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Anello di Giano (PU)

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Sentiero 287 (AN)

 

Il sentiero 287 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 0.5 km, tra quote di circa 960 m e 1028 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Rio Freddo – Acqua Fredda. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Acqua Fredda, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 960 m e 1028 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

Elementi notevoli

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Sentiero 286 (AN)

 

Il sentiero 286 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 4.7 km, tra quote di circa 495 m e 878 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Purello – Monte della Rocca. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Monte della Rocca, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 495 m e 878 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 276 (AN)

 

Il sentiero 276 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 0.5 km, tra quote di circa 704 m e 756 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue sentiero 229 – inizio Forra di Rio Freddo. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso inizio Forra di Rio Freddo, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 704 m e 756 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 275 (AN)

 

Il sentiero 275 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 0.5 km, tra quote di circa 896 m e 928 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Passo Porraia – Rio Freddo. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Rio Freddo, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 896 m e 928 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 242 (AN)

 

Il sentiero 242 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 0.4 km, tra quote di circa 913 m e 1001 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Fida. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Fida, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 913 m e 1001 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 237 (AN)

 
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Sentiero 236 (AN)

 

Il sentiero 236 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 3.4 km, tra quote di circa 974 m e 1123 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Valle di San Pietro – Val di Ranco. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Val di Ranco, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 974 m e 1123 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 235 (AN)

 

Il sentiero 235 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 13.8 km, tra quote di circa 602 m e 1190 m. La classificazione documentata è EE.

La direttrice riconosciuta segue Fossato di Vico – Val di Ranco. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Val di Ranco, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 602 m e 1190 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 231 (AN)

 

Il sentiero 231 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 6.4 km, tra quote di circa 437 m e 1088 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Casa il Sasso – Capanna dei Rancanesi. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Capanna dei Rancanesi, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 437 m e 1088 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 230 (AN)

 

Il sentiero 230 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 5.0 km, tra quote di circa 437 m e 1152 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Pian delle Macinare – Casa il Sasso. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Casa il Sasso, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 437 m e 1152 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 229 (AN)

 

Il sentiero 229 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 6.8 km, tra quote di circa 455 m e 1079 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Casa il Sasso – Val di Ranco. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Val di Ranco, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 455 m e 1079 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 156 (AN)

 

Il sentiero 156 si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 3.9 km, tra quote di circa 312 m e 431 m. La classificazione documentata è T.

La direttrice riconosciuta segue Coldellanoce – Bosco – Sentinum. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Sentinum, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 312 m e 431 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 155 (AN)

 

Il sentiero 155 si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 2.0 km, tra quote di circa 584 m e 796 m. La classificazione documentata è T.

La direttrice riconosciuta segue Rucce – Monte Miesola – bivio 150B. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso bivio 150B, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 584 m e 796 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 154a (AN)

 

Il sentiero 154A si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 0.7 km, tra quote di circa 486 m e 585 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue raccordo di Casalvento. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso raccordo di Casalvento, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 486 m e 585 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 154 (AN)

 

Il sentiero 154 si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 2.8 km, tra quote di circa 508 m e 683 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Casalvento – Val della Fratta. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Val della Fratta, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 508 m e 683 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 153b (AN)

 

Il sentiero 153B si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 0.9 km, tra quote di circa 370 m e 528 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue raccordo della rete di Pantana. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso raccordo della rete di Pantana, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 370 m e 528 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 153a (AN)

 

Il sentiero 153A si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 1.5 km, tra quote di circa 403 m e 631 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue raccordo della rete di Pantana. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso raccordo della rete di Pantana, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 403 m e 631 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 153 (AN)

 

Il sentiero 153 si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 1.8 km, tra quote di circa 511 m e 701 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Pantana – bivio 153A – Pianella. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Pianella, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 511 m e 701 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 152 (AN)

 

Il sentiero 152 si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 1.1 km, tra quote di circa 344 m e 559 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Gaville – Tribbia. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Tribbia, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 344 m e 559 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 151a (AN)

 

Il sentiero 151A si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 0.4 km, tra quote di circa 564 m e 606 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue breve raccordo della rete del Monte le Siere. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso breve raccordo della rete del Monte le Siere, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 564 m e 606 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 151 (AN)

 

Il sentiero 151 si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 4.9 km, tra quote di circa 441 m e 760 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Aspro – Coccore – bivio 150B. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso bivio 150B, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 441 m e 760 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 150b (AN)

 

