, allontanandosi progressivamente dal punto di partenza lungo strade locali, carrarecce o sentieri campestri. Il profilo altimetrico rimane contenuto ma non uniforme: brevi salite e discese accompagnano il passaggio fra fondovalle e sommità collinari. Questa successione è importante per comprendere il carattere dell’itinerario, che non va letto soltanto attraverso la quota iniziale e quella finale.

Nella parte centrale il sentiero entra nel paesaggio di Casale e il Monferrato e incontra riferimenti territoriali compatibili con la documentazione ufficiale e con lo sviluppo cartografico. Fra gli elementi più significativi figurano campi e prati, viabilità rurale e colline del Monferrato. La progressione alterna spazi aperti e tratti più raccolti, mantenendo un rapporto continuo con la rete agricola e con i nuclei abitati che hanno storicamente organizzato queste colline e la pianura circostante.

La parte finale conduce a Terruggia e chiude l’anello tornando nell’area di partenza. L’intero sviluppo rimane compreso tra circa 121 e 211 metri di quota. Non viene indicato un dislivello cumulato positivo o negativo: la sola sequenza altimetrica del file, pur utile per definire le quote estreme e l’andamento generale, non offre una base sufficientemente robusta per pubblicare quel dato senza ulteriori controlli sul modello altimetrico.

Il sentiero 736 consente di leggere il territorio attraverso la continuità fra paesaggio rurale, piccoli centri e percorsi tradizionali. Il suo interesse deriva soprattutto dalla successione dei luoghi attraversati e dalla funzione di connessione con la rete escursionistica locale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la documentazione provinciale per eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali del fondo.

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Sentiero 735 (AL)

 

Il sentiero 735 – I Colli di Conzano appartiene alla rete escursionistica della Provincia di Alessandria e si sviluppa nel settore Casale e il Monferrato. La geometria completa fornita misura circa 6.0 km, con quote comprese fra circa 150 m e 253 m; il dato è coerente con la lunghezza ufficiale di 5.96 km, tenendo conto delle normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La classificazione ufficiale è T. Il percorso è ad anello e attraversa un paesaggio in cui insediamenti, coltivi, boschetti e viabilità minore compongono la trama tipica del territorio alessandrino.

Il percorso prende avvio presso Conzano. La prima parte segue l’ordine effettivo della geometria, allontanandosi progressivamente dal punto di partenza lungo strade locali, carrarecce o sentieri campestri. Il profilo altimetrico rimane contenuto ma non uniforme: brevi salite e discese accompagnano il passaggio fra fondovalle e sommità collinari. Questa successione è importante per comprendere il carattere dell’itinerario, che non va letto soltanto attraverso la quota iniziale e quella finale.

Nella parte centrale il sentiero entra nel paesaggio di Casale e il Monferrato e incontra riferimenti territoriali compatibili con la documentazione ufficiale e con lo sviluppo cartografico. Fra gli elementi più significativi figurano chiesetta di San Rocco, Cascina Borghina e Valle Grana. La progressione alterna spazi aperti e tratti più raccolti, mantenendo un rapporto continuo con la rete agricola e con i nuclei abitati che hanno storicamente organizzato queste colline e la pianura circostante.

La parte finale conduce a Conzano e chiude l’anello tornando nell’area di partenza. L’intero sviluppo rimane compreso tra circa 150 e 253 metri di quota. Non viene indicato un dislivello cumulato positivo o negativo: la sola sequenza altimetrica del file, pur utile per definire le quote estreme e l’andamento generale, non offre una base sufficientemente robusta per pubblicare quel dato senza ulteriori controlli sul modello altimetrico.

Il sentiero 735 consente di leggere il territorio attraverso la continuità fra paesaggio rurale, piccoli centri e percorsi tradizionali. Il suo interesse deriva soprattutto dalla successione dei luoghi attraversati e dalla funzione di connessione con la rete escursionistica locale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la documentazione provinciale per eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali del fondo.

