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CDB – Variante Villanova D’Asti

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Cammino Don Bosco Tappa 3

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Superga Vezzolano Crea (TO)

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Sentiero Superga Vezzolano Crea (AL)

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Sentiero Verde Lungo (AT)

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Sentiero Superga Vezzolano Crea (AT)

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Sentiero Castelnuovo Don Bosco – Variante Villanova d’Asti (AT)

Il Sentiero Castelnuovo Don Bosco – Variante Villanova d’Asti è un collegamento lineare di circa 12,59 km fra Castelnuovo Don Bosco e Villanova d’Asti. Il percorso, classificato T, si mantiene fra circa 188 e 268 metri di quota e attraversa le colline dell’Astigiano settentrionale con un profilo dolce, formato da continui ma modesti saliscendi. La sua funzione è quella di raccordare il territorio di Castelnuovo con Villanova all’interno della rete di itinerari collegati al Cammino Don Bosco.

La partenza da Castelnuovo Don Bosco introduce subito nel paesaggio delle “Terre dei Santi”, dove il sistema dei cammini unisce luoghi religiosi, borghi e campagne. Il centro storico di Castelnuovo conserva numerosi riferimenti alla vita di Giovanni Bosco e costituisce uno dei nodi principali del cammino ufficiale, che attraversa anche Mondonio, Morialdo e il Colle Don Bosco.

Lasciato l’abitato, il percorso procede verso sud-est attraverso una fascia prevalentemente rurale. La geometria segue strade secondarie e collegamenti di campagna mantenendosi su quote contenute: non ci sono vere salite montane, ma una successione di dossi e avvallamenti che accompagna l’attraversamento del paesaggio agricolo. La distanza superiore ai dodici chilometri rende comunque la traversata più adatta a una camminata di alcune ore che a una semplice passeggiata.

L’avvicinamento a Villanova d’Asti porta progressivamente verso un territorio più aperto e vicino alla pianura. Il sito ufficiale del Cammino Don Bosco include Villanova fra i comuni della propria rete e segnala espressamente percorsi di collegamento da Villanova verso il Colle Don Bosco; la cittadina dispone inoltre di una stazione ferroviaria sulla linea Torino–Genova, elemento utile per organizzare una traversata lineare senza necessità di ritorno a piedi.

Questo collegamento amplia quindi le possibilità di percorrenza del sistema donboschiano oltre le tre direttrici principali. L’interesse è soprattutto territoriale: mette in relazione Castelnuovo e Villanova attraversando le campagne che separano i due centri e consente di combinare il cammino a piedi con i collegamenti ferroviari e con gli altri itinerari delle colline torinesi e astigiane.

Elementi notevoli

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Sentiero C (AT)

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Sentiero Asti Vezzolano (AT)

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Sentiero 716b (AT)

 
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Sentiero 716 (AT)

 
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Sentiero 704 (AT)

 
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Sentiero 703 (AT)

 
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Sentiero 702 (AT)

 

Il Sentiero 702 collega Monale alla località Campia di Cortandone con uno sviluppo di circa 4,26 km. È classificato E e attraversa la fascia collinare della Val Triversa, con quote indicativamente comprese fra 160 e 253 metri. Il percorso unisce il Sentiero 703 al 704 e svolge quindi una funzione di raccordo fra due settori della rete escursionistica astigiana.

Dalla zona di Monale il sentiero si allontana dal paese seguendo la campagna. Le colline sono basse ma articolate, con una successione di campi, boschetti e viabilità rurale che accompagna il graduale aumento di quota. Il tracciato è lineare e non presenta lo sviluppo di un grande anello, ma la distanza e i cambi di pendenza gli conferiscono un carattere pienamente escursionistico.

Nel settore centrale il percorso attraversa il mosaico agricolo tipico della Val Triversa. Le fonti escursionistiche che descrivono il collegamento Monale–Cortandone evidenziano la presenza di sterrati, campi coltivati e boschi: elementi coerenti con il paesaggio attraversato dalla rete regionale. La progressione permette di lasciare alle spalle la zona più bassa di Monale e di raggiungere gradualmente le colline di Cortandone.

Il tratto finale converge sulla località Campia, nel territorio di Cortandone, dove il 702 incontra il Sentiero 704. Da questo punto è possibile proseguire lungo la rete verso gli altri centri della Val Triversa, costruendo itinerari più lunghi attraverso le colline comprese fra Cortandone, Roatto e i paesi vicini.

Il 702 è quindi un collegamento breve ma funzionale, adatto a essere percorso come tratto autonomo o inserito in un circuito più ampio. La sua identità è legata soprattutto alla continuità del paesaggio rurale e alla capacità di mettere in comunicazione due paesi attraverso la rete di strade bianche e sentieri collinari.