Il sentiero 150B si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 1.9 km, tra quote di circa 647 m e 750 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue raccordo della dorsale del Monte le Siere. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso raccordo della dorsale del Monte le Siere, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 647 m e 750 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 150a (AN)

 

Il sentiero 150A si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 2.6 km, tra quote di circa 529 m e 692 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue raccordo principale di Val della Fratta. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso raccordo principale di Val della Fratta, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 529 m e 692 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 150 (AN)

 

Il sentiero 150 si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 2.7 km, tra quote di circa 489 m e 684 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Aspro – Ragaia – Sentiero dei Marri – 150A. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso 150A, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 489 m e 684 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 149g (AN)

 

Il sentiero 149G si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 1.6 km, tra quote di circa 438 m e 555 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue raccordo tra i sentieri del settore Aspro–Val della Fratta. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso raccordo tra i sentieri del settore Aspro–Val della Fratta, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 438 m e 555 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 149f (AN)

 

Il sentiero 149F si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 1.4 km, tra quote di circa 410 m e 514 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue raccordo della rete del Monte le Siere. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso raccordo della rete del Monte le Siere, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 410 m e 514 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 149e (AN)

 

Il sentiero 149E si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 0.1 km, tra quote di circa 497 m e 505 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue breve raccordo della rete del Monte le Siere. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso breve raccordo della rete del Monte le Siere, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 497 m e 505 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 149d (AN)

 

Il sentiero 149D si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 0.1 km, tra quote di circa 507 m e 531 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue breve raccordo della rete di Val della Fratta. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso breve raccordo della rete di Val della Fratta, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 507 m e 531 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 149c (AN)

 

Il sentiero 149C si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 2.4 km, tra quote di circa 517 m e 685 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue rete di Val della Fratta e Monte le Siere. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso rete di Val della Fratta e Monte le Siere, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 517 m e 685 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 149b (AN)

 

Il sentiero 149B si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 2.3 km, tra quote di circa 382 m e 557 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Ponticello/Coldellanoce – Campitelli – Tribbia. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Tribbia, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 382 m e 557 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 149a (AN)

 

Il sentiero 149A si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 0.2 km, tra quote di circa 477 m e 489 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue bivio 149 – Sorgente del Bosco. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Sorgente del Bosco, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 477 m e 489 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 149 (AN)

 

Il sentiero 149 si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 1.5 km, tra quote di circa 399 m e 529 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Col della Noce – Sorgente del Bosco – bivio 149G. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso bivio 149G, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 399 m e 529 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 148b (AN)

 

Il sentiero 148B si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 0.9 km, tra quote di circa 403 m e 549 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue raccordo 149B – 149B. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso 149B, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 403 m e 549 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 148a (AN)

 

Il sentiero 148A si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 2.1 km, tra quote di circa 676 m e 814 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Pianella – Monte le Siere – Val della Fratta. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Val della Fratta, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 676 m e 814 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 148 (AN)

 

Il sentiero 148 si sviluppa nel settore del Monte le Siere per circa 6.1 km, tra quote di circa 382 m e 740 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue rete del Monte le Siere. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Monte le Siere. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso rete del Monte le Siere, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 382 m e 740 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 147b (AN)

 

Il sentiero 147B si sviluppa nel settore del Valmontagnana per circa 12.7 km, tra quote di circa 279 m e 747 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Nebbiano – Valdifiori – Santa Croce di Sassoferrato. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Valmontagnana. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Santa Croce di Sassoferrato, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 279 m e 747 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 147a (AN)

 

Il sentiero 147A si sviluppa nel settore del Valmontagnana per circa 7.3 km, tra quote di circa 404 m e 857 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Moscano – Case Castelvecchio – Rocchetta – bivio 146A. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Valmontagnana. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso bivio 146A, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 404 m e 857 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 147 (AN)

 

Il sentiero 147 si sviluppa nel settore del Valmontagnana per circa 6.8 km, tra quote di circa 271 m e 833 m. La classificazione documentata è E.

La direttrice riconosciuta segue Fabriano – Moscano – Regiano – Fontefresca. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Valmontagnana. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso Fontefresca, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 271 m e 833 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 146b (AN)

 

Il sentiero 146B si sviluppa nel settore del Valmontagnana per circa 1.4 km, tra quote di circa 652 m e 790 m. La classificazione documentata è T.

