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Val Pusteria: tra Dolomiti di Sesto, altipiani di Braies e Vedrette

Le Tre Cme di Lavaredo in Val Pusteria

La Val Pusteria è una lunga depressione orientata da ovest a est che attraversa l’Alto Adige e prosegue in Tirolo Oriental. Per chi cammina, il fondovalle (intorno ai 1.200 m nel tratto alto) è soprattutto una linea di partenza: a sud si aprono le valli che entrano nelle Dolomiti di Sesto e di Braies, a nord quelle che risalgono verso le vedrette del Parco Vedrette di Ries-Aurina.

Tre parchi naturali provinciali si affacciano sulla valle: Tre Cime, Fanes-Sennes-Braies e Vedrette di Ries-Aurina. I primi due fanno parte del patrimonio UNESCO delle Dolomiti. Il risultato è un territorio in cui si passa in poche ore dalle praterie d’alpeggio alle pareti dolomitiche di quasi 3.000 metri, con una rete di rifugi fitta e un’accessibilità, dal punto di vista dei trasporti, fuori dal comune per le Alpi.

Questo articolo si concentra sull’Alta Pusteria dolomitica: Dolomiti di Sesto e Val Fiscalina, Val Campo di Dentro, Braies e Prato Piazza.

Sentieri presenti nell'area della Val Pusteria

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La valle ha due versanti idrografici. La sella di Dobbiaco, quasi impercettibile percorrendola in auto, è uno spartiacque: verso ovest la Rienza confluisce nell’Isarco e quindi nell’Adige, verso est la Drava scorre verso il Danubio e il Mar Nero. La Rienza nasce ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo e attraversa il Lago di Landro e il Lago di Dobbiaco prima di imboccare la valle principale. Il confine con l’Austria si trova oltre San Candido, nei pressi di Prato alla Drava.

Dal punto di vista geologico, le Dolomiti di Sesto, sono il pilastro nord-orientale delle Dolomiti e sono separate a nord dalle Alpi orientali dal Lineamento Periadriatico, detto anche Linea della Pusteria. In pratica, il versante sud della valle è dolomitico, quello nord appartiene a un altro sistema montuoso: la differenza si legge nel paesaggio, tra torri e ghiaioni da un lato e dorsali glaciali dall’altro.

Le valli di accesso più utili per l’escursionista sono quattro:

  • La Val Fiscalina si stacca dalla valle principale presso Moso (Sesto): è una valle di escavazione glaciale con fondovalle ampio e invaso da detriti, che nella parte alta si biforca.
  • La Val Campo di Dentro parte da San Candido ed è anch’essa glaciale, stretta e incassata.
  • La Val di Landro, a ovest, collega Dobbiaco con Carbonin e con il versante di Cortina.
  • La Val di Braies si apre a Monguelfo/Villabassa e porta al celebre lago.

Ambiente, paesaggio e natura

Vegetazione e habitat

Il clima del Parco Tre Cime è definito dal piano di gestione come marcatamente continentale: temperature medie annue tra 7 e 10 °C, forti escursioni termiche giornaliere e stagionali, precipitazioni tra 700 e 1.000 mm con un solo massimo, estivo. Per l’escursionista significa giornate stabili ma con temporali pomeridiani non rari proprio nei mesi più frequentati.

La successione altitudinale è chiara: peccete montane (con abete bianco in alcune stazioni fresche), peccete subalpine, lariceti e larici-cembreti, poi mughete. Le mughete sono l’habitat singolo più esteso del parco (circa il 20% della superficie), ma più di un terzo del territorio è costituito da ghiaioni e pareti rocciose. Alle quote alte prevalgono praterie basifile, pavimenti calcarei e piccoli laghetti nelle depressioni, come quelli dei Piani.

