Sentieri Digitali è una piattaforma web e app mobile interamente dedicata all’escursionismo in Italia, realizzata da Idra srls. Offre la mappatura completa di tutti i sentieri nazionali, ciascuno corredato di scheda dettagliata e scaricabile in KML/GPX. Grazie ai download offline per intere province, ai waypoint geolocalizzati (anche senza connessione) e alle segnalazioni pubbliche con foto, garantisce sicurezza e aggiornamenti costanti. È possibile pianificare itinerari punto-a-punto, sovrapporre layer cartografici, importare tracciati personali e consultare rubriche tematiche sull’outdoor.
QUI trovi approfondimenti e maggiori informazioni sulle caratteristiche principali.
I CONTENUTI DELLA PIATTAFORMA SONO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO  
Vuoi diventare Sponsor di Sentieri Digitali o contribuire alla sua crescita? CONTATTACI
 
Sentieri Digitali
X
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 338 (KR)

 

Il Sentiero 338 – Fiume Tassito–Monte Scorciavuoi è una salita lineare di circa 6,7 km che dal settore di Rinosi / bivio della SS 177 porta fino alla parte sommitale del Monte Scorciavuoi. Il dislivello è significativo: il percorso parte attorno a 1.290 metri e raggiunge circa 1.740 metri, con una progressione che diventa via via più montana man mano che si lascia il fondovalle.

Il tratto iniziale si colloca nel sistema idrografico del Tassito, in continuità con il punto terminale del Sentiero 337. Da qui il 338 prende quota sulle pendici occidentali dello Scorciavuoi, attraversando boschi e radure e allontanandosi rapidamente dalla viabilità di fondovalle. La salita non è uniforme: brevi tratti più dolci separano rampe che portano sui dossi superiori.

Avvicinandosi alla montagna il percorso raggiunge l’anticima dello Scorciavuoi e quindi prosegue verso la vetta. La dorsale domina l’alta valle del Tacina e costituisce uno dei rilievi più riconoscibili di questo settore della Sila Piccola. Alle quote superiori il bosco si fa più discontinuo e aumentano gli affacci verso le conche interne, con una lettura più ampia della successione di dossi che separa il Tacina dalle aree dell’Ampollino.

L’arrivo alla vetta del Monte Scorciavuoi conclude un itinerario nettamente diverso dai vicini anelli: qui il senso del percorso è l’ascesa, dal fiume alla dorsale. La classificazione E non implica difficoltà tecniche particolari, ma la salita prolungata e il dislivello richiedono buon allenamento. Il collegamento con il 337 permette inoltre di inserire il 338 in traversate più lunghe tra Tassito, Berberano, Rinosi e la montagna.

La parte conclusiva è la più caratterizzante. Superata l’anticima, il tracciato resta sul dorso dello Scorciavuoi e guadagna gli ultimi metri in un ambiente più aperto rispetto alle fasce boscate inferiori. La vetta non è soltanto il punto terminale ma il riferimento che organizza l’intera salita: ogni tratto precedente conduce progressivamente dalla valle alla dorsale. Per questo il 338 conserva una direzione narrativa molto chiara e non va confuso con il 337, che invece attraversa lo Scorciavuoi senza avere la cima come unico obiettivo.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 337 (KR)

 

Il Sentiero 337, indicato nel catasto come percorso dello Scorciavuoi, attraversa per circa 8,8 km il settore occidentale dell’alta valle del Tacina. Parte in area Fiume Tassito e termina a Rinosi, seguendo un itinerario lineare che sale inizialmente verso i rilievi boscosi e poi ridiscende verso il nodo stradale e sentieristico di fondovalle.

Dal Tassito il percorso raggiunge il bivio di Torre di Ponte Gallucci e continua verso Berberano. Questa parte si muove tra boschi e radure sul bordo dell’altopiano, in un’area dove confluiscono diversi itinerari provenienti da Ciricilla, dall’Ampollino e dall’alta valle del Tacina. Il profilo è più impegnativo di quanto suggerisca la quota di partenza: la traccia raggiunge quasi 1.700 metri prima di iniziare la discesa conclusiva.

Il tratto più alto entra nel settore di Scorciavuoi, massiccio che domina il versante occidentale della valle. Nei pressi della dorsale si stacca il breve 337A diretto alla vetta del Monte Scorciavuoi, mentre il 337 principale mantiene una linea di traversata e punta verso Rinosi. La vegetazione riflette il gradiente altimetrico, con pinete e boschi misti alle quote inferiori e faggete più estese nei settori alti e freschi.

La discesa finale conduce a Rinosi, dove la rete si ricompone: da questo settore parte anche il 338, che risale verso l’anticima e la vetta dello Scorciavuoi. Il 337, classificato E, è quindi una traversata di collegamento ma con un’identità geografica forte, perché mette in successione Tassito, Ponte Gallucci, Berberano e il massiccio dello Scorciavuoi prima di tornare verso il fondovalle.

Nel suo sviluppo il 337 mette in relazione due livelli della valle. La partenza nell’area del Tassito appartiene al sistema dei corsi d’acqua montani; il passaggio da Ponte Gallucci e Berberano porta progressivamente sui versanti; la zona di Scorciavuoi introduce infine alla dorsale alta. La discesa verso Rinosi riporta poi il camminatore a una quota più bassa e a un nodo da cui partono ulteriori collegamenti. Questa struttura a salita e successiva discesa spiega il profilo movimentato del sentiero.

Elementi notevoli

  • Fiume Tassito
  • Torre di Ponte Gallucci
  • Berberano
  • Massiccio dello Scorciavuoi
  • Rinosi
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 331 (KR)

Il sentiero CAI 331 “Anello di Casa Pasquale”, identificato dal Parco Nazionale della Sila anche come PNS 22, si sviluppa nel territorio di Cotronei, nell’area meridionale della Sila. L’itinerario prende avvio presso Trepidò Sottano e compie un ampio giro attraverso pinete e boschi dell’altopiano, toccando la zona della Condotta della Centrale di Orichella e di Casa Pasquale, per rientrare infine verso il punto di partenza. La classificazione escursionistica è E; il tracciato rilevato misura circa 4,9 km, mentre il catasto CAI indica per il percorso completo poco più di 5,1 km.

Da Trepidò Sottano, a circa 1.250 metri di quota, il sentiero procede inizialmente verso est e poi piega decisamente verso sud, entrando nella fascia boscata. La prima parte presenta una salita moderata ma continua, che porta rapidamente verso le quote più elevate dell’anello. La vegetazione è caratteristica dell’ambiente silano: lungo l’itinerario sono documentati tratti di pino laricio, ai quali si alternano formazioni con cerri, aceri e pioppi. In questo settore il percorso raggiunge circa 1.294 metri, quota massima del tracciato.

Superato il settore più alto, l’itinerario cambia progressivamente direzione e attraversa una zona movimentata da affioramenti rocciosi e grandi monoliti immersi nel bosco. Il cammino perde gradualmente quota, con brevi contropendenze, dirigendosi verso la parte orientale dell’anello. Fonti escursionistiche riferite allo stesso percorso segnalano inoltre il passaggio accanto a un piccolo corso d’acqua e la presenza di grandi esemplari di cerro, elementi che contribuiscono al carattere forestale di questo tratto.

Il sentiero raggiunge quindi il settore legato a Casa Pasquale e alla Condotta della Centrale di Orichella, entrambi espressamente riportati anche nel Catasto regionale dei sentieri escursionistici del CAI. Nella zona sono presenti i ruderi di Casa Pasquale; proseguendo lungo la viabilità forestale si incontra inoltre un tratto panoramico affacciato sulla vallata sottostante, con visuali che nelle giornate limpide si estendono in direzione di Caccuri. Qui il percorso scende fino alle quote inferiori dell’anello, attorno ai 1.220 metri.

Nell’ultima parte l’itinerario torna a guadagnare quota con andamento graduale, attraversando nuovamente il bosco e la pineta di Trepidò. Il rientro riporta verso Trepidò Sottano, chiudendo sostanzialmente l’anello nei pressi del punto di partenza. Nel complesso il CAI 331 è un itinerario breve e prevalentemente forestale, caratterizzato da modeste variazioni altimetriche, dalla tipica vegetazione della Sila e dalla presenza di testimonianze della viabilità e delle infrastrutture rurali e idrauliche dell’altopiano.

Elementi notevoli

  • Parco Nazionale della Sila: area protetta nella quale si sviluppa il sentiero, inserito nella rete escursionistica dell’area sud come PNS 22 – CAI 331.
  • Trepidò Sottano: località del territorio di Cotronei che costituisce il riferimento di partenza e rientro dell’anello.
  • Pineta di Trepidò: settore forestale dominato dal pino laricio attraversato dal percorso nelle porzioni iniziale e conclusiva.
  • Casa Pasquale: località che dà il nome all’itinerario, caratterizzata dalla presenza di ruderi lungo il settore orientale dell’anello.
  • Condotta della Centrale di Orichella: infrastruttura indicata tra i punti di passaggio ufficiali del sentiero CAI 331.
  • Affioramenti rocciosi e boschi di cerro: elementi naturalistici che caratterizzano la parte interna del percorso, insieme alle formazioni di pino laricio, acero e pioppo.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 330 (KR)

 

Il Sentiero 330 – Anello del Purgatorio sviluppa circa 9,6 km nel settore a est di Trepidò, con partenza e ritorno in località Secreti. È un circuito escursionistico di media lunghezza, compreso grossomodo tra 1.125 e 1.320 metri, che attraversa una zona più bassa e ondulata rispetto ai percorsi del Gariglione e alterna bosco, radure e dorsali secondarie.

Da Secreti il tracciato si porta verso Zacarogno e quindi nel settore chiamato Purgatorio. La progressione avviene su un paesaggio di altopiano inciso da valloncelli, con continui ma moderati cambi di quota. Il bosco è dominato nelle zone più favorevoli dal pino laricio, mentre nelle esposizioni più fresche compaiono latifoglie e formazioni miste.

Il punto più alto del circuito si concentra attorno al Colle del Purgatorio. Da qui l’anello cambia esposizione e inizia il rientro attraverso Cicerata, località che chiude il lato orientale del percorso. Questa sequenza — Secreti, Zacarogno, Purgatorio, Colle del Purgatorio, Cicerata — è ciò che rende il 330 facilmente distinguibile dagli altri anelli della zona: non ruota attorno a una singola cima, ma disegna una corona attorno a una serie di dossi e impluvi.

Il rientro a Secreti completa l’anello senza passare per centri abitati. La classificazione E e lo sviluppo inferiore ai dieci chilometri lo rendono un itinerario accessibile all’escursionista abituato a muoversi su sentieri di montagna, con l’attenzione richiesta soprattutto dall’orientamento nei numerosi bivi forestali. È uno dei percorsi ufficiali dell’area sud del Parco Nazionale della Sila.