La direttrice riconosciuta segue bivio 146 – Cava Fiaoni – bivio 146A. Il percorso mette in relazione i principali passaggi della rete locale rispettando la successione imposta dalla geometria: dai settori più bassi o dagli accessi di fondovalle procede verso selle, dorsali, nuclei rurali o raccordi, con variazioni di pendenza coerenti con la morfologia del rilievo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa il paesaggio caratteristico del Valmontagnana. Boschi, radure, impluvi e tratti di crinale si alternano secondo l’esposizione; nei nodi della rete la numerazione dei sentieri costituisce il riferimento essenziale per mantenere la continuità dell’itinerario. I toponimi della direttrice sono quelli territorialmente compatibili con l’intero sviluppo, non semplici punti vicini al tracciato.

La parte finale conduce verso bivio 146A, completando un collegamento di interesse soprattutto escursionistico e territoriale. L’escursione altimetrica compresa tra circa 652 m e 790 m aiuta a leggere l’impegno del percorso; nei raccordi più brevi, invece, prevale la funzione di connessione tra itinerari maggiori.

Il sentiero è parte di una rete articolata che consente di collegare località, valichi e ambienti naturali senza isolare il singolo tracciato dal sistema circostante. Per la percorrenza sono utili cartografia aggiornata e controllo della segnaletica sul posto, soprattutto in presenza di varianti, intersezioni o eventuali limitazioni temporanee.

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Sentiero 146 (AN)

 

Il sentiero 146 si sviluppa per circa 6.6 km, tra quote comprese approssimativamente fra 198 e 731 m. È inserito nel settore del Valmontagnana ed è classificato EE. Lo sviluppo altimetrico e la geometria completa mostrano un percorso ben definito, coerente con la rete escursionistica documentata per questo territorio.

La progressione segue la direttrice San VittoreOasi WWFCase Polli. Il sentiero utilizza la morfologia naturale del versante, alternando tratti nel bosco, passaggi più aperti e raccordi con la viabilità minore o con altri itinerari segnati. Nei punti di incrocio la continuità del percorso va letta attraverso la segnaletica locale, particolarmente importante dove più numerazioni condividono la stessa dorsale o lo stesso fondovalle.

Nella parte centrale l’itinerario permette di leggere con chiarezza il paesaggio appenninico o costiero del settore attraversato: la successione di selle, impluvi, crinali, nuclei rurali e affioramenti naturali determina il carattere del percorso. I riferimenti territoriali documentati lungo lo sviluppo — San Vittore, Oasi WWF, Case Polli — non sono semplici punti vicini, ma elementi direttamente collegati alla direttrice del sentiero.

La parte finale conduce verso Case Polli, completando un collegamento utile all’interno della rete locale. La quota massima di circa 731 m e quella minima di circa 198 m aiutano a valutare il profilo complessivo; la lunghezza è ricavata dall’intero sviluppo geometrico e non dalla sola distanza tra partenza e arrivo.

Il valore del percorso è soprattutto nella sua funzione di connessione fra i luoghi attraversati e gli altri rami della rete del Valmontagnana. Per una percorrenza consapevole restano essenziali cartografia aggiornata, condizioni meteorologiche adatte e verifica preventiva di eventuali variazioni di accessibilità o manutenzione comunicate dagli enti competenti.

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Sentiero 138b (AN)

 

Il sentiero 138B si sviluppa per circa 3.4 km, tra quote comprese approssimativamente fra 383 e 746 m. È inserito nel settore del Strega-Rotondo ed è classificato E. Lo sviluppo altimetrico e la geometria completa mostrano un percorso ben definito, coerente con la rete escursionistica documentata per questo territorio.

La progressione segue la direttrice Stazione di MonterossoCastiglioni. Il sentiero utilizza la morfologia naturale del versante, alternando tratti nel bosco, passaggi più aperti e raccordi con la viabilità minore o con altri itinerari segnati. Nei punti di incrocio la continuità del percorso va letta attraverso la segnaletica locale, particolarmente importante dove più numerazioni condividono la stessa dorsale o lo stesso fondovalle.

Nella parte centrale l’itinerario permette di leggere con chiarezza il paesaggio appenninico o costiero del settore attraversato: la successione di selle, impluvi, crinali, nuclei rurali e affioramenti naturali determina il carattere del percorso. I riferimenti territoriali documentati lungo lo sviluppo — Stazione di Monterosso, Castiglioni — non sono semplici punti vicini, ma elementi direttamente collegati alla direttrice del sentiero.

