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Sentiero Paesaggi di Borghi – Anello Sud (VT)

Paesaggi di Borghi – Anello sud è un itinerario escursionistico di circa 25 km che collega il territorio di Oriolo Romano con quello di Montevirginio, frazione di Canale Monterano, attraversando il settore meridionale della Tuscia e dei Monti Sabatini. Il percorso si sviluppa tra circa 250 e 425 metri di quota, con un andamento continuamente ondulato fra boschi, campagne e valloni. Nel senso di percorrenza considerato i due estremi non coincidono: la traccia costituisce quindi un ampio circuito territoriale aperto, con partenza e arrivo separati da circa 6 km in linea d’aria.

Dalla zona di Oriolo Romano, posta poco sopra i 400 metri, il percorso si dirige inizialmente verso nord e quindi piega verso ovest. Il borgo, fondato nel XVI secolo da Giorgio Santacroce secondo un impianto urbanistico pianificato, conserva nel Palazzo Altieri e nelle caratteristiche Olmate alcuni dei principali segni della propria storia. Lasciato il centro abitato, l’itinerario entra rapidamente nel paesaggio rurale e forestale che caratterizza questo versante dei Monti Sabatini.

La parte centrale segue un lungo sviluppo verso ovest e sud-ovest, alternando strade sterrate, aree agricole e tratti boschivi. Le quote diminuiscono gradualmente, ma numerose brevi risalite interrompono la discesa. Questo territorio è segnato dalla presenza del Fiume Mignone e dei suoi affluenti, che hanno inciso i terreni vulcanici formando valloni ricchi di vegetazione. Il sistema naturale della Mola di Oriolo, tutelato anche come sito della rete Natura 2000, comprende ambienti fluviali, boschi e sorgenti minerali ed è uno degli elementi ambientali più significativi dell’area attraversata.

Il territorio conserva inoltre un forte legame con l’antica Via Clodia, strada romana impostata in parte su precedenti direttrici etrusche. Nel comprensorio di Oriolo sono documentati tratti di basolato e percorsi secondari diretti verso il Mignone e la Mola. La presenza di questa viabilità storica testimonia l’importanza dei collegamenti che attraversavano i Monti Sabatini mettendo in comunicazione l’area romana con i centri dell’Etruria interna.

Nella seconda metà l’itinerario piega decisamente verso sud, raggiungendo le quote minime, attorno ai 250 metri, e avvicinandosi progressivamente al territorio di Canale Monterano. Il percorso termina presso Montevirginio, borgo sorto tra la fine del Cinquecento e il Seicento ai piedi dell’altura un tempo chiamata Monte Sassano. Gli Altieri collegarono Montevirginio al loro palazzo di Oriolo mediante una strada fiancheggiata da alberi, nota come Olmata, creando un legame storico e paesaggistico fra i due centri che ancora oggi caratterizza il territorio.

Nel complesso Paesaggi di Borghi – Anello sud è una lunga traversata collinare nella quale il principale motivo d’interesse è la continuità fra paesaggio rurale, boschi e testimonianze della viabilità storica. Le frequenti ondulazioni rendono il percorso più articolato di quanto suggerisca la modesta escursione altimetrica, accompagnando il cammino da Oriolo Romano fino alle campagne di Montevirginio.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano: borgo cinquecentesco dei Monti Sabatini, caratterizzato da un impianto urbanistico pianificato e strettamente legato alla famiglia Santacroce e agli Altieri.
  • Via Clodia: antica direttrice romana, impostata anche su percorsi precedenti, della quale nel territorio di Oriolo e lungo la valle del Mignone rimangono testimonianze della viabilità storica.
  • Mola di Oriolo: area naturale legata al Mignone e al Fosso del Biscione, caratterizzata dal vecchio mulino, da ambienti fluviali e dalla presenza di sorgenti minerali.
  • Fiume Mignone: principale corso d’acqua del territorio attraversato, elemento determinante nella formazione delle valli e degli ambienti naturali locali.
  • Montevirginio: borgo del territorio di Canale Monterano nato tra XVI e XVII secolo e storicamente collegato a Oriolo attraverso l’Olmata.
  • Eremo di Montevirginio: complesso dei Carmelitani Scalzi sorto nel Seicento sul Monte Sassano, importante riferimento storico del territorio circostante Montevirginio.
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Sentiero Paesaggi di Borghi – Anello Nord (VT)

Paesaggi di Borghi – Anello nord è un itinerario escursionistico della Tuscia meridionale che interessa soprattutto i territori di Oriolo Romano e Bassano Romano, sviluppandosi tra borghi, campagne e vaste aree boscate. Il percorso segue una direttrice articolata attraverso il paesaggio dei Monti Sabatini, con quote comprese indicativamente fra 300 e 550 metri. Pur richiamando nel nome una struttura ad anello, nel senso di percorrenza considerato i due estremi della traccia non coincidono, risultando separati da alcuni chilometri.

Il percorso prende avvio nel settore di Oriolo Romano, a circa 400 metri di quota, e si porta attraverso la campagna che circonda il paese. Oriolo nacque nel XVI secolo secondo un progetto organico promosso da Giorgio Santacroce e conserva un impianto urbano particolarmente riconoscibile, imperniato sull’asse che conduce alla piazza principale. Nel territorio l’itinerario intercetta inoltre la rete di percorsi rurali oggi utilizzata anche dalla Ciclovia dei Boschi, che mette in relazione il borgo con le estese formazioni forestali circostanti.

Allontanandosi dall’abitato, il tracciato alterna tratti pianeggianti a discese e successive risalite, entrando progressivamente in un ambiente dominato da boschi di querce, castagni e faggi. Il settore di maggiore interesse naturalistico è quello legato alla Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio, compresa nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano. La particolarità della faggeta è soprattutto altitudinale: il faggio, specie tipicamente montana nell’Italia centrale, forma qui boschi a quote insolitamente basse grazie alle condizioni climatiche locali favorite dalla vicinanza del Lago di Bracciano.

La faggeta di Monte Raschio fa parte del sito UNESCO delle Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa, riconoscimento che sottolinea il valore ecologico delle formazioni forestali mature presenti in questo settore dei Monti Sabatini. Il percorso attraversa un paesaggio nel quale la componente naturale si intreccia con quella rurale: strade forestali, sentieri e antiche direttrici poderali collegano le aree boscate ai terreni agricoli e ai nuclei abitati.