Il settore del Purgatorio resta separato dai percorsi più frequentati attorno a Pian del Sole e Trepidò, e proprio questa posizione conferisce al 330 un carattere più appartato. Il circuito non intercetta laghi o grandi infrastrutture: i suoi riferimenti sono contrade, colli e boschi. L’orientamento si costruisce quindi attraverso la sequenza dei toponimi e dei dossi, con Colle del Purgatorio come punto di passaggio più elevato e Cicerata come riferimento sul ramo di rientro.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 329 (KR)

 

Il Sentiero 329, registrato nella rete del Parco come Anello della Chiesola Diruta, sviluppa circa 8,7 km con partenza e ritorno a Pian del Sole. Il percorso si trova nel settore di Trepidò, a breve distanza dal Lago Ampollino, e alterna piste forestali, sentieri nel bosco e radure su quote comprese indicativamente fra 1.360 e 1.530 metri.

Da Pian del Sole l’anello raggiunge Acqua di Grandine, nodo condiviso con il Sentiero 321, e quindi la Radura del Lupo. In questa prima parte dominano le pinete di laricio e i tratti di bosco misto, interrotti da affioramenti granitici e spazi aperti. Il profilo è mosso ma mai estremo: i numerosi saliscendi distribuiscono il dislivello lungo tutto il circuito.

Dalla Radura del Lupo il tracciato prosegue verso la Chiesola Diruta, rudere isolato che dà il nome ufficiale all’anello e costituisce il principale riferimento storico del percorso. L’area conserva il carattere appartato dell’altopiano, lontano dai nuclei abitati e inserito in un mosaico di foresta, radure e piccoli corsi d’acqua. Nei settori più aperti si percepisce anche la vicinanza del bacino dell’Ampollino.

Dopo la Chiesola il sentiero tocca Caprara e completa l’anello rientrando a Pian del Sole. La classificazione E è coerente con un itinerario escursionistico senza difficoltà tecniche marcate, ma abbastanza lungo da richiedere una buona gestione del tempo. Il 329 è particolarmente rappresentativo della Sila dell’Ampollino perché riunisce in un unico circuito pineta, radure, granito, memoria rurale e connessioni con i percorsi diretti verso Trepidò e il Tacina.

L’anello è anche un buon esempio della morfologia granitica dell’altopiano. Fra i boschi affiorano blocchi arrotondati e dossi poco pronunciati, mentre le radure interrompono la continuità della pineta senza trasformare il paesaggio in vera alta montagna. La presenza della Chiesola Diruta aggiunge un riferimento umano a un ambiente dominato dalla foresta: il rudere emerge come traccia di frequentazione antica lungo un percorso che oggi ha soprattutto carattere naturalistico ed escursionistico.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 321a (KR)

 

Il Sentiero 321A è un raccordo di circa 1,9 km tra Acqua di Grandine e la Radura del Lupo, nel settore di Trepidò. È un percorso lineare e breve, classificato T, che perde circa cento metri di quota dal punto di partenza e mette in comunicazione il 321 con la rete di sentieri che gravita attorno a Pian del Sole e alla Chiesola Diruta.

Da Acqua di Grandine il tracciato lascia il corridoio principale del Sentiero 321 e si inoltra nella fascia boscata. Il terreno è quello tipico dell’altopiano: pendenze moderate, piccoli impluvi, tratti di pineta di laricio e aperture erbose che interrompono la copertura forestale. La discesa è graduale ma continua e conduce verso un settore più basso e riparato.

La Radura del Lupo costituisce il punto geografico più riconoscibile dell’itinerario. Non è un arrivo isolato: la radura è attraversata anche dall’anello 329 della Chiesola Diruta, che da Pian del Sole passa per Acqua di Grandine, raggiunge la stessa radura e prosegue poi verso Caprara. Il 321A funziona quindi come una scorciatoia di collegamento fra due assi escursionistici diversi.

Per sviluppo e difficoltà il 321A è uno dei tratti più semplici del batch, ma ha una funzione territoriale precisa. Consente di passare rapidamente dal corridoio Trepidò–Tacina del 321 al sistema di percorsi attorno al Lago Ampollino, senza ricorrere alla viabilità ordinaria. Il suo interesse sta proprio nella continuità della rete e nel passaggio ravvicinato tra bosco e radura, più che nella presenza di una singola meta monumentale.

La brevità rende particolarmente evidente il ruolo di cerniera del percorso. In meno di due chilometri si passa da Acqua di Grandine, attraversata dal lungo 321, alla Radura del Lupo, inserita nell’anello 329. Chi conosce la rete locale può quindi usare il 321A per costruire combinazioni più ampie senza ripercorrere lo stesso tratto. Anche per questo il valore del sentiero è soprattutto geografico: unisce due itinerari principali attraverso un corridoio boschivo preciso e facilmente identificabile.

Elementi notevoli

  • Acqua di Grandine
  • Radura del Lupo
  • Raccordo con il Sentiero 321
  • Connessione con l’Anello 329
  • Pinete e radure dell’altopiano silano
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 321 (KR)

 

Il Sentiero 321 – Sentiero della Pulitreia collega Trepidò Soprano con il Ponte sul Tacina attraverso circa 13,3 km di altopiano silano. È un itinerario lineare, classificato E, che non punta a una vetta ma attraversa una successione di località interne tra pinete, radure e valloni: Acqua di Grandine, Tempone Zacarogno, Brunara, Pulitrea, Fischio e l’area di Torre Rinosi.

Da Trepidò Soprano il percorso si porta verso Acqua di Grandine, uno dei principali nodi della rete nel settore del Lago Ampollino. Qui si stacca il breve 321A per la Radura del Lupo e si incrociano anche itinerari che conducono verso Pian del Sole. Il 321 continua invece verso Tempone Zacarogno, mantenendosi su quote attorno ai 1.400 metri e attraversando la tipica alternanza silana di pino laricio, radure e bosco misto.

La parte centrale tocca Brunara e quindi Pulitrea, località che dà il nome al sentiero. Da qui il tracciato prosegue verso Fischio e piega progressivamente verso la testata del bacino del Tacina. Il profilo non presenta un’unica salita dominante: la fatica nasce piuttosto dai continui saliscendi e dalla lunghezza, con numerosi piccoli impluvi che frammentano il bordo dell’altopiano.

Nel tratto finale si raggiunge il bivio di Torre Rinosi e si scende verso il fiume Tacina, dove il percorso termina presso il ponte. Il passaggio dalla zona di Trepidò al corso d’acqua rende il 321 una traversata utile per comprendere la geografia di questo settore della Sila Piccola: dagli insediamenti turistici e dalle pinete dell’Ampollino alle aree più appartate della valle del Tacina, con numerosi raccordi verso i sentieri 316, 318 e 337.

La lunga distanza consente inoltre di cogliere la transizione fra il settore dell’Ampollino e quello del Tacina. Acqua di Grandine e Zacarogno appartengono alla rete di percorsi che gravita attorno a Trepidò e Pian del Sole; Pulitrea e Fischio segnano invece la progressiva apertura verso l’interno; Torre Rinosi e il ponte sul Tacina introducono infine al sistema di sentieri della valle. Il 321 non concentra l’interesse in una sola meta, ma nella successione ordinata di questi ambienti e nodi geografici.

Elementi notevoli

  • Trepidò Soprano
  • Acqua di Grandine
  • Tempone Zacarogno
  • Pulitrea e Fischio
  • Fiume Tacina e Ponte Tacina
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 312b (KR)

 

Il Sentiero 312B – Sentiero dei Giganti è un itinerario breve, circa 2 km, che parte dalla Caserma Forestale del Gariglione e sale nel bosco fino al settore alto del monte. Il nome deriva dagli alberi monumentali che si incontrano lungo il percorso: grandi esemplari di abete bianco, faggio e pino laricio sopravvissuti ai tagli che nel Novecento interessarono vaste parti della foresta.

Dalla caserma si entra immediatamente nella fustaia e si guadagna quota lungo un tracciato sinuoso. Il sentiero raggiunge la sterrata di servizio del ponte radio e prosegue verso un secondo bivio; nei pressi del percorso si incontrano alcuni dei “giganti” più rappresentativi, fra cui abeti bianchi e pini larici di grandi dimensioni. Il fondo diventa localmente roccioso, ma la difficoltà resta contenuta e la classificazione è T.

Uno dei passaggi più interessanti è l’Area Life, settore destinato alla conservazione e alla diffusione del seme dell’abete bianco locale. L’ecotipo del Gariglione è noto per la particolare resistenza e costituisce uno degli elementi botanici più caratteristici della montagna. Poco oltre si apre un punto panoramico verso la Valle del Tacina, che interrompe per un tratto la continuità del bosco e permette di leggere il versante meridionale del massiccio.

Il percorso chiude il proprio sviluppo nel settore del Gariglione, collegandosi alla rete del 312 e agli accessi della zona sommitale. Pur essendo molto più corto dei grandi anelli circostanti, concentra in pochi chilometri i tratti che rendono riconoscibile questa foresta: alberi vetusti, abetina-faggeta, memoria delle utilizzazioni boschive e affacci sul bacino del Tacina. È quindi un itinerario soprattutto naturalistico, con una progressione chiara dalla caserma al cuore del bosco monumentale.

La storia del bosco è parte integrante del percorso. La Caserma del Gariglione fu realizzata nel primo Novecento nel contesto delle attività forestali, mentre i grandi alberi rimasti testimoniano ciò che sopravvisse alle utilizzazioni più intense. Camminando tra abeti e faggi vetusti il sentiero mette quindi accanto due livelli di lettura dello stesso luogo: da una parte la selvicoltura e le infrastrutture di servizio, dall’altra la conservazione di esemplari monumentali e del patrimonio genetico dell’abete bianco.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 312 (KR)

 

Il Sentiero 312 – Anello del Monte Gariglione è un circuito di circa 4,3 km che parte dalla Caserma Forestale del Gariglione e compie il giro del settore sommitale dell’omonimo monte. La quota resta sempre elevata, fra circa 1.650 e 1.720 metri, e il percorso si sviluppa interamente nel cuore della foresta, con una sequenza di brevi salite e discese più che con un’unica ascesa continua.

Dalla caserma il tracciato entra subito nei boschi del Gariglione e raggiunge il settore della montagna in cui si innestano i collegamenti per la vetta e il Sentiero dei Giganti 312B. La foresta è dominata da faggio e abete bianco, con pino laricio nei tratti più luminosi. Il massiccio costituisce la quota culminante della Sila Piccola e il bosco che lo riveste è uno dei più importanti complessi forestali del Parco Nazionale della Sila.

