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Alta Via Dei Parchi

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Sentiero 017 (BO)

 
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Sentiero SO.F.T. 10 (PO)

Il SO.F.T. 10 – Anello di Mangona è un ampio itinerario circolare di circa 19,6 km che dalla località di Bovecchio, nel territorio di Barberino di Mugello, sale sulla dorsale dei Monti della Calvana e ne percorre una parte significativa. Il tracciato parte e termina nello stesso punto, a circa 680 metri secondo le quote registrate lungo il percorso, e presenta un’escursione altimetrica superiore ai 500 metri. L’andamento delle quote risulta localmente irregolare, mentre fonti escursionistiche riferite allo stesso anello indicano un dislivello complessivo nell’ordine dei 900 metri.

Da Bovecchio il percorso si dirige inizialmente verso nord, mantenendosi sul versante mugellano della Calvana. Il paesaggio alterna boschi, radure e aree legate alla tradizionale economia rurale di queste pendici. Bovecchio conserva testimonianze di un antico insediamento agricolo: nelle sue vicinanze si trova la chiesa di San Lorenzo, documentata almeno dal XIII secolo, insieme a un tabernacolo ottocentesco censito dal Comune di Barberino di Mugello. Il sentiero continua quindi a guadagnare terreno verso la parte settentrionale dell’anello, raggiungendo le quote più basse nei tratti che incidono i versanti.

Dopo il settore più settentrionale, l’itinerario cambia direzione e affronta la lunga risalita verso la dorsale. Salendo, il bosco lascia progressivamente spazio agli ambienti aperti tipici della Calvana: praterie, arbusteti e affioramenti calcarei caratterizzano le quote superiori. La natura geologica della catena favorisce numerosi fenomeni carsici, con doline e cavità distribuite lungo il massiccio. Le praterie sommitali, modellate anche da secoli di pascolo, costituiscono uno degli habitat più riconoscibili di questo sistema montuoso.

Raggiunta la dorsale, il SO.F.T. 10 procede verso sud lungo uno dei tratti più panoramici dell’itinerario, affacciandosi da un lato sul Mugello e dall’altro sulla Val di Bisenzio. Il percorso incontra il settore del Monte Maggiore, massima elevazione naturale della Calvana con i suoi 916 metri, e segue in parte la direttrice del sentiero CAI 420. Il crinale attraversa un ambiente aperto, segnato da ampie depressioni carsiche e da vedute che, nelle giornate limpide, si estendono su una vasta porzione dell’Appennino e della Toscana centrale.

Proseguendo verso sud si raggiunge il Passo della Croce, antico punto di comunicazione tra la Val di Bisenzio e il Mugello. Da questo settore il percorso abbandona progressivamente le quote maggiori e rientra sul versante orientale della Calvana. La discesa riporta tra boschi e aree rurali fino a ricongiungersi con Bovecchio, completando l’anello.

Nel complesso il SO.F.T. 10 è un itinerario lungo e articolato, rappresentativo dei diversi ambienti della Calvana settentrionale. Il passaggio dai versanti boscosi alle praterie sommitali, la lunga percorrenza di crinale e gli affacci contrapposti sul Mugello e sulla Val di Bisenzio ne definiscono il carattere, insieme alle tracce della storica frequentazione agricola e pastorale di queste montagne.

Elementi notevoli

  • Bovecchio: località rurale di Barberino di Mugello posta sulle pendici orientali della Calvana, punto di partenza e arrivo dell’anello.
  • Chiesa di San Lorenzo a Bovecchio: piccolo edificio religioso documentato almeno dal XIII secolo, testimonianza storica dell’antico insediamento della zona.
  • Monti della Calvana: dorsale calcarea fra Mugello e Val di Bisenzio, caratterizzata da praterie sommitali, boschi e diffuse forme carsiche.
  • Monte Maggiore: con i suoi 916 metri è la cima più elevata della Calvana e uno dei principali riferimenti geografici del tratto di crinale percorso dall’itinerario.
  • Passo della Croce: storico valico della dorsale utilizzato come collegamento tra la Val di Bisenzio e il Mugello.
  • Praterie della Calvana: ambienti aperti di crinale legati alla natura calcarea del rilievo e alla secolare attività di pascolo, di particolare interesse paesaggistico e naturalistico.
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Sentiero 460 (PO)

 

La geometria del 460 conduce dalla dorsale di Le Soda verso San Quirico di Vernio, in senso opposto alla normale presentazione CAI del percorso. Nel tratto intermedio passa dalla Fattoria del Cotone e perde quota verso il capoluogo.

Le Soda sono un nodo della Calvana settentrionale, con innesti verso il 420 e verso i percorsi che proseguono a Montecuccoli e alla Torricella. La Fattoria del Cotone segna il passaggio dal crinale agli insediamenti del versante; l’arrivo a San Quirico riporta nel cuore storico e amministrativo di Vernio.

Fra Le Soda e San Quirico di Vernio, Fattoria del Cotone è il riferimento intermedio che dà forma al percorso. La brevità non elimina quindi la leggibilità geografica: il raccordo ha estremi e sviluppo riconoscibili e si inserisce in modo preciso nella rete circostante.