Procedendo verso Bassano Romano, l’itinerario raggiunge il settore più elevato della traversata, sfiorando i 550 metri, quindi continua con frequenti ondulazioni. La Strada della Macchia rappresenta una delle direttrici sterrate utilizzate dall’Anello nord nel territorio bassanese. La presenza di castagneti e faggete caratterizza questo tratto, prima che il percorso torni verso quote prossime ai 500 metri nella parte conclusiva, sempre all’interno del paesaggio collinare e forestale della Tuscia meridionale.

Nel complesso Paesaggi di Borghi – Anello nord è un itinerario esteso e movimentato, nel quale l’interesse deriva soprattutto dalla continuità fra i centri storici di Oriolo Romano e Bassano Romano, la campagna sabatina e i grandi complessi forestali. Le numerose variazioni di quota, pur senza raggiungere altitudini elevate, rendono il percorso più impegnativo di quanto suggerisca il semplice dislivello fra i suoi estremi.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano: borgo di origine cinquecentesca inserito nel paesaggio dei Monti Sabatini e principale riferimento territoriale del settore orientale dell’itinerario.
  • Bassano Romano: centro storico della Tuscia meridionale attorno al quale si sviluppa il settore settentrionale del percorso.
  • Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio: formazione forestale di eccezionale valore naturalistico, caratterizzata dalla presenza del faggio a quote insolitamente basse.
  • Monte Raschio: rilievo boscoso del territorio di Oriolo Romano, cuore di uno dei più importanti ambienti naturali attraversati dal sistema escursionistico locale.
  • Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano: area protetta dei Monti Sabatini che tutela laghi, boschi e paesaggi di origine vulcanica.
  • Strada della Macchia: direttrice sterrata del territorio di Bassano Romano inserita nel tracciato di Paesaggi di Borghi – Anello nord.
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Sentiero 265b (VT)

 

Il sentiero 265B – Pozzo Tufo–Ara di San Baccano è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 2.55 km. La geometria si colloca fra circa 332 e 407 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Pozzo Tufo e procede verso Ara di San Baccano. Il catasto CAI Lazio identifica il 265B come collegamento di circa 2,5 km fra Pozzo Tufo e Ara di San Baccano, misura sostanzialmente coincidente con la geometria del batch.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Ara di San Baccano, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Pozzo Tufo
  • Ara di San Baccano
  • Monti Sabatini
  • rete CAI del Parco Bracciano-Martignano
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Sentiero 265 (VT)

 

Il sentiero 265 è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 6.87 km. La geometria si colloca fra circa 294 e 414 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da settore di Oriolo Romano e procede verso Canale Monterano. Il catasto regionale CAI attribuisce al 265 uno sviluppo di circa 6,9 km nel Parco di Bracciano-Martignano. Il tracciato mette in continuità il sistema di Oriolo Romano con quello di Monterano, attraversando la campagna e i boschi del settore settentrionale dei Monti Sabatini.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Canale Monterano, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Canale Monterano
  • Monterano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 261 (VT)

 

Il sentiero 261 – Oriolo Romano–Manziana è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 4.8 km. La geometria si colloca fra circa 361 e 469 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Oriolo Romano e procede verso Manziana. La scheda ufficiale del Parco indica uno sviluppo di circa 4,8 km e descrive un percorso con sottobosco, asfalto e terreno battuto. Prima di Manziana viene attraversato il borgo di Quadroni, nodo della rete verso la Macchia Grande.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Manziana, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Quadroni
  • Manziana
  • Macchia Grande di Manziana
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 260b (VT)

 
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Sentiero 260 (VT)

 

Il sentiero 260 – Bracciano–Oriolo Romano è un itinerario della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 8.24 km. La geometria si colloca fra circa 255 e 435 metri di quota e, per posizione, andamento e capisaldi, risulta compatibile con la documentazione ufficiale o istituzionale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Bracciano e procede verso Oriolo Romano. Il Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano identifica il 260 come collegamento fra i due centri. Dopo il settore di Pisciarelli il percorso alterna sottobosco, sterrati e tratti dell’antica Via Clodia, quindi raggiunge Oriolo Romano.

La parte centrale attraversa un paesaggio nel quale strade rurali, boschi, coltivi e incisioni vallive riflettono la morfologia vulcanica e fluviale della provincia di Viterbo. Le variazioni altimetriche sono distribuite lungo il percorso e vanno considerate insieme al tipo di fondo, che può cambiare rapidamente fra tratti sterrati, sentieri nel bosco e brevi sezioni asfaltate.

Nella parte finale il sentiero raggiunge Oriolo Romano, completando il collegamento con la rete locale. La geometria è stata considerata integralmente, evitando di attribuire al percorso luoghi semplicemente vicini ma non coerenti con il suo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario svolge una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete escursionistica. Prima della percorrenza resta opportuno verificare eventuali aggiornamenti sulla percorribilità e prestare particolare attenzione dopo piogge intense, quando fondi argillosi, fossi e tratti boscosi possono diventare più difficili.

Elementi notevoli

  • Bracciano
  • Pisciarelli
  • Via Clodia
  • Oriolo Romano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 176m (VT)

 

Il sentiero 176M – Fonte Vitabbia è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 1.23 km e quote comprese indicativamente fra 409 e 460 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso parte dalla Ciclovia dei Boschi nel territorio di Bassano Romano e si dirige verso il sentiero 176L. Lo sviluppo di circa 1,2 km coincide con la traccia CAI ufficiale.

Dopo una prima parte nel bosco, il sentiero affronta un breve tratto di discesa più ripida, che può diventare scivoloso in presenza di pioggia o fango. In fondo alla discesa attraversa il Fosso di Fonte Vitabbia e prosegue lungo il Fosso dei Valloni.

La parte conclusiva segue il fondovalle fino all’innesto con il 176L, completando il collegamento fra la Ciclovia e il sistema di Monte Raschio. Il percorso ricade nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano.

Attenzione: l’aggiornamento ufficiale del Parco del 29 maggio 2026 indica il 176M interdetto al transito per caduta alberi. La descrizione identifica il percorso, ma la chiusura va verificata prima di programmare l’escursione.

