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La manutenzione dell’attrezzatura dopo l’estate

Una calzatura da trekking che necessita di manutenzione

L’estate è la stagione in cui l’attrezzatura da trekking viene messa più a dura prova: polvere, sudore, sale, sabbia, acqua di torrenti e fontane, esposizione prolungata al sole. Prima di riporla per l’autunno, o prima di riprendere a usarla per le escursioni della mezza stagione, vale la pena dedicare qualche ora alla manutenzione. Un controllo fatto bene adesso significa attrezzatura pronta ed efficiente quando servirà di nuovo, ed evita brutte sorprese a metà di un sentiero.

Scarponi e scarpe da trekking

Sono probabilmente l’elemento che ha sofferto di più. Prima di tutto vanno puliti: si toglie il fango e la polvere secca con una spazzola a setole non troppo dure, si sciacquano sotto acqua corrente fredda o tiepida (mai calda, che può deformare le suole incollate) e si lasciano asciugare lontano da fonti di calore dirette come termosifoni o stufe, che seccano la pelle e i materiali sintetici causando screpolature.

Alcuni controlli specifici da fare:

  • Suola: verificare lo stato del tassellato e, soprattutto sugli scarponi con più stagioni alle spalle, controllare che la suola non si stia scollando dalla tomaia (fenomeno noto come idrolisi, tipico delle suole in poliuretano con qualche anno di vita anche se poco usate).
  • Impermeabilità: dopo lavaggi e usura, i trattamenti idrorepellenti si esauriscono. Un buon indicatore è vedere se l’acqua continua a perlare sulla superficie; se viene assorbita, è il momento di applicare un prodotto impermeabilizzante specifico per il materiale (pelle pieno fiore, scamosciata, o tessuto tecnico).
  • Lacci e occhielli: controllare che non siano sfilacciati e che gli occhielli metallici non siano piegati o in procinto di staccarsi.
  • Solette interne: estrarle per farle asciugare separatamente e valutarne l’usura; una soletta compressa perde capacità ammortizzante.

Zaino

Lo zaino accumula sudore sulla schiena e sulle spallacce, oltre a polvere e residui di cibo nelle tasche. Va svuotato completamente, capovolto e spazzolato, poi lavato a mano con acqua fredda e un detergente neutro, evitando la lavatrice per i modelli con struttura interna rigida o telaio in alluminio, che potrebbe deformarsi.

Da controllare con attenzione:

  • Cuciture delle spallacce e del punto vita, dove si concentra il carico maggiore.
  • Cerniere: pulirle dalla sabbia e dalla polvere e lubrificarle con un prodotto specifico o, in alternativa, con un po’ di cera di paraffina passata sui denti.
  • Fibbie e regolatori: verificare che scorrano bene e non siano incrinati dal sole.
  • Coprizaino: controllare che non abbia perso elasticità o che non si sia strappato.

Abbigliamento tecnico e membrane impermeabili

Le giacche a membrana (tipo Gore-Tex o equivalenti) e i pantaloni impermeabili vanno lavati seguendo sempre le indicazioni del produttore, con detersivi specifici privi di ammorbidente, che comprometterebbe il trattamento idrorepellente esterno (il cosiddetto DWR, Durable Water Repellent). Dopo il lavaggio, il trattamento va spesso riattivato: basta un passaggio in asciugatrice a bassa temperatura, se il capo lo consente, oppure il calore di un ferro da stiro a bassa temperatura interponendo un panno.

Per la biancheria tecnica e le magliette in materiale sintetico o in lana merino, un lavaggio regolare con detersivi specifici anti-odore evita che le fibre trattengano i batteri responsabili dei cattivi odori persistenti.

Bastoncini da trekking

I bastoncini da trekking vanno smontati (se telescopici o pieghevoli), puliti nelle sezioni interne dove si accumulano sabbia e residui, e asciugati bene prima di essere richiusi, per evitare che si blocchino per ossidazione o corrosione dei meccanismi di serraggio. I puntali in gomma vanno controllati e, se consumati, sostituiti: sono economici e la loro tenuta è importante sia sull’asfalto sia sui tratti rocciosi.

Sistemi di idratazione e borracce

Le sacche idriche (tipo bladder) e le borracce sono tra gli oggetti più trascurati mentre sono anche tra i più delicati dal punto di vista igienico: l’umidità residua favorisce la formazione di muffe e depositi di calcare. Vanno lavate con acqua e bicarbonato o con pastiglie disinfettanti specifiche, risciacquate accuratamente e fatte asciugare completamente aperte, evitando di richiuderle umide.

Kit di pronto soccorso

Dopo la stagione estiva è il momento giusto per fare l’inventario del proprio kit di primo soccorso: controllare le date di scadenza di disinfettanti, pomate e farmaci eventualmente contenuti, reintegrare garze e cerotti utilizzati, e verificare che la coperta termica non si sia deteriorata.

Frontale, batterie e dispositivi elettronici

Frontalini, GPS e orologi outdoor vanno controllati nella tenuta delle guarnizioni e nella funzionalità dei pulsanti. Le batterie, se scariche o vecchie, vanno rimosse prima di un lungo periodo di inutilizzo: il rischio di perdite di elettrolita che danneggiano i contatti è concreto, soprattutto con le pile alcaline lasciate per mesi nel vano batteria.

Tenda e sacco a pelo, per chi fa trekking di più giorni

Per chi pratica escursionismo con pernottamento, tenda e sacco a pelo meritano un’attenzione particolare. La tenda va montata anche solo in giardino o in terrazzo per farla asciugare completamente prima di riporla: riporre un doppio tetto anche solo leggermente umido favorisce la formazione di muffa che intacca l’impermeabilità del tessuto e non se ne va più. Il sacco a pelo va arieggiato e, se in piuma, mai riposto a lungo compresso nella sua sacca di trasporto: meglio conservarlo disteso o in un sacco a rete più ampio, per non schiacciare il potere isolante del piumino.

Conservazione per la stagione fredda

Un’ultima raccomandazione generale riguarda il luogo di conservazione: asciutto, areato e lontano dalla luce diretta del sole, che degrada i tessuti tecnici e i materiali plastici nel tempo. Meglio evitare cantine troppo umide o soffitte troppo calde nei mesi estivi, condizioni che accelerano entrambe il deterioramento dei materiali.

Dedicare una giornata a questi controlli, prima che l’attrezzatura venga riposta o riutilizzata per le escursioni autunnali, è un investimento minimo di tempo che allunga la vita del materiale e, soprattutto, ne garantisce l’affidabilità quando conta davvero: in mezzo al sentiero.

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