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Cammino Materano Via Ellenica Terra Delle Gravine

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Geotouristic Paths (TA)

Il percorso Geotouristic Paths è un itinerario di circa 10,2 km che si sviluppa nel territorio di Laterza, lungo il margine e nell’immediato entroterra della spettacolare Gravina di Laterza. Il tracciato interessa il settore dell’Oasi LIPU Gravina di Laterza, compreso nel Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, seguendo un articolato andamento tra altopiano, vegetazione mediterranea e affacci sulla profonda incisione carsica. Le quote restano contenute, indicativamente fra 303 e 349 metri, ma il continuo susseguirsi di leggere discese e risalite rende il profilo più mosso di quanto suggerisca la modesta escursione altimetrica.

Il percorso prende avvio alle coordinate 40.623684 N, 16.793149 E, a circa 319 metri di quota, sul pianoro a sud dell’abitato di Laterza. Nella prima parte procede verso est e sud-est, avvicinandosi progressivamente al sistema della gravina. È proprio il contrasto tra la superficie relativamente regolare dell’altopiano murgiano e la profonda incisione sottostante a caratterizzare questo paesaggio: le gravine sono gole modellate nelle rocce calcaree dall’azione erosiva delle acque e costituiscono uno degli elementi geomorfologici più rappresentativi dell’arco ionico tarantino.

Raggiunto il settore dell’Oasi LIPU, l’itinerario compie numerosi cambi di direzione seguendo la morfologia accidentata del margine della Gravina di Laterza. La gola presenta pareti ripide, in alcuni tratti quasi verticali, cavità e affioramenti di roccia nuda alternati a macchia mediterranea e formazioni boschive. L’Oasi tutela circa 800 ettari ed è inserita nel Parco regionale dal 2005; lungo i suoi sentieri sono presenti anche nuclei di leccio, mentre gli ambienti rupestri costituiscono habitat di particolare importanza per numerose specie di uccelli.

Il valore dell’itinerario è quindi soprattutto geologico e naturalistico. La gravina permette di osservare direttamente gli effetti dell’erosione sul substrato calcareo delle Murge e, nello stesso tempo, offre ambienti molto diversificati in uno spazio relativamente ristretto. Le pareti rocciose rappresentano un habitat prezioso per rapaci e altre specie rupicole: tra quelle documentate nell’Oasi figurano capovaccaio, falco pellegrino, lanario, grillaio e gufo reale. Sono inoltre presenti habitat di interesse comunitario legati alle pareti calcaree, alla pseudosteppa, ai querceti e alla vegetazione mediterranea.

Dopo essersi spinto fino alla porzione meridionale del tracciato, intorno ai 40.5983 N, il percorso torna verso nord con un andamento sinuoso, mantenendosi sul sistema di sentieri che accompagna la gravina. L’ultima parte recupera gradualmente quota e termina alle coordinate 40.616873 N, 16.809730 E, a circa 334 metri. Il punto finale è distinto da quello di partenza: si tratta dunque di una traversata articolata, non di un anello chiuso. Nel complesso l’itinerario consente di leggere da vicino uno dei paesaggi carsici più significativi della Puglia ionica, unendo osservazione geologica, ambienti rupestri e biodiversità protetta.

Elementi notevoli

  • Oasi LIPU Gravina di Laterza: area di circa 800 ettari istituita per la tutela della gravina e della sua rilevante biodiversità, attraversata dal sistema di sentieri naturalistici.
  • Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine: area protetta che comprende la Gravina di Laterza e tutela il caratteristico sistema di canyon e incisioni carsiche dell’arco ionico.
  • Gravina di Laterza: grande incisione nella piattaforma calcarea murgiana, caratterizzata da pareti ripide, ambienti rupestri e profonde forme erosive.
  • Paesaggio carsico: elemento dominante dell’itinerario, leggibile nel rapporto fra pianoro calcareo, incisioni, pareti rocciose e forme prodotte dall’erosione.
  • Habitat rupestri: le pareti della gravina offrono condizioni particolari per flora specializzata e numerose specie di uccelli, comprese diverse specie di rapaci.
  • Macchia e boschi mediterranei: la vegetazione naturale accompagna i tratti più incisi della gravina, con presenza documentata nell’Oasi di leccete e altri habitat di interesse comunitario.
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Sentiero 432 (TA)

