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Via Vecchia Dama Case Nuove (AR)

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Via Vecchia Camparsolina Dama (AR)

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Sentiero Natura La Verna (AR)

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Sentiero 78_1 (AR)

 
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Sentiero 55_1 (AR)

 

Sentiero 55 collega la SP62 a nord di Giampereta con il Sentiero 50-GEA presso Croce della Calla, sviluppandosi per circa 2.3 km nel territorio di Vallesanta e settore della Verna. Le quote comprese fra circa 828 e 1137 metri delineano una salita breve e decisa verso la dorsale. Il percorso è classificato E e svolge una funzione precisa nella rete escursionistica locale, mettendo in relazione aree abitate, versanti, dorsali e altri itinerari numerati.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, la partenza avviene da la SP62 a nord di Giampereta. Il primo tratto accompagna gradualmente fuori dalla viabilità principale, entrando su strade rurali, mulattiere o sentieri di bosco. La progressione altimetrica è coerente con la morfologia del terreno e permette di leggere con chiarezza il carattere dell’itinerario: le salite seguono dorsali e costoni, mentre le discese utilizzano valloni e passaggi naturali verso i settori più bassi.

La parte centrale concentra i principali cambi di pendenza e gli innesti con la rete circostante. In questi punti il sentiero acquista particolare valore come collegamento, perché consente di costruire anelli o traversate più lunghe senza abbandonare la segnaletica CAI. Boschi di latifoglie, castagneti e aree più aperte si alternano secondo quota ed esposizione; nei tratti prossimi ai centri abitati diventano invece più frequenti coltivi, strade poderali e manufatti rurali.

Nella parte finale il percorso raggiunge il Sentiero 50-GEA presso Croce della Calla. La differenza fra quota minima e quota massima, pari a circa 309 metri, non coincide necessariamente con il dislivello accumulato, perché i saliscendi intermedi possono aumentare sensibilmente lo sforzo. Percorrendo il sentiero nel verso opposto cambiano soprattutto la distribuzione delle pendenze e l’impegno fisico, mentre resta invariata la funzione di connessione fra i due estremi.

Per la percorrenza è opportuno considerare stagione, condizioni del fondo e meteo. Nei boschi il terreno può diventare scivoloso dopo piogge prolungate, mentre sui tratti più esposti il caldo estivo o il vento possono incidere sulla fatica. La segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata costituiscono il riferimento principale ai bivi; la lunghezza complessiva va sempre valutata insieme al dislivello e alla continuità dello sforzo.

Dal punto di vista della continuità territoriale, questo collegamento è utile perché mette in relazione quote e ambienti differenti senza ridursi alla sola viabilità ordinaria. Il cambiamento altimetrico si accompagna a una progressiva variazione del paesaggio: nei settori più bassi restano più evidenti strade rurali, nuclei abitati e aree coltivate, mentre salendo acquistano maggiore peso boschi, versanti e direttrici di crinale. Gli innesti agli estremi assumono quindi il valore di veri nodi della rete, particolarmente importanti quando il sentiero viene inserito in un anello o in una traversata di più lunga percorrenza.

Elementi notevoli

  • Sentiero 55, riferimento ufficiale della rete escursionistica.
  • Giampereta
  • Croce della Calla
  • Sentiero 50-GEA
  • Vallesanta
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Sentiero 502 (AR)

 

Sentiero 502 collega Ponte alla Piera, presso il Sentiero 10/A e la SP57 con il Sentiero 50 a nord-ovest del Monte Filetto, sviluppandosi per circa 7.0 km nel territorio di Alpe di Catenaia. Le quote comprese fra circa 549 e 1258 metri delineano una lunga salita dal settore di Ponte alla Piera alle quote montane dell’Alpe di Catenaia. Il percorso è classificato E e va letto soprattutto come elemento della rete escursionistica locale: non soltanto un itinerario autonomo, ma un collegamento capace di mettere in relazione fondovalle, versanti, crinali e altri sentieri numerati.

Seguendo l’ordine reale del percorso, la partenza avviene da Ponte alla Piera, presso il Sentiero 10/A e la SP57. Il primo tratto si inserisce gradualmente nel paesaggio del settore, con pendenze che riflettono la morfologia naturale e con una successione di strade rurali, mulattiere o sentieri di bosco. Dove la quota aumenta, il paesaggio diventa progressivamente più montano; nei tratti discendenti, invece, il sentiero accompagna il passaggio verso aree più aperte e abitate. La continuità del tracciato consente di riconoscere con chiarezza la direzione principale senza ricorrere a interpretazioni forzate.

La parte centrale concentra il valore territoriale dell’itinerario. Dorsali secondarie, impluvi, boschi e piccoli nuclei rurali scandiscono la progressione e spiegano i frequenti cambi di pendenza. Gli innesti con altri sentieri CAI sono punti importanti per l’orientamento e permettono di combinare il percorso con traversate più ampie. Anche quando il dislivello netto non è elevatissimo, i saliscendi intermedi possono aumentare l’impegno effettivo; per questo la sola distanza chilometrica non è sufficiente a valutare la fatica complessiva.

Nella parte finale il sentiero raggiunge il Sentiero 50 a nord-ovest del Monte Filetto, mantenendo un andamento coerente con il profilo altimetrico complessivo. Il passaggio dalla quota minima di circa 549 metri alla massima di circa 1258 metri chiarisce il carattere fisico del tracciato: nel verso opposto, naturalmente, salite e discese si invertono e l’impegno può cambiare in modo sensibile. Nei punti di raccordo con la viabilità o con altri itinerari è opportuno seguire la segnaletica bianco-rossa e la numerazione aggiornata.

Il percorso non presenta, per classificazione, difficoltà alpinistiche, ma resta necessario considerare stagione, fondo, pioggia, eventuale fango e disponibilità di acqua. Nei tratti di crinale o più esposti il meteo può incidere rapidamente; nei boschi, invece, foglie e terreno umido possono rendere insidiose le discese. La funzione del sentiero è soprattutto quella di garantire continuità alla rete: una caratteristica che lo rende particolarmente utile per costruire anelli e traversate senza perdere il riferimento ai nodi ufficiali.

Elementi notevoli

  • Sentiero 502, riferimento ufficiale della rete escursionistica.
  • Ponte alla Piera
  • Monte Filetto
  • Sentiero 50
  • Alpe di Catenaia
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Sentiero 50 (AR)

 
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Sentiero 20a (AR)

 

Sentiero 20A viene percorso, nell’ordine della geometria, dal settore del Sentiero 50-GEA a sud dell’Eremo della Casella verso Caprese Michelangelo. Il tracciato misura circa 8,8 km e scende da oltre 1.150 metri a poco più di 600 metri, attraversando una successione di faggete, castagneti e piccoli nuclei del versante valtiberino.

Dalla sella prossima al Sentiero 50 il percorso lascia la dorsale e scende a mezza costa. La prima parte attraversa una fascia montana ricca di sorgenti, dove il faggio è dominante e il terreno può rimanere umido a lungo. La direzione è chiaramente discendente e consente di perdere quota con continuità senza trasformarsi in una discesa rettilinea.

Proseguendo si entra nel settore di Fragaiolo, caratterizzato da grandi castagni e da un paesaggio più vicino alle aree abitate. Il Sentiero Italia CAI utilizza questo collegamento nella tappa che unisce Caprese Michelangelo a Chiusi della Verna, confermandone il ruolo di raccordo fra il fondovalle e l’asse GEA.

Nella parte bassa il sentiero raggiunge la zona di Lama e prosegue verso Caprese Michelangelo. La quota diminuisce fino a circa 600 metri; in senso contrario il percorso costituisce una salita lunga verso l’Eremo della Casella e il crinale, con oltre cinquecento metri di dislivello da affrontare prevalentemente nel bosco.

Classificato E, il 20A è un itinerario escursionistico privo di passaggi alpinistici ma fisicamente significativo. Nei mesi umidi è opportuno considerare fango e fogliame sui tratti in pendenza; in inverno le quote superiori possono essere interessate da neve o ghiaccio.

Elementi notevoli

  • Sentiero 20A-GEA, utilizzato dal Sentiero Italia CAI.
  • Eremo della Casella, importante riferimento poco a nord del raccordo superiore.
  • Fragaiolo, località attraversata nella discesa.
  • Lama, nucleo della parte inferiore.
  • Caprese Michelangelo, estremo del collegamento sul versante valtiberino.
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Sentiero 20_1 (AR)

 

Sentiero 20 della rete aretina collega Stratino Basso, presso il Sentiero 2, con Prato al Soglio, dove si innesta nel Sentiero 087. Il percorso sviluppa circa 13,1 km e si muove fra quote prossime ai 480 e ai 970 metri. Nel verso del tracciato qui considerato prevale una lunga discesa, intervallata da ondulazioni e brevi recuperi di quota.