Elementi notevoli

  • Monale, comune di partenza del percorso.
  • Val Triversa, sistema collinare nel quale si sviluppa il sentiero.
  • Paesaggio agricolo collinare, con campi, sterrati e piccoli boschi.
  • Cortandone, comune nel cui territorio si trova la località Campia.
  • Campia, località di arrivo e nodo con il Sentiero 704.
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Sentiero 609a (AT)

 
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Sentiero 607 (AT)

 
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Sentiero 606 (AT)

 
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Sentiero 605 (AT)

 
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Sentiero 602b (AT)

 
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Sentiero 601a (AT)

 
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Sentiero 601 (AT)

 
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Sentiero 313a (AT)

 
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Sentiero 313 (AT)

 
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Sentiero 312 (AT)

 
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Sentiero 309d (AT)

 
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Sentiero 309b (AT)

 
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Sentiero 309a (AT)

 

Il sentiero 309A è un percorso lineare della rete escursionistica piemontese, con uno sviluppo di circa 1.4 km. Si muove in ambiente collinare tra quote comprese indicativamente tra 188 e 273 metri; la classificazione escursionistica riportata per il percorso è T. La sua funzione è soprattutto quella di collegare viabilità rurale, bivi della rete locale e piccoli nuclei del territorio astigiano, mantenendo una lettura continua del paesaggio.

La variante 309A si sviluppa interamente nel territorio di Cortanze. Parte dal bivio con il sentiero 309 e risale il sistema di colline che conduce verso la località la Madonna. Pur avendo uno sviluppo contenuto, il percorso copre un intervallo altimetrico di circa 85 metri e presenta quindi una salita chiaramente percepibile.

Il tracciato segue la viabilità rurale e i margini dei coltivi, mantenendo una funzione di raccordo fra il sentiero principale 309 e un nodo molto più articolato della rete locale. Il paesaggio è quello delle colline astigiane interne, segnato da cascine, piccoli boschi e dorsali aperte.

La parte finale raggiunge la località la Madonna, presso una cappella dedicata alla Vergine. Qui convergono i sentieri 301, 302, 309B e 309A: il punto ha quindi un’importanza che supera la sola presenza dell’edificio religioso, perché costituisce uno snodo escursionistico fra più direttrici del settore.

La 309A è particolarmente utile come collegamento breve per chi costruisce itinerari ad anello o attraversamenti fra Cortanze, Montechiaro e i paesi vicini. La sua identità è quella di una variante funzionale, non di un itinerario autonomo di lunga percorrenza.

La variante è breve ma non puramente accessoria: collega direttamente il 309 al nodo della Madonna, evitando percorrenze più lunghe sui sentieri principali. Proprio per questa funzione è importante riconoscere correttamente i bivi e non confondere la sigla 309A con il vicino 309B, che raggiunge lo stesso nodo da una direzione diversa.

Elementi notevoli

  • Cortanze, territorio comunale attraversato.
  • Bivio con il sentiero 309.
  • Paesaggio collinare rurale astigiano.
  • località la Madonna.
  • Cappella dedicata alla Vergine, presso il nodo finale.
  • Nodo sentieristico 301-302-309A-309B.
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Sentiero 309 (AT)

 

Il sentiero 309 è un percorso lineare della rete escursionistica piemontese, con uno sviluppo di circa 5.3 km. Si muove in ambiente collinare tra quote comprese indicativamente tra 177 e 283 metri; la classificazione escursionistica riportata per il percorso è E. La sua funzione è soprattutto quella di collegare viabilità rurale, bivi della rete locale e piccoli nuclei del territorio astigiano, mantenendo una lettura continua del paesaggio.

Il sentiero prende avvio a Piea, frazione Varandone, in un importante nodo della rete dove convergono i percorsi 309, 309D, 209 e 309C. Da qui segue le ondulazioni delle colline verso Montechiaro d’Asti, con un profilo che alterna fondovalle e dorsali e raggiunge quote prossime ai 283 metri.

La prima parte attraversa il territorio rurale di Piea, caratterizzato da piccoli nuclei e viabilità agricola. Il vicino patrimonio storico del paese comprende il castello, documentato dal Comune, ma l’itinerario mantiene una propria direttrice escursionistica e non deve essere interpretato automaticamente come percorso di visita al monumento.

Procedendo verso nord-est il 309 entra nel settore collinare di Montechiaro d’Asti. La progressione è lineare e collega due aree ben riconoscibili della rete locale; il dislivello resta moderato, ma la successione dei dossi rende il percorso più articolato di quanto suggeriscano le quote assolute.

Il tracciato termina presso la Cappella di San Sebastiano di Montechiaro d’Asti. L’arrivo presso un edificio religioso rurale offre un riferimento territoriale netto e conclude il percorso su uno dei punti di raccordo storicamente utilizzati fra campagne e centri collinari.

Dal punto di vista della rete, il 309 svolge una funzione importante perché unisce un nodo molto ramificato presso Varandone a un riferimento preciso nel territorio di Montechiaro. La percorrenza è quindi particolarmente utile come tratto di attraversamento, mentre per un’escursione autonoma occorre prevedere il ritorno. Le quote moderate non devono far sottovalutare i continui cambi di pendenza delle colline.

