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Sentiero Valle Baracca (GE)

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Sentiero Rian Du Dente – Sella Del Buso (GE)

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Sentiero Colla Minetti – Morbetto (GE)

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Sentiero 559 (AL)

 

Il sentiero 559 – Anello di San Luca è un itinerario ad anello del settore Alta Valle Orba. La geometria completa disponibile sviluppa circa 10.5 km, con quote comprese indicativamente fra 309 m e 671 m; il confronto con il catasto escursionistico provinciale, che indica 11.01 km, risulta compatibile con la rappresentazione cartografica. La difficoltà ufficiale è E. Si tratta di anello collinare e boscato intorno alla frazione di San Luca di Molare.

Il percorso prende avvio presso San Luca. La prima parte segue la successione reale dei punti della geometria e si inserisce nella viabilità minore del territorio, alternando strade locali, carrarecce e tratti di sentiero secondo il contesto. Il profilo altimetrico non è ridotto al semplice confronto fra quota iniziale e finale: le oscillazioni distribuite lungo l’intero sviluppo restituiscono infatti meglio il carattere dell’itinerario e il rapporto con versanti, impluvi e dorsali.

Nella parte centrale il sentiero attraversa i luoghi che ne definiscono l’identità territoriale. Fra i riferimenti verificati figurano chiesa di San Luca, boschi dell’Alta Valle Orba, cascinali. La progressione mette in relazione paesaggio naturale e segni dell’uso storico del territorio: boschi e aree aperte si alternano a coltivi, nuclei rurali, corsi d’acqua o punti di crinale, senza introdurre elementi estranei allo sviluppo effettivo del percorso.

La parte finale conduce a San Luca. Qui l’itinerario raggiunge il proprio riferimento terminale oppure, nel caso degli anelli, torna nell’area di partenza, collegandosi alla viabilità e agli altri sentieri della rete locale. Le quote minima e massima sono state ricavate considerando l’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello positivo o negativo cumulato quando la sola sequenza altimetrica non consente di determinarlo con affidabilità editoriale.

Il sentiero 559 conserva soprattutto una funzione di lettura e collegamento del paesaggio di Alta Valle Orba: la successione dei luoghi permette di comprendere la struttura del territorio oltre il singolo punto panoramico o monumentale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la scheda provinciale per eventuali aggiornamenti su segnaletica, manutenzione e condizioni dei tratti più esposti all’erosione o all’acqua.

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Sentiero 556a (AL)

 
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Sentiero 556 (AL)

 

Il sentiero 556 – Percorso delle Cascine (Olbicella – San Luca) è un itinerario lineare del settore Alta Valle Orba. La geometria completa disponibile sviluppa circa 6.8 km, con quote comprese indicativamente fra 360 m e 562 m; il confronto con il catasto escursionistico provinciale, che indica 7.08 km, risulta compatibile con la rappresentazione cartografica. La difficoltà ufficiale è E. Si tratta di antico collegamento fra le due frazioni di Molare e i cascinali un tempo legati alle coltivazioni dei versanti.

Il percorso prende avvio presso Olbicella. La prima parte segue la successione reale dei punti della geometria e si inserisce nella viabilità minore del territorio, alternando strade locali, carrarecce e tratti di sentiero secondo il contesto. Il profilo altimetrico non è ridotto al semplice confronto fra quota iniziale e finale: le oscillazioni distribuite lungo l’intero sviluppo restituiscono infatti meglio il carattere dell’itinerario e il rapporto con versanti, impluvi e dorsali.

Nella parte centrale il sentiero attraversa i luoghi che ne definiscono l’identità territoriale. Fra i riferimenti verificati figurano chiesa di San Lorenzo, antichi cascinali, Monte Poggio. La progressione mette in relazione paesaggio naturale e segni dell’uso storico del territorio: boschi e aree aperte si alternano a coltivi, nuclei rurali, corsi d’acqua o punti di crinale, senza introdurre elementi estranei allo sviluppo effettivo del percorso.

