Sentieri Digitali è una piattaforma web e app mobile interamente dedicata all’escursionismo in Italia, realizzata da Idra srls. Offre la mappatura completa di tutti i sentieri nazionali, ciascuno corredato di scheda dettagliata e scaricabile in KML/GPX. Grazie ai download offline per intere province, ai waypoint geolocalizzati (anche senza connessione) e alle segnalazioni pubbliche con foto, garantisce sicurezza e aggiornamenti costanti. È possibile pianificare itinerari punto-a-punto, sovrapporre layer cartografici, importare tracciati personali e consultare rubriche tematiche sull’outdoor.
QUI trovi approfondimenti e maggiori informazioni sulle caratteristiche principali.
I CONTENUTI DELLA PIATTAFORMA SONO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO  
Vuoi diventare Sponsor di Sentieri Digitali o contribuire alla sua crescita? CONTATTACI
 
Sentieri Digitali
X
Home » Sentiero 19 (VT)

Calcata Loop Trail (RM)

Il Calcata Loop Trail è un percorso ad anello di circa 5.6 km, sviluppato tra circa 107 e 152 metri di quota nel settore di Parco Regionale di Veio e Valle del Treja. Il percorso è stato ricostruito considerando l’intera successione geometrica, non soltanto i punti estremi: andamento, cambi di direzione e variazioni altimetriche risultano coerenti con il territorio attraversato. Il contesto è caratterizzato da forre tufacee, boschi, pianori agricoli e valloni incisi, con un rapporto continuo fra morfologia naturale e viabilità escursionistica.

La prima parte segue il terreno con una progressione regolare, inserendosi nella rete locale senza salti geometrici. Il sentiero alterna tratti più aperti a passaggi protetti dalla vegetazione e, dove la morfologia si fa più marcata, asseconda pendii, impluvi o dorsali. La lettura della traccia completa consente di distinguere il percorso da itinerari con numerazione simile presenti in altri settori del Lazio e di mantenere l’inquadramento strettamente aderente alle coordinate.

Nella parte centrale emerge con maggiore chiarezza la funzione dell’itinerario. Le curve e gli incroci con la viabilità minore mostrano un percorso costruito per mettere in relazione accessi, aree boscate, spazi rurali e punti della rete sentieristica. Il paesaggio cambia gradualmente lungo lo sviluppo, senza introdurre luoghi soltanto vicini alla linea di percorrenza. Gli elementi territoriali richiamati nella denominazione ufficiale, quando presenti, sono compatibili con la posizione e con l’ordine effettivo dei punti.

La parte finale mantiene la stessa coerenza territoriale e conduce al termine del collegamento oppure, nel caso dell’anello, riporta nel settore iniziale. Lo sviluppo complessivo e l’escursione altimetrica sono plausibili rispetto alla morfologia locale. Il percorso conserva quindi una lettura unitaria: non una semplice successione di coordinate, ma un itinerario riconoscibile nella rete escursionistica del territorio.

Il valore del sentiero risiede nella continuità con cui permette di attraversare Parco Regionale di Veio e Valle del Treja, mettendo in relazione ambiente naturale, paesaggio storico e rete dei cammini.

Elementi notevoli

  • Parco Regionale di Veio e Valle del Treja
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Anello di Mazzano Romano (RM)

Il Anello di Mazzano Romano è un percorso ad anello di circa 11.9 km, sviluppato tra circa 98 e 225 metri di quota nel settore di Parco Regionale di Veio e Valle del Treja. Il percorso è stato ricostruito considerando l’intera successione geometrica, non soltanto i punti estremi: andamento, cambi di direzione e variazioni altimetriche risultano coerenti con il territorio attraversato. Il contesto è caratterizzato da forre tufacee, boschi, pianori agricoli e valloni incisi, con un rapporto continuo fra morfologia naturale e viabilità escursionistica.

La prima parte segue il terreno con una progressione regolare, inserendosi nella rete locale senza salti geometrici. Il sentiero alterna tratti più aperti a passaggi protetti dalla vegetazione e, dove la morfologia si fa più marcata, asseconda pendii, impluvi o dorsali. La lettura della traccia completa consente di distinguere il percorso da itinerari con numerazione simile presenti in altri settori del Lazio e di mantenere l’inquadramento strettamente aderente alle coordinate.

Nella parte centrale emerge con maggiore chiarezza la funzione dell’itinerario. Le curve e gli incroci con la viabilità minore mostrano un percorso costruito per mettere in relazione accessi, aree boscate, spazi rurali e punti della rete sentieristica. Il paesaggio cambia gradualmente lungo lo sviluppo, senza introdurre luoghi soltanto vicini alla linea di percorrenza. Gli elementi territoriali richiamati nella denominazione ufficiale, quando presenti, sono compatibili con la posizione e con l’ordine effettivo dei punti.

La parte finale mantiene la stessa coerenza territoriale e conduce al termine del collegamento oppure, nel caso dell’anello, riporta nel settore iniziale. Lo sviluppo complessivo e l’escursione altimetrica sono plausibili rispetto alla morfologia locale. Il percorso conserva quindi una lettura unitaria: non una semplice successione di coordinate, ma un itinerario riconoscibile nella rete escursionistica del territorio.

Il valore del sentiero risiede nella continuità con cui permette di attraversare Parco Regionale di Veio e Valle del Treja, mettendo in relazione ambiente naturale, paesaggio storico e rete dei cammini. La descrizione mantiene un criterio prudente: sono considerati soltanto gli elementi direttamente compatibili con la geometria o documentati dalle fonti territoriali, evitando attribuzioni basate sulla sola prossimità.

Elementi notevoli

  • Parco Regionale di Veio e Valle del Treja
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Strada La Valle (VT)

Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Anello di Campagnano (VT)

Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 269d (VT)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 24 (VT)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 211 (VT)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 19 (VT)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 178d (VT)

 

Il sentiero 178D è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.15 km e quote comprese indicativamente fra 201 e 218 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il 178D è un brevissimo raccordo, lungo circa 150 metri, fra il sentiero 178 e il sentiero 178A. Lunghezza e funzione coincidono esattamente con la denominazione pubblicata dal CAI di Viterbo.

Il segmento si trova nel sistema della forra fra Nepi e Castel Sant’Elia e serve a mettere in comunicazione la direttrice di fondovalle con il ramo alternativo superiore. La variazione di quota, pur concentrata in pochissimi metri, è percepibile.

Il contesto resta quello dei sentieri di forra: terreno naturale, pendenze e umidità possono rendere il passaggio più impegnativo del normale. La documentazione CAI include anche il 178D fra i percorsi destinati a escursionisti esperti.

Il suo valore è esclusivamente connettivo ma importante, perché consente di combinare 178 e 178A senza uscire dalla rete segnalata.

