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Sentiero Dei Pionieri (BZ)

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Sentiero Lago Di Landro – Rifugio Locatelli (BZ)

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Sentiero Lago Di Landro – Monte Specie (BZ)

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Alta Via N 4 Delle Dolomiti

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Sentiero Via Alpina Red R28 (BZ)

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Sentiero Via Alpina Red R27 (BZ)

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Sentiero Attrezzato Delle Forcelle Al Paterno – Gamsschartensteig (BZ)

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Sentiero Schmelz Fen (BZ)

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Sentiero Naturlehrpfad 3 (BZ)

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Sentiero Klettersteig Toblinger Knoten Via Ferrata Torre Di Toblin (BZ)

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Sentiero Klettersteig Feldkurat Hosp Via Ferrata Cappellano Hosp (BZ)

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Sentiero Ferrata De Luca – Innerkofler Klettersteig (BZ)

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Sentiero Dolomites World Heritage Geotrail 16 (BZ)

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Sentiero Dolomites World Heritage Geotrail 15 (BZ)

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Sentiero Alta Via N 5 Delle Dolomiti – I Tappa (BZ)

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Sentiero Alta Via N 4 Delle Dolomiti – Nr 4 (BZ)

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Sentiero 9_12 (BZ)

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Sentiero 8_46 (BZ)

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Sentiero 6a (BZ)

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Sentiero 40a_1 (BZ)

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Sentiero 40_59 (BZ)

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Sentiero 4_50 (BZ)

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Sentiero 37 Carbonin – Ferrara di Braies (BZ)

Il sentiero n. 37 attraversa le Dolomiti di Braies collegando Carbonin (Schluderbach), in Val di Landro, con la Valle di Braies, attraverso l’altopiano di Prato Piazza (Plätzwiese). È un itinerario di circa 18 km che unisce due versanti del gruppo dolomitico, raggiungendo una quota massima di circa 2.027 metri e scendendo successivamente verso Ferrara di Braies. La sua particolarità è la successione di ambienti: dalla valle dominata dal massiccio del Cristallo si sale attraverso la Val di Specie fino ai pascoli d’alta quota di Prato Piazza, per poi scendere lungo il versante settentrionale, passando per Ponticello e raggiungendo il fondovalle di Braies. Il percorso si sviluppa in parte nel Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, attraversando un territorio segnato dalla pastorizia alpina, dalle antiche vie di collegamento e dalle opere militari costruite tra Ottocento e Novecento.

La partenza si trova presso Carbonin, a circa 1.450 metri di altitudine, lungo la strada della Val di Landro che collega Dobbiaco con Cortina d’Ampezzo. Il sentiero risale la Val di Specie (Seelandtal), inizialmente immerso in boschi di conifere. Il tracciato segue in parte il sistema di strade forestali e antiche vie militari che permettevano di raggiungere le postazioni difensive di Prato Piazza. La salita si sviluppa attraverso una successione di tornanti e tratti più diretti, guadagnando progressivamente quota sul versante montuoso. Con il diradarsi del bosco si aprono scorci sul Monte Cristallo, sui rilievi della Val di Landro e sulla poderosa parete della Croda Rossa d’Ampezzo, che domina il paesaggio occidentale.

Raggiunta la parte superiore della valle, il percorso entra nell’ampio ambiente alpino di Prato Piazza, uno degli altopiani più caratteristici delle Dolomiti di Braies. A circa 2.000 metri di altitudine, il paesaggio cambia nettamente: alle pendici boscate subentrano praterie aperte, pascoli e dolci ondulazioni circondate da grandi montagne dolomitiche. Il sentiero raggiunge il settore del Rifugio Vallandro (Dürrensteinhütte), situato a circa 2.040 metri, nei pressi del quale si trovano i resti del Forte Prato Piazza (Sperrwerk Plätzwiese). La fortificazione, realizzata dall’Impero austro-ungarico alla fine del XIX secolo, faceva parte del sistema difensivo destinato al controllo degli accessi strategici tra la Val Pusteria e il territorio ampezzano. Il forte costituisce una testimonianza della storia militare delle Dolomiti, mentre il rifugio rappresenta un importante punto di riferimento per gli itinerari diretti al Picco di Vallandro e al Monte Specie.

