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Sentiero Paesaggi di Borghi – Anello Sud (VT)

Paesaggi di Borghi – Anello sud è un itinerario escursionistico di circa 25 km che collega il territorio di Oriolo Romano con quello di Montevirginio, frazione di Canale Monterano, attraversando il settore meridionale della Tuscia e dei Monti Sabatini. Il percorso si sviluppa tra circa 250 e 425 metri di quota, con un andamento continuamente ondulato fra boschi, campagne e valloni. Nel senso di percorrenza considerato i due estremi non coincidono: la traccia costituisce quindi un ampio circuito territoriale aperto, con partenza e arrivo separati da circa 6 km in linea d’aria.

Dalla zona di Oriolo Romano, posta poco sopra i 400 metri, il percorso si dirige inizialmente verso nord e quindi piega verso ovest. Il borgo, fondato nel XVI secolo da Giorgio Santacroce secondo un impianto urbanistico pianificato, conserva nel Palazzo Altieri e nelle caratteristiche Olmate alcuni dei principali segni della propria storia. Lasciato il centro abitato, l’itinerario entra rapidamente nel paesaggio rurale e forestale che caratterizza questo versante dei Monti Sabatini.

La parte centrale segue un lungo sviluppo verso ovest e sud-ovest, alternando strade sterrate, aree agricole e tratti boschivi. Le quote diminuiscono gradualmente, ma numerose brevi risalite interrompono la discesa. Questo territorio è segnato dalla presenza del Fiume Mignone e dei suoi affluenti, che hanno inciso i terreni vulcanici formando valloni ricchi di vegetazione. Il sistema naturale della Mola di Oriolo, tutelato anche come sito della rete Natura 2000, comprende ambienti fluviali, boschi e sorgenti minerali ed è uno degli elementi ambientali più significativi dell’area attraversata.

Il territorio conserva inoltre un forte legame con l’antica Via Clodia, strada romana impostata in parte su precedenti direttrici etrusche. Nel comprensorio di Oriolo sono documentati tratti di basolato e percorsi secondari diretti verso il Mignone e la Mola. La presenza di questa viabilità storica testimonia l’importanza dei collegamenti che attraversavano i Monti Sabatini mettendo in comunicazione l’area romana con i centri dell’Etruria interna.

Nella seconda metà l’itinerario piega decisamente verso sud, raggiungendo le quote minime, attorno ai 250 metri, e avvicinandosi progressivamente al territorio di Canale Monterano. Il percorso termina presso Montevirginio, borgo sorto tra la fine del Cinquecento e il Seicento ai piedi dell’altura un tempo chiamata Monte Sassano. Gli Altieri collegarono Montevirginio al loro palazzo di Oriolo mediante una strada fiancheggiata da alberi, nota come Olmata, creando un legame storico e paesaggistico fra i due centri che ancora oggi caratterizza il territorio.

Nel complesso Paesaggi di Borghi – Anello sud è una lunga traversata collinare nella quale il principale motivo d’interesse è la continuità fra paesaggio rurale, boschi e testimonianze della viabilità storica. Le frequenti ondulazioni rendono il percorso più articolato di quanto suggerisca la modesta escursione altimetrica, accompagnando il cammino da Oriolo Romano fino alle campagne di Montevirginio.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano: borgo cinquecentesco dei Monti Sabatini, caratterizzato da un impianto urbanistico pianificato e strettamente legato alla famiglia Santacroce e agli Altieri.
  • Via Clodia: antica direttrice romana, impostata anche su percorsi precedenti, della quale nel territorio di Oriolo e lungo la valle del Mignone rimangono testimonianze della viabilità storica.
  • Mola di Oriolo: area naturale legata al Mignone e al Fosso del Biscione, caratterizzata dal vecchio mulino, da ambienti fluviali e dalla presenza di sorgenti minerali.
  • Fiume Mignone: principale corso d’acqua del territorio attraversato, elemento determinante nella formazione delle valli e degli ambienti naturali locali.
  • Montevirginio: borgo del territorio di Canale Monterano nato tra XVI e XVII secolo e storicamente collegato a Oriolo attraverso l’Olmata.
  • Eremo di Montevirginio: complesso dei Carmelitani Scalzi sorto nel Seicento sul Monte Sassano, importante riferimento storico del territorio circostante Montevirginio.
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Sentiero Paesaggi di Borghi – Anello Nord (VT)

Paesaggi di Borghi – Anello nord è un itinerario escursionistico della Tuscia meridionale che interessa soprattutto i territori di Oriolo Romano e Bassano Romano, sviluppandosi tra borghi, campagne e vaste aree boscate. Il percorso segue una direttrice articolata attraverso il paesaggio dei Monti Sabatini, con quote comprese indicativamente fra 300 e 550 metri. Pur richiamando nel nome una struttura ad anello, nel senso di percorrenza considerato i due estremi della traccia non coincidono, risultando separati da alcuni chilometri.

Il percorso prende avvio nel settore di Oriolo Romano, a circa 400 metri di quota, e si porta attraverso la campagna che circonda il paese. Oriolo nacque nel XVI secolo secondo un progetto organico promosso da Giorgio Santacroce e conserva un impianto urbano particolarmente riconoscibile, imperniato sull’asse che conduce alla piazza principale. Nel territorio l’itinerario intercetta inoltre la rete di percorsi rurali oggi utilizzata anche dalla Ciclovia dei Boschi, che mette in relazione il borgo con le estese formazioni forestali circostanti.

Allontanandosi dall’abitato, il tracciato alterna tratti pianeggianti a discese e successive risalite, entrando progressivamente in un ambiente dominato da boschi di querce, castagni e faggi. Il settore di maggiore interesse naturalistico è quello legato alla Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio, compresa nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano. La particolarità della faggeta è soprattutto altitudinale: il faggio, specie tipicamente montana nell’Italia centrale, forma qui boschi a quote insolitamente basse grazie alle condizioni climatiche locali favorite dalla vicinanza del Lago di Bracciano.

La faggeta di Monte Raschio fa parte del sito UNESCO delle Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa, riconoscimento che sottolinea il valore ecologico delle formazioni forestali mature presenti in questo settore dei Monti Sabatini. Il percorso attraversa un paesaggio nel quale la componente naturale si intreccia con quella rurale: strade forestali, sentieri e antiche direttrici poderali collegano le aree boscate ai terreni agricoli e ai nuclei abitati.

Procedendo verso Bassano Romano, l’itinerario raggiunge il settore più elevato della traversata, sfiorando i 550 metri, quindi continua con frequenti ondulazioni. La Strada della Macchia rappresenta una delle direttrici sterrate utilizzate dall’Anello nord nel territorio bassanese. La presenza di castagneti e faggete caratterizza questo tratto, prima che il percorso torni verso quote prossime ai 500 metri nella parte conclusiva, sempre all’interno del paesaggio collinare e forestale della Tuscia meridionale.

