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Il Lago di Scanno: tra Montagna Grande e Monte Genzana

Ripresa aerea del Lago di Scanno

Nell’Alta Valle del Sagittario, tra i comuni di Scanno e Villalago, si distende uno degli specchi d’acqua più fotografati dell’Appennino centrale: il Lago di Scanno. Non è solo la celebre “forma a cuore” a renderlo un punto di riferimento per chi cammina in montagna, ma la sua posizione strategica, all’incrocio tra la Riserva delle Gole del Sagittario, la Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio e l’area contigua al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Un nodo escursionistico che merita di essere raccontato prima di tutto nei suoi termini geografici, per poi passare in rassegna gli itinerari che lo attraversano.

Sentieri presenti nell'area del Lago di Scanno

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Un lago di sbarramento nel cuore della Marsica

Il lago sorge a 922 metri di quota, incassato tra due gruppi montuosi calcarei: la Montagna Grande a ovest (che supera i 2.150 m) e il massiccio del Monte Genzana a est (oltre 2.170 m). Si tratta del lago naturale più esteso d’Abruzzo, con una superficie di circa 1 km² e una profondità che, a seconda della stagione e dell’apporto idrico, oscilla tra i 30 e i 36 metri.

La sua origine è geologicamente recente: un’imponente frana staccatasi dal Monte Rava, propaggine del gruppo del Genzana, sbarrò il corso del torrente Tasso dando origine al bacino. Gli studi di datazione collocano l’evento in una forcella temporale piuttosto ampia, tra circa 12.800 e 3.000 anni fa, con le indagini archeologiche più recenti che propendono per la data più bassa. Il torrente Tasso resta il principale immissario; le acque del lago, disperdendosi poi per fenomeno carsico poco più a valle, danno origine al fiume Sagittario, uno dei principali affluenti dell’Aterno-Pescara. Dal 1929 il lago alimenta anche una centrale idroelettrica.

La celebre visione “a cuore” non è percepibile da ogni punto: i belvedere più noti sono quello di Frattura Nuova e il punto panoramico raggiunto dal sentiero che sale verso l’Eremo di Sant’Egidio, di cui parliamo più avanti.

Un’area con più enti gestori dei sentieri

Chi organizza un’escursione da queste parti deve tenere presente che sul territorio si sovrappongono diversi sistemi di segnaletica e numerazione:

  • il CAI, Sezione di Sulmona, che cura la segnaletica bianco-rossa e la Carta dei sentieri di riferimento per l’area (Sulmona, Monte Genzano-Monte Rotella);
  • il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che sulla propria cartografia adotta una numerazione autonoma (spesso con prefissi come Y o W), non sempre coincidente con quella CAI;
  • il Comune di Scanno, che pubblica un proprio elenco di itinerari numerati, in parte allineato alla cartografia CAI Sulmona.

Per questo, prima di ogni uscita, conviene verificare la segnaletica più aggiornata in loco e la cartografia corrente, perché numerazioni datate possono non coincidere con quelle apposte sui pali indicatori. Come riferimento generale per la difficoltà, vale la classificazione ufficiale CAI: T (turistico), E (escursionistico) ed EE (per escursionisti esperti).

Gli itinerari principali

Il Sentiero del Cuore e l’Eremo di Sant’Egidio

  • Difficoltà: T/E, adatto anche a famiglie con bambini dai 7 anni in su
  • Lunghezza: circa 4 km andata e ritorno
  • Dislivello: circa 200-245 m
  • Tempi: 1h30 in salita, circa 1h in discesa

È l’itinerario più frequentato dell’area: sale dal parcheggio del lago (oppure dal centro storico di Scanno, imboccando Via della Pineta) fino all’Eremo di Sant’Egidio, piccola chiesa romanico-rurale del Seicento a 1.116 m, per poi proseguire su un’esile cengia fino al punto panoramico a circa 1.133 m da cui si ammira la sagoma a cuore del lago. L’ultimo tratto, su terrazzino esposto, richiede attenzione. Nell’elenco ufficiale degli itinerari del Comune di Scanno corrisponde al percorso indicato come itinerario n. 34.

Montagna Grande, Valle Franchitta e Monte Argatone (sentiero CAI W3)

Percorso più impegnativo, che si stacca dalla sponda del lago e risale la Valle Franchitta seguendo la segnaletica CAI W3, per poi guadagnare quota verso Monte Trascinone e Monte Argatone, sulle cime che sovrastano direttamente il bacino.

Vallone della Terratta e Serra del Carapale (itinerari n. 13-14)

Anello medio-impegnativo di circa 14,7 km e 7 ore di cammino (soste comprese), che si sviluppa sulla Montagna Grande di Scanno toccando la Serra del Carapale e la Terratta. Nella cartografia di riferimento consigliata (Carta dei sentieri CAI Sulmona, foglio Monte Genzano-Monte Rotella, scala 1:25.000) l’itinerario riprende i tracciati numerati localmente come n. 13 (Lago di Scanno – Monte Terratta via Vallone della Terratta) e n. 14 (Vallone del Carapale – Valico del Carapale).

Sentiero delle Sorgenti – CAI n. 371

Non costeggia direttamente il lago ma appartiene allo stesso comprensorio del Genzana e merita una menzione per chi programma più uscite in zona: è il percorso completato nel 2026 dalla Sezione CAI di Sulmona, che collega Bugnara a Monte Cona, in territorio di Scanno, attraversando anche una porzione del comune di Anversa degli Abruzzi. È stato inserito nel Catasto dei Sentieri con il numero 371, segnalato con segnavia bianco-rosso e picchetti in legno, e tocca diverse sorgenti censite nel progetto CAI “Acquasorgente”.

Trekking dei Due Parchi (tappe in transito da Scanno)

Per chi cerca un impegno pluri-giornaliero, alcune tappe del cosiddetto Trekking dei Due Parchi transitano proprio da Scanno: la tappa Anversa degli Abruzzi-Scanno (circa 23 km) e quella successiva Scanno-Pescasseroli (circa 22 km), che tocca la Cima della Terratta (2.208 m) e il Rifugio Prato Rosso (1.536 m). Si