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Via Dei Lupi

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Grande Anello Del Faito

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Sentiero VF (FR)

Il sentiero 602 – Via dei Fiori (VF) è un itinerario escursionistico ad anello di circa 5,1 km nell’area di Campocatino, nel territorio di Guarcino, sui Monti Ernici. Classificato di difficoltà E – Escursionistico, parte e termina nella conca di Campocatino e si sviluppa interamente in ambiente montano, tra praterie d’alta quota, dossi, pendii detritici e rilievi calcarei. I dati associati al percorso indicano circa 300 m di salita e 230 m di discesa; le quote registrate lungo la geometria sono comprese approssimativamente fra 1.787 e 1.905 m, con un andamento caratterizzato da saliscendi piuttosto che da una lunga ascesa continua.

Dalla conca di Campocatino il percorso attraversa il pianoro in direzione di Vado Piano, intaglio posto sul margine orientale della conca e alla testata della Valle della Brecciara. Questo primo tratto consente di osservare da vicino la morfologia dell’altopiano, modellato sia dal carsismo sia dalle antiche glaciazioni. Le ricostruzioni geomorfologiche locali indicano infatti che, durante le maggiori espansioni glaciali, la depressione di Campocatino ospitava un apparato glaciale dal quale il ghiaccio defluiva anche attraverso Vado Piano.

Superato il settore di Vado Piano, il sentiero guadagna gradualmente quota lungo il margine della conca e si porta verso il Peschio della Cornacchia, attraversando un ambiente più aperto e roccioso. In quest’area affiorano calcari nei quali sono documentati fossili, in particolare rudiste, mentre sul terreno sono riconoscibili forme legate all’azione degli antichi ghiacciai. Il percorso prosegue a mezza costa sui versanti del Peschio, alternando tratti erbosi e pietrosi e mantenendosi per buona parte oltre i 1.800 metri di quota.

Nella parte più elevata dell’itinerario il tracciato si inserisce nel sistema di sentieri che interessa il Peschio della Cornacchia, il Monte Vermicano e la zona del Pozzotello. La Fonte del Pozzotello costituisce il principale riferimento naturalistico dell’itinerario ufficiale: la sorgente si trova in un settore nel quale sono state descritte rocce montonate e tracce di depositi morenici, ulteriori testimonianze del modellamento glaciale di queste montagne. Per un tratto la Via dei Fiori coincide inoltre con il Sentiero Frassati, inserendosi nella più ampia rete escursionistica che collega Campocatino alle dorsali circostanti.

Il rientro avviene attraverso le selle e i dossi che delimitano la conca, riportandosi progressivamente verso Campocatino. L’assenza di grandi dislivelli concentrati non elimina il carattere montano del percorso, che si mantiene quasi sempre attorno o al di sopra dei 1.800 metri e attraversa zone esposte alle rapide variazioni meteorologiche tipiche delle quote appenniniche. Nel complesso, la Via dei Fiori è un breve anello d’alta quota nel quale l’interesse botanico si accompagna soprattutto alla lettura del paesaggio carsico e glaciale dei Monti Ernici.

Elementi notevoli

  • Via dei Fiori – Percorso 602: itinerario ad anello di 5,1 km, classificato E e identificato dalla sigla VF.
  • Campocatino: ampia conca carsica a circa 1.800 metri di quota, punto di partenza e arrivo del percorso.
  • Vado Piano: intaglio sul margine della conca, presso la testata della Valle della Brecciara, legato anche all’antico modellamento glaciale dell’area.
  • Peschio della Cornacchia: rilievo roccioso interessato dal percorso, in un settore caratterizzato da affioramenti calcarei, fossili e forme glaciali.
  • Fonte del Pozzotello: sorgente d’alta quota che dà nome a uno dei principali settori attraversati dall’itinerario ufficiale.
  • Paesaggio carsico e glaciale: conche, selle, rocce modellate e depositi morenici documentano la complessa evoluzione geomorfologica dell’area di Campocatino.
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Sentiero Landi Vittorj (FR)

Il Sentiero Landi Vittorj attraversa il settore dei Monti Simbruini compreso nel territorio di Filettino. La geometria sviluppa circa 16,0 km, con quote fra circa 980 e 1690 metri, ed è coerente con il Percorso 654 del Parco Naturale Regionale Monti Simbruini, che documenta 16,8 km, difficoltà E e la direttrice Valico Serra Sant’Antonio–Fonte della Moscosa–Serra Magliano–Filettino.

Nell’ordine delle coordinate disponibili il sentiero prende avvio sul versante di Filettino, poco sopra i mille metri, e risale progressivamente la montagna. La prima parte attraversa una lunga fascia forestale, con numerosi cambi di direzione che assecondano impluvi e costoni. L’aumento di quota è graduale ma continuo e conduce verso gli ambienti più freschi della faggeta.

Nel settore centrale il percorso raggiunge la fascia di Serra Magliano e prosegue verso Fonte della Moscosa, importante nodo della rete escursionistica dei Simbruini. La documentazione del Parco segnala lungo il Landi Vittorj un elevato interesse naturalistico, panoramico e storico; il sentiero è intitolato dal 1984 a Carlo Landi Vittorj, alpinista e profondo conoscitore dell’Appennino.

La parte finale continua in quota verso il Valico di Serra Sant’Antonio, mantenendosi nel paesaggio delle faggete e delle dorsali occidentali dei Simbruini. L’estremo della geometria si colloca attorno ai 1600 metri; lungo il percorso viene raggiunta una quota massima prossima ai 1690 metri, sostanzialmente coincidente con quella indicata dalla scheda del Parco.

Il Sentiero Landi Vittorj è quindi una traversata lunga e articolata, importante per la continuità della rete di Filettino. Lo sviluppo chilometrico e i dislivelli richiedono una buona preparazione escursionistica anche se la classificazione tecnica ufficiale è E.

