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Sentiero M7 (IS)

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Sentiero M6 (IS)

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Sentiero M1 (IS)

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Sentiero L4 (IS)

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Sentiero L1 (IS)

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Anello del Monte Meta (IS)

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Sentiero 106 (IS)

 
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Sentiero 102 (IS)

 
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Sentiero M1 (FR)

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Sentiero L1 (FR)

Il sentiero L1, Rifugio Campitelli – Passo dei Monaci – Monte Meta, è un itinerario dell’Appennino laziale nel territorio della provincia di Frosinone. La geometria completa sviluppa circa 6.0 km e interessa quote comprese indicativamente fra 1442 e 2224 metri. Classificazione E. La direttrice appartiene alla rete ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Rifugio Campitelli. La prima parte asseconda la morfologia del rilievo con una successione continua di salite, discese e traversi; l’analisi dell’intera linea, e non dei soli estremi, conferma che il sentiero mantiene una direttrice territorialmente coerente. Il passaggio dalle quote inferiori ai settori montani modifica progressivamente vegetazione, pendenza e apertura del paesaggio.

Nella parte centrale si alternano faggete e boschi montani, valloni, radure e dorsali calcaree. Nei tratti più elevati prevalgono praterie e ambienti aperti, mentre nelle incisioni e sui versanti meno esposti torna dominante la copertura forestale. Gli incroci con gli altri itinerari numerati costituiscono nodi della rete escursionistica e permettono di collegare fonti, valichi, rifugi e cime senza confondere questo percorso con sentieri omonimi di altri comprensori.

La progressione conduce infine a Monte Meta. Il tratto conclusivo mantiene continuità geografica e altimetrica con il resto dell’itinerario e ne chiarisce la funzione di collegamento all’interno della rete locale. Le quote e lo sviluppo misurati risultano plausibili rispetto ai dati verificati, tenendo conto delle normali differenze fra rilievo GPS e misurazione cartografica.

Nel complesso il sentiero L1 offre una lettura continua del paesaggio appenninico e mette in relazione ambienti di fondovalle, fasce forestali e settori di dorsale. La classificazione E resta il riferimento per valutare preparazione ed equipaggiamento; alle quote maggiori condizioni meteorologiche e stagionalità possono aumentare sensibilmente l’impegno.

Elementi notevoli

  • Rifugio Campitelli
  • altopiano dei Biscurri
  • Passo dei Monaci
  • Monte Meta
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Sentiero K3 (FR)

Il sentiero K3, Valico di Barrea – Pratolungo, è un itinerario dell’Appennino laziale nel territorio della provincia di Frosinone. La geometria completa sviluppa circa 15.2 km e interessa quote comprese indicativamente fra 1155 e 2114 metri.Classificazione EE. La direttrice appartiene alla rete ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da settore alto di Pratolungo. La prima parte asseconda la morfologia del rilievo con una successione continua di salite, discese e traversi; l’analisi dell’intera linea, e non dei soli estremi, conferma che il sentiero mantiene una direttrice territorialmente coerente. Il passaggio dalle quote inferiori ai settori montani modifica progressivamente vegetazione, pendenza e apertura del paesaggio.

Nella parte centrale si alternano faggete e boschi montani, valloni, radure e dorsali calcaree. Nei tratti più elevati prevalgono praterie e ambienti aperti, mentre nelle incisioni e sui versanti meno esposti torna dominante la copertura forestale. Gli incroci con gli altri itinerari numerati costituiscono nodi della rete escursionistica e permettono di collegare fonti, valichi, rifugi e cime senza confondere questo percorso con sentieri omonimi di altri comprensori.

La progressione conduce infine a Valico di Barrea. Il tratto conclusivo mantiene continuità geografica e altimetrica con il resto dell’itinerario e ne chiarisce la funzione di collegamento all’interno della rete locale.

Nel complesso il sentiero K3 offre una lettura continua del paesaggio appenninico e mette in relazione ambienti di fondovalle, fasce forestali e settori di dorsale. La classificazione EE resta il riferimento per valutare preparazione ed equipaggiamento; alle quote maggiori condizioni meteorologiche e stagionalità possono aumentare sensibilmente l’impegno.

Elementi notevoli

  • Pratolungo
  • dorsali del Parco
  • Valico di Barrea
  • Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
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Sentiero F5 (FR)

Il sentiero F5, Acqua Sfranatara – Fonte San Cataldo, è un itinerario dell’Appennino laziale nel territorio della provincia di Frosinone. La geometria completa sviluppa circa 8.0 km e interessa quote comprese indicativamente fra 1171 e 1838 metri. Classificazione EE. La direttrice appartiene alla rete ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Acqua Sfranatara. La prima parte asseconda la morfologia del rilievo con una successione continua di salite, discese e traversi; l’analisi dell’intera linea, e non dei soli estremi, conferma che il sentiero mantiene una direttrice territorialmente coerente. Il passaggio dalle quote inferiori ai settori montani modifica progressivamente vegetazione, pendenza e apertura del paesaggio.

