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Costa dei Trabocchi: trekking lungo il litorale più suggestivo d’Abruzzo

L'iconica macchina che ha dato il nome alla Costa dei Trabocchi

La Costa dei Trabocchi è uno dei tratti di litorale adriatico più affascinanti d’Italia. Si estende in provincia di Chieti, in Abruzzo, e deve il suo nome alle iconiche macchine da pesca in legno protese sul mare — i trabocchi, appunto — che Gabriele D’Annunzio descrisse come «anfibi antidiluviani». Oggi questo lembo di costa è anche un territorio di straordinario interesse per chi ama camminare, con sentieri costieri, riserve naturali, percorsi storici e una rete ciclopedonale tra le più belle d’Italia.

Il territorio

La Costa dei Trabocchi si sviluppa lungo la costa adriatica abruzzese tra Ortona e Vasto, nel tratto che lambisce nove comuni: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo. Il paesaggio è caratterizzato da un alternarsi continuo di falesie calcaree, piccole insenature sabbiose, spiagge di ciottoli, dune costiere e promontori boscosi che si affacciano direttamente sul mare.

La morfologia è quella tipica della costa adriatica centro-meridionale: a breve distanza dal mare il terreno si rialza rapidamente in colline coltivate a vigneti e oliveti, mentre lungo la riva la vegetazione mediterranea — leccio, pino d’Aleppo, ginepro — occupa i versanti scoscesi. Questa conformazione fa sì che anche brevi escursioni offrano dislivelli interessanti e scorci inattesi, con panorami che nelle giornate limpide spaziano fino al Gargano a sud e al Monte Conero a nord.

L’area è punteggiata da riserve naturali regionali che costituiscono i punti di maggiore interesse naturalistico per l’escursionista: la Riserva Naturale Punta dell’Acquabella (Ortona), la Riserva Naturale Ripari di Giobbe (San Vito Chietino), la Riserva Naturale Lecceta di Torino di Sangro e la Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci (Vasto), quest’ultima considerata il fiore all’occhiello del litorale abruzzese.

Sentieri presenti nell'area della Costa dei Trabocchi

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La Via Verde della Costa dei Trabocchi

Il percorso di riferimento per chi vuole esplorare la costa da Ortona a Vasto è la Via Verde della Costa dei Trabocchi, una pista ciclopedonale di circa 42 chilometri ricavata sul vecchio tracciato della ferrovia adriatica dismessa nel 2005. Il percorso è quasi interamente pianeggiante, ben segnalato, e attraversa gallerie illuminate, ponti panoramici e scorci direttamente a picco sul mare.

La Via Verde non è solo una ciclabile: è anche un sentiero percorribile a piedi in più tappe, adatto a escursionisti di ogni livello. Fa parte di un progetto più ampio denominato Rete Ciclabile dei Trabocchi, che con oltre 300 chilometri di percorsi segnalati collega la costa all’entroterra, permettendo di esplorare anche le colline e i vigneti dell’interno chietino.

Dal punto di partenza alla stazione di Ortona, il percorso attraversa il promontorio Dannunziano con tre brevi gallerie illuminate prima di arrivare a San Vito Chietino, dove si concentrano alcuni dei trabocchi più celebri e fotografati, tra cui il Trabocco Turchino, immortalato anche da D’Annunzio nel romanzo Il Trionfo della Morte. Continuando verso sud si incontrano Fossacesia, la foce del fiume Sangro, la Lecceta di Torino di Sangro e infine la Riserva di Punta Aderci, prima di raggiungere Vasto.

Percorsi di trekking

1. Sentiero costiero Ortona – San Vito Chietino

Questo tratto iniziale della costa è uno dei più scenografici. Il percorso costiero da Ortona a San Vito Chietino, di circa 10 km con un dislivello di circa 120 metri, è classificato come difficoltà E (escursionistico, medio/facile). Si snoda in parte sull’ex tracciato ferroviario e in parte su sentieri naturali che attraversano la Riserva Naturale Punta dell’Acquabella, un’area protetta che ospita una pineta costiera affacciata sull’Adriatico. Durante il percorso si incontra anche il Cimitero di Guerra Canadese di Ortona, testimonianza della Seconda Guerra Mondiale in una città che per la durezza dei combattimenti fu soprannominata la Stalingrado d’Italia.