Dal settore di Stratino Basso il sentiero attraversa i rilievi della Valtiberina seguendo un andamento articolato. La quota iniziale elevata colloca subito il percorso in ambiente montano; il primo tratto perde altezza gradualmente, alternando boschi, dorsali secondarie e impluvi che obbligano a diversi cambi di pendenza.

La parte centrale rappresenta il segmento più lungo e richiede continuità di passo. Pur senza raggiungere quote estreme, il sentiero attraversa un territorio poco urbanizzato nel quale gli innesti con gli altri percorsi CAI costituiscono i riferimenti principali. La lunghezza superiore ai tredici chilometri fa sì che l’impegno derivi più dallo sviluppo complessivo che da singoli passaggi tecnici.

Avvicinandosi a Prato al Soglio il percorso raggiunge il sistema del Sentiero 087. L’arrivo non coincide con un centro abitato ma con un nodo della rete, utile per proseguire verso altri settori della Valtiberina. In senso opposto l’itinerario diventa una salita lunga, con circa cinquecento metri di differenza fra le quote estreme.

La classificazione E è coerente con il carattere escursionistico del tracciato. Distanza, isolamento di alcuni tratti e stato del fondo richiedono comunque una pianificazione accurata, soprattutto nelle stagioni con poche ore di luce o dopo periodi di pioggia.

Elementi notevoli

  • Sentiero 20 CAI, censito fra Stratino Basso e Prato al Soglio.
  • Stratino Basso, innesto con il Sentiero 2.
  • Rilievi della Valtiberina, ambiente prevalente del percorso.
  • Prato al Soglio, nodo della parte finale.
  • Sentiero 087, prosecuzione della rete all’estremo opposto.
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Sentiero 2_2 (AR)

 
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Sentiero 10a (AR)

 

Sentiero 10A collega Ponte alla Piera con Sentiero 50 a nord dell’abitato di Scille. Lo sviluppo è di circa 4.7 km e il percorso si mantiene fra quote approssimativamente comprese tra 488 e 683 metri. Il carattere generale è quello di un collegamento in salita dalla valle verso il sistema dei Monti Rognosi e della Valtiberina, con un andamento che riflette in modo netto la morfologia del territorio attraversato.

Il tracciato prende avvio da Ponte alla Piera e segue una progressione continua verso il settore di arrivo. Nella prima parte il percorso si inserisce nella rete locale attraverso strade poderali, piste forestali o sentieri, secondo il contesto, lasciando gradualmente la viabilità principale e acquistando un carattere più escursionistico.

La sezione centrale mette in evidenza il rapporto fra il sentiero e il paesaggio: i cambi di quota non sono casuali, ma seguono dorsali, impluvi e passaggi naturali. Quando il percorso interseca altri itinerari numerati, questi bivi costituiscono nodi essenziali per l’orientamento e permettono di combinare il tracciato con traversate più ampie senza perdere la continuità della rete.

Avvicinandosi a Sentiero 50 a nord dell’abitato di Scille, il profilo altimetrico accompagna l’ingresso nell’ultimo settore. La differenza fra la quota minima, circa 488 metri, e quella massima, circa 683 metri, aiuta a leggere l’impegno complessivo: sui percorsi di collina prevalgono saliscendi distribuiti, mentre nei collegamenti montani la pendenza può concentrarsi in pochi chilometri.

L’itinerario conserva soprattutto un valore di connessione territoriale. I centri abitati, le strade storiche, le aree naturali e gli innesti CAI incontrati lungo il cammino non sono elementi separati, ma parti di una stessa trama escursionistica. Percorrere il sentiero nel verso opposto può modificare in modo sensibile la percezione dello sforzo, in particolare nei tratti con forte dislivello.

Per la percorrenza sono da considerare stagione, stato del fondo e condizioni meteorologiche, oltre alla disponibilità d’acqua nei tratti più isolati. Nei settori con molti incroci conviene affidarsi alla segnaletica escursionistica e alla cartografia aggiornata; nelle aree protette valgono inoltre le eventuali regole di accesso stabilite dagli enti gestori.

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Sentiero 104b (AR)

 
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Sentiero 088 (AR)

 

Sentiero 088 collega Sentiero 078 presso Croce Coperta con Sentiero 50-GEA presso Villa di Tifi. Il percorso sviluppa circa 3.5 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 588 e 840 metri. Il suo profilo è caratterizzato da un collegamento di versante che guadagna quota verso l’asse della GEA; è quindi un itinerario da leggere soprattutto in rapporto al dislivello e alla funzione di collegamento che svolge nella rete escursionistica locale.

Seguendo il verso del tracciato, la partenza avviene da Sentiero 078 presso Croce Coperta. Il primo tratto introduce gradualmente nel paesaggio del settore, alternando strade rurali, piste forestali o sentieri secondo la morfologia attraversata. La progressione resta coerente con la direttrice generale del percorso e consente di guadagnare o perdere quota senza deviazioni estranee allo sviluppo principale.

La parte centrale è quella in cui emerge maggiormente la struttura del territorio: dorsali, valloni e versanti determinano una successione di pendenze che può risultare più impegnativa della sola distanza chilometrica. Nei punti in cui il sentiero interseca altri itinerari CAI è importante mantenere il riferimento alla numerazione, perché diversi collegamenti condividono per brevi tratti la stessa rete di piste e mulattiere.

Procedendo verso Sentiero 50-GEA presso Villa di Tifi, l’andamento altimetrico diventa coerente con l’ingresso nel settore finale. Le quote comprese fra circa 588 e 840 metri descrivono bene la varietà del percorso: nei tratti più bassi prevale un paesaggio collinare o di fondovalle, mentre alle quote superiori aumentano boschi, dorsali e ambienti più propriamente montani.

Il valore dell’itinerario sta anche nella continuità territoriale. Non è necessario considerarlo come percorso isolato: gli innesti con i sentieri vicini permettono di inserirlo in traversate più lunghe o in anelli, scegliendo il verso di marcia in funzione del dislivello. In presenza di forti pendenze, la percorrenza inversa può cambiare sensibilmente l’impegno fisico pur lasciando invariata la difficoltà tecnica generale.

Prima della partenza è opportuno valutare condizioni del fondo, stagione e disponibilità di acqua, soprattutto nei tratti di crinale o nei collegamenti più lunghi. La segnaletica escursionistica resta il riferimento principale ai bivi; tempi e impegno vanno commisurati non solo ai chilometri, ma anche al dislivello complessivo e alla continuità delle salite o delle discese.

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Sentiero 087 (AR)

 

Sentiero 087 collega Cerreto, lungo la SP57 con Sentiero 012 a nord del Greppo dei Ciuffi. Il percorso sviluppa circa 5.4 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 636 e 1265 metri. Il suo profilo è caratterizzato da una salita continua dal versante basso verso il sistema di dorsali di Catenaia; è quindi un itinerario da leggere soprattutto in rapporto al dislivello e alla funzione di collegamento che svolge nella rete escursionistica locale.

Seguendo il verso del tracciato, la partenza avviene da Cerreto, lungo la SP57. Il primo tratto introduce gradualmente nel paesaggio del settore, alternando strade rurali, piste forestali o sentieri secondo la morfologia attraversata. La progressione resta coerente con la direttrice generale del percorso e consente di guadagnare o perdere quota senza deviazioni estranee allo sviluppo principale.

La parte centrale è quella in cui emerge maggiormente la struttura del territorio: dorsali, valloni e versanti determinano una successione di pendenze che può risultare più impegnativa della sola distanza chilometrica. Nei punti in cui il sentiero interseca altri itinerari CAI è importante mantenere il riferimento alla numerazione, perché diversi collegamenti condividono per brevi tratti la stessa rete di piste e mulattiere.

Procedendo verso Sentiero 012 a nord del Greppo dei Ciuffi, l’andamento altimetrico diventa coerente con l’ingresso nel settore finale. Le quote comprese fra circa 636 e 1265 metri descrivono bene la varietà del percorso: nei tratti più bassi prevale un paesaggio collinare o di fondovalle, mentre alle quote superiori aumentano boschi, dorsali e ambienti più propriamente montani.

Il valore dell’itinerario sta anche nella continuità territoriale. Non è necessario considerarlo come percorso isolato: gli innesti con i sentieri vicini permettono di inserirlo in traversate più lunghe o in anelli, scegliendo il verso di marcia in funzione del dislivello. In presenza di forti pendenze, la percorrenza inversa può cambiare sensibilmente l’impegno fisico pur lasciando invariata la difficoltà tecnica generale.