Nella parte centrale si alternano faggete e boschi montani, valloni, radure e dorsali calcaree. Nei tratti più elevati prevalgono praterie e ambienti aperti, mentre nelle incisioni e sui versanti meno esposti torna dominante la copertura forestale. Gli incroci con gli altri itinerari numerati costituiscono nodi della rete escursionistica e permettono di collegare fonti, valichi, rifugi e cime senza confondere questo percorso con sentieri omonimi di altri comprensori.

La progressione conduce infine a Fonte San Cataldo. Il tratto conclusivo mantiene continuità geografica e altimetrica con il resto dell’itinerario e ne chiarisce la funzione di collegamento all’interno della rete locale. Le quote e lo sviluppo misurati risultano plausibili rispetto ai dati verificati, tenendo conto delle normali differenze fra rilievo GPS e misurazione cartografica.

Nel complesso il sentiero F5 offre una lettura continua del paesaggio appenninico e mette in relazione ambienti di fondovalle, fasce forestali e settori di dorsale. La classificazione EE resta il riferimento per valutare preparazione ed equipaggiamento; alle quote maggiori condizioni meteorologiche e stagionalità possono aumentare sensibilmente l’impegno.

Elementi notevoli

  • Acqua Sfranatara
  • alta valle Sfranatara
  • Fonte San Cataldo
  • Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
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Sentiero F2 (FR)

Il sentiero F2, Val Fondillo – Madonna del Canneto, è un itinerario dell’Appennino laziale nel territorio della provincia di Frosinone. La geometria completa sviluppa circa 15.9 km e interessa quote comprese indicativamente fra 1021 e 1683 metri. Classificazione EE. La direttrice appartiene alla rete ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Val Fondillo. La prima parte asseconda la morfologia del rilievo con una successione continua di salite, discese e traversi; l’analisi dell’intera linea, e non dei soli estremi, conferma che il sentiero mantiene una direttrice territorialmente coerente. Il passaggio dalle quote inferiori ai settori montani modifica progressivamente vegetazione, pendenza e apertura del paesaggio.

Nella parte centrale si alternano faggete e boschi montani, valloni, radure e dorsali calcaree. Nei tratti più elevati prevalgono praterie e ambienti aperti, mentre nelle incisioni e sui versanti meno esposti torna dominante la copertura forestale. Gli incroci con gli altri itinerari numerati costituiscono nodi della rete escursionistica e permettono di collegare fonti, valichi, rifugi e cime senza confondere questo percorso con sentieri omonimi di altri comprensori.

La progressione conduce infine a Madonna del Canneto. Il tratto conclusivo mantiene continuità geografica e altimetrica con il resto dell’itinerario e ne chiarisce la funzione di collegamento all’interno della rete locale.

Nel complesso il sentiero F2 offre una lettura continua del paesaggio appenninico e mette in relazione ambienti di fondovalle, fasce forestali e settori di dorsale. La classificazione EE resta il riferimento per valutare preparazione ed equipaggiamento; alle quote maggiori condizioni meteorologiche e stagionalità possono aumentare sensibilmente l’impegno.

Elementi notevoli

  • Val Fondillo
  • alta dorsale appenninica
  • Valle di Canneto
  • Madonna del Canneto
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Anello del Monte Meta (FR)

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Sentiero 118 (FR)

 

Il sentiero 118, corrispondente all’itinerario del Parco San Donato Va dil Comino – Valle Fischia – Settefrati, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 10 km e si muove fra quote di circa 651 e 1183 metri; la classificazione riportata è E. È un percorso lineare che collega San Donato Val di Comino a Settefrati, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a San Donato Val di Comino. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Valle Fischia, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di Settefrati. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Settefrati, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra San Donato Val di Comino e Settefrati e permette di leggere con continuità il paesaggio di Valle di Comino. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • San Donato Val di Comino, punto di partenza dell’itinerario.
  • Valle Fischia, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • Settefrati, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • San Donato Va dil Comino – Valle Fischia – Settefrati, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Settefrati, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 117 (FR)

 