2. Anello nella Riserva Lecceta di Torino di Sangro

Si attraversa la Riserva Naturale Lecceta di Torino di Sangro, un bosco costiero di grande pregio che si estende per circa 180 ettari dalla foce del Fiume Sangro. La lecceta ospita 474 specie vegetali (incluse rare orchidee), oltre 230 specie di lepidotteri e 60 specie di uccelli. All’interno si trova il Cimitero Militare Britannico, uno dei luoghi della memoria più toccanti di tutta la costa. I sentieri interni alla riserva permettono brevi escursioni naturalistiche con facile accesso dal percorso principale della Via Verde.

3. Riserva Naturale di Punta Aderci

Il sentiero ha una lunghezza totale di circa 8 km e parte dalla spiaggia di Punta Penna — che ospita il secondo faro più alto d’Italia dopo la Lanterna di Genova — percorre un primo tratto a ridosso delle dune, per poi arrampicarsi sul promontorio di Punta Aderci (26 m s.l.m.), da cui nelle giornate limpide si ammirano il Gran Sasso, la Maiella, i Monti Sibillini e il Monte Conero.

Il sentiero attraversa ambienti dunali ricchi di specie botaniche rare come la carota della spiaggia (Echinophora spinosa), l’eringio marittimo, la soldanella, l’elicriso e il giglio di mare (Pancratium maritimum). La riserva nella sua totalità si estende per 285 ettari dalla spiaggia di Punta Penna alla foce del Fiume Sinello.

4. Sentiero CAI 541 Da Punta Aderci al Bosco Don Venanzio

Dal mare, lungo il confine nord-occidentale della Riserva di “Punta Aderci”, nelle vicinanze della foce del fiume Sinello, si percorre un itinerario che costeggia rigogliosi vigneti, si snoda all’ombra di pioppi secolari e attraversa radure boschive immerse nella tipica vegetazione dell’ambiente fluviale, fino a raggiungere la Riserva del “Bosco di Don Venanzio”. Un’escursione oggi accessibile a tutti, sempre accompagnati da personale esperto.

Il Cammino d’Abruzzo

La costa è anche inserita nel percorso finale del Cammino d’Abruzzo, un tour ad anello regionale di circa 700 km che tocca oltre 70 comuni e si articola in 38 tappe, partendo da Pescara. Il Cammino d’Abruzzo è identificato dal simbolo del “piedino rosso” ed è stato fondato dall’associazione Abruzzo a Piede Libero. Il tratto costiero del cammino è valutato di difficoltà E (escursionistica), con dislivelli medi di circa 150 metri di salita e discesa per tappa.

Stagione e consigli pratici

La Costa dei Trabocchi si presta all’escursionismo in quasi tutte le stagioni. La primavera (aprile-giugno) è il periodo ideale: la vegetazione è rigogliosa, le temperature sono miti e i sentieri non sono affollati. L’autunno offre condizioni simili con una luce particolarmente bella per la fotografia. L’estate è percorribile ma richiede partenze nelle prime ore del mattino per evitare il caldo e l’affollamento dei mesi di luglio e agosto.

L’equipaggiamento necessario per i percorsi costieri è leggero: scarpe da trekking anche basse, berretto e crema solare, almeno un litro d’acqua a persona, giacca antipioggia. I sentieri interni alle riserve naturali (soprattutto Punta Aderci) possono presentare tratti sconnessi e terreno sabbioso o ghiaioso che richiede attenzione.

Lungo tutta la Via Verde sono presenti punti di sosta, fontanine e servizi igienici. Le stazioni ferroviarie di Ortona, San Vito Chietino e Fossacesia permettono di combinare la mobilità in treno con l’escursionismo, rendendo possibile percorrere tratti singoli senza dover tornare al punto di partenza a piedi.

Flora e fauna

La costa ospita ecosistemi rari per il versante adriatico. Nelle riserve dunali e nei promontori si trovano specie vegetali di pregio come il giglio di mare, le orchidee selvatiche e vari endemismi costieri. La fauna è particolarmente ricca di avifauna: nelle dune di Punta Penna nidifica il fratino (Charadrius alexandrinus), piccolo uccello limicolo protetto e raro. Lungo tutta la costa è possibile avvistare aironi, falchi di palude e, in mare, delfini. Nella Lecceta di Torino di Sangro vive il lupo appenninico e sono presenti 13 specie di pipistrelli e la più ampia popolazione di testuggine terrestre della regione.

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