Nel complesso Paesaggi di Borghi – Anello nord è un itinerario esteso e movimentato, nel quale l’interesse deriva soprattutto dalla continuità fra i centri storici di Oriolo Romano e Bassano Romano, la campagna sabatina e i grandi complessi forestali. Le numerose variazioni di quota, pur senza raggiungere altitudini elevate, rendono il percorso più impegnativo di quanto suggerisca il semplice dislivello fra i suoi estremi.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano: borgo di origine cinquecentesca inserito nel paesaggio dei Monti Sabatini e principale riferimento territoriale del settore orientale dell’itinerario.
  • Bassano Romano: centro storico della Tuscia meridionale attorno al quale si sviluppa il settore settentrionale del percorso.
  • Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio: formazione forestale di eccezionale valore naturalistico, caratterizzata dalla presenza del faggio a quote insolitamente basse.
  • Monte Raschio: rilievo boscoso del territorio di Oriolo Romano, cuore di uno dei più importanti ambienti naturali attraversati dal sistema escursionistico locale.
  • Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano: area protetta dei Monti Sabatini che tutela laghi, boschi e paesaggi di origine vulcanica.
  • Strada della Macchia: direttrice sterrata del territorio di Bassano Romano inserita nel tracciato di Paesaggi di Borghi – Anello nord.
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Sentiero 269d (VT)

 
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Sentiero 269b (VT)

 

Il sentiero 269B – Trevignano Romano–Monterosi è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 7.4 km. La geometria si colloca fra circa 271 e 369 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da campo sportivo di Trevignano Romano e procede verso Monterosi. Il Parco documenta il 269B come uno dei due collegamenti fra Trevignano e Monterosi. Dopo il campo sportivo attraversa un piccolo bosco in località Fonte Cerro e prosegue su viabilità prima asfaltata e poi bianca verso la Macchia di Monterosi.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Monterosi, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Trevignano Romano
  • Fonte Cerro
  • Macchia di Monterosi
  • Monterosi
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 269 (VT)

 
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Sentiero 266d (VT)

 
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Sentiero 266c (VT)

 

Il sentiero 266C è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 3.88 km. La geometria si colloca fra circa 176 e 420 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Via Bassano di Sutri e procede verso Ciclovia dei Boschi 266. La cartografia istituzionale del Parco identifica il 266C come diramazione di Via Bassano di Sutri verso la Ciclovia dei Boschi. Il tracciato affronta una sensibile variazione di quota e mette in comunicazione il settore basso con la dorsale forestale.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Ciclovia dei Boschi 266, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Via Bassano di Sutri
  • Ciclovia dei Boschi 266
  • Monti Sabatini
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266 (VT)

 

Il sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 10.28 km. La geometria si colloca fra circa 343 e 487 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Trevignano Romano e procede verso innesto con il sentiero 176 sulla Strada Bassanese. Il Parco di Bracciano-Martignano documenta il 266 come grande direttrice forestale fra Trevignano Romano e l’asse Oriolo Romano–Bassano Romano. Il percorso attraversa boschi e sterrate e costituisce la spina dorsale per numerose diramazioni numerate.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge innesto con il sentiero 176 sulla Strada Bassanese, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Trevignano Romano
  • Ciclovia dei Boschi
  • Strada Bassanese
  • sentiero 176
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 261 (VT)

 

Il sentiero 261 – Oriolo Romano–Manziana è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 4.8 km. La geometria si colloca fra circa 361 e 469 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Oriolo Romano e procede verso Manziana. La scheda ufficiale del Parco indica uno sviluppo di circa 4,8 km e descrive un percorso con sottobosco, asfalto e terreno battuto. Prima di Manziana viene attraversato il borgo di Quadroni, nodo della rete verso la Macchia Grande.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Manziana, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Quadroni
  • Manziana
  • Macchia Grande di Manziana
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 260b (VT)

 
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Sentiero 260 (VT)

 

Il sentiero 260 – Bracciano–Oriolo Romano è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 8.24 km. La geometria si colloca fra circa 255 e 435 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Bracciano e procede verso Oriolo Romano. Il Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano identifica il 260 come collegamento fra i due centri. Dopo il settore di Pisciarelli il percorso alterna sottobosco, sterrati e tratti dell’antica Via Clodia, quindi raggiunge Oriolo Romano.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Oriolo Romano, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Bracciano
  • Pisciarelli
  • Via Clodia
  • Oriolo Romano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 177b (VT)

 

Il sentiero 177B – Via Strada Cupa è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.67 km e quote comprese indicativamente fra 251 e 283 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il raccordo si sviluppa nel territorio di Monterosi lungo il settore di Via Strada Cupa e costituisce un collegamento verso il Laghetto di Monterosi. La denominazione e la collocazione coincidono con la scheda pubblicata dal Parco di Bracciano-Martignano.

Seguendo la geometria, il percorso procede per circa 670 metri con variazioni altimetriche modeste. Il carattere è quello di una breve connessione pedonale inserita nella rete che circonda l’abitato e la conca lacustre.

La vicinanza alla rete dei sentieri 177 e agli itinerari diretti al lago rende il 177B utile soprattutto come segmento di raccordo, non come escursione autonoma di lunga percorrenza.

Il percorso consente di raggiungere il sistema del Laghetto di Monterosi evitando di attribuire alla breve geometria elementi che appartengono ad altri rami della rete.

Elementi notevoli

  • Monterosi
  • Via Strada Cupa
  • Laghetto di Monterosi
  • rete sentieristica del Parco di Bracciano-Martignano
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Sentiero 177a (VT)

 

Il sentiero 177A – Fontana Papa Leone è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.85 km e quote comprese indicativamente fra 238 e 275 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il breve itinerario si sviluppa nel territorio di Monterosi e collega la viabilità locale con il Laghetto di Monterosi. La denominazione ufficiale del Parco associa il 177A alla Fontana Papa Leone e al piccolo bacino lacustre.

Il percorso è prevalentemente sterrato e mantiene quote basse, con modeste variazioni altimetriche. Può essere raggiunto dal settore di Via Cimina oppure da Via Sutri Vecchia, direttrice interessata anche dalla Via Francigena.

La geometria procede verso il lago e permette di entrare nel paesaggio umido che caratterizza questa piccola conca vulcanica, senza richiedere un lungo sviluppo o dislivelli importanti.

Il 177A è soprattutto un collegamento locale: in meno di un chilometro mette in relazione la rete di Monterosi con due riferimenti storici e naturalistici ben riconoscibili.

Elementi notevoli

  • Monterosi
  • Fontana Papa Leone
  • Laghetto di Monterosi
  • Via Sutri Vecchia
  • Via Francigena
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Sentiero 176m (VT)

 

Il sentiero 176M – Fonte Vitabbia è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 1.23 km e quote comprese indicativamente fra 409 e 460 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso parte dalla Ciclovia dei Boschi nel territorio di Bassano Romano e si dirige verso il sentiero 176L. Lo sviluppo di circa 1,2 km coincide con la traccia CAI ufficiale.

Dopo una prima parte nel bosco, il sentiero affronta un breve tratto di discesa più ripida, che può diventare scivoloso in presenza di pioggia o fango. In fondo alla discesa attraversa il Fosso di Fonte Vitabbia e prosegue lungo il Fosso dei Valloni.

La parte conclusiva segue il fondovalle fino all’innesto con il 176L, completando il collegamento fra la Ciclovia e il sistema di Monte Raschio. Il percorso ricade nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano.

Attenzione: l’aggiornamento ufficiale del Parco del 29 maggio 2026 indica il 176M interdetto al transito per caduta alberi. La descrizione identifica il percorso, ma la chiusura va verificata prima di programmare l’escursione.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi
  • Fosso di Fonte Vitabbia
  • Fosso dei Valloni
  • sentiero 176L
  • Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano
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Sentiero 176l (VT)

 

Il sentiero 176L è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 3.02 km e quote comprese indicativamente fra 425 e 519 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il sentiero prende avvio dal 175C della Faggeta UNESCO di Monte Raschio, nel territorio di Oriolo Romano, e procede nel bosco verso il sentiero 176. Lo sviluppo di circa 3 km coincide con la traccia CAI ufficiale, pubblicata a 2,96 km.

Nella prima parte il percorso segue il margine forestale e raggiunge il punto d’innesto del 176M, in corrispondenza del settore più basso. Da qui cambia andamento e inizia a guadagnare quota all’interno del bosco.

La salita raggiunge il settore più alto oltre i 500 metri, quindi il tracciato prosegue verso la Strada Bassanese. L’intero itinerario ricade nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano e si svolge su sentiero e terreno forestale consolidato.