L’alta Val di Bisenzio attorno a Vernio è un territorio di passaggio: il fondovalle concentra paesi e vie di comunicazione, mentre le dorsali salgono rapidamente verso Montepiano, la Calvana e lo spartiacque appenninico. Castelli, fattorie e nuclei rurali testimoniano una frequentazione antica dei collegamenti di crinale.

La morfologia obbliga i sentieri a cercare costoni e selle fra valloni ravvicinati. Questa struttura geografica spiega anche il valore strategico assunto dalla zona in epoche diverse, dal sistema fortificato medievale fino alle postazioni della Linea Gotica. La classificazione riportata per il percorso è E. La continuità fra i luoghi citati è l’elemento che definisce il carattere del sentiero, più delle sole quote o della lunghezza: il percorso serve infatti a mettere in comunicazione parti precise del territorio.

Elementi notevoli

  • Le Soda
  • Fattoria del Cotone
  • San Quirico di Vernio
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Sentiero 431a (PO)

 

È una bretella di crinale fra il 431 e il 427. Il breve sviluppo forestale consente di passare da una direttrice all’altra senza scendere verso Montepiano o Tavianella.

Fra Tavianella, Brasimone e Montepiano il territorio è organizzato da dorsali boscose e piccole conche d’acqua. La rete escursionistica segue spesso i passaggi più naturali fra una valle e l’altra, sfruttando selle e crinali che per secoli hanno messo in comunicazione i due lati dell’Appennino. Le aperture presso laghi e pascoli sono quindi punti di orientamento importanti in un paesaggio altrimenti dominato dal bosco.

Dal punto di avvio, innesto con il 431, il cammino si dirige verso raccordo forestale di crinale e quindi verso innesto con il 427. La brevità rende particolarmente chiara la funzione del tracciato: non una traversata autonoma, ma un raccordo capace di cucire due rami della rete senza introdurre deviazioni o passaggi estranei al territorio attraversato.

L’andamento è quello tipico dell’Appennino fra Brasimone e Montepiano: lunghi tratti forestali, aperture presso conche e laghi, quindi raccordi di crinale. innesto con il 431 e innesto con il 427 permettono di leggere la funzione del percorso all’interno di una rete interregionale nella quale i sentieri CAI bolognesi e pratesi si incontrano sullo stesso sistema di dorsali.

Il punto di arrivo, innesto con il 427, chiarisce la funzione territoriale del percorso: mettere in comunicazione innesto con il 431 con la rete superiore. È un ruolo particolarmente evidente nei tratti in cui i toponimi intermedi coincidono con passi, fonti o nuclei rurali, cioè con luoghi storicamente scelti come punti di sosta e di transito.

Elementi notevoli

  • innesto con il 431
  • raccordo forestale di crinale
  • innesto con il 427
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Sentiero 429 (PO)

 

Dal Monte Tavianella il sentiero segue il settore alto verso Monte Tronale e raggiunge le Quattrovie di Rifiletti. È un collegamento di crinale fra la rete di Tavianella e quella che gravita su Montepiano e Rifiletti.

Fra Tavianella, Brasimone e Montepiano il territorio è organizzato da dorsali boscose e piccole conche d’acqua. La rete escursionistica segue spesso i passaggi più naturali fra una valle e l’altra, sfruttando selle e crinali che per secoli hanno messo in comunicazione i due lati dell’Appennino. Le aperture presso laghi e pascoli sono quindi punti di orientamento importanti in un paesaggio altrimenti dominato dal bosco.

Dal punto di avvio, Monte Tavianella, il cammino si dirige verso Monte Tronale e quindi verso Quattrovie di Rifiletti. La brevità rende particolarmente chiara la funzione del tracciato: non una traversata autonoma, ma un raccordo capace di cucire due rami della rete senza introdurre deviazioni o passaggi estranei al territorio attraversato.

L’andamento è quello tipico dell’Appennino fra Brasimone e Montepiano: lunghi tratti forestali, aperture presso conche e laghi, quindi raccordi di crinale. Monte Tavianella e Quattrovie di Rifiletti permettono di leggere la funzione del percorso all’interno di una rete interregionale nella quale i sentieri CAI bolognesi e pratesi si incontrano sullo stesso sistema di dorsali.

Il paesaggio appartiene all’Appennino di confine tra area bolognese e versante toscano. Le faggete coprono gran parte dei rilievi, mentre bacini, impluvi e radure interrompono la continuità forestale. I passi e i nodi di crinale spiegano la fitta presenza di raccordi: qui gli itinerari non terminano isolati, ma si agganciano alle direttrici che collegano Brasimone, Montepiano, Cavarzano e l’alta valle del Setta.

Il punto di arrivo, Quattrovie di Rifiletti, chiarisce la funzione territoriale del percorso: mettere in comunicazione Monte Tavianella con la rete superiore. È un ruolo particolarmente evidente nei tratti in cui i toponimi intermedi coincidono con passi, fonti o nuclei rurali, cioè con luoghi storicamente scelti come punti di sosta e di transito.