Elementi notevoli

  • sentiero 178
  • sentiero 178A
  • forra Nepi–Castel Sant’Elia
  • rete CAI di Nepi
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 178c (VT)

 

Il sentiero 178C – Caduta del Picchio è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.75 km e quote comprese indicativamente fra 148 e 186 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il 178C è la deviazione del sistema Nepi–Castel Sant’Elia che conduce alla Caduta del Picchio. La geometria sviluppa circa 750 metri, valore compatibile con gli 810 metri della traccia CAI ufficiale.

Il percorso lascia la direttrice principale e segue il fondovalle in ambiente di forra. Per raggiungere la cascata attraversa il corso d’acqua in più punti; la morfologia stretta e la costante umidità rendono questo ramo sensibilmente più delicato di quanto suggerisca la breve distanza.

La documentazione CAI lo indica per escursionisti esperti e richiama espressamente i guadi pericolosi. Anche le fonti territoriali descrivono l’accesso alla cascata attraverso due attraversamenti del fosso.

Il 178C termina nel settore della cascata e va percorso come deviazione di andata e ritorno rispetto alla rete principale, verificando sempre le condizioni idriche e meteorologiche.

Elementi notevoli

  • sentiero 178
  • Caduta del Picchio
  • forra Nepi–Castel Sant’Elia
  • guadi del fosso
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 178b (VT)

 

Il sentiero 178B – Cascata del Pizzo è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.29 km e quote comprese indicativamente fra 186 e 198 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il 178B è una deviazione molto breve del sistema della forra di Nepi, lunga circa 300 metri. La misura coincide con la traccia ufficiale CAI denominata Cascata del Pizzo.

Dal sentiero principale il raccordo entra nel settore più umido della forra e conduce verso la cascata, seguendo un ambiente stretto e inciso dove la presenza d’acqua condiziona direttamente la percorribilità.

Nonostante lo sviluppo ridotto, il CAI lo classifica fra i percorsi per escursionisti esperti e segnala la presenza di guadi potenzialmente pericolosi. Le condizioni possono cambiare rapidamente dopo precipitazioni intense.

Il 178B va quindi considerato una breve deviazione naturalistica del 178, da percorrere solo quando portata dei fossi e fondo consentono un passaggio sicuro.

Elementi notevoli

  • sentiero 178
  • forra di Nepi
  • Cascata del Pizzo
  • guadi della forra
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 178a (VT)

 

Il sentiero 178A – Forra Nepi–Castel Sant’Elia è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 2.94 km e quote comprese indicativamente fra 122 e 230 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il 178A appartiene allo stesso sistema di forre che collega Nepi e Castel Sant’Elia, ma segue una direttrice distinta dal ramo principale 178. La geometria sviluppa circa 2,9 km e resta coerente con la rete CAI ufficialmente censita per questo settore.

Il percorso alterna il margine alto della forra e le discese verso i collegamenti del fondovalle, offrendo una lettura diversa del paesaggio tufaceo. La rete locale mette in relazione il 178A con i Cavoni di Nepi e con i passaggi che risalgono verso Castel Sant’Elia.

Anche questo ramo è classificato dalla documentazione CAI fra i percorsi per escursionisti esperti. La combinazione di terreno ripido, umidità e affacci sulla forra richiede particolare prudenza dopo le piogge.

Il 178A svolge una funzione complementare al 178 e permette di costruire itinerari più articolati fra i due centri, mantenendosi nel sistema delle forre e delle antiche vie incise nel tufo.

Elementi notevoli

  • Nepi
  • Castel Sant’Elia
  • forre tufacee
  • Cavoni di Nepi
  • sentiero 178
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 178 (VT)

 

Il sentiero 178 – Forra Nepi–Castel Sant’Elia è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 3.7 km e quote comprese indicativamente fra 121 e 219 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso attraversa la profonda forra fra Nepi e Castel Sant’Elia. La lunghezza rilevata, circa 3,7 km, coincide con i 3,68 km della scheda CAI ufficiale, che classifica l’itinerario come percorso per escursionisti esperti.

Il sentiero costeggia in successione il Fosso della Massa, il Fosso della Bottata e il Fosso del Ponte di Castello, entrando in un ambiente inciso nelle vulcaniti e fortemente condizionato dall’acqua. Dal tracciato si staccano le deviazioni verso le principali cascate.

La parte centrale alterna tratti prossimi ai fossi, passaggi nel bosco e settori più esposti. Il CAI segnala che con pioggia alcuni punti possono diventare scivolosi e richiama espressamente l’attenzione sul rischio di caduta nei passaggi affacciati sulla forra.

Il 178 è la direttrice principale del sistema Nepi–Castel Sant’Elia e collega i rami 178B, 178C e 178D. Per caratteristiche del terreno e presenza d’acqua va affrontato con condizioni meteorologiche favorevoli.

Elementi notevoli

  • Nepi
  • Castel Sant’Elia
  • Fosso della Massa
  • Fosso della Bottata
  • Fosso del Ponte di Castello
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 177b (VT)

 

Il sentiero 177B – Via Strada Cupa è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.67 km e quote comprese indicativamente fra 251 e 283 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il raccordo si sviluppa nel territorio di Monterosi lungo il settore di Via Strada Cupa e costituisce un collegamento verso il Laghetto di Monterosi. La denominazione e la collocazione coincidono con la scheda pubblicata dal Parco di Bracciano-Martignano.

Seguendo la geometria, il percorso procede per circa 670 metri con variazioni altimetriche modeste. Il carattere è quello di una breve connessione pedonale inserita nella rete che circonda l’abitato e la conca lacustre.

La vicinanza alla rete dei sentieri 177 e agli itinerari diretti al lago rende il 177B utile soprattutto come segmento di raccordo, non come escursione autonoma di lunga percorrenza.

Il percorso consente di raggiungere il sistema del Laghetto di Monterosi evitando di attribuire alla breve geometria elementi che appartengono ad altri rami della rete.

Elementi notevoli

  • Monterosi
  • Via Strada Cupa
  • Laghetto di Monterosi
  • rete sentieristica del Parco di Bracciano-Martignano
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 177a (VT)

 

Il sentiero 177A – Fontana Papa Leone è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.85 km e quote comprese indicativamente fra 238 e 275 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il breve itinerario si sviluppa nel territorio di Monterosi e collega la viabilità locale con il Laghetto di Monterosi. La denominazione ufficiale del Parco associa il 177A alla Fontana Papa Leone e al piccolo bacino lacustre.

Il percorso è prevalentemente sterrato e mantiene quote basse, con modeste variazioni altimetriche. Può essere raggiunto dal settore di Via Cimina oppure da Via Sutri Vecchia, direttrice interessata anche dalla Via Francigena.

La geometria procede verso il lago e permette di entrare nel paesaggio umido che caratterizza questa piccola conca vulcanica, senza richiedere un lungo sviluppo o dislivelli importanti.

Il 177A è soprattutto un collegamento locale: in meno di un chilometro mette in relazione la rete di Monterosi con due riferimenti storici e naturalistici ben riconoscibili.