La parte finale conduce a San Luca. Qui l’itinerario raggiunge il proprio riferimento terminale oppure, nel caso degli anelli, torna nell’area di partenza, collegandosi alla viabilità e agli altri sentieri della rete locale. Le quote minima e massima sono state ricavate considerando l’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello positivo o negativo cumulato quando la sola sequenza altimetrica non consente di determinarlo con affidabilità editoriale.

Il sentiero 556 conserva soprattutto una funzione di lettura e collegamento del paesaggio di Alta Valle Orba: la successione dei luoghi permette di comprendere la struttura del territorio oltre il singolo punto panoramico o monumentale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la scheda provinciale per eventuali aggiornamenti su segnaletica, manutenzione e condizioni dei tratti più esposti all’erosione o all’acqua.

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Sentiero 535a (AL)

 
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Sentiero 535 (AL)

 

Il sentiero 535 – Anello dei Pianazzi è un itinerario ad anello del settore Ponzone e alta valle dell’Erro. La geometria completa disponibile sviluppa circa 13.2 km, con quote comprese indicativamente fra 534 m e 770 m; il confronto con il catasto escursionistico provinciale, che indica 13.35 km, risulta compatibile con la rappresentazione cartografica. La difficoltà ufficiale è EE. Si tratta di anello impegnativo fra castagneti, crinali rocciosi e il tratto nel Rio del Capraro.

Il percorso prende avvio presso Moretti – fonte Berbuia. La prima parte segue la successione reale dei punti della geometria e si inserisce nella viabilità minore del territorio, alternando strade locali, carrarecce e tratti di sentiero secondo il contesto. Il profilo altimetrico non è ridotto al semplice confronto fra quota iniziale e finale: le oscillazioni distribuite lungo l’intero sviluppo restituiscono infatti meglio il carattere dell’itinerario e il rapporto con versanti, impluvi e dorsali.

Nella parte centrale il sentiero attraversa i luoghi che ne definiscono l’identità territoriale. Fra i riferimenti verificati figurano Rio Siriti, Pianazzi, Rio del Capraro. La progressione mette in relazione paesaggio naturale e segni dell’uso storico del territorio: boschi e aree aperte si alternano a coltivi, nuclei rurali, corsi d’acqua o punti di crinale, senza introdurre elementi estranei allo sviluppo effettivo del percorso.

La parte finale conduce a Moretti – fonte Berbuia. Qui l’itinerario raggiunge il proprio riferimento terminale oppure, nel caso degli anelli, torna nell’area di partenza, collegandosi alla viabilità e agli altri sentieri della rete locale. Le quote minima e massima sono state ricavate considerando l’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello positivo o negativo cumulato quando la sola sequenza altimetrica non consente di determinarlo con affidabilità editoriale.

Il sentiero 535 conserva soprattutto una funzione di lettura e collegamento del paesaggio di Ponzone e alta valle dell’Erro: la successione dei luoghi permette di comprendere la struttura del territorio oltre il singolo punto panoramico o monumentale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la scheda provinciale per eventuali aggiornamenti su segnaletica, manutenzione e condizioni dei tratti più esposti all’erosione o all’acqua.

Elementi notevoli

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Sentiero 534 (AL)

 

Il sentiero 534 – Anello di Cimaferle è un itinerario ad anello del settore Ponzone e Cimaferle. La geometria completa disponibile sviluppa circa 8.2 km, con quote comprese indicativamente fra 556 m e 695 m; il confronto con il catasto escursionistico provinciale, che indica 8.12 km, risulta compatibile con la rappresentazione cartografica. La difficoltà ufficiale è E. Si tratta di anello fra castagneti, radure e pinete, con due attraversamenti del Rio Bordanella.