Proseguendo sull’anello si incontrano i ruderi della carcara, testimonianza delle attività tradizionali legate allo sfruttamento delle risorse forestali. Il sentiero continua attorno al rilievo mantenendosi vicino alla parte alta del monte, senza raggiungerne direttamente la cima: per quella è previsto il breve raccordo 312A. La presenza di più bivi richiede attenzione alla segnaletica, perché in pochi chilometri convergono diversi itinerari del Gariglione.

Il rientro avviene nuovamente alla Caserma Forestale, costruzione legata alla storia della gestione dei boschi e punto naturale di accesso alla rete locale. La classificazione E è coerente con un percorso privo di difficoltà alpinistiche ma immerso in ambiente montano vero. È un itinerario compatto, adatto a comprendere la struttura del Gariglione: foresta vetusta, dorsale sommitale, antiche utilizzazioni del bosco e collegamenti verso i principali sentieri della zona.

Il circuito si presta anche a essere letto come punto di raccordo tra più esperienze del Gariglione. Dalla stessa area si può proseguire verso la vetta con il 312A oppure seguire il 312B tra i grandi alberi; il 312 resta invece fedele alla forma ad anello e gira attorno al rilievo. Questa geometria compatta permette di osservare come cambiano esposizione e composizione del bosco nel giro di pochi chilometri, mantenendo sempre come riferimento la caserma e la massa boscosa del monte.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 311d (KR)

 

Il Sentiero 311D attraversa per circa 3,4 km il settore delle “macchie” a est del Gariglione, collegando Macchia dell’Orso con Macchia Pitinella. Il percorso si mantiene quasi interamente tra 1.630 e 1.720 metri e non è una semplice traversata rettilinea: segue le ondulazioni del crinale forestale, toccando in successione Macchia dell’Arpa Ovest e Macchia dell’Arpa Est prima di convergere sul 311.

La partenza da Macchia dell’Orso avviene dentro uno dei nuclei più tipici della fascia montana silana. Qui il faggio convive con l’abete bianco e, nei tratti più aperti, con il pino laricio. La quota elevata mantiene il percorso in un ambiente fresco e continuo, dove l’orientamento dipende più dai cambi di dorsale e dai nodi della rete sentieristica che da punti abitati o manufatti.

Il passaggio per Macchia dell’Arpa è il tratto che caratterizza maggiormente l’itinerario. La località è documentata anche da un percorso del Parco che descrive prati, pascoli, faggete e bosco montano del settore tra Villaggio Principe, Pitinella e Macchia dell’Arpa. Sul 311D la progressione avviene però in quota, attraversando prima il settore occidentale e poi quello orientale della macchia, con piccoli saliscendi e frequenti cambi di esposizione.

L’arrivo a Macchia Pitinella riporta sul grande Anello del Gariglione 311. Da qui è possibile proseguire verso Differenze e il raccordo 311C per il Soleo oppure tornare in direzione della Caserma Forestale. Il 311D, classificato E, è quindi un collegamento breve ma territorialmente molto preciso: un attraversamento delle foreste alte che unisce tre toponimi storici della rete del Gariglione senza scendere nei fondovalle.

La quota quasi costante fa sì che il 311D abbia un andamento diverso dai raccordi diretti ai corsi d’acqua. Qui il cammino rimane sulla fascia alta e segue una successione di macchie forestali contigue, senza incontrare insediamenti né fondovalle. È proprio questa continuità a rendere riconoscibile il sentiero: i riferimenti sono Macchia dell’Orso, le due sezioni dell’Arpa e Pitinella, toponimi che descrivono una geografia di bosco e dorsali più che una rete di strade o nuclei abitati.

Elementi notevoli

  • Macchia dell’Orso
  • Macchia dell’Arpa
  • Macchia dell’Arpa Ovest
  • Macchia dell’Arpa Est
  • Macchia Pitinella
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 311c (KR)

 

Il Sentiero 311C è un breve collegamento di circa 1,6 km che da Differenze, sul grande anello del Gariglione, scende verso il fiume Soleo. In poco spazio perde quasi trecento metri di quota: il suo carattere è quindi molto diverso dai percorsi più distesi dell’altopiano e mette in comunicazione la fascia forestale alta con la testata valliva del Soleo. La direzione è netta, da ovest verso est, con arrivo nel fondovalle.

Il punto di partenza si trova in un settore di faggeta e abetina legato al complesso del Gariglione. Da Differenze il percorso abbandona la quota dell’anello 311 e si inserisce nel versante, seguendo una discesa progressivamente più marcata. Il paesaggio cambia insieme alla pendenza: alle superfici più ondulate dell’altopiano subentra una valle più incisa, dove impluvi e vegetazione ripariale anticipano la presenza del corso d’acqua.

Il Soleo è uno dei corsi d’acqua che drenano il versante orientale della Sila Piccola e riceve anche le acque di piccoli rii provenienti dal Gariglione. Il 311C raggiunge il fiume nella sua parte montana, lontano dai centri abitati, offrendo un accesso diretto a un ambiente più chiuso e umido rispetto alle dorsali superiori. La brevità non deve far sottovalutare il dislivello: percorso in senso inverso diventa una salita concentrata verso Differenze.

La funzione del sentiero è soprattutto di raccordo. A monte consente di inserirsi nell’Anello del Gariglione 311 e di proseguire verso Pitinella, Macchia dell’Orso e la Caserma Forestale; a valle termina sul Soleo, nel cuore del sistema di valloni che separa le alte foreste del Gariglione dai rilievi più orientali. La classificazione T riflette la semplicità tecnica del tracciato, pur in un ambiente montano appartato.

La differenza di quota fra i due estremi spiega bene la funzione del 311C: non è un itinerario panoramico di crinale, ma una breve via di accesso alla valle. In discesa il camminatore passa rapidamente dalla foresta alta del Gariglione a un ambiente più umido e incassato; in salita avviene l’opposto, con il Soleo che rimane alle spalle e la faggeta che accompagna il ritorno alla quota di Differenze. Il sentiero acquista così valore soprattutto come connessione tra due fasce ecologiche ravvicinate ma nettamente diverse.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 311 (KR)

 

Il Sentiero 311 – Anello del Gariglione compie un ampio giro di circa 18,5 km nel settore più alto della Sila Piccola, con partenza e ritorno alla Caserma Forestale del Gariglione. Il tracciato resta quasi sempre sopra i 1.500 metri e collega in sequenza le grandi macchie forestali che circondano il massiccio: dalla zona del Gariglione si porta verso Macchia Pitinella, raggiunge Differenze, attraversa il settore di Macchia dell’Orso e chiude nuovamente presso la caserma. È un anello lungo più per sviluppo che per escursione altimetrica, ma il continuo movimento del terreno e la distanza lo rendono un itinerario da affrontare con passo regolare.

Il carattere del percorso è soprattutto forestale. Nel complesso del Gariglione il faggio si mescola all’abete bianco, formando uno dei boschi più rappresentativi della Sila Piccola; accanto ai nuclei più maturi compaiono radure, impluvi e piccoli fossi che scendono verso i bacini del Tacina e del Soleo. La lunga traversata permette di leggere le differenze tra i versanti: i tratti più chiusi e freschi delle faggete si alternano a schiarite e dorsali dove il bosco lascia intravedere la struttura ondulata dell’altopiano.

La sezione orientale dell’anello porta nella zona di Differenze, nodo importante della rete locale: qui si stacca il 311C diretto al fiume Soleo. Proseguendo sul 311 si entra nelle macchie dell’Arpa e dell’Orso, ambiente di quota segnato da faggio, abete bianco e pino laricio; poco più a sud il 311D crea un collegamento più diretto fra Macchia dell’Orso e Pitinella. Questi raccordi fanno dell’anello una vera spina dorsale della rete escursionistica attorno al Gariglione, senza però togliere continuità al percorso principale.

Il rientro alla Caserma Forestale del Gariglione riporta nel settore storico della foresta. L’area conserva la memoria delle utilizzazioni boschive novecentesche ma anche lembi di popolamenti vetusti: proprio nei pressi della caserma e sui versanti meridionali del monte sopravvivono nuclei di foresta mista di grande interesse naturalistico. L’itinerario è classificato E e, per lunghezza e isolamento di alcuni tratti, richiede più attenzione alla gestione dei tempi che alla difficoltà tecnica.

Il disegno dell’anello è leggibile anche attraverso i suoi raccordi: nel settore di Pitinella e Macchia dell’Orso si innestano collegamenti che tagliano la parte orientale della foresta, mentre presso Differenze la valle del Soleo si apre sotto il bordo dell’altopiano. Sul lato opposto, verso la caserma, la rete si infittisce attorno al Monte Gariglione e ai percorsi 312, 312A e 312B. Il 311 lega quindi in un’unica camminata le due anime del massiccio, quella sommitale e quella dei lunghi corridoi forestali che scendono verso i bacini fluviali.

Elementi notevoli

  • Foresta del Gariglione
  • Caserma Forestale del Gariglione
  • Macchia Pitinella
  • Differenze e raccordo verso il Soleo
  • Macchia dell’Orso
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 401 (CS)

 
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 318b (CS)

 
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 318 (CS)

 
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 304 (CS)

 
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 327 (CZ)

Il Sentiero del Crocchio, classificato E, è una traversata di circa 4,7 km da Fiume Crocchio a Cascata del Paradiso. Sentiero del Crocchio dal fondovalle alla Cascata del Paradiso. Le quote oscillano fra circa 1246 e 1358 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Campano. Risale dal Fiume Crocchio verso Campano. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Monte Spineto e Cascata del Paradiso. Attraversa il settore di Monte Spineto. Termina presso la Cascata del Paradiso. La parte finale conduce verso Cascata del Paradiso, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

L’arrivo a Cascata del Paradiso conclude la traversata dopo il passaggio per Campano, Monte Spineto e Cascata del Paradiso. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Fiume Crocchio: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Campano: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Monte Spineto: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Cascata del Paradiso: sistema di salti d’acqua nel settore di Monte Spineto e Finoieri.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 328c Mucia – Fiume Crocchio (CZ)

Il Sentiero da Mucia al Fiume Crocchio, classificato E, è una traversata di circa 0,8 km da Mucia a Fiume Crocchio. Breve raccordo da Mucia alla valle del Crocchio. In appena 0,8 km il raccordo sale dalle quote di circa 1241 m fino al settore posto attorno a 1308 m.

All’inizio si succedono pendici boscate. Corrisponde alla diramazione CAI 328c. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Fiume Crocchio. Scende dalla località Mucia al Fiume Crocchio. Il segmento termina a Fiume Crocchio senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

L’arrivo a Fiume Crocchio chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

  • Mucia: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Fiume Crocchio: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Valle del Crocchio: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 339 (CZ)

 

Il Sentiero 339, classificato E, è una traversata di circa 6,4 km da Ponte Vecchio a Mazzaforte. Collegamento dal Simmerino verso Mazzaforte. L’andamento è nel complesso ascendente: dalle quote inferiori il sentiero guadagna progressivamente terreno fino ai settori prossimi a 1599 m.