Elementi notevoli

  • Monterosi
  • Fontana Papa Leone
  • Laghetto di Monterosi
  • Via Sutri Vecchia
  • Via Francigena
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 17 (VT)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 16 (VT)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 15 (VT)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 14 (VT)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 13 (VT)

 

Il sentiero 013 Ceciuli è un itinerario escursionistico del Parco Regionale Valle del Treja che collega il centro storico di Calcata con il fondovalle e prosegue lungo il fiume Treja fino al confine settentrionale dell’area protetta, in località Cerasolo. Il percorso, classificato E – Escursionistico, misura circa 2,8 km e richiede indicativamente 1 ora e 15 minuti. Nel senso di marcia da Calcata a Cerasolo è prevalentemente in discesa, passando da circa 170 metri alle quote prossime agli 85-90 metri del tratto conclusivo.

Il sentiero parte dal centro storico di Calcata, borgo costruito su uno sperone tufaceo dominante la valle. Fin dai primi metri assume un particolare interesse storico perché coincide con un tratto della Via Narcense, antica strada che percorreva la valle del Treja collegando Narce con Falerii, capitale dell’Agro Falisco. La discesa dal pianoro di Calcata conduce rapidamente verso la forra, seguendo una direttrice che conserva quindi il legame con l’antica viabilità del territorio falisco.

Nella prima parte si incontra sulla sinistra l’intersezione con il sentiero 009 Calcata-Santa Maria, che scende verso il ponte sul Treja e consente di proseguire verso Santa Maria di Castelvecchio oppure di collegarsi al sentiero 019 Fonteiano. Il 013 continua invece lungo la propria direttrice, perdendo quota fino a raggiungere il fondovalle. Questo tratto iniziale è indicato dall’ente gestore come il più agevole del percorso e, per una parte, accessibile anche con passeggini.

Raggiunta la quota del Treja, l’itinerario cambia carattere e prosegue lungo il corso d’acqua, inserito nel tipico paesaggio delle forre vulcaniche della Tuscia meridionale. Il fiume ha inciso profondamente i terreni tufacei creando pareti, versanti boscosi e un fondovalle stretto, nel quale il sentiero segue l’antica Via Narcense. In questo settore il profilo altimetrico diventa più movimentato, con brevi saliscendi che spiegano le oscillazioni di quota registrate lungo un percorso nel complesso nettamente discendente.

Più avanti il 013 interseca il percorso denominato Strada La Valle, che risale verso le campagne di Calcata Nuova e permette, combinato con altri tratti della rete, di costruire un itinerario ad anello tra il borgo antico, il centro moderno e il Treja. Il sentiero Ceciuli continua invece lungo il fiume verso nord, mantenendosi nel fondovalle fino a raggiungere Cerasolo, presso il limite settentrionale del Parco. Oltre questo punto la direttrice può continuare fuori dall’area protetta in direzione di Civita Castellana.

Nel complesso, il sentiero 013 Ceciuli unisce in un breve percorso il borgo tufaceo di Calcata, la valle fluviale del Treja e una direttrice di origine antica. La discesa nella forra, il lungo tratto accanto al fiume e soprattutto la coincidenza con la Via Narcense ne definiscono il carattere, facendo del sentiero un collegamento significativo tra paesaggio naturale e storia della viabilità dell’Agro Falisco.

Elementi notevoli

  • Sentiero 013 Ceciuli: itinerario escursionistico di circa 2,8 km che da Calcata scende al Treja e segue il fondovalle fino a Cerasolo.
  • Calcata: borgo storico arroccato su uno sperone tufaceo sopra la valle del Treja, punto di partenza del percorso.
  • Via Narcense: antica strada seguita dal sentiero, che lungo la valle metteva in comunicazione Narce con Falerii.
  • Parco Regionale Valle del Treja: area protetta caratterizzata dal corso del Treja e dalle profonde forre incise nei terreni vulcanici.
  • Fiume Treja: principale elemento naturale dell’itinerario, raggiunto dopo la discesa da Calcata e costeggiato nella parte centrale e finale.
  • Cerasolo: località presso il confine settentrionale del Parco dove termina il sentiero 013; oltre questo settore la direttrice prosegue verso Civita Castellana.
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 11 (VT)

 

Il sentiero 11 – Monte Li Santi, classificato E – Escursionistico e gestito dal Parco Regionale Valle del Treja, è un breve collegamento di circa 1,3 km tra l’Itinerario 15 e Strada Le Rote, nel territorio di Mazzano Romano. Il percorso attraversa il settore archeologico e naturalistico di Monte Li Santi, nel cuore della valle del Treja, sviluppandosi tra circa 160 e 110 metri di quota. È un itinerario prevalentemente in discesa nel senso di marcia verso Le Rote, inserito in un paesaggio di boschi, forre e rilievi tufacei strettamente legato all’antico centro falisco di Narce.

Dall’innesto con l’Itinerario 15, il sentiero segue inizialmente il fianco del rilievo con andamento articolato e modeste variazioni altimetriche. La morfologia è quella tipica della Valle del Treja, dove i corsi d’acqua hanno profondamente inciso i terreni vulcanici creando valloni dalle pareti ripide, separati da pianori e speroni tufacei. Il bosco accompagna buona parte del percorso e contribuisce a conservare il carattere appartato di questo settore dell’area protetta.

Il tracciato interessa direttamente il versante di Monte Li Santi, altura che costituiva uno dei nuclei dell’importante insediamento falisco sviluppato anche sui vicini colli di Narce e Pizzo Piede. L’occupazione dell’altura è documentata già nell’età del Ferro e, dal VII secolo a.C., Monte Li Santi entrò pienamente nel sistema urbano dell’antico centro. Sulla sommità sono state individuate strutture riferibili alle diverse fasi di frequentazione, mentre intorno al rilievo si estendevano aree funerarie collegate alla rete di percorsi che metteva in comunicazione gli abitati della valle.

Procedendo verso nord, il sentiero perde progressivamente quota e raggiunge il settore di Le Rote. Ai piedi di Monte Li Santi, presso il Treja, si trova il Santuario falisco di Monte Li Santi-Le Rote, scoperto nel 1985 e oggetto di successive campagne archeologiche. L’area sacra, con strutture in blocchi di tufo e depositi votivi, documenta pratiche religiose del mondo falisco e in particolare culti connessi alla sfera femminile e alla fertilità. La posizione del santuario, fra l’altura abitata e il fiume, evidenzia lo stretto rapporto fra insediamento, viabilità e luoghi di culto.