Elementi notevoli

  • Varandone, frazione di Piea e punto di partenza.
  • territorio storico di Piea, con il castello comunale documentato dall’ente locale.
  • Dorsali collinari tra Piea e Montechiaro d’Asti.
  • Montechiaro d’Asti, territorio di arrivo.
  • Cappella di San Sebastiano, riferimento finale del sentiero.
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Sentiero 308b (AT)

 
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Sentiero 308a (AT)

 
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Sentiero 308 (AT)

 
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Sentiero 307_1 (AT)

 
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Sentiero 305 (AT)

 
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Sentiero 304 (AT)

 
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Sentiero 301d (AT)

 

Il sentiero 301D è un breve collegamento della rete escursionistica compreso nel sistema collinare della Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande. Lo sviluppo è di circa 0.7 km, con quote che si mantengono indicativamente tra 204 e 248 metri; la classificazione del percorso è E. La brevità non ne riduce il ruolo: questi raccordi consentono di connettere i tracciati principali all’interno di un’area protetta articolata, dove valloni, dorsali e strade poderali formano una rete fitta.

Il percorso prende avvio da Camerano Casasco, bivio ATN301-ATN301D. Da qui segue l’ordine naturale del collegamento, sviluppandosi sulle colline a ovest di Asti senza allontanarsi dal perimetro della riserva. L’andamento è quello tipico dei versanti bassi del Monferrato astigiano: brevi salite e discese si alternano tra impluvi, margini boscati e zone aperte, con un dislivello complessivo contenuto ma percepibile per la frequenza dei cambi di pendenza.

La parte centrale attraversa un paesaggio di particolare interesse geologico. La riserva è stata istituita per proteggere gli affioramenti fossiliferi e le testimonianze del mare pliocenico che occupava il Bacino Astiano; gli ambienti collinari attuali conservano quindi un valore naturalistico e paleontologico che va oltre la semplice funzione escursionistica. Gli affioramenti fossiliferi sono soggetti a specifiche modalità di visita e non devono essere confusi con normali punti di raccolta.

Il sentiero raggiunge infine Camerano Casasco, bivio ATN304-ATN301D, dove si innesta nuovamente nella rete locale. Proprio la connessione fra più bivi rende questo tratto utile per costruire itinerari più lunghi o anelli all’interno della riserva, mantenendo separata la funzione del raccordo dalla percorrenza dei sentieri principali.

Per caratteristiche e lunghezza il percorso è adatto soprattutto a chi desidera leggere con attenzione la struttura del paesaggio protetto: non un itinerario isolato, ma una maglia della rete che mette in relazione dorsali, fondovalle e accessi secondari della riserva.

Elementi notevoli

  • Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, area protetta di interesse paleontologico e naturalistico.
  • Camerano Casasco, bivio ATN301-ATN301D, punto iniziale del collegamento.
  • Valloni e versanti collinari della riserva.
  • Affioramenti fossiliferi del Bacino Astiano, visitabili secondo le regole dell’area protetta.
  • Camerano Casasco, bivio ATN304-ATN301D, innesto finale nella rete escursionistica.
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Sentiero 301c (AT)

 

Il sentiero 301C è un breve collegamento della rete escursionistica compreso nel sistema collinare della Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande. Lo sviluppo è di circa 0.8 km, con quote che si mantengono indicativamente tra 200 e 256 metri; la classificazione del percorso è E. La brevità non ne riduce il ruolo: questi raccordi consentono di connettere i tracciati principali all’interno di un’area protetta articolata, dove valloni, dorsali e strade poderali formano una rete fitta.

Il percorso prende avvio da bivio ATN301-ATN301C. Da qui segue l’ordine naturale del collegamento, sviluppandosi sulle colline a ovest di Asti senza allontanarsi dal perimetro della riserva. L’andamento è quello tipico dei versanti bassi del Monferrato astigiano: brevi salite e discese si alternano tra impluvi, margini boscati e zone aperte, con un dislivello complessivo contenuto ma percepibile per la frequenza dei cambi di pendenza.

La parte centrale attraversa un paesaggio di particolare interesse geologico. La riserva è stata istituita per proteggere gli affioramenti fossiliferi e le testimonianze del mare pliocenico che occupava il Bacino Astiano; gli ambienti collinari attuali conservano quindi un valore naturalistico e paleontologico che va oltre la semplice funzione escursionistica. Gli affioramenti fossiliferi sono soggetti a specifiche modalità di visita e non devono essere confusi con normali punti di raccolta.

Il sentiero raggiunge infine Camerano Casasco, bivio ATN304-ATN301C, dove si innesta nuovamente nella rete locale. Proprio la connessione fra più bivi rende questo tratto utile per costruire itinerari più lunghi o anelli all’interno della riserva, mantenendo separata la funzione del raccordo dalla percorrenza dei sentieri principali.

