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Monte Cofano: il promontorio calcareo di Custonaci tra sella, costa e torri di guardia

Comune di Custonaci nella Riserva di Monte Cofano

Monte Cofano è un blocco calcareo isolato, alto 659 metri, che si alza direttamente dal Tirreno tra il golfo di Bonagia a ovest e il golfo di Cofano (Macari) a est. Dalla strada per San Vito Lo Capo il profilo a cuneo è inconfondibile; per chi cammina, l’interesse sta nella compattezza del territorio: in una riserva di 537,5 ettari si passa dal sentiero costiero a livello del mare a una sella intorno ai 250 metri, fino a una cima da cui la scheda regionale dell’itinerario indica la vista sulle Egadi, su Erice e sul Golfo di Bonagia, sulle falesie di San Vito Lo Capo e fino a Monte Sparacio.

Questo articolo va letto con una premessa. Il 25 luglio 2025 un vasto incendio ha colpito la riserva insieme alla vicina Riserva dello Zingaro, e l’area è rimasta chiusa alla fruizione a tempo indeterminato. I sentieri sono stati riaperti in due tempi nel 2026 (dal 1° maggio due itinerari, entro metà giugno il Sentiero del Mare), e nei mesi caldi l’ente gestore dispone chiusure giornaliere per rischio incendi. Lo stato delle informazioni temporanee è quello verificato il 30 settembre 2026; prima di partire va sempre ricontrollato.

Sentieri presenti nell'area della Riserva del Monte Cofano

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Geografia e caratteristiche del territorio

La riserva ricade interamente nel comune di Custonaci, in provincia di Trapani. Ha due ingressi: quello occidentale, sulla baia di Cornino (Cala Buguto), e quello orientale, dal lato di San Vito Lo Capo, presso la Tonnara di Cofano. Un sentiero costiero li collega, e una sella in quota divide il versante di Cornino da quello orientale.

Il rilievo fa parte del settore della catena siciliana noto come Monti di Capo San Vito, un insieme di unità tettoniche sovrapposte. Verso sud-est una dorsale carbonatica sale a Monte Palatimone (595 m), alla cui base si sviluppano brecce; più all’interno si alza Monte Sparacio (1110 m), indicato dalla scheda regionale dell’itinerario come il rilievo più alto dei Monti del Trapanese. Sul lato mare del Cofano le pareti cadono per 200-300 metri e sono spesso orlate da guglie taglienti.Ambiente, paesaggio e natura

La Riserva Naturale Orientata Monte Cofano è stata istituita con decreto dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente del 25 luglio 1997 (D.A. n. 486/44) ed è gestita dal Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale.

Sul piano faunistico la Riserva ospita l’aquila del Bonelli, il falco pellegrino e il corvo imperiale sulle pareti, oltre a una sosta rilevante di avifauna migratoria all’inizio della primavera e in autunno. Un elemento particolare è il Gorgo Cofano, una piccola depressione carsica che si riempie periodicamente d’acqua e ospita flora specializzata (lenticchia d’acqua e ranuncolo di Baudot).

Trekking e principali sentieri

Per i sentieri interni alla riserva non è stata individuata una numerazione CAI ufficiale. I percorsi sono descritti dal gestore della riserva e dalla rete sentieristica regionale promossa dall’Azienda foreste demaniali, che usa una propria numerazione di catasto. L’unica numerazione CAI verificata nell’area è quella della tappa SI V03 del Sentiero Italia CAI.

L’impianto è semplice: una costa da percorrere, una sella che fa da nodo e tre discese o salite che vi convergono. Quasi ogni itinerario si costruisce combinando questi elementi.

Il periplo del promontorio: Sentiero di Monte Cofano

Il percorso riunisce in uno sviluppo relativamente contenuto ambienti costieri, versanti calcarei, fenomeni carsici e testimonianze della storica frequentazione del promontorio, offrendo una lettura completa del paesaggio naturale e umano di Monte Cofano.