Elementi notevoli

  • Filettino
  • Serra Magliano
  • Fonte della Moscosa
  • Valico di Serra Sant’Antonio
  • Carlo Landi Vittorj
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Sentiero AV3 (FR)

Il sentiero AV3, Campo Staffi – Campo Catino, è un itinerario dell’Appennino laziale nel territorio della provincia di Frosinone. La geometria completa sviluppa circa 19.0 km e interessa quote comprese indicativamente fra 1595 e 2142 metri.Classificazione EE

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Campo Staffi. La prima parte asseconda la morfologia del rilievo con una successione continua di salite, discese e traversi; l’analisi dell’intera linea, e non dei soli estremi, conferma che il sentiero mantiene una direttrice territorialmente coerente. Il passaggio dalle quote inferiori ai settori montani modifica progressivamente vegetazione, pendenza e apertura del paesaggio.

Nella parte centrale si alternano faggete e boschi montani, valloni, radure e dorsali calcaree. Nei tratti più elevati prevalgono praterie e ambienti aperti, mentre nelle incisioni e sui versanti meno esposti torna dominante la copertura forestale. Gli incroci con gli altri itinerari numerati costituiscono nodi della rete escursionistica e permettono di collegare fonti, valichi, rifugi e cime senza confondere questo percorso con sentieri omonimi di altri comprensori.

La progressione conduce infine a Campo Catino. Il tratto conclusivo mantiene continuità geografica e altimetrica con il resto dell’itinerario e ne chiarisce la funzione di collegamento all’interno della rete locale.

Nel complesso il sentiero AV3 offre una lettura continua del paesaggio appenninico e mette in relazione ambienti di fondovalle, fasce forestali e settori di dorsale. La classificazione EE resta il riferimento per valutare preparazione ed equipaggiamento; alle quote maggiori condizioni meteorologiche e stagionalità possono aumentare sensibilmente l’impegno.

Elementi notevoli

  • Campo Staffi
  • Monte Viglio
  • dorsale dei Monti Simbruini
  • Campo Catino
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Sentiero 696c (FR)

 

Il sentiero 696C, Campo Staffi – Monte Cotento – Campo Staffi, è un itinerario ad anello dei Monti Simbruini, nel settore montano della provincia di Frosinone. Lo sviluppo misurato lungo l’intera geometria è di circa 5.5 km, con quote comprese fra circa 1724 e 2002 metri. Denominazione, territorio e configurazione sono coerenti con la rete ufficiale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini; la difficoltà indicata dall’ente è T.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Campo Staffi. Da qui procede con andamento coerente con la morfologia del versante, alternando tratti più diretti a traversi che assecondano le pieghe del rilievo. La sequenza altimetrica conferma la progressione del sentiero e permette di leggere con chiarezza i cambi di ambiente lungo tutto lo sviluppo, non soltanto in corrispondenza degli estremi.

La parte centrale attraversa gli ambienti caratteristici dell’alta valle dell’Aniene e dei Simbruini: faggete, conche carsiche, valloni e praterie montane si alternano secondo quota ed esposizione. I toponimi della denominazione ufficiale coincidono con la direttrice effettivamente seguita e consentono di distinguere il percorso dagli itinerari numericamente simili presenti in altri territori. Alle quote più alte prevalgono gli spazi aperti e le dorsali, mentre nei valloni torna dominante la copertura forestale.

La parte finale conduce a Campo Staffi. La chiusura nello stesso settore di partenza conferma la natura circolare dell’itinerario. Lunghezza e quote risultano complessivamente plausibili rispetto alla documentazione disponibile, tenendo conto delle normali differenze fra misurazione cartografica e rilievo GPS.

Nel complesso il sentiero 696C è un percorso ben identificato e territorialmente coerente. Il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità con cui attraversa il paesaggio appenninico e dalla connessione con gli altri itinerari della zona; difficoltà, dislivelli e condizioni stagionali richiedono comunque equipaggiamento e preparazione adeguati al contesto montano.

Elementi notevoli

  • Campo Staffi
  • Monte Cotento
  • praterie d’alta quota
  • dorsale dei Simbruini
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Sentiero 696a (FR)

 

Il sentiero 696A, Valle Granara – Fonte della Moscosa – Monte Piano – Monte Viglio – Valle Fura – Valle Granara, è un itinerario ad anello dei Monti Simbruini, nel settore montano della provincia di Frosinone. Lo sviluppo misurato lungo l’intera geometria è di circa 10.2 km, con quote comprese fra circa 1240 e 2142 metri. Denominazione, territorio e configurazione sono coerenti con la rete ufficiale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini; la difficoltà indicata dall’ente è EE.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Valle Granara. Da qui procede con andamento coerente con la morfologia del versante, alternando tratti più diretti a traversi che assecondano le pieghe del rilievo. La sequenza altimetrica conferma la progressione del sentiero e permette di leggere con chiarezza i cambi di ambiente lungo tutto lo sviluppo, non soltanto in corrispondenza degli estremi.

La parte centrale attraversa gli ambienti caratteristici dell’alta valle dell’Aniene e dei Simbruini: faggete, conche carsiche, valloni e praterie montane si alternano secondo quota ed esposizione. I toponimi della denominazione ufficiale coincidono con la direttrice effettivamente seguita e consentono di distinguere il percorso dagli itinerari numericamente simili presenti in altri territori. Alle quote più alte prevalgono gli spazi aperti e le dorsali, mentre nei valloni torna dominante la copertura forestale.

La parte finale conduce a Valle Granara. La chiusura nello stesso settore di partenza conferma la natura circolare dell’itinerario. Lunghezza e quote risultano complessivamente plausibili rispetto alla documentazione disponibile, tenendo conto delle normali differenze fra misurazione cartografica e rilievo GPS.