Prima della partenza è opportuno valutare condizioni del fondo, stagione e disponibilità di acqua, soprattutto nei tratti di crinale o nei collegamenti più lunghi. La segnaletica escursionistica resta il riferimento principale ai bivi; tempi e impegno vanno commisurati non solo ai chilometri, ma anche al dislivello complessivo e alla continuità delle salite o delle discese.

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Sentiero 085 (AR)

 

Sentiero 085 collega Sentiero 080 a nord della Cella con Sentiero 050 a nord del Monte Castello. Il percorso sviluppa circa 2.1 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 1035 e 1350 metri. Il suo profilo è caratterizzato da una salita breve ma sensibile verso le quote più alte dell’Alpe di Catenaia; è quindi un itinerario da leggere soprattutto in rapporto al dislivello e alla funzione di collegamento che svolge nella rete escursionistica locale.

Seguendo il verso del tracciato, la partenza avviene da Sentiero 080 a nord della Cella. Il primo tratto introduce gradualmente nel paesaggio del settore, alternando strade rurali, piste forestali o sentieri secondo la morfologia attraversata. La progressione resta coerente con la direttrice generale del percorso e consente di guadagnare o perdere quota senza deviazioni estranee allo sviluppo principale.

La parte centrale è quella in cui emerge maggiormente la struttura del territorio: dorsali, valloni e versanti determinano una successione di pendenze che può risultare più impegnativa della sola distanza chilometrica. Nei punti in cui il sentiero interseca altri itinerari CAI è importante mantenere il riferimento alla numerazione, perché diversi collegamenti condividono per brevi tratti la stessa rete di piste e mulattiere.

Procedendo verso Sentiero 050 a nord del Monte Castello, l’andamento altimetrico diventa coerente con l’ingresso nel settore finale. Le quote comprese fra circa 1035 e 1350 metri descrivono bene la varietà del percorso: nei tratti più bassi prevale un paesaggio collinare o di fondovalle, mentre alle quote superiori aumentano boschi, dorsali e ambienti più propriamente montani.

Il valore dell’itinerario sta anche nella continuità territoriale. Non è necessario considerarlo come percorso isolato: gli innesti con i sentieri vicini permettono di inserirlo in traversate più lunghe o in anelli, scegliendo il verso di marcia in funzione del dislivello. In presenza di forti pendenze, la percorrenza inversa può cambiare sensibilmente l’impegno fisico pur lasciando invariata la difficoltà tecnica generale.

Prima della partenza è opportuno valutare condizioni del fondo, stagione e disponibilità di acqua, soprattutto nei tratti di crinale o nei collegamenti più lunghi. La segnaletica escursionistica resta il riferimento principale ai bivi; tempi e impegno vanno commisurati non solo ai chilometri, ma anche al dislivello complessivo e alla continuità delle salite o delle discese.

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Sentiero 084 (AR)

 

Sentiero 084 collega Sentiero 080 a sud-ovest di Casa Macigno con Sentiero 050 presso Sasso della Regina. Il percorso sviluppa circa 2.1 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 961 e 1230 metri. Il suo profilo è caratterizzato da un raccordo ascendente che porta rapidamente alla dorsale del Sasso della Regina; è quindi un itinerario da leggere soprattutto in rapporto al dislivello e alla funzione di collegamento che svolge nella rete escursionistica locale.

Seguendo il verso del tracciato, la partenza avviene da Sentiero 080 a sud-ovest di Casa Macigno. Il primo tratto introduce gradualmente nel paesaggio del settore, alternando strade rurali, piste forestali o sentieri secondo la morfologia attraversata. La progressione resta coerente con la direttrice generale del percorso e consente di guadagnare o perdere quota senza deviazioni estranee allo sviluppo principale.

La parte centrale è quella in cui emerge maggiormente la struttura del territorio: dorsali, valloni e versanti determinano una successione di pendenze che può risultare più impegnativa della sola distanza chilometrica. Nei punti in cui il sentiero interseca altri itinerari CAI è importante mantenere il riferimento alla numerazione, perché diversi collegamenti condividono per brevi tratti la stessa rete di piste e mulattiere.

Procedendo verso Sentiero 050 presso Sasso della Regina, l’andamento altimetrico diventa coerente con l’ingresso nel settore finale. Le quote comprese fra circa 961 e 1230 metri descrivono bene la varietà del percorso: nei tratti più bassi prevale un paesaggio collinare o di fondovalle, mentre alle quote superiori aumentano boschi, dorsali e ambienti più propriamente montani.

Il valore dell’itinerario sta anche nella continuità territoriale. Non è necessario considerarlo come percorso isolato: gli innesti con i sentieri vicini permettono di inserirlo in traversate più lunghe o in anelli, scegliendo il verso di marcia in funzione del dislivello. In presenza di forti pendenze, la percorrenza inversa può cambiare sensibilmente l’impegno fisico pur lasciando invariata la difficoltà tecnica generale.

Prima della partenza è opportuno valutare condizioni del fondo, stagione e disponibilità di acqua, soprattutto nei tratti di crinale o nei collegamenti più lunghi. La segnaletica escursionistica resta il riferimento principale ai bivi; tempi e impegno vanno commisurati non solo ai chilometri, ma anche al dislivello complessivo e alla continuità delle salite o delle discese.

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Sentiero 080 (AR)

 

Sentiero 080 collega La Lama, lungo la SP54 a nord-ovest di Caprese Michelangelo con Sentiero 012 presso L’Imposto. Il percorso sviluppa circa 8.1 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 530 e 1259 metri. Il suo profilo è caratterizzato da una lunga ascesa dal fondovalle alla parte alta dell’Alpe di Catenaia; è quindi un itinerario da leggere soprattutto in rapporto al dislivello e alla funzione di collegamento che svolge nella rete escursionistica locale.

Seguendo il verso del tracciato, la partenza avviene da La Lama, lungo la SP54 a nord-ovest di Caprese Michelangelo. Il primo tratto introduce gradualmente nel paesaggio del settore, alternando strade rurali, piste forestali o sentieri secondo la morfologia attraversata. La progressione resta coerente con la direttrice generale del percorso e consente di guadagnare o perdere quota senza deviazioni estranee allo sviluppo principale.

La parte centrale è quella in cui emerge maggiormente la struttura del territorio: dorsali, valloni e versanti determinano una successione di pendenze che può risultare più impegnativa della sola distanza chilometrica. Nei punti in cui il sentiero interseca altri itinerari CAI è importante mantenere il riferimento alla numerazione, perché diversi collegamenti condividono per brevi tratti la stessa rete di piste e mulattiere.

Procedendo verso Sentiero 012 presso L’Imposto, l’andamento altimetrico diventa coerente con l’ingresso nel settore finale. Le quote comprese fra circa 530 e 1259 metri descrivono bene la varietà del percorso: nei tratti più bassi prevale un paesaggio collinare o di fondovalle, mentre alle quote superiori aumentano boschi, dorsali e ambienti più propriamente montani.

Il valore dell’itinerario sta anche nella continuità territoriale. Non è necessario considerarlo come percorso isolato: gli innesti con i sentieri vicini permettono di inserirlo in traversate più lunghe o in anelli, scegliendo il verso di marcia in funzione del dislivello. In presenza di forti pendenze, la percorrenza inversa può cambiare sensibilmente l’impegno fisico pur lasciando invariata la difficoltà tecnica generale.

Prima della partenza è opportuno valutare condizioni del fondo, stagione e disponibilità di acqua, soprattutto nei tratti di crinale o nei collegamenti più lunghi. La segnaletica escursionistica resta il riferimento principale ai bivi; tempi e impegno vanno commisurati non solo ai chilometri, ma anche al dislivello complessivo e alla continuità delle salite o delle discese.

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Sentiero 079 (AR)

 

Sentiero 079 collega Sentiero 047 presso Gregnano con Sentiero 50-GEA presso Croce della Malcina. Il percorso sviluppa circa 2.6 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 772 e 1122 metri. Il suo profilo è caratterizzato da una salita compatta verso il crinale appenninico; è quindi un itinerario da leggere soprattutto in rapporto al dislivello e alla funzione di collegamento che svolge nella rete escursionistica locale.

Seguendo il verso del tracciato, la partenza avviene da Sentiero 047 presso Gregnano. Il primo tratto introduce gradualmente nel paesaggio del settore, alternando strade rurali, piste forestali o sentieri secondo la morfologia attraversata. La progressione resta coerente con la direttrice generale del percorso e consente di guadagnare o perdere quota senza deviazioni estranee allo sviluppo principale.