Elementi notevoli

  • Ciclovia dei Boschi
  • Fosso di Fonte Vitabbia
  • Fosso dei Valloni
  • sentiero 176L
  • Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano
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Sentiero 176l (VT)

 

Il sentiero 176L è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 3.02 km e quote comprese indicativamente fra 425 e 519 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il sentiero prende avvio dal 175C della Faggeta UNESCO di Monte Raschio, nel territorio di Oriolo Romano, e procede nel bosco verso il sentiero 176. Lo sviluppo di circa 3 km coincide con la traccia CAI ufficiale, pubblicata a 2,96 km.

Nella prima parte il percorso segue il margine forestale e raggiunge il punto d’innesto del 176M, in corrispondenza del settore più basso. Da qui cambia andamento e inizia a guadagnare quota all’interno del bosco.

La salita raggiunge il settore più alto oltre i 500 metri, quindi il tracciato prosegue verso la Strada Bassanese. L’intero itinerario ricade nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano e si svolge su sentiero e terreno forestale consolidato.

Il 176L collega direttamente la Faggeta UNESCO con l’asse Oriolo Romano–Bassano Romano e costituisce una delle connessioni più utili per comporre itinerari ad anello nel settore di Monte Raschio.

Elementi notevoli

  • Faggeta UNESCO di Monte Raschio
  • sentiero 175C
  • sentiero 176M
  • Strada Bassanese
  • Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano
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Sentiero 176h (VT)

 

Il sentiero 176H – Fonno de Lumarciano è un percorso della rete escursionistica della Tuscia con uno sviluppo di circa 0.99 km e quote comprese indicativamente fra 447 e 575 metri. La geometria completa, confrontata con la documentazione ufficiale disponibile, permette di identificarne con buona affidabilità collocazione e funzione all’interno della rete locale.

Il percorso collega la parte bassa della rete forestale con il settore alto della Faggeta di Stracciacappello. La geometria misura circa 1 km e mostra un andamento nettamente ascendente nel verso delle coordinate, con oltre cento metri di differenza fra le quote estreme.

Il sentiero si sviluppa interamente nel sottobosco e non è carrabile. La documentazione del Parco segnala che, affrontato dalla Ciclovia verso la faggeta, presenta tratti di salita sensibile; nel verso contrario diventa una discesa continua.

Il nome Fonno de Lumarciano identifica questo specifico ramo della rete di Bassano Romano e consente di distinguerlo dagli altri raccordi 176 diretti alla faggeta. La brevità non deve far sottovalutare il fondo, che può risultare più impegnativo con umidità o fango.

Il 176H integra i collegamenti fra la Ciclovia dei Boschi e Stracciacappello, offrendo una direttrice forestale compatta e priva di tratti urbani.

Elementi notevoli

  • Fonno de Lumarciano
  • Faggeta di Stracciacappello
  • Ciclovia dei Boschi
  • Bassano Romano
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Sentiero 176 (VT)

 

Il sentiero 176 è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 9.26 km. La geometria si mantiene fra circa 346 e 544 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Oriolo Romano e procede verso Bassano Romano. Da Oriolo Romano segue la Strada Bassanese, incontra i collegamenti della Faggeta di Stracciacappello e la Ciclovia dei Boschi, quindi scende verso Bassano Romano fino al settore di Villa Giustiniani Odescalchi. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge Bassano Romano e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Faggeta di Stracciacappello
  • Ciclovia dei Boschi
  • Bassano Romano
  • Villa Giustiniani Odescalchi
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Sentiero 175c (VT)

Il sentiero 175C – Sentiero Faggeta UNESCO è un itinerario ad anello di circa 8,4 km che da Oriolo Romano raggiunge i boschi di Monte Raschio, nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano. Classificato E – Escursionistico, presenta circa 255 metri di salita e altrettanti in discesa, con quote comprese fra circa 330 e 555 metri. Il percorso, interamente dedicato alla scoperta del comprensorio forestale oriolese, ha il suo elemento di maggiore interesse nella Faggeta vetusta di Monte Raschio, inserita nel sito transnazionale delle faggete riconosciute come Patrimonio Mondiale UNESCO.

Il sentiero prende avvio da Oriolo Romano e lascia progressivamente il centro abitato per dirigersi verso nord-est. Dopo il tratto iniziale su viabilità locale raggiunge le campagne ai margini del bosco, dove l’andamento diventa più movimentato. Il percorso entra quindi nel Parco di Bracciano-Martignano e attraversa un paesaggio nel quale si alternano aree aperte, cerrete, pinete e formazioni di faggio. Alcuni fontanili e aree attrezzate costituiscono punti di riferimento lungo la salita.

Superato l’incrocio con il sentiero 175D, l’itinerario abbandona la sterrata principale e si inoltra nella parte forestale di maggiore valore naturalistico. Qui si attraversa la Faggeta di Monte Raschio, particolare esempio di faggeta “depressa”: nell’Italia centrale il faggio è normalmente legato alla montagna, mentre sui rilievi vulcanici del Lazio condizioni climatiche e pedologiche favorevoli gli consentono di formare boschi anche a quote di 350-400 metri. Monte Raschio costituisce uno dei nuclei più significativi di questo fenomeno nei Monti Sabatini.

La salita raggiunge quindi il settore più elevato di Monte Raschio, dove il percorso supera i 540 metri. Presso la cima si incontra una torretta metallica utilizzata per l’avvistamento degli incendi; poco oltre, iniziando la discesa, si trova la casetta forestale, che segna il passaggio verso la pineta. Il riconoscimento UNESCO attribuito alla faggeta inserisce questo piccolo settore forestale in un patrimonio transnazionale che tutela antiche faggete europee, testimonianza dei processi naturali di espansione del faggio dopo l’ultima glaciazione.

Dalla zona sommitale il sentiero scende con andamento articolato attraverso la pineta e successivamente costeggia la Strada di Monte Raschio. Una discesa più decisa conduce infine fuori dal bosco, dove una carrareccia riporta verso le campagne di Oriolo. L’ultimo tratto rientra nel paese e percorre la caratteristica Via Borgo Garibaldi, raggiungendo la Chiesa di San Giorgio e Piazza Claudia prima di tornare al punto di partenza e chiudere l’anello.

Nel complesso il sentiero 175C è un itinerario forestale di moderato impegno che unisce il centro storico di Oriolo Romano a uno degli ambienti naturali più importanti dei Monti Sabatini. Cerrete, pinete e soprattutto la Faggeta vetusta di Monte Raschio accompagnano un percorso nel quale l’interesse naturalistico prevale nettamente, senza rinunciare al rapporto con il paesaggio rurale e con il borgo da cui l’anello prende avvio.

