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Sentiero 739 (AL)

 
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Sentiero 737 (AL)

 

Il sentiero 737 – I Colli Pietrosi appartiene alla rete escursionistica della Provincia di Alessandria e si sviluppa nel settore Casale e il Monferrato. La geometria completa fornita misura circa 9.8 km, con quote comprese fra circa 165 m e 432 m; il dato è coerente con la lunghezza ufficiale di 6.54 km, tenendo conto delle normali differenze fra rilievi e rappresentazioni cartografiche. La classificazione ufficiale è T. Il percorso è lineare e attraversa un paesaggio in cui insediamenti, coltivi, boschetti e viabilità minore compongono la trama tipica del territorio alessandrino.

Il percorso prende avvio presso Penango. La prima parte segue l’ordine effettivo della geometria, allontanandosi progressivamente dal punto di partenza lungo strade locali, carrarecce o sentieri campestri. Il profilo altimetrico rimane contenuto ma non uniforme: brevi salite e discese accompagnano il passaggio fra fondovalle e sommità collinari. Questa successione è importante per comprendere il carattere dell’itinerario, che non va letto soltanto attraverso la quota iniziale e quella finale.

Nella parte centrale il sentiero entra nel paesaggio di Casale e il Monferrato e incontra riferimenti territoriali compatibili con la documentazione ufficiale e con lo sviluppo cartografico. Fra gli elementi più significativi figurano Case del Molino, colli pietrosi e vigneti. La progressione alterna spazi aperti e tratti più raccolti, mantenendo un rapporto continuo con la rete agricola e con i nuclei abitati che hanno storicamente organizzato queste colline e la pianura circostante.

La parte finale conduce a area collinare di Penango, completando il collegamento indicato dalla rete ufficiale. L’intero sviluppo rimane compreso tra circa 165 e 432 metri di quota. Non viene indicato un dislivello cumulato positivo o negativo: la sola sequenza altimetrica del file, pur utile per definire le quote estreme e l’andamento generale, non offre una base sufficientemente robusta per pubblicare quel dato senza ulteriori controlli sul modello altimetrico.

Il sentiero 737 consente di leggere il territorio attraverso la continuità fra paesaggio rurale, piccoli centri e percorsi tradizionali. Il suo interesse deriva soprattutto dalla successione dei luoghi attraversati e dalla funzione di connessione con la rete escursionistica locale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la documentazione provinciale per eventuali aggiornamenti relativi a segnaletica, manutenzione e condizioni stagionali del fondo.

Elementi notevoli

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Sentiero Verde Lungo (AT)

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Sentiero 739 (AT)

 
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Sentiero 711 (AT)

 

Il Sentiero 711 collega il territorio di Villafranca d’Asti a Baldichieri d’Asti con uno sviluppo di circa 4,56 km. È classificato E e attraversa una fascia collinare compresa indicativamente fra 152 e 239 metri di quota. Il percorso prende avvio nei pressi di Regione San Grato, a un bivio con il Sentiero 701, e termina a Baldichieri, in corrispondenza di viale Benedetto Croce, dove ritrova la stessa direttrice.

Dalla zona di San Grato il sentiero entra rapidamente nel paesaggio agricolo che separa i due centri. La progressione segue la struttura naturale delle colline, alternando tratti più aperti a passaggi lungo la viabilità rurale. Il dislivello complessivo non è elevato, ma il profilo presenta una vera successione di saliscendi, coerente con la classificazione escursionistica del tracciato.

Nel settore centrale il 711 attraversa il sistema di campagne e dorsali che precede Baldichieri. Qui il percorso si mantiene lontano dalle principali arterie di traffico e conserva il carattere di collegamento pedonale territoriale: non punta a una singola meta monumentale, ma permette di leggere il passaggio graduale fra due nuclei abitati attraverso il mosaico di campi, vegetazione e strade secondarie dell’Astigiano.

Avvicinandosi a Baldichieri d’Asti, il sentiero scende verso le quote più basse e raggiunge il margine del paese. L’arrivo in viale Benedetto Croce consente di collegarsi nuovamente al Sentiero 701 e alle diramazioni della rete locale. Baldichieri conserva inoltre un nucleo storico raccolto attorno alla collina dell’antico castello e alla parrocchiale di San Secondo, entrambi documentati dal Comune.

Per lunghezza e sviluppo il 711 è adatto sia come traversata autonoma sia come tratto di un itinerario più ampio fra Villafranca e Baldichieri. Il valore del percorso è soprattutto nella continuità della rete: mette in comunicazione due settori del 701 e permette di attraversare a piedi un territorio collinare che sulle strade ordinarie verrebbe percepito in modo molto diverso.

Elementi notevoli

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Sentiero 702 (AT)

 

Il Sentiero 702 collega Monale alla località Campia di Cortandone con uno sviluppo di circa 4,26 km. È classificato E e attraversa la fascia collinare della Val Triversa, con quote indicativamente comprese fra 160 e 253 metri. Il percorso unisce il Sentiero 703 al 704 e svolge quindi una funzione di raccordo fra due settori della rete escursionistica astigiana.

Dalla zona di Monale il sentiero si allontana dal paese seguendo la campagna. Le colline sono basse ma articolate, con una successione di campi, boschetti e viabilità rurale che accompagna il graduale aumento di quota. Il tracciato è lineare e non presenta lo sviluppo di un grande anello, ma la distanza e i cambi di pendenza gli conferiscono un carattere pienamente escursionistico.