Nel complesso il sentiero 696A è un percorso ben identificato e territorialmente coerente. Il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità con cui attraversa il paesaggio appenninico e dalla connessione con gli altri itinerari della zona; difficoltà, dislivelli e condizioni stagionali richiedono comunque equipaggiamento e preparazione adeguati al contesto montano.

Elementi notevoli

  • Valle Granara
  • Fonte della Moscosa
  • Monte Piano
  • Monte Viglio
  • Valle Fura
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Sentiero 695 (FR)

 

Il sentiero 695, Campocatino – Fonte del Pozzotello – Passo del Diavolo – Pratiglio di Sant’Onofrio – Monte Femmina Morta, è un itinerario lineare dei Monti Simbruini, nel settore montano della provincia di Frosinone. Lo sviluppo misurato lungo l’intera geometria è di circa 5.2 km, con quote comprese fra circa 1452 e 1835 metri. Denominazione, territorio e configurazione sono coerenti con la rete ufficiale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini; la difficoltà indicata dall’ente è EE.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Campocatino. Da qui procede con andamento coerente con la morfologia del versante, alternando tratti più diretti a traversi che assecondano le pieghe del rilievo. La sequenza altimetrica conferma la progressione del sentiero e permette di leggere con chiarezza i cambi di ambiente lungo tutto lo sviluppo, non soltanto in corrispondenza degli estremi.

La parte centrale attraversa gli ambienti caratteristici dell’alta valle dell’Aniene e dei Simbruini: faggete, conche carsiche, valloni e praterie montane si alternano secondo quota ed esposizione. I toponimi della denominazione ufficiale coincidono con la direttrice effettivamente seguita e consentono di distinguere il percorso dagli itinerari numericamente simili presenti in altri territori. Alle quote più alte prevalgono gli spazi aperti e le dorsali, mentre nei valloni torna dominante la copertura forestale.

La parte finale conduce a Monte Femmina Morta. L’arrivo completa il collegamento indicato dalla rete ufficiale e ne chiarisce la funzione nel sistema dei percorsi locali. Lunghezza e quote risultano complessivamente plausibili rispetto alla documentazione disponibile, tenendo conto delle normali differenze fra misurazione cartografica e rilievo GPS.

Nel complesso il sentiero 695 è un percorso ben identificato e territorialmente coerente. Il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità con cui attraversa il paesaggio appenninico e dalla connessione con gli altri itinerari della zona; difficoltà, dislivelli e condizioni stagionali richiedono comunque equipaggiamento e preparazione adeguati al contesto montano.

Elementi notevoli

  • Campocatino
  • Fonte del Pozzotello
  • Passo del Diavolo
  • Pratiglio di Sant’Onofrio
  • Monte Femmina Morta
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Sentiero 694b (FR)

 

Il sentiero 694B, Filettino – Colli Albaneti – Pratone – Monte Viglio, è un itinerario lineare dei Monti Simbruini, nel settore montano della provincia di Frosinone. Lo sviluppo misurato lungo l’intera geometria è di circa 5.6 km, con quote comprese fra circa 1066 e 2142 metri. Denominazione, territorio e configurazione sono coerenti con la rete ufficiale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini; la difficoltà indicata dall’ente è EE.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Monte Viglio. Da qui procede con andamento coerente con la morfologia del versante, alternando tratti più diretti a traversi che assecondano le pieghe del rilievo. La sequenza altimetrica conferma la progressione del sentiero e permette di leggere con chiarezza i cambi di ambiente lungo tutto lo sviluppo, non soltanto in corrispondenza degli estremi.

La parte centrale attraversa gli ambienti caratteristici dell’alta valle dell’Aniene e dei Simbruini: faggete, conche carsiche, valloni e praterie montane si alternano secondo quota ed esposizione. I toponimi della denominazione ufficiale coincidono con la direttrice effettivamente seguita e consentono di distinguere il percorso dagli itinerari numericamente simili presenti in altri territori. Alle quote più alte prevalgono gli spazi aperti e le dorsali, mentre nei valloni torna dominante la copertura forestale.

La parte finale conduce a Filettino. L’arrivo completa il collegamento indicato dalla rete ufficiale e ne chiarisce la funzione nel sistema dei percorsi locali. Lunghezza e quote risultano complessivamente plausibili rispetto alla documentazione disponibile, tenendo conto delle normali differenze fra misurazione cartografica e rilievo GPS.

Nel complesso il sentiero 694B è un percorso ben identificato e territorialmente coerente. Il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità con cui attraversa il paesaggio appenninico e dalla connessione con gli altri itinerari della zona; difficoltà, dislivelli e condizioni stagionali richiedono comunque equipaggiamento e preparazione adeguati al contesto montano.

Elementi notevoli

  • Monte Viglio
  • Pratone
  • Colli Albaneti
  • Filettino
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Sentiero 694a (FR)

 

Il sentiero 694A, Filettino – Arena Bianca – Valle Forchitto – Monna della Forcina – Campo Staffi, è un itinerario lineare dei Monti Simbruini, nel settore montano della provincia di Frosinone. Lo sviluppo misurato lungo l’intera geometria è di circa 8.6 km, con quote comprese fra circa 1014 e 1775 metri. Denominazione, territorio e configurazione sono coerenti con la rete ufficiale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini; la difficoltà indicata dall’ente è E.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Campo Staffi. Da qui procede con andamento coerente con la morfologia del versante, alternando tratti più diretti a traversi che assecondano le pieghe del rilievo. La sequenza altimetrica conferma la progressione del sentiero e permette di leggere con chiarezza i cambi di ambiente lungo tutto lo sviluppo, non soltanto in corrispondenza degli estremi.