Elementi notevoli

  • Sentiero 175C – Monte Raschio: itinerario ad anello ufficiale del Parco dedicato alla faggeta di Oriolo Romano e Monte Raschio.
  • Faggeta di Monte Raschio: faggeta vetusta a bassa quota inserita nel sito transnazionale delle antiche faggete riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO.
  • Monte Raschio: rilievo boscoso raggiunto nella parte più elevata dell’anello, cuore dell’area forestale tutelata.
  • Casetta forestale: struttura situata presso il settore sommitale, in corrispondenza del passaggio fra la faggeta e la pineta.
  • Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano: area protetta dei Monti Sabatini nella quale si sviluppa gran parte dell’itinerario.
  • Oriolo Romano: borgo di partenza e arrivo dell’anello, attraversato nel tratto conclusivo attraverso Via Borgo Garibaldi, la Chiesa di San Giorgio e Piazza Claudia.
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Sentiero 175a (VT)

 

Il sentiero 175A è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 2.59 km. La geometria si mantiene fra circa 307 e 408 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Mola del Biscione e procede verso sentiero 105. Il raccordo parte dal sistema del 175 presso la Mola del Biscione e risale verso l’asse del sentiero 105, integrando la rete fra Oriolo Romano e Vejano. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge sentiero 105 e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Mola del Biscione
  • sentiero 175
  • sentiero 105
  • territorio di Oriolo Romano
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Sentiero 175 (VT)

 

Il sentiero 175 è un percorso della rete escursionistica del Viterbese con sviluppo di circa 7.2 km. La geometria si mantiene fra circa 304 e 425 metri di quota e, per posizione, lunghezza e andamento, risulta compatibile con la corrispondente traccia pubblicata dal CAI di Viterbo. L’itinerario ha carattere prevalentemente escursionistico e mette in relazione viabilità rurale, boschi e nodi della rete sentieristica locale.

Seguendo l’ordine delle coordinate, il percorso prende avvio da Oriolo Romano e procede verso sentiero 139 in località Fontiloro. Da Piazza Umberto I attraversa Oriolo Romano, segue Via della Chiusa e Strada di Serrale, supera il Fosso del Serrale e raggiunge la Mola del Biscione. Il guado del Fiume Mignone è il passaggio più delicato e può risultare impraticabile dopo piogge intense. L’andamento altimetrico accompagna il passaggio fra i diversi ambienti senza modificare la funzione principale del sentiero, che resta quella di collegamento territoriale.

Nella parte centrale il tracciato conserva una relazione diretta con gli elementi documentati dalle fonti ufficiali e realmente compatibili con la geometria. Nei settori sterrati o boscati il fondo può cambiare sensibilmente con pioggia e umidità; dove il percorso utilizza o attraversa strade carrabili è necessaria la normale attenzione al traffico locale.

La parte finale raggiunge sentiero 139 in località Fontiloro e completa il collegamento con gli altri itinerari della rete. Lo sviluppo complessivo e le quote rilevate permettono di leggere il sentiero come una traversata o un raccordo coerente, senza ricorrere a punti d’interesse esterni al suo effettivo sviluppo.

Nel complesso l’itinerario offre una lettura concreta del paesaggio della Tuscia: il suo interesse deriva dalla continuità fra ambiente naturale, insediamenti storici e rete escursionistica. Prima della percorrenza è comunque opportuno verificare le condizioni aggiornate del sentiero, soprattutto dopo periodi di maltempo.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Fontanile di Serrale
  • Mola del Biscione
  • Fiume Mignone
  • Fontiloro
  • sentiero 139
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Sentiero 139g (VT)

 

Il sentiero CAI 139G – Poggio di Coccia, classificato E – Escursionistico e inserito nella Rete Escursionistica del Lazio, è un breve collegamento nel territorio di Vejano che permette di raggiungere il Poggio di Coccia e di raccordare il sentiero principale 139 con il 139B. Il percorso registrato si sviluppa per circa 1,8 km, fra 547 e 609 metri di quota, attraversando una dorsale caratterizzata dall’alternanza di pascoli e macchia mediterranea.

Il sentiero prende avvio a circa 598 metri di quota, nel settore elevato raggiunto dal sentiero 139, proveniente dalla direttrice Fontiloro-Civitella Cesi. Inizialmente perde quota con andamento abbastanza deciso, seguendo il fianco del rilievo attraverso un ambiente aperto e utilizzato per il pascolo. La presenza di cancelli e passine è legata proprio all’uso zootecnico dei terreni: lungo la rete escursionistica locale il CAI raccomanda di richiuderli sempre dopo il passaggio per evitare l’allontanamento degli animali.

Dopo aver raggiunto il punto più basso, attorno ai 547 metri, l’itinerario cambia andamento e risale progressivamente verso Poggio di Coccia. Il rilievo domina il territorio di Vejano e costituisce uno dei punti panoramici più significativi di questo settore della Tuscia meridionale, al margine dei rilievi dei Monti della Tolfa. La vegetazione alterna tratti di macchia mediterranea, lembi boschivi e zone aperte, creando lungo la salita frequenti visuali sul paesaggio circostante.

Raggiunta la parte sommitale, poco sopra i 600 metri, il panorama si amplia sensibilmente. Dal Poggio di Coccia lo sguardo può spaziare verso la catena appenninica, il Monte Fogliano, la Bassa Maremma e il litorale laziale. La posizione elevata spiega il ruolo del poggio come naturale punto di osservazione sul territorio: il rilievo culmina a circa 610 metri e rappresenta la maggiore emergenza morfologica dell’area immediatamente circostante Vejano.

Il tracciato prosegue fino alla sommità e al raccordo con la rete dei sentieri locali. La variante ufficiale del 139G consente anche di continuare attraverso la macchia mediterranea verso la località Le Pianette, dove incontra il sentiero 139B; quest’ultimo scende poi verso Quadrelli e l’Ara del Marmo. Il 139G svolge quindi una funzione importante all’interno della rete CAI di Vejano, permettendo di inserire la salita al poggio in itinerari più ampi.

Nel complesso il sentiero 139G è un percorso breve ma movimentato, nel quale il principale motivo d’interesse è la salita al panoramico Poggio di Coccia. Pascoli, macchia mediterranea e ampie visuali caratterizzano un itinerario strettamente connesso alla rete del sentiero 139 e particolarmente rappresentativo del paesaggio collinare che segna il passaggio fra la Tuscia e i rilievi della Tolfa.