Nel settore centrale il percorso attraversa il mosaico agricolo tipico della Val Triversa. Le fonti escursionistiche che descrivono il collegamento Monale–Cortandone evidenziano la presenza di sterrati, campi coltivati e boschi: elementi coerenti con il paesaggio attraversato dalla rete regionale. La progressione permette di lasciare alle spalle la zona più bassa di Monale e di raggiungere gradualmente le colline di Cortandone.

Il tratto finale converge sulla località Campia, nel territorio di Cortandone, dove il 702 incontra il Sentiero 704. Da questo punto è possibile proseguire lungo la rete verso gli altri centri della Val Triversa, costruendo itinerari più lunghi attraverso le colline comprese fra Cortandone, Roatto e i paesi vicini.

Il 702 è quindi un collegamento breve ma funzionale, adatto a essere percorso come tratto autonomo o inserito in un circuito più ampio. La sua identità è legata soprattutto alla continuità del paesaggio rurale e alla capacità di mettere in comunicazione due paesi attraverso la rete di strade bianche e sentieri collinari.

Elementi notevoli

  • Monale, comune di partenza del percorso.
  • Val Triversa, sistema collinare nel quale si sviluppa il sentiero.
  • Paesaggio agricolo collinare, con campi, sterrati e piccoli boschi.
  • Cortandone, comune nel cui territorio si trova la località Campia.
  • Campia, località di arrivo e nodo con il Sentiero 704.
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Sentiero 401 (AT)

 

Il sentiero 401 è un percorso lineare della rete escursionistica piemontese, con uno sviluppo di circa 6.2 km. Si muove in ambiente collinare tra quote comprese indicativamente tra 138 e 175 metri; la classificazione escursionistica riportata per il percorso è E. La sua funzione è soprattutto quella di collegare viabilità rurale, bivi della rete locale e piccoli nuclei del territorio astigiano, mantenendo una lettura continua del paesaggio.

Il sentiero parte nel territorio di Castell’Alfero, dalla Strada comunale Bastia, in corrispondenza del nodo ATN401-ATN401B-ATN901. Da qui segue una direttrice collinare verso Calliano, mantenendosi su quote basse e con un profilo relativamente dolce rispetto ad altri itinerari della zona.

La prima parte attraversa il paesaggio rurale posto fra Castell’Alfero e la valle che conduce a Calliano. Strade poderali, cascine e campi definiscono un percorso di collegamento più che di conquista di una quota: l’escursionista si muove lungo la trama storica della viabilità locale, con variazioni altimetriche contenute.

Proseguendo verso nord il 401 entra nel territorio di Calliano. Il tracciato converge progressivamente verso la località Perrona e la Strada Valsesio, dove la rete escursionistica torna a ramificarsi. La semplicità del profilo non elimina la necessità di attenzione ai bivi, numerosi in un’area intensamente percorsa da strade rurali.

L’arrivo è presso il nodo ATN401-ATN601A, in località Perrona. Il sentiero costituisce così un asse di continuità fra due nuclei della rete astigiana e può essere utilizzato come segmento di itinerari più ampi fra Castell’Alfero, Calliano e le colline circostanti.

La distanza superiore ai sei chilometri fa del 401 un collegamento consistente all’interno della rete settentrionale astigiana. La modesta escursione altimetrica favorisce una percorrenza regolare, ma la natura lineare richiede di pianificare il ritorno oppure di utilizzare i sentieri connessi ai due estremi. I numerosi incroci della viabilità agricola rendono la continuità della segnaletica un elemento importante per l’orientamento.

Elementi notevoli

  • Castell’Alfero, territorio di partenza.
  • Strada comunale Bastia.
  • Paesaggio rurale collinare tra Castell’Alfero e Calliano.
  • Calliano.
  • località Perrona.
  • Nodo ATN401-ATN601A presso Strada Valsesio.
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Sentiero 314 (AT)

 

Il sentiero 314 è un percorso lineare della rete escursionistica piemontese, con uno sviluppo di circa 2.4 km. Si muove in ambiente collinare tra quote comprese indicativamente tra 173 e 250 metri; la classificazione escursionistica riportata per il percorso è E. La sua funzione è soprattutto quella di collegare viabilità rurale, bivi della rete locale e piccoli nuclei del territorio astigiano, mantenendo una lettura continua del paesaggio.

La partenza è a Cunico, lungo la Strada della Valle, al bivio ATN201-ATN314. Da questo punto il sentiero lascia il fondovalle e prende quota verso il territorio di Montechiaro d’Asti, con un andamento breve ma chiaramente ascendente.

Il percorso attraversa un paesaggio di basse colline, campi e margini boscati, utilizzando la rete di strade rurali che collega cascine e dorsali. La distanza contenuta rende leggibile il passaggio dal settore vallivo alla parte alta: in poco più di due chilometri il tracciato guadagna circa settanta metri di quota.

La parte finale conduce al Bric Santa Vittoria, rilievo che costituisce uno dei nodi della rete escursionistica locale. Qui il sentiero 314 incontra i percorsi 302 e 311, creando una connessione utile fra Cunico, Montechiaro d’Asti e le direttrici circostanti.

Il 314 svolge quindi una funzione precisa di raccordo altimetrico: collega la viabilità di valle con una dorsale da cui si diramano più itinerari. L’interesse del percorso è soprattutto territoriale e panoramico, legato alla lettura del passaggio fra fondovalle e sommità collinare.