Per caratteristiche e lunghezza il percorso è adatto soprattutto a chi desidera leggere con attenzione la struttura del paesaggio protetto: non un itinerario isolato, ma una maglia della rete che mette in relazione dorsali, fondovalle e accessi secondari della riserva.

Elementi notevoli

  • Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, area protetta di interesse paleontologico e naturalistico.
  • bivio ATN301-ATN301C, punto iniziale del collegamento.
  • Valloni e versanti collinari della riserva.
  • Affioramenti fossiliferi del Bacino Astiano, visitabili secondo le regole dell’area protetta.
  • Camerano Casasco, bivio ATN304-ATN301C, innesto finale nella rete escursionistica.
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Sentiero 301b (AT)

 

Il sentiero 301B è un breve collegamento della rete escursionistica compreso nel sistema collinare della Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande. Lo sviluppo è di circa 1.4 km, con quote che si mantengono indicativamente tra 206 e 268 metri; la classificazione del percorso è E. La brevità non ne riduce il ruolo: questi raccordi consentono di connettere i tracciati principali all’interno di un’area protetta articolata, dove valloni, dorsali e strade poderali formano una rete fitta.

Il percorso prende avvio da Camerano Casasco, bivio ATN301-ATN301B. Da qui segue l’ordine naturale del collegamento, sviluppandosi sulle colline a ovest di Asti senza allontanarsi dal perimetro della riserva. L’andamento è quello tipico dei versanti bassi del Monferrato astigiano: brevi salite e discese si alternano tra impluvi, margini boscati e zone aperte, con un dislivello complessivo contenuto ma percepibile per la frequenza dei cambi di pendenza.

La parte centrale attraversa un paesaggio di particolare interesse geologico. La riserva è stata istituita per proteggere gli affioramenti fossiliferi e le testimonianze del mare pliocenico che occupava il Bacino Astiano; gli ambienti collinari attuali conservano quindi un valore naturalistico e paleontologico che va oltre la semplice funzione escursionistica. Gli affioramenti fossiliferi sono soggetti a specifiche modalità di visita e non devono essere confusi con normali punti di raccolta.

Il sentiero raggiunge infine località Madonna, presso San Grato, dove si innesta nuovamente nella rete locale. Proprio la connessione fra più bivi rende questo tratto utile per costruire itinerari più lunghi o anelli all’interno della riserva, mantenendo separata la funzione del raccordo dalla percorrenza dei sentieri principali.

Per caratteristiche e lunghezza il percorso è adatto soprattutto a chi desidera leggere con attenzione la struttura del paesaggio protetto: non un itinerario isolato, ma una maglia della rete che mette in relazione dorsali, fondovalle e accessi secondari della riserva.

Elementi notevoli

  • Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, area protetta di interesse paleontologico e naturalistico.
  • Camerano Casasco, bivio ATN301-ATN301B, punto iniziale del collegamento.
  • Valloni e versanti collinari della riserva.
  • Affioramenti fossiliferi del Bacino Astiano, visitabili secondo le regole dell’area protetta.
  • località Madonna, presso San Grato, innesto finale nella rete escursionistica.
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Sentiero 259 (AT)

 
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Sentiero 201a (AT)

 
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Sentiero 201_1 (AT)

 

Il sentiero 201 è un itinerario turistico (T) di circa 2.7 km che si sviluppa nel settore delle colline fra Arignano e Moncucco Torinese. Il percorso collega Arignano, bivio TOC200-TOC201 presso castello a Moncucco Torinese, frazione Barbaso, bivio sentiero TOC201-TOC290, con quote comprese indicativamente fra 312 e 363 metri. La sua configurazione è lineare e segue una direttrice ben definita della rete escursionistica locale, con un andamento coerente con la morfologia collinare del territorio.

La partenza avviene da Arignano, bivio TOC200-TOC201 presso castello. Nei primi chilometri l’itinerario prende progressivamente contatto con la campagna circostante, lasciando gli spazi più prossimi agli abitati per entrare in un mosaico di strade rurali, appezzamenti coltivati, vigneti, boschi e piccoli impluvi. Il profilo altimetrico non presenta caratteristiche alpine, ma i continui cambi di versante richiedono comunque attenzione alla continuità del cammino, soprattutto nei tratti più lunghi o dopo piogge recenti.

Dal bivio presso il castello di Arignano il sentiero procede verso est in un paesaggio di dorsali morbide, campi e piccoli boschi. Il dislivello è limitato e l’andamento conduce con continuità verso la frazione Barbaso di Moncucco Torinese. L’ordine di percorrenza segue questa progressione territoriale senza inversioni arbitrarie: il sentiero mantiene la propria direzione fino a raggiungere Moncucco Torinese, frazione Barbaso, bivio sentiero TOC201-TOC290. Nei passaggi su viabilità secondaria è opportuno conservare attenzione agli incroci e alla segnaletica, mentre sui tratti sterrati il fondo può cambiare sensibilmente con le stagioni.