Il sentiero 117, corrispondente all’itinerario del Parco Settefrati – Madonna di Canneto, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 7.8 km e si muove fra quote di circa 747 e 1188 metri; la classificazione riportata è E. È un percorso lineare che collega Settefrati a Madonna di Canneto, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Settefrati. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Valle di Comino, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di Valle di Canneto. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Madonna di Canneto, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Settefrati e Madonna di Canneto e permette di leggere con continuità il paesaggio di Santuario di Canneto. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Settefrati, punto di partenza dell’itinerario.
  • Valle di Comino, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • Valle di Canneto, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Settefrati – Madonna di Canneto, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Madonna di Canneto, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 116 (FR)

 

Il sentiero 116, corrispondente all’itinerario del Parco Colle San Giacomo – Rocca Altiera – Fonte Canari, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 13 km e si muove fra quote di circa 938 e 1942 metri; la classificazione riportata è EE. È un percorso lineare che collega Colle San Giacomo a Fonte Canari, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Colle San Giacomo. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Rocca Altiera, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di Fonte Canari. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Fonte Canari, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Colle San Giacomo e Fonte Canari e permette di leggere con continuità il paesaggio di dorsali tra Valle di Comino e Parco. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Colle San Giacomo, punto di partenza dell’itinerario.
  • Rocca Altiera, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • Fonte Canari, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Colle San Giacomo – Rocca Altiera – Fonte Canari, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Fonte Canari, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 113 (FR)

 

Il sentiero 113, corrispondente all’itinerario del Parco Fonte la Noce – Valico delle Gravare, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 4.5 km e si muove fra quote di circa 1408 e 1881 metri; la classificazione riportata è EE. È un percorso lineare che collega Fonte la Noce a Valico delle Gravare, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Fonte la Noce. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Valico delle Gravare, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di dorsali montane. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Valico delle Gravare, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Fonte la Noce e Valico delle Gravare e permette di leggere con continuità il paesaggio di settore laziale del Parco. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Fonte la Noce, punto di partenza dell’itinerario.
  • Valico delle Gravare, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • dorsali montane, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Fonte la Noce – Valico delle Gravare, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Valico delle Gravare, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 112 (FR)

 

Il sentiero 112, corrispondente all’itinerario del Parco Picinisco – Madonna Canneto, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 7.5 km e si muove fra quote di circa 715 e 1048 metri; la classificazione riportata è E. È un percorso lineare che collega Picinisco a Madonna di Canneto, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Picinisco. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Valle di Comino, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di Valle di Canneto. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Madonna di Canneto, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Picinisco e Madonna di Canneto e permette di leggere con continuità il paesaggio di Santuario di Canneto. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Picinisco, punto di partenza dell’itinerario.
  • Valle di Comino, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • Valle di Canneto, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Picinisco – Madonna Canneto, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Madonna di Canneto, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 109 (FR)

 

Il sentiero 109, corrispondente all’itinerario del Parco Fonte Grimalda – Pietre Piane – M. Forcellone, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 8.0 km e si muove fra quote di circa 1044 e 2023 metri; la classificazione riportata è EE. È un percorso lineare che collega Fonte Grimalda a Monte Forcellone, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Fonte Grimalda. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Pietre Piane, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di Monte Forcellone. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Monte Forcellone, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Fonte Grimalda e Monte Forcellone e permette di leggere con continuità il paesaggio di Mainarde laziali. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Fonte Grimalda, punto di partenza dell’itinerario.
  • Pietre Piane, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • Monte Forcellone, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Fonte Grimalda – Pietre Piane – M. Forcellone, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Monte Forcellone, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero N8 (FR)

 

Il sentiero 108 – Selva Piana – Forestelle, identificato nella rete del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise come N8, è un breve collegamento escursionistico nel territorio montano di Picinisco, sul versante laziale del Parco. Classificato E (escursionistico), unisce Selva Piana alla località Forestelle. Il tracciato rilevato si sviluppa per circa 1,7 km. L’itinerario attraversa il settore dei Monti della Meta-Mainarde, con quote comprese approssimativamente tra 1.450 e 1.605 metri.

Seguendo il senso di marcia, il sentiero prende avvio a Selva Piana a circa 1.600 metri di quota. Dopo un brevissimo tratto iniziale che raggiunge il punto più elevato, il percorso cambia direzione e comincia a scendere. La prima parte mantiene a lungo quote prossime ai 1.580-1.600 metri, seguendo il fianco della montagna con una pendenza generalmente moderata. L’ambiente è quello dell’alta montagna appenninica del settore di Picinisco, inserito integralmente nell’area protetta del Parco.