Il percorso prende avvio presso Cimaferle. La prima parte segue la successione reale dei punti della geometria e si inserisce nella viabilità minore del territorio, alternando strade locali, carrarecce e tratti di sentiero secondo il contesto. Il profilo altimetrico non è ridotto al semplice confronto fra quota iniziale e finale: le oscillazioni distribuite lungo l’intero sviluppo restituiscono infatti meglio il carattere dell’itinerario e il rapporto con versanti, impluvi e dorsali.

Nella parte centrale il sentiero attraversa i luoghi che ne definiscono l’identità territoriale. Fra i riferimenti verificati figurano Case Volte, Rio Bordanella, Rifugio Forestale Gorello. La progressione mette in relazione paesaggio naturale e segni dell’uso storico del territorio: boschi e aree aperte si alternano a coltivi, nuclei rurali, corsi d’acqua o punti di crinale, senza introdurre elementi estranei allo sviluppo effettivo del percorso.

La parte finale conduce a Cimaferle. Qui l’itinerario raggiunge il proprio riferimento terminale oppure, nel caso degli anelli, torna nell’area di partenza, collegandosi alla viabilità e agli altri sentieri della rete locale. Le quote minima e massima sono state ricavate considerando l’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello positivo o negativo cumulato quando la sola sequenza altimetrica non consente di determinarlo con affidabilità editoriale.

Il sentiero 534 conserva soprattutto una funzione di lettura e collegamento del paesaggio di Ponzone e Cimaferle: la successione dei luoghi permette di comprendere la struttura del territorio oltre il singolo punto panoramico o monumentale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la scheda provinciale per eventuali aggiornamenti su segnaletica, manutenzione e condizioni dei tratti più esposti all’erosione o all’acqua.

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Sentiero 533 (AL)

 
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Sentiero 532 (AL)

 

Il sentiero 532 – La Pesca – Cimaferle è un itinerario lineare del settore valle del torrente Erro. La geometria completa disponibile sviluppa circa 7.8 km, con quote comprese indicativamente fra 256 m e 674 m; il confronto con il catasto escursionistico provinciale, che indica 7.65 km, risulta compatibile con la rappresentazione cartografica. La difficoltà ufficiale è E. Si tratta di percorso di versante che alterna castagneti, rii, ambienti aperti e affioramenti calanchivi.

Il percorso prende avvio presso località La Pesca. La prima parte segue la successione reale dei punti della geometria e si inserisce nella viabilità minore del territorio, alternando strade locali, carrarecce e tratti di sentiero secondo il contesto. Il profilo altimetrico non è ridotto al semplice confronto fra quota iniziale e finale: le oscillazioni distribuite lungo l’intero sviluppo restituiscono infatti meglio il carattere dell’itinerario e il rapporto con versanti, impluvi e dorsali.

Nella parte centrale il sentiero attraversa i luoghi che ne definiscono l’identità territoriale. Fra i riferimenti verificati figurano calanchi, Case dell’Asinello, cascina Pian Grà. La progressione mette in relazione paesaggio naturale e segni dell’uso storico del territorio: boschi e aree aperte si alternano a coltivi, nuclei rurali, corsi d’acqua o punti di crinale, senza introdurre elementi estranei allo sviluppo effettivo del percorso.

La parte finale conduce a Cimaferle. Qui l’itinerario raggiunge il proprio riferimento terminale oppure, nel caso degli anelli, torna nell’area di partenza, collegandosi alla viabilità e agli altri sentieri della rete locale. Le quote minima e massima sono state ricavate considerando l’intera geometria; non viene invece attribuito un dislivello positivo o negativo cumulato quando la sola sequenza altimetrica non consente di determinarlo con affidabilità editoriale.

Il sentiero 532 conserva soprattutto una funzione di lettura e collegamento del paesaggio di valle del torrente Erro: la successione dei luoghi permette di comprendere la struttura del territorio oltre il singolo punto panoramico o monumentale. Prima della percorrenza è opportuno consultare la scheda provinciale per eventuali aggiornamenti su segnaletica, manutenzione e condizioni dei tratti più esposti all’erosione o all’acqua.

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