La parte finale conduce verso Castiglioni, completando un collegamento utile all’interno della rete locale. La quota massima di circa 746 m e quella minima di circa 383 m aiutano a valutare il profilo complessivo; la lunghezza è ricavata dall’intero sviluppo geometrico e non dalla sola distanza tra partenza e arrivo.

Il valore del percorso è soprattutto nella sua funzione di connessione fra i luoghi attraversati e gli altri rami della rete del Strega-Rotondo. Per una percorrenza consapevole restano essenziali cartografia aggiornata, condizioni meteorologiche adatte e verifica preventiva di eventuali variazioni di accessibilità o manutenzione comunicate dagli enti competenti.

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Sentiero 138 (AN)

 

Il sentiero 138 si sviluppa nel settore del Strega-Rotondo per circa 4.3 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 4,7 km e un’ascesa indicativa di 315 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 732 m e 933 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Prati Alti Monte della PennaPian della SeraMonte Pozzi Frati – raccordo 138D. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Strega-Rotondo, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Prati Alti Monte della Penna, Pian della Sera, Monte Pozzi Frati — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso raccordo 138D, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 933 m e quella minima di circa 732 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Strega-Rotondo, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 136d (AN)

 

Il sentiero 136D si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 2.3 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 2,4 km e un’ascesa indicativa di 289 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 928 m e 1176 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Passo della PorraiaMonte Lo Spicchio – sentiero 236. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Passo della Porraia, Monte Lo Spicchio, Gruppo montuoso Monte Cucco — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso sentiero 236, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 1176 m e quella minima di circa 928 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 136c (AN)

 

Il sentiero 136C si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 4.7 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 4,9 km e un’ascesa indicativa di 261 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 572 m e 740 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice PiaggiaseccaSan Felice – sentiero 229. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Piaggiasecca, San Felice, Gruppo montuoso Monte Cucco — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso sentiero 229, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 740 m e quella minima di circa 572 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 136b (AN)

 

Il sentiero 136B si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 2.7 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 2,8 km e un’ascesa indicativa di 337 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 635 m e 930 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Piaggiasecca – raccordo 136C – Passo della Porraia. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Piaggiasecca, Passo della Porraia, Gruppo montuoso Monte Cucco — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Passo della Porraia, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 930 m e quella minima di circa 635 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 136a (AN)

 

Il sentiero 136A si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 2.6 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 2,6 km e un’ascesa indicativa di 504 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 500 m e 1016 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Viacce – sentiero 236. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Viacce, Gruppo montuoso Monte Cucco — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso sentiero 236, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 1016 m e quella minima di circa 500 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 136 (AN)

 

Il sentiero 136 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 3.8 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 4,1 km e un’ascesa indicativa di 581 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 472 m e 1005 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice ViacceRucce – sentiero 236. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Viacce, Rucce, Gruppo montuoso Monte Cucco — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso sentiero 236, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 1005 m e quella minima di circa 472 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 134a (AN)

 

Il sentiero 134A si sviluppa nel settore del Giuoco del Pallone per circa 2.6 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è T, con uno sviluppo ufficiale di circa 2,7 km e un’ascesa indicativa di 164 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 417 m e 505 m di quota, restituendo il profilo di un anello coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Cesi di AttiggioColle Paganelloraccordi 100, 134 e 100A. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Giuoco del Pallone, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Cesi di Attiggio, Colle Paganello, Gruppo montuoso Giuoco del Pallone — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso raccordi 100, 134 e 100A, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 505 m e quella minima di circa 417 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Giuoco del Pallone, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 134 (AN)

 

Il sentiero 134 si sviluppa nel settore del Giuoco del Pallone per circa 3.0 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è T, con uno sviluppo ufficiale di circa 3,0 km e un’ascesa indicativa di 228 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 369 m e 555 m di quota, restituendo il profilo di un anello coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Attiggio – raccordo 134A – Valico Monte FierentinoColle Paganello. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Giuoco del Pallone, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Attiggio, Valico Monte Fierentino, Colle Paganello — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Colle Paganello, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 555 m e quella minima di circa 369 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Giuoco del Pallone, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 133a (AN)

 
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Sentiero 133 (AN)

 

Il sentiero 133 si sviluppa nel settore del Strega-Rotondo per circa 4.7 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 4,7 km e un’ascesa indicativa di 483 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 379 m e 824 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Abbazia di San EmilianoMontelago. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Strega-Rotondo, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Abbazia di San Emiliano, Montelago, Gruppo montuoso Strega-Rotondo — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Montelago, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 824 m e quella minima di circa 379 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Strega-Rotondo, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 130c (AN)

 