Procedendo verso Forestelle, la discesa diventa progressivamente più evidente. Il sentiero perde quota con andamento irregolare, alternando tratti più dolci a brevi variazioni altimetriche, fino a portarsi sotto i 1.500 metri. Nel complesso il dislivello è prevalentemente negativo nel senso descritto: i dati associati al percorso indicano circa 140 metri di discesa e 25 metri di salita. Il tracciato resta lontano da centri abitati e attraversa un ambiente montano nel quale la rete escursionistica costituisce il principale collegamento tra pianori, valloni e aree di pascolo.

Il settore di Forestelle è strettamente connesso alla più ampia area escursionistica di Prati di Mezzo, uno dei principali punti di accesso alle montagne di Picinisco. La documentazione del Parco cita il Piano di Forestelle, posto a circa 1.681 metri e caratterizzato dalla presenza di sorgenti, lungo gli itinerari diretti verso Monte Cavallo e Monte Forcellone. Nell’area è inoltre documentata la sorgente Forestelle, appartenente al corpo idrico sotterraneo dei Monti della Meta-Mainarde.

Il sentiero 108/N8 termina a Forestelle attorno ai 1.460 metri di quota. Nel complesso è un itinerario breve ma pienamente montano, caratterizzato soprattutto dal collegamento tra due località d’alta quota e da una discesa abbastanza continua nel senso Selva Piana-Forestelle. La sua posizione lo inserisce nella più vasta rete di percorsi che da Picinisco e Prati di Mezzo permette di penetrare nel gruppo della Meta-Mainarde, uno dei principali sistemi montuosi del settore laziale del Parco.

Elementi notevoli

  • Sentiero N8 – Selva Piana – Forestelle: collegamento escursionistico ufficiale del Parco, classificato E e interamente sviluppato nel territorio montano di Picinisco.
  • Selva Piana: località montana posta a circa 1.600 metri, punto di partenza dell’itinerario nel senso di marcia descritto.
  • Forestelle: località di arrivo del sentiero e nodo della rete escursionistica dell’alta montagna di Picinisco.
  • Piano di Forestelle: pianoro d’alta quota citato dal Parco lungo gli itinerari del settore e caratterizzato dalla presenza di sorgenti.
  • Sorgente Forestelle: sorgente montana censita nel territorio di Picinisco e appartenente al sistema idrico sotterraneo dei Monti della Meta-Mainarde.
  • Monti della Meta-Mainarde: complesso montuoso nel quale si inserisce il percorso, cuore del settore meridionale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
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Sentiero N7 (FR)

 

Il sentiero N7, corrispondente all’itinerario del Parco Picinisco – Prato di Mezzo, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 8.9 km e si muove fra quote di circa 723 e 1464 metri; la classificazione riportata è E. È un percorso lineare che collega Picinisco a Prato di Mezzo, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Picinisco. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Valle di Comino, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di Prati di Mezzo. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Prato di Mezzo, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Picinisco e Prato di Mezzo e permette di leggere con continuità il paesaggio di massiccio della Meta. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Picinisco, punto di partenza dell’itinerario.
  • Valle di Comino, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • Prati di Mezzo, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Picinisco – Prato di Mezzo, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Prato di Mezzo, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 106 (FR)

 

Il sentiero 106, corrispondente all’itinerario del Parco Passo dei Monaci – Monte Mare – Monte Marrone – Capanna di Moulin, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 11 km e si muove fra quote di circa 1733 e 2149 metri; la classificazione riportata è EE. È un percorso lineare che collega Passo dei Monaci a Capanna di Moulin, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Passo dei Monaci. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Monte a Mare, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di Monte Marrone. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Capanna di Moulin, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Passo dei Monaci e Capanna di Moulin e permette di leggere con continuità il paesaggio di Capanna di Moulin. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Passo dei Monaci, punto di partenza dell’itinerario.
  • Monte a Mare, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • Monte Marrone, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Passo dei Monaci – Monte Mare – Monte Marrone – Capanna di Moulin, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Capanna di Moulin, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 105 (FR)

 

Il sentiero 105, corrispondente all’itinerario del Parco Pietre Piane – Fonte Fredda, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 0.658 km e si muove fra quote di circa 1699 e 1814 metri; la classificazione riportata è EE. È un percorso lineare che collega Pietre Piane a Fonte Fredda, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Pietre Piane. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Fonte Fredda, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di Monte Cavallo. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Fonte Fredda, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Pietre Piane e Fonte Fredda e permette di leggere con continuità il paesaggio di Mainarde. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Pietre Piane, punto di partenza dell’itinerario.
  • Fonte Fredda, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • Monte Cavallo, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Pietre Piane – Fonte Fredda, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Fonte Fredda, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 104 (FR)

 