Dal settore del Rifugio Vallandro il sentiero attraversa Prato Piazza in direzione del versante di Braies. Il percorso si sviluppa lungo l’altopiano, tra estesi prati d’alta quota e ampie vedute sulle montagne circostanti. Sullo sfondo si innalzano il Picco di Vallandro (Dürrenstein), il Monte Specie (Strudelkopf) e la Croda Rossa d’Ampezzo, mentre verso sud il panorama comprende le montagne del gruppo del Cristallo. Attraversato il settore del Rifugio Prato Piazza, l’itinerario raggiunge il margine settentrionale dell’altopiano e comincia a perdere quota. La discesa segue il collegamento storico con la Valle di Braies, lungo un percorso che alterna tratti forestali e sezioni prossime alla strada di accesso all’alpeggio. Il settore superiore, conosciuto localmente come Auftrieb, precede l’ingresso nei boschi che rivestono i versanti sottostanti.

La discesa conduce a Ponticello (Brückele), a circa 1.500 metri di quota, importante punto di accesso a Prato Piazza e luogo di confluenza dei collegamenti escursionistici della zona. Da qui il sentiero n. 37 continua verso nord lungo la Valle di Braies, attraversando un ambiente più raccolto rispetto agli spazi aperti dell’altopiano. La vegetazione forestale accompagna il percorso, mentre il fondovalle è modellato dal sistema idrografico del Rio Braies e dei suoi affluenti. Lungo questo settore si incontrano tratti di bosco, radure e infrastrutture rurali legate alle attività tradizionali della valle. Il percorso raggiunge quindi la zona di Segheria (Säge), località che conserva nel proprio nome il riferimento alle attività di lavorazione del legname, storicamente importanti nell’economia delle vallate alpine.

Da Segheria il tracciato prosegue verso Ferrara di Braies (Schmieden), attraversando la parte inferiore della valle in un paesaggio caratterizzato da prati, boschi e insediamenti sparsi. Il collegamento segue il settore del fondovalle che conduce verso il principale nucleo abitato di Braies, dove le montagne lasciano progressivamente spazio ai terreni agricoli e agli edifici tradizionali. Il percorso termina nell’area di Ferrara, a circa 1.210 metri di altitudine. Il sentiero 37 rappresenta così un attraversamento significativo del territorio dolomitico tra Val di Landro e Valle di Braies: un itinerario nel quale la salita attraverso la Val di Specie, il passaggio panoramico a Prato Piazza e la lunga discesa verso Ferrara raccontano tre aspetti distinti dello stesso paesaggio montano, dalla storia delle fortificazioni austro-ungariche alla cultura degli alpeggi e dei collegamenti tradizionali tra le vallate.