All’inizio si succedono Cannapia e Trocanesi. Parte dal sistema del Ponte Vecchio e della fontana Cannapia. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Manu e Mazzaforte. Risale per Trocanesi e Manu. Termina a Mazzaforte sul margine dell’Alta Valle del Tacina. La parte finale conduce verso Mazzaforte, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Ponte Vecchio, Fontanella Cannapia, Trocanesi e Manu sono i riferimenti territoriali più strettamente legati a questo percorso. La loro successione permette di distinguere l’itinerario dai collegamenti vicini e ne chiarisce il rapporto con il rilievo e la rete locale.

L’arrivo a Mazzaforte conclude la traversata dopo il passaggio per Trocanesi, Manu e Mazzaforte. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Ponte Vecchio: storico attraversamento sul torrente Simmerino inserito nella rete sentieristica del Parco.
  • Fontanella Cannapia: fontana in pietra presso la valle del Simmerino e la strada forestale per Buturo.
  • Trocanesi: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Manu: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Mazzaforte: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 338 (CZ)

 

Il Sentiero 338, classificato E, è una traversata di circa 6,7 km da Fiume Tassito a Vetta del Monte Scorciavuoi. Salita dal Tassito alla vetta dello Scorciavuoi. L’andamento è nel complesso ascendente: dalle quote inferiori il sentiero guadagna progressivamente terreno fino ai settori prossimi a 1740 m.

All’inizio si succedono versante sud-occidentale. Guadagna oltre quattrocento metri di quota. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Anticima del Monte Scorciavuoi e Vetta del Monte Scorciavuoi. Offre aperture verso il Lago Ampollino. Raggiunge prima l’anticima e poi la vetta. La parte finale conduce verso Vetta del Monte Scorciavuoi, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Il Monte Scorciavuoi domina il settore settentrionale dell’Ampollino; le dorsali aperte segnano il passaggio dalle valli boscate alle quote sommitali.

L’arrivo a Vetta del Monte Scorciavuoi conclude la traversata dopo il passaggio per Lago Ampollino, Anticima del Monte Scorciavuoi e Vetta del Monte Scorciavuoi. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Fiume Tassito: corso d’acqua attraversato ai piedi del versante dello Scorciavuoi.
  • Lago Ampollino: grande invaso silano raggiunto sul margine orientale della traversata.
  • Anticima del Monte Scorciavuoi: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Vetta del Monte Scorciavuoi: sommità aperta raggiunta dalle diramazioni 337a e 338.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 337b (CZ)

 

Il Sentiero 337b, classificato T, collega in circa 0,8 km Bivio Rinosi a Feghicello. Breve collegamento fra Rinosi e Feghicello. In appena 0,8 km il raccordo sale dalle quote di circa 1664 m fino al settore posto attorno a 1710 m.

All’inizio si succedono bosco di pino. Attraversa pinete e rimboschimenti. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono radura panoramica e Feghicello. Supera una piccola altura a radura prima di Feghicello. Il segmento termina a Feghicello senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle. Il Monte Scorciavuoi domina il settore settentrionale dell’Ampollino; le dorsali aperte segnano il passaggio dalle valli boscate alle quote sommitali.

L’arrivo a Feghicello chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

  • Rinosi: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Feghicello: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Monte Scorciavuoi: rilievo dominante sul settore settentrionale dell’Ampollino.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 337a (CZ)

 

Il Sentiero 337a, classificato T, collega in circa 0,6 km Scorciavuoi a Vetta del Monte Scorciavuoi. Breve salita alla vetta del Monte Scorciavuoi. Il breve raccordo perde rapidamente quota, muovendosi dal settore più alto verso quello prossimo a 1665 m.

All’inizio si succedono radura sommitale. Risale la prateria sommitale e un tratto di faggeta. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Vetta del Monte Scorciavuoi. Raggiunge la cima aperta con punto trigonometrico. Il segmento termina a Vetta del Monte Scorciavuoi senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Il Monte Scorciavuoi domina il settore settentrionale dell’Ampollino; le dorsali aperte segnano il passaggio dalle valli boscate alle quote sommitali.

L’arrivo a Vetta del Monte Scorciavuoi chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

  • Scorciavuoi: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Monte Scorciavuoi: rilievo dominante sul settore settentrionale dell’Ampollino.
  • Vetta del Monte Scorciavuoi: sommità aperta raggiunta dalle diramazioni 337a e 338.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 337 (CZ)

 

Il Sentiero 337, classificato E, è una traversata di circa 8,8 km da Fiume Tassito a Rinosi. Traversata del versante dell’Ampollino fra il Tassito e Rinosi. L’andamento è nel complesso discendente: dai settori più alti il percorso perde quota verso il fondovalle, fino a circa 1288 m.

All’inizio si succedono Torre di Ponte Gallucci e Berberano. Attraversa il Fiume Tassito presso un vecchio settore di segheria. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Scorciavuoi e Rinosi. Sale fra faggete e radure con visuali sul Lago Ampollino. Passa per Berberano e Scorciavuoi prima di Rinosi. La parte finale conduce verso Rinosi, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle. Il Monte Scorciavuoi domina il settore settentrionale dell’Ampollino; le dorsali aperte segnano il passaggio dalle valli boscate alle quote sommitali.

L’arrivo a Rinosi conclude la traversata dopo il passaggio per Monte Scorciavuoi, Rinosi e Lago Ampollino. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Fiume Tassito: corso d’acqua attraversato ai piedi del versante dello Scorciavuoi.
  • Torre di Ponte Gallucci: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Berberano: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Monte Scorciavuoi: rilievo dominante sul settore settentrionale dell’Ampollino.
  • Rinosi: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Lago Ampollino: grande invaso silano raggiunto sul margine orientale della traversata.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 333a (CZ)

 

Il Sentiero 333a, classificato T, collega in circa 0,3 km Ponticello dei Pastori a Fontanella dei Pastori. Brevissima diramazione alla Fontanella dei Pastori. Le quote restano comprese fra circa 1620 e 1631 m, coerenti con la funzione locale del collegamento.

All’inizio si succedono Ponticello dei Pastori. Si sviluppa accanto al sentiero del Prometeo. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Fontanella dei Pastori. Raggiunge una piccola fontana in pietra. Il segmento termina a Fontanella dei Pastori senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Ponticello dei Pastori, Fontanella dei Pastori e Tirivolo sono i riferimenti territoriali più strettamente legati a questo percorso. La loro successione permette di distinguere l’itinerario dai collegamenti vicini e ne chiarisce il rapporto con il rilievo e la rete locale.

L’arrivo a Fontanella dei Pastori chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

  • Ponticello dei Pastori: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Fontanella dei Pastori: piccola fontana in pietra raggiunta dalla diramazione 333a.
  • Tirivolo: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 333 (CZ)

 

Il settore di Tirivolo è il punto di riferimento del Sentiero 333, classificato E, un itinerario ad anello di circa 4,7 km. Anello del Prometeo e del Colle del Telegrafo. Il profilo rimane raccolto fra circa 1586 e 1678 m, con ondulazioni contenute lungo il circuito.

All’inizio si succedono Valle Lunga, Gigante Prometeo e Colle del Telegrafo. Attraversa Valle Lunga e raggiunge il monumentale abete Prometeo. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono punto panoramico, Baracche dei Pastori e Tirivolo. Sale al Colle del Telegrafo. Rientra per le Baracche dei Pastori. La parte finale conduce verso Tirivolo, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Tirivolo, Valle Lunga, Prometeo e Colle del Telegrafo sono i riferimenti territoriali più strettamente legati a questo percorso. La loro successione permette di distinguere l’itinerario dai collegamenti vicini e ne chiarisce il rapporto con il rilievo e la rete locale.

Il rientro a Tirivolo completa il circuito. Tirivolo, Valle Lunga e Prometeo restano i riferimenti più caratteristici, insieme al profilo forestale e montano del settore.

Elementi notevoli

  • Tirivolo: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Valle Lunga: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Prometeo: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Colle del Telegrafo: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Baracche dei Pastori: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 332b (CZ)

 

Il Sentiero 332b, classificato T, è una traversata di circa 2,6 km da Cugno delle Sette Fontane a Ruderi del Piciaro. Collegamento dal Cugno delle Sette Fontane alla valle del Piciaro. L’andamento è nel complesso ascendente: dalle quote inferiori il sentiero guadagna progressivamente terreno fino ai settori prossimi a 1589 m.

All’inizio si succedono Valle del Torrente Piciaro. Scende dal cugno nella valle del torrente. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Ruderi del Piciaro. Termina presso i ruderi del Piciaro. La parte finale conduce verso Ruderi del Piciaro, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

L’arrivo a Ruderi del Piciaro conclude la traversata dopo il passaggio per Cugno delle Sette Fontane, Valle del Piciaro e Ruderi del Piciaro. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Cugno delle Sette Fontane: dorsale che separa i valloni del Pisarello e del Piciaro.
  • Valle del Piciaro: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Ruderi del Piciaro: resti storici o rurali incontrati lungo il percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 332a (CZ)

 

Il Sentiero 332a, classificato T, è una traversata di circa 2,0 km da Valle del Pisarello a Cascata del Piciaro. Raccordo di fondovalle fra Pisarello e la Cascata del Piciaro. Le quote oscillano fra circa 1446 e 1574 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Valle del Torrente Pisarello e Torrente Pisarello. Segue il vallone del Pisarello. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Cascata del Piciaro. Raggiunge la Cascata del Piciaro nel sistema di fossi tributari del Tacina. La parte finale conduce verso Cascata del Piciaro, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

L’arrivo a Cascata del Piciaro conclude la traversata dopo il passaggio per Valle del Pisarello, Torrente Pisarello e Cascata del Piciaro. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Valle del Pisarello: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Torrente Pisarello: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Cascata del Piciaro: salto d’acqua nel reticolo di valloni fra Pisarello e Tacina.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 332 (CZ)

 

Il Sentiero 332, classificato E, è una traversata di circa 7,0 km da Valle del Soleo a Valle del Tacina. Sentiero delle Quattro Valli fra Soleo, Pisarello, Piciaro e Tacina. L’andamento è nel complesso ascendente: dalle quote inferiori il sentiero guadagna progressivamente terreno fino ai settori prossimi a 1623 m.

All’inizio si succedono Valle del Fiume Soleo, Latteria, Rifugio Leone Grandinetti e Valle del Pisarello. Collega la Valle del Soleo al rifugio Leone Grandinetti. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Cugno delle Sette Fontane, Ruderi del Piciaro e Valle del Tacina. Attraversa la Valle del Pisarello e il Cugno delle Sette Fontane. Scende verso i ruderi del Piciaro e la Valle del Tacina. La parte finale conduce verso Valle del Tacina, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina. L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle.