Il sentiero 201 costituisce un segmento del Cammino di Don Bosco e collega in modo diretto il sistema di Arignano con la rete di Moncucco. Il valore dell’itinerario risiede quindi soprattutto nella capacità di connettere nuclei abitati, borgate e nodi della rete escursionistica attraverso un paesaggio rurale ancora leggibile nella sua struttura storica. Le quote contenute non eliminano il carattere escursionistico del percorso: la distanza, la successione dei saliscendi e l’eventuale presenza di fango possono incidere sui tempi e sulla facilità di percorrenza.

L’arrivo a Moncucco Torinese, frazione Barbaso, bivio sentiero TOC201-TOC290 chiude il tratto mantenendo la continuità con i percorsi vicini. Prima della partenza è consigliabile verificare le condizioni locali della rete, soprattutto nei periodi di vegetazione più intensa o dopo precipitazioni prolungate. Il sentiero è particolarmente adatto a chi vuole leggere il territorio attraverso la sua trama di crinali, fondovalle, borghi e collegamenti storici, più che attraverso singole emergenze isolate.

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Sentiero 200 (AT)

 
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Sentiero 144 (AT)

 

Il sentiero 144 è un itinerario turistico (T) di circa 1.7 km che si sviluppa nel settore delle settore di Torrazza e delle colline verso Vezzolano. Il percorso collega Torrazza, bivio TOC100-TOC144 a Bivio TOC144-ATN100L, con quote comprese indicativamente fra 329 e 440 metri. La sua configurazione è lineare e segue una direttrice ben definita della rete escursionistica locale, con un andamento coerente con la morfologia collinare del territorio.

La partenza avviene da Torrazza, bivio TOC100-TOC144. Nei primi chilometri l’itinerario prende progressivamente contatto con la campagna circostante, lasciando gli spazi più prossimi agli abitati per entrare in un mosaico di strade rurali, appezzamenti coltivati, vigneti, boschi e piccoli impluvi. Il profilo altimetrico non presenta caratteristiche alpine, ma i continui cambi di versante richiedono comunque attenzione alla continuità del cammino, soprattutto nei tratti più lunghi o dopo piogge recenti.

Il breve sentiero 144 si stacca dalla direttrice principale presso Torrazza e risale il versante con sviluppo contenuto ma sensibile variazione di quota. Il tracciato si inserisce nella sequenza di strade e sentieri che, da Cinzano e Moncucco, conducono verso Pogliano, la Crocetta e Vezzolano. L’ordine di percorrenza segue questa progressione territoriale senza inversioni arbitrarie: il sentiero mantiene la propria direzione fino a raggiungere Bivio TOC144-ATN100L. Nei passaggi su viabilità secondaria è opportuno conservare attenzione agli incroci e alla segnaletica, mentre sui tratti sterrati il fondo può cambiare sensibilmente con le stagioni.

La funzione del percorso è soprattutto di raccordo all’interno della storica direttrice Superga–Vezzolano–Crea. Il valore dell’itinerario risiede quindi soprattutto nella capacità di connettere nuclei abitati, borgate e nodi della rete escursionistica attraverso un paesaggio rurale ancora leggibile nella sua struttura storica. Le quote contenute non eliminano il carattere escursionistico del percorso: la distanza, la successione dei saliscendi e l’eventuale presenza di fango possono incidere sui tempi e sulla facilità di percorrenza.

L’arrivo a Bivio TOC144-ATN100L chiude il tratto mantenendo la continuità con i percorsi vicini. Prima della partenza è consigliabile verificare le condizioni locali della rete, soprattutto nei periodi di vegetazione più intensa o dopo precipitazioni prolungate. Il sentiero è particolarmente adatto a chi vuole leggere il territorio attraverso la sua trama di crinali, fondovalle, borghi e collegamenti storici, più che attraverso singole emergenze isolate.

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Sentiero 142 (AT)

 
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Sentiero 116 (AT)

 
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Sentiero 115b (AT)

 
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Sentiero 115a (AT)

 

Il sentiero 115A è un itinerario escursionistico (E) di circa 4.0 km che si sviluppa nel settore delle territorio rurale di Moncucco Torinese. Il percorso collega Moncucco Torinese, bivio ATN115 – ATN115A presso San Giuseppe a Moncucco Torinese, bivio ATN115 – ATN115A presso frazione Moglia, con quote comprese indicativamente fra 302 e 429 metri. La sua configurazione è lineare e segue una direttrice ben definita della rete escursionistica locale, con un andamento coerente con la morfologia collinare del territorio.

La partenza avviene da Moncucco Torinese, bivio ATN115 – ATN115A presso San Giuseppe. Nei primi chilometri l’itinerario prende progressivamente contatto con la campagna circostante, lasciando gli spazi più prossimi agli abitati per entrare in un mosaico di strade rurali, appezzamenti coltivati, vigneti, boschi e piccoli impluvi. Il profilo altimetrico non presenta caratteristiche alpine, ma i continui cambi di versante richiedono comunque attenzione alla continuità del cammino, soprattutto nei tratti più lunghi o dopo piogge recenti.