La parte centrale è quella in cui emerge maggiormente la struttura del territorio: dorsali, valloni e versanti determinano una successione di pendenze che può risultare più impegnativa della sola distanza chilometrica. Nei punti in cui il sentiero interseca altri itinerari CAI è importante mantenere il riferimento alla numerazione, perché diversi collegamenti condividono per brevi tratti la stessa rete di piste e mulattiere.

Procedendo verso Sentiero 50-GEA presso Croce della Malcina, l’andamento altimetrico diventa coerente con l’ingresso nel settore finale. Le quote comprese fra circa 772 e 1122 metri descrivono bene la varietà del percorso: nei tratti più bassi prevale un paesaggio collinare o di fondovalle, mentre alle quote superiori aumentano boschi, dorsali e ambienti più propriamente montani.

Il valore dell’itinerario sta anche nella continuità territoriale. Non è necessario considerarlo come percorso isolato: gli innesti con i sentieri vicini permettono di inserirlo in traversate più lunghe o in anelli, scegliendo il verso di marcia in funzione del dislivello. In presenza di forti pendenze, la percorrenza inversa può cambiare sensibilmente l’impegno fisico pur lasciando invariata la difficoltà tecnica generale.

Prima della partenza è opportuno valutare condizioni del fondo, stagione e disponibilità di acqua, soprattutto nei tratti di crinale o nei collegamenti più lunghi. La segnaletica escursionistica resta il riferimento principale ai bivi; tempi e impegno vanno commisurati non solo ai chilometri, ma anche al dislivello complessivo e alla continuità delle salite o delle discese.

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Sentiero 078 (AR)

 

Sentiero 078 collega Formole, lungo la SP48 con Montalone, presso la SS208 e il Sentiero 061. Il percorso sviluppa circa 9.8 km e si muove fra quote approssimativamente comprese tra 410 e 872 metri. Il suo profilo è caratterizzato da una lunga salita di collegamento dal settore di Formole alle quote di Montalone; è quindi un itinerario da leggere soprattutto in rapporto al dislivello e alla funzione di collegamento che svolge nella rete escursionistica locale.

Seguendo il verso del tracciato, la partenza avviene da Formole, lungo la SP48. Il primo tratto introduce gradualmente nel paesaggio del settore, alternando strade rurali, piste forestali o sentieri secondo la morfologia attraversata. La progressione resta coerente con la direttrice generale del percorso e consente di guadagnare o perdere quota senza deviazioni estranee allo sviluppo principale.

La parte centrale è quella in cui emerge maggiormente la struttura del territorio: dorsali, valloni e versanti determinano una successione di pendenze che può risultare più impegnativa della sola distanza chilometrica. Nei punti in cui il sentiero interseca altri itinerari CAI è importante mantenere il riferimento alla numerazione, perché diversi collegamenti condividono per brevi tratti la stessa rete di piste e mulattiere.

Procedendo verso Montalone, presso la SS208 e il Sentiero 061, l’andamento altimetrico diventa coerente con l’ingresso nel settore finale. Le quote comprese fra circa 410 e 872 metri descrivono bene la varietà del percorso: nei tratti più bassi prevale un paesaggio collinare o di fondovalle, mentre alle quote superiori aumentano boschi, dorsali e ambienti più propriamente montani.

Il valore dell’itinerario sta anche nella continuità territoriale. Non è necessario considerarlo come percorso isolato: gli innesti con i sentieri vicini permettono di inserirlo in traversate più lunghe o in anelli, scegliendo il verso di marcia in funzione del dislivello. In presenza di forti pendenze, la percorrenza inversa può cambiare sensibilmente l’impegno fisico pur lasciando invariata la difficoltà tecnica generale.

Prima della partenza è opportuno valutare condizioni del fondo, stagione e disponibilità di acqua, soprattutto nei tratti di crinale o nei collegamenti più lunghi. La segnaletica escursionistica resta il riferimento principale ai bivi; tempi e impegno vanno commisurati non solo ai chilometri, ma anche al dislivello complessivo e alla continuità delle salite o delle discese.

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Sentiero 064 (AR)

 

Sentiero 064 collega la Cappella Fra Filippo con il Sentiero 50-GEA presso Monte Calvano. Lo sviluppo è di circa 0.8 km, con quote comprese indicativamente fra 1111 e 1237 metri. L’andamento è caratterizzato da una salita corta e concentrata verso il crinale, coerente con la funzione di raccordo che questo tratto svolge nella rete della Vallesanta e del settore della Verna.

Dal primo estremo, la Cappella Fra Filippo, il percorso entra gradualmente nel sistema di versanti e dorsali dell’Appennino aretino. La geometria è continua e non mostra interruzioni sostanziali; le variazioni di quota seguono la morfologia locale e definiscono una progressione leggibile, senza forzature rispetto agli estremi ufficialmente documentati.

La parte centrale attraversa un territorio in cui i sentieri CAI formano una rete molto fitta. Bivi e intersezioni hanno quindi un ruolo importante: il tracciato non va considerato soltanto come itinerario autonomo, ma come segmento capace di mettere in comunicazione vallate, piccoli nuclei, passi e direttrici di crinale.

Avvicinandosi a il Sentiero 50-GEA presso Monte Calvano, il percorso assume il carattere finale suggerito dal profilo altimetrico: la quota e la pendenza cambiano in modo coerente con l’ingresso nel settore di arrivo. Nei punti di intersezione con altri sentieri è opportuno seguire con attenzione la segnaletica bianco-rossa.

La classificazione escursionistica è compatibile con il tracciato. L’impegno reale dipende soprattutto dalla combinazione fra dislivello, lunghezza, condizioni del fondo e stagione: nei collegamenti più brevi può essere determinante la pendenza, mentre nelle traversate lunghe pesa soprattutto la continuità dello sforzo.

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Sentiero 062 (AR)

 

Sentiero 062 collega il Sentiero 061 presso la Cappella Fra Filippo con la SS208 a est di Compito. Lo sviluppo è di circa 3.1 km, con quote comprese indicativamente fra 898 e 1138 metri. L’andamento è caratterizzato da un raccordo di mezza costa con dislivello moderato, coerente con la funzione di raccordo che questo tratto svolge nella rete della Vallesanta e del settore della Verna.

Dal primo estremo, il Sentiero 061 presso la Cappella Fra Filippo, il percorso entra gradualmente nel sistema di versanti e dorsali dell’Appennino aretino. La geometria è continua e non mostra interruzioni sostanziali; le variazioni di quota seguono la morfologia locale e definiscono una progressione leggibile, senza forzature rispetto agli estremi ufficialmente documentati.

La parte centrale attraversa un territorio in cui i sentieri CAI formano una rete molto fitta. Bivi e intersezioni hanno quindi un ruolo importante: il tracciato non va considerato soltanto come itinerario autonomo, ma come segmento capace di mettere in comunicazione vallate, piccoli nuclei, passi e direttrici di crinale.

Avvicinandosi a la SS208 a est di Compito, il percorso assume il carattere finale suggerito dal profilo altimetrico: la quota e la pendenza cambiano in modo coerente con l’ingresso nel settore di arrivo. Nei punti di intersezione con altri sentieri è opportuno seguire con attenzione la segnaletica bianco-rossa.

La classificazione escursionistica è compatibile con il tracciato. L’impegno reale dipende soprattutto dalla combinazione fra dislivello, lunghezza, condizioni del fondo e stagione: nei collegamenti più brevi può essere determinante la pendenza, mentre nelle traversate lunghe pesa soprattutto la continuità dello sforzo.

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  • Cappella Fra Filippo
  • Sentiero 061
  • Compito
  • SS208
  • Vallesanta
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Sentiero 061 (AR)

 

Sentiero 061 collega Pieve Santo Stefano con il Sentiero 50-GEA a sud di Croce della Calla. Lo sviluppo è di circa 9.8 km, con quote comprese indicativamente fra 521 e 1122 metri. L’andamento è caratterizzato da una lunga salita dal fondovalle verso il sistema di crinale della Verna, coerente con la funzione di raccordo che questo tratto svolge nella rete della Vallesanta e del settore della Verna.

Dal primo estremo, Pieve Santo Stefano, il percorso entra gradualmente nel sistema di versanti e dorsali dell’Appennino aretino. La geometria è continua e non mostra interruzioni sostanziali; le variazioni di quota seguono la morfologia locale e definiscono una progressione leggibile, senza forzature rispetto agli estremi ufficialmente documentati.