Elementi notevoli

  • Carbonin (Schluderbach) – Località della Val di Landro, a circa 1.450 metri di altitudine, situata lungo lo storico collegamento tra Dobbiaco e Cortina d’Ampezzo. Costituisce il punto di partenza del percorso.
  • Val di Specie (Seelandtal) – Valle boscosa risalita dal sentiero nella prima parte dell’itinerario, attraverso il sistema di antiche strade militari che conduce verso Prato Piazza.
  • Rifugio Vallandro (Dürrensteinhütte) – Rifugio alpino situato a circa 2.040 metri sul settore meridionale di Prato Piazza, importante punto di appoggio per le escursioni al Picco di Vallandro e al Monte Specie.
  • Forte Prato Piazza (Sperrwerk Plätzwiese) – Fortificazione austro-ungarica realizzata alla fine del XIX secolo nei pressi del Rifugio Vallandro, testimonianza del sistema difensivo militare costruito sulle Dolomiti.
  • Prato Piazza (Plätzwiese) – Ampio altopiano alpino situato intorno ai 2.000 metri di quota, caratterizzato da estese praterie e panorami sulla Croda Rossa d’Ampezzo, sul Picco di Vallandro e sul gruppo del Cristallo.
  • Rifugio Prato Piazza (Plätzwiesenhütte) – Struttura ricettiva situata sull’altopiano, lungo il collegamento escursionistico tra il Rifugio Vallandro e il versante settentrionale della Valle di Braies.
  • Ponticello (Brückele) – Località a circa 1.500 metri di altitudine, importante punto di accesso a Prato Piazza e snodo dei sentieri che collegano l’altopiano con la Valle di Braies.
  • Rio Braies – Corso d’acqua che caratterizza il sistema idrografico della valle, accompagnando il paesaggio del fondovalle attraversato nella parte settentrionale dell’itinerario.
  • Segheria (Säge) – Località della Valle di Braies situata lungo il collegamento tra Ponticello e Ferrara, il cui toponimo richiama le tradizionali attività di lavorazione del legname.
  • Ferrara di Braies (Schmieden) – Nucleo abitato della Valle di Braies e settore terminale dell’itinerario, caratterizzato da insediamenti alpini tradizionali, prati agricoli e collegamenti storici con la Val Pusteria.
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Sentiero 34 Landro – Rif. Vellandro (BZ)

Il sentiero n. 34 collega Landro (Höhlenstein), nell’omonima valle dolomitica, con il Rifugio Vallandro (Dürrensteinhütte) e la cima del Monte Specie (Strudelkopf), attraversando il suggestivo ambiente della Val Chiara (Helltal). Il tracciato comprende due segmenti collegati tra loro, con una diramazione nella parte superiore: uno raggiunge il Rifugio Vallandro, sull’altopiano di Prato Piazza, mentre l’altro conduce alla sommità del Monte Specie, a circa 2.307 metri. Lo sviluppo complessivo dei segmenti è di circa 7,8 km. Il percorso unisce il fondovalle, a circa 1.400 metri di quota, ai pascoli e alle dorsali panoramiche delle Dolomiti di Braies, seguendo in parte antichi collegamenti militari risalenti alla Prima guerra mondiale.

Da Landro, nei pressi del punto panoramico sulle Tre Cime di Lavaredo lungo la strada tra Dobbiaco e Cortina d’Ampezzo, il sentiero si inoltra nel versante occidentale della valle. La salita comincia attraverso un bosco di conifere, con numerosi tornanti che permettono di guadagnare rapidamente quota sopra il fondovalle. Il percorso entra progressivamente nella Val Chiara, una valle laterale profondamente incisa nei fianchi del Monte Specie, caratterizzata da pendii rocciosi, vegetazione alpina e ripidi versanti boscosi. Nel settore inferiore il tracciato conserva i caratteri di un antico sentiero di collegamento, mentre più in alto attraversa ambienti sempre più accidentati, tra mughi, pietraie e affioramenti rocciosi.

Uno dei passaggi più caratteristici si trova lungo il vecchio sentiero militare austro-ungarico, realizzato per raggiungere le postazioni presenti sulle alture sovrastanti la Val di Landro. Il percorso supera una breve galleria scavata nella roccia e attraversa alcuni tratti esposti, dove cenge e passaggi rocciosi sono agevolati da strutture lignee e funi metalliche. Queste opere testimoniano l’importanza strategica della zona durante la Prima guerra mondiale, quando le montagne tra Prato Piazza e la Val di Landro facevano parte del sistema difensivo austro-ungarico. La salita prosegue aggirando le pareti del Monte Specie e raggiungendo la parte superiore della Val Chiara, dove si incontrano i resti della Malga Oberhammer, testimonianza delle antiche attività pastorali e militari della zona.