Per la sua brevità il 314 si presta bene a essere combinato con i sentieri che convergono sul Bric Santa Vittoria. È proprio questa possibilità di concatenazione a definirne il carattere: il percorso non nasce come anello autonomo, ma come collegamento fra valle e dorsale. In caso di terreno bagnato, i tratti rurali in pendenza possono risultare più impegnativi di quanto suggerisca la modesta quota assoluta.

Elementi notevoli

  • Cunico, punto di partenza.
  • Strada della Valle.
  • Dorsali agricole del Monferrato astigiano.
  • Montechiaro d’Asti.
  • Bric Santa Vittoria.
  • Nodo sentieristico 302-311-314.
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Sentiero 313a (AT)

 
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Sentiero 313 (AT)

 
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Sentiero 312 (AT)

 
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Sentiero 311 (AT)

 
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Sentiero 310_1 (AT)

 
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Sentiero 309d (AT)

 
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Sentiero 309c (AT)

 
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Sentiero 309b (AT)

 
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Sentiero 309a (AT)

 

Il sentiero 309A è un percorso lineare della rete escursionistica piemontese, con uno sviluppo di circa 1.4 km. Si muove in ambiente collinare tra quote comprese indicativamente tra 188 e 273 metri; la classificazione escursionistica riportata per il percorso è T. La sua funzione è soprattutto quella di collegare viabilità rurale, bivi della rete locale e piccoli nuclei del territorio astigiano, mantenendo una lettura continua del paesaggio.

La variante 309A si sviluppa interamente nel territorio di Cortanze. Parte dal bivio con il sentiero 309 e risale il sistema di colline che conduce verso la località la Madonna. Pur avendo uno sviluppo contenuto, il percorso copre un intervallo altimetrico di circa 85 metri e presenta quindi una salita chiaramente percepibile.

Il tracciato segue la viabilità rurale e i margini dei coltivi, mantenendo una funzione di raccordo fra il sentiero principale 309 e un nodo molto più articolato della rete locale. Il paesaggio è quello delle colline astigiane interne, segnato da cascine, piccoli boschi e dorsali aperte.

La parte finale raggiunge la località la Madonna, presso una cappella dedicata alla Vergine. Qui convergono i sentieri 301, 302, 309B e 309A: il punto ha quindi un’importanza che supera la sola presenza dell’edificio religioso, perché costituisce uno snodo escursionistico fra più direttrici del settore.

La 309A è particolarmente utile come collegamento breve per chi costruisce itinerari ad anello o attraversamenti fra Cortanze, Montechiaro e i paesi vicini. La sua identità è quella di una variante funzionale, non di un itinerario autonomo di lunga percorrenza.

La variante è breve ma non puramente accessoria: collega direttamente il 309 al nodo della Madonna, evitando percorrenze più lunghe sui sentieri principali. Proprio per questa funzione è importante riconoscere correttamente i bivi e non confondere la sigla 309A con il vicino 309B, che raggiunge lo stesso nodo da una direzione diversa.

Elementi notevoli

  • Cortanze, territorio comunale attraversato.
  • Bivio con il sentiero 309.
  • Paesaggio collinare rurale astigiano.
  • località la Madonna.
  • Cappella dedicata alla Vergine, presso il nodo finale.
  • Nodo sentieristico 301-302-309A-309B.
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Sentiero 309 (AT)

 

Il sentiero 309 è un percorso lineare della rete escursionistica piemontese, con uno sviluppo di circa 5.3 km. Si muove in ambiente collinare tra quote comprese indicativamente tra 177 e 283 metri; la classificazione escursionistica riportata per il percorso è E. La sua funzione è soprattutto quella di collegare viabilità rurale, bivi della rete locale e piccoli nuclei del territorio astigiano, mantenendo una lettura continua del paesaggio.

Il sentiero prende avvio a Piea, frazione Varandone, in un importante nodo della rete dove convergono i percorsi 309, 309D, 209 e 309C. Da qui segue le ondulazioni delle colline verso Montechiaro d’Asti, con un profilo che alterna fondovalle e dorsali e raggiunge quote prossime ai 283 metri.

La prima parte attraversa il territorio rurale di Piea, caratterizzato da piccoli nuclei e viabilità agricola. Il vicino patrimonio storico del paese comprende il castello, documentato dal Comune, ma l’itinerario mantiene una propria direttrice escursionistica e non deve essere interpretato automaticamente come percorso di visita al monumento.

Procedendo verso nord-est il 309 entra nel settore collinare di Montechiaro d’Asti. La progressione è lineare e collega due aree ben riconoscibili della rete locale; il dislivello resta moderato, ma la successione dei dossi rende il percorso più articolato di quanto suggeriscano le quote assolute.

Il tracciato termina presso la Cappella di San Sebastiano di Montechiaro d’Asti. L’arrivo presso un edificio religioso rurale offre un riferimento territoriale netto e conclude il percorso su uno dei punti di raccordo storicamente utilizzati fra campagne e centri collinari.

Dal punto di vista della rete, il 309 svolge una funzione importante perché unisce un nodo molto ramificato presso Varandone a un riferimento preciso nel territorio di Montechiaro. La percorrenza è quindi particolarmente utile come tratto di attraversamento, mentre per un’escursione autonoma occorre prevedere il ritorno. Le quote moderate non devono far sottovalutare i continui cambi di pendenza delle colline.