La parte centrale attraversa gli ambienti caratteristici dell’alta valle dell’Aniene e dei Simbruini: faggete, conche carsiche, valloni e praterie montane si alternano secondo quota ed esposizione. I toponimi della denominazione ufficiale coincidono con la direttrice effettivamente seguita e consentono di distinguere il percorso dagli itinerari numericamente simili presenti in altri territori. Alle quote più alte prevalgono gli spazi aperti e le dorsali, mentre nei valloni torna dominante la copertura forestale.

La parte finale conduce a Filettino. L’arrivo completa il collegamento indicato dalla rete ufficiale e ne chiarisce la funzione nel sistema dei percorsi locali. Lunghezza e quote risultano complessivamente plausibili rispetto alla documentazione disponibile, tenendo conto delle normali differenze fra misurazione cartografica e rilievo GPS.

Nel complesso il sentiero 694A è un percorso ben identificato e territorialmente coerente. Il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità con cui attraversa il paesaggio appenninico e dalla connessione con gli altri itinerari della zona; difficoltà, dislivelli e condizioni stagionali richiedono comunque equipaggiamento e preparazione adeguati al contesto montano.

Elementi notevoli

  • Campo Staffi
  • Monna della Forcina
  • Valle Forchitto
  • Arena Bianca
  • Filettino
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Sentiero 693b (FR)

 

Il sentiero 693B, Fiumata – Vallone Roglioso – Valle Forchitto – Monna della Forcina – Monte Tarino, è un itinerario lineare dei Monti Simbruini, nel settore montano della provincia di Frosinone. Lo sviluppo misurato lungo l’intera geometria è di circa 7.1 km, con quote comprese fra circa 936 e 1952 metri. Denominazione, territorio e configurazione sono coerenti con la rete ufficiale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini; la difficoltà indicata dall’ente è EE.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Monte Tarino. Da qui procede con andamento coerente con la morfologia del versante, alternando tratti più diretti a traversi che assecondano le pieghe del rilievo. La sequenza altimetrica conferma la progressione del sentiero e permette di leggere con chiarezza i cambi di ambiente lungo tutto lo sviluppo, non soltanto in corrispondenza degli estremi.

La parte centrale attraversa gli ambienti caratteristici dell’alta valle dell’Aniene e dei Simbruini: faggete, conche carsiche, valloni e praterie montane si alternano secondo quota ed esposizione. I toponimi della denominazione ufficiale coincidono con la direttrice effettivamente seguita e consentono di distinguere il percorso dagli itinerari numericamente simili presenti in altri territori. Alle quote più alte prevalgono gli spazi aperti e le dorsali, mentre nei valloni torna dominante la copertura forestale.

La parte finale conduce a Fiumata. L’arrivo completa il collegamento indicato dalla rete ufficiale e ne chiarisce la funzione nel sistema dei percorsi locali. Lunghezza e quote risultano complessivamente plausibili rispetto alla documentazione disponibile, tenendo conto delle normali differenze fra misurazione cartografica e rilievo GPS.

Nel complesso il sentiero 693B è un percorso ben identificato e territorialmente coerente. Il suo interesse deriva soprattutto dalla continuità con cui attraversa il paesaggio appenninico e dalla connessione con gli altri itinerari della zona; difficoltà, dislivelli e condizioni stagionali richiedono comunque equipaggiamento e preparazione adeguati al contesto montano.

Elementi notevoli

  • Monte Tarino
  • Monna della Forcina
  • Valle Forchitto
  • Vallone Roglioso
  • Fiumata
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Sentiero 693a (FR)

 

Il sentiero 693A, Fiumata – Fosso Acqua Corore, è un itinerario della rete escursionistica dei Monti Simbruini. Lo sviluppo della geometria è di circa 2.8 km, con quote comprese indicativamente fra 936 e 1120 metri; la classificazione riportata dalle fonti ufficiali è T. Numerazione, territorio, sviluppo ed estremi risultano compatibili con il percorso censito dagli enti competenti. Il percorso ricade nel sistema territoriale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

Seguendo l’ordine reale di percorrenza, il sentiero prende avvio da Fiumata. La prima parte introduce gradualmente nel paesaggio montano, con una successione di strade forestali, mulattiere e tratti di sentiero coerente con la morfologia del versante. L’altimetria evidenzia i cambi di quota lungo l’intero itinerario e permette di distinguere con chiarezza questa direttrice dagli eventuali sentieri omonimi presenti in altri gruppi montuosi.

Nel settore centrale il percorso attraversa gli ambienti tipici dei Monti Simbruini: boschi montani e faggete alle quote intermedie, radure, valloni e dorsali più aperte man mano che aumenta l’altitudine. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante nella rete locale, perché consentono di collegare centri abitati, fonti, valichi e aree sommitali senza alterare la continuità del tracciato principale.

La progressione conduce infine a Fosso Acqua Corore. Il tratto conclusivo conserva la direzione indicata dalla geometria e chiarisce la funzione del sentiero nel sistema escursionistico: non un itinerario isolato, ma un collegamento fra accessi di fondovalle, fasce boscate e nodi della rete montana. Le quote estreme e la lunghezza misurata sono plausibili rispetto alla documentazione ufficiale, tenendo conto delle normali differenze tra rilievo GPS e misurazione cartografica.

Nel complesso il sentiero 693A offre una lettura continua del paesaggio appenninico locale. La varietà degli ambienti attraversati e la connessione con gli itinerari vicini ne definiscono il valore soprattutto come percorso di conoscenza e attraversamento del territorio, da affrontare con preparazione adeguata alla classificazione e alle condizioni stagionali.