Elementi notevoli

  • Sentiero CAI 139G: itinerario della rete CAI di Viterbo dedicato alla salita al Poggio di Coccia e al collegamento con i sentieri 139 e 139B.
  • Poggio di Coccia: rilievo dominante il territorio di Vejano, con sommità attorno ai 610 metri e ampie vedute in più direzioni.
  • Panorama sommitale: dalla zona più elevata si aprono visuali verso gli Appennini, il Monte Fogliano, la Bassa Maremma e il litorale laziale.
  • Pascoli e macchia mediterranea: ambienti caratteristici attraversati dal sentiero, alternati a lembi boschivi lungo i versanti del poggio.
  • Le Pianette: località raggiunta dalla prosecuzione del 139G, dove il percorso incontra il sentiero 139B.
  • Sentieri 139 e 139B: principali raccordi del 139G, attraverso i quali è possibile proseguire verso Fontiloro, Civitella Cesi, Pianelle e Quadrelli.
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Sentiero 139f (VT)

 

Il sentiero 139F – Monti Paganelli è un itinerario lineare della rete escursionistica CAI della provincia di Viterbo, con uno sviluppo di circa 2.52 km. Il percorso si mantiene fra circa 444 e 590 metri di quota e attraversa un settore della Tuscia nel quale la morfologia vulcanica, i boschi e la viabilità rurale determinano il carattere dell’escursione. La geometria disponibile è coerente, per posizione e sviluppo, con la documentazione ufficiale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine effettivo del percorso, la partenza è nel settore di rete 139 nel territorio di Vejano. Da qui il sentiero procede attraverso il settore dei Monti Paganelli, con un profilo ondulato e prevalentemente boscoso, alternando sterrate, tratti nel bosco e passaggi più aperti secondo la conformazione locale. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo e permettono di leggere con continuità il passaggio fra pianori, versanti e incisioni vallive.

La parte centrale costituisce il tratto più rappresentativo dell’itinerario: il sentiero resta inserito nella rete CAI locale e mette in relazione elementi naturali e storici realmente pertinenti al suo sviluppo. Il nome Monti Paganelli è quello adottato dalla scheda ufficiale CAI; la lunghezza pubblicata, circa 2,53 km, coincide con la geometria disponibile. In presenza di fondo umido, soprattutto nei settori boscati o prossimi alle forre, sono opportune le normali cautele escursionistiche.

Nella parte finale il percorso raggiunge raccordo con la rete 139. L’arrivo completa un collegamento utile all’interno della rete provinciale e consente, dove previsto, di proseguire su altri sentieri senza uscire dalla maglia escursionistica documentata. Il profilo altimetrico conferma il carattere di traversata o raccordo del tracciato, più che quello di itinerario isolato.

Nel complesso il sentiero offre una lettura diretta del paesaggio della Tuscia, evitando deviazioni verso attrazioni estranee alla geometria. Il suo valore è soprattutto nella continuità fra ambiente, viabilità storica e collegamenti escursionistici, con una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete CAI.

Elementi notevoli

  • Monti Paganelli
  • Vejano
  • sentiero 139
  • boschi dei Monti Sabatini settentrionali
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Sentiero 139e (VT)

 

Il sentiero 139E è un itinerario lineare della rete escursionistica CAI della provincia di Viterbo, con uno sviluppo di circa 2.45 km. Il percorso si mantiene fra circa 337 e 538 metri di quota e attraversa un settore della Tuscia nel quale la morfologia vulcanica, i boschi e la viabilità rurale determinano il carattere dell’escursione. La geometria disponibile è coerente, per posizione e sviluppo, con la documentazione ufficiale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine effettivo del percorso, la partenza è nel settore di settore alto della rete 139. Da qui il sentiero procede attraverso i versanti boscati e rurali prossimi a Vejano, alternando sterrate, tratti nel bosco e passaggi più aperti secondo la conformazione locale. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo e permettono di leggere con continuità il passaggio fra pianori, versanti e incisioni vallive.

La parte centrale costituisce il tratto più rappresentativo dell’itinerario: il sentiero resta inserito nella rete CAI locale e mette in relazione elementi naturali e storici realmente pertinenti al suo sviluppo. La denominazione ufficiale CAI associa il 139E a Sant’Orsio e al sentiero 139; sviluppo e geometria del batch coincidono sostanzialmente con la traccia pubblicata. In presenza di fondo umido, soprattutto nei settori boscati o prossimi alle forre, sono opportune le normali cautele escursionistiche.

Nella parte finale il percorso raggiunge Sant’Orsio e sentiero 139. L’arrivo completa un collegamento utile all’interno della rete provinciale e consente, dove previsto, di proseguire su altri sentieri senza uscire dalla maglia escursionistica documentata. Il profilo altimetrico conferma il carattere di traversata o raccordo del tracciato, più che quello di itinerario isolato.

Nel complesso il sentiero offre una lettura diretta del paesaggio della Tuscia, evitando deviazioni verso attrazioni estranee alla geometria. Il suo valore è soprattutto nella continuità fra ambiente, viabilità storica e collegamenti escursionistici, con una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete CAI.

Elementi notevoli

  • Sant’Orsio
  • Vejano
  • sentiero 139
  • rete CAI locale
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Sentiero 139c (VT)

 

Il sentiero 139C è un itinerario lineare della rete escursionistica CAI della provincia di Viterbo, con uno sviluppo di circa 2.19 km. Il percorso si mantiene fra circa 324 e 445 metri di quota e attraversa un settore della Tuscia nel quale la morfologia vulcanica, i boschi e la viabilità rurale determinano il carattere dell’escursione. La geometria disponibile è coerente, per posizione e sviluppo, con la documentazione ufficiale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine effettivo del percorso, la partenza è nel settore di settore di Quadrelli. Da qui il sentiero procede attraverso la campagna e i versanti a sud di Vejano, alternando sterrate, tratti nel bosco e passaggi più aperti secondo la conformazione locale. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo e permettono di leggere con continuità il passaggio fra pianori, versanti e incisioni vallive.