Elementi notevoli

  • Varandone, frazione di Piea e punto di partenza.
  • territorio storico di Piea, con il castello comunale documentato dall’ente locale.
  • Dorsali collinari tra Piea e Montechiaro d’Asti.
  • Montechiaro d’Asti, territorio di arrivo.
  • Cappella di San Sebastiano, riferimento finale del sentiero.
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Sentiero 308b (AT)

 
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Sentiero 308a (AT)

 
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Sentiero 308 (AT)

 
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Sentiero 306 (AT)

 

Il sentiero 306 è un breve collegamento della rete escursionistica compreso nel sistema collinare della Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande. Lo sviluppo è di circa 1.9 km, con quote che si mantengono indicativamente tra 196 e 262 metri; la classificazione del percorso è T. La brevità non ne riduce il ruolo: questi raccordi consentono di connettere i tracciati principali all’interno di un’area protetta articolata, dove valloni, dorsali e strade poderali formano una rete fitta.

Il percorso prende avvio da Settime, bivio ATN303-ATN306. Da qui segue l’ordine naturale del collegamento, sviluppandosi sulle colline a ovest di Asti senza allontanarsi dal perimetro della riserva. L’andamento è quello tipico dei versanti bassi del Monferrato astigiano: brevi salite e discese si alternano tra impluvi, margini boscati e zone aperte, con un dislivello complessivo contenuto ma percepibile per la frequenza dei cambi di pendenza.

La parte centrale attraversa un paesaggio di particolare interesse geologico. La riserva è stata istituita per proteggere gli affioramenti fossiliferi e le testimonianze del mare pliocenico che occupava il Bacino Astiano; gli ambienti collinari attuali conservano quindi un valore naturalistico e paleontologico che va oltre la semplice funzione escursionistica. Gli affioramenti fossiliferi sono soggetti a specifiche modalità di visita e non devono essere confusi con normali punti di raccolta.

Il sentiero raggiunge infine Settime, bivio ATN301E-ATN906-ATN306, dove si innesta nuovamente nella rete locale. Proprio la connessione fra più bivi rende questo tratto utile per costruire itinerari più lunghi o anelli all’interno della riserva, mantenendo separata la funzione del raccordo dalla percorrenza dei sentieri principali.

Per caratteristiche e lunghezza il percorso è adatto soprattutto a chi desidera leggere con attenzione la struttura del paesaggio protetto: non un itinerario isolato, ma una maglia della rete che mette in relazione dorsali, fondovalle e accessi secondari della riserva.

Elementi notevoli

  • Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, area protetta di interesse paleontologico e naturalistico.
  • Settime, bivio ATN303-ATN306, punto iniziale del collegamento.
  • Valloni e versanti collinari della riserva.
  • Affioramenti fossiliferi del Bacino Astiano, visitabili secondo le regole dell’area protetta.
  • Settime, bivio ATN301E-ATN906-ATN306, innesto finale nella rete escursionistica.
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Sentiero 305 (AT)

 
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Sentiero 304a (AT)

 
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Sentiero 304 (AT)

 
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Sentiero 303d (AT)

 
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Sentiero 303c_1 (AT)

 
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Sentiero 303b (AT)

 
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Sentiero 303a (AT)

 

Il sentiero 303A è un breve collegamento della rete escursionistica compreso nel sistema collinare della Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande. Lo sviluppo è di circa 1.0 km, con quote che si mantengono indicativamente tra 195 e 260 metri; la classificazione del percorso è T. La brevità non ne riduce il ruolo: questi raccordi consentono di connettere i tracciati principali all’interno di un’area protetta articolata, dove valloni, dorsali e strade poderali formano una rete fitta.

Il percorso prende avvio da Settime, bivio ATN303-ATN303A. Da qui segue l’ordine naturale del collegamento, sviluppandosi sulle colline a ovest di Asti senza allontanarsi dal perimetro della riserva. L’andamento è quello tipico dei versanti bassi del Monferrato astigiano: brevi salite e discese si alternano tra impluvi, margini boscati e zone aperte, con un dislivello complessivo contenuto ma percepibile per la frequenza dei cambi di pendenza.

La parte centrale attraversa un paesaggio di particolare interesse geologico. La riserva è stata istituita per proteggere gli affioramenti fossiliferi e le testimonianze del mare pliocenico che occupava il Bacino Astiano; gli ambienti collinari attuali conservano quindi un valore naturalistico e paleontologico che va oltre la semplice funzione escursionistica. Gli affioramenti fossiliferi sono soggetti a specifiche modalità di visita e non devono essere confusi con normali punti di raccolta.

Il sentiero raggiunge infine Settime, bivio ATN303A-ATN301A, dove si innesta nuovamente nella rete locale. Proprio la connessione fra più bivi rende questo tratto utile per costruire itinerari più lunghi o anelli all’interno della riserva, mantenendo separata la funzione del raccordo dalla percorrenza dei sentieri principali.

Per caratteristiche e lunghezza il percorso è adatto soprattutto a chi desidera leggere con attenzione la struttura del paesaggio protetto: non un itinerario isolato, ma una maglia della rete che mette in relazione dorsali, fondovalle e accessi secondari della riserva.