Il sentiero si sviluppa interamente nel territorio di Moncucco Torinese, collegando il settore di San Giuseppe con la frazione Moglia. Il profilo alterna modesti saliscendi, con passaggi su strade rurali e tratti sterrati che attraversano vigne, campi e fasce boscate. L’ordine di percorrenza segue questa progressione territoriale senza inversioni arbitrarie: il sentiero mantiene la propria direzione fino a raggiungere Moncucco Torinese, bivio ATN115 – ATN115A presso frazione Moglia. Nei passaggi su viabilità secondaria è opportuno conservare attenzione agli incroci e alla segnaletica, mentre sui tratti sterrati il fondo può cambiare sensibilmente con le stagioni.

La variante 115A amplia la rete locale fra le borgate di Moncucco e permette di raccordarsi ai sentieri principali che attraversano il paese e il vicino sistema collinare del Chierese. Il valore dell’itinerario risiede quindi soprattutto nella capacità di connettere nuclei abitati, borgate e nodi della rete escursionistica attraverso un paesaggio rurale ancora leggibile nella sua struttura storica. Le quote contenute non eliminano il carattere escursionistico del percorso: la distanza, la successione dei saliscendi e l’eventuale presenza di fango possono incidere sui tempi e sulla facilità di percorrenza.

L’arrivo a Moncucco Torinese, bivio ATN115 – ATN115A presso frazione Moglia chiude il tratto mantenendo la continuità con i percorsi vicini. Prima della partenza è consigliabile verificare le condizioni locali della rete, soprattutto nei periodi di vegetazione più intensa o dopo precipitazioni prolungate. Il sentiero è particolarmente adatto a chi vuole leggere il territorio attraverso la sua trama di crinali, fondovalle, borghi e collegamenti storici, più che attraverso singole emergenze isolate.

Elementi notevoli

  • Moncucco Torinese
  • San Giuseppe
  • Frazione Moglia
  • Paesaggio collinare del Chierese
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Sentiero 115 (AT)

 
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Sentiero 114 (AT)

 

Il sentiero 114 è un itinerario escursionistico (E) di circa 4.9 km che si sviluppa nel settore delle dorsale collinare fra Aramengo e Albugnano. Il percorso collega Aramengo, Concentrico, bivio ATN114-ATN105 a Albugnano, cimitero, bivio ATN114-ATN100, con quote comprese indicativamente fra 282 e 512 metri. La sua configurazione è lineare e segue una direttrice ben definita della rete escursionistica locale, con un andamento coerente con la morfologia collinare del territorio.

La partenza avviene da Aramengo, Concentrico, bivio ATN114-ATN105. Nei primi chilometri l’itinerario prende progressivamente contatto con la campagna circostante, lasciando gli spazi più prossimi agli abitati per entrare in un mosaico di strade rurali, appezzamenti coltivati, vigneti, boschi e piccoli impluvi. Il profilo altimetrico non presenta caratteristiche alpine, ma i continui cambi di versante richiedono comunque attenzione alla continuità del cammino, soprattutto nei tratti più lunghi o dopo piogge recenti.

Dal concentrico di Aramengo il sentiero prende quota verso nord-ovest, attraversando campagna, boschi e nuclei rurali fino alle quote più elevate del territorio di Albugnano. La parte finale raggiunge il settore del cimitero, dove la rete si connette ai percorsi diretti verso Vezzolano. L’ordine di percorrenza segue questa progressione territoriale senza inversioni arbitrarie: il sentiero mantiene la propria direzione fino a raggiungere Albugnano, cimitero, bivio ATN114-ATN100. Nei passaggi su viabilità secondaria è opportuno conservare attenzione agli incroci e alla segnaletica, mentre sui tratti sterrati il fondo può cambiare sensibilmente con le stagioni.

Il sentiero 114 costituisce un collegamento escursionistico netto fra i due paesi e attraversa uno dei settori più panoramici del Monferrato settentrionale. Il valore dell’itinerario risiede quindi soprattutto nella capacità di connettere nuclei abitati, borgate e nodi della rete escursionistica attraverso un paesaggio rurale ancora leggibile nella sua struttura storica. Le quote contenute non eliminano il carattere escursionistico del percorso: la distanza, la successione dei saliscendi e l’eventuale presenza di fango possono incidere sui tempi e sulla facilità di percorrenza.

L’arrivo a Albugnano, cimitero, bivio ATN114-ATN100 chiude il tratto mantenendo la continuità con i percorsi vicini. Prima della partenza è consigliabile verificare le condizioni locali della rete, soprattutto nei periodi di vegetazione più intensa o dopo precipitazioni prolungate. Il sentiero è particolarmente adatto a chi vuole leggere il territorio attraverso la sua trama di crinali, fondovalle, borghi e collegamenti storici, più che attraverso singole emergenze isolate.