Il 176L collega direttamente la Faggeta UNESCO con l’asse Oriolo Romano–Bassano Romano e costituisce una delle connessioni più utili per comporre itinerari ad anello nel settore di Monte Raschio.

Elementi notevoli

  • Faggeta UNESCO di Monte Raschio
  • sentiero 175C
  • sentiero 176M
  • Strada Bassanese
  • Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano
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Sentiero 176h (VT)

 

Il sentiero 176H – Fonno de Lumarciano è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.99 km e quote comprese indicativamente fra 447 e 575 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso collega la parte bassa della rete forestale con il settore alto della Faggeta di Stracciacappello. La geometria misura circa 1 km e mostra un andamento nettamente ascendente nel verso delle coordinate, con oltre cento metri di differenza fra le quote estreme.

Il sentiero si sviluppa interamente nel sottobosco e non è carrabile. La documentazione del Parco segnala che, affrontato dalla Ciclovia verso la faggeta, presenta tratti di salita sensibile; nel verso contrario diventa una discesa continua.

Il nome Fonno de Lumarciano identifica questo specifico ramo della rete di Bassano Romano e consente di distinguerlo dagli altri raccordi 176 diretti alla faggeta. La brevità non deve far sottovalutare il fondo, che può risultare più impegnativo con umidità o fango.

Il 176H integra i collegamenti fra la Ciclovia dei Boschi e Stracciacappello, offrendo una direttrice forestale compatta e priva di tratti urbani.

Elementi notevoli

  • Fonno de Lumarciano
  • Faggeta di Stracciacappello
  • Ciclovia dei Boschi
  • Bassano Romano
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Sentiero 176f (VT)

 

Il sentiero 176F – Confine Vecchio è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 1.67 km e quote comprese indicativamente fra 417 e 569 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il sentiero parte dal settore della Ciclovia dei Boschi 266, poco oltre la zona dei Covoni, e risale verso la Faggeta di Stracciacappello. La geometria di circa 1,7 km è compatibile con il percorso ufficiale, pubblicato dal Parco con sviluppo nell’ordine di 1,8-2 km.

La salita si svolge interamente nel sottobosco e non utilizza strade carrabili. Procedendo dalla Ciclovia verso la faggeta il dislivello è concentrato in una progressione continua, con pendenze che la documentazione del Parco segnala localmente come sostenute.

Nel settore superiore il tracciato raggiunge l’area forestale di Stracciacappello e si raccorda agli altri itinerari della rete di Bassano Romano. Nel senso opposto costituisce una discesa diretta verso la Ciclovia dei Boschi.

Il 176F è uno dei collegamenti principali fra la dorsale forestale e il 266. Su terreno bagnato le pendenze e il fondo di bosco richiedono maggiore attenzione, soprattutto in discesa.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi 266
  • località Covoni
  • Confine Vecchio
  • Faggeta di Stracciacappello
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Sentiero 176e (VT)

 

Il sentiero 176E è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.75 km e quote comprese indicativamente fra 503 e 565 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso collega il sentiero 176B, lungo Strada di Fonte Cacciano, con il sentiero 176A nel settore della Faggeta di Stracciacappello. La distanza rilevata, circa 750 metri, è sostanzialmente coincidente con gli 0,8 km indicati dalla cartografia ufficiale del Parco.

Seguendo la geometria, il raccordo si sviluppa nel bosco con una variazione altimetrica contenuta. La documentazione del Parco lo presenta come alternativa più semplice per chi proviene da Fonte Cacciano e vuole raggiungere la faggeta evitando un tratto più ripido della rete.

Il fondo è in prevalenza compatto e battuto, con un breve settore dove affiorano rocce. L’intero sviluppo resta interno al sistema forestale di Stracciacappello, senza deviazioni verso elementi estranei al percorso.

Il 176E svolge soprattutto una funzione di connessione: in meno di un chilometro unisce due rami CAI e facilita la continuità degli itinerari nel bosco di Bassano Romano.

Elementi notevoli

  • Fonte Cacciano
  • Faggeta di Stracciacappello
  • sentiero 176B
  • sentiero 176A
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Sentiero 176d (VT)

 

Il sentiero 176D è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 1.17 km e quote comprese indicativamente fra 412 e 469 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il raccordo prende avvio dalla Ciclovia dei Boschi 266 nel settore dei Covoni e sale verso la rete di Bassano Romano. Il suo sviluppo, prossimo a 1,2 km, coincide con quello censito nella rete CAI regionale come collegamento fra il 266 e il 176B.

Il percorso attraversa un ambiente prevalentemente boscoso delle pendici sabatine, guadagnando quota con continuità ma senza assumere il carattere di una lunga salita. La funzione principale è connettere la Ciclovia dei Boschi con i sentieri diretti alla Faggeta di Stracciacappello.

Nella parte alta il 176D raggiunge l’asse del sentiero 176B, da cui è possibile proseguire nella rete di Bassano Romano. Il Parco di Bracciano-Martignano indica esplicitamente il 176D fra le diramazioni della Ciclovia dei Boschi.

È quindi un raccordo breve ma strategico, utile per costruire traversate fra il sistema del 266 e quello della faggeta. Il fondo forestale può diventare più scivoloso dopo piogge prolungate.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi 266
  • località Covoni
  • Faggeta di Stracciacappello
  • sentiero 176B
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Sentiero 176c (VT)

 

Il sentiero 176C è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 4.01 km. La geometria si mantiene fra circa 284 e 358 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Bassano Romano e procede verso Via della Cornacchia e sentiero 132. Dal centro storico di Bassano Romano il percorso lascia l’abitato lungo Via del Lavatore, prosegue per Piazzano e Valle Petrana e raggiunge Via della Cornacchia, dove incontra il sentiero 132. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Via della Cornacchia e sentiero 132 e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Bassano Romano
  • Villa Giustiniani Odescalchi
  • Strada di Valle Petrana
  • Via della Cornacchia
  • sentiero 132
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Sentiero 176b (VT)

 

Il sentiero 176B è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 5.64 km. La geometria si mantiene fra circa 307 e 550 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Valle Quaranta sul sentiero 176 e procede verso Strada Valle Petrana. Da Valle Quaranta sale verso la Faggeta di Bassano Romano, percorre Strada Vicinale di Cacciano e passa presso Fonte Cacciano; continua poi per Cecco Tocco e Monte Cuculo fino all’innesto con il 176C. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Strada Valle Petrana e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Valle Quaranta
  • Faggeta di Bassano Romano
  • Fonte Cacciano
  • Strada Vicinale Cecco Tocco
  • Strada Valle Petrana
  • sentiero 176C
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Sentiero 176a (VT)

 

Il sentiero 176A – Stracciacappello è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 1.98 km. La geometria si mantiene fra circa 473 e 592 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da sentiero 176B presso Strada Vicinale di Cacciano e procede verso Ciclovia dei Boschi 266. Il sentiero attraversa la Faggeta di Stracciacappello, raggiunge il settore sommitale del bosco e scende verso il 266; lungo la direttrice si innestano altri raccordi della rete del Parco di Bracciano-Martignano. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Ciclovia dei Boschi 266 e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Faggeta di Stracciacappello
  • sentiero 176B
  • Ciclovia dei Boschi 266
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 176 (VT)

 

Il sentiero 176 è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 9.26 km. La geometria si mantiene fra circa 346 e 544 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Oriolo Romano e procede verso Bassano Romano. Da Oriolo Romano segue la Strada Bassanese, incontra i collegamenti della Faggeta di Stracciacappello e la Ciclovia dei Boschi, quindi scende verso Bassano Romano fino al settore di Villa Giustiniani Odescalchi. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Bassano Romano e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Faggeta di Stracciacappello
  • Ciclovia dei Boschi
  • Bassano Romano
  • Villa Giustiniani Odescalchi
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Sentiero 175c (VT)

Il sentiero 175C – Sentiero Faggeta UNESCO è un itinerario ad anello di circa 8,4 km che da Oriolo Romano raggiunge i boschi di Monte Raschio, nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano. Classificato E – Escursionistico, presenta circa 255 metri di salita e altrettanti in discesa, con quote comprese fra circa 330 e 555 metri. Il percorso, interamente dedicato alla scoperta del comprensorio forestale oriolese, ha il suo elemento di maggiore interesse nella Faggeta vetusta di Monte Raschio, inserita nel sito transnazionale delle faggete riconosciute come Patrimonio Mondiale UNESCO.