Superato il settore più incassato della valle, il sentiero raggiunge un ambiente più aperto, caratterizzato da pendii erbosi, ghiaioni e conche d’alta quota. La vegetazione arborea lascia progressivamente spazio ai pascoli alpini e alle formazioni di pino mugo. Il percorso guadagna la zona della Sella di Monte Specie (Strudelkopfsattel), situata intorno ai 2.200 metri, importante punto di collegamento tra la Val Chiara e l’altopiano di Prato Piazza (Plätzwiese). In quest’area convergono i percorsi provenienti dal fondovalle di Landro e dal Rifugio Vallandro. Il valico si apre tra la dorsale del Monte Specie e i rilievi che scendono dal Picco di Vallandro, offrendo un primo ampio panorama sulle montagne circostanti.

Dalla zona della sella il tracciato si articola in due direzioni. Il ramo occidentale scende dolcemente attraverso i pascoli verso il Rifugio Vallandro, situato a circa 2.040 metri, sul margine orientale dell’altopiano di Prato Piazza. Il collegamento segue un ambiente aperto, dominato dalla Croda Rossa d’Ampezzo e dal Picco di Vallandro. Nei pressi del rifugio si trovano i resti del Forte Prato Piazza, fortificazione costruita dall’Impero austro-ungarico alla fine dell’Ottocento per controllare gli accessi strategici tra la Val Pusteria e il territorio ampezzano. L’altopiano conserva così un’importante testimonianza della storia militare delle Dolomiti, accanto ai paesaggi tradizionalmente destinati all’alpeggio.

L’altro ramo prosegue invece dalla zona della sella verso est, risalendo la larga dorsale del Monte Specie (Strudelkopf). La salita finale attraversa pendii erbosi e terreno detritico fino a raggiungere la cima, posta a circa 2.307 metri. Sulla sommità si trova la grande Croce dei Reduci (Heimkehrerkreuz), monumento commemorativo dedicato ai reduci e ai caduti delle guerre. Il Monte Specie è uno dei punti panoramici più conosciuti delle Dolomiti di Braies: dalla vetta si distinguono le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini di Misurina, il gruppo del Cristallo, le Tofane e la Croda Rossa d’Ampezzo. La presenza di una piattaforma panoramica con indicazioni delle montagne permette di riconoscere le principali cime dell’orizzonte dolomitico. Il sentiero n. 34 riunisce così due esperienze escursionistiche complementari: l’attraversamento impegnativo della Val Chiara, con le sue testimonianze della Grande Guerra, e l’accesso ai paesaggi aperti di Prato Piazza e alla cima panoramica del Monte Specie.

Elementi notevoli

  • Landro (Höhlenstein) – Località della Val di Landro, a circa 1.400 metri di altitudine, dalla quale parte il collegamento del sentiero n. 34 verso la Val Chiara e il Monte Specie.
  • Val Chiara (Helltal) – Valle laterale della Val di Landro attraversata dal percorso, caratterizzata da ripidi versanti boscosi, pareti rocciose, mughi e ambienti detritici d’alta quota.
  • Sentiero militare della Val Chiara – Antico collegamento austro-ungarico della Prima guerra mondiale, con una galleria scavata nella roccia, cenge e passaggi esposti attrezzati con funi metalliche e strutture lignee.
  • Ruderi della Malga Oberhammer – Resti di un antico insediamento nella parte superiore della Val Chiara, lungo la salita verso la Sella di Monte Specie.
  • Sella di Monte Specie (Strudelkopfsattel) – Valico situato intorno ai 2.200 metri, dove convergono i collegamenti provenienti dalla Val Chiara, dal Rifugio Vallandro e dalla cima del Monte Specie.
  • Rifugio Vallandro (Dürrensteinhütte) – Rifugio alpino situato a circa 2.040 metri, sull’altopiano di Prato Piazza, raggiunto dal ramo occidentale del percorso.
  • Forte Prato Piazza (Sperrwerk Plätzwiese) – Fortificazione austro-ungarica della fine del XIX secolo, situata nei pressi del Rifugio Vallandro e appartenente al sistema difensivo storico delle Dolomiti.
  • Monte Specie (Strudelkopf) – Cima panoramica di circa 2.307 metri, raggiunta dal ramo orientale del sentiero, con ampie vedute sulle Tre Cime di Lavaredo e sui principali gruppi dolomitici circostanti.
  • Croce dei Reduci (Heimkehrerkreuz) – Grande croce commemorativa posta sulla cima del Monte Specie, dedicata ai reduci e ai caduti delle guerre.
  • Parco Naturale Fanes-Senes-Braies – Area protetta che comprende il settore di Prato Piazza e del Monte Specie, caratterizzata da praterie alpine, ambienti forestali e imponenti formazioni dolomitiche.
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Sentiero 33b_7 (BZ)