 

Il sentiero CAI 432, denominato Sentiero Torrente Dimenticato, è un percorso escursionistico lineare di circa 3,8 km nel territorio di Castellaneta, all’interno del sistema paesaggistico del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine. Segnalato con la tradizionale bandierina bianco-rossa CAI e il numero 432, il tracciato procede prevalentemente verso nord, risalendo dalla fascia più bassa della campagna castellanetana in direzione di Montecamplo. L’itinerario guadagna complessivamente circa 150 metri e termina all’intersezione con il sentiero CAI 430 del Capraro.

Il percorso prende avvio alle coordinate 40.583858 N, 16.875907 E, a circa 97 metri di quota. Da qui segue una lunga risalita, inizialmente moderata, attraverso un territorio solcato da lame e piccole incisioni erosive. Il nome Torrente Dimenticato è legato al sentiero realizzato e tracciato nell’area di Montecamplo nell’ambito di un progetto degli Amici delle Gravine di Castellaneta: l’iniziativa coinvolse anche studenti locali nella conoscenza della vegetazione e nella realizzazione della segnaletica secondo i criteri del Club Alpino Italiano.

Procedendo verso nord, la salita diventa progressivamente più evidente e il sentiero supera prima i 150 e poi i 200 metri di quota. L’ambiente appartiene al complesso sistema delle gravine di Montecamplo, dove il pianoro calcareo è inciso da solchi erosivi che raccolgono temporaneamente le acque meteoriche. Le gravine e le lame rappresentano infatti una delle forme carsiche più caratteristiche del territorio di Castellaneta: i loro alvei sono normalmente asciutti e tornano a convogliare acqua soprattutto in occasione delle precipitazioni più intense.

Avvicinandosi a Montecamplo, il paesaggio assume un carattere più marcatamente naturale. Il Comune di Castellaneta segnala nell’area boschi e macchia con fragno, roverella, leccio, quercia spinosa e pino d’Aleppo, accanto a lentisco e fillirea. La particolare alternanza tra superfici murgiane e profonde incisioni favorisce una notevole varietà ambientale. Montecamplo riveste inoltre interesse archeologico: sul colle e nelle sue immediate vicinanze sono state documentate frequentazioni umane dalla preistoria, con reperti paleolitici, testimonianze dell’Età del Bronzo e successive presenze di età iapigia.

Nell’ultima parte la risalita conduce rapidamente verso la fascia dei 250 metri. Il sentiero termina alle coordinate 40.606542 N, 16.873747 E, a circa 261 metri di quota, presso il collegamento con il sentiero CAI 430 del Capraro. Quest’ultimo attraversa il settore di Montecamplo nelle vicinanze delle gravine di San Nicola e della Vernata e permette di proseguire nella rete escursionistica dell’area. Il sentiero 432 costituisce così un breve ma continuo itinerario di raccordo, caratterizzato soprattutto dalla progressiva risalita verso Montecamplo e dall’immersione nel paesaggio carsico e vegetazionale delle gravine castellanetane.

Elementi notevoli

  • Sentiero Torrente Dimenticato: percorso nato nell’ambito di iniziative locali dedicate alla conoscenza e alla cura della rete sentieristica di Montecamplo.
  • Gravine e lame: incisioni erosive del substrato calcareo che caratterizzano il territorio attraversato e convogliano le acque soprattutto dopo precipitazioni intense.
  • Montecamplo: area naturalistica e archeologica di Castellaneta verso la quale risale il sentiero, caratterizzata da boschi, macchia mediterranea e numerose incisioni carsiche.
  • Vegetazione di Montecamplo: comprende fragno, roverella, leccio, quercia spinosa e pino d’Aleppo, insieme alle specie tipiche della macchia mediterranea.
  • Testimonianze archeologiche di Montecamplo: nell’area sono documentati reperti dalla preistoria all’Età del Bronzo e testimonianze della successiva frequentazione iapigia.
  • Sentiero CAI 430 del Capraro: itinerario della rete CAI di Montecamplo con il quale il sentiero 432 si raccorda alla propria estremità settentrionale.
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Sentiero 431 (TA)