Il sentiero prende avvio da Oriolo Romano e lascia progressivamente il centro abitato per dirigersi verso nord-est. Dopo il tratto iniziale su viabilità locale raggiunge le campagne ai margini del bosco, dove l’andamento diventa più movimentato. Il percorso entra quindi nel Parco di Bracciano-Martignano e attraversa un paesaggio nel quale si alternano aree aperte, cerrete, pinete e formazioni di faggio. Alcuni fontanili e aree attrezzate costituiscono punti di riferimento lungo la salita.

Superato l’incrocio con il sentiero 175D, l’itinerario abbandona la sterrata principale e si inoltra nella parte forestale di maggiore valore naturalistico. Qui si attraversa la Faggeta di Monte Raschio, particolare esempio di faggeta “depressa”: nell’Italia centrale il faggio è normalmente legato alla montagna, mentre sui rilievi vulcanici del Lazio condizioni climatiche e pedologiche favorevoli gli consentono di formare boschi anche a quote di 350-400 metri. Monte Raschio costituisce uno dei nuclei più significativi di questo fenomeno nei Monti Sabatini.

La salita raggiunge quindi il settore più elevato di Monte Raschio, dove il percorso supera i 540 metri. Presso la cima si incontra una torretta metallica utilizzata per l’avvistamento degli incendi; poco oltre, iniziando la discesa, si trova la casetta forestale, che segna il passaggio verso la pineta. Il riconoscimento UNESCO attribuito alla faggeta inserisce questo piccolo settore forestale in un patrimonio transnazionale che tutela antiche faggete europee, testimonianza dei processi naturali di espansione del faggio dopo l’ultima glaciazione.

Dalla zona sommitale il sentiero scende con andamento articolato attraverso la pineta e successivamente costeggia la Strada di Monte Raschio. Una discesa più decisa conduce infine fuori dal bosco, dove una carrareccia riporta verso le campagne di Oriolo. L’ultimo tratto rientra nel paese e percorre la caratteristica Via Borgo Garibaldi, raggiungendo la Chiesa di San Giorgio e Piazza Claudia prima di tornare al punto di partenza e chiudere l’anello.

Nel complesso il sentiero 175C è un itinerario forestale di moderato impegno che unisce il centro storico di Oriolo Romano a uno degli ambienti naturali più importanti dei Monti Sabatini. Cerrete, pinete e soprattutto la Faggeta vetusta di Monte Raschio accompagnano un percorso nel quale l’interesse naturalistico prevale nettamente, senza rinunciare al rapporto con il paesaggio rurale e con il borgo da cui l’anello prende avvio.

Elementi notevoli

  • Sentiero 175C – Monte Raschio: itinerario ad anello ufficiale del Parco dedicato alla faggeta di Oriolo Romano e Monte Raschio.
  • Faggeta di Monte Raschio: faggeta vetusta a bassa quota inserita nel sito transnazionale delle antiche faggete riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO.
  • Monte Raschio: rilievo boscoso raggiunto nella parte più elevata dell’anello, cuore dell’area forestale tutelata.
  • Casetta forestale: struttura situata presso il settore sommitale, in corrispondenza del passaggio fra la faggeta e la pineta.
  • Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano: area protetta dei Monti Sabatini nella quale si sviluppa gran parte dell’itinerario.
  • Oriolo Romano: borgo di partenza e arrivo dell’anello, attraversato nel tratto conclusivo attraverso Via Borgo Garibaldi, la Chiesa di San Giorgio e Piazza Claudia.
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Sentiero 175a (VT)

 

Il sentiero 175A è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 2.59 km. La geometria si mantiene fra circa 307 e 408 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Mola del Biscione e procede verso sentiero 105. Il raccordo parte dal sistema del 175 presso la Mola del Biscione e risale verso l’asse del sentiero 105, integrando la rete fra Oriolo Romano e Vejano. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge sentiero 105 e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Mola del Biscione
  • sentiero 175
  • sentiero 105
  • territorio di Oriolo Romano
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Sentiero 175 (VT)

 

Il sentiero 175 è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 7.2 km. La geometria si mantiene fra circa 304 e 425 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Oriolo Romano e procede verso sentiero 139 in località Fontiloro. Da Piazza Umberto I attraversa Oriolo Romano, segue Via della Chiusa e Strada di Serrale, supera il Fosso del Serrale e raggiunge la Mola del Biscione. Il guado del Fiume Mignone è il passaggio più delicato e può risultare impraticabile dopo piogge intense. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge sentiero 139 in località Fontiloro e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Fontanile di Serrale
  • Mola del Biscione
  • Fiume Mignone
  • Fontiloro
  • sentiero 139
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Sentiero 132c (VT)

 

Il sentiero 132C è un itinerario lineare della rete escursionistica del Viterbese, con uno sviluppo geometrico di circa 0,55 km. Le quote del percorso sono comprese indicativamente fra 461 e 476 metri; andamento e capisaldi risultano compatibili con la documentazione della Sezione CAI di Viterbo.

Seguendo l’ordine della geometria, il sentiero prende avvio da sentiero 176B presso Strada Vicinale Cecco Tocco e procede verso sentiero 132. Il breve raccordo collega direttamente il 176B con il 132, mantenendosi su quote quasi costanti nel settore boscoso a nord del Lago di Bracciano.

L’itinerario attraversa un territorio modellato dal vulcanismo e dall’erosione, dove boschi, coltivi, pianori e incisioni vallive si alternano a testimonianze della viabilità e dell’insediamento storico. La lettura del percorso va quindi oltre il solo dato altimetrico: il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità fra ambiente naturale e rete storica locale.

Nella parte finale il percorso raggiunge sentiero 132, completando il collegamento previsto dalla rete CAI. Le caratteristiche del fondo possono variare sensibilmente con la stagione; nei tratti di forra o bosco è opportuno considerare umidità, fango e condizioni della vegetazione prima della percorrenza.

Il sentiero svolge infine una funzione concreta nella maglia escursionistica provinciale, permettendo di combinare itinerari vicini senza attribuire al percorso elementi estranei alla sua effettiva geometria.

Elementi notevoli

  • Strada Vicinale Cecco Tocco
  • sentiero 176B
  • sentiero 132
  • rete escursionistica di Sutri
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Sentiero 132b (VT)

 

Il sentiero 132B è un itinerario lineare della rete escursionistica del Viterbese, con uno sviluppo geometrico di circa 1,8 km. Le quote del percorso sono comprese indicativamente fra 418 e 450 metri; andamento e capisaldi risultano compatibili con la documentazione della Sezione CAI di Viterbo.

Seguendo l’ordine della geometria, il sentiero prende avvio da Ciclovia dei Boschi 266 e procede verso SP Sutri-Trevignano Romano. È un raccordo breve fra la Ciclovia dei Boschi e la viabilità provinciale nel settore di Sutri e Bassano Romano.

L’itinerario attraversa un territorio modellato dal vulcanismo e dall’erosione, dove boschi, coltivi, pianori e incisioni vallive si alternano a testimonianze della viabilità e dell’insediamento storico. La lettura del percorso va quindi oltre il solo dato altimetrico: il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità fra ambiente naturale e rete storica locale.