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Sentiero 732 (AL)

 

Il sentiero 732 – Vignale – San Lorenzo appartiene alla rete escursionistica della Provincia di Alessandria e si sviluppa nel settore Casale e il Monferrato. La geometria completa fornita misura circa 10.1 km, con quote comprese fra circa 150 m e 300 m; il dato è coerente con la lunghezza ufficiale di 9.61 km, tenendo conto delle normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La classificazione ufficiale è T. Il percorso è lineare e attraversa un paesaggio in cui insediamenti, coltivi, boschetti e viabilità minore compongono la trama tipica del territorio alessandrino.

Il percorso prende avvio presso Vignale Monferrato. La prima parte segue l’ordine effettivo della geometria, allontanandosi progressivamente dal punto di partenza lungo strade locali, carrarecce o sentieri campestri. Il profilo altimetrico rimane contenuto ma non uniforme: brevi salite e discese accompagnano il passaggio fra fondovalle e sommità collinari. Questa successione è importante per comprendere il carattere dell’itinerario, che non va letto soltanto attraverso la quota iniziale e quella finale.

Nella parte centrale il sentiero entra nel paesaggio di Casale e il Monferrato e incontra riferimenti territoriali compatibili con la documentazione ufficiale e con lo sviluppo cartografico. Fra gli elementi più significativi figurano Vignale Monferrato, Cascine Merli e Interzenga e vigneti e campi coltivati. La progressione alterna spazi aperti e tratti più raccolti, mantenendo un rapporto continuo con la rete agricola e con i nuclei abitati che hanno storicamente organizzato queste colline e la pianura circostante.

La parte finale conduce a San Lorenzo, completando il collegamento indicato dalla rete ufficiale. L’intero sviluppo rimane compreso tra circa 150 e 300 metri di quota. Non viene indicato un dislivello cumulato positivo o negativo: la sola sequenza altimetrica del file, pur utile per definire le quote estreme e l’andamento generale, non offre una base sufficientemente robusta per pubblicare quel dato senza ulteriori controlli sul modello altimetrico.

Il sentiero 732 consente di leggere il territorio attraverso la continuità fra paesaggio rurale, piccoli centri e percorsi tradizionali. Il suo interesse deriva soprattutto dalla successione dei luoghi attraversati e dalla funzione di connessione con la rete escursionistica locale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la documentazione provinciale per eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali del fondo.

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Sentiero 731c (AL)

 
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Sentiero 731b (AL)

 
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Sentiero 731a (AL)

 
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Sentiero 731 (AL)

 
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Sentiero 729 (AL)

 
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Sentiero 728 (AL)

 
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Sentiero 727c (AL)

 

Il Sentiero 727C è un raccordo lineare di circa 3,1 km, classificato E, che collega il sistema del Sentiero 727 nell’area di Camagna Monferrato con il Sentiero 732 presso Cascina Patrucco, nel territorio di Vignale Monferrato. Il tracciato si mantiene sulle colline, con quote comprese indicativamente fra 190 e 260 m.

Dal bivio con il Sentiero 727 il percorso si dirige nel paesaggio rurale a sud-est di Camagna. La prima parte guadagna quota con gradualità, seguendo la morfologia dei rilievi e attraversando un ambiente dominato da strade minori, coltivi e nuclei cascinali.

Nella parte centrale il raccordo raggiunge le quote più elevate e prosegue lungo il sistema collinare che separa Camagna dal territorio di Vignale Monferrato. Lo sviluppo è breve ma funzionalmente importante: il 727C crea infatti una connessione trasversale tra due itinerari numerati della rete locale, evitando di essere un semplice ramo senza uscita.

Il tratto conclusivo scende verso l’area di Cascina Patrucco, dove avviene l’innesto con il Sentiero 732. La funzione del percorso è quindi quella di bretella tra il 727 e la rete di Vignale, inserita in un territorio caratterizzato dalla continuità del paesaggio agricolo collinare monferrino.

Elementi notevoli

  • Camagna Monferrato
  • Colline tra Camagna e Vignale Monferrato
  • Paesaggio rurale del Monferrato
  • Cascina Patrucco
  • Collegamento tra Sentiero 727 e Sentiero 732
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Sentiero 727b (AL)

 

Il Sentiero 727B è un breve raccordo lineare della rete escursionistica monferrina, lungo circa 1,9 km e classificato E. Si sviluppa nel settore collinare di Camagna Monferrato, collegando due punti del Sentiero 727 e raggiungendo l’area di Cascina Bernardi. Le quote si mantengono indicativamente fra 135 e 210 m.