Elementi notevoli

  • Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, area protetta di interesse paleontologico e naturalistico.
  • Settime, bivio ATN303-ATN303A, punto iniziale del collegamento.
  • Valloni e versanti collinari della riserva.
  • Affioramenti fossiliferi del Bacino Astiano, visitabili secondo le regole dell’area protetta.
  • Settime, bivio ATN303A-ATN301A, innesto finale nella rete escursionistica.
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Sentiero 303 (AT)

 
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Sentiero 301e (AT)

 

Il sentiero 301E è un breve collegamento della rete escursionistica compreso nel sistema collinare della Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande. Lo sviluppo è di circa 0.9 km, con quote che si mantengono indicativamente tra 188 e 255 metri; la classificazione del percorso è E. La brevità non ne riduce il ruolo: questi raccordi consentono di connettere i tracciati principali all’interno di un’area protetta articolata, dove valloni, dorsali e strade poderali formano una rete fitta.

Il percorso prende avvio da Settime, bivio ATN303-ATN301E-ATN903. Da qui segue l’ordine naturale del collegamento, sviluppandosi sulle colline a ovest di Asti senza allontanarsi dal perimetro della riserva. L’andamento è quello tipico dei versanti bassi del Monferrato astigiano: brevi salite e discese si alternano tra impluvi, margini boscati e zone aperte, con un dislivello complessivo contenuto ma percepibile per la frequenza dei cambi di pendenza.

La parte centrale attraversa un paesaggio di particolare interesse geologico. La riserva è stata istituita per proteggere gli affioramenti fossiliferi e le testimonianze del mare pliocenico che occupava il Bacino Astiano; gli ambienti collinari attuali conservano quindi un valore naturalistico e paleontologico che va oltre la semplice funzione escursionistica. Gli affioramenti fossiliferi sono soggetti a specifiche modalità di visita e non devono essere confusi con normali punti di raccolta.

Il sentiero raggiunge infine Settime, bivio ATN301E-ATN906-ATN306, dove si innesta nuovamente nella rete locale. Proprio la connessione fra più bivi rende questo tratto utile per costruire itinerari più lunghi o anelli all’interno della riserva, mantenendo separata la funzione del raccordo dalla percorrenza dei sentieri principali.

Per caratteristiche e lunghezza il percorso è adatto soprattutto a chi desidera leggere con attenzione la struttura del paesaggio protetto: non un itinerario isolato, ma una maglia della rete che mette in relazione dorsali, fondovalle e accessi secondari della riserva.

Elementi notevoli

  • Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, area protetta di interesse paleontologico e naturalistico.
  • Settime, bivio ATN303-ATN301E-ATN903, punto iniziale del collegamento.
  • Valloni e versanti collinari della riserva.
  • Affioramenti fossiliferi del Bacino Astiano, visitabili secondo le regole dell’area protetta.
  • Settime, bivio ATN301E-ATN906-ATN306, innesto finale nella rete escursionistica.
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Sentiero 301d (AT)

 

Il sentiero 301D è un breve collegamento della rete escursionistica compreso nel sistema collinare della Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande. Lo sviluppo è di circa 0.7 km, con quote che si mantengono indicativamente tra 204 e 248 metri; la classificazione del percorso è E. La brevità non ne riduce il ruolo: questi raccordi consentono di connettere i tracciati principali all’interno di un’area protetta articolata, dove valloni, dorsali e strade poderali formano una rete fitta.

Il percorso prende avvio da Camerano Casasco, bivio ATN301-ATN301D. Da qui segue l’ordine naturale del collegamento, sviluppandosi sulle colline a ovest di Asti senza allontanarsi dal perimetro della riserva. L’andamento è quello tipico dei versanti bassi del Monferrato astigiano: brevi salite e discese si alternano tra impluvi, margini boscati e zone aperte, con un dislivello complessivo contenuto ma percepibile per la frequenza dei cambi di pendenza.

La parte centrale attraversa un paesaggio di particolare interesse geologico. La riserva è stata istituita per proteggere gli affioramenti fossiliferi e le testimonianze del mare pliocenico che occupava il Bacino Astiano; gli ambienti collinari attuali conservano quindi un valore naturalistico e paleontologico che va oltre la semplice funzione escursionistica. Gli affioramenti fossiliferi sono soggetti a specifiche modalità di visita e non devono essere confusi con normali punti di raccolta.

Il sentiero raggiunge infine Camerano Casasco, bivio ATN304-ATN301D, dove si innesta nuovamente nella rete locale. Proprio la connessione fra più bivi rende questo tratto utile per costruire itinerari più lunghi o anelli all’interno della riserva, mantenendo separata la funzione del raccordo dalla percorrenza dei sentieri principali.

Per caratteristiche e lunghezza il percorso è adatto soprattutto a chi desidera leggere con attenzione la struttura del paesaggio protetto: non un itinerario isolato, ma una maglia della rete che mette in relazione dorsali, fondovalle e accessi secondari della riserva.

Elementi notevoli

  • Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, area protetta di interesse paleontologico e naturalistico.
  • Camerano Casasco, bivio ATN301-ATN301D, punto iniziale del collegamento.
  • Valloni e versanti collinari della riserva.
  • Affioramenti fossiliferi del Bacino Astiano, visitabili secondo le regole dell’area protetta.
  • Camerano Casasco, bivio ATN304-ATN301D, innesto finale nella rete escursionistica.
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Sentiero 301c (AT)

 

Il sentiero 301C è un breve collegamento della rete escursionistica compreso nel sistema collinare della Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande. Lo sviluppo è di circa 0.8 km, con quote che si mantengono indicativamente tra 200 e 256 metri; la classificazione del percorso è E. La brevità non ne riduce il ruolo: questi raccordi consentono di connettere i tracciati principali all’interno di un’area protetta articolata, dove valloni, dorsali e strade poderali formano una rete fitta.