La parte centrale costituisce il tratto più rappresentativo dell’itinerario: il sentiero resta inserito nella rete CAI locale e mette in relazione elementi naturali e storici realmente pertinenti al suo sviluppo. La località Quadrelli è documentata dal CAI come nodo della rete collegato dal 139B al ramo 139C; geometria e posizione risultano compatibili con questa funzione. In presenza di fondo umido, soprattutto nei settori boscati o prossimi alle forre, sono opportune le normali cautele escursionistiche.

Nella parte finale il percorso raggiunge rete del sentiero 139. L’arrivo completa un collegamento utile all’interno della rete provinciale e consente, dove previsto, di proseguire su altri sentieri senza uscire dalla maglia escursionistica documentata. Il profilo altimetrico conferma il carattere di traversata o raccordo del tracciato, più che quello di itinerario isolato.

Nel complesso il sentiero offre una lettura diretta del paesaggio della Tuscia, evitando deviazioni verso attrazioni estranee alla geometria. Il suo valore è soprattutto nella continuità fra ambiente, viabilità storica e collegamenti escursionistici, con una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete CAI.

Elementi notevoli

  • Quadrelli
  • Vejano
  • sentiero 139B
  • rete del sentiero 139
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Sentiero 139b (VT)

 

Il sentiero 139B è un itinerario lineare della rete escursionistica CAI della provincia di Viterbo, con uno sviluppo di circa 1.9 km. Il percorso si mantiene fra circa 444 e 556 metri di quota e attraversa un settore della Tuscia nel quale la morfologia vulcanica, i boschi e la viabilità rurale determinano il carattere dell’escursione. La geometria disponibile è coerente, per posizione e sviluppo, con la documentazione ufficiale utilizzata per identificarlo.

Seguendo l’ordine effettivo del percorso, la partenza è nel settore di sentiero 139. Da qui il sentiero procede attraverso il settore rurale e boscoso a sud-ovest di Vejano, alternando sterrate, tratti nel bosco e passaggi più aperti secondo la conformazione locale. Le variazioni di quota sono distribuite lungo l’intero sviluppo e permettono di leggere con continuità il passaggio fra pianori, versanti e incisioni vallive.

La parte centrale costituisce il tratto più rappresentativo dell’itinerario: il sentiero resta inserito nella rete CAI locale e mette in relazione elementi naturali e storici realmente pertinenti al suo sviluppo. Il CAI lo definisce esplicitamente come collegamento dal 139 alle località Pianelle, connessa al 139G, e Quadrelli, connessa al 139C. In presenza di fondo umido, soprattutto nei settori boscati o prossimi alle forre, sono opportune le normali cautele escursionistiche.

Nella parte finale il percorso raggiunge località Pianelle e Quadrelli. L’arrivo completa un collegamento utile all’interno della rete provinciale e consente, dove previsto, di proseguire su altri sentieri senza uscire dalla maglia escursionistica documentata. Il profilo altimetrico conferma il carattere di traversata o raccordo del tracciato, più che quello di itinerario isolato.

Nel complesso il sentiero offre una lettura diretta del paesaggio della Tuscia, evitando deviazioni verso attrazioni estranee alla geometria. Il suo valore è soprattutto nella continuità fra ambiente, viabilità storica e collegamenti escursionistici, con una funzione territoriale ben riconoscibile all’interno della rete CAI.

Elementi notevoli

  • sentiero 139
  • località Pianelle
  • località Quadrelli
  • Vejano
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Sentiero 139 (VT)

 

Il sentiero CAI 139 collega Fontiloro, nel territorio di Vejano, con Civitella Cesi, frazione di Blera, attraverso un settore appartato della Tuscia meridionale. Inserito nella Rete Escursionistica del Lazio e classificato E – Escursionistico, si sviluppa per circa 10,4 km con un tempo indicativo di 3 ore e 30 minuti. Il percorso è una traversata: dai circa 375 metri iniziali affronta una lunga salita fino a oltre 560 metri, quindi scende progressivamente verso Civitella Cesi, posta attorno ai 200 metri.

Il sentiero prende avvio all’incrocio con il sentiero 105 presso la Strada delle Barozze e procede su sterrate e tracce attraverso i terreni dell’Università Agraria di Vejano. Dopo circa un chilometro incontra il sentiero 175, collegamento con la Mola del Biscione e Oriolo Romano. Il territorio di Fontiloro è caratterizzato da pianori, fossi e pascoli e conserva testimonianze dell’antica viabilità; il tracciato prosegue tuttavia nell’interno, allontanandosi progressivamente dal settore del Mignone.

Dopo l’incrocio con il sentiero 139C per la località Quadrelli, il percorso affronta la salita principale. Dalle quote di circa 320 metri risale con continuità fino alla dorsale, attraversando un paesaggio rurale e boschivo utilizzato anche per il pascolo. Lungo questo settore si incontra la diramazione 139E, che scende verso Vejano e la chiesa di Sant’Orsio. La salita continua fino al punto più elevato dell’itinerario, poco sopra i 560 metri, dove si trovano anche gli innesti per il 139G – Poggio di Coccia e il 139B verso Pianelle e Quadrelli.

Dalla dorsale inizia la lunga discesa verso nord-ovest. Superato un cancello dell’Università Agraria di Vejano, il sentiero lascia la sterrata e segue uno stradello nel bosco fino a un quadrivio con il sentiero 105. Da qui il 139 prosegue in direzione di Civitella Cesi ed entra per un tratto nel Parco Naturale Regionale Marturanum, seguendo una zona di confine dell’area protetta. Boschi, radure e pascoli accompagnano questo tratto, nel quale è frequente la presenza di cancelli e passine che devono essere richiusi dopo il passaggio.

Uscito dal territorio del Parco, il percorso continua a perdere quota attraverso i terreni dell’Università Agraria di Civitella Cesi. La discesa diviene il motivo dominante dell’ultima parte: dai circa 450 metri si passa gradualmente sotto i 300, mentre il piccolo abitato diventa visibile sullo sfondo. Il sentiero termina a Civitella Cesi attorno ai 200 metri di quota, completando il collegamento fra la rete escursionistica di Vejano e quella che interessa il territorio di Blera e Marturanum.

Nel complesso il sentiero 139 è una traversata collinare varia, caratterizzata da una prima parte ondulata, una lunga salita alla dorsale e una discesa prolungata verso Civitella Cesi. Il percorso attraversa soprattutto ambienti rurali, pascoli e boschi, offrendo numerose possibilità di collegamento con gli altri sentieri CAI della zona e costituendo una direttrice importante fra Fontiloro, l’area di Vejano e il Parco Marturanum.