Dal primo bivio con il Sentiero 727 il raccordo prende quota nel paesaggio agricolo di Camagna, seguendo la trama della viabilità rurale. Lo sviluppo contenuto non elimina una certa articolazione altimetrica: il percorso attraversa infatti il fianco delle colline, con brevi variazioni di pendenza tra coltivi e nuclei cascinali.

La progressione conduce verso Cascina Bernardi, riferimento territoriale dell’estremità opposta. Qui il 727B torna a collegarsi alla rete del 727, formando una bretella utilizzabile per variare il passaggio nel settore di Camagna senza trasformarsi in un itinerario indipendente.

Per dimensioni e configurazione il 727B svolge soprattutto una funzione di connessione locale. Il suo interesse è legato alla continuità della rete escursionistica e alla lettura ravvicinata del paesaggio rurale del Monferrato, dove strade poderali, cascine e versanti coltivati definiscono ancora la struttura del territorio.

Elementi notevoli

  • Camagna Monferrato
  • Cascina Bernardi
  • Paesaggio collinare monferrino
  • Viabilità rurale
  • Innesti con il Sentiero 727
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Sentiero 727a (AL)

 

Il Sentiero 727A è una variante lineare della rete escursionistica del Monferrato, sviluppata per circa 4,0 km nel territorio di Frassinello Monferrato. Il percorso collega due distinti innesti con il sentiero 727, tra Cascina Foresti e Cascina Nuova, mantenendosi in un ambiente collinare rurale compreso indicativamente tra 150 e 250 m di quota.

Dall’innesto presso Cascina Foresti la variante si allontana dal tracciato principale e attraversa il mosaico agricolo delle colline frassinellesi. L’andamento è articolato, con successioni di brevi salite e discese che spiegano una variazione altimetrica maggiore rispetto alla modesta differenza di quota tra i due estremi.

La parte centrale percorre viabilità minore e collegamenti campestri, inserendosi nel sistema di dorsali e piccoli impluvi tipico di questo settore del Monferrato. Non si tratta quindi di un itinerario autonomo diretto a un centro abitato, ma di una vera variante funzionale al Sentiero 727, utile a costruire combinazioni diverse all’interno della rete locale.

Il tratto finale converge nuovamente sul 727 presso Cascina Nuova, nell’area attraversata dall’itinerario principale diretto verso il settore di Frassinello e, più oltre, verso Crea. La configurazione lineare e i due innesti sul medesimo sentiero rendono chiara la funzione di deviazione e ricongiungimento del 727A.

Elementi notevoli

  • Cascina Foresti
  • Colline di Frassinello Monferrato
  • Paesaggio rurale del Monferrato
  • Cascina Nuova
  • Innesti con il Sentiero 727
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Sentiero 727 (AL)

 

Il Sentiero 727 – Pieve di San Giovanni–Santuario di Crea è un itinerario lineare di circa 25,9 km nel Monferrato casalese, classificato E (escursionistico). Si sviluppa dalle basse quote del Torrente Grana, presso la Pieve di San Giovanni, fino ai circa 390 m del Sacro Monte di Crea. Il percorso alterna strade campestri, carrarecce, brevi tratti asfaltati e sentieri, collegando il settore di Mirabello con le colline di Conzano, Camagna, Frassinello, Ottiglio e Serralunga di Crea.

La partenza è presso il ponticello sul Torrente Grana, oltre la Pieve di San Giovanni. Il sentiero segue inizialmente il fondovalle tra le alture di Lu e Conzano, procedendo su sterrato e strade inghiaiate. Dopo l’attraversamento della viabilità provinciale risale verso l’area di Camagna Monferrato, dove il paesaggio aperto delle colline coltivate introduce alla parte centrale dell’itinerario.

Proseguendo verso Frassinello Monferrato, il percorso passa nei pressi del Castello di Lignano e di Cascina Nuova, quindi torna su carrarecce e strade rurali dirette alle Cascine Bellero. Più avanti entra nella Valle dei Frati, per un tratto in comune con il sentiero 746, prima di separarsene e risalire verso l’area di Ottiglio. Questa successione di fondovalle e dorsali rende leggibile la struttura del paesaggio monferrino, scandita da coltivi, nuclei rurali e lembi boscati.