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Sentiero 33a_7 (BZ)

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Sentiero 3_56 (BZ)

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Sentiero 29_10 (BZ)

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Sentiero 29_6 (BZ)

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Sentiero 28b_6 (BZ)

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Sentiero 18a_10 (BZ)

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Sentiero 18_24 (BZ)

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Sentiero 16b (BZ)

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Sentiero 16b_8 (BZ)

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Sentiero 16a_10 (BZ)

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Sentiero 16_25 (BZ)

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Sentiero 14 AVS (BZ)

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Sentiero 12a – Sesto (BZ)

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Sentiero 122 (BZ)

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Sentiero 12 – Bagni di San Giuseppe (BZ)

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Sentiero 11a_7 (BZ)

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Sentiero 11 Passo Grande del Rondoi (BZ)

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Sentiero 108a (BZ)

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Sentiero 108 (BZ)

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Sentiero 105 Innichen – Drei Zinnen – Rif. Auronzo (BZ)

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Sentiero 102 (BZ)

Il sentiero 102, gestito dall’Alpenverein Südtirol (AVS), è uno dei principali itinerari escursionistici di Sesto e della Val Fiscalina, porta d’accesso settentrionale alle Dolomiti di Sesto. Il percorso collega il fondovalle con il Rifugio Antonio Locatelli – Sepp Innerkofler, raggiungendo circa 2.405 m di quota nel cuore del Parco Naturale Tre Cime. La parte montana è una salita escursionistica priva di passaggi attrezzati, ma lunga e con un dislivello rilevante, che conduce dai prati e dai boschi della valle all’ambiente roccioso dell’Alpe dei Piani.

Dal territorio di Sesto il sentiero si dirige verso Moso e l’imbocco della Val Fiscalina, seguendo inizialmente un ambiente di fondovalle con pendenze contenute. Entrando nella valle, il paesaggio si apre progressivamente sulle pareti della Meridiana di Sesto. Il percorso raggiunge il settore di Piano Fiscalina e continua lungo l’ampio fondovalle fino al Rifugio Fondovalle – Talschlusshütte, a circa 1.550 m, punto nel quale convergono e si separano diversi importanti itinerari delle Dolomiti di Sesto.

Oltre il Rifugio Fondovalle il sentiero 102 abbandona il tratto più agevole e risale la Val Sassovecchio – Altensteintal. La pendenza aumenta sensibilmente e il percorso guadagna quota ai piedi della grande parete di Cima Una – Einserkofel. Con il progressivo diradarsi del bosco, la valle assume un carattere decisamente alpino: il sentiero attraversa pendii detritici e praterie d’alta quota, mantenendosi incassato fra le cime della Meridiana di Sesto e le propaggini del gruppo dei Tre Scarperi.

Nella parte superiore della Val Sassovecchio il tracciato raggiunge l’Alpe dei Piani – Bödenalm, dove si trovano i Laghi dei Piani – Bödenseen. I piccoli specchi d’acqua, posti a circa 2.300 m, segnano l’ingresso nell’ampio paesaggio d’alta quota compreso fra il Sasso di Sesto, la Torre di Toblin e il Monte Paterno. Da questo settore il sentiero compie l’ultima salita verso la Forcella di Toblin, raggiungendo il Rifugio Locatelli.

Il Rifugio Antonio Locatelli – Sepp Innerkofler, a 2.405 m, costituisce il punto culminante e la principale meta montana del sentiero 102. Sorge in posizione privilegiata di fronte alle pareti settentrionali delle Tre Cime di Lavaredo, uno dei panorami più rappresentativi delle Dolomiti. Il rifugio è inoltre un importante nodo della rete escursionistica: da qui partono collegamenti verso le Tre Cime, il Monte Paterno, Pian di Cengia e la Val Campo di Dentro.