 

Il sentiero CAI 431, denominato Sentiero Donato Boscia, è un breve itinerario lineare di circa 1,5 km nella zona di Montecamplo, nell’agro di Castellaneta. Il percorso appartiene alla rete escursionistica curata dal Club Alpino Italiano e collega la zona del Casone con la Grotta del Brigante, attraversando uno dei settori naturalisticamente più interessanti del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine. Nel senso di marcia il tracciato è quasi interamente in discesa, passando da circa 298 a 169 metri di quota.

Il sentiero parte alle coordinate 40.616314 N, 16.876349 E, nella contrada Montecamplo, presso il Casone. Da qui si dirige inizialmente verso sud-est, perdendo quota con continuità. La discesa attraversa il paesaggio boschivo e mediterraneo di Montecamplo, area nella quale la superficie calcarea è profondamente articolata da lame e gravine. Il tracciato inaugurato nel 2017 fu realizzato con la partecipazione degli Amici delle Gravine di Castellaneta e della sezione CAI di Gioia del Colle, che porta anch’essa il nome di Donato Boscia.

Proseguendo, il percorso entra nel sistema delle gravine di Pentimelle e San Nicola. La documentazione del CAI colloca il sentiero 431 in particolare lungo la Gravina di Pentimelle, mentre l’area circostante è caratterizzata da bosco, macchia mediterranea e profonde incisioni erosive. L’andamento altimetrico rispecchia questa morfologia: dai quasi 300 metri iniziali il sentiero scende progressivamente sotto i 250 e poi i 200 metri, con alcuni brevi tratti più irregolari ma senza vere risalite.

Il nome del percorso ricorda Donato Boscia, giovane originario di Gioia del Colle, appassionato di speleologia e tra i fondatori del locale gruppo speleologico e della sezione CAI, ucciso dalla mafia in Sicilia nel 1988. L’intitolazione lega quindi il sentiero non soltanto alla fruizione naturalistica di Montecamplo, ma anche alla memoria di una figura impegnata nell’esplorazione e nella conoscenza dell’ambiente.

Nell’ultimo tratto il sentiero raggiunge uno degli elementi più caratteristici dell’itinerario, la Grotta del Brigante, indicata come destinazione del percorso. La cavità naturale è legata alla memoria del brigantaggio postunitario e le fonti locali ricordano il suo utilizzo come rifugio. Dalla zona della grotta si apre inoltre un ampio panorama che, nelle condizioni favorevoli, spazia dalla Murgia verso il Golfo di Taranto. Il tracciato termina alle coordinate 40.606850 N, 16.885713 E, a circa 169 metri di quota: nel complesso il sentiero 431 è quindi una breve traversata in discesa che unisce bosco, paesaggio carsico, memoria storica e affacci panoramici nel cuore delle gravine castellanetane.

Elementi notevoli

  • Montecamplo: area naturalistica dell’agro di Castellaneta, caratterizzata da boschi, macchia mediterranea e incisioni carsiche.
  • Donato Boscia: figura alla quale è intitolato il sentiero, tra i fondatori del Gruppo Speleologico Gioiese e della locale sezione del Club Alpino Italiano, vittima della mafia.
  • Gravina di Pentimelle: incisione naturale lambita dal sentiero nel settore meridionale di Montecamplo.
  • Gravina di San Nicola: una delle gravine che caratterizzano il sistema carsico e naturalistico attraversato dalla rete sentieristica di Montecamplo.
  • Grotta del Brigante: cavità naturale posta alla destinazione del percorso, ricordata dalla tradizione locale come rifugio durante il periodo del brigantaggio.
  • Panorama sul Golfo di Taranto: dalla parte finale dell’itinerario si apre la visuale dal paesaggio murgiano verso la costa ionica e il Golfo di Taranto.
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Sentiero 430 (TA)