Il tratto conclusivo raggiunge Strada Le Rote, a circa 120 metri di quota. Questa viabilità rurale costituisce un importante asse di accesso al settore archeologico: nelle vicinanze si sviluppano altri percorsi del Parco diretti verso il Treja e verso il Cavone di Monte Li Santi, necropoli falisca disposta lungo un’antica via cava scavata nel tufo. Il sentiero 11 svolge quindi soprattutto una funzione di collegamento all’interno della rete escursionistica locale, consentendo di attraversare uno dei settori nei quali il rapporto tra ambiente naturale e archeologia è più evidente.

Nel complesso il sentiero 11 è un itinerario breve ma significativo, caratterizzato dalla discesa attraverso il paesaggio tufaceo e boschivo del Parco Regionale Valle del Treja. Il suo principale interesse risiede nell’attraversamento di Monte Li Santi e nel collegamento con Le Rote, in un territorio che conserva testimonianze fondamentali per la conoscenza dell’antica civiltà falisca e dell’insediamento di Narce.

Elementi notevoli

  • Parco Regionale Valle del Treja: area protetta caratterizzata dal corso del Treja, da profonde forre tufacee, boschi e importanti testimonianze archeologiche.
  • Monte Li Santi: altura di circa quattro ettari appartenente al sistema insediativo antico formato con Narce e Pizzo Piede, interessata direttamente dal percorso.
  • Narce: importante centro dell’Agro Falisco articolato su più alture della Valle del Treja, del quale Monte Li Santi costituiva uno dei nuclei abitati.
  • Santuario falisco di Monte Li Santi-Le Rote: area sacra situata ai piedi dell’altura presso il Treja, con strutture in tufo e testimonianze votive legate alla religiosità falisca.
  • Cavone di Monte Li Santi: necropoli falisca sviluppata lungo una via cava nel tufo, collegata all’antica rete viaria diretta verso l’abitato di Narce e raggiungibile dalla rete sentieristica della zona.
  • Strada Le Rote: viabilità rurale raggiunta al termine del sentiero e asse di collegamento con altri percorsi del Parco nel settore di Monte Li Santi e della valle del Treja.
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Anello del Campagnano (RM)

Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 9 (RM)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 7 (RM)

 

Il sentiero 007 Settecannelle è un breve itinerario lineare del Parco Naturale Regionale Valle del Treja, nel territorio di Mazzano Romano. Collega il borgo con le campagne poste a sud-est, attraversando il fondovalle del fiume Treja. Il percorso è classificato dal Parco con difficoltà T (turistico), misura circa 1,1 km e richiede indicativamente 30 minuti. Pur nella sua brevità, presenta un andamento altimetrico marcato, perché scende dal paese verso il fiume per poi riguadagnare quota sul versante opposto.

Il sentiero prende avvio nel centro storico di Mazzano Romano, in piazza Umberto I, a circa 170 metri di quota. Il borgo, compreso nell’area protetta della Valle del Treja, occupa uno sperone tufaceo affacciato sulla valle: una posizione caratteristica degli insediamenti storici di questo settore dell’Agro Falisco. Dalla piazza l’itinerario imbocca una scalinata e perde rapidamente quota, lasciandosi alle spalle l’abitato e immergendosi nella vegetazione della forra.

La discesa conduce nel fondovalle, dove il percorso raggiunge la quota minima, intorno ai 125 metri. Qui incontra il Treja, corso d’acqua che costituisce l’elemento naturale centrale del Parco e che ha inciso profondamente il paesaggio vulcanico, creando valloni e pareti di tufo rivestiti da vegetazione. Il fiume viene superato mediante il ponte di Settecannelle, punto di passaggio importante nella rete escursionistica locale e riferimento per i collegamenti tra i diversi sentieri della valle.

Oltre il ponte l’andamento cambia decisamente: il sentiero risale il versante opposto con una progressione quasi continua, passando dall’ambiente fresco e raccolto del fondovalle alle campagne di Mazzano Romano. In questo settore la rete dei percorsi si articola in più direzioni: nelle vicinanze si innestano il sentiero 012 Suriano e il sentiero 006 Campagnano, che consentono di proseguire l’esplorazione della valle e dei suoi collegamenti storici con il territorio circostante.

Il tratto conclusivo continua a guadagnare quota fino a raggiungere la strada bianca Campagnano – Le Rote, a poco più di 220 metri. Qui termina il sentiero 007 Settecannelle: dalla strada è possibile dirigersi verso Monte Gelato oppure, nel senso opposto, verso Calcata utilizzando la rete escursionistica del Parco. Nel complesso l’itinerario costituisce soprattutto un collegamento tra il borgo, il Treja e l’altopiano rurale, concentrando in poco più di un chilometro il tipico passaggio dalle sommità tufacee al fondovalle e nuovamente alle campagne.

Elementi notevoli

  • Parco Naturale Regionale Valle del Treja: area protetta caratterizzata dal corso del Treja, dalle profonde forre tufacee e da un articolato sistema di sentieri.
  • Mazzano Romano: borgo storico posto su uno sperone tufaceo, punto di partenza del percorso.
  • Piazza Umberto I: punto di avvio del sentiero nel centro storico di Mazzano Romano.
  • Fiume Treja: principale elemento naturale della valle, raggiunto nel punto più basso dell’itinerario.
  • Ponte di Settecannelle: attraversamento del Treja e nodo della rete escursionistica nella parte centrale del percorso.
  • Campagnano – Le Rote: strada bianca raggiunta al termine della risalita, dalla quale la rete dei sentieri prosegue verso Monte Gelato e Calcata.
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 6 (RM)

 

Il sentiero 006 Campagnano, indicato nella cartografia del Parco Naturale Regionale Valle del Treja anche come Lo Pizzo per Campagnano, è un breve collegamento escursionistico di difficoltà E che unisce il fondovalle del Treja alla viabilità rurale in direzione di Campagnano. Seguendo il senso di marcia del tracciato, l’itinerario prende avvio sotto Mazzano Romano, nei pressi del ponte sul fiume, e risale verso via di Campagnano. La lunghezza è di circa 0,9 km e il percorso passa da circa 125-140 metri nel settore più basso a circa 210 metri presso il termine della salita.

La partenza si trova nel cuore della forra del Treja, in un ambiente raccolto e ombroso dominato dalla vegetazione ripariale e dalle ripide pareti che caratterizzano la valle. Poco distante si trova il ponte che consente di attraversare il fiume e risalire verso Mazzano Romano. Questo settore costituisce un importante nodo della rete escursionistica del Parco: nelle immediate vicinanze si raccordano infatti il sentiero 007 Settecannelle e il sentiero 012 Suriano, mentre oltre il ponte è possibile proseguire verso il borgo e gli altri itinerari della valle.

Lasciato il fondovalle, il sentiero 006 affronta la parte più caratteristica del percorso, risalendo il versante attraverso Lo Pizzo. Il Parco descrive questo passaggio come una suggestiva tagliata, scavata lungo l’antica strada che conduceva verso Campagnano. Si tratta di un elemento strettamente legato alla morfologia tufacea della Valle del Treja: il cammino si inserisce nella roccia e permette di superare il marcato dislivello tra il corso d’acqua e il pianoro soprastante.