Superate Cascina Spinosa Alta e Cascina Spinosa Bassa, l’itinerario raggiunge il settore di Salabue, attraversa un impluvio e continua verso Forneglio. L’ultima parte cambia progressivamente carattere: dalle strade rurali si passa al sentiero a gradoni che sale sul colle di Crea, fino al piazzale del Santuario di Crea, punto terminale del percorso e fulcro del complesso del Sacro Monte.

Il 727 costituisce inoltre una parte del Sentiero Alessandro Davite: insieme al sentiero 602 realizza un collegamento escursionistico più ampio tra il Santuario della Madonna del Pozzo e Crea. La sua funzione è quindi sia territoriale, perché attraversa una lunga sezione del Monferrato, sia di raccordo tra luoghi devozionali e rete sentieristica locale.

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Sentiero 725 (AL)

 
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Sentiero 713a (AL)

 
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Sentiero 713 (AL)

 
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Sentiero 618 (AL)

 

Il sentiero 618 – Pieve di San Giovanni – Mirabello è un itinerario lineare del settore Valle Grana e Mirabello Monferrato. La geometria completa disponibile sviluppa circa 7.0 km, con quote comprese indicativamente fra 122 m e 230 m; il confronto con il catasto escursionistico provinciale, che indica 7.00 km, risulta compatibile con la rappresentazione cartografica. La difficoltà ufficiale è T. Si tratta di ramo panoramico dell’itinerario Mira il Bello, complementare al sentiero 614.

Il percorso prende avvio presso Pieve di San Giovanni in Mediliano. La prima parte segue la successione reale dei punti della geometria e si inserisce nella viabilità minore del territorio, alternando strade locali, carrarecce e tratti di sentiero secondo il contesto. Il profilo altimetrico non è ridotto al semplice confronto fra quota iniziale e finale: le oscillazioni distribuite lungo l’intero sviluppo restituiscono infatti meglio il carattere dell’itinerario e il rapporto con versanti, impluvi e dorsali.

Nella parte centrale il sentiero attraversa i luoghi che ne definiscono l’identità territoriale. Fra i riferimenti verificati figurano torrente Grana, Colle Firata, campagne di Mirabello. La progressione mette in relazione paesaggio naturale e segni dell’uso storico del territorio: boschi e aree aperte si alternano a coltivi, nuclei rurali, corsi d’acqua o punti di crinale, senza introdurre elementi estranei allo sviluppo effettivo del percorso.

La parte finale conduce a Mirabello Monferrato. Qui l’itinerario raggiunge il proprio riferimento terminale oppure, nel caso degli anelli, torna nell’area di partenza, collegandosi alla viabilità e agli altri sentieri della rete locale. Le quote minima e massima sono state ricavate considerando l’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello positivo o negativo cumulato quando la sola sequenza altimetrica non consente di determinarlo con affidabilità editoriale.

Il sentiero 618 conserva soprattutto una funzione di lettura e collegamento del paesaggio di Valle Grana e Mirabello Monferrato: la successione dei luoghi permette di comprendere la struttura del territorio oltre il singolo punto panoramico o monumentale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la scheda provinciale per eventuali aggiornamenti su segnaletica, manutenzione e condizioni dei tratti più esposti all’erosione o all’acqua.

Elementi notevoli

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Sentiero 614a (AL)

 
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Sentiero 614 (AL)

 

Il sentiero 614 – Mirabello – Pieve di San Giovanni è un itinerario lineare del settore Mirabello Monferrato e Valle Grana. La geometria completa disponibile sviluppa circa 3.5 km, con quote comprese indicativamente fra 118 m e 136 m; il confronto con il catasto escursionistico provinciale, che indica 3.57 km, risulta compatibile con la rappresentazione cartografica. La difficoltà ufficiale è T. Si tratta di ramo dell’itinerario Mira il Bello, che con il 618 forma un anello di circa dieci chilometri.