Nella parte finale il percorso raggiunge SP Sutri-Trevignano Romano, completando il collegamento previsto dalla rete CAI. Le caratteristiche del fondo possono variare sensibilmente con la stagione; nei tratti di forra o bosco è opportuno considerare umidità, fango e condizioni della vegetazione prima della percorrenza.

Il sentiero svolge infine una funzione concreta nella maglia escursionistica provinciale, permettendo di combinare itinerari vicini senza attribuire al percorso elementi estranei alla sua effettiva geometria.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi – sentiero 266
  • boschi di Sutri e Bassano Romano
  • SP Sutri-Trevignano Romano
  • rete del Parco di Bracciano-Martignano
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Sentiero 132a (VT)

 

Il sentiero CAI 132A – Monte Calvi è un itinerario escursionistico nel territorio di Sutri, all’interno del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Classificato E – Escursionistico, collega il sentiero 132 con il sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi attraversando interamente il Bosco di Monte Calvi. Il percorso misura circa 3,1 km e, nel senso di marcia dal 132 al 266, presenta circa 195 metri di salita e 100 di discesa, con un tempo indicativo di un’ora. È un collegamento lineare, ma può essere combinato con il 266 per costruire itinerari ad anello.

Il sentiero prende avvio a circa 424 metri di quota lungo il sentiero 132, nel settore compreso tra Piano Mola e la Strada Vicinale Pertuso. Da qui entra nel bosco e comincia a salire con andamento regolare. La prima parte segue una pista ampia e comoda per circa 1,8 km, guadagnando progressivamente quota tra querce e cerri, anche di notevoli dimensioni. Il fondo è in prevalenza compatto e battuto, sebbene in alcuni punti gli scoli delle acque e le radici affioranti possano renderlo più irregolare.

Procedendo nel Bosco di Monte Calvi, la salita conduce verso la parte più elevata dell’itinerario. Le quote associate al tracciato raggiungono circa 588 metri, in corrispondenza del settore sommitale del Monte Calvi. Il rilievo fa parte del sistema vulcanico sabatino ed è indicato dall’Ente Parco tra le emergenze geologiche costituite da coni di scorie. Il paesaggio attraversato è quindi il risultato dell’antica attività vulcanica che ha modellato l’intero comprensorio di Bracciano e Martignano, oggi ampiamente ricoperto da formazioni forestali.

Superato il punto più alto, il carattere del 132A cambia sensibilmente. Il sentiero lascia la pista più larga e affronta una discesa su traccia più stretta, con tratti tecnicamente più impegnativi e pendenze che l’Ente Parco indica fino all’8%. Il fondo può risultare sconnesso per erosione e radici, mentre il percorso continua sempre in ambiente di sottobosco. La perdita di quota è intervallata da brevi risalite, coerentemente con il profilo complessivo movimentato del tracciato.

La parte conclusiva raggiunge circa 485 metri di quota e confluisce nel sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi, direttrice che mette in comunicazione il territorio di Trevignano Romano con quello di Oriolo Romano. Il 132A svolge così un’importante funzione di raccordo nella rete escursionistica del Parco. Il percorso è dotato di segnavia e bandierine CAI e di cartellonistica informativa dell’area protetta. Al maggio 2026 l’Ente Parco segnala tuttavia il 132A interdetto al transito per taglio boschivo in corso; prima di programmare l’escursione è quindi necessario verificare gli aggiornamenti ufficiali sulla sua riapertura.

Nel complesso, il sentiero 132A è un breve attraversamento forestale caratterizzato dalla salita al Monte Calvi e dalla successiva discesa verso la Ciclovia dei Boschi. Il bosco di querce e cerri, la morfologia vulcanica del rilievo e la funzione di collegamento tra i sentieri 132 e 266 ne costituiscono gli aspetti principali.

Elementi notevoli

  • Sentiero CAI 132A – Monte Calvi: percorso escursionistico di circa 3,1 km attraverso il bosco di Monte Calvi, tra i sentieri 132 e 266.
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano: area protetta nella quale si sviluppa l’intero itinerario.
  • Monte Calvi: rilievo di origine vulcanica attraversato nella parte più elevata del percorso, dove il tracciato raggiunge quote prossime ai 590 metri.
  • Bosco di Monte Calvi: ambiente forestale che accompagna l’intero sentiero, caratterizzato in particolare dalla presenza di querce e cerri.
  • Sentiero 132: percorso della rete escursionistica del Parco dal quale ha origine il 132A, nel settore tra Piano Mola e Strada Vicinale Pertuso.
  • Sentiero 266 – Ciclovia dei Boschi: direttrice raggiunta al termine del 132A e utilizzabile per proseguire nella rete forestale del Parco o comporre itinerari ad anello.
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Sentiero 132 (VT)

 

Il sentiero 132 è un itinerario lineare della rete escursionistica del Viterbese, con uno sviluppo geometrico di circa 5,0 km. Le quote del percorso sono comprese indicativamente fra 270 e 492 metri; andamento e capisaldi risultano compatibili con la documentazione della Sezione CAI di Viterbo.

Seguendo l’ordine della geometria, il sentiero prende avvio da Ciclovia dei Boschi 266 e procede verso Via Francigena presso la SP Trevignano-Sutri. Dalla Ciclovia dei Boschi raggiunge il punto alto del percorso e scende su Via della Cornacchia fra noccioleti fino alla Via Francigena.

L’itinerario attraversa un territorio modellato dal vulcanismo e dall’erosione, dove boschi, coltivi, pianori e incisioni vallive si alternano a testimonianze della viabilità e dell’insediamento storico. La lettura del percorso va quindi oltre il solo dato altimetrico: il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità fra ambiente naturale e rete storica locale.

Nella parte finale il percorso raggiunge Via Francigena presso la SP Trevignano-Sutri, completando il collegamento previsto dalla rete CAI. Le caratteristiche del fondo possono variare sensibilmente con la stagione; nei tratti di forra o bosco è opportuno considerare umidità, fango e condizioni della vegetazione prima della percorrenza.

Il sentiero svolge infine una funzione concreta nella maglia escursionistica provinciale, permettendo di combinare itinerari vicini senza attribuire al percorso elementi estranei alla sua effettiva geometria.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi – sentiero 266
  • Via della Cornacchia
  • noccioleti
  • Via Francigena
  • SP Trevignano-Sutri
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Sentiero 131a (VT)

 

Il sentiero CAI 131A – Variante Francigena Clodia è un breve raccordo escursionistico dei Monti Sabatini, nel settore compreso tra Capranica e la valle del Mignone. Il percorso collega la Via Francigena con il sentiero CAI 131, che a sua volta mette in comunicazione la Francigena con la Via Clodia. La rete escursionistica CAI del Lazio lo classifica T – Turistico e gli attribuisce una lunghezza di circa 1,6 km, con soli 5 metri di salita e circa 50 metri di discesa nel senso di marcia verso il 131. Il tempo indicativo è di circa mezz’ora.

L’itinerario prende avvio a circa 447 metri di quota direttamente dalla Via Francigena. La funzione del 131A è quella di creare una variante di raccordo con la rete dei percorsi diretti verso la Via Clodia, mettendo così in relazione due importanti direttrici storiche della Tuscia. La Francigena, grande via medievale di pellegrinaggio verso Roma, attraversa questo territorio provenendo dal Viterbese e proseguendo verso Capranica e Sutri; la Clodia appartiene invece alla viabilità di origine romana dell’Etruria meridionale.

Dall’innesto con la Francigena il 131A procede inizialmente verso sud-est, perdendo quota con gradualità. Il tracciato attraversa un ambiente rurale collinare e non presenta forti pendenze: dai circa 447 metri della partenza scende progressivamente verso quote prossime ai 400 metri. La brevità e il limitato dislivello spiegano la classificazione turistica, mentre la documentazione della Rete Escursionistica del Lazio indica il percorso come non segnalato, elemento da tenere presente nell’individuazione del raccordo sul terreno.