 

Il sentiero CAI 430, denominato Sentiero del Capraro, è un itinerario lineare di circa 5,2 km nell’agro di Castellaneta, all’interno del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine. Collega il settore di Masseria Giacoia con la località Montecamplo, presso il Casone, seguendo una successione di sentieri e tracciati rurali nelle vicinanze delle gravine della Vernata e di San Nicola. Nel senso di marcia il percorso è prevalentemente in salita: dai circa 112 metri iniziali raggiunge il pianoro di Montecamplo intorno ai 300 metri, con un dislivello positivo indicato in circa 190 metri.

Il sentiero parte alle coordinate 40.584179 N, 16.874532 E, nei pressi di Masseria Giacoia. Il nome dell’itinerario richiama Antonio Lo Caso, detto “il Crapariello” o “U’Craparijd”, giovane lucano che giunse nel territorio castellanetano nel 1862 lavorando come pastore e fu successivamente coinvolto nelle vicende del brigantaggio postunitario. Catturato nel 1863, venne fucilato a Castellaneta. La figura del capraro lega così il percorso alla storia sociale e politica che interessò le campagne meridionali nei primi anni successivi all’Unità d’Italia.

La prima parte è anche quella altimetricamente più decisa: il sentiero risale rapidamente dalle quote inferiori, supera i 150 e quindi i 200 metri e raggiunge la fascia dei 250 metri. Il tracciato entra nel paesaggio carsico delle gravine di Montecamplo, procedendo nelle vicinanze della Gravina della Vernata e della Gravina di San Nicola. Qui il territorio alterna bosco e macchia mediterranea a piccole superfici agricole, mentre incisioni e scarpate testimoniano l’azione erosiva delle acque sul substrato calcareo.

Raggiunta la quota di circa 260 metri, l’andamento diventa più dolce e articolato. Il sentiero continua verso nord attraverso il sistema di tratturi e vecchi percorsi rurali di Montecamplo, mantenendosi per un lungo tratto tra 250 e 270 metri. L’area possiede anche un rilevante interesse archeologico: sul colle di Montecamplo sono documentate frequentazioni dalla preistoria, con reperti paleolitici e dell’Età del Bronzo, seguite dalla presenza degli Iapigi durante l’Età del Ferro. Grotte e gravine offrirono inoltre riparo ai briganti nell’Ottocento, rafforzando il legame fra morfologia del territorio e vicende storiche locali.

Nell’ultima parte il percorso torna a salire e raggiunge il margine superiore del pianoro, toccando quote di poco superiori ai 300 metri prima di terminare alle coordinate 40.616314 N, 16.876349 E, presso il Casone di Montecamplo, a circa 298 metri. Il sentiero 430 costituisce quindi una traversata fra la fascia delle gravine e l’altopiano, particolarmente rappresentativa del territorio castellanetano: alla continuità della salita si affiancano ambienti di macchia e bosco, forme carsiche, antica viabilità rurale e memorie del brigantaggio.

Elementi notevoli

  • Masseria Giacoia: complesso rurale storico presso il settore iniziale del percorso, legato alla tradizionale organizzazione agricola e pastorale del territorio castellanetano.
  • Antonio Lo Caso “il Crapariello”: pastore lucano divenuto brigante, alla cui vicenda è legata la denominazione di Sentiero del Capraro.
  • Gravina della Vernata: una delle incisioni carsiche interessate dalla rete di sentieri attraversata dall’itinerario nella risalita verso Montecamplo.
  • Gravina di San Nicola: gravina lambita dal percorso, inserita nel sistema di solchi erosivi che caratterizza questo settore di Castellaneta.
  • Montecamplo: area di interesse naturalistico e archeologico, con testimonianze di frequentazione umana dalla preistoria e un paesaggio segnato da boschi, macchia, grotte e gravine.
  • Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine: area protetta nella quale si sviluppa il sentiero, istituita per tutelare il peculiare sistema paesaggistico e naturalistico delle gravine dell’arco ionico tarantino.
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