Il percorso prende avvio presso Mirabello Monferrato. La prima parte segue la successione reale dei punti della geometria e si inserisce nella viabilità minore del territorio, alternando strade locali, carrarecce e tratti di sentiero secondo il contesto. Il profilo altimetrico non è ridotto al semplice confronto fra quota iniziale e finale: le oscillazioni distribuite lungo l’intero sviluppo restituiscono infatti meglio il carattere dell’itinerario e il rapporto con versanti, impluvi e dorsali.

Nella parte centrale il sentiero attraversa i luoghi che ne definiscono l’identità territoriale. Fra i riferimenti verificati figurano chiesetta della Madonna della Neve, campi della Valle Grana, Pieve di San Giovanni in Mediliano. La progressione mette in relazione paesaggio naturale e segni dell’uso storico del territorio: boschi e aree aperte si alternano a coltivi, nuclei rurali, corsi d’acqua o punti di crinale, senza introdurre elementi estranei allo sviluppo effettivo del percorso.

La parte finale conduce a Pieve di San Giovanni in Mediliano. Qui l’itinerario raggiunge il proprio riferimento terminale oppure, nel caso degli anelli, torna nell’area di partenza, collegandosi alla viabilità e agli altri sentieri della rete locale. Le quote minima e massima sono state ricavate considerando l’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello positivo o negativo cumulato quando la sola sequenza altimetrica non consente di determinarlo con affidabilità editoriale.

Il sentiero 614 conserva soprattutto una funzione di lettura e collegamento del paesaggio di Mirabello Monferrato e Valle Grana: la successione dei luoghi permette di comprendere la struttura del territorio oltre il singolo punto panoramico o monumentale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la scheda provinciale per eventuali aggiornamenti su segnaletica, manutenzione e condizioni dei tratti più esposti all’erosione o all’acqua.

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Sentiero 513a (AL)

 
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Sentiero 504 (AL)

 
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Sentiero 515 (AT)

 
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Sentiero 513a (AT)

 
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Sentiero 513 (AT)

 

Il Sentiero 513 è un itinerario turistico di circa 10,74 km che attraversa il Monferrato astigiano fino al centro di Viarigi. Il percorso si mantiene su quote modeste, indicativamente fra 150 e 228 metri, e collega un bivio con il Sentiero 507 in località San Giovanni al nodo formato dai sentieri 505 e 513 nel paese di Viarigi.

Dalla zona di San Giovanni l’itinerario si sviluppa attraverso la campagna collinare, alternando tratti su dorsali basse e passaggi nelle aree più depresse fra un rilievo e l’altro. La classificazione T indica un tracciato di carattere turistico, ma la distanza superiore ai dieci chilometri richiede comunque una percorrenza continuativa e una buona gestione dei tempi.

La parte centrale è soprattutto paesaggistica: il sentiero attraversa un territorio agricolo in cui vigneti, seminativi e piccoli nuclei rurali compongono il disegno tipico del Monferrato. Le quote contenute non producono grandi dislivelli, ma i frequenti cambi di pendenza seguono fedelmente la morfologia ondulata delle colline astigiane.

Nel tratto finale il percorso converge verso Viarigi, borgo posto in posizione dominante sul territorio circostante. L’arrivo nel centro paese è anche un punto di interscambio escursionistico, perché qui il 513 incontra il Sentiero 505. Questa connessione permette di proseguire verso altri comuni del settore e conferma il ruolo del 513 come asse di attraversamento della rete locale.

La lunghezza e la configurazione lineare rendono il Sentiero 513 adatto soprattutto a chi vuole collegare più località a piedi, seguendo un tracciato che privilegia la continuità territoriale rispetto alla ricerca di una singola meta. L’interesse principale è la successione di paesaggi rurali e la progressiva entrata nel sistema collinare di Viarigi.

Elementi notevoli

  • San Giovanni, località di partenza presso l’innesto con il Sentiero 507.
  • Paesaggio rurale del Monferrato astigiano, caratterizzato da coltivi, vigneti e dorsali basse.
  • Viarigi, centro di arrivo dell’itinerario.
  • Sentiero 507, collegamento della rete all’estremo iniziale.
  • Sentiero 505, itinerario che si incontra nel centro di Viarigi.
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Sentiero 512_1 (AT)

 
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Sentiero 510a (AT)

 
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Sentiero 510 (AT)

 

Il Sentiero 510 collega Grana Monferrato a Casorzo con uno sviluppo di circa 5,14 km. È classificato E e si mantiene a quote collinari, indicativamente fra 180 e 256 metri. Il percorso unisce il Sentiero 502 al 505 e costituisce un collegamento diretto fra due settori della rete escursionistica del Basso Monferrato.