Il percorso prende avvio da bivio ATN301-ATN301C. Da qui segue l’ordine naturale del collegamento, sviluppandosi sulle colline a ovest di Asti senza allontanarsi dal perimetro della riserva. L’andamento è quello tipico dei versanti bassi del Monferrato astigiano: brevi salite e discese si alternano tra impluvi, margini boscati e zone aperte, con un dislivello complessivo contenuto ma percepibile per la frequenza dei cambi di pendenza.

La parte centrale attraversa un paesaggio di particolare interesse geologico. La riserva è stata istituita per proteggere gli affioramenti fossiliferi e le testimonianze del mare pliocenico che occupava il Bacino Astiano; gli ambienti collinari attuali conservano quindi un valore naturalistico e paleontologico che va oltre la semplice funzione escursionistica. Gli affioramenti fossiliferi sono soggetti a specifiche modalità di visita e non devono essere confusi con normali punti di raccolta.

Il sentiero raggiunge infine Camerano Casasco, bivio ATN304-ATN301C, dove si innesta nuovamente nella rete locale. Proprio la connessione fra più bivi rende questo tratto utile per costruire itinerari più lunghi o anelli all’interno della riserva, mantenendo separata la funzione del raccordo dalla percorrenza dei sentieri principali.

Per caratteristiche e lunghezza il percorso è adatto soprattutto a chi desidera leggere con attenzione la struttura del paesaggio protetto: non un itinerario isolato, ma una maglia della rete che mette in relazione dorsali, fondovalle e accessi secondari della riserva.

Elementi notevoli

  • Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, area protetta di interesse paleontologico e naturalistico.
  • bivio ATN301-ATN301C, punto iniziale del collegamento.
  • Valloni e versanti collinari della riserva.
  • Affioramenti fossiliferi del Bacino Astiano, visitabili secondo le regole dell’area protetta.
  • Camerano Casasco, bivio ATN304-ATN301C, innesto finale nella rete escursionistica.
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Sentiero 301b (AT)

 

Il sentiero 301B è un breve collegamento della rete escursionistica compreso nel sistema collinare della Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande. Lo sviluppo è di circa 1.4 km, con quote che si mantengono indicativamente tra 206 e 268 metri; la classificazione del percorso è E. La brevità non ne riduce il ruolo: questi raccordi consentono di connettere i tracciati principali all’interno di un’area protetta articolata, dove valloni, dorsali e strade poderali formano una rete fitta.

Il percorso prende avvio da Camerano Casasco, bivio ATN301-ATN301B. Da qui segue l’ordine naturale del collegamento, sviluppandosi sulle colline a ovest di Asti senza allontanarsi dal perimetro della riserva. L’andamento è quello tipico dei versanti bassi del Monferrato astigiano: brevi salite e discese si alternano tra impluvi, margini boscati e zone aperte, con un dislivello complessivo contenuto ma percepibile per la frequenza dei cambi di pendenza.

La parte centrale attraversa un paesaggio di particolare interesse geologico. La riserva è stata istituita per proteggere gli affioramenti fossiliferi e le testimonianze del mare pliocenico che occupava il Bacino Astiano; gli ambienti collinari attuali conservano quindi un valore naturalistico e paleontologico che va oltre la semplice funzione escursionistica. Gli affioramenti fossiliferi sono soggetti a specifiche modalità di visita e non devono essere confusi con normali punti di raccolta.

Il sentiero raggiunge infine località Madonna, presso San Grato, dove si innesta nuovamente nella rete locale. Proprio la connessione fra più bivi rende questo tratto utile per costruire itinerari più lunghi o anelli all’interno della riserva, mantenendo separata la funzione del raccordo dalla percorrenza dei sentieri principali.

Per caratteristiche e lunghezza il percorso è adatto soprattutto a chi desidera leggere con attenzione la struttura del paesaggio protetto: non un itinerario isolato, ma una maglia della rete che mette in relazione dorsali, fondovalle e accessi secondari della riserva.

Elementi notevoli

  • Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, area protetta di interesse paleontologico e naturalistico.
  • Camerano Casasco, bivio ATN301-ATN301B, punto iniziale del collegamento.
  • Valloni e versanti collinari della riserva.
  • Affioramenti fossiliferi del Bacino Astiano, visitabili secondo le regole dell’area protetta.
  • località Madonna, presso San Grato, innesto finale nella rete escursionistica.
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Sentiero 301a (AT)

 

Il sentiero 301A è un breve collegamento della rete escursionistica compreso nel sistema collinare della Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande. Lo sviluppo è di circa 2.3 km, con quote che si mantengono indicativamente tra 195 e 273 metri; la classificazione del percorso è T. La brevità non ne riduce il ruolo: questi raccordi consentono di connettere i tracciati principali all’interno di un’area protetta articolata, dove valloni, dorsali e strade poderali formano una rete fitta.

Il percorso prende avvio da Settime, bivio ATN303-ATN301A. Da qui segue l’ordine naturale del collegamento, sviluppandosi sulle colline a ovest di Asti senza allontanarsi dal perimetro della riserva. L’andamento è quello tipico dei versanti bassi del Monferrato astigiano: brevi salite e discese si alternano tra impluvi, margini boscati e zone aperte, con un dislivello complessivo contenuto ma percepibile per la frequenza dei cambi di pendenza.