Elementi notevoli

  • Aramengo
  • San Pietro
  • Cappella di San Giorgio
  • Albugnano
  • Colline del Monferrato
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Sentiero 112 (AT)

 

Il sentiero 112 è un itinerario escursionistico (E) di circa 2.4 km che si sviluppa nel settore delle crinali fra Passerano Marmorito e Albugnano. Il percorso collega Passerano Marmorito, bivio ATN112-ATN108 a Albugnano, case Santa Lucia, bivio ATN112-ATN100, con quote comprese indicativamente fra 224 e 373 metri. La sua configurazione è lineare e segue una direttrice ben definita della rete escursionistica locale, con un andamento coerente con la morfologia collinare del territorio.

La partenza avviene da Passerano Marmorito, bivio ATN112-ATN108. Nei primi chilometri l’itinerario prende progressivamente contatto con la campagna circostante, lasciando gli spazi più prossimi agli abitati per entrare in un mosaico di strade rurali, appezzamenti coltivati, vigneti, boschi e piccoli impluvi. Il profilo altimetrico non presenta caratteristiche alpine, ma i continui cambi di versante richiedono comunque attenzione alla continuità del cammino, soprattutto nei tratti più lunghi o dopo piogge recenti.

Dal territorio di Passerano Marmorito il sentiero sale verso il settore di Albugnano, attraversando versanti collinari aperti e brevi fasce boscate. L’arrivo presso Case Santa Lucia si colloca lungo una direttrice panoramica che prosegue verso il capoluogo e verso Vezzolano. L’ordine di percorrenza segue questa progressione territoriale senza inversioni arbitrarie: il sentiero mantiene la propria direzione fino a raggiungere Albugnano, case Santa Lucia, bivio ATN112-ATN100. Nei passaggi su viabilità secondaria è opportuno conservare attenzione agli incroci e alla segnaletica, mentre sui tratti sterrati il fondo può cambiare sensibilmente con le stagioni.

Il raccordo è coerente con il sistema di itinerari del Cammino dei Fossili, che collega Passerano Marmorito ad Albugnano attraverso il medesimo settore collinare. Il valore dell’itinerario risiede quindi soprattutto nella capacità di connettere nuclei abitati, borgate e nodi della rete escursionistica attraverso un paesaggio rurale ancora leggibile nella sua struttura storica. Le quote contenute non eliminano il carattere escursionistico del percorso: la distanza, la successione dei saliscendi e l’eventuale presenza di fango possono incidere sui tempi e sulla facilità di percorrenza.

L’arrivo a Albugnano, case Santa Lucia, bivio ATN112-ATN100 chiude il tratto mantenendo la continuità con i percorsi vicini. Prima della partenza è consigliabile verificare le condizioni locali della rete, soprattutto nei periodi di vegetazione più intensa o dopo precipitazioni prolungate. Il sentiero è particolarmente adatto a chi vuole leggere il territorio attraverso la sua trama di crinali, fondovalle, borghi e collegamenti storici, più che attraverso singole emergenze isolate.

Elementi notevoli

  • Passerano Marmorito
  • Case Santa Lucia
  • Albugnano
  • Cammino dei Fossili
  • Crinali panoramici del Monferrato
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Sentiero 111b (AT)

 
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Sentiero 111 (AT)

 
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Sentiero 110b (AT)

 
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Sentiero 110 (AT)

 

Il sentiero 110 è un itinerario escursionistico (E) di circa 11.2 km che si sviluppa nel settore delle colline dell’Alto Astigiano fra Cortazzone e Pino d’Asti. Il percorso collega Cortazzone, San Secondo a Pino d’Asti, Cascina Bertolotto, con quote comprese indicativamente fra 186 e 289 metri. La sua configurazione è lineare e segue una direttrice ben definita della rete escursionistica locale, con un andamento coerente con la morfologia collinare del territorio.

La partenza avviene da Cortazzone, San Secondo. Nei primi chilometri l’itinerario prende progressivamente contatto con la campagna circostante, lasciando gli spazi più prossimi agli abitati per entrare in un mosaico di strade rurali, appezzamenti coltivati, vigneti, boschi e piccoli impluvi. Il profilo altimetrico non presenta caratteristiche alpine, ma i continui cambi di versante richiedono comunque attenzione alla continuità del cammino, soprattutto nei tratti più lunghi o dopo piogge recenti.

Dal settore di San Secondo a Cortazzone il sentiero procede verso nord-est attraverso un territorio di crinali dolci, vigneti, boschi e piccoli nuclei rurali. Il tracciato alterna lunghi tratti di campagna a passaggi più ravvicinati agli abitati, fino a raggiungere Cascina Bertolotto nel territorio di Pino d’Asti. L’ordine di percorrenza segue questa progressione territoriale senza inversioni arbitrarie: il sentiero mantiene la propria direzione fino a raggiungere Pino d’Asti, Cascina Bertolotto. Nei passaggi su viabilità secondaria è opportuno conservare attenzione agli incroci e alla segnaletica, mentre sui tratti sterrati il fondo può cambiare sensibilmente con le stagioni.