Fauna e flora d’interesse

È segnalata la presenza di nidi di aquila reale in Val Campo di Dentro, Val Fiscalina, Val di Landro e nella Valle della Rienza. Sopra il limite del bosco è presente la pernice bianca; nei boschi maturi sono segnalati gallo cedrone, gallo forcello, civetta nana e picchio nero. Fra i mammiferi sono ben distribuiti il camoscio e la lepre alpina; la salamandra alpina è accertata nell’alta Val Fiscalina. Nell’area di Braies e Fanes c’è presenza anche di stambecco e marmotta. Tra le specie floristiche, l’orchidea scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus) è tutelata a livello europeo e nel Parco Tre Cime è nota soprattutto nella Valle della Rienza e a Landro. Va ricordato che tutte le piante selvatiche nei parchi naturali sono protette: raccoglierle è vietato

Una montagna di guerra

Durante la Prima guerra mondiale il fronte tra truppe italiane e austriache passava per le Dolomiti di Sesto. Trincee, gallerie, camminamenti e postazioni sono oggi in parte inclusi nei sentieri escursionistici. Sul Monte Specie, davanti al Rifugio Vallandro, si trova ad esempio un edificio austro-ungarico dell’ex confine, usato fino alla guerra.

Trekking e principali sentieri

Una premessa utile: in questa parte delle Dolomiti i numeri dei sentieri si ripetono da valle a valle. Il sentiero 1, per esempio, è il segnavia dell’Alta Via 1 a Braies e anche quello che sale al Rifugio Roma da Riva di Tures. I numeri riportati qui vanno quindi sempre letti insieme alla zona di riferimento.

Giro delle Tre Cime di Lavaredo (segnavia CAI 101 e 105)

È l’anello più famoso delle Dolomiti, e il più affollato. Parte dal Rifugio Auronzo e gira attorno al gruppo passando da Forcella Lavaredo e dal Rifugio Locatelli.

  • Segnavia CAI: 101 e 105
  • Partenza e arrivo: parcheggio del Rifugio Auronzo, circa 2.320 m (altre fonti riportano fino a 2.333 m)
  • Lunghezza: circa 10 km; dislivello: +400 m / -400 m; tempo: circa 4 ore senza soste
  • Difficoltà: E
  • Punti d’appoggio: Rifugio Lavaredo (2.344 m) e Rifugio Locatelli (2.405 m); acqua solo ai rifugi

Il percorso segue prima un’ampia carrareccia (101), passa dalla chiesetta di Maria Ausiliatrice e dal Rifugio Lavaredo, sale a Forcella Lavaredo (2.454 m), supera la Croda Passaporto e il Monte Paterno fino al Rifugio Locatelli. Dal rifugio il sentiero 105 scende al Pian da Rin (2.173 m, con bivio per la Val Rimbon), risale il pianoro davanti alle pareti nord, tocca il Col Forcellina (2.232 m), la Capanna dei Pastori (2.283 m) e la Forcella Col de Medo (2.305 m) e rientra quasi in piano al punto di partenza.

Per l’escursionista, l’itinerario non è tecnicamente complesso ma si svolge sempre tra i 2.200 e i 2.450 m circa, in ambiente di alta montagna: in presenza di nebbia o temporale, la visibilità e il vento cambiano molto la percorribilità. Da evitare gli orari di punta (tarda mattinata, luglio e agosto) se si cerca silenzio.

Val Fiscalina: i rifugi Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia e Locatelli (segnavia CAI 101, 102, 103)

È l’alternativa, o il complemento, al giro classico. Parte da nord, dal fondovalle, e permette di costruire un anello di una lunga giornata (o di due, con pernottamento in rifugio): salita al Rifugio Zsigmondy-Comici, passaggio per Pian di Cengia e Locatelli, rientro per la Val Sassovecchio.

Numerazione e dati per i singoli tratti:

  • Fondovalle (Capanna di Fondovalle, 1.526-1.548 m a seconda della fonte) – Rifugio Zsigmondy-Comici (2.224 m): sentiero 103, circa 2 ore, difficoltà E. Questo tratto fa parte della prima tappa dell’Alta Via delle Dolomiti n. 5, che parte da Sesto e arriva a Pieve di Cadore.
  • Rifugio Zsigmondy-Comici – Passo Fiscalino (2.519 m) – Rifugio Pian di Cengia (2.528 m) – Rifugio Locatelli: sentiero 101. Dalla Forcella di Pian di Cengia il sentiero scende sul versante nord su ghiaia ripida, prima di proseguire in piano verso il Locatelli.
  • Rifugio Locatelli – Fondovalle: sentiero 102 attraverso i Laghi dei Piani e la Val Sassovecchio.
Val Campo di Dentro e Rifugio Tre Scarperi (segnavia CAI 105)

La Val Campo di Dentro, che parte da San Candido, è la via di accesso settentrionale al Locatelli. Il piano di gestione colloca il Rifugio Tre Scarperi a 1.626 m. Da lì il sentiero 105 porta al Locatelli in circa 3 ore.