Il sentiero 104, corrispondente all’itinerario del Parco Valle Venafrana – Ponte Riparossa, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 5.8 km e si muove fra quote di circa 1038 e 1670 metri; la classificazione riportata è E. È un percorso lineare che collega Valle Venafrana a Ponte Riparossa, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Valle Venafrana. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Ponte Riparossa, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di faggete e valloni delle Mainarde. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Ponte Riparossa, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Valle Venafrana e Ponte Riparossa e permette di leggere con continuità il paesaggio di settore di Picinisco. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Valle Venafrana, punto di partenza dell’itinerario.
  • Ponte Riparossa, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • faggete e valloni delle Mainarde, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Valle Venafrana – Ponte Riparossa, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Ponte Riparossa, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 103 (FR)

 

Il sentiero 103, corrispondente all’itinerario del Parco Canneto – Fonte Chiariglio, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 3.4 km e si muove fra quote di circa 1023 e 1784 metri; la classificazione riportata è EE. È un percorso lineare che collega Canneto a Fonte Chiariglio, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Canneto. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Valle di Canneto, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di Fonte Chiariglio. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Fonte Chiariglio, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Canneto e Fonte Chiariglio e permette di leggere con continuità il paesaggio di massiccio della Meta. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Canneto, punto di partenza dell’itinerario.
  • Valle di Canneto, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • Fonte Chiariglio, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Canneto – Fonte Chiariglio, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Fonte Chiariglio, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 102 (FR)

 

Il sentiero 102, corrispondente all’itinerario del Parco Valle di Mezzo – Valle Venafrana – Prato di Mezzo, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 11 km e si muove fra quote di circa 1117 e 1843 metri; la classificazione riportata è EE. È un percorso lineare che collega Valle di Mezzo a Prato di Mezzo, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Valle di Mezzo. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Valle Venafrana, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di Prati di Mezzo. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Prato di Mezzo, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Valle di Mezzo e Prato di Mezzo e permette di leggere con continuità il paesaggio di settore laziale delle Mainarde. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Valle di Mezzo, punto di partenza dell’itinerario.
  • Valle Venafrana, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • Prati di Mezzo, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Valle di Mezzo – Valle Venafrana – Prato di Mezzo, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Prato di Mezzo, punto di arrivo del sentiero.
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Sentiero 101 (FR)

 

Il sentiero 101, corrispondente all’itinerario del Parco Prato di Mezzo – Passo dei Monaci, si sviluppa nel settore laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La geometria disponibile misura circa 3.7 km e si muove fra quote di circa 1433 e 1979 metri; la classificazione riportata è E. È un percorso lineare che collega Prato di Mezzo a Passo dei Monaci, con andamento coerente con la rete escursionistica ufficiale del Parco.

La partenza è a Prati di Mezzo. Da qui il percorso entra progressivamente nell’ambiente montano, seguendo la successione reale delle coordinate e guadagnando o perdendo quota secondo la morfologia del versante. Il primo tratto introduce al paesaggio di Passo dei Monaci, dove boschi, radure e pendii aperti scandiscono il passaggio dalla fascia di fondovalle o di accesso alle zone più elevate.

Nella parte centrale l’itinerario attraversa il contesto di vallone della Meta. La continuità della traccia mette in relazione località e passaggi della rete del Parco senza deviazioni verso attrazioni estranee al percorso. Nei tratti più alti l’ambiente diventa più aperto e montano; nei settori più bassi prevalgono invece boschi e versanti incisi, tipici del margine laziale del massiccio.

La parte finale conduce a Passo dei Monaci, chiudendo un collegamento escursionistico utile anche per concatenare altri itinerari della rete locale. Per lunghezza, dislivello e classificazione, il percorso va affrontato con preparazione adeguata al terreno montano; in particolare la sigla EE, dove presente, richiede esperienza escursionistica e sicurezza sui tratti più impegnativi.

Nel suo insieme il sentiero costituisce un collegamento diretto fra Prati di Mezzo e Passo dei Monaci e permette di leggere con continuità il paesaggio di Mainarde e massiccio della Meta. La corrispondenza tra geometria, metadati e scheda ufficiale consente di identificarne con buona affidabilità sviluppo, estremi e funzione all’interno della rete sentieristica.

Elementi notevoli

  • Prati di Mezzo, punto di partenza dell’itinerario.
  • Passo dei Monaci, elemento territoriale intercettato o direttamente connesso allo sviluppo del percorso.
  • vallone della Meta, riferimento geografico significativo lungo la progressione.
  • Prato di Mezzo – Passo dei Monaci, scheda ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
  • Passo dei Monaci, punto di arrivo del sentiero.
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