Dalla zona di Grana il sentiero lascia progressivamente l’abitato e segue la campagna in direzione nord-orientale. L’ambiente è caratterizzato da coltivi, vigneti e modeste dorsali, con brevi tratti nei fondovalle che separano i rilievi su cui sorgono i paesi. La distanza contenuta rende l’itinerario adatto a una mezza giornata, ma la classificazione escursionistica suggerisce comunque un percorso più articolato di una semplice passeggiata urbana.

Il tratto centrale attraversa un paesaggio rurale continuo, nel quale la rete dei sentieri segue strade poderali e collegamenti storici fra i centri del Monferrato. L’assenza di grandi variazioni altimetriche lascia spazio alla lettura del territorio: filari, campi e profili dei borghi sulle colline costituiscono gli elementi dominanti della percorrenza.

Avvicinandosi a Casorzo, il sentiero recupera il sistema di collegamenti del settore orientale e raggiunge l’innesto con il 505. Casorzo è noto per un paesaggio agricolo fortemente segnato dalla viticoltura e rappresenta un nodo utile per proseguire verso altri itinerari della rete locale.

Il 510 svolge quindi una funzione chiara: mettere in comunicazione Grana e Casorzo senza ricorrere alle direttrici stradali principali, mantenendo il cammino dentro il paesaggio collinare. La sua lunghezza intermedia permette inoltre di combinarlo facilmente con i sentieri 502 e 505 in percorsi più estesi.

Elementi notevoli

  • Grana Monferrato, punto di partenza dell’itinerario.
  • Colline agricole del Monferrato, ambiente prevalente del percorso.
  • Casorzo, centro verso cui converge il tratto finale.
  • Sentiero 502, collegamento della rete sul lato di Grana.
  • Sentiero 505, direttrice raggiunta presso Casorzo.
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Sentiero 506a (AT)

 
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Sentiero 505c (AT)

 
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Sentiero 505b (AT)

 
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Sentiero 502a (AT)

 

Il Sentiero 502A è un raccordo turistico di circa 2,36 km fra il territorio di Viarigi e quello di Montemagno Monferrato. Lo sviluppo altimetrico è molto contenuto, indicativamente fra 167 e 179 metri, e la classificazione T rispecchia il carattere di collegamento collinare. Il percorso mette in comunicazione il sentiero 505 con il 502, due assi della rete escursionistica del Monferrato astigiano.

La partenza si trova nel settore di Viarigi, a un bivio della rete locale. Da qui il sentiero procede attraverso la fascia agricola compresa fra i due comuni, in un paesaggio dove la viabilità secondaria segue le forme morbide delle colline e dei fondovalle. La quota quasi costante rende il percorso più interessante come raccordo territoriale che come itinerario caratterizzato da un vero sviluppo in salita.

Avvicinandosi a Montemagno Monferrato, l’itinerario entra nel sistema di colline che circonda il borgo e il suo castello. Il Comune descrive questo paesaggio attraverso propri itinerari pedonali, dai quali si aprono vedute verso Viarigi, Grana Monferrato, Casorzo e il Sacro Monte di Crea: un quadro territoriale che restituisce bene la natura aperta e agricola del settore attraversato dal 502A.

Il percorso termina al bivio con il Sentiero 502, consentendo di proseguire lungo la rete principale verso gli altri centri del Monferrato. Proprio la funzione di connessione è l’elemento distintivo del 502A: non un itinerario isolato, ma un breve segmento utile a costruire traversate più ampie fra paesi, vigneti e strade bianche della provincia di Asti.

Per lunghezza e dislivello il raccordo è adatto a essere letto insieme ai sentieri cui si collega. La presenza di due centri storici vicini, Viarigi e Montemagno Monferrato, permette inoltre di inserirlo in escursioni più articolate dedicate al paesaggio rurale e ai borghi del Basso Monferrato.

Elementi notevoli

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Sentiero 502 (AT)

 
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