Il sentiero 130C si sviluppa nel settore del Giuoco del Pallone per circa 1.3 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è T, con uno sviluppo ufficiale di circa 1,3 km e un’ascesa indicativa di 55 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 809 m e 895 m di quota, restituendo il profilo di un anello coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice sentiero 130 – Monte Fanoedicola sacra / sentiero 130. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Giuoco del Pallone, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Monte Fano, edicola sacra, Gruppo montuoso Giuoco del Pallone — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso edicola sacra / sentiero 130, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 895 m e quella minima di circa 809 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Giuoco del Pallone, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 130b (AN)

 

Il sentiero 130B si sviluppa nel settore del Giuoco del Pallone per circa 2.4 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è T, con uno sviluppo ufficiale di circa 2,4 km e un’ascesa indicativa di 31 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 662 m e 718 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Valico Monte Linatro / PratelleSella Monte Fano. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Giuoco del Pallone, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Valico Monte Linatro, Pratelle, Sella Monte Fano — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Sella Monte Fano, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 718 m e quella minima di circa 662 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Giuoco del Pallone, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 130a (AN)

 

Il sentiero 130A si sviluppa nel settore del Giuoco del Pallone per circa 0.4 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 0,4 km e un’ascesa indicativa di 87 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 684 m e 787 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Valico Monte Linatro / PratelleEremo San Silvestro. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Giuoco del Pallone, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Valico Monte Linatro, Pratelle, Eremo San Silvestro — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Eremo San Silvestro, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 787 m e quella minima di circa 684 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Giuoco del Pallone, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 130 (AN)

 

Il sentiero 130 si sviluppa nel settore del Giuoco del Pallone per circa 3.0 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è T, con uno sviluppo ufficiale di circa 3,1 km e un’ascesa indicativa di 93 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 768 m e 839 m di quota, restituendo il profilo di un anello coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice anello di San Silvestro sul Monte Fano. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Giuoco del Pallone, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — anello di San Silvestro sul Monte Fano, Gruppo montuoso Giuoco del Pallone — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso anello di San Silvestro sul Monte Fano, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 839 m e quella minima di circa 768 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Giuoco del Pallone, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 127e (AN)

 

Il sentiero 127E si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 5.1 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 5,1 km e un’ascesa indicativa di 469 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 608 m e 1066 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice CupoValico Testa GrossaStrada Sella Cupo – raccordo 127A. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Cupo, Valico Testa Grossa, Strada Sella Cupo — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso raccordo 127A, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 1066 m e quella minima di circa 608 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 127d (AN)

 

Il sentiero 127D si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 1.5 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è T, con uno sviluppo ufficiale di circa 1,5 km e un’ascesa indicativa di 68 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 436 m e 516 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Tenuta San CassianoCase VallemanciaAbbazia di San Cassiano. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Tenuta San Cassiano, Case Vallemancia, Abbazia di San Cassiano — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Abbazia di San Cassiano, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 516 m e quella minima di circa 436 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 127c (AN)

 

Il sentiero 127C si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 1.2 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è T, con uno sviluppo ufficiale di circa 1,2 km e un’ascesa indicativa di 9 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 550 m e 615 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Capo d’Acqua – raccordo 127A. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Capo d’Acqua, Gruppo montuoso Monte Cucco — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso raccordo 127A, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 615 m e quella minima di circa 550 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 127b (AN)

 

Il sentiero 127B si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 0.9 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 1,0 km e un’ascesa indicativa di 173 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 615 m e 795 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Capo d’Acqua – raccordo 127A. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Capo d’Acqua, Gruppo montuoso Monte Cucco — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso raccordo 127A, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 795 m e quella minima di circa 615 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 127a (AN)

 

Il sentiero 127A si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 3.4 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 3,4 km e un’ascesa indicativa di 610 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 476 m e 1069 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice San CassianoCupoLa SforcaturaSella Monte Pratiozzo. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — San Cassiano, Cupo, La Sforcatura — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Sella Monte Pratiozzo, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 1069 m e quella minima di circa 476 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 127 (AN)

 

Il sentiero 127 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 2.8 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 3,1 km e un’ascesa indicativa di 449 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 436 m e 890 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice San CassianoAbbaziaPasso Chiaromonte. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — San Cassiano, Abbazia, Passo Chiaromonte — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Passo Chiaromonte, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 890 m e quella minima di circa 436 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 126b (AN)

 

Il sentiero CAI 126B è un collegamento escursionistico del Gruppo Monte Cucco, nel territorio montano di Fabriano, che unisce un bivio del sentiero 126 con il sentiero 235. Il percorso è classificato E – Escursionistico e misura circa 2,9 km. Nel senso di marcia descritto parte a circa 813 metri, raggiunge inizialmente quote prossime agli 837 metri e scende poi fino a circa 502 metri, terminando sul versante di Campodiegoli. Si tratta di una traversata e non di un itinerario ad anello.