Lo sviluppo relativamente lungo rende il sentiero 110 un asse di connessione fra la rete di Cortazzone e quella delle colline di Pino d’Asti. Il valore dell’itinerario risiede quindi soprattutto nella capacità di connettere nuclei abitati, borgate e nodi della rete escursionistica attraverso un paesaggio rurale ancora leggibile nella sua struttura storica. Le quote contenute non eliminano il carattere escursionistico del percorso: la distanza, la successione dei saliscendi e l’eventuale presenza di fango possono incidere sui tempi e sulla facilità di percorrenza.

L’arrivo a Pino d’Asti, Cascina Bertolotto chiude il tratto mantenendo la continuità con i percorsi vicini. Prima della partenza è consigliabile verificare le condizioni locali della rete, soprattutto nei periodi di vegetazione più intensa o dopo precipitazioni prolungate. Il sentiero è particolarmente adatto a chi vuole leggere il territorio attraverso la sua trama di crinali, fondovalle, borghi e collegamenti storici, più che attraverso singole emergenze isolate.

Elementi notevoli

  • Cortazzone
  • San Secondo
  • Pino d’Asti
  • Cascina Bertolotto
  • Paesaggio collinare dell’Alto Astigiano
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Sentiero 109 (AT)

 
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Sentiero 108b (AT)

 
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Sentiero 108 (AT)

 
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Sentiero 103 (AT)

 
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Sentiero 102 (AT)

 
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Sentiero 101b (AT)

 
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Sentiero 101a (AT)

 
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Sentiero 101 (AT)

 

Il sentiero 101 è un itinerario escursionistico (E) di circa 11.0 km che si sviluppa nel settore delle colline di Castelnuovo Don Bosco, Albugnano e Vezzolano. Il percorso collega Castelnuovo Don Bosco, Santuario Frazione Becchi, bivio ATN101-ATN121 a Madonna di Vezzolano, bivio ATN100-ATN101, con quote comprese indicativamente fra 223 e 452 metri. La sua configurazione è lineare e segue una direttrice ben definita della rete escursionistica locale, con un andamento coerente con la morfologia collinare del territorio.

La partenza avviene da Castelnuovo Don Bosco, Santuario Frazione Becchi, bivio ATN101-ATN121. Nei primi chilometri l’itinerario prende progressivamente contatto con la campagna circostante, lasciando gli spazi più prossimi agli abitati per entrare in un mosaico di strade rurali, appezzamenti coltivati, vigneti, boschi e piccoli impluvi. Il profilo altimetrico non presenta caratteristiche alpine, ma i continui cambi di versante richiedono comunque attenzione alla continuità del cammino, soprattutto nei tratti più lunghi o dopo piogge recenti.

Lasciato il settore del Santuario dei Becchi, l’itinerario attraversa il paesaggio collinare del Monferrato astigiano, con continui cambi di versante fra campi, boschi e viabilità rurale. Avvicinandosi ad Albugnano, le quote aumentano e il percorso raggiunge il sistema di crinale che conduce alla conca di Vezzolano. L’ordine di percorrenza segue questa progressione territoriale senza inversioni arbitrarie: il sentiero mantiene la propria direzione fino a raggiungere Madonna di Vezzolano, bivio ATN100-ATN101. Nei passaggi su viabilità secondaria è opportuno conservare attenzione agli incroci e alla segnaletica, mentre sui tratti sterrati il fondo può cambiare sensibilmente con le stagioni.

È un collegamento importante nel sistema escursionistico delle Terre dei Santi e si integra con il Cammino Don Bosco e con gli itinerari diretti all’abbazia. Il valore dell’itinerario risiede quindi soprattutto nella capacità di connettere nuclei abitati, borgate e nodi della rete escursionistica attraverso un paesaggio rurale ancora leggibile nella sua struttura storica. Le quote contenute non eliminano il carattere escursionistico del percorso: la distanza, la successione dei saliscendi e l’eventuale presenza di fango possono incidere sui tempi e sulla facilità di percorrenza.

L’arrivo a Madonna di Vezzolano, bivio ATN100-ATN101 chiude il tratto mantenendo la continuità con i percorsi vicini. Prima della partenza è consigliabile verificare le condizioni locali della rete, soprattutto nei periodi di vegetazione più intensa o dopo precipitazioni prolungate. Il sentiero è particolarmente adatto a chi vuole leggere il territorio attraverso la sua trama di crinali, fondovalle, borghi e collegamenti storici, più che attraverso singole emergenze isolate.

Elementi notevoli

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Sentiero 100_1 (AT)

 
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