La salita è pressoché continua. Dal settore più basso, attorno ai 126 metri, il percorso guadagna progressivamente quota, con qualche breve variazione intermedia, fino a raggiungere circa 210 metri. Uscendo dalla forra, l’ambiente cambia gradualmente: alla vegetazione più fitta del fondovalle subentrano gli spazi rurali del pianoro. Il tratto conclusivo raggiunge via di Campagnano, dove termina il sentiero; da questo settore la viabilità prosegue attraverso le campagne in direzione di Campagnano di Roma.

Il 006 Campagnano è dunque soprattutto un percorso di raccordo, breve ma con un sensibile sviluppo verticale. Il suo interesse deriva dal passaggio tra due ambienti nettamente differenti: la forra del Treja, profonda e boscosa, e il paesaggio aperto del pianoro. La presenza della tagliata di Lo Pizzo aggiunge inoltre al valore naturalistico del percorso una testimonianza della viabilità storica che collegava la valle con il territorio di Campagnano.

Elementi notevoli

  • Parco Naturale Regionale Valle del Treja: area protetta caratterizzata dalle profonde forre incise nei terreni vulcanici e dalla fitta rete di percorsi che collega il fondovalle ai pianori circostanti.
  • Fiume Treja: principale elemento naturale della valle, lambito dal sentiero nel suo settore iniziale e alla quota più bassa del percorso.
  • Lo Pizzo: tratto caratteristico della risalita verso Campagnano, percorso da una tagliata legata all’antica viabilità locale.
  • Tagliata di Lo Pizzo: passaggio inciso nel substrato tufaceo che permette al sentiero di superare il versante tra il fondovalle e il pianoro.
  • Mazzano Romano: borgo storico posto sullo sperone tufaceo dominante il Treja, raggiungibile dal nodo di sentieri presso il fondovalle.
  • Via di Campagnano: viabilità rurale raggiunta al termine della salita, prosecuzione naturale verso le campagne in direzione di Campagnano di Roma.
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 4 (RM)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 3 (RM)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 25 (RM)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 23 (RM)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 211a (RM)

 

Il CAI 211A – Ruinasse si sviluppa per circa 0.9 km nell’Agro Veientano, paesaggio di forre tufacee, fossi, boschi, pascoli e coltivi a nord di Roma. La geometria del percorso si mantiene tra circa 185 e 205 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Magliano Romano e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Ruinasse, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Magliano Romano
  • Ruinasse
  • Parco Naturale Regionale di Veio
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 211 (RM)

 

Il CAI 211 – Magliano Romano – Casali si sviluppa per circa 7.4 km nell’Agro Veientano, paesaggio di forre tufacee, fossi, boschi, pascoli e coltivi a nord di Roma. La geometria del percorso si mantiene tra circa 151 e 260 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Magliano Romano e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Casali, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Magliano Romano
  • Casali
  • Parco Naturale Regionale di Veio
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 210b (RM)

 

Il CAI 210B – Via Campagnanese – Casalaccio si sviluppa per circa 2.3 km nell’Agro Veientano, paesaggio di forre tufacee, fossi, boschi, pascoli e coltivi a nord di Roma. La geometria del percorso si mantiene tra circa 253 e 302 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Via Campagnanese e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Casalaccio, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Via Campagnanese
  • Casalaccio
  • Parco Naturale Regionale di Veio
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 210a (RM)

 

Il CAI 210A – Ostello – Via Aldo Moro si sviluppa per circa 2.9 km nell’Agro Veientano, paesaggio di forre tufacee, fossi, boschi, pascoli e coltivi a nord di Roma. La geometria del percorso si mantiene tra circa 236 e 286 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Morlupo e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Via Aldo Moro, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Morlupo
  • Via Aldo Moro
  • Parco Naturale Regionale di Veio
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 206 (RM)

 

Il CAI 206 – Le Grotte si sviluppa per circa 1.2 km sul massiccio calcareo del Monte Soratte, entro la riserva naturale che tutela boschi, affioramenti rocciosi e testimonianze storiche del rilievo. La geometria del percorso si mantiene tra circa 512 e 669 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Monte Soratte e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Le Grotte, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Le Grotte
  • Monte Soratte
  • Riserva Naturale Monte Soratte
  • Sant’Oreste
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 205 (RM)

 

Il CAI 205 – Sentiero degli Eremi si sviluppa per circa 2.4 km sul massiccio calcareo del Monte Soratte, entro la riserva naturale che tutela boschi, affioramenti rocciosi e testimonianze storiche del rilievo. La geometria del percorso si mantiene tra circa 562 e 669 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Monte Soratte e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Sentiero degli Eremi, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Sentiero degli Eremi
  • Monte Soratte
  • Riserva Naturale Monte Soratte
  • Sant’Oreste
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 204c (RM)

 

Il CAI 204C – Alta Via si sviluppa per circa 1.3 km sul massiccio calcareo del Monte Soratte, entro la riserva naturale che tutela boschi, affioramenti rocciosi e testimonianze storiche del rilievo. La geometria del percorso si mantiene tra circa 420 e 627 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Monte Soratte e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Alta Via, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Alta Via
  • Monte Soratte
  • Riserva Naturale Monte Soratte
  • Sant’Oreste
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 204b (RM)

 

Il CAI 204B – Le Sentinelle si sviluppa per circa 0.7 km sul massiccio calcareo del Monte Soratte, entro la riserva naturale che tutela boschi, affioramenti rocciosi e testimonianze storiche del rilievo. La geometria del percorso si mantiene tra circa 427 e 555 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Monte Soratte e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Le Sentinelle, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Le Sentinelle
  • Monte Soratte
  • Riserva Naturale Monte Soratte
  • Sant’Oreste
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 204a (RM)

 

Il CAI 204A – Strada Militare – Percorso Vita si sviluppa per circa 0.9 km sul massiccio calcareo del Monte Soratte, entro la riserva naturale che tutela boschi, affioramenti rocciosi e testimonianze storiche del rilievo. La geometria del percorso si mantiene tra circa 342 e 512 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Monte Soratte e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Percorso Vita, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Strada Militare – Percorso Vita
  • Monte Soratte
  • Riserva Naturale Monte Soratte
  • Sant’Oreste
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 204 (RM)

 

Il CAI 204 – Strada Militare si sviluppa per circa 2.5 km sul massiccio calcareo del Monte Soratte, entro la riserva naturale che tutela boschi, affioramenti rocciosi e testimonianze storiche del rilievo. La geometria del percorso si mantiene tra circa 342 e 427 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Sant’Oreste e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Strada Militare, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Strada Militare
  • Monte Soratte
  • Riserva Naturale Monte Soratte
  • Sant’Oreste
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 203a (RM)

 

Il CAI 203A – 203 Santa Romana – 202 Percorso Vita si sviluppa per circa 2.1 km, tra circa 193 e 439 metri di quota, nel territorio della Riserva Naturale Monte Soratte. Il sentiero si inserisce sul rilievo isolato del Monte Soratte, dove il substrato calcareo, i versanti boscati e gli affioramenti rocciosi determinano un paesaggio nettamente distinto dalla pianura circostante. La geometria completa segue la morfologia del monte con uno sviluppo coerente con la rete ufficiale della riserva.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

La parte centrale attraversa il mosaico di boschi, radure e pendii rocciosi proprio del Soratte. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante: permettono di raccordare i diversi versanti e di costruire percorrenze più ampie senza confondere questo sentiero con le diramazioni vicine.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso contribuisce alla lettura unitaria della rete del Monte Soratte: itinerari relativamente brevi ma con identità precisa, collegati fra loro e strettamente aderenti alla struttura del rilievo. Il valore escursionistico nasce dall’incontro fra ambiente naturale, panorami sulla valle del Tevere e testimonianze storiche distribuite sul massiccio.