Dall’innesto con il sentiero 126 il percorso segue inizialmente il settore più elevato della dorsale, con alcune brevi ondulazioni che conducono alla quota massima. L’ambiente è quello dell’Appennino al confine tra Marche e Umbria, in prossimità del sistema di valichi che per secoli ha consentito le comunicazioni fra i due versanti. La vicina rete escursionistica interessa infatti il Valico Croce d’Appennino, antico punto di transito oggi attraversato anche dal sentiero 235 e dagli itinerari di lunga percorrenza.

Dopo il tratto iniziale il 126B cambia decisamente carattere e comincia una lunga discesa. Il tracciato perde quota attraverso il versante con numerose curve e brevi contropendenze, passando progressivamente dalla fascia degli 800 metri a quella dei 700 e dei 600 metri. Boschi e radure accompagnano la discesa verso la valle di Campodiegoli, mentre la geometria sinuosa del sentiero segue fedelmente la morfologia del pendio senza ricorrere a una discesa diretta.

Questo settore appartiene a un territorio storicamente legato ai passaggi transappenninici. Il percorso principale 126, al quale il 126B si raccorda, collega Campodiegoli alla dorsale e al sentiero 235; le fonti del CAI Fabriano ricordano inoltre la presenza nella zona di una variante indicata come 126BIS. L’antica viabilità saliva verso la Croce d’Appennino, valico utilizzato per mettere in comunicazione la Marca Anconitana con il versante umbro e con Fossato di Vico.

Nel tratto finale la discesa continua con pendenza complessivamente marcata fino a raggiungere la fascia dei 500 metri. L’arrivo si colloca poco sopra Campodiegoli, frazione di Fabriano posta a circa 480 metri di quota. Il borgo conserva una significativa memoria della funzione di transito di questa valle: il Comune documenta nei suoi pressi la presenza, già all’inizio del XV secolo, dell’Ospedale di San Lorenzo, un ospizio destinato all’accoglienza dei viandanti che percorrevano queste vie appenniniche.

Il sentiero 126B è dunque soprattutto un percorso di raccordo, utile per collegare la rete di Campodiegoli con i sentieri della dorsale del Monte Cucco. Il notevole divario fra le quote estreme, concentrato in meno di tre chilometri, ne determina il carattere prevalentemente discendente nel senso qui descritto e mette in evidenza la funzione storica e moderna di questo versante come passaggio fra fondovalle e crinale appenninico.

Elementi notevoli

  • Rete sentieristica CAI Fabriano: il 126B si inserisce nel sistema di percorsi del Gruppo Monte Cucco e collega i sentieri 126 e 235.
  • Sentiero 126: itinerario escursionistico che collega Campodiegoli alla dorsale appenninica e costituisce uno degli estremi del 126B.
  • Sentiero 235: importante direttrice escursionistica del Monte Cucco, sviluppata lungo il sistema di valichi e dorsali fra Marche e Umbria.
  • Valico Croce d’Appennino: storico passaggio transappenninico della zona, inserito nella rete di sentieri che interessa la dorsale sopra Campodiegoli.
  • Campodiegoli: frazione di Fabriano ai piedi del versante percorso dal sentiero, storicamente legata alle vie di comunicazione attraverso l’Appennino.
  • Ospedale di San Lorenzo: antico ospizio per viandanti documentato nei pressi di Campodiegoli fin dagli inizi del XV secolo, testimonianza dell’importanza storica delle vie di transito locali.
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Sentiero 126 (AN)

 

Il sentiero 126 si sviluppa nel settore del Monte Cucco per circa 2.6 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 2,7 km e un’ascesa indicativa di 285 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 472 m e 762 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Campodiegoli – raccordo 235 / Sentiero Italia. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Monte Cucco, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Campodiegoli, Sentiero Italia, Gruppo montuoso Monte Cucco — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso raccordo 235 / Sentiero Italia, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 762 m e quella minima di circa 472 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Monte Cucco, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 121b (AN)

 