Dal punto di vista naturalistico, la valle è dominata dal pino mugo (oltre il 60% della superficie) ed è un’area di nidificazione dell’aquila reale (piano di gestione).

Lago di Braies – Rifugio Biella (sentiero 1, Alta Via 1)

Da Braies parte la prima tappa dell’Alta Via delle Dolomiti n. 1, che arriva a Belluno. Il primo tratto, dal lago al Rifugio Biella, è anche una gita autonoma.

  • Segnavia: 1 (con il triangolo azzurro che contrassegna l’Alta Via 1)
  • Partenza: Lago di Braies, 1.489 m. Arrivo: Rifugio Biella (Seekofelhütte), 2.327 m. La differenza di quota tra le due località è di circa 840 m.
  • Percorso: si segue la mulattiera lungo la sponda occidentale del lago, poi il sentiero 1 sale in una valletta di mughi, supera due balzi rocciosi e raggiunge il valico di Porta Sora al Forn (2.388 m), dal quale il rifugio è raggiunto in breve discesa. La fonte lo definisce facile nonostante il dislivello.
  • Tempo: schede non istituzionali indicano circa 3 ore e mezza di salita (valore indicativo).
  • Facoltativo: salita in vetta alla Croda del Becco (2.810 m), con un breve tratto attrezzato con corda fissa nel punto più esposto secondo Planetmountain. Una classificazione CAI ufficiale per questa salita non è stata individuata: va considerata più impegnativa del resto dell’itinerario.
Prato Piazza e Monte Specie

È una delle escursioni più comode della zona per ottenere una vista sulle Tre Cime da una prospettiva diversa. Il Prato Piazza si trova nel Parco Fanes-Sennes-Braies e fa parte, secondo la Provincia di Bolzano, dei nuclei di pascolo d’alta quota dell’area protetta.

Partenza dal parcheggio di Prato Piazza (1.979 m), sentiero 37 verso il Rifugio Vallandro (2.040 m), poi sentiero 34 fino alla forcella del Monte Specie (2.200 m); la cima è a 2.307 m. Il tragitto è indicato in circa 10 km e circa 3 ore complessive, ed è definito poco impegnativo.

Quando andare

Le quote alte delle Dolomiti di Sesto sono percorribili in genere da fine giugno a fine settembre.

Luglio e agosto sono i mesi con la maggiore affluenza, in particolare lungo la strada del Rifugio Auronzo; settembre offre in genere meno traffico ma giornate più corte.

A inizio ottobre la stagione dei rifugi in quota è di norma già conclusa o prossima alla chiusura: chi cammina in autunno deve informarsi direttamente presso i gestori e valutare neve, ghiaccio e ore di luce.

Regole nei parchi naturali

Il codice di condotta dei parchi naturali altoatesini prevede, in sintesi:

  • niente veicoli a motore non autorizzati;
  • vietato il campeggio (eccezione: bivacco alpinistico temporaneo e in circostanze eccezionali);
  • vietato abbandonare rifiuti, raccogliere piante, funghi, minerali e fossili;
  • cani sempre al guinzaglio;
  • vietato accendere fuochi;
  • vietato l’uso di droni;
  • biciclette ed e-bike non ammesse su alcuni sentieri dei parchi.

I decreti istitutivi dei singoli parchi sono consultabili dalle pagine della Provincia (Tre Cime; Fanes-Sennes-Braies). Il centro visite del Parco Tre Cime si trova al Centro Culturale Grand Hotel di Dobbiaco (Via Dolomiti 37); quello del Fanes-Sennes-Braies a San Vigilio di Marebbe; quello del Vedrette di Ries-Aurina a Campo Tures.

Cartografia

  • Tabacco 1:25.000 n. 010 “Dolomiti di Sesto” (Tre Cime, Val Fiscalina, Val Campo di Dentro) e n. 017 “Dolomiti di Auronzo e del Comelico” (per l’area di Auronzo), secondo le schede CAI.
  • Kompass 1:25.000 n. K 625 “Sexten Dolomiten / Dolomiti di Sesto”.
  • Per la Valle Aurina: Kompass n. 82 “I Monti della Valle Aurina”.
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