L’arrivo a Valle del Tacina conclude la traversata dopo il passaggio per Cugno delle Sette Fontane, Piciaro e Valle del Tacina. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Valle del Soleo: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Rifugio Leone Grandinetti: rifugio situato lungo il collegamento fra Valle del Soleo e Pisarello.
  • Valle del Pisarello: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Cugno delle Sette Fontane: dorsale che separa i valloni del Pisarello e del Piciaro.
  • Piciaro: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Valle del Tacina: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 328b (CZ)

 

Il Sentiero 328b, classificato T, è una traversata di circa 1,9 km da Feliceto a Valle del Fiume Crocchio. Raccordo in discesa da Feliceto alla valle del Crocchio. Le quote oscillano fra circa 1474 e 1583 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono pendici boscate. Lascia Feliceto e perde quota nel bosco. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Valle del Fiume Crocchio. Termina sulla viabilità di fondovalle del Crocchio. Il segmento termina a Valle del Fiume Crocchio senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

L’arrivo a Valle del Fiume Crocchio conclude la traversata dopo il passaggio per Feliceto, Fiume Crocchio e Valle del Crocchio. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Feliceto: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Fiume Crocchio: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Valle del Crocchio: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 328a (CZ)

 

Il Sentiero 328a, classificato T, è una traversata di circa 2,1 km da Parco Avventura a Villaggio Grechi. Collegamento fra il Parco Avventura e Villaggio Grechi attraverso il Crocchio. Le quote oscillano fra circa 1568 e 1622 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Valle del Torrente Crocchio. Scende verso la valle del Torrente Crocchio. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Villaggio Grechi. Attraversa il corso d’acqua e raggiunge Villaggio Grechi. La parte finale conduce verso Villaggio Grechi, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

L’arrivo a Villaggio Grechi conclude la traversata dopo il passaggio per Torrente Crocchio, Villaggio Grechi e Tirivolo. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Parco Avventura: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Torrente Crocchio: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Villaggio Grechi: piccolo nucleo montano presso Tirivolo, attraversato dai collegamenti verso il Crocchio.
  • Tirivolo: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 328 (CZ)

 

Il Sentiero 328, classificato E, è una traversata di circa 11,8 km da Tirivolo a Colle di Vespa. Lunga traversata forestale a oriente di Tirivolo. L’andamento è nel complesso discendente: dai settori più alti il percorso perde quota verso il fondovalle, fino a circa 1280 m.

All’inizio si succedono Parco Avventura, Feliceto e Comunello. Tocca Feliceto e Comunello. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Mucia, Corvi Soprani, Corvi Sottani e Colle di Vespa. Raggiunge Mucia nel settore del Crocchio. Prosegue per Corvi Soprani e Corvi Sottani fino al Colle di Vespa. La parte finale conduce verso Colle di Vespa, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Tirivolo, Feliceto, Mucia e Corvi Soprani sono i riferimenti territoriali più strettamente legati a questo percorso. La loro successione permette di distinguere l’itinerario dai collegamenti vicini e ne chiarisce il rapporto con il rilievo e la rete locale.

L’arrivo a Colle di Vespa conclude la traversata dopo il passaggio per Corvi Soprani, Corvi Sottani e Colle di Vespa. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Tirivolo: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Feliceto: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Mucia: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Corvi Soprani: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Corvi Sottani: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Colle di Vespa: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 326 (CZ)

 

Il Sentiero 326, classificato E, è una traversata di circa 3,2 km da Villaggio Buturo a Torre della Marchesa. Collegamento da Buturo alla Torre della Marchesa attraverso la valle del Crocchio. Le quote oscillano fra circa 1470 e 1576 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Valle del Fiume Crocchio. Segue il settore alto del Fiume Crocchio. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Calistro e Torre della Marchesa. Passa per Calistro. Raggiunge la Torre della Marchesa e il bivio dei ruderi. La parte finale conduce verso Torre della Marchesa, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

L’arrivo a Torre della Marchesa conclude la traversata dopo il passaggio per Fiume Crocchio, Calistro e Torre della Marchesa. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Villaggio Buturo: nucleo montano della Sila Piccola e importante nodo della rete escursionistica.
  • Fiume Crocchio: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Calistro: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Torre della Marchesa: toponimo e punto terminale del sentiero 326, nel settore alto del Crocchio.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 325a (CZ)

 

Il Sentiero 325a, classificato T, collega in circa 0,3 km Pantanelli a Petra du Ruvazzu. Brevissima diramazione panoramica da Pantanelli. Le quote restano comprese fra circa 1512 e 1522 m, coerenti con la funzione locale del collegamento.

All’inizio si succedono Pantanelli. Raggiunge la roccia panoramica indicata come Petra du Ruvazzu. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Petra du Ruvazzu. Si innesta nel sistema dei sentieri di Pantanelli. Il segmento termina a Petra du Ruvazzu senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

L’arrivo a Petra du Ruvazzu chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

  • Pantanelli: località forestale che collega i sentieri di Buturo con le discese verso Magisano.
  • Petra du Ruvazzu: roccia panoramica raggiunta dalla brevissima diramazione 325a.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 325 (CZ)

 

Il Sentiero 325, classificato E, è una traversata di circa 14,1 km da Pantanelli a Magisano. Lunga discesa dalla Sila Piccola verso la presila di Magisano. L’andamento è nel complesso discendente: dai settori più alti il percorso perde quota verso il fondovalle, fino a circa 567 m.

All’inizio si succedono Guerino, bivio Cascata del Paradiso e Torre Forca. Perde quasi mille metri di quota. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Fiumara di Frinceri, San Polippo, Fiumara della Foresta e Magisano. Tocca il nodo di Guerino e il bivio della Cascata del Paradiso. Attraversa le fiumare di Frinceri e della Foresta prima di Magisano. La parte finale conduce verso Magisano, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

L’arrivo a Magisano conclude la traversata dopo il passaggio per Torre Forca, Fiumara della Foresta e Magisano. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Pantanelli: località forestale che collega i sentieri di Buturo con le discese verso Magisano.
  • Guerino: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Cascata del Paradiso: sistema di salti d’acqua nel settore di Monte Spineto e Finoieri.
  • Torre Forca: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Fiumara della Foresta: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
  • Magisano: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 324 (CZ)

 

Il settore di Ostello della Gioventù di Buturo è il punto di riferimento del Sentiero 324, classificato T, un itinerario ad anello di circa 2,9 km. Anello breve nei boschi di Buturo. Il profilo rimane raccolto fra circa 1462 e 1539 m, con ondulazioni contenute lungo il circuito.

All’inizio si succedono Buturo e Gigante di Buturo. Tocca il grande albero noto come Gigante di Buturo. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Ariola e Ostello della Gioventù. Attraversa il settore di Ariola prima di rientrare all’ostello. La parte finale conduce verso Ostello della Gioventù di Buturo, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

Il rientro a Ostello della Gioventù di Buturo completa il circuito. Buturo, Gigante di Buturo e Ariola restano i riferimenti più caratteristici, insieme al profilo forestale e montano del settore.

Elementi notevoli

  • Buturo: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Gigante di Buturo: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Ariola: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Ostello della Gioventù: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 323a (CZ)

 

Il Sentiero 323a, classificato E, è una traversata di circa 0,8 km da Bivio del Sentiero 323 a Cascate del Lupo e dei Faggi. Diramazione di accesso alle due cascate di Buturo. Il breve raccordo perde rapidamente quota, muovendosi dal settore più alto verso quello prossimo a 1216 m.

All’inizio si succedono bivio Sentiero 323, fianco di Trachicella e diramazione delle cascate. Scende con tornanti verso la testata della fiumara. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Cascata del Lupo e Cascata dei Faggi. Si divide nelle brevi diramazioni per le due cascate. Il segmento termina a Cascate del Lupo e dei Faggi senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

L’arrivo a Cascate del Lupo e dei Faggi chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

  • Trachicella: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Cascata del Lupo: salto d’acqua raggiunto dalle diramazioni del sistema 323-323a.
  • Cascata dei Faggi: cascata a ventaglio immersa nel bosco misto del settore di Buturo.
  • Buturo: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 323 (CZ)

 

Il Sentiero 323, classificato T, è una traversata di circa 3,6 km da Ostello della Gioventù di Buturo a Pantanelli. Traversata forestale nel sistema delle cascate di Buturo. Le quote oscillano fra circa 1408 e 1541 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Buturo, bosco misto e bivio Cascata del Lupo. Scende nel bosco misto di cerro, castagno, faggio e pino. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono bivio Cascata dei Faggi, Trachicella e Pantanelli. Incrocia la diramazione per le Cascate del Lupo e dei Faggi. Risale verso Pantanelli. La parte finale conduce verso Pantanelli, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

L’arrivo a Pantanelli conclude la traversata dopo il passaggio per Cascata dei Faggi, Trachicella e Pantanelli. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Buturo: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Cascata del Lupo: salto d’acqua raggiunto dalle diramazioni del sistema 323-323a.
  • Cascata dei Faggi: cascata a ventaglio immersa nel bosco misto del settore di Buturo.
  • Trachicella: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Pantanelli: località forestale che collega i sentieri di Buturo con le discese verso Magisano.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 321 (CZ)

 

Il Sentiero 321, classificato E, è una traversata di circa 13,3 km da Trepidò Soprano a Ponte sul Fiume Tacina. Lunga traversata dalla Sila crotonese al corridoio del Tacina. Le quote oscillano fra circa 1313 e 1448 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Acqua di Grandine, Timpone Zaccarogno e Brunara. Attraversa una sequenza di radure e dorsali fra Trepidò e Rinosi. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Pullitrea, Fischio, Torre Rinosi e Ponte sul Fiume Tacina. Converge sul nodo di Torre Rinosi. Termina presso il ponte sul Tacina. La parte finale conduce verso Ponte sul Fiume Tacina, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle.

L’arrivo a Ponte sul Fiume Tacina conclude la traversata dopo il passaggio per Pullitrea, Torre Rinosi e Fiume Tacina. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Trepidò Soprano: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Acqua di Grandine: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Timpone Zaccarogno: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Pullitrea: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Torre Rinosi: antica abitazione fortificata posta su una radura al margine dell’Alta Valle del Tacina.
  • Fiume Tacina: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 320b (CZ)

 

Il Sentiero 320b, classificato T, è una traversata di circa 2,4 km da Albergo delle Fate a Torrente Simmerino. Discesa da Villaggio Mancuso alla valle del Simmerino. L’andamento è nel complesso ascendente: dalle quote inferiori il sentiero guadagna progressivamente terreno fino ai settori prossimi a 1325 m.