Elementi notevoli

  • Fiumata
  • fiume Aniene
  • Fosso Acqua Corore
  • faggeta dei Monti Simbruini
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Sentiero 692d (FR)

 

Il sentiero 692D, Ponte San Teodoro – La Serra – Fonte Canai – Macchia Grossa, è un itinerario della rete escursionistica dei Monti Simbruini. Lo sviluppo della geometria è di circa 7.8 km, con quote comprese indicativamente fra 665 e 1167 metri; la classificazione riportata dalle fonti ufficiali è T. Numerazione, territorio, sviluppo ed estremi risultano compatibili con il percorso censito dagli enti competenti. Il percorso ricade nel sistema territoriale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

Seguendo l’ordine reale di percorrenza, il sentiero prende avvio da Ponte San Teodoro. La prima parte introduce gradualmente nel paesaggio montano, con una successione di strade forestali, mulattiere e tratti di sentiero coerente con la morfologia del versante. L’altimetria evidenzia i cambi di quota lungo l’intero itinerario e permette di distinguere con chiarezza questa direttrice dagli eventuali sentieri omonimi presenti in altri gruppi montuosi.

Nel settore centrale il percorso attraversa gli ambienti tipici dei Monti Simbruini: boschi montani e faggete alle quote intermedie, radure, valloni e dorsali più aperte man mano che aumenta l’altitudine. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante nella rete locale, perché consentono di collegare centri abitati, fonti, valichi e aree sommitali senza alterare la continuità del tracciato principale.

La progressione conduce infine a Ponte San Teodoro. Il tratto conclusivo conserva la direzione indicata dalla geometria e chiarisce la funzione del sentiero nel sistema escursionistico: non un itinerario isolato, ma un collegamento fra accessi di fondovalle, fasce boscate e nodi della rete montana. Le quote estreme e la lunghezza misurata sono plausibili rispetto alla documentazione ufficiale, tenendo conto delle normali differenze tra rilievo GPS e misurazione cartografica.

Nel complesso il sentiero 692D offre una lettura continua del paesaggio appenninico locale. La varietà degli ambienti attraversati e la connessione con gli itinerari vicini ne definiscono il valore soprattutto come percorso di conoscenza e attraversamento del territorio, da affrontare con preparazione adeguata alla classificazione e alle condizioni stagionali.

Elementi notevoli

  • Ponte San Teodoro
  • La Serra
  • Fonte Canai
  • Macchia Grossa
  • fiume Aniene
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Sentiero 655 (FR)

 

Il sentiero 655, Trevi nel Lazio – Monte San Leonardo – Filettino, è un itinerario della rete escursionistica dei Monti Simbruini. Lo sviluppo della geometria è di circa 13.5 km, con quote comprese indicativamente fra 757 e 1522 metri; la classificazione riportata dalle fonti ufficiali è E. Numerazione, territorio, sviluppo ed estremi risultano compatibili con il percorso censito dagli enti competenti. Il percorso ricade nel sistema territoriale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

Seguendo l’ordine reale di percorrenza, il sentiero prende avvio da Trevi nel Lazio. La prima parte introduce gradualmente nel paesaggio montano, con una successione di strade forestali, mulattiere e tratti di sentiero coerente con la morfologia del versante. L’altimetria evidenzia i cambi di quota lungo l’intero itinerario e permette di distinguere con chiarezza questa direttrice dagli eventuali sentieri omonimi presenti in altri gruppi montuosi.

Nel settore centrale il percorso attraversa gli ambienti tipici dei Monti Simbruini: boschi montani e faggete alle quote intermedie, radure, valloni e dorsali più aperte man mano che aumenta l’altitudine. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante nella rete locale, perché consentono di collegare centri abitati, fonti, valichi e aree sommitali senza alterare la continuità del tracciato principale.

La progressione conduce infine a Filettino. Il tratto conclusivo conserva la direzione indicata dalla geometria e chiarisce la funzione del sentiero nel sistema escursionistico: non un itinerario isolato, ma un collegamento fra accessi di fondovalle, fasce boscate e nodi della rete montana. Le quote estreme e la lunghezza misurata sono plausibili rispetto alla documentazione ufficiale, tenendo conto delle normali differenze tra rilievo GPS e misurazione cartografica.

Nel complesso il sentiero 655 offre una lettura continua del paesaggio appenninico locale. La varietà degli ambienti attraversati e la connessione con gli itinerari vicini ne definiscono il valore soprattutto come percorso di conoscenza e attraversamento del territorio, da affrontare con preparazione adeguata alla classificazione e alle condizioni stagionali.

Elementi notevoli

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Sentiero 654 (FR)

 

Il sentiero 654, Fonte della Moscosa – Serra Magliano, è un itinerario della rete escursionistica dei Monti Simbruini. Lo sviluppo della geometria è di circa 9.1 km, con quote comprese indicativamente fra 1457 e 1690 metri; la classificazione riportata dalle fonti ufficiali è E. Numerazione, territorio, sviluppo ed estremi risultano compatibili con il percorso censito dagli enti competenti. Il percorso ricade nel sistema territoriale del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

Seguendo l’ordine reale di percorrenza, il sentiero prende avvio da Fonte della Moscosa, innesto 651. La prima parte introduce gradualmente nel paesaggio montano, con una successione di strade forestali, mulattiere e tratti di sentiero coerente con la morfologia del versante. L’altimetria evidenzia i cambi di quota lungo l’intero itinerario e permette di distinguere con chiarezza questa direttrice dagli eventuali sentieri omonimi presenti in altri gruppi montuosi.

Nel settore centrale il percorso attraversa gli ambienti tipici dei Monti Simbruini: boschi montani e faggete alle quote intermedie, radure, valloni e dorsali più aperte man mano che aumenta l’altitudine. Gli incroci con gli altri itinerari numerati hanno una funzione importante nella rete locale, perché consentono di collegare centri abitati, fonti, valichi e aree sommitali senza alterare la continuità del tracciato principale.