La parte centrale attraversa un territorio in cui i sentieri CAI formano una rete molto fitta. Bivi e intersezioni hanno quindi un ruolo importante: il tracciato non va considerato soltanto come itinerario autonomo, ma come segmento capace di mettere in comunicazione vallate, piccoli nuclei, passi e direttrici di crinale.

Avvicinandosi a il Sentiero 50-GEA a sud di Croce della Calla, il percorso assume il carattere finale suggerito dal profilo altimetrico: la quota e la pendenza cambiano in modo coerente con l’ingresso nel settore di arrivo. Nei punti di intersezione con altri sentieri è opportuno seguire con attenzione la segnaletica bianco-rossa.

La classificazione escursionistica è compatibile con il tracciato. L’impegno reale dipende soprattutto dalla combinazione fra dislivello, lunghezza, condizioni del fondo e stagione: nei collegamenti più brevi può essere determinante la pendenza, mentre nelle traversate lunghe pesa soprattutto la continuità dello sforzo.

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  • Pieve Santo Stefano
  • Cappella Fra Filippo
  • Croce della Calla
  • Sentiero 50-GEA
  • Monte della Verna
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Sentiero 056 (AR)

 

Sentiero 056 collega il Sentiero 50-GEA presso Croce della Calla con il Sentiero 053. Lo sviluppo è di circa 1.3 km, con quote comprese indicativamente fra 1090 e 1149 metri. L’andamento è caratterizzato da un breve raccordo di quota con modesti saliscendi, coerente con la funzione di raccordo che questo tratto svolge nella rete della Vallesanta e del settore della Verna.

Dal primo estremo, il Sentiero 50-GEA presso Croce della Calla, il percorso entra gradualmente nel sistema di versanti e dorsali dell’Appennino aretino. La geometria è continua e non mostra interruzioni sostanziali; le variazioni di quota seguono la morfologia locale e definiscono una progressione leggibile, senza forzature rispetto agli estremi ufficialmente documentati.

La parte centrale attraversa un territorio in cui i sentieri CAI formano una rete molto fitta. Bivi e intersezioni hanno quindi un ruolo importante: il tracciato non va considerato soltanto come itinerario autonomo, ma come segmento capace di mettere in comunicazione vallate, piccoli nuclei, passi e direttrici di crinale.

Avvicinandosi a il Sentiero 053, il percorso assume il carattere finale suggerito dal profilo altimetrico: la quota e la pendenza cambiano in modo coerente con l’ingresso nel settore di arrivo. Nei punti di intersezione con altri sentieri è opportuno seguire con attenzione la segnaletica bianco-rossa.

La classificazione escursionistica è compatibile con il tracciato. L’impegno reale dipende soprattutto dalla combinazione fra dislivello, lunghezza, condizioni del fondo e stagione: nei collegamenti più brevi può essere determinante la pendenza, mentre nelle traversate lunghe pesa soprattutto la continuità dello sforzo.

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Sentiero 055 (AR)

 

Sentiero 055 collega il Sentiero 50-GEA presso Croce della Calla con la SP62 a nord di Giampereta. Lo sviluppo è di circa 2.2 km, con quote comprese indicativamente fra 828 e 1137 metri. L’andamento è caratterizzato da una discesa breve ma marcata dal crinale verso il fondovalle, coerente con la funzione di raccordo che questo tratto svolge nella rete della Vallesanta e del settore della Verna.

Dal primo estremo, il Sentiero 50-GEA presso Croce della Calla, il percorso entra gradualmente nel sistema di versanti e dorsali dell’Appennino aretino. La geometria è continua e non mostra interruzioni sostanziali; le variazioni di quota seguono la morfologia locale e definiscono una progressione leggibile, senza forzature rispetto agli estremi ufficialmente documentati.

La parte centrale attraversa un territorio in cui i sentieri CAI formano una rete molto fitta. Bivi e intersezioni hanno quindi un ruolo importante: il tracciato non va considerato soltanto come itinerario autonomo, ma come segmento capace di mettere in comunicazione vallate, piccoli nuclei, passi e direttrici di crinale.

Avvicinandosi a la SP62 a nord di Giampereta, il percorso assume il carattere finale suggerito dal profilo altimetrico: la quota e la pendenza cambiano in modo coerente con l’ingresso nel settore di arrivo. Nei punti di intersezione con altri sentieri è opportuno seguire con attenzione la segnaletica bianco-rossa.

La classificazione escursionistica è compatibile con il tracciato. L’impegno reale dipende soprattutto dalla combinazione fra dislivello, lunghezza, condizioni del fondo e stagione: nei collegamenti più brevi può essere determinante la pendenza, mentre nelle traversate lunghe pesa soprattutto la continuità dello sforzo.

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Sentiero 053 (AR)

 

Sentiero 053 collega il Sentiero 50-GEA a sud della Verna con Rimbocchi, presso il guado del Corsalone. Lo sviluppo è di circa 5.5 km, con quote comprese indicativamente fra 538 e 1140 metri. L’andamento è caratterizzato da una lunga discesa dalle quote della Verna alla Vallesanta, coerente con la funzione di raccordo che questo tratto svolge nella rete della Vallesanta e del settore della Verna.

Dal primo estremo, il Sentiero 50-GEA a sud della Verna, il percorso entra gradualmente nel sistema di versanti e dorsali dell’Appennino aretino. La geometria è continua e non mostra interruzioni sostanziali; le variazioni di quota seguono la morfologia locale e definiscono una progressione leggibile, senza forzature rispetto agli estremi ufficialmente documentati.

La parte centrale attraversa un territorio in cui i sentieri CAI formano una rete molto fitta. Bivi e intersezioni hanno quindi un ruolo importante: il tracciato non va considerato soltanto come itinerario autonomo, ma come segmento capace di mettere in comunicazione vallate, piccoli nuclei, passi e direttrici di crinale.

Avvicinandosi a Rimbocchi, presso il guado del Corsalone, il percorso assume il carattere finale suggerito dal profilo altimetrico: la quota e la pendenza cambiano in modo coerente con l’ingresso nel settore di arrivo. Nei punti di intersezione con altri sentieri è opportuno seguire con attenzione la segnaletica bianco-rossa.

La classificazione escursionistica è compatibile con il tracciato. L’impegno reale dipende soprattutto dalla combinazione fra dislivello, lunghezza, condizioni del fondo e stagione: nei collegamenti più brevi può essere determinante la pendenza, mentre nelle traversate lunghe pesa soprattutto la continuità dello sforzo.

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Sentiero 051 (AR)

 

Sentiero 051 collega Santuario della Verna e pendici del Monte Penna con SP208 presso Il Doccione. Lo sviluppo è di circa 4.0 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 957 e 1281 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da itinerario di montagna nel settore sommitale della Verna, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da Santuario della Verna e pendici del Monte Penna e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge SP208 presso Il Doccione, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 049 (AR)

 
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Sentiero 047 (AR)

 

Sentiero 047 collega Sentiero 044 presso La Pietra con Sentiero 078 nel settore orientale della Verna. Lo sviluppo è di circa 4.8 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 635 e 908 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da collegamento di versante con salita prevalente, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da Sentiero 044 presso La Pietra e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge Sentiero 078 nel settore orientale della Verna, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 046 (AR)

 

Sentiero 046 collega ponte sul torrente Corsalone lungo la SP208 con Sentiero 043 a ovest della Beccia. Lo sviluppo è di circa 5.4 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 409 e 1004 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da salita sostenuta dal fondovalle verso la fascia alta della Verna, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da ponte sul torrente Corsalone lungo la SP208 e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge Sentiero 043 a ovest della Beccia, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 044 (AR)

 

Sentiero 044 collega SP54 a sud di Chiusi della Verna con Sentiero 043 a est di Case Nuove. Lo sviluppo è di circa 6.7 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 834 e 949 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da traversata di mezza costa con quota relativamente stabile, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da SP54 a sud di Chiusi della Verna e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge Sentiero 043 a est di Case Nuove, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 043 (AR)

 
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Sentiero 043a (AR)

 
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Sentiero 043_1 (AR)

 

Sentiero 043 collega Sentiero 50-GEA a sud della Verna con SS71 a nord del ponte sul Corsalone. Lo sviluppo è di circa 11.8 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 328 e 1080 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da lunga discesa dalla montagna della Verna verso il fondovalle del Corsalone, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da Sentiero 50-GEA a sud della Verna e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge SS71 a nord del ponte sul Corsalone, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 042 (AR)

 
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Sentiero 04 (AR)

 

Sentiero 04 collega Casa Taverni con località Montegiovi. Lo sviluppo è di circa 9.3 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 462 e 1257 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da lunga discesa dalla parte alta dell’Alpe verso il versante occidentale, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da Casa Taverni e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge località Montegiovi, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 039 (AR)