Il sentiero 121B si sviluppa nel settore del Valmontagnana per circa 1.6 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è T, con uno sviluppo ufficiale di circa 1,6 km e un’ascesa indicativa di 171 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 467 m e 629 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice VallemaniaPiano di Serra – sentiero 139. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Valmontagnana, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Vallemania, Piano di Serra, Gruppo montuoso Valmontagnana — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso sentiero 139, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 629 m e quella minima di circa 467 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

Il sentiero appartiene a un settore in cui la rete CAI si intreccia con il territorio del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Il suo valore è soprattutto quello di collegare borghi, valichi e ambienti naturali in una trama continua, con caratteristiche che variano dai fondovalle alle praterie e ai rilievi calcarei. Prima della percorrenza è opportuno verificare eventuali aggiornamenti locali su accessibilità e manutenzione.

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Sentiero 121a (AN)

 

Il sentiero 121A si sviluppa nel settore del Valmontagnana per circa 0.9 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 0,7 km e un’ascesa indicativa di 100 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 550 m e 679 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Valico Monte di FrasassiBelvedere Monte di Frasassi. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Valmontagnana, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Valico Monte di Frasassi, Belvedere Monte di Frasassi, Gruppo montuoso Valmontagnana — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Belvedere Monte di Frasassi, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 679 m e quella minima di circa 550 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

Il sentiero appartiene a un settore in cui la rete CAI si intreccia con il territorio del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Il suo valore è soprattutto quello di collegare borghi, valichi e ambienti naturali in una trama continua, con caratteristiche che variano dai fondovalle alle praterie e ai rilievi calcarei. Prima della percorrenza è opportuno verificare eventuali aggiornamenti locali su accessibilità e manutenzione.

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Sentiero 121 (AN)

 

Il sentiero 121 si sviluppa nel settore del Valmontagnana per circa 4.6 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 4,6 km e un’ascesa indicativa di 406 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 238 m e 604 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Genga / bivio PandolfiRosengaValico Monte di Frasassi – sentiero 139. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Valmontagnana, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Genga, Rosenga, Valico Monte di Frasassi — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso sentiero 139, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 604 m e quella minima di circa 238 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

Il sentiero appartiene a un settore in cui la rete CAI si intreccia con il territorio del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Il suo valore è soprattutto quello di collegare borghi, valichi e ambienti naturali in una trama continua, con caratteristiche che variano dai fondovalle alle praterie e ai rilievi calcarei. Prima della percorrenza è opportuno verificare eventuali aggiornamenti locali su accessibilità e manutenzione.

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Sentiero 117a (AN)

 

Il sentiero 117A si sviluppa nel settore del Valmontagnana per circa 0.7 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è T, con uno sviluppo ufficiale di circa 0,7 km e un’ascesa indicativa di 93 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 235 m e 434 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice piazzale Santuario Madonna di FrasassiSantuario Madonna di Frasassi. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Valmontagnana, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — piazzale Santuario Madonna di Frasassi, Santuario Madonna di Frasassi, Gruppo montuoso Valmontagnana — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Santuario Madonna di Frasassi, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 434 m e quella minima di circa 235 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

Il sentiero appartiene a un settore in cui la rete CAI si intreccia con il territorio del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Il suo valore è soprattutto quello di collegare borghi, valichi e ambienti naturali in una trama continua, con caratteristiche che variano dai fondovalle alle praterie e ai rilievi calcarei. Prima della percorrenza è opportuno verificare eventuali aggiornamenti locali su accessibilità e manutenzione.

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Sentiero 106 (AN)

 

Il sentiero 106 si sviluppa nel settore del Strega-Rotondo per circa 20.5 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 21,2 km e un’ascesa indicativa di 911 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 236 m e 730 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice bivio Pandolfi (Genga) – Montelago. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Strega-Rotondo, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Montelago, Gruppo montuoso Strega-Rotondo — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Montelago, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 730 m e quella minima di circa 236 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Strega-Rotondo, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 105d (AN)

 

Il sentiero 105D si sviluppa nel settore del Strega-Rotondo per circa 0.8 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è T, con uno sviluppo ufficiale di circa 0,9 km e un’ascesa indicativa di 49 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 988 m e 1034 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Prati AltiPoggio Prato Tondo / Valico Monte Strega. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Strega-Rotondo, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Prati Alti, Poggio Prato Tondo, Valico Monte Strega — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Poggio Prato Tondo / Valico Monte Strega, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 1034 m e quella minima di circa 988 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Strega-Rotondo, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 105c (AN)

 