Nel complesso il sentiero 102 offre una notevole continuità paesaggistica, passando dal fondovalle abitato di Sesto ai prati della Val Fiscalina, quindi ai boschi e alle pareti della Val Sassovecchio e infine all’ambiente minerale delle alte Dolomiti. Il progressivo avvicinamento alle Tre Cime e la presenza dei Laghi dei Piani costituiscono gli elementi distintivi della salita.

Elementi notevoli

  • Val Fiscalina: valle dolomitica attraversata nella prima parte dell’itinerario, principale accesso escursionistico da Sesto verso il cuore del Parco Naturale Tre Cime.
  • Rifugio Fondovalle – Talschlusshütte: punto di riferimento alla testata della Val Fiscalina, presso la diramazione degli itinerari diretti verso la Val Sassovecchio e l’alta Val Fiscalina.
  • Val Sassovecchio – Altensteintal: vallone percorso dal sentiero 102 nella lunga salita verso il Rifugio Locatelli, dominato dalle pareti di Cima Una.
  • Laghi dei Piani – Bödenseen: due piccoli laghi alpini situati nell’Alpe dei Piani, lungo il tratto superiore della salita.
  • Rifugio Antonio Locatelli – Sepp Innerkofler: rifugio a 2.405 m presso la Forcella di Toblin, importante nodo della rete sentieristica delle Dolomiti di Sesto.
  • Tre Cime di Lavaredo: celebre gruppo dolomitico che domina il panorama dal settore del Rifugio Locatelli, con le grandi pareti settentrionali rivolte verso l’itinerario.
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Sentiero 101a (BZ)

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Sentiero tra il Passo della Sentinella e Busa di Dentro (Strada degli Alpini) (BZ)

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Sentiero Sexten – Sesto AVS 10 (BZ)

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Via Ferrata Renè de Pol (BL)

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Via Ferrata Merlone (BL)

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Via Ferrata Marino Bianchi (BL)

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Via Ferrata Ibano Dibona (BL)

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Via Ferrata Ibano Dibona Ascent Parte Superiore (BL)

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Sentiero VA-R28 (BL)

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Sentiero Silvano de Romedi (BL)

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Sentiero Attrezzato Zumèles (BL)

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Sentiero Attrezzato delle Forcelle al Paterno -Gamsschartensteig (BL)

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Collegamento 729 (BL)

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Collegamento 352 (BL)

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Sentiero Schalette di Arroccamento Quota 2386 (BL)

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Sentiero Misurina Casello – Rifugio Auronzo (BL)

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Ferrata De Luca – Innerkofler Klettersteig (BL)

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Dolomites World Heritage Geotrail 16 (BL)

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Sentiero Codra de r’Ancora (BL)

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Sentiero 8 (BL)

 
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Sentiero 6a (BL)

 
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Sentiero 233 (BL)

 
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Sentiero 224b (BL)

 
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Sentiero 105 (BL)

Il sentiero 105 è un lungo itinerario escursionistico di collegamento tra il settore delle Tre Cime di Lavaredo, la Val Campo di Dentro e San Candido. Nel senso di marcia del tracciato, il percorso prende avvio sul versante meridionale delle Tre Cime, lungo l’accesso proveniente dalla zona di Misurina-Antorno, risale verso il Rifugio Auronzo e compie quindi un ampio attraversamento verso nord, terminando a San Candido. Lo sviluppo complessivo è di circa 20,5 km; la classificazione riportata è E – Escursionistico e l’escursione altimetrica è molto marcata, dalle quote prossime ai 2.460 m dell’alta montagna fino ai circa 1.180 m del fondovalle pusterese.