Elementi notevoli

  • Sentiero CAI 139: traversata escursionistica ufficiale fra Fontiloro e Civitella Cesi, con numerosi raccordi alla rete CAI locale.
  • Fontiloro: pianoro nel territorio di Vejano dal quale prende avvio il percorso, in un ambiente di pascoli, boschi e fossi.
  • Poggio di Coccia: rilievo raggiungibile tramite la diramazione 139G, collegata al sentiero principale presso il settore più elevato della traversata.
  • Parco Naturale Regionale Marturanum: area protetta interessata dal tratto occidentale del percorso, caratterizzata da boschi, valloni e importanti testimonianze archeologiche del territorio etrusco.
  • Civitella Cesi: piccolo centro del territorio di Blera e punto di arrivo del sentiero dopo la lunga discesa dalla dorsale.
  • Rete dei sentieri 105, 139B, 139C, 139E e 139G: sistema di collegamenti che permette di raggiungere Vejano, Quadrelli, Pianelle, Poggio di Coccia e altri itinerari della Tuscia meridionale.
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Sentiero 105 Oriolo Romano – Vejano (VT)

 

Il sentiero 105 collega Oriolo Romano con Vejano lungo un percorso lineare di circa 12 km, sostanzialmente coincidente con lo sviluppo indicato dal CAI di Viterbo. Le quote della geometria sono comprese fra circa 315 e 445 metri e il tracciato attraversa il paesaggio rurale dei Monti Sabatini settentrionali.

La partenza è nel settore di Oriolo Romano, a quota superiore ai 400 metri. Il percorso segue verso nord la viabilità locale accanto al complesso di Villa Altieri, quindi raggiunge via della Chiusa, dove si relaziona con altri itinerari della rete CAI. Da qui lascia progressivamente il tessuto urbano e si inoltra nella campagna.

La parte centrale utilizza strade rurali e sterrate fra campi coltivati e noccioleti, passando per la zona della Mola e della Valle del Dragone. L’andamento è ondulato ma privo di grandi dislivelli; il percorso svolge soprattutto una funzione di collegamento tra i centri e la rete escursionistica che attraversa questo settore della Tuscia meridionale.

Avvicinandosi a Vejano, il sentiero continua fra aree agricole e lembi boscati, con una progressiva variazione delle quote fino al settore di arrivo. La geometria termina a circa 391 metri, confermando il carattere di traversata collinare più che di itinerario di vetta.

La tratta costituisce una delle sezioni del più ampio asse CAI 105 e permette di leggere in continuità il paesaggio storico-rurale fra Oriolo Romano e Vejano, con innesti verso altri sentieri della rete provinciale.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano – centro di partenza.
  • Villa Altieri – complesso storico costeggiato nella prima parte.
  • Valle del Dragone – settore rurale attraversato dal percorso.
  • Vejano – centro raggiunto dalla tratta.
  • Rete CAI 105 – asse escursionistico di cui il percorso costituisce una sezione.
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Paesaggi di Borghi – Anello Sud (RM)

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Sentiero D (RM)

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Sentiero C (RM)

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Sentiero Bicione (RM)

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Sentiero Bandita (RM)

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Sentiero B (RM)

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Sentiero Ara del Tufo (RM)

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Sentiero A (RM)

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Sentiero 265b (RM)

 
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Sentiero 265a (RM)

 
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Sentiero 265 (RM)

 
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Sentiero 262b (RM)

 

Il CAI 262B – Macchia Grande – Caldara di Manziana si sviluppa per circa 2.9 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 321 e 375 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Bosco Macchia Grande e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Caldara di Manziana, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Bosco Macchia Grande
  • Caldara di Manziana
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 262a (RM)

 

Il CAI 262A – Pisciarelli e Archi di Boccalupo si sviluppa per circa 0.9 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 286 e 316 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Pisciarelli e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Archi di Boccalupo, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Pisciarelli
  • Archi di Boccalupo
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 262 (RM)

 

Il CAI 262 – Manziana – Pisciarelli si sviluppa per circa 2.7 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 292 e 374 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Manziana e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Pisciarelli, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Manziana
  • Pisciarelli
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 261 (RM)

 

Il CAI 261 – Oriolo Romano – Manziana si sviluppa per circa 4.8 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 361 e 469 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Oriolo Romano e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Manziana, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Oriolo Romano
  • Manziana
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
  • Quadroni
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Sentiero 260b (RM)

 
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Sentiero 260a (RM)

 

Il CAI 260A – Bosco San Celso si sviluppa per circa 2.0 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 177 e 231 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Bracciano e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Bosco di San Celso, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Bracciano
  • Bosco di San Celso
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
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Sentiero 260 (RM)

 

Il CAI 260 – Bracciano – Oriolo Romano si sviluppa per circa 8.2 km nel comprensorio vulcanico dei Monti Sabatini, all’interno della rete escursionistica del Parco Bracciano-Martignano. La geometria del percorso si mantiene tra circa 255 e 435 metri di quota; la successione dei punti conferma un itinerario continuo e coerente con il settore della rete sentieristica ufficiale. Il carattere è quello tipico del territorio attraversato, con alternanza di tratti aperti, margini boscati e viabilità rurale o forestale secondo il contesto.

Il sentiero prende avvio nel settore di Bracciano e segue con continuità l’andamento del terreno, evitando di ridurre il percorso a un semplice collegamento fra due estremi. La progressione attraversa infatti l’intero corridoio territoriale individuato dalla traccia, con cambi di direzione e quota che restituiscono la struttura reale dell’itinerario. Nei tratti più incisi il paesaggio si fa raccolto; dove il percorso raggiunge aree aperte, la lettura del territorio diventa più ampia.

Nella parte centrale l’itinerario mette in relazione gli ambienti e la viabilità storica o rurale propri dell’area protetta. La presenza di boschi, fossi, pascoli e superfici agricole va letta come parte di un mosaico paesaggistico continuo, particolarmente evidente lungo i percorsi del Lazio settentrionale. Il tracciato conserva una funzione di connessione all’interno della rete locale, permettendo di raccordare località e diramazioni senza introdurre elementi estranei alla geometria effettivamente percorsa.