 

Sentiero 039 collega Sentiero 036 presso Montalcoppi con Sentiero 088 presso la Balza di San Francesco. Lo sviluppo è di circa 5.6 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 547 e 1084 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da salita marcata verso il settore della Verna, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da Sentiero 036 presso Montalcoppi e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge Sentiero 088 presso la Balza di San Francesco, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 036 (AR)

 

Sentiero 036 collega Sentiero 025 presso Pian d’Acero con SP54 presso il ponte sul torrente Rassina. Lo sviluppo è di circa 5.0 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 859 e 966 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da percorso di versante con modesti saliscendi e quota abbastanza costante, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da Sentiero 025 presso Pian d’Acero e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge SP54 presso il ponte sul torrente Rassina, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 034 (AR)

 

Sentiero 034 collega SS208 presso Dama con SP60 presso Villa Minerva. Lo sviluppo è di circa 4.3 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 639 e 848 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da collegamento ondulato fra due direttrici del versante, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da SS208 presso Dama e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge SP60 presso Villa Minerva, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 033 (AR)

 

Sentiero 033 collega SP60 presso Rassina con SR208 presso La Beccia, ai piedi della Verna. Lo sviluppo è di circa 9.9 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 323 e 949 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da traversata in salita verso il settore della Verna, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da SP60 presso Rassina e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge SR208 presso La Beccia, ai piedi della Verna, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 031 (AR)

 

Sentiero 031 collega SP60 in località La Chiusa, presso Chitignano con Sentiero 021 presso Casa Nuova. Lo sviluppo è di circa 2.1 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 533 e 770 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da salita di raccordo dal fondovalle alla rete di versante, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da SP60 in località La Chiusa, presso Chitignano e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge Sentiero 021 presso Casa Nuova, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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  • La Chiusa
  • Chitignano
  • SP60
  • Casa Nuova
  • Sentiero 021
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Sentiero 030 (AR)

 

Sentiero 030 collega Sentiero 029 a est della Casina dell’Alpe con Sentiero 50 a sud del Monte Foresto. Lo sviluppo è di circa 1.7 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 1054 e 1249 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da raccordo breve ma ripido verso il crinale, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da Sentiero 029 a est della Casina dell’Alpe e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge Sentiero 50 a sud del Monte Foresto, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 03 (AR)

 

Sentiero 03 collega SP43 della Libbia presso Chiavaretto con Sentiero 50 presso Sasso della Regina. Lo sviluppo è di circa 11.1 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 324 e 1236 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da lunga salita dal fondovalle alla parte alta di Catenaia, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da SP43 della Libbia presso Chiavaretto e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge Sentiero 50 presso Sasso della Regina, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

Elementi notevoli

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Sentiero 029 (AR)

 

Sentiero 029 collega Casa Montefresco, sul Sentiero 025 con Abetina del Cungi e innesto con il Sentiero 028. Lo sviluppo è di circa 2.6 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 928 e 1086 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da raccordo breve di quota, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da Casa Montefresco, sul Sentiero 025 e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge Abetina del Cungi e innesto con il Sentiero 028, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

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Sentiero 028 (AR)

 

Sentiero 028 collega San Vincenzo, lungo la SP60 di Chitignano con Sgolo del Rogai e innesto con il Sentiero 50. Lo sviluppo è di circa 4.8 km e il tracciato si muove fra quote approssimativamente comprese tra 586 e 1152 metri. Il profilo del percorso è caratterizzato da salita netta verso la dorsale, elemento che ne definisce con chiarezza la funzione all’interno della rete escursionistica aretina.

Seguendo l’ordine reale del tracciato, il percorso prende avvio da San Vincenzo, lungo la SP60 di Chitignano e si porta progressivamente verso il sistema di dorsali e versanti del Casentino. La geometria mostra un andamento continuo, senza anomalie sostanziali, e mantiene una corrispondenza coerente con gli estremi riportati dalla rete sentieristica CAI per questo numero.

La parte centrale alterna tratti più regolari a variazioni di pendenza legate alla morfologia del terreno. Non si tratta di un itinerario isolato: lungo il suo sviluppo il sentiero svolge soprattutto una funzione di collegamento fra altri rami della rete, permettendo di costruire traversate e anelli più ampi fra fondovalle, versanti e quote montane.

Nella parte finale il tracciato raggiunge Sgolo del Rogai e innesto con il Sentiero 50, chiudendo una progressione altimetrica coerente con l’andamento generale. La presenza di innesti e direttrici secondarie rende importante mantenere l’attenzione sulla segnaletica, soprattutto nei nodi in cui più sentieri CAI convergono nello stesso settore.

Il percorso ha carattere escursionistico e va letto soprattutto nel contesto della rete territoriale di cui fa parte. Lunghezza, pendenza e quota possono incidere sensibilmente sull’impegno anche quando lo sviluppo chilometrico è contenuto; condizioni del fondo, stagione e meteo restano quindi aspetti da valutare prima della percorrenza.

Elementi notevoli

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Sentiero 025 (AR)

 

Sentiero 025 collega il Sentiero 021 presso Le Caselline con la SP60 Chitignano–Chiusi della Verna, in prossimità di Villa Minerva. Lo sviluppo è di circa 6,2 km; il percorso parte intorno ai 900 metri, raggiunge quote prossime ai 975 metri e termina attorno ai 720 metri, con un profilo inizialmente ondulato e una discesa prevalente nella seconda parte.

Dalle Caselline il sentiero si mantiene inizialmente nella fascia alta del versante, con alcuni saliscendi che portano al punto più elevato del percorso. Questo tratto conserva il carattere montano tipico dell’Alpe di Catenaia e mette in comunicazione la rete interna con il settore di Chitignano.

Nella parte centrale il tracciato comincia a perdere quota in modo più evidente. La geometria mostra una successione di dorsali e incisioni laterali, coerente con un percorso di versante piuttosto che con una discesa rettilinea. L’itinerario svolge quindi un ruolo di collegamento trasversale fra più rami della rete.

L’ultimo tratto raggiunge la SP60 nel settore di Villa Minerva, fra Chitignano e Chiusi della Verna. L’arrivo su viabilità provinciale rende il sentiero utile come accesso o uscita da itinerari più lunghi che attraversano l’Alpe.

Il Sentiero 025 è un percorso E di media lunghezza, con dislivello complessivo distribuito su più saliscendi. È particolarmente funzionale nelle traversate fra il settore della Casina della Burraia, Le Caselline e la valle di Chitignano.

Elementi notevoli

  • Le Caselline, innesto con il Sentiero 021.
  • Alpe di Catenaia.
  • Versante di Chitignano, settore attraversato nella seconda parte.
  • Villa Minerva, riferimento dell’arrivo.
  • SP60 Chitignano–Chiusi della Verna, direttrice raggiunta dal sentiero.
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Sentiero 022 (AR)

 

Sentiero 022, seguendo l’ordine delle coordinate, scende dal settore di Castel Vecchio verso Calbenzano e la SS71. Il tracciato misura circa 7,4 km e perde oltre seicento metri di quota, passando da circa 900 metri a poco più di 300 metri.

La partenza è collocata nella fascia collinare-montana sopra la valle dell’Arno. Da Castel Vecchio il sentiero prende una direzione nettamente discendente, attraversando i versanti che separano le quote dell’Alpe di Catenaia dal fondovalle casentinese.

Nella parte centrale la perdita di quota è continua ma non uniforme: brevi risalite interrompono una discesa complessiva molto marcata. Il percorso assume così il carattere di una lunga connessione fra la rete montana e i centri della valle, più che quello di un itinerario di vetta.

Avvicinandosi a Calbenzano il paesaggio diventa progressivamente più antropizzato e la quota scende verso i 300 metri. L’arrivo presso la SS71 conclude il collegamento con la principale direttrice di fondovalle del Casentino.

Classificato E, il Sentiero 022 richiede di considerare soprattutto la lunghezza della discesa e il dislivello. Percorso in senso opposto diventa un accesso impegnativo dal fondovalle alla rete superiore.

Elementi notevoli

  • Castel Vecchio, settore di partenza.
  • Alpe di Catenaia, sistema montuoso di riferimento.
  • Versante casentinese, lungo il quale si sviluppa la discesa.
  • Calbenzano, località di arrivo.
  • SS71, direttrice di fondovalle raggiunta dal sentiero.
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Sentiero 021 (AR)

 
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Sentiero 020 (AR)

 

Sentiero 020, nell’ordine del percorso, scende dal sentiero 50 a sud di Tre Termini verso l’innesto con il Sentiero 016 a sud-est del Castello di Valenzano. È un raccordo breve, di circa 1,7 km, che passa da poco più di 900 metri a circa 700 metri.