Dal settore meridionale il percorso guadagna progressivamente quota fino al Rifugio Auronzo, posto alla base delle Tre Cime. Da qui il sentiero 105 prosegue verso la Forcella Col di Mezzo, attraversando il versante occidentale del massiccio. Oltre la forcella entra nel grande anfiteatro settentrionale delle Tre Cime, in un ambiente aperto di pascoli d’alta quota, detriti e rocce dolomitiche. Il tracciato passa nella zona delle sorgenti della Rienza e del Pian da Rin, mantenendosi ai piedi delle celebri pareti nord prima di risalire verso il Rifugio Locatelli – Dreizinnenhütte.

Il Rifugio Locatelli, a circa 2.405 m, costituisce il punto centrale e uno dei luoghi più rappresentativi dell’itinerario. Nei suoi pressi il percorso raggiunge il settore altimetricamente più elevato, dominato dalle Tre Cime di Lavaredo, dalla Torre di Toblin e dal Sasso di Sesto. Proseguendo verso nord, il sentiero supera la zona della Forcella di Toblin e si allontana gradualmente dalle Tre Cime, entrando nel vallone che scende verso la Val Campo di Dentro.

La discesa diviene progressivamente più accentuata lungo il vallone del Rio di San Candido, fra ghiaioni, pendii detritici e fasce di pino mugo. Più in basso l’ambiente alpino lascia spazio ai prati della Val Campo di Dentro. Il sentiero raggiunge quindi il Rifugio Tre Scarperi – Dreischusterhütte, situato a circa 1.626 m in una vasta conca prativa racchiusa dalle imponenti pareti delle Dolomiti di Sesto.

Dal Rifugio Tre Scarperi l’itinerario continua lungo la Val Campo di Dentro, con pendenze ormai più moderate, attraversando prati e boschi e seguendo l’asse naturale della valle verso la Val Pusteria. Superato il settore di Antoniusstein, la lunga discesa conduce infine a San Candido – Innichen, a circa 1.180 m. Il sentiero costituisce così una traversata completa dalle alte quote delle Tre Cime al fondovalle, unendo ambienti dolomitici severi, conche glaciali, valloni detritici, pascoli e boschi.

Nel suo insieme il sentiero 105 è un itinerario di grande sviluppo e notevole escursione altimetrica, coincidente per lunghi tratti con la prima tappa dell’Alta Via delle Dolomiti n. 4 “di Grohmann”. Il suo carattere cambia nettamente lungo il cammino: dall’ambiente aperto e roccioso delle Tre Cime alla lunga e verde Val Campo di Dentro, fino all’arrivo nel fondovalle di San Candido.

Elementi notevoli

  • Rifugio Auronzo: rifugio CAI posto ai piedi delle Tre Cime, importante punto di passaggio del settore meridionale dell’itinerario.
  • Forcella Col di Mezzo: valico a circa 2.315 m che permette di passare dal versante meridionale alla grande conca settentrionale delle Tre Cime.
  • Tre Cime di Lavaredo: massiccio dolomitico che domina il tratto d’alta quota e accompagna il percorso con le sue imponenti pareti settentrionali.
  • Rifugio Locatelli – Dreizinnenhütte: storico rifugio a circa 2.405 m, situato presso la Forcella di Toblin e direttamente affacciato sulle Tre Cime.
  • Rifugio Tre Scarperi – Dreischusterhütte: rifugio della Val Campo di Dentro, collocato in una vasta conca prativa ai piedi del gruppo dei Tre Scarperi.
  • Val Campo di Dentro: lunga valle dolomitica percorsa nella discesa verso San Candido, caratterizzata dal passaggio graduale dall’alta montagna ai prati e ai boschi del fondovalle.
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Sentiero 104 (BL)

 
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Sentiero 101a (BL)

 
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Sentiero 101a_1 (BL)

 
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Sentiero 101 (BL)

Il sentiero 101 è una lunga traversata delle Dolomiti di Sesto che collega il Rifugio Auronzo, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, con Selvapiana in Valgrande, presso il Rifugio Lunelli. Il percorso si sviluppa per circa 21,5 km e attraversa alcuni degli ambienti più spettacolari e severi del gruppo dolomitico, raggiungendo quote superiori ai 2.600 m. La classificazione generale riportata è EEA, con particolare riferimento al tratto compreso tra la Busa di Dentro e il Passo della Sentinella, lungo la storica Strada degli Alpini.