La parte finale conduce verso Oriolo Romano, mantenendo la direzione indicata dall’ordine delle coordinate. Il punto di arrivo chiude un percorso leggibile sia come itinerario autonomo sia, dove previsto dalla rete ufficiale, come segmento utile per proseguire su altri sentieri. Quote e sviluppo risultano compatibili con la morfologia locale e con l’identificazione territoriale verificata.

Il valore del percorso risiede soprattutto nella continuità con cui attraversa il paesaggio protetto e collega i suoi elementi strutturali: centri abitati o località rurali, boschi, forre, crinali o testimonianze storiche a seconda del settore. È un itinerario da leggere nel quadro della rete escursionistica locale, dove ogni raccordo contribuisce alla conoscenza del territorio senza separare gli aspetti naturalistici da quelli storici e insediativi.

Elementi notevoli

  • Bracciano
  • Oriolo Romano
  • Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano
  • Borgo Paola
  • Via Clodia
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Sentiero 176m (RM)

 

Il CAI 176M – Fonte Vitabbia si sviluppa per circa 1.2 km, tra circa 409 e 460 metri di quota, nel territorio della Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Il percorso appartiene alla rete del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano nel settore di Bassano Romano, in un paesaggio vulcanico caratterizzato da boschi, strade forestali e rilievi dolci. La geometria completa è compatibile con la sentieristica ufficiale del Parco e con il sistema di percorsi che interessa le faggete e i boschi dell’area.

La prima parte segue con continuità l’andamento del terreno. La successione dei punti mostra un percorso compatto, nel quale cambi di direzione e pendenza sono coerenti con la morfologia locale. La progressione viene quindi letta come un itinerario effettivo, non come un semplice collegamento fra partenza e arrivo, mantenendo distinta la sua identità rispetto ai sentieri numericamente vicini.

Nella parte centrale il sentiero mantiene un carattere prevalentemente forestale, seguendo il terreno senza discontinuità e mettendo in relazione viabilità rurale, margini del bosco e raccordi della rete CAI. Le variazioni altimetriche sono contenute ma sufficienti a rendere leggibile la morfologia dei rilievi vulcanici del comprensorio.

Nel tratto finale il sentiero raggiunge il proprio raccordo o settore terminale mantenendo l’ordine di percorrenza indicato dalla geometria. Sviluppo e quote risultano plausibili rispetto alla posizione e alle informazioni istituzionali disponibili; non emergono salti o concatenazioni anomale che facciano pensare a più percorsi uniti impropriamente.

Il percorso ha soprattutto valore di connessione all’interno della rete escursionistica dei boschi tra Oriolo e Bassano Romano. La sua lettura è legata al paesaggio forestale del Parco e alla continuità con gli altri sentieri CAI del settore, senza estendere la descrizione a luoghi non intercettati dalla geometria.

Elementi notevoli

  • Fonte Vitabbia
  • Bassano Romano
  • Faggete del comprensorio Bracciano-Martignano
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Sentiero 175c (RM)

Il sentiero 175C – Sentiero Faggeta UNESCO è un itinerario ad anello del Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano che da Oriolo Romano raggiunge i boschi di Monte Raschio e rientra al paese. Il percorso misura circa 8,4 km ed è segnalato con la numerazione CAI 175C. La traccia attraversa un’escursione altimetrica di circa 180 metri, salendo dal settore di Oriolo fino alle quote superiori ai 550 metri. Il Parco indica una percorrenza di circa due ore e segnala la presenza di marcatura CAI verticale e orizzontale.

Il sentiero prende avvio da Oriolo Romano, nei pressi della piazza principale e del Palazzo Altieri, e lascia progressivamente l’abitato dirigendosi verso le campagne e i boschi a nord-est. Raggiunta la zona della Cerrattina, dove si trovano un’area di sosta e un punto d’acqua, il percorso entra nel sistema forestale di Monte Raschio. La vegetazione cambia gradualmente: il Parco segnala dapprima una pineta e settori dominati dal cerro, ai quali succede la faggeta che caratterizza la parte più significativa dell’itinerario.

La salita conduce nel cuore della Faggeta di Monte Raschio, compresa nel sito transnazionale delle antiche faggete riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale. La particolarità del bosco è legata anche alla sua quota: i faggi vegetano qui intorno ai 500 metri, molto più in basso rispetto alle quote normalmente occupate dalla specie nell’Italia centrale. Le condizioni fresche e umide dell’area hanno favorito la conservazione di questa peculiare formazione forestale, estesa per circa 74 ettari e protetta all’interno del Parco.

Proseguendo nel sottobosco, il 175C raggiunge la parte più elevata dell’anello sul Monte Raschio, con la traccia che supera i 550 metri di quota. Questo è il tratto altimetricamente più impegnativo ma anche quello maggiormente immerso nella faggeta. Nella rete di sentieri forestali si incontrano inoltre diramazioni verso Fonte Petrella e la Strada Bassanese, che collegano l’anello agli altri percorsi presenti nel settore settentrionale del Parco.

Dalle quote più alte inizia il lungo rientro verso Oriolo Romano. Il sentiero perde gradualmente quota attraversando nuovamente boschi misti e settori di cerreta, fino a ritrovare la zona della Cerrattina e la viabilità che conduce al paese. L’anello si chiude così nello stesso settore da cui era iniziato. Nel complesso il sentiero 175C associa un percorso forestale di media lunghezza alla visita di uno dei patrimoni naturalistici più importanti del comprensorio sabatino, offrendo una lettura completa del passaggio dalle campagne di Oriolo ai boschi maturi di Monte Raschio.

Elementi notevoli

  • Sentiero 175C – Faggeta UNESCO: anello escursionistico ufficiale del Parco che collega Oriolo Romano con Monte Raschio.
  • Oriolo Romano: borgo ai piedi dei rilievi sabatini dal quale parte e al quale ritorna l’itinerario.
  • Monte Raschio: rilievo boscoso raggiunto nella parte più elevata del percorso e cuore naturalistico dell’anello.
  • Faggeta di Monte Raschio: faggeta a bassa quota inserita dal 2017 nel sito transnazionale UNESCO dedicato alle antiche faggete europee.
  • Cerrattina: settore boschivo attraversato dal sentiero, dotato di area di sosta e punto d’acqua.
  • Fonte Petrella e Strada Bassanese: direzioni raggiungibili attraverso diramazioni della rete sentieristica incontrate nel settore di Monte Raschio.
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