La progressione conduce infine a Serra Magliano, innesto 610. Il tratto conclusivo conserva la direzione indicata dalla geometria e chiarisce la funzione del sentiero nel sistema escursionistico: non un itinerario isolato, ma un collegamento fra accessi di fondovalle, fasce boscate e nodi della rete montana. Le quote estreme e la lunghezza misurata sono plausibili rispetto alla documentazione ufficiale, tenendo conto delle normali differenze tra rilievo GPS e misurazione cartografica.

Nel complesso il sentiero 654 offre una lettura continua del paesaggio appenninico locale. La varietà degli ambienti attraversati e la connessione con gli itinerari vicini ne definiscono il valore soprattutto come percorso di conoscenza e attraversamento del territorio, da affrontare con preparazione adeguata alla classificazione e alle condizioni stagionali.

Elementi notevoli

  • Fonte della Moscosa
  • Serra Magliano
  • Monti Simbruini
  • faggete d’alta quota
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Sentiero 610 (FR)

 

Il sentiero 610, denominato Campo Catino – Filettino nella rete sentieristica CAI del Lazio, si sviluppa nel settore dei Monti Ernici. La geometria disponibile misura circa 10.6 km e interessa quote comprese indicativamente fra 975 e 1812 metri. La classificazione ufficiale è E; sviluppo, territorio ed estremi risultano coerenti con il censimento regionale della rete CAI.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Campo Catino. La prima parte introduce progressivamente nell’ambiente montano ernico, alternando a seconda della quota tratti nel bosco, radure e pendii più aperti. L’andamento è quello di un collegamento lineare e la direzione di marcia è leggibile con continuità lungo l’intero sviluppo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa un paesaggio tipico dell’Appennino laziale, segnato da faggete, valloni e forme calcaree. Salendo verso le quote maggiori la vegetazione si apre e aumenta la continuità visuale sulle dorsali; nei percorsi che restano più bassi prevale invece il carattere forestale. Gli innesti con gli altri sentieri numerati costituiscono punti importanti della rete e permettono di collegare accessi, valichi e cime senza confondere questo itinerario con percorsi omonimi di altri comprensori.

La progressione conduce infine a Filettino. Il tratto conclusivo conserva il carattere del percorso e ne chiarisce la funzione territoriale: mettere in relazione i principali accessi del versante frusinate con le dorsali e i valichi degli Ernici. Quote e sviluppo ricavati dalla geometria sono compatibili con la direttrice ufficiale, pur risentendo delle normali differenze tra misurazione cartografica e tracciato GPS.

Nel complesso il sentiero 610 è una componente ben identificata della rete escursionistica locale. La sua lettura è soprattutto paesaggistica e funzionale: collega ambienti di fondovalle o di media montagna con il sistema delle faggete, delle conche e delle creste, offrendo continuità agli itinerari che attraversano questo settore dell’Appennino centrale.

Elementi notevoli

  • Campo Catino
  • Vado Piano
  • Fosso della Brecciara
  • Passo del Diavolo
  • Filettino
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Sentiero 609 (FR)

 

Il sentiero 609, denominato Vado di Porca – Rifugio di Pietra Acquara nella rete sentieristica CAI del Lazio, si sviluppa nel settore dei Monti Ernici. La geometria disponibile misura circa 8.4 km e interessa quote comprese indicativamente fra 1080 e 1405 metri. La classificazione ufficiale è E; sviluppo, territorio ed estremi risultano coerenti con il censimento regionale della rete CAI.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Vado di Porca. La prima parte introduce progressivamente nell’ambiente montano ernico, alternando a seconda della quota tratti nel bosco, radure e pendii più aperti. L’andamento è quello di un collegamento lineare e la direzione di marcia è leggibile con continuità lungo l’intero sviluppo.

Nella parte centrale il sentiero attraversa un paesaggio tipico dell’Appennino laziale, segnato da faggete, valloni e forme calcaree. Salendo verso le quote maggiori la vegetazione si apre e aumenta la continuità visuale sulle dorsali; nei percorsi che restano più bassi prevale invece il carattere forestale. Gli innesti con gli altri sentieri numerati costituiscono punti importanti della rete e permettono di collegare accessi, valichi e cime senza confondere questo itinerario con percorsi omonimi di altri comprensori.

La progressione conduce infine a Rifugio di Pietra Acquara. Il tratto conclusivo conserva il carattere del percorso e ne chiarisce la funzione territoriale: mettere in relazione i principali accessi del versante frusinate con le dorsali e i valichi degli Ernici. Quote e sviluppo ricavati dalla geometria sono compatibili con la direttrice ufficiale, pur risentendo delle normali differenze tra misurazione cartografica e tracciato GPS.

Nel complesso il sentiero 609 è una componente ben identificata della rete escursionistica locale. La sua lettura è soprattutto paesaggistica e funzionale: collega ambienti di fondovalle o di media montagna con il sistema delle faggete, delle conche e delle creste, offrendo continuità agli itinerari che attraversano questo settore dell’Appennino centrale.

Elementi notevoli

  • Vado di Porca
  • Monti Ernici
  • Rifugio di Pietra Acquara
  • boschi e valloni del versante ernico
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Sentiero 607 (FR)

 

Il sentiero 607 si sviluppa nei Monti Ernici, nel settore di SS. Trinità di Collepardo e dorsale La Monna-Fanfilli. Il percorso misura circa 5.9 km e, lungo la geometria disponibile, interessa quote comprese fra circa 721 e 1891 metri. Il censimento della rete sentieristica CAI Lazio ne conferma territorio, numerazione e direttrice; la difficoltà ufficiale è E.