Elementi notevoli

  • Santa Romana
  • Percorso Vita
  • Monte Soratte
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 203 (RM)

 

Il CAI 203 – Santa Romana e dei Meri si sviluppa per circa 1.3 km, tra circa 246 e 417 metri di quota, nel territorio della Riserva Naturale Monte Soratte. Il sentiero si inserisce sul rilievo isolato del Monte Soratte, dove il substrato calcareo, i versanti boscati e gli affioramenti rocciosi determinano un paesaggio nettamente distinto dalla pianura circostante. La geometria completa segue la morfologia del monte con uno sviluppo coerente con la rete ufficiale della riserva.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

La parte centrale attraversa il mosaico di boschi, radure e pendii rocciosi proprio del Soratte. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante: permettono di raccordare i diversi versanti e di costruire percorrenze più ampie senza confondere questo sentiero con le diramazioni vicine.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso contribuisce alla lettura unitaria della rete del Monte Soratte: itinerari relativamente brevi ma con identità precisa, collegati fra loro e strettamente aderenti alla struttura del rilievo. Il valore escursionistico nasce dall’incontro fra ambiente naturale, panorami sulla valle del Tevere e testimonianze storiche distribuite sul massiccio.

Elementi notevoli

  • Santa Romana
  • Meri
  • Monte Soratte
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 202c (RM)

 

Il CAI 202C – Campicciolo si sviluppa per circa 0.9 km, tra circa 271 e 457 metri di quota, nel territorio della Riserva Naturale Monte Soratte. Il sentiero si inserisce sul rilievo isolato del Monte Soratte, dove il substrato calcareo, i versanti boscati e gli affioramenti rocciosi determinano un paesaggio nettamente distinto dalla pianura circostante. La geometria completa segue la morfologia del monte con uno sviluppo coerente con la rete ufficiale della riserva.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

La parte centrale attraversa il mosaico di boschi, radure e pendii rocciosi proprio del Soratte. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante: permettono di raccordare i diversi versanti e di costruire percorrenze più ampie senza confondere questo sentiero con le diramazioni vicine.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso contribuisce alla lettura unitaria della rete del Monte Soratte: itinerari relativamente brevi ma con identità precisa, collegati fra loro e strettamente aderenti alla struttura del rilievo. Il valore escursionistico nasce dall’incontro fra ambiente naturale, panorami sulla valle del Tevere e testimonianze storiche distribuite sul massiccio.

Elementi notevoli

  • Campicciolo
  • Monte Soratte
  • Riserva Naturale Monte Soratte
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 202b (RM)

 

Il CAI 202B – Casaccia dei Ladri si sviluppa per circa 0.5 km, tra circa 439 e 567 metri di quota, nel territorio della Riserva Naturale Monte Soratte. Il sentiero si inserisce sul rilievo isolato del Monte Soratte, dove il substrato calcareo, i versanti boscati e gli affioramenti rocciosi determinano un paesaggio nettamente distinto dalla pianura circostante. La geometria completa segue la morfologia del monte con uno sviluppo coerente con la rete ufficiale della riserva.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

La parte centrale attraversa il mosaico di boschi, radure e pendii rocciosi proprio del Soratte. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante: permettono di raccordare i diversi versanti e di costruire percorrenze più ampie senza confondere questo sentiero con le diramazioni vicine.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso contribuisce alla lettura unitaria della rete del Monte Soratte: itinerari relativamente brevi ma con identità precisa, collegati fra loro e strettamente aderenti alla struttura del rilievo. Il valore escursionistico nasce dall’incontro fra ambiente naturale, panorami sulla valle del Tevere e testimonianze storiche distribuite sul massiccio.

Elementi notevoli

  • Casaccia dei Ladri
  • Monte Soratte
  • Riserva Naturale Monte Soratte
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 202a (RM)

 

Il CAI 202A – Le Carbonare si sviluppa per circa 0.6 km, tra circa 425 e 564 metri di quota, nel territorio della Riserva Naturale Monte Soratte. Il sentiero si inserisce sul rilievo isolato del Monte Soratte, dove il substrato calcareo, i versanti boscati e gli affioramenti rocciosi determinano un paesaggio nettamente distinto dalla pianura circostante. La geometria completa segue la morfologia del monte con uno sviluppo coerente con la rete ufficiale della riserva.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

La parte centrale attraversa il mosaico di boschi, radure e pendii rocciosi proprio del Soratte. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante: permettono di raccordare i diversi versanti e di costruire percorrenze più ampie senza confondere questo sentiero con le diramazioni vicine.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso contribuisce alla lettura unitaria della rete del Monte Soratte: itinerari relativamente brevi ma con identità precisa, collegati fra loro e strettamente aderenti alla struttura del rilievo. Il valore escursionistico nasce dall’incontro fra ambiente naturale, panorami sulla valle del Tevere e testimonianze storiche distribuite sul massiccio.

Elementi notevoli

  • Le Carbonare
  • Monte Soratte
  • Riserva Naturale Monte Soratte
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 202 (RM)

 

Il CAI 202 – Percorso Vita si sviluppa per circa 2.6 km, tra circa 416 e 512 metri di quota, nel territorio della Riserva Naturale Monte Soratte. Il sentiero si inserisce sul rilievo isolato del Monte Soratte, dove il substrato calcareo, i versanti boscati e gli affioramenti rocciosi determinano un paesaggio nettamente distinto dalla pianura circostante. La geometria completa segue la morfologia del monte con uno sviluppo coerente con la rete ufficiale della riserva.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

La parte centrale attraversa il mosaico di boschi, radure e pendii rocciosi proprio del Soratte. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante: permettono di raccordare i diversi versanti e di costruire percorrenze più ampie senza confondere questo sentiero con le diramazioni vicine.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso contribuisce alla lettura unitaria della rete del Monte Soratte: itinerari relativamente brevi ma con identità precisa, collegati fra loro e strettamente aderenti alla struttura del rilievo. Il valore escursionistico nasce dall’incontro fra ambiente naturale, panorami sulla valle del Tevere e testimonianze storiche distribuite sul massiccio.