La parte centrale attraversa un paesaggio di particolare interesse geologico. La riserva è stata istituita per proteggere gli affioramenti fossiliferi e le testimonianze del mare pliocenico che occupava il Bacino Astiano; gli ambienti collinari attuali conservano quindi un valore naturalistico e paleontologico che va oltre la semplice funzione escursionistica. Gli affioramenti fossiliferi sono soggetti a specifiche modalità di visita e non devono essere confusi con normali punti di raccolta.

Il sentiero raggiunge infine Settime, bivio ATN301-ATN301A, dove si innesta nuovamente nella rete locale. Proprio la connessione fra più bivi rende questo tratto utile per costruire itinerari più lunghi o anelli all’interno della riserva, mantenendo separata la funzione del raccordo dalla percorrenza dei sentieri principali.

Per caratteristiche e lunghezza il percorso è adatto soprattutto a chi desidera leggere con attenzione la struttura del paesaggio protetto: non un itinerario isolato, ma una maglia della rete che mette in relazione dorsali, fondovalle e accessi secondari della riserva.

Elementi notevoli

  • Riserva naturale di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, area protetta di interesse paleontologico e naturalistico.
  • Settime, bivio ATN303-ATN301A, punto iniziale del collegamento.
  • Valloni e versanti collinari della riserva.
  • Affioramenti fossiliferi del Bacino Astiano, visitabili secondo le regole dell’area protetta.
  • Settime, bivio ATN301-ATN301A, innesto finale nella rete escursionistica.
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Sentiero 301 (AT)

 
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Sentiero 209a (AT)

 
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Sentiero 209_1 (AT)

 
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Sentiero 208_1 (AT)

 
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Sentiero 204 (AT)

 
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Sentiero 203a_1 (AT)

 
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Sentiero 203 (AT)

 
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Sentiero 202_1 (AT)

 

Il sentiero 202 è un itinerario escursionistico (E) di circa 4.9 km che si sviluppa nel settore delle colline fra Piovà Massaia e Cunico. Il percorso collega Piovà Massaia, frazione Zingari, presso pilone votivo, bivio ATN209-ATN202 a Cunico, bivio ATN202-ATN201, con quote comprese indicativamente fra 182 e 276 metri. La sua configurazione è lineare e segue una direttrice ben definita della rete escursionistica locale, con un andamento coerente con la morfologia collinare del territorio.

La partenza avviene da Piovà Massaia, frazione Zingari, presso pilone votivo, bivio ATN209-ATN202. Nei primi chilometri l’itinerario prende progressivamente contatto con la campagna circostante, lasciando gli spazi più prossimi agli abitati per entrare in un mosaico di strade rurali, appezzamenti coltivati, vigneti, boschi e piccoli impluvi. Il profilo altimetrico non presenta caratteristiche alpine, ma i continui cambi di versante richiedono comunque attenzione alla continuità del cammino, soprattutto nei tratti più lunghi o dopo piogge recenti.

Dalla frazione Zingari il percorso lascia il pilone votivo e segue una direttrice rurale verso Cunico, alternando sterrati, strade secondarie e passaggi sul crinale. Le quote rimangono contenute e il paesaggio conserva il carattere agricolo tipico di questo settore del Monferrato. L’ordine di percorrenza segue questa progressione territoriale senza inversioni arbitrarie: il sentiero mantiene la propria direzione fino a raggiungere Cunico, bivio ATN202-ATN201. Nei passaggi su viabilità secondaria è opportuno conservare attenzione agli incroci e alla segnaletica, mentre sui tratti sterrati il fondo può cambiare sensibilmente con le stagioni.

Il sentiero 202 collega due nuclei storici della rete collinare e si innesta sui percorsi che proseguono verso Rinco, Montiglio e Cocconato. Il valore dell’itinerario risiede quindi soprattutto nella capacità di connettere nuclei abitati, borgate e nodi della rete escursionistica attraverso un paesaggio rurale ancora leggibile nella sua struttura storica. Le quote contenute non eliminano il carattere escursionistico del percorso: la distanza, la successione dei saliscendi e l’eventuale presenza di fango possono incidere sui tempi e sulla facilità di percorrenza.

L’arrivo a Cunico, bivio ATN202-ATN201 chiude il tratto mantenendo la continuità con i percorsi vicini. Prima della partenza è consigliabile verificare le condizioni locali della rete, soprattutto nei periodi di vegetazione più intensa o dopo precipitazioni prolungate. Il sentiero è particolarmente adatto a chi vuole leggere il territorio attraverso la sua trama di crinali, fondovalle, borghi e collegamenti storici, più che attraverso singole emergenze isolate.

Elementi notevoli

  • Piovà Massaia
  • Frazione Zingari
  • Pilone votivo
  • Cunico
  • Colline del Monferrato
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Sentiero 201 (AT)

 

Il sentiero 201 è un itinerario turistico (T) di circa 13.1 km che si sviluppa nel settore delle Monferrato settentrionale fra Rinco e Cocconato. Il percorso collega Rinco a Cocconato, con quote comprese indicativamente fra 168 e 438 metri. La sua configurazione è lineare e segue una direttrice ben definita della rete escursionistica locale, con un andamento coerente con la morfologia collinare del territorio.