Elementi notevoli

  • Monte Tavianella
  • Monte Tronale
  • Quattrovie di Rifiletti
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Sentiero 427 (PO)

 

Il 427 attraversa il settore di Tavianella e del Monte Casciaio. Lago Galletti e La Storaia precedono la salita al monte; Faggio di San Giuseppe e Fonte del Nespolo segnano poi il tratto che rientra verso il bivio di Tavianella e la rete di Montepiano.

Il paesaggio appartiene all’Appennino di confine tra area bolognese e versante toscano. Le faggete coprono gran parte dei rilievi, mentre bacini, impluvi e radure interrompono la continuità forestale. I passi e i nodi di crinale spiegano la fitta presenza di raccordi: qui gli itinerari non terminano isolati, ma si agganciano alle direttrici che collegano Brasimone, Montepiano, Cavarzano e l’alta valle del Setta.

Tra Termine Tavianella e bivio per Tavianella il sentiero è scandito da Lago Galletti, La Storaia, Monte Casciaio, Faggio di San Giuseppe, Fonte del Nespolo. Non sono semplici nomi di contorno: indicano i cambi di versante, gli attraversamenti e i nodi della rete che danno forma al percorso. La lettura del tracciato risulta quindi legata a luoghi concreti e riconoscibili.

L’andamento è quello tipico dell’Appennino fra Brasimone e Montepiano: lunghi tratti forestali, aperture presso conche e laghi, quindi raccordi di crinale. Termine Tavianella e bivio per Tavianella permettono di leggere la funzione del percorso all’interno di una rete interregionale nella quale i sentieri CAI bolognesi e pratesi si incontrano sullo stesso sistema di dorsali.

Fra Tavianella, Brasimone e Montepiano il territorio è organizzato da dorsali boscose e piccole conche d’acqua. La rete escursionistica segue spesso i passaggi più naturali fra una valle e l’altra, sfruttando selle e crinali che per secoli hanno messo in comunicazione i due lati dell’Appennino. Le aperture presso laghi e pascoli sono quindi punti di orientamento importanti in un paesaggio altrimenti dominato dal bosco.

Più che per un singolo panorama, il sentiero si distingue per la concatenazione di luoghi che attraversa. Da Termine Tavianella a bivio per Tavianella mette in relazione ambienti e quote diverse senza uscire dal corridoio geografico indicato dai suoi toponimi; per questo si integra con naturalezza nei percorsi vicini.

Elementi notevoli

  • Lago Galletti
  • Monte Casciaio
  • Faggio di San Giuseppe
  • Fonte del Nespolo
  • Termine Tavianella
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Sentiero 017 (PO)

 

Il sentiero lega il sistema di Tavianella al Passo del Passeggere. Il tratto presso il Lago Tavianella e le Case Monte Tavianella precede Boccadirio, importante riferimento religioso della valle; oltre il santuario il percorso torna in ambiente montano e raggiunge Monte Gradi.

Il paesaggio appartiene all’Appennino di confine tra area bolognese e versante toscano. Le faggete coprono gran parte dei rilievi, mentre bacini, impluvi e radure interrompono la continuità forestale. I passi e i nodi di crinale spiegano la fitta presenza di raccordi: qui gli itinerari non terminano isolati, ma si agganciano alle direttrici che collegano Brasimone, Montepiano, Cavarzano e l’alta valle del Setta.

Tra bivio con il 427 e Passo del Passeggere il sentiero è scandito da Lago Tavianella, Case Monte Tavianella, Santuario di Boccadirio, Monte Gradi. Non sono semplici nomi di contorno: indicano i cambi di versante, gli attraversamenti e i nodi della rete che danno forma al percorso. La lettura del tracciato risulta quindi legata a luoghi concreti e riconoscibili.

L’andamento è quello tipico dell’Appennino fra Brasimone e Montepiano: lunghi tratti forestali, aperture presso conche e laghi, quindi raccordi di crinale. bivio con il 427 e Passo del Passeggere permettono di leggere la funzione del percorso all’interno di una rete interregionale nella quale i sentieri CAI bolognesi e pratesi si incontrano sullo stesso sistema di dorsali.

Fra Tavianella, Brasimone e Montepiano il territorio è organizzato da dorsali boscose e piccole conche d’acqua. La rete escursionistica segue spesso i passaggi più naturali fra una valle e l’altra, sfruttando selle e crinali che per secoli hanno messo in comunicazione i due lati dell’Appennino. Le aperture presso laghi e pascoli sono quindi punti di orientamento importanti in un paesaggio altrimenti dominato dal bosco.

Più che per un singolo panorama, il sentiero si distingue per la concatenazione di luoghi che attraversa. Da bivio con il 427 a Passo del Passeggere mette in relazione ambienti e quote diverse senza uscire dal corridoio geografico indicato dai suoi toponimi; per questo si integra con naturalezza nei percorsi vicini.

Elementi notevoli

  • Lago Tavianella
  • Case Monte Tavianella
  • Santuario di Boccadirio
  • Monte Gradi
  • Passo del Passeggere
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Sentiero SOFTAP (FI)

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Sentiero 0 Da Passo della Futa a Passo del Giogo (FI)

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Sentiero 346B (FI)

 
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