La partenza si colloca nella fascia montana dell’Alpe di Catenaia, sul sentiero 50. Il tracciato lascia rapidamente la direttrice principale e si dirige verso il versante occidentale, con un andamento prevalentemente discendente e soltanto minime risalite.

Per la sua brevità, il Sentiero 020 ha una funzione molto precisa: mette in comunicazione l’asse superiore dell’Alpe con il sistema dei sentieri che convergono su Valenzano. Non è quindi un itinerario di lunga percorrenza, ma un segmento strategico per costruire anelli e traversate fra crinale e fondovalle.

Nella parte finale il sentiero raggiunge l’innesto con il Sentiero 016. Proseguendo su quest’ultimo in discesa si raggiunge il Castello di Valenzano; in senso opposto si torna verso il settore del Casotto e del Sentiero 015.

Il percorso è escursionistico e non presenta uno sviluppo elevato, ma la pendenza concentrata richiede attenzione soprattutto in discesa. La sua utilità è essenzialmente di raccordo all’interno della fitta rete dell’Alpe di Catenaia.

Elementi notevoli

  • Tre Termini, riferimento del settore superiore.
  • Sentiero 50, asse di partenza.
  • Alpe di Catenaia.
  • Sentiero 016, innesto finale.
  • Castello di Valenzano, raggiungibile proseguendo sul Sentiero 016.
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Sentiero 02 (AR)

 

Sentiero 02 sale dalla SP57, a nord-ovest di Savorgnano, verso l’innesto con il Sentiero 502 a sud del Cancello della Calla. Il percorso misura circa 3,4 km e passa da circa 645 metri a poco più di 1.000 metri, con una salita netta e soltanto brevi perdite di quota.

Dalla strada provinciale il sentiero si inoltra subito sul versante, lasciando il fondovalle e guadagnando quota in direzione dell’Alpe di Catenaia. Il tracciato costituisce uno degli accessi dal settore di Savorgnano alla rete escursionistica superiore e, per questo, ha una funzione soprattutto di collegamento verticale.

La parte centrale mantiene una pendenza complessivamente sostenuta. Il profilo altimetrico mostra una progressione continua verso le quote montane, con pochi tratti di pausa. La distanza relativamente breve concentra il dislivello e rende il percorso più impegnativo sul piano fisico di quanto possano suggerire i soli chilometri.

Nella parte alta il sentiero si avvicina al Cancello della Calla e raggiunge l’innesto con il Sentiero 502, oltre i 1.000 metri. Da qui la rete permette di proseguire verso i settori del Monte Castello, del Sasso della Regina e delle altre dorsali dell’Alpe.

Classificato E, il Sentiero 02 è un accesso diretto alla montagna. È particolarmente utile per collegare Savorgnano ai percorsi di quota e per costruire traversate che utilizzano i sentieri 502, 014 e 50.

Elementi notevoli

  • Savorgnano, settore di partenza.
  • SP57, riferimento viario iniziale.
  • Alpe di Catenaia.
  • Cancello della Calla, settore di arrivo.
  • Sentiero 502, innesto con la rete superiore.
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Sentiero 017 (AR)

 

Sentiero 017, seguendo l’ordine del tracciato, scende dal settore del Sasso della Regina verso la zona a nord della Casina della Burraia. È un collegamento breve, di circa 2,5 km, ma con una perdita di quota rilevante: dalla fascia dei 1.230 metri si scende fino a circa 900 metri.

La partenza si trova nella parte alta dell’Alpe di Catenaia, in prossimità del sentiero 50 e del Sasso della Regina. Questo settore costituisce uno dei principali nodi della rete escursionistica locale e mette in comunicazione il crinale con i sentieri che scendono sui versanti.

Il percorso perde quota con decisione entrando nel bosco. L’andamento è quasi interamente discendente e concentra oltre trecento metri di differenza altimetrica in poco più di due chilometri: in senso opposto il sentiero rappresenta quindi una salita breve ma sostenuta verso Sasso della Regina.

La parte finale raggiunge il settore della Casina della Burraia e l’innesto con il Sentiero 021. Da questo punto è possibile proseguire verso Chitignano o utilizzare la rete di collegamenti dell’Alpe per chiudere itinerari più articolati.

Il Sentiero 017 è classificato E. La sua funzione è soprattutto quella di raccordare rapidamente il crinale alto con la rete del versante occidentale; per questo, pur nella distanza contenuta, assume un ruolo importante nella costruzione degli anelli di Catenaia.

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Sentiero 016 (AR)

 

Sentiero 016 sale dal Castello di Valenzano verso l’innesto con il Sentiero 015, a nord del Casotto. Lo sviluppo è di circa 4,4 km e la quota passa da circa 535 metri a quasi 960 metri. L’andamento è prevalentemente ascendente, con alcune brevi contropendenze lungo il versante.

La partenza è immediatamente legata a uno degli elementi storico-architettonici più riconoscibili della zona, il Castello di Valenzano. Dal complesso il sentiero si allontana dalla fascia collinare e comincia a risalire il versante occidentale dell’Alpe di Catenaia, lasciando progressivamente gli ambienti più antropizzati.

Nella parte centrale la salita diventa il tema dominante del percorso. Il tracciato guadagna quota attraverso il sistema boschivo che separa Valenzano dalla dorsale dell’Alpe e offre un collegamento diretto fra il patrimonio storico della valle e la rete escursionistica montana.

Avvicinandosi ai 900 metri il sentiero entra nel settore del Casotto e raggiunge infine l’innesto con il Sentiero 015. Da qui la rete consente di proseguire verso la Fonte del Baregno e le quote superiori di Catenaia oppure di scendere verso Vogognano.

Con classificazione E, il percorso è relativamente breve ma presenta un dislivello importante. Il suo valore principale sta nella continuità fra Valenzano e l’Alpe di Catenaia, con una progressione netta dal paesaggio collinare alla montagna.

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Sentiero 015 (AR)

 

Sentiero 015, nell’ordine effettivo del percorso, scende dalla zona della Fonte del Baregno verso Vogognano. Il tracciato misura circa 6,4 km e passa da oltre 1.120 metri a circa 470 metri, con una perdita di quota molto marcata e soltanto brevi risalite intermedie.

La partenza avviene nella fascia montana dell’Alpe di Catenaia, presso il sistema di sentieri che ruota attorno alla Fonte del Baregno. Da qui il percorso abbandona progressivamente le quote alte e si dirige verso il versante occidentale, attraversando una lunga sequenza di pendenze discendenti.

Nella parte centrale il sentiero continua a perdere quota attraverso i boschi dell’Alpe. La differenza altimetrica superiore ai seicento metri rende evidente il carattere del tracciato: in questo verso è una lunga discesa; percorso al contrario diventa invece uno degli accessi più diretti e fisicamente impegnativi alla parte alta di Catenaia.

Più in basso il sentiero raggiunge il settore del Casotto, dove si raccorda con il Sentiero 016, e prosegue quindi verso Vogognano. Questo innesto consente di collegare il percorso con la direttrice proveniente dal Castello di Valenzano e di costruire traversate fra fondovalle e crinale.

L’arrivo a Vogognano, intorno ai 470 metri, chiude una discesa lunga e continua. La classificazione E è coerente con la natura escursionistica del percorso, ma il notevole dislivello richiede comunque attenzione, soprattutto in presenza di fondo bagnato o nella percorrenza in senso opposto.

Elementi notevoli

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Sentiero 014 (AR)

 

Sentiero 014 sale dal settore a nord del Cancello della Calla verso il sentiero 50 nei pressi del Monte Castello. Lo sviluppo è di circa 3,2 km e il tracciato passa da poco meno di 1.180 metri a oltre 1.400 metri, con una salita prevalente e soltanto brevi contropendenze.

La partenza si colloca nella fascia alta dell’Alpe di Catenaia, già oltre i 1.150 metri. Da qui il percorso prende quota con decisione, mantenendosi nel sistema di boschi e dorsali che caratterizza il massiccio. La distanza ridotta concentra il dislivello in pochi chilometri e rende il sentiero più impegnativo di quanto suggerisca il solo sviluppo.

Procedendo verso nord, il tracciato incrocia il settore del Greppo dei Ciuffi, dove si raccorda con il Sentiero 012. Questo passaggio è importante nella struttura della rete locale, perché mette in comunicazione gli itinerari provenienti dai versanti con quelli diretti alla parte sommitale.