All’inizio si succedono ruderi della piscina. Parte presso lo storico Albergo delle Fate. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono pineta di pino laricio e Torrente Simmerino. Attraversa il pino laricio della Riserva Poverella-Villaggio Mancuso. Termina sulla pista di fondovalle del Simmerino. La parte finale conduce verso Torrente Simmerino, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Fra Villaggio Mancuso, Monaco e i boschi della Poverella domina il pino laricio; torrenti, radure e vecchi presidi forestali scandiscono la rete escursionistica che converge su Simmerino e Roncino.

L’arrivo a Torrente Simmerino conclude la traversata dopo il passaggio per Riserva Poverella-Villaggio Mancuso, Torrente Simmerino e Villaggio Mancuso. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Albergo delle Fate: storico edificio di Villaggio Mancuso, punto di partenza del sentiero 320b.
  • Riserva Poverella-Villaggio Mancuso: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Torrente Simmerino: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Villaggio Mancuso: storica località turistica della Sila Piccola, punto di accesso ai boschi di Taverna.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 320a (CZ)

 

Il Sentiero 320a, classificato T, è una traversata di circa 1,3 km da Vecchia Locanda Mille Pini a Mulino ad Acqua. Breve raccordo dal settore di Mille Pini al vecchio mulino sul Simmerino. Le quote oscillano fra circa 1184 e 1288 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono bosco di pino laricio. Scende nel bosco della Riserva Poverella-Villaggio Mancuso. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Mulino ad Acqua e Torrente Simmerino. Raggiunge i resti del mulino sul greto del torrente. Il segmento termina a Mulino ad Acqua senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Fra Villaggio Mancuso, Monaco e i boschi della Poverella domina il pino laricio; torrenti, radure e vecchi presidi forestali scandiscono la rete escursionistica che converge su Simmerino e Roncino.

L’arrivo a Mulino ad Acqua conclude la traversata dopo il passaggio per Mulino ad Acqua, Torrente Simmerino e Riserva Poverella-Villaggio Mancuso. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Vecchia Locanda Mille Pini: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Mulino ad Acqua: resti di un antico mulino sul greto del torrente Simmerino.
  • Torrente Simmerino: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Riserva Poverella-Villaggio Mancuso: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 320 (CZ)

 

Il Sentiero 320, classificato E, è una traversata di circa 4,5 km da Cutura a Fontanella Cannapia. Sentiero del torrente Simmerino e del Ponte Vecchio. Le quote oscillano fra circa 1156 e 1289 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Vecchia Locanda Mille Pini, Quarto di Simmerina e Mulino ad Acqua. Attraversa la pineta della Riserva Poverella-Villaggio Mancuso. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Torrente Simmerino, Ponte Vecchio e Fontanella Cannapia. Costeggia il torrente Simmerino. Tocca i resti del Mulino ad Acqua e lo storico Ponte Vecchio. La parte finale conduce verso Fontanella Cannapia, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Fra Villaggio Mancuso, Monaco e i boschi della Poverella domina il pino laricio; torrenti, radure e vecchi presidi forestali scandiscono la rete escursionistica che converge su Simmerino e Roncino.

L’arrivo a Fontanella Cannapia conclude la traversata dopo il passaggio per Ponte Vecchio, Fontanella Cannapia e Riserva Poverella-Villaggio Mancuso. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Cutura: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Torrente Simmerino: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Mulino ad Acqua: resti di un antico mulino sul greto del torrente Simmerino.
  • Ponte Vecchio: storico attraversamento sul torrente Simmerino inserito nella rete sentieristica del Parco.
  • Fontanella Cannapia: fontana in pietra presso la valle del Simmerino e la strada forestale per Buturo.
  • Riserva Poverella-Villaggio Mancuso: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 318b (CZ)

 

Il Sentiero 318b, classificato E, è una traversata di circa 5,3 km da Berberano a Vaccheria Alta. Traversata fra Berberano e la parte alta della valle del Tacina. L’andamento è nel complesso ascendente: dalle quote inferiori il sentiero guadagna progressivamente terreno fino ai settori prossimi a 1662 m.

All’inizio si succedono Feghicello. Risale dal settore di Berberano verso Feghicello. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Tacina e Vaccheria Alta. Supera la dorsale e raggiunge il Tacina presso Vaccheria Alta. La parte finale conduce verso Vaccheria Alta, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle.

L’arrivo a Vaccheria Alta conclude la traversata dopo il passaggio per Feghicello, Fiume Tacina e Vaccheria Alta. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Berberano: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Feghicello: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Fiume Tacina: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Vaccheria Alta: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 318a (CZ)

 

Il Sentiero 318a, classificato E, è una traversata di circa 3,7 km da Valle di Ciricilla a Alta Valle del Tacina. Collegamento trasversale fra le valli di Ciricilla e del Tacina. L’andamento è nel complesso ascendente: dalle quote inferiori il sentiero guadagna progressivamente terreno fino ai settori prossimi a 1538 m.

All’inizio si succedono dorsale di collegamento. Sale dalla Valle di Ciricilla. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Alta Valle del Tacina. Scavalca la dorsale e ridiscende nell’Alta Valle del Tacina. La parte finale conduce verso Alta Valle del Tacina, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle. La Valle Ciricilla costituisce un corridoio naturale fra l’altopiano e il bacino dell’Ampollino, con boschi e radure che accompagnano i raccordi della rete.

L’arrivo a Alta Valle del Tacina conclude la traversata dopo il passaggio per Valle di Ciricilla, Alta Valle del Tacina e Tacina. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Valle di Ciricilla: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Alta Valle del Tacina: ampia conca prativa attraversata dalle sorgenti e dai primi rami del Tacina.
  • Tacina: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 318 (CZ)

 

Il Sentiero 318, classificato E, è una traversata di circa 7,2 km da Ciricilla a Lago Ampollino. Discesa di valle da Ciricilla al bacino dell’Ampollino. Le quote oscillano fra circa 1287 e 1399 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Valle di Ciricilla. Percorre la Valle di Ciricilla. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Berberano e Lago Ampollino. Raggiunge Berberano e quindi le sponde del Lago Ampollino. La parte finale conduce verso Lago Ampollino, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

La Valle Ciricilla costituisce un corridoio naturale fra l’altopiano e il bacino dell’Ampollino, con boschi e radure che accompagnano i raccordi della rete.

L’arrivo a Lago Ampollino conclude la traversata dopo il passaggio per Valle di Ciricilla, Berberano e Lago Ampollino. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Ciricilla: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Valle di Ciricilla: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Berberano: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Lago Ampollino: grande invaso silano raggiunto sul margine orientale della traversata.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 317 (CZ)

 

Il Sentiero 317, classificato E, è una traversata di circa 6,0 km da Acqua delle Donne a Colle del Telegrafo. Traversata forestale fra Acqua delle Donne e il Colle del Telegrafo. L’andamento è nel complesso discendente: dai settori più alti il percorso perde quota verso il fondovalle, fino a circa 1448 m.

All’inizio si succedono Luparella. Attraversa Luparella. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Strada Borbonica e Colle del Telegrafo. Intercetta un tratto indicato come Strada Borbonica. Termina sul Colle del Telegrafo. La parte finale conduce verso Colle del Telegrafo, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Acqua delle Donne, Luparella, Strada Borbonica e Colle del Telegrafo sono i riferimenti territoriali più strettamente legati a questo percorso. La loro successione permette di distinguere l’itinerario dai collegamenti vicini e ne chiarisce il rapporto con il rilievo e la rete locale.

L’arrivo a Colle del Telegrafo conclude la traversata dopo il passaggio per Luparella, Strada Borbonica e Colle del Telegrafo. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Acqua delle Donne: località d’alta quota che funge da nodo fra i collegamenti del settore Roncino-Telegrafo.
  • Luparella: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Strada Borbonica: tratto di viabilità storica intercettato dal sentiero del Colle del Telegrafo.
  • Colle del Telegrafo: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 316b (CZ)

 

Il Sentiero 316b, classificato E, è una traversata di circa 5,0 km da Timpone Morello Nord a Ciricilla. Collegamento fra la dorsale di Timpone Morello e la Valle di Ciricilla. L’andamento è nel complesso discendente: dai settori più alti il percorso perde quota verso il fondovalle, fino a circa 1381 m.

All’inizio si succedono Valle di Ciricilla. Lascia il crinale spartiacque del Tacina. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Ciricilla. Scende nella Valle di Ciricilla fino alla località omonima. La parte finale conduce verso Ciricilla, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

La Valle Ciricilla costituisce un corridoio naturale fra l’altopiano e il bacino dell’Ampollino, con boschi e radure che accompagnano i raccordi della rete.

L’arrivo a Ciricilla conclude la traversata dopo il passaggio per Timpone Morello, Valle di Ciricilla e Ciricilla. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Timpone Morello: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Valle di Ciricilla: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Ciricilla: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 316a (CZ)

 

Il Sentiero 316a, classificato T, è una traversata di circa 1,7 km da Mazzaforte a Testa di Simmari. Breve collegamento di crinale sul margine occidentale dell’Alta Valle del Tacina. L’andamento è nel complesso discendente: dai settori più alti il percorso perde quota verso il fondovalle, fino a circa 1448 m.

All’inizio si succedono Mazzaforte. Stacca dal sistema del 316 in località Mazzaforte. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Testa di Simmari. Scende verso Testa di Simmari. Il segmento termina a Testa di Simmari senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle.

L’arrivo a Testa di Simmari conclude la traversata dopo il passaggio per Mazzaforte, Testa di Simmari e Alta Valle del Tacina. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Mazzaforte: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Testa di Simmari: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Alta Valle del Tacina: ampia conca prativa attraversata dalle sorgenti e dai primi rami del Tacina.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 316 (CZ)

 

Il Sentiero 316, classificato E, è una traversata di circa 11,1 km da Timpone Morello a Torre Rinosi. Traversata dell’alta valle del Tacina fra dorsali, praterie e faggete. L’andamento è nel complesso ascendente: dalle quote inferiori il sentiero guadagna progressivamente terreno fino ai settori prossimi a 1619 m.

All’inizio si succedono Mazzaforte, Timpone Morello Nord e Alta Valle del Tacina. Aggira il versante occidentale di Timpone Morello. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Vaccheria Alta, Rinosi e Torre Rinosi. Entra nella testata dell’Alta Valle del Tacina e segue il fiume. Passa presso antichi ricoveri pastorali e raggiunge la radura di Torre Rinosi. La parte finale conduce verso Torre Rinosi, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle.