La partenza avviene da Rinco. Nei primi chilometri l’itinerario prende progressivamente contatto con la campagna circostante, lasciando gli spazi più prossimi agli abitati per entrare in un mosaico di strade rurali, appezzamenti coltivati, vigneti, boschi e piccoli impluvi. Il profilo altimetrico non presenta caratteristiche alpine, ma i continui cambi di versante richiedono comunque attenzione alla continuità del cammino, soprattutto nei tratti più lunghi o dopo piogge recenti.

Da Rinco il percorso attraversa un’ampia sequenza di colline, valloni e dorsali rurali, con un profilo movimentato ma privo di quote montane. Il tracciato raggiunge progressivamente il settore di Cocconato, alternando strade di campagna, sentieri e brevi tratti prossimi agli abitati. L’ordine di percorrenza segue questa progressione territoriale senza inversioni arbitrarie: il sentiero mantiene la propria direzione fino a raggiungere Cocconato. Nei passaggi su viabilità secondaria è opportuno conservare attenzione agli incroci e alla segnaletica, mentre sui tratti sterrati il fondo può cambiare sensibilmente con le stagioni.

Per sviluppo e continuità territoriale, il sentiero 201 è un asse importante della rete locale e mette in relazione più nuclei del Monferrato astigiano. Il valore dell’itinerario risiede quindi soprattutto nella capacità di connettere nuclei abitati, borgate e nodi della rete escursionistica attraverso un paesaggio rurale ancora leggibile nella sua struttura storica. Le quote contenute non eliminano il carattere escursionistico del percorso: la distanza, la successione dei saliscendi e l’eventuale presenza di fango possono incidere sui tempi e sulla facilità di percorrenza.

L’arrivo a Cocconato chiude il tratto mantenendo la continuità con i percorsi vicini. Prima della partenza è consigliabile verificare le condizioni locali della rete, soprattutto nei periodi di vegetazione più intensa o dopo precipitazioni prolungate. Il sentiero è particolarmente adatto a chi vuole leggere il territorio attraverso la sua trama di crinali, fondovalle, borghi e collegamenti storici, più che attraverso singole emergenze isolate.

Elementi notevoli

  • Rinco
  • Colline del Monferrato
  • Cocconato
  • Paesaggio viticolo
  • Rete escursionistica regionale
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Sentiero 111a (AT)

 
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Sentiero 111 (AT)

 
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Sentiero 110b (AT)

 
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Sentiero 110 (AT)

 

Il sentiero 110 è un itinerario escursionistico (E) di circa 11.2 km che si sviluppa nel settore delle colline dell’Alto Astigiano fra Cortazzone e Pino d’Asti. Il percorso collega Cortazzone, San Secondo a Pino d’Asti, Cascina Bertolotto, con quote comprese indicativamente fra 186 e 289 metri. La sua configurazione è lineare e segue una direttrice ben definita della rete escursionistica locale, con un andamento coerente con la morfologia collinare del territorio.

La partenza avviene da Cortazzone, San Secondo. Nei primi chilometri l’itinerario prende progressivamente contatto con la campagna circostante, lasciando gli spazi più prossimi agli abitati per entrare in un mosaico di strade rurali, appezzamenti coltivati, vigneti, boschi e piccoli impluvi. Il profilo altimetrico non presenta caratteristiche alpine, ma i continui cambi di versante richiedono comunque attenzione alla continuità del cammino, soprattutto nei tratti più lunghi o dopo piogge recenti.

Dal settore di San Secondo a Cortazzone il sentiero procede verso nord-est attraverso un territorio di crinali dolci, vigneti, boschi e piccoli nuclei rurali. Il tracciato alterna lunghi tratti di campagna a passaggi più ravvicinati agli abitati, fino a raggiungere Cascina Bertolotto nel territorio di Pino d’Asti. L’ordine di percorrenza segue questa progressione territoriale senza inversioni arbitrarie: il sentiero mantiene la propria direzione fino a raggiungere Pino d’Asti, Cascina Bertolotto. Nei passaggi su viabilità secondaria è opportuno conservare attenzione agli incroci e alla segnaletica, mentre sui tratti sterrati il fondo può cambiare sensibilmente con le stagioni.

Lo sviluppo relativamente lungo rende il sentiero 110 un asse di connessione fra la rete di Cortazzone e quella delle colline di Pino d’Asti. Il valore dell’itinerario risiede quindi soprattutto nella capacità di connettere nuclei abitati, borgate e nodi della rete escursionistica attraverso un paesaggio rurale ancora leggibile nella sua struttura storica. Le quote contenute non eliminano il carattere escursionistico del percorso: la distanza, la successione dei saliscendi e l’eventuale presenza di fango possono incidere sui tempi e sulla facilità di percorrenza.

L’arrivo a Pino d’Asti, Cascina Bertolotto chiude il tratto mantenendo la continuità con i percorsi vicini. Prima della partenza è consigliabile verificare le condizioni locali della rete, soprattutto nei periodi di vegetazione più intensa o dopo precipitazioni prolungate. Il sentiero è particolarmente adatto a chi vuole leggere il territorio attraverso la sua trama di crinali, fondovalle, borghi e collegamenti storici, più che attraverso singole emergenze isolate.

Elementi notevoli

  • Cortazzone
  • San Secondo
  • Pino d’Asti
  • Cascina Bertolotto
  • Paesaggio collinare dell’Alto Astigiano
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Sentiero 104 (AT)

 
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