  • Partenza e arrivo: Cala Buguto (10 m), baia di Cornino; anello.
  • Lunghezza circa 8 km; tempo indicativo 3 ore.
  • Difficoltà: E
  • Fondo: sentiero, con tratto costiero pianeggiante e salita alla sella;
Sentiero Scaletta (“Scaletta Maruzza“)
  • Lunghezza 1,6 km solo andata; dislivello 250 m;
  • Difficoltà: “facile” con una dizione non CAI

È il percorso più caratteristico della riserva. Lasciata la spiaggetta di ciottoli di Agliareddi, circa 200 metri dopo si prende una stradella sterrata a sinistra e, dopo altri 250 metri circa, un’indicazione per Baglio Cofano porta su un sentiero che sale a tornanti. Era una via dei pastori: la pavimentazione è di ciottoli, con muretti e gradoni in pietra, e a un certo punto si entra in una grande fenditura della montagna, invisibile dalla costa.

Sentiero Italia CAI, tappa SI V03 (Custonaci – Macari)
  • Numerazione: SI V03, Sentiero Italia CAI.
  • Partenza e arrivo: Santuario di Maria SS. di Custonaci (180 m) a Macari.

La tappa passa dal santuario al Parco del Cerriolo, scende lungo la mulattiera fino a Scurati e alla Grotta Mangiapane (dopo 1,3 km), risale verso la sella fino al Gorgo Cofano, scende a est sulla scalinata “maruzza” (il tratto della Scaletta) e prosegue sulla costa verso Macari, attraversando il golfo e la baia sabbiosa di Santa Margherita. Il giro costiero del Monte Cofano è indicato dalla pagina di vasentiero.org come variante del Sentiero Italia, preferita per la spettacolarità. La stessa pagina segnala che non ci sono punti acqua.

Informazioni pratiche per l’escursionista

Chiusure temporanee (verificate il 30 settembre 2026). L’ente gestore chiude Zingaro e Monte Cofano per intere giornate quando la Protezione civile regionale segnala rischio incendi elevato. Nel 2026 gli avvisi riguardavano, tra gli altri, il 18-20 luglio, il 26 luglio e il 29 agosto. L’avviso del 28 agosto è l’ultimo trovato; dopo quella data non sono stati individuati nuovi avvisi, ma l’esito va controllato il giorno prima e la mattina stessa.

Orari. Secondo l’avviso pubblicato sul sito della Riserva dello Zingaro, che riporta anche Monte Cofano, le due riserve sono aperte tutti i giorni dalle 7:00 alle 19:00.

Biglietto. Nel 2022 fu annunciato il ripristino del biglietto d’ingresso, con un ticket unico per Monte Cofano e Zingaro. Importi e modalità attuali non sono stati verificati; il decreto istitutivo prevede in generale che il gestore possa chiedere un corrispettivo per la visita.

Acqua e strutture. Lungo gli itinerari non risultano punti acqua; una pagina di tappa del Sentiero Italia lo dice esplicitamente. Non sono stati individuati rifugi o bivacchi, e il regolamento vieta campeggio e bivacco.

Regolamento. Il testo allegato al decreto del 1997 stabilisce che le escursioni a piedi sono libere, ma il gestore può fissare limiti e precludere aree alla visita; vieta di allontanarsi dai percorsi predisposti, accendere fuochi all’aperto, asportare rocce, fossili e reperti, danneggiare vegetali, disturbare la fauna, abbandonare rifiuti, danneggiare cavità naturali e usare apparecchi sonori se non in cuffia. Le escursioni a cavallo sono ammesse solo su percorsi definiti.

Tempi e difficoltà. I dati riportati sono indicativi e dipendono da condizioni del momento, allenamento e stato dei sentieri dopo l’incendio. Dove le fonti divergono lo si è detto.

Cartografia. Il decreto istitutivo individua i confini sulla carta IGM 1:25.000, foglio 248 III N.E. Le pagine della rete regionale offrono tracce GPS e schede PDF scaricabili; il geoportale regionale SITR ha un WebGIS con i dati territoriali.

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