L’arrivo a Torre Rinosi conclude la traversata dopo il passaggio per Vaccheria Alta, Rinosi e Torre Rinosi. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Timpone Morello: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Mazzaforte: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Alta Valle del Tacina: ampia conca prativa attraversata dalle sorgenti e dai primi rami del Tacina.
  • Vaccheria Alta: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Rinosi: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Torre Rinosi: antica abitazione fortificata posta su una radura al margine dell’Alta Valle del Tacina.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 315b (CZ)

 

Il Sentiero 315b, classificato T, è una traversata di circa 2,7 km da Guerricio a Maru. Breve sentiero dei Monoliti tra Guerricio e Maru. Le quote oscillano fra circa 1296 e 1435 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Monoliti. Attraversa il settore dei monoliti rocciosi. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Maru. Collega Guerricio con Maru. La parte finale conduce verso Maru, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Guerricio, Monoliti, Maru e Boschi di pino laricio sono i riferimenti territoriali più strettamente legati a questo percorso. La loro successione permette di distinguere l’itinerario dai collegamenti vicini e ne chiarisce il rapporto con il rilievo e la rete locale.

L’arrivo a Maru conclude la traversata dopo il passaggio per Monoliti, Maru e Boschi di pino laricio. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Guerricio: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Monoliti: formazioni rocciose che caratterizzano il sentiero 315b.
  • Maru: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Boschi di pino laricio: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 315a (CZ)

 

Il Sentiero 315a, classificato T, è una traversata di circa 2,2 km da Scutello a Roncino. Variante diretta tra Scutello e Roncino. Le quote oscillano fra circa 1207 e 1274 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono bivio Caserma Vecchia. Passa dal bivio della Caserma Vecchia. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Roncino. Termina nel nodo forestale di Roncino. La parte finale conduce verso Roncino, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Fra Villaggio Mancuso, Monaco e i boschi della Poverella domina il pino laricio; torrenti, radure e vecchi presidi forestali scandiscono la rete escursionistica che converge su Simmerino e Roncino.

L’arrivo a Roncino conclude la traversata dopo il passaggio per Scutello, Caserma Vecchia e Roncino. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Scutello: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Caserma Vecchia: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Roncino: nodo forestale con caserma, vivaio e piccolo laghetto, attraversato da più itinerari CAI.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 315 (CZ)

 

Il Sentiero 315, classificato E, è una traversata di circa 4,0 km da Scutello a Maru. Collegamento forestale tra Scutello, Roncino e Maru. L’andamento è nel complesso ascendente: dalle quote inferiori il sentiero guadagna progressivamente terreno fino ai settori prossimi a 1379 m.

All’inizio si succedono Rifugio Forestale Roncino e Roncino. Tocca il rifugio forestale e il laghetto di Roncino. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Guerricio e Maru. Prosegue verso Guerricio e Maru. La parte finale conduce verso Maru, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Fra Villaggio Mancuso, Monaco e i boschi della Poverella domina il pino laricio; torrenti, radure e vecchi presidi forestali scandiscono la rete escursionistica che converge su Simmerino e Roncino.

L’arrivo a Maru conclude la traversata dopo il passaggio per Rifugio Forestale Roncino, Guerricio e Maru. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Scutello: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Roncino: nodo forestale con caserma, vivaio e piccolo laghetto, attraversato da più itinerari CAI.
  • Rifugio Forestale Roncino: struttura forestale presso uno dei principali nodi escursionistici della zona.
  • Guerricio: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Maru: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 313e (CZ)

 

Il settore di Fosso del Baraccone è il punto di riferimento del Sentiero 313e, classificato T, un itinerario ad anello di circa 1,9 km. Breve itinerario legato alle opere idrauliche storiche del settore. Il profilo rimane raccolto fra circa 1445 e 1479 m, con ondulazioni contenute lungo il circuito.

All’inizio si succedono opere di presa dell’Acquedotto di Crotone. Raggiunge le opere di presa dell’Acquedotto di Crotone. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono bivio Fosso del Baraccone. Si sviluppa attorno al Fosso del Baraccone. Il segmento termina a Fosso del Baraccone senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle.

Il rientro a Fosso del Baraccone completa il circuito. Fosso del Baraccone, Opere di presa dell’Acquedotto di Crotone e Valle del Tacina restano i riferimenti più caratteristici, insieme al profilo forestale e montano del settore.

Elementi notevoli

  • Fosso del Baraccone: incisione valliva che collega il sistema Gariglione-Pisarello al Tacina.
  • Opere di presa dell’Acquedotto di Crotone: manufatti idraulici che caratterizzano il breve anello 313e.
  • Valle del Tacina: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 313d (CZ)

 

Il Sentiero 313d, classificato T, collega in circa 0,3 km Cugno Pisarello a Vetta del Cugno di Pisarello. Breve accesso alla sommità del Cugno di Pisarello. Il breve raccordo perde rapidamente quota, muovendosi dal settore più alto verso quello prossimo a 1667 m.

All’inizio si succedono Cugno Pisarello. Guadagna rapidamente la cima del cugno. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Vetta del Cugno di Pisarello. Si trova nel settore alto della Riserva Gariglione-Pisarello. Il segmento termina a Vetta del Cugno di Pisarello senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

L’arrivo a Vetta del Cugno di Pisarello chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

  • Cugno Pisarello: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Vetta del Cugno di Pisarello: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Bosco Pisarello: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 313c (CZ)

 

Il Sentiero 313c, classificato T, collega in circa 0,4 km Cugno di Porazzo a Vetta del Cugno di Porazzo. Breve diramazione di vetta sul Cugno di Porazzo. Il breve raccordo perde rapidamente quota, muovendosi dal settore più alto verso quello prossimo a 1610 m.

All’inizio si succedono Cugno di Porazzo. Sale direttamente al culmine del Cugno di Porazzo. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Vetta del Cugno di Porazzo. Si innesta sul sistema dell’anello 313. Il segmento termina a Vetta del Cugno di Porazzo senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

L’arrivo a Vetta del Cugno di Porazzo chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

  • Cugno di Porazzo: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Vetta del Cugno di Porazzo: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Pisarello: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 313b (CZ)

 

Il Sentiero 313b, classificato T, collega in circa 0,3 km Fosso del Baraccone a Fiume Tacina. Brevissimo raccordo dal Fosso del Baraccone al fiume Tacina. Il breve raccordo perde rapidamente quota, muovendosi dal settore più alto verso quello prossimo a 1413 m.

All’inizio si succedono bivio del Tacina. Perde rapidamente quota verso il fondovalle. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Fiume Tacina. Connette la rete del Pisarello al Tacina. Il segmento termina a Fiume Tacina senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle.

L’arrivo a Fiume Tacina chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

  • Fosso del Baraccone: incisione valliva che collega il sistema Gariglione-Pisarello al Tacina.
  • Fiume Tacina: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
  • Valle del Tacina: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 313a (CZ)

 

Il Sentiero 313a, classificato T, è una traversata di circa 1,8 km da Pisarello a Bosco Pisarello. Breve collegamento forestale nel settore di Pisarello. Le quote oscillano fra circa 1578 e 1620 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Pisarello. Entra nel Bosco Pisarello. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Bosco Pisarello. Si inserisce nella Riserva Gariglione-Pisarello. Il segmento termina a Bosco Pisarello senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

L’arrivo a Bosco Pisarello conclude la traversata dopo il passaggio per Pisarello, Bosco Pisarello e Riserva Gariglione-Pisarello. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Pisarello: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Bosco Pisarello: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
  • Riserva Gariglione-Pisarello: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 313 (CZ)

 

Il settore di Gariglione è il punto di riferimento del Sentiero 313, classificato E, un itinerario ad anello di circa 6,4 km. Anello tra Gariglione, Pisarello e i valloni affluenti del Tacina. Il circuito si muove fra circa 1433 e 1680 m, alternando risalite e discese mentre aggira rilievi e impluvi del settore.

All’inizio si succedono Pisarello, Fosso del Baraccone, Cascata del Piciaro e Cugno di Porazzo. Scende verso il Fosso del Baraccone. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Cugno Pisarello, Bosco Pisarello e Gariglione. Tocca la Cascata del Piciaro. Risale per i cugni di Porazzo e Pisarello. La parte finale conduce verso Gariglione, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

Il rientro a Gariglione completa il circuito. Pisarello, Fosso del Baraccone e Cascata del Piciaro restano i riferimenti più caratteristici, insieme al profilo forestale e montano del settore.

Elementi notevoli

  • Pisarello: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Fosso del Baraccone: incisione valliva che collega il sistema Gariglione-Pisarello al Tacina.
  • Cascata del Piciaro: salto d’acqua nel reticolo di valloni fra Pisarello e Tacina.
  • Cugno di Porazzo: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Cugno Pisarello: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Bosco Pisarello: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 312b (CZ)

 

Il settore di Caserma Forestale del Gariglione è il punto di riferimento del Sentiero 312b, classificato T, un itinerario ad anello di circa 2,0 km. Sentiero forestale dedicato ai grandi alberi del Gariglione. Il profilo rimane raccolto fra circa 1666 e 1747 m, con ondulazioni contenute lungo il circuito.

All’inizio si succedono Caserma Forestale, abeti, faggi e pini larici monumentali e bivio Ponte Radio. Attraversa nuclei di abete bianco, faggio e pino laricio di grandi dimensioni. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Area Life e Gariglione. Tocca l’Area Life per la conservazione dell’abete bianco. Offre un affaccio sulla Valle del Tacina. Il segmento termina a Gariglione senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Sul 312b la foresta è il principale motivo dell’escursione. Dalla Caserma Forestale del Gariglione si entra fra grandi abeti bianchi, faggi e pini larici; l’Area Life è connessa alla conservazione dell’ecotipo locale di abete bianco, mentre un’apertura permette di osservare la Valle del Tacina.

Il rientro a Gariglione completa il circuito. Caserma Forestale del Gariglione, Giganti del Gariglione e Area Life restano i riferimenti più caratteristici, insieme al profilo forestale e montano del settore.

Elementi notevoli

  • Caserma Forestale del Gariglione: storico presidio forestale posto nel cuore del complesso del Gariglione.
  • Giganti del Gariglione: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Area Life: settore destinato alla conservazione e diffusione dell’ecotipo locale di abete bianco.
  • Valle del Tacina: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Riserva Gariglione-Pisarello: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 312a (CZ)

 

Il Sentiero 312a, classificato T, collega in circa 0,6 km Monte Gariglione a Vetta del Monte Gariglione. Breve accesso alla vetta del Monte Gariglione. Il breve raccordo perde rapidamente quota, muovendosi dal settore più alto verso quello prossimo a 1718 m.