La parte finale continua a salire verso Monte Castello, una delle quote principali dell’Alpe di Catenaia. L’arrivo avviene presso l’innesto con il sentiero 50, intorno ai 1.400 metri, nel settore dei prati sommitali che proseguono verso i Prati della Regina.

Il percorso è classificato E e ha una funzione chiaramente ascensionale e di raccordo. È particolarmente adatto a essere combinato con i sentieri 012, 50 e con gli altri collegamenti dell’Alpe per costruire itinerari ad anello.

Elementi notevoli

  • Cancello della Calla, settore di partenza.
  • Greppo dei Ciuffi, nodo con il Sentiero 012.
  • Monte Castello, quota principale raggiunta dal tratto finale.
  • Sentiero 50, asse di crinale all’arrivo.
  • Prati della Regina.
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Sentiero 013 (AR)

 
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Sentiero 013_1 (AR)

 

Sentiero 013 collega la zona della Fonte del Baregno con il sentiero 012 presso L’Imposto, nel cuore dell’Alpe di Catenaia. Il percorso misura circa 3,4 km; parte intorno ai 1.180 metri, raggiunge una quota massima prossima ai 1.380 metri e termina intorno ai 1.270 metri. Il profilo combina quindi una salita iniziale con una successiva perdita di quota.

Dalla Fonte del Baregno il sentiero si porta verso la parte alta dell’Alpe seguendo un andamento progressivamente ascendente. La fonte è uno dei riferimenti più noti della rete locale e costituisce un punto di passaggio di numerose escursioni fra Casa Taverni, Sasso della Regina e Monte Castello.

Nella sezione centrale il percorso raggiunge le quote maggiori, oltre i 1.350 metri, avvicinandosi al sistema dei Prati della Regina. Qui il paesaggio si apre maggiormente rispetto alle fasce boscate inferiori e il tracciato assume il carattere di un raccordo di alta quota fra i diversi rami della rete di Catenaia.

Dopo il punto più elevato il sentiero perde parte della quota guadagnata e raggiunge l’innesto con il Sentiero 012 in località L’Imposto. La conclusione a circa 1.270 metri conferma la natura del percorso: non una salita a una vetta, ma un collegamento fra nodi escursionistici della dorsale.

Con classificazione E, il sentiero è relativamente breve ma presenta un dislivello significativo rispetto alla sua lunghezza. È utile sia come tratto autonomo sia, soprattutto, nella costruzione di anelli e traversate sull’Alpe di Catenaia.

Elementi notevoli

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Sentiero 012 (AR)

 

Sentiero 012 attraversa la parte alta dell’Alpe di Catenaia collegando il sentiero 50, a est del Sasso della Regina, con il sentiero 014 presso il Greppo dei Ciuffi. Lo sviluppo è di circa 4,7 km e si mantiene quasi interamente fra 1.200 e 1.290 metri: il profilo è quindi di quota, con numerosi saliscendi ma senza una grande differenza altimetrica fra i due estremi.

Il percorso prende avvio sul sistema di dorsali e boschi a est del Sasso della Regina. La quota iniziale è attorno ai 1.260 metri e il tracciato procede con andamento irregolare, alternando brevi discese e risalite. È un tipico collegamento di mezza costa e crinale, più utile a mettere in comunicazione diversi rami della rete che a raggiungere direttamente un centro abitato.

Nella parte centrale la geometria mostra una successione continua di ondulazioni, coerente con la morfologia dell’Alpe. Il sentiero rimane in ambiente montano e attraversa un settore nel quale convergono numerosi itinerari CAI: la lettura dei bivi è quindi importante, perché il numero 012 svolge una funzione trasversale fra il sentiero 50 e i collegamenti che scendono sui diversi versanti.

Il tratto finale raggiunge il Greppo dei Ciuffi e l’innesto con il sentiero 014, mantenendosi ancora sopra i 1.280 metri. L’arrivo non coincide con un abitato, ma con un nodo della rete escursionistica: da qui è possibile proseguire verso i settori sommitali di Catenaia o raccordarsi con gli itinerari diretti alle quote inferiori.

Il Sentiero 012 è classificato E. La distanza è moderata e il dislivello netto contenuto, ma il continuo alternarsi di pendenze produce un impegno superiore a quello suggerito dalla sola differenza di quota fra partenza e arrivo.

Elementi notevoli

  • Alpe di Catenaia.
  • Sasso della Regina, riferimento del settore occidentale del percorso.
  • Sentiero 50, asse escursionistico al quale si collega l’estremo iniziale.
  • Greppo dei Ciuffi, nodo di arrivo.
  • Sentiero 014, collegamento con il settore del Monte Castello.
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Sentiero 011 (AR)

 

Sentiero 011 è un collegamento in salita dall’area di Giuliano verso Casa Taverni, sull’Alpe di Catenaia. Il tracciato misura circa 5 km e passa da una quota iniziale di circa 440 metri a oltre 1.070 metri, con sviluppo quasi interamente ascendente e soltanto brevi contropendenze. È quindi un percorso relativamente corto ma con dislivello marcato.

Dalla viabilità locale a sud di Giuliano il sentiero prende quota con decisione sui versanti occidentali dell’Alpe. La progressione è regolare e porta rapidamente fuori dal fondovalle, entrando nel sistema boschivo che caratterizza Catenaia. La pendenza e il dislivello concentrato in pochi chilometri richiedono un passo costante, anche se la classificazione resta escursionistica E.

Nella parte centrale la salita continua verso le quote superiori, dove la rete dei sentieri diventa più fitta. L’ambiente passa gradualmente dalle fasce collinari ai boschi montani dell’Alpe di Catenaia, area nota per castagneti e faggete. Il percorso non è un anello: la sua funzione è soprattutto quella di portare dalla fascia bassa al nodo escursionistico di Casa Taverni.

Il tratto finale raggiunge Casa Taverni, punto di riferimento per numerosi itinerari dell’Alpe e vicino agli innesti che conducono verso Fonte del Baregno, Sasso della Regina e il crinale. L’arrivo intorno ai 1.070 metri conclude una salita di oltre seicento metri di quota rispetto alla partenza.

Per caratteristiche e sviluppo, il Sentiero 011 è un accesso diretto alla parte alta di Catenaia. La distanza contenuta non deve far sottovalutare l’impegno altimetrico: è soprattutto il dislivello, più che la lunghezza, a definire il carattere dell’itinerario.

Elementi notevoli

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Sentiero 01 (AR)

 

Sentiero 01 collega il settore di Chiavaretto, lungo la SP43 della Libbia, con l’area di Savorgnano e della SP57. Lo sviluppo è di circa 5,5 km; il percorso parte intorno ai 640 metri, raggiunge una quota massima prossima ai 675 metri e termina poco sopra i 300 metri. Nell’ordine delle coordinate prevale quindi una discesa netta verso il fondovalle, interrotta da brevi risalite.

La prima parte si svolge sulle pendici a sud-est di Chiavaretto, lasciando progressivamente la quota del valico stradale. Il tracciato mantiene un andamento articolato, con piccoli saliscendi che spiegano una quota massima superiore a quella di partenza, ma la direzione complessiva è chiaramente discendente. Il sentiero svolge una funzione di collegamento fra la viabilità collinare della Libbia e la rete di percorsi che converge verso Savorgnano.

Nella parte centrale il percorso perde quota con maggiore continuità e attraversa il sistema di versanti che precede la valle della Sovara. È un tratto di raccordo più che un itinerario di vetta: il suo interesse sta nella continuità territoriale fra aree montane e fondovalle e nella possibilità di inserirlo in percorrenze più ampie dell’Alpe di Catenaia e dell’alta Valtiberina.

L’ultima parte raggiunge il settore di Savorgnano, presso la SP57, a quota sensibilmente inferiore rispetto alla partenza. Il profilo altimetrico rende evidente la funzione del sentiero: un collegamento trasversale che permette di passare dalla strada della Libbia al fondovalle senza ricorrere alla viabilità principale, seguendo invece la rete escursionistica locale.

Il tracciato è classificato E e, per lunghezza, non è particolarmente esteso; resta però necessario considerare la perdita di quota complessiva e il terreno di versante. È particolarmente utile come segmento di connessione all’interno della rete CAI aretina, più che come meta isolata.

Elementi notevoli

  • Chiavaretto, località di accesso presso la SP43 della Libbia.
  • SP43 della Libbia, riferimento viario del punto iniziale.
  • Valle della Sovara, sistema vallivo verso cui il percorso perde quota.
  • Savorgnano, località di arrivo.
  • Rete sentieristica CAI di Arezzo, sistema escursionistico nel quale il collegamento è inserito.
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