Nella seconda parte il sentiero continua con andamento prevalentemente discendente, seguendo una direttrice abbastanza regolare verso il punto di incontro con il sentiero CAI 131. Non si tratta quindi di un itinerario autonomo ad anello, ma di un collegamento lineare concepito per integrare percorsi di maggiore sviluppo. Il 131 costituisce infatti l’asse escursionistico che attraversa il territorio tra la Via Clodia e Capranica, interessando anche il sistema della valle del Mignone.

Il 131A termina a circa 399 metri di quota confluendo nel sentiero 131. Da questo punto è possibile inserirsi nella traversata verso la Via Clodia oppure procedere in senso opposto verso Capranica e il raccordo principale con la Francigena. Il breve segmento assume così un significato soprattutto nella continuità della rete: consente di scegliere una diversa connessione fra antiche vie di percorrenza senza richiedere un’importante escursione altimetrica.

Nel complesso, il sentiero 131A è un raccordo breve e prevalentemente in discesa, caratterizzato più dalla propria funzione territoriale che da singole emergenze monumentali. Il suo elemento distintivo è il collegamento tra la Via Francigena e il sistema escursionistico del sentiero 131 – Via Clodia, nel paesaggio collinare e rurale della Tuscia meridionale.

Elementi notevoli

  • Sentiero CAI 131A: raccordo turistico di circa 1,6 km tra la Via Francigena e il sentiero 131, con andamento prevalentemente discendente.
  • Via Francigena: grande itinerario storico europeo diretto a Roma, dal quale prende avvio il 131A.
  • Sentiero CAI 131: percorso raggiunto al termine del raccordo, diretto verso il sistema della Via Clodia e la valle del Mignone.
  • Via Clodia: antica strada romana dell’Etruria meridionale alla quale il 131A permette di collegarsi attraverso il sentiero 131.
  • Monti Sabatini: settore territoriale della rete escursionistica regionale nel quale è classificato il percorso.
  • Paesaggio rurale della Tuscia: ambiente collinare attraversato dal raccordo tra le due direttrici storiche.
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Sentiero 131 (VT)

 

Il sentiero CAI 131 è un itinerario escursionistico di collegamento tra la Via Francigena e la Via Clodia, attraverso il paesaggio rurale della Tuscia meridionale e la valle del Mignone. Il tracciato si sviluppa per circa 11 km ed è classificato E – Escursionistico. Nel senso di marcia considerato procede dal settore a nord di Capranica verso sud, in direzione del territorio di Oriolo Romano, con un profilo complessivamente poco accentuato: le quote si mantengono approssimativamente fra 350 e 415 metri, ma la successione di fossi, pianori e modesti rilievi determina frequenti saliscendi.

Dalla zona di innesto con la Via Francigena il percorso attraversa inizialmente un territorio collinare caratterizzato da strade rurali, terreni aperti e lembi di vegetazione. Il sentiero 131 è stato realizzato proprio con la funzione di raccordare due importanti direttrici storiche: la Francigena, che attraversa la Tuscia nel suo percorso verso Roma, e la Via Clodia, antica strada romana diretta verso i centri dell’Etruria meridionale. La sezione CAI delle Sorgenti del Mignone ha inaugurato nel 2021 questo collegamento tra Capranica e Oriolo Romano.

Procedendo verso sud il tracciato entra progressivamente nel sistema paesaggistico del fiume Mignone. L’andamento diviene più articolato in prossimità delle incisioni vallive, alternando brevi discese e successive risalite. Il Mignone costituisce l’elemento naturale più significativo dell’itinerario: il suo bacino attraversa un territorio prevalentemente rurale, nel quale boschi, pascoli, corsi d’acqua e strade poderali conservano un carattere poco urbanizzato.

Uno dei passaggi più delicati è rappresentato dal guado del Mignone. La documentazione associata al sentiero richiama espressamente l’attenzione su questo punto, segnalando che nelle immediate vicinanze del fiume il fondo può diventare difficoltoso per la presenza di fango. Il guado deve inoltre essere valutato in relazione alle condizioni e alla portata del corso d’acqua: dopo precipitazioni intense il passaggio può risultare sensibilmente diverso rispetto ai periodi asciutti. Questo tratto costituisce quindi il principale elemento da considerare nella percorrenza dell’itinerario.

Superato il settore del Mignone, il sentiero torna a guadagnare quota e prosegue attraverso pianori e campagne, mantenendo un andamento ondulato. La parte meridionale si avvicina progressivamente alla Strada della Castellina, nel territorio di Oriolo Romano, dove il paesaggio è segnato da ampi spazi agricoli e dalla rete di percorsi che gravitano intorno alla valle. L’arrivo, attorno ai 400 metri di quota, permette il raccordo con la viabilità escursionistica legata alla Via Clodia, completando la funzione di connessione storica e territoriale propria del 131.

Nel complesso, il sentiero 131 è una traversata lineare di media lunghezza, più caratterizzata dalla continuità del cammino che da forti dislivelli. Il collegamento fra Via Francigena e Via Clodia, l’attraversamento della valle del Mignone e il guado del fiume ne costituiscono gli aspetti distintivi, in un ambiente rurale nel quale la rete escursionistica moderna recupera e mette in relazione antiche direttrici di percorrenza della Tuscia.

Elementi notevoli

  • Sentiero CAI 131: itinerario escursionistico di circa 11 km, classificato E, nato come collegamento tra la Via Francigena e la Via Clodia.
  • Via Francigena: grande itinerario storico europeo con il quale il 131 si raccorda nel settore settentrionale del percorso.
  • Fiume Mignone: principale elemento naturale attraversato dall’itinerario e asse geografico della valle omonima.
  • Guado del Mignone: passaggio del corso d’acqua che richiede attenzione, soprattutto in presenza di portata elevata e terreno fangoso.
  • Strada della Castellina: direttrice rurale del territorio di Oriolo Romano interessata dal settore meridionale dell’itinerario.
  • Via Clodia: antica strada romana dell’Etruria meridionale, collegata dal sentiero 131 alla rete della Via Francigena.
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Sentiero 105 Oriolo Romano – Vejano (VT)

 

Il sentiero 105 collega Oriolo Romano con Vejano lungo un percorso lineare di circa 12 km, sostanzialmente coincidente con lo sviluppo indicato dal CAI di Viterbo. Le quote della geometria sono comprese fra circa 315 e 445 metri e il tracciato attraversa il paesaggio rurale dei Monti Sabatini settentrionali.

La partenza è nel settore di Oriolo Romano, a quota superiore ai 400 metri. Il percorso segue verso nord la viabilità locale accanto al complesso di Villa Altieri, quindi raggiunge via della Chiusa, dove si relaziona con altri itinerari della rete CAI. Da qui lascia progressivamente il tessuto urbano e si inoltra nella campagna.

La parte centrale utilizza strade rurali e sterrate fra campi coltivati e noccioleti, passando per la zona della Mola e della Valle del Dragone. L’andamento è ondulato ma privo di grandi dislivelli; il percorso svolge soprattutto una funzione di collegamento tra i centri e la rete escursionistica che attraversa questo settore della Tuscia meridionale.

Avvicinandosi a Vejano, il sentiero continua fra aree agricole e lembi boscati, con una progressiva variazione delle quote fino al settore di arrivo. La geometria termina a circa 391 metri, confermando il carattere di traversata collinare più che di itinerario di vetta.

La tratta costituisce una delle sezioni del più ampio asse CAI 105 e permette di leggere in continuità il paesaggio storico-rurale fra Oriolo Romano e Vejano, con innesti verso altri sentieri della rete provinciale.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano – centro di partenza.
  • Villa Altieri – complesso storico costeggiato nella prima parte.
  • Valle del Dragone – settore rurale attraversato dal percorso.
  • Vejano – centro raggiunto dalla tratta.
  • Rete CAI 105 – asse escursionistico di cui il percorso costituisce una sezione.
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Sentiero 100m (VT)

 

Il sentiero 100M – Variante Cimina della Via Francigena è una lunga traversata escursionistica di circa 39 km attraverso la Tuscia viterbese, classificata E e inserita nella Rete Escursionistica del Lazio. Nel senso di marcia del percorso, l’itinerario prende avvio nei pressi di Monterosi, a circa 247 m di quota, e procede verso nord attraverso Nepi, Ronciglione e l’area del Lago di Vico, per terminare sulle alture prossime a San Martino al Cimino, intorno ai 580 m. Il tracciato alterna strade rurali, sterrate, sentieri, attraversamenti stradali e tratti boschivi, raggiungendo nella parte cimina quote prossime agli 860 m.

Da Monterosi il percorso si dirige verso Nepi attraverso la campagna dell’Agro Falisco. In prossimità della città entra in un paesaggio segnato dalle profonde forre scavate nei terreni vulcanici e attraversa i Cavoni, suggestive tagliate nel tufo. Raggiunta Nepi, il sentiero passa presso la cascata di Cavaterra e la Rocca dei Borgia, inserendosi nel tessuto storico della città prima di proseguire verso nord.

Lasciata Nepi, il 100M attraversa un territorio prevalentemente rurale e raggiunge Ronciglione. Prima dell’abitato incontra la chiesa di Sant’Eusebio, edificio di antica origine posto lungo una strada bianca, quindi entra nel centro cittadino. Da qui il percorso risale la Valle del Rio Vicano, ambiente legato storicamente allo sfruttamento dell’acqua: lungo la valle sono documentati resti di cartiere e di una ferriera, testimonianze dell’attività manifatturiera che caratterizzò per secoli questa zona.

La salita conduce quindi verso il bacino vulcanico del Lago di Vico. Dopo l’attraversamento della Cassia Cimina, il sentiero passa presso la chiesetta di Santa Lucia, memoria dell’antico borgo di Vico, e percorre un settore caratterizzato da estesi noccioleti. Raggiunta la sponda del lago, entra nella Riserva Naturale Regionale Lago di Vico e attraversa la celebre faggeta del Monte Venere, particolare per la presenza del faggio a quote insolitamente basse nell’Italia centrale. Dalla zona di Scardenato il percorso prosegue verso località Canale e affronta la parte altimetricamente più elevata dell’itinerario.

Nell’ultimo settore il 100M risale i boschi dei Monti Cimini e raggiunge l’area di Poggio Nibbio, dove si trovano i ruderi della Dogana Vecchia, legata all’antico confine tra lo Stato Pontificio e i domini farnesiani, e quelli di Santa Maria dell’Incoronata. Il tracciato termina infine sulle alture in prossimità di San Martino al Cimino. Nel complesso la Variante Cimina unisce paesaggi vulcanici, forre tufacee, ambienti lacustri e grandi boschi, seguendo una direttrice storica utilizzata come alternativa montana alla Via Francigena di fondovalle.

Elementi notevoli

  • Cavoni di Nepi: profonde tagliate scavate nel tufo, attraversate dal sentiero nel tratto tra Monterosi e il centro di Nepi.
  • Cascata di Cavaterra e Nepi: il percorso raggiunge la città presso la forra del Puzzolo, dominata dalla cascata e dalle strutture fortificate della Rocca dei Borgia.
  • Chiesa di Sant’Eusebio: antico edificio religioso situato lungo il collegamento escursionistico fra Nepi e Ronciglione.
  • Valle del Rio Vicano: valle percorsa risalendo da Ronciglione verso il Lago di Vico, caratterizzata dalle testimonianze di antiche cartiere e attività siderurgiche.
  • Riserva Naturale Regionale Lago di Vico: area protetta attraversata dal 100M, comprendente il lago vulcanico, la faggeta del Monte Venere e importanti ambienti forestali.
  • Dogana Vecchia di Poggio Nibbio: ruderi di un antico posto doganale e stazione di posta lungo la storica Via Ciminia, presso il settore più elevato del percorso.
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Paesaggi di Borghi – Anello Sud (RM)

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Sentiero 269c (RM)

 
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Sentiero 269b (RM)

 

Il CAI 269B Trevignano Romano – Monterosi è un itinerario lineare o di collegamento di circa 7.4 km, sviluppato tra circa 271 e 369 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Trevignano Romano. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Monterosi. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Trevignano Romano
  • Monterosi
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 269 (RM)

 

Il CAI 269 Monterosi – Trevignano Romano è un itinerario lineare o di collegamento di circa 10.2 km, sviluppato tra circa 167 e 359 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Monterosi. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Trevignano Romano. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Monterosi
  • Trevignano Romano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266e (RM)

 

Il CAI 266E Monte Rinacceto – Trevignano Romano è un itinerario lineare o di collegamento di circa 0.7 km, sviluppato tra circa 367 e 493 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Monte Rinacceto. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Trevignano Romano. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Monte Rinacceto
  • Trevignano Romano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266d (RM)

 

Il CAI 266D Forchetta – Calandrina è un itinerario lineare o di collegamento di circa 0.2 km, sviluppato tra circa 461 e 493 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Forchetta. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Calandrina. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Forchetta
  • Calandrina
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266c (RM)

 

Il CAI 266C Via Bassano di Sutri – Ciclovia dei Boschi è un itinerario lineare o di collegamento di circa 3.9 km, sviluppato tra circa 176 e 420 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Via Bassano di Sutri. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Ciclovia dei Boschi. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Via Bassano di Sutri
  • Ciclovia dei Boschi
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266b (RM)

 

Il CAI 266B Rocca Romana – Monte Rinacceto è un itinerario lineare o di collegamento di circa 3.0 km, sviluppato tra circa 361 e 510 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Rocca Romana. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Monte Rinacceto. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Rocca Romana
  • Monte Rinacceto
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266a (RM)

 

Il CAI 266A Strada Rocca Romana I Rimessini – Ciclovia dei Boschi è un itinerario lineare o di collegamento di circa 0.8 km, sviluppato tra circa 302 e 361 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Strada Rocca Romana I Rimessini. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso Ciclovia dei Boschi. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Strada Rocca Romana I Rimessini
  • Ciclovia dei Boschi
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 266 (RM)

 

Il CAI 266 Trevignano Romano – innesto Strada Bassanese è un itinerario lineare o di collegamento di circa 10.3 km, sviluppato tra circa 343 e 487 metri nel territorio di Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il profilo altimetrico e l’andamento planimetrico sono coerenti con la morfologia attraversata; l’intera sequenza del percorso è stata considerata per ricostruire progressione, cambi di quota e funzione nella rete locale. Il percorso si inserisce nel paesaggio vulcanico dei Monti Sabatini, fra boschi, strade bianche, crinali e conche lacustri. La geometria completa è compatibile con la rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano e con i collegamenti tra Trevignano Romano, Monterosi, Anguillara Sabazia e i rilievi che separano i bacini di Bracciano e Martignano.

Il sentiero prende avvio nel settore di Trevignano Romano. La prima parte segue l’assetto naturale del terreno e si inserisce nella viabilità escursionistica esistente, con una progressione leggibile e senza discontinuità geometriche. Nei tratti iniziali il percorso introduce gradualmente agli ambienti caratteristici dell’area, alternando passaggi più aperti a settori protetti dalla vegetazione; le variazioni di quota restano coerenti con la scala del rilievo e con la destinazione escursionistica del tracciato.

Nella parte centrale l’itinerario assume il carattere più rappresentativo. I cambi di direzione e le intersezioni con la rete circostante non sono semplici dettagli cartografici, ma mostrano la funzione del sentiero come elemento di collegamento fra località, accessi e ambienti diversi. La percorrenza segue il terreno con continuità e consente di osservare la relazione fra copertura forestale, radure, valloni, dorsali o ambienti fluviali secondo il settore attraversato. Gli elementi citati nella denominazione ufficiale risultano geograficamente compatibili con lo sviluppo della geometria.

La parte finale conduce verso innesto Strada Bassanese. Qui il tracciato completa la propria funzione di collegamento oppure, nel caso di un anello, torna nel settore iniziale dopo aver descritto un circuito coerente. La lettura integrale delle quote e della geometria evita di confondere questo percorso con sentieri omonimi o numerazioni analoghe presenti in altri territori; sviluppo e posizione risultano compatibili con le fonti istituzionali utilizzate per l’identificazione.

La funzione del sentiero è quella di connettere ambienti diversi della rete sabatina: margini urbani, boschi, dorsali e aree lacustri. Ne risulta un itinerario utile sia come percorso autonomo sia come segmento per anelli più ampi, mantenendo una chiara relazione con la viabilità rurale e forestale del Parco. La descrizione privilegia gli elementi realmente pertinenti al percorso, senza estendere l’itinerario ad attrazioni soltanto vicine o a diramazioni non comprese nella geometria.

Elementi notevoli

  • Trevignano Romano
  • innesto Strada Bassanese
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 261 (RM)

 

Il CAI 261 – Oriolo Romano – Manziana si sviluppa per circa 4.8 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 361 e 469 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Oriolo Romano e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Manziana, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Manziana
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
  • Quadroni
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Sentiero 260b (RM)

 
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Sentiero 260 (RM)

 

Il CAI 260 – Bracciano – Oriolo Romano si sviluppa per circa 8.2 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 255 e 435 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Bracciano e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Oriolo Romano, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Bracciano
  • Oriolo Romano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
  • Borgo Paola
  • Via Clodia
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Sentiero 176m (RM)

 

Il CAI 176M – Fonte Vitabbia si sviluppa per circa 1.2 km, tra circa 409 e 460 metri di quota, nel territorio della Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il percorso appartiene alla rete del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano nel settore di Bassano Romano, in un paesaggio vulcanico caratterizzato da boschi, strade forestali e rilievi dolci. La geometria completa è compatibile con la sentieristica ufficiale del Parco e con il sistema di percorsi che interessa le faggete e i boschi dell’area.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

Nella parte centrale il sentiero mantiene un carattere prevalentemente forestale, seguendo il terreno senza discontinuità e mettendo in relazione viabilità rurale, margini del bosco e raccordi della rete CAI. Le variazioni altimetriche sono contenute ma sufficienti a rendere leggibile la morfologia dei rilievi vulcanici del comprensorio.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso ha soprattutto valore di connessione all’interno della rete escursionistica dei boschi tra Oriolo e Bassano Romano. La sua lettura è legata al paesaggio forestale del Parco e alla continuità con gli altri sentieri CAI del settore, senza estendere la descrizione a luoghi non intercettati dalla geometria.

Elementi notevoli

  • Fonte Vitabbia
  • Bassano Romano
  • Faggete del comprensorio Bracciano-Martignano
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Sentiero 176a (RM)

 

Il CAI 176A – Monte Lungo si sviluppa per circa 2.0 km, tra circa 473 e 592 metri di quota, nel territorio della Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il percorso appartiene alla rete del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano nel settore di Bassano Romano, in un paesaggio vulcanico caratterizzato da boschi, strade forestali e rilievi dolci. La geometria completa è compatibile con la sentieristica ufficiale del Parco e con il sistema di percorsi che interessa le faggete e i boschi dell’area.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

Nella parte centrale il sentiero mantiene un carattere prevalentemente forestale, seguendo il terreno senza discontinuità e mettendo in relazione viabilità rurale, margini del bosco e raccordi della rete CAI. Le variazioni altimetriche sono contenute ma sufficienti a rendere leggibile la morfologia dei rilievi vulcanici del comprensorio.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso ha soprattutto valore di connessione all’interno della rete escursionistica dei boschi tra Oriolo e Bassano Romano. La sua lettura è legata al paesaggio forestale del Parco e alla continuità con gli altri sentieri CAI del settore, senza estendere la descrizione a luoghi non intercettati dalla geometria.

Elementi notevoli

  • Monte Lungo
  • Bassano Romano
  • Faggete del comprensorio Bracciano-Martignano
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Sentiero 175c (RM)

Il sentiero 175C – Sentiero Faggeta UNESCO è un itinerario ad anello del Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano che da Oriolo Romano raggiunge i boschi di Monte Raschio e rientra al paese. Il percorso misura circa 8,4 km ed è segnalato con la numerazione CAI 175C. La traccia attraversa un’escursione altimetrica di circa 180 metri, salendo dal settore di Oriolo fino alle quote superiori ai 550 metri. Il Parco indica una percorrenza di circa due ore e segnala la presenza di marcatura CAI verticale e orizzontale.

Il sentiero prende avvio da Oriolo Romano, nei pressi della piazza principale e del Palazzo Altieri, e lascia progressivamente l’abitato dirigendosi verso le campagne e i boschi a nord-est. Raggiunta la zona della Cerrattina, dove si trovano un’area di sosta e un punto d’acqua, il percorso entra nel sistema forestale di Monte Raschio. La vegetazione cambia gradualmente: il Parco segnala dapprima una pineta e settori dominati dal cerro, ai quali succede la faggeta che caratterizza la parte più significativa dell’itinerario.

La salita conduce nel cuore della Faggeta di Monte Raschio, compresa nel sito transnazionale delle antiche faggete riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale. La particolarità del bosco è legata anche alla sua quota: i faggi vegetano qui intorno ai 500 metri, molto più in basso rispetto alle quote normalmente occupate dalla specie nell’Italia centrale. Le condizioni fresche e umide dell’area hanno favorito la conservazione di questa peculiare formazione forestale, estesa per circa 74 ettari e protetta all’interno del Parco.

Proseguendo nel sottobosco, il 175C raggiunge la parte più elevata dell’anello sul Monte Raschio, con la traccia che supera i 550 metri di quota. Questo è il tratto altimetricamente più impegnativo ma anche quello maggiormente immerso nella faggeta. Nella rete di sentieri forestali si incontrano inoltre diramazioni verso Fonte Petrella e la Strada Bassanese, che collegano l’anello agli altri percorsi presenti nel settore settentrionale del Parco.

Dalle quote più alte inizia il lungo rientro verso Oriolo Romano. Il sentiero perde gradualmente quota attraversando nuovamente boschi misti e settori di cerreta, fino a ritrovare la zona della Cerrattina e la viabilità che conduce al paese. L’anello si chiude così nello stesso settore da cui era iniziato. Nel complesso il sentiero 175C associa un percorso forestale di media lunghezza alla visita di uno dei patrimoni naturalistici più importanti del comprensorio sabatino, offrendo una lettura completa del passaggio dalle campagne di Oriolo ai boschi maturi di Monte Raschio.

Elementi notevoli

  • Sentiero 175C – Faggeta UNESCO: anello escursionistico ufficiale del Parco che collega Oriolo Romano con Monte Raschio.
  • Oriolo Romano: borgo ai piedi dei rilievi sabatini dal quale parte e al quale ritorna l’itinerario.
  • Monte Raschio: rilievo boscoso raggiunto nella parte più elevata del percorso e cuore naturalistico dell’anello.
  • Faggeta di Monte Raschio: faggeta a bassa quota inserita dal 2017 nel sito transnazionale UNESCO dedicato alle antiche faggete europee.
  • Cerrattina: settore boschivo attraversato dal sentiero, dotato di area di sosta e punto d’acqua.
  • Fonte Petrella e Strada Bassanese: direzioni raggiungibili attraverso diramazioni della rete sentieristica incontrate nel settore di Monte Raschio.
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