Seguendo l’ordine del percorso, l’itinerario procede dalla SS. Trinità di Collepardo alla sella fra Monte La Monna e Monte Fanfilli. La prima parte definisce subito il carattere della tappa: il sentiero guadagna o mantiene quota all’interno del versante ernico, sfruttando passaggi naturali tra boschi, radure e pendii più aperti. La progressione è lineare e funzionale al collegamento con la rete d’alta quota.

Nel tratto centrale il percorso interessa la risalita dai boschi di Collepardo verso gli ambienti aperti dell’alta dorsale. Qui il paesaggio cambia gradualmente: la copertura forestale lascia spazio alle praterie montane e alle forme calcaree tipiche dell’alta catena. I numerosi incroci presenti nel sistema di Campo Catino collegano questo sentiero agli altri itinerari numerati che raggiungono cime, fonti, rifugi e valichi degli Ernici occidentali.

La parte finale conduce verso sella tra Monte La Monna e Monte Fanfilli, completando il collegamento previsto dalla rete ufficiale. Alle quote superiori il percorso assume un carattere decisamente montano, con visuali più ampie sulla successione di dorsali e con esposizione maggiore agli effetti del tempo rispetto ai tratti boscosi inferiori.

Il sentiero 607 ha quindi un ruolo preciso nella rete escursionistica degli Ernici: mette in relazione gli accessi di fondovalle o la conca di Campo Catino con la dorsale principale, consentendo combinazioni con i sentieri contigui senza perdere la continuità territoriale del percorso.

Elementi notevoli

  • SS. Trinità di Collepardo
  • Monti Ernici
  • Monte La Monna
  • Monte Fanfilli
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Sentiero 606 (FR)

 

Il sentiero 606 si sviluppa nei Monti Ernici, nel settore di Vico nel Lazio e Monte La Monna. Il percorso misura circa 6.6 km e, lungo la geometria disponibile, interessa quote comprese fra circa 710 e 1947 metri. Il censimento della rete sentieristica CAI Lazio ne conferma territorio, numerazione e direttrice; la difficoltà ufficiale è E.

Seguendo l’ordine del percorso, l’itinerario procede dal settore di Vico nel Lazio verso Monte La Monna. La prima parte definisce subito il carattere della tappa: il sentiero guadagna o mantiene quota all’interno del versante ernico, sfruttando passaggi naturali tra boschi, radure e pendii più aperti. La progressione è lineare e funzionale al collegamento con la rete d’alta quota.

Nel tratto centrale il percorso interessa la lunga risalita del versante meridionale, dai boschi alle praterie e alla dorsale sommitale. Qui il paesaggio cambia gradualmente: la copertura forestale lascia spazio alle praterie montane e alle forme calcaree tipiche dell’alta catena. I numerosi incroci presenti nel sistema di Campo Catino collegano questo sentiero agli altri itinerari numerati che raggiungono cime, fonti, rifugi e valichi degli Ernici occidentali.

La parte finale conduce verso Monte La Monna, completando il collegamento previsto dalla rete ufficiale. Alle quote superiori il percorso assume un carattere decisamente montano, con visuali più ampie sulla successione di dorsali e con esposizione maggiore agli effetti del tempo rispetto ai tratti boscosi inferiori.

Il sentiero 606 ha quindi un ruolo preciso nella rete escursionistica degli Ernici: mette in relazione gli accessi di fondovalle o la conca di Campo Catino con la dorsale principale, consentendo combinazioni con i sentieri contigui senza perdere la continuità territoriale del percorso.

Elementi notevoli

  • Vico nel Lazio
  • Monti Ernici
  • Monte La Monna
  • dorsale sommitale
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Sentiero 605 (FR)

 
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Sentiero 604 (FR)

 

Il sentiero 604 si sviluppa nei Monti Ernici, nel settore di Guarcino, Colle Pannunzio e Campo Catino. Il percorso misura circa 5.5 km e, lungo la geometria disponibile, interessa quote comprese fra circa 686 e 1760 metri. Il censimento della rete sentieristica CAI Lazio ne conferma territorio, numerazione e direttrice; la difficoltà ufficiale è EE.

Seguendo l’ordine del percorso, l’itinerario procede da Guarcino a Colle Pannunzio e quindi verso Campo Catino. La prima parte definisce subito il carattere della tappa: il sentiero guadagna o mantiene quota all’interno del versante ernico, sfruttando passaggi naturali tra boschi, radure e pendii più aperti. La progressione è lineare e funzionale al collegamento con la rete d’alta quota.

Nel tratto centrale il percorso interessa la lunga salita dai boschi sopra Guarcino alla fascia montana di Colle Pannunzio. Qui il paesaggio cambia gradualmente: la copertura forestale lascia spazio alle praterie montane e alle forme calcaree tipiche dell’alta catena. I numerosi incroci presenti nel sistema di Campo Catino collegano questo sentiero agli altri itinerari numerati che raggiungono cime, fonti, rifugi e valichi degli Ernici occidentali.

La parte finale conduce verso Campo Catino, completando il collegamento previsto dalla rete ufficiale. Alle quote superiori il percorso assume un carattere decisamente montano, con visuali più ampie sulla successione di dorsali e con esposizione maggiore agli effetti del tempo rispetto ai tratti boscosi inferiori.

Il sentiero 604 ha quindi un ruolo preciso nella rete escursionistica degli Ernici: mette in relazione gli accessi di fondovalle o la conca di Campo Catino con la dorsale principale, consentendo combinazioni con i sentieri contigui senza perdere la continuità territoriale del percorso.

Elementi notevoli

  • Guarcino
  • Colle Pannunzio
  • Campo Catino
  • boschi dei Monti Ernici
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Sentiero 603 (FR)

 

Il sentiero 603 si sviluppa nei Monti Ernici, nel settore di Colle Pannunzio, sorgenti del Vermicano e Campo Catino. Il percorso misura circa 3.9 km e, lungo la geometria disponibile, interessa quote comprese fra circa 1482 e 1826 metri. Il censimento della rete sentieristica CAI Lazio ne conferma territorio, numerazione e direttrice; la difficoltà ufficiale è E.