All’inizio si succedono pendici sommitali del Gariglione. Raggiunge il punto culminante della Sila Piccola. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Vetta del Monte Gariglione. Si sviluppa interamente nel settore sommitale. Il segmento termina a Vetta del Monte Gariglione senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

L’arrivo a Vetta del Monte Gariglione chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 312 (CZ)

 

Il settore di Caserma Forestale del Gariglione è il punto di riferimento del Sentiero 312, classificato E, un itinerario ad anello di circa 4,3 km. Anello sommitale attorno al Monte Gariglione. Il profilo rimane raccolto fra circa 1656 e 1718 m, con ondulazioni contenute lungo il circuito.

All’inizio si succedono versante del Monte Gariglione e Monte Gariglione. Sale nel cuore della foresta del Gariglione. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono ruderi della Carcara e Caserma Forestale del Gariglione. Passa presso i ruderi della Carcara. Chiude l’anello alla caserma forestale. La parte finale conduce verso Caserma Forestale del Gariglione, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

Il rientro a Caserma Forestale del Gariglione completa il circuito. Caserma Forestale del Gariglione, Monte Gariglione e Ruderi della Carcara restano i riferimenti più caratteristici, insieme al profilo forestale e montano del settore.

Elementi notevoli

  • Caserma Forestale del Gariglione: storico presidio forestale posto nel cuore del complesso del Gariglione.
  • Monte Gariglione: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Ruderi della Carcara: resti incontrati sull’anello sommitale del Monte Gariglione.
  • Foresta vetusta del Gariglione: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 311d (CZ)

 

Il Sentiero 311d, classificato E, è una traversata di circa 3,4 km da Macchia dell’Orso a Macchia Pitinella. Traversata interna delle macchie forestali orientali del Gariglione. Le quote oscillano fra circa 1633 e 1720 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Macchia dell’Arpa Ovest. Segue una successione di toponimi forestali molto ravvicinati. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Macchia dell’Arpa Est e Macchia Pitinella. Si mantiene prevalentemente in quota. La parte finale conduce verso Macchia Pitinella, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

L’arrivo a Macchia Pitinella conclude la traversata dopo il passaggio per Macchia dell’Arpa, Macchia Pitinella e Foresta del Gariglione. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Macchia dell’Orso: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
  • Macchia dell’Arpa: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
  • Macchia Pitinella: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
  • Foresta del Gariglione: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 311b (CZ)

 

Il Sentiero 311b, classificato T, è una traversata di circa 3,6 km da Bivio Tavola Parata a Croci di Mamma Giuseppina. Collegamento forestale fra Tavola Parata e il settore di Mamma Giuseppina. Le quote oscillano fra circa 1310 e 1522 m, con un profilo mosso ma senza che un’unica lunga salita domini l’intero sviluppo.

All’inizio si succedono Tavola Parata e settore boscato del Gariglione. Tocca il grande masso noto come Tavola Parata. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Croci di Mamma Giuseppina. Termina presso le Croci di Mamma Giuseppina. La parte finale conduce verso Croci di Mamma Giuseppina, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

L’arrivo a Croci di Mamma Giuseppina conclude la traversata dopo il passaggio per Tavola Parata, Foresta del Gariglione e Croci di Mamma Giuseppina. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Tavola Parata: grande masso che dà nome al settore attraversato dal sentiero 311b.
  • Foresta del Gariglione: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
  • Croci di Mamma Giuseppina: piccolo memoriale nel bosco del Gariglione, nodo della rete locale.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 311a (CZ)

 

Il Sentiero 311a, classificato T, collega in circa 0,5 km Fosso Mamma Giuseppina a settore Mamma Giuseppina. Brevissimo raccordo nel sistema di sentieri del Gariglione. Il breve raccordo perde rapidamente quota, muovendosi dal settore più alto verso quello prossimo a 1612 m.

All’inizio si succedono Fosso Mamma Giuseppina. Collega il fosso al settore memoriale di Mamma Giuseppina. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Croci di Mamma Giuseppina. Resta nel bosco d’alta quota. Il segmento termina a settore Mamma Giuseppina senza sviluppare una traversata autonoma più ampia.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

L’arrivo a settore Mamma Giuseppina chiude un collegamento breve ma territorialmente definito, utile per mettere in continuità i nodi e i sentieri vicini.

Elementi notevoli

  • Fosso Mamma Giuseppina: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Croci di Mamma Giuseppina: piccolo memoriale nel bosco del Gariglione, nodo della rete locale.
  • Foresta del Gariglione: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 311 (CZ)

 

Il settore di Caserma Forestale del Gariglione è il punto di riferimento del Sentiero 311, classificato E, un itinerario ad anello di circa 18,5 km. Ampio anello forestale intorno al massiccio del Gariglione. Il circuito si muove fra circa 1513 e 1677 m, alternando risalite e discese mentre aggira rilievi e impluvi del settore.

All’inizio si succedono Monte Gariglione, Macchia Pitinella e Differenze. Compie il periplo del Monte Gariglione. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Macchia dell’Orso e Caserma Forestale del Gariglione. Attraversa Macchia Pitinella e Macchia dell’Orso. Si svolge nel mosaico di faggete e abetine della Sila Piccola. La parte finale conduce verso Caserma Forestale del Gariglione, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina.

Il rientro a Caserma Forestale del Gariglione completa il circuito. Caserma Forestale del Gariglione, Monte Gariglione e Macchia Pitinella restano i riferimenti più caratteristici, insieme al profilo forestale e montano del settore.

Elementi notevoli

  • Caserma Forestale del Gariglione: storico presidio forestale posto nel cuore del complesso del Gariglione.
  • Monte Gariglione: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Macchia Pitinella: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
  • Macchia dell’Orso: settore forestale direttamente attraversato dal percorso.
  • Riserva Gariglione-Pisarello: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 307 (CZ)

 

Il Sentiero 307, classificato E, è una traversata di circa 4,2 km da Gariglione – bivio Mamma Giuseppina a Fiume Tacina. Breve collegamento dal settore del Gariglione al fondovalle del Tacina. L’andamento è nel complesso discendente: dai settori più alti il percorso perde quota verso il fondovalle, fino a circa 1365 m.

All’inizio si succedono Croci di Mamma Giuseppina e Fosso del Baraccone. Scende dal margine della foresta del Gariglione. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Fiume Tacina. Tocca il memoriale di Mamma Giuseppina. Raggiunge il Tacina presso il fondovalle. La parte finale conduce verso Fiume Tacina, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina. L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle.

L’arrivo a Fiume Tacina conclude la traversata dopo il passaggio per Croci di Mamma Giuseppina, Fosso del Baraccone e Fiume Tacina. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Gariglione: località direttamente attraversata o raggiunta dal percorso.
  • Croci di Mamma Giuseppina: piccolo memoriale nel bosco del Gariglione, nodo della rete locale.
  • Fosso del Baraccone: incisione valliva che collega il sistema Gariglione-Pisarello al Tacina.
  • Fiume Tacina: corso d’acqua che struttura il fondovalle attraversato o raggiunto dal sentiero.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 304 (CZ)

 

Il Sentiero 304, classificato EE, è una traversata di circa 28,1 km da Villaggio Buturo a Caporosa. Grande traversata d’alta quota fra le valli della Sila Piccola e il bacino dell’Ampollino. L’andamento è nel complesso discendente: dai settori più alti il percorso perde quota verso il fondovalle, fino a circa 1275 m.

All’inizio si succedono valle del torrente Crocchio, valle del Soleo, Gariglione e valle del Tacina. È una tappa del Sentiero Italia CAI. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Berberano, Lago Ampollino e Caporosa. Attraversa più bacini idrografici. Raggiunge il Lago Ampollino dopo il settore del Tacina. La parte finale conduce verso Caporosa, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Nel settore del Gariglione la componente forestale è dominante: faggete e abetine occupano i versanti, mentre fossi e piccole incisioni convogliano le acque verso il bacino del Tacina. L’Alta Valle del Tacina è uno dei principali riferimenti geografici della Sila Piccola: praterie di quota, faggete e rami sorgentizi accompagnano i collegamenti tra le dorsali e il fondovalle.

L’arrivo a Caporosa conclude la traversata dopo il passaggio per Monte Gariglione, Valle del Tacina e Lago Ampollino. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Villaggio Buturo: nucleo montano della Sila Piccola e importante nodo della rete escursionistica.
  • Valle del Crocchio: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Valle del Soleo: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Monte Gariglione: rilievo o dorsale che determina l’andamento altimetrico del sentiero.
  • Valle del Tacina: valle attraversata dal percorso, elemento chiave della sua progressione geografica.
  • Lago Ampollino: grande invaso silano raggiunto sul margine orientale della traversata.
Home » Sentiero 316 (CZ)

Sentiero 303 (CZ)

 

Il Sentiero 303, classificato EE, è una traversata di circa 21,0 km da Villaggio Mancuso a Villaggio Buturo. Lunga traversata della Sila Piccola e tappa del Sentiero Italia CAI. L’andamento è nel complesso ascendente: dalle quote inferiori il sentiero guadagna progressivamente terreno fino ai settori prossimi a 1552 m.

All’inizio si succedono Monaco, Ponte Vecchio sul torrente Simmerino e Cuturelle-Piccione. Attraversa il settore forestale tra Villaggio Mancuso e Buturo. Crinali, radure o incisioni vallive assumono qui un ruolo preciso nell’andamento del sentiero.

Proseguendo compaiono Roncino, Acqua delle Donne e Villaggio Buturo. Tocca il Ponte Vecchio sul torrente Simmerino. Passa dalla zona forestale di Roncino. La parte finale conduce verso Villaggio Buturo, completando la sequenza di luoghi propria dell’itinerario.

Fra Villaggio Mancuso, Monaco e i boschi della Poverella domina il pino laricio; torrenti, radure e vecchi presidi forestali scandiscono la rete escursionistica che converge su Simmerino e Roncino. Nel settore di Buturo e del Crocchio la rete scende dalle foreste d’altopiano verso valloni più incisi, dove ruscelli e cascate diventano riferimenti concreti del percorso.

L’arrivo a Villaggio Buturo conclude la traversata dopo il passaggio per Roncino, Acqua delle Donne e Villaggio Buturo. Boschi, dorsali, acque e manufatti incontrati lungo il cammino ne fissano il carattere senza confonderlo con gli itinerari adiacenti.

Elementi notevoli

  • Villaggio Mancuso: storica località turistica della Sila Piccola, punto di accesso ai boschi di Taverna.
  • Monaco: località di Taverna vicina al Centro Visita Antonio Garcea e alla Riserva Poverella-Villaggio Mancuso.
  • Ponte Vecchio: storico attraversamento sul torrente Simmerino inserito nella rete sentieristica del Parco.
  • Roncino: nodo forestale con caserma, vivaio e piccolo laghetto, attraversato da più itinerari CAI.
  • Acqua delle Donne: località d’alta quota che funge da nodo fra i collegamenti del settore Roncino-Telegrafo.
  • Villaggio Buturo: nucleo montano della Sila Piccola e importante nodo della rete escursionistica.
X