Dal Rifugio Auronzo, a circa 2.330 m, il sentiero procede sul versante meridionale delle Tre Cime di Lavaredo verso il Rifugio Lavaredo e la Forcella Lavaredo. Superato questo primo settore, l’itinerario entra nel cuore delle Dolomiti di Sesto e prosegue attraverso un articolato ambiente d’alta quota, fra ghiaioni, valloni e pareti rocciose. La traversata mantiene a lungo quote elevate e conduce verso il settore di Pian di Cengia, dominato dalle grandi architetture dolomitiche del Monte Paterno, della Croda dei Toni e delle cime circostanti.

Procedendo verso est, il percorso raggiunge il settore della Forcella Giralba, importante passaggio tra l’alta Val Giralba e la Val Fiscalina. Da qui il sentiero 101 entra nel tratto più impegnativo dell’intero itinerario: la Strada degli Alpini. Il percorso, nato in larga parte dalla viabilità militare della Prima guerra mondiale, attraversa le pareti e i valloni attorno a Cima Undici sfruttando cenge naturali, tratti scavati nella roccia e passaggi attrezzati. L’esposizione e la possibile permanenza di neve nei canaloni richiedono esperienza escursionistica e attrezzatura adeguata.

La traversata della Strada degli Alpini passa dalla Busa di Dentro e dalle cenge sotto Cima Undici, raggiungendo il settore di Forcella Undici e quindi il Passo della Sentinella. Quest’ultimo, posto a oltre 2.600 m lungo il tracciato, è uno dei luoghi storicamente più significativi del gruppo: durante il primo conflitto mondiale costituiva un punto strategico sul fronte fra le posizioni italiane e austro-ungariche. Nell’area rimangono tracce di opere, ricoveri e postazioni militari inserite in un paesaggio roccioso particolarmente aspro.

Oltre il Passo della Sentinella il carattere dell’itinerario cambia nettamente. Il sentiero scende nel grande Vallon Popera, perdendo progressivamente quota tra ghiaioni e conche modellate dall’ambiente glaciale. Superato il piccolo Laghetto Popera, il percorso raggiunge il Rifugio Antonio Berti, posto a circa 1.950 m e importante punto d’appoggio per gli itinerari del gruppo Popera. Da qui la discesa continua con numerosi tornanti, attraversa il corso del Risena e termina presso il Rifugio Lunelli a Selvapiana, intorno ai 1.550 m.

Nel complesso il sentiero 101 è una traversata di alta montagna lunga e complessa, nella quale ai panorami delle Tre Cime si succedono gli ambienti più appartati del gruppo Popera. Il passaggio dalla normale escursione su sentiero ai tratti attrezzati della Strada degli Alpini ne determina il carattere e la difficoltà, mentre le numerose testimonianze della Grande Guerra aggiungono al valore paesaggistico un importante interesse storico.

Elementi notevoli

  • Rifugio Auronzo: punto di partenza dell’itinerario, situato a 2.333 m alla Forcella Longères, sul versante meridionale delle Tre Cime di Lavaredo.
  • Tre Cime di Lavaredo: celebre massiccio dolomitico che caratterizza il primo settore del percorso e il paesaggio d’alta quota circostante.
  • Strada degli Alpini: storico percorso attrezzato sulle cenge di Cima Undici, sviluppato in parte lungo opere realizzate durante la Prima guerra mondiale.
  • Passo della Sentinella: valico d’alta quota e importante luogo della Grande Guerra, con resti di opere e postazioni militari.
  • Vallon Popera: grande conca dolomitica attraversata nella discesa dal Passo della Sentinella verso il Rifugio Berti.
  • Rifugio Antonio Berti: rifugio a 1.950 m nel Vallon Popera, principale punto d’appoggio prima della discesa finale verso Selvapiana.
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