Seguendo l’ordine del percorso, l’itinerario procede da Colle Pannunzio verso le Sorgenti del Vermicano e Campo Catino. La prima parte definisce subito il carattere della tappa: il sentiero guadagna o mantiene quota all’interno del versante ernico, sfruttando passaggi naturali tra boschi, radure e pendii più aperti. La progressione è lineare e funzionale al collegamento con la rete d’alta quota.

Nel tratto centrale il percorso interessa il versante del Monte Vermicano, con progressivo ingresso nell’alta conca. Qui il paesaggio cambia gradualmente: la copertura forestale lascia spazio alle praterie montane e alle forme calcaree tipiche dell’alta catena. I numerosi incroci presenti nel sistema di Campo Catino collegano questo sentiero agli altri itinerari numerati che raggiungono cime, fonti, rifugi e valichi degli Ernici occidentali.

La parte finale conduce verso Campo Catino, completando il collegamento previsto dalla rete ufficiale. Alle quote superiori il percorso assume un carattere decisamente montano, con visuali più ampie sulla successione di dorsali e con esposizione maggiore agli effetti del tempo rispetto ai tratti boscosi inferiori.

Il sentiero 603 ha quindi un ruolo preciso nella rete escursionistica degli Ernici: mette in relazione gli accessi di fondovalle o la conca di Campo Catino con la dorsale principale, consentendo combinazioni con i sentieri contigui senza perdere la continuità territoriale del percorso.

Elementi notevoli

  • Colle Pannunzio
  • Sorgenti del Vermicano
  • Monte Vermicano
  • Campo Catino
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Sentiero 602 (FR)

 

Il sentiero 602 si sviluppa nei Monti Ernici, nel settore di Campo Catino e Fonte del Pozzotello. Il percorso misura circa 3.2 km e, lungo la geometria disponibile, interessa quote comprese fra circa 1787 e 1869 metri. Il censimento della rete sentieristica CAI Lazio ne conferma territorio, numerazione e direttrice; la difficoltà ufficiale è E.

Seguendo l’ordine del percorso, l’itinerario procede da Campo Catino alla Fonte del Pozzotello. La prima parte definisce subito il carattere della tappa: il sentiero guadagna o mantiene quota all’interno del versante ernico, sfruttando passaggi naturali tra boschi, radure e pendii più aperti. La progressione è lineare e funzionale al collegamento con la rete d’alta quota.

Nel tratto centrale il percorso interessa la conca alta e la dorsale ai piedi del Monte Pozzotello. Qui il paesaggio cambia gradualmente: la copertura forestale lascia spazio alle praterie montane e alle forme calcaree tipiche dell’alta catena. I numerosi incroci presenti nel sistema di Campo Catino collegano questo sentiero agli altri itinerari numerati che raggiungono cime, fonti, rifugi e valichi degli Ernici occidentali.

La parte finale conduce verso Fonte del Pozzotello, completando il collegamento previsto dalla rete ufficiale. Alle quote superiori il percorso assume un carattere decisamente montano, con visuali più ampie sulla successione di dorsali e con esposizione maggiore agli effetti del tempo rispetto ai tratti boscosi inferiori.

Il sentiero 602 ha quindi un ruolo preciso nella rete escursionistica degli Ernici: mette in relazione gli accessi di fondovalle o la conca di Campo Catino con la dorsale principale, consentendo combinazioni con i sentieri contigui senza perdere la continuità territoriale del percorso.

Elementi notevoli

  • Campo Catino
  • Monte Pozzotello
  • Fonte del Pozzotello
  • praterie d’alta quota
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Sentiero 601 (FR)

 

Il sentiero 601 si sviluppa nei Monti Ernici, nel settore di Campocatino e Monte La Monna. Il percorso misura circa 7.0 km e, lungo la geometria disponibile, interessa quote comprese fra circa 1798 e 1951 metri. Il censimento della rete sentieristica CAI Lazio ne conferma territorio, numerazione e direttrice; la difficoltà ufficiale è E.

Seguendo l’ordine del percorso, l’itinerario procede dalla conca di Campo Catino verso la dorsale di Monte La Monna. La prima parte definisce subito il carattere della tappa: il sentiero guadagna o mantiene quota all’interno del versante ernico, sfruttando passaggi naturali tra boschi, radure e pendii più aperti. La progressione è lineare e funzionale al collegamento con la rete d’alta quota.

Nel tratto centrale il percorso interessa la fascia di Campovano, il settore del Monte Pozzotello e quello del Monte Vermicano. Qui il paesaggio cambia gradualmente: la copertura forestale lascia spazio alle praterie montane e alle forme calcaree tipiche dell’alta catena. I numerosi incroci presenti nel sistema di Campo Catino collegano questo sentiero agli altri itinerari numerati che raggiungono cime, fonti, rifugi e valichi degli Ernici occidentali.

La parte finale conduce verso Monte La Monna, completando il collegamento previsto dalla rete ufficiale. Alle quote superiori il percorso assume un carattere decisamente montano, con visuali più ampie sulla successione di dorsali e con esposizione maggiore agli effetti del tempo rispetto ai tratti boscosi inferiori.

Il sentiero 601 ha quindi un ruolo preciso nella rete escursionistica degli Ernici: mette in relazione gli accessi di fondovalle o la conca di Campo Catino con la dorsale principale, consentendo combinazioni con i sentieri contigui senza perdere la continuità territoriale del percorso.

Elementi notevoli

  • Rifugio Mario Calderari
  • Campo Catino
  • Campovano
  • Monte Pozzotello
  • Monte Vermicano
  • Monte La Monna
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