Il sentiero 105C si sviluppa nel settore del Strega-Rotondo per circa 0.8 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 0,9 km e un’ascesa indicativa di 117 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 1007 m e 1106 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Prati AltiValico del Monte della Penna. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Strega-Rotondo, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Prati Alti, Valico del Monte della Penna, Gruppo montuoso Strega-Rotondo — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Valico del Monte della Penna, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 1106 m e quella minima di circa 1007 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Strega-Rotondo, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 105b (AN)

 

Il sentiero 105B si sviluppa nel settore del Strega-Rotondo per circa 1.7 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 1,9 km e un’ascesa indicativa di 368 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 786 m e 1143 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice SP 48 – Sentiero Natura CEA – raccordo 105C – innesto 105A. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Strega-Rotondo, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — SP 48, Sentiero Natura CEA, innesto 105A — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso innesto 105A, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 1143 m e quella minima di circa 786 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Strega-Rotondo, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 105a (AN)

 

Il sentiero 105A si sviluppa nel settore del Strega-Rotondo per circa 2.8 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 2,9 km e un’ascesa indicativa di 254 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 948 m e 1207 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Prato Tondoraccordi 105D e 105BValico del Monte Stregainnesto 137. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Strega-Rotondo, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Prato Tondo, Valico del Monte Strega, innesto 137 — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso innesto 137, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 1207 m e quella minima di circa 948 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Strega-Rotondo, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 105 (AN)

 

Il sentiero 105 si sviluppa nel settore del Strega-Rotondo per circa 6.3 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 6,4 km e un’ascesa indicativa di 338 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 643 m e 948 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Abbazia di SitriaSP 226Poggio Prato TondoMontelago. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Strega-Rotondo, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Abbazia di Sitria, SP 226, Poggio Prato Tondo — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Montelago, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 948 m e quella minima di circa 643 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Strega-Rotondo, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 101 (AN)

 

Il sentiero 101 si sviluppa nel settore del Giuoco del Pallone per circa 3.6 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 4,1 km e un’ascesa indicativa di 316 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 419 m e 735 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice Cancellirovine dell’Abbazia di Santa Maria d’AppenninoValico di Fossato. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Giuoco del Pallone, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Cancelli, rovine dell’Abbazia di Santa Maria d’Appennino, Valico di Fossato — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Valico di Fossato, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 735 m e quella minima di circa 419 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Giuoco del Pallone, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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Sentiero 100 (AN)

 

Il sentiero 100 si sviluppa nel settore del Giuoco del Pallone per circa 13.0 km. La classificazione riportata dalla rete CAI è E, con uno sviluppo ufficiale di circa 12,6 km e un’ascesa indicativa di 980 m. La geometria disponibile si mantiene tra circa 378 m e 1095 m di quota, restituendo il profilo di un itinerario lineare o di raccordo coerente con il contesto appenninico marchigiano.

Il percorso segue la direttrice FabrianoEremo Val di SassoLentino. Nella prima parte il sentiero prende quota o si assesta sul versante secondo la morfologia locale, alternando tratti di collegamento, bosco e spazi più aperti. I cambi di direzione e i raccordi presenti lungo lo sviluppo sono parte integrante della rete escursionistica e richiedono attenzione alla segnaletica, soprattutto nei punti in cui convergono più numerazioni.

La parte centrale attraversa il paesaggio caratteristico del Giuoco del Pallone, dove dorsali, valichi, impluvi e nuclei rurali definiscono una rete di passaggi storicamente utilizzata per collegare fondovalle e quote superiori. Gli elementi nominati lungo l’itinerario — Fabriano, Eremo Val di Sasso, Lentino — costituiscono i riferimenti territoriali principali e permettono di leggere con continuità la progressione del sentiero.

Nella parte finale l’itinerario prosegue verso Lentino, mantenendo la relazione con i sentieri contermini e con i principali punti di passaggio della dorsale. La quota massima di circa 1095 m e quella minima di circa 378 m aiutano a inquadrare l’impegno altimetrico, mentre la lunghezza misurata sulla geometria completa fornisce un riferimento utile per la pianificazione della percorrenza.

La funzione del percorso è quella di mettere in relazione località, selle e dorsali della rete escursionistica del Giuoco del Pallone, offrendo una lettura diretta del paesaggio montano e dei suoi collegamenti tradizionali. La presenza di varianti e innesti rende particolarmente utile una cartografia aggiornata, soprattutto nei tratti dove più sentieri condividono lo stesso valico o la stessa fascia di versante.

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