Elementi notevoli

  • Percorso Vita
  • Monte Soratte
  • Sant’Oreste
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 201a (RM)

 

Il CAI 201A – Cappella SS. Salvatore – bivio Le Sentinelle si sviluppa per circa 0.2 km, tra circa 501 e 522 metri di quota, nel territorio della Riserva Naturale Monte Soratte. Il sentiero si inserisce sul rilievo isolato del Monte Soratte, dove il substrato calcareo, i versanti boscati e gli affioramenti rocciosi determinano un paesaggio nettamente distinto dalla pianura circostante. La geometria completa segue la morfologia del monte con uno sviluppo coerente con la rete ufficiale della riserva.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

La parte centrale attraversa il mosaico di boschi, radure e pendii rocciosi proprio del Soratte. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante: permettono di raccordare i diversi versanti e di costruire percorrenze più ampie senza confondere questo sentiero con le diramazioni vicine.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso contribuisce alla lettura unitaria della rete del Monte Soratte: itinerari relativamente brevi ma con identità precisa, collegati fra loro e strettamente aderenti alla struttura del rilievo. Il valore escursionistico nasce dall’incontro fra ambiente naturale, panorami sulla valle del Tevere e testimonianze storiche distribuite sul massiccio.

Elementi notevoli

  • Cappella SS. Salvatore
  • Le Sentinelle
  • Monte Soratte
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 201 (RM)

 

Il CAI 201 – Madonna delle Grazie si sviluppa per circa 1.5 km, tra circa 445 e 651 metri di quota, nel territorio della Riserva Naturale Monte Soratte. Il sentiero si inserisce sul rilievo isolato del Monte Soratte, dove il substrato calcareo, i versanti boscati e gli affioramenti rocciosi determinano un paesaggio nettamente distinto dalla pianura circostante. La geometria completa segue la morfologia del monte con uno sviluppo coerente con la rete ufficiale della riserva.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

La parte centrale attraversa il mosaico di boschi, radure e pendii rocciosi proprio del Soratte. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante: permettono di raccordare i diversi versanti e di costruire percorrenze più ampie senza confondere questo sentiero con le diramazioni vicine.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso contribuisce alla lettura unitaria della rete del Monte Soratte: itinerari relativamente brevi ma con identità precisa, collegati fra loro e strettamente aderenti alla struttura del rilievo. Il valore escursionistico nasce dall’incontro fra ambiente naturale, panorami sulla valle del Tevere e testimonianze storiche distribuite sul massiccio.

Elementi notevoli

  • Madonna delle Grazie
  • Monte Soratte
  • Sant’Oreste
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 2_1 (RM)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 19 (RM)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 018 Cavone di Monte li Santi (RM)

 

Il sentiero 018 Cavone di Monte li Santi è un brevissimo itinerario del Parco Naturale Regionale Valle del Treja che dalla strada bianca Vallelunga – Le Rote conduce alla necropoli falisca del Cavone di Monte Li Santi. Classificato T (turistico), il percorso misura circa 100 metri e richiede pochi minuti di cammino. Seguendo il senso di marcia, sale da circa 188 metri fino a poco più di 205 metri di quota, configurandosi come una deviazione di accesso al sito archeologico piuttosto che come un itinerario escursionistico autonomo.

Dalla strada bianca il sentiero entra immediatamente nella vegetazione e affronta la breve risalita verso il Cavone. Il collegamento è attrezzato con una scalinata in legno, grazie alla quale viene superato il piccolo ma deciso dislivello che separa la viabilità rurale dal settore archeologico. Il tracciato procede quasi costantemente in salita e termina nel bosco, dove si apre l’affaccio sulle tombe; il percorso non è accessibile con passeggini e non dispone di punti di approvvigionamento d’acqua.

La meta è una delle testimonianze archeologiche più significative dell’area di Monte Li Santi, strettamente connessa all’antico centro falisco di Narce. La necropoli si sviluppò lungo un asse viario scavato nel banco tufaceo, una via cava che contribuì alla formazione del paesaggio funerario. Le pareti ai lati del passaggio furono utilizzate per ricavare tombe a camera; il Parco ha realizzato interventi di recupero che hanno liberato dalla vegetazione alcune strutture, rendendo nuovamente leggibile una parte dell’antico complesso.

Nel settore raggiunto dal sentiero sono visibili tre tombe a camera falische e l’area rituale posta davanti ai loro ingressi. La collocazione delle sepolture lungo la viabilità che conduceva verso Narce testimonia il rapporto tra necropoli, percorsi antichi e organizzazione del territorio falisco. La denominazione stessa di Cavone è collegata alla profonda incisione della strada nel tufo, elemento caratteristico delle vie cave dell’Etruria meridionale e dell’Agro Falisco.

Il sentiero 018 termina presso la necropoli e deve quindi essere ripercorso in senso inverso per tornare alla strada Vallelunga – Le Rote. Pur estremamente breve, costituisce un collegamento di particolare interesse perché permette di passare in pochi minuti dalla rete escursionistica del Parco a un luogo nel quale paesaggio tufaceo, antica viabilità e archeologia funeraria falisca sono direttamente intrecciati.

Elementi notevoli

  • Sentiero 018 Cavone di Monte li Santi: breve collegamento turistico tra la strada Vallelunga – Le Rote e la necropoli falisca.
  • Necropoli del Cavone di Monte Li Santi: area funeraria falisca caratterizzata da tombe a camera ricavate nel banco tufaceo.
  • Via cava: antico asse viario inciso nel tufo lungo il quale si sviluppò la necropoli, strettamente legato alla viabilità dell’area di Narce.
  • Tombe a camera falische: tre sepolture rese nuovamente leggibili attraverso gli interventi di recupero e valorizzazione promossi dal Parco.
  • Area rituale: spazio posto davanti agli ingressi delle tombe, parte integrante del complesso funerario del Cavone.
  • Monte Li Santi: settore archeologico della Valle del Treja legato all’antico insediamento falisco di Narce e ricco di testimonianze della frequentazione antica del territorio.
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 12 (RM)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 11 (RM)

 
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 001 Fossi della Mola di Monte Gelato (RM)

 

Il sentiero 001 Fossi della Mola di Monte Gelato è uno dei principali collegamenti escursionistici del Parco Naturale Regionale Valle del Treja e unisce Mazzano Romano alla Mola di Monte Gelato. Il percorso è classificato E (escursionistico) e si sviluppa per circa 3,3 km, con una percorrenza ufficiale indicativa di 2 ore. Seguendo il senso di marcia verso Monte Gelato, l’itinerario attraversa il sistema di fossi e valloni boscosi che confluiscono nella valle del Treja, con quote comprese approssimativamente tra 130 e 180 metri e numerose brevi variazioni altimetriche.

Il sentiero lascia il settore di Mazzano Romano a circa 165 metri di quota e si inoltra progressivamente nel bosco. La prima parte alterna brevi salite e discese, mantenendosi generalmente tra 150 e 175 metri. L’ambiente è quello tipico delle forre della Valle del Treja, modellate dall’erosione delle rocce vulcaniche e caratterizzate da versanti ripidi e vegetazione fitta. Il percorso segue a lungo il sistema naturale del fondovalle, con un andamento sinuoso determinato dai fossi e dalle incisioni che scendono verso il fiume.

Procedendo verso nord-est, l’itinerario continua lungo il Treja e attraversa un piccolo corso d’acqua laterale; il Parco segnala che il passaggio può essere effettuato utilizzando le rocce presenti nell’alveo. In questo settore il sentiero rimane immerso nel bosco e presenta continui ma modesti saliscendi. La denominazione Fossi della Mola di Monte Gelato richiama proprio la rete di incisioni naturali attraversata lungo il collegamento tra Mazzano e l’antico complesso molitorio.

Nella seconda metà del percorso le oscillazioni altimetriche diventano più evidenti: dopo alcuni tratti prossimi ai 180 metri, il sentiero ridiscende fino al settore più basso, attorno ai 130-140 metri, per poi riguadagnare quota. Il tracciato ricalca un collegamento storico con Monte Gelato: il Parco documenta infatti l’esistenza della Strada comunale dei Fossi della Mola di Monte Gelato, antica via che congiungeva il vecchio abitato di Mazzano Romano alla Mola e che è stata recuperata anche nell’ambito della rete escursionistica.

Il tratto conclusivo conduce alla Mola di Monte Gelato, sulle rive del Treja, nei pressi delle note Cascate di Monte Gelato. La Mola è legata allo sfruttamento storico dell’acqua del fiume: la costruzione di un mulino in questo luogo fu autorizzata nel 1830 e il complesso costituisce oggi uno degli elementi storici più rappresentativi dell’area. Il sentiero 001 termina così in uno dei principali nuclei naturalistici e storico-archeologici del Parco, dopo un percorso prevalentemente boschivo che mette in relazione il borgo di Mazzano con il corso del Treja e Monte Gelato.

Elementi notevoli

  • Sentiero 001 Fossi della Mola di Monte Gelato: itinerario escursionistico del Parco che collega Mazzano Romano con Monte Gelato seguendo la valle del Treja.
  • Mazzano Romano: borgo storico su sperone tufaceo dal cui territorio prende avvio il collegamento verso Monte Gelato.
  • Fiume Treja: asse naturale della valle e riferimento costante del percorso, alimentato dai numerosi fossi laterali attraversati dall’itinerario.
  • Strada comunale dei Fossi della Mola di Monte Gelato: antico collegamento tra il vecchio abitato di Mazzano Romano e la Mola, recuperato dal Parco nell’ambito della rete sentieristica.
  • Mola di Monte Gelato: storico complesso molitorio sulle rive del Treja, punto terminale dell’itinerario.
  • Cascate di Monte Gelato: sistema di salti e rapide del Treja situato presso la Mola, nel settore conclusivo del percorso.
Tag:
Home » Sentiero 19 (VT)

Sentiero 021 (RM)

 

Il sentiero 021 Castellaccio è un breve itinerario ad anello del Parco Naturale Regionale Valle del Treja, nell’area di Monte Gelato, nel territorio di Mazzano Romano. Il percorso si sviluppa nel bosco intorno al parcheggio di Monte Gelato, poco a sud-est delle celebri cascate del Treja. La classificazione ufficiale è T (turistico), con una percorrenza indicativa di 15 minuti e un dislivello contenuto. Il tracciato rilevato descrive un anello di poco più di mezzo chilometro, con quote comprese approssimativamente tra 178 e 198 metri.

Seguendo il senso di marcia dell’itinerario, il sentiero parte a circa 180 metri di quota e si inoltra subito nel bosco del Castellaccio. Il primo settore procede con leggere variazioni altimetriche, raggiungendo dapprima quote prossime ai 190 metri. L’ambiente è quello boschivo caratteristico di questo settore del Parco, separato dal vicino fondovalle del Treja ma strettamente inserito nel sistema naturalistico di Monte Gelato.

Nella parte centrale l’anello raggiunge il suo punto più elevato, attorno ai 198 metri, prima di iniziare una graduale discesa. Lungo il percorso il Parco segnala un’area picnic attrezzata con dieci tavoli e un’aula didattica all’aperto, strutture inserite direttamente nel bosco. Il sentiero non presenta quindi grandi dislivelli né lunghe salite, ma offre una breve passeggiata forestale adatta anche a chi desidera integrare la visita dell’area di Monte Gelato con un percorso semplice; non è tuttavia indicato per i passeggini.

Il nome dell’itinerario richiama il vicino Castellaccio, sito medievale compreso nel più ampio complesso storico-archeologico di Monte Gelato. Le indagini condotte nell’area hanno interessato sia il Castellaccio sia il vicino complesso della Mola, documentando una lunga frequentazione di questo settore della Valle del Treja. Il Castellaccio si trova a poche centinaia di metri dalle cascate e costituisce una delle testimonianze storiche che, insieme alla torre medievale, alla mola e alle evidenze di età romana, caratterizzano l’area di Monte Gelato.

Nell’ultimo tratto il sentiero perde progressivamente quota fino a tornare al punto iniziale, chiudendo l’anello nel bosco. Il 021 Castellaccio è quindi un itinerario breve e sostanzialmente pianeggiante, nel quale l’interesse naturalistico dell’ambiente forestale si affianca alla presenza di testimonianze storiche e archeologiche. La vicinanza al complesso di Monte Gelato consente inoltre di inserirlo facilmente in una visita più ampia dedicata al paesaggio e alla storia della Valle del Treja.

Elementi notevoli

  • Sentiero 021 Castellaccio: breve anello turistico nel bosco di Monte Gelato, con dislivello limitato e partenza e arrivo nello stesso settore.
  • Castellaccio: sito medievale situato nell’area di Monte Gelato, a poche centinaia di metri dalle cascate e direttamente legato alla denominazione dell’itinerario.
  • Bosco del Castellaccio: ambiente forestale nel quale si sviluppa l’intero percorso ad anello.
  • Area picnic: spazio attrezzato nel bosco con dieci tavoli, segnalato dal Parco lungo il percorso.
  • Aula didattica all’aperto: struttura inserita nell’ambiente boschivo e destinata alle attività di educazione ambientale.
  • Monte Gelato: importante complesso naturalistico e storico della Valle del Treja, caratterizzato nelle immediate vicinanze da cascate, antichi edifici molitori, testimonianze medievali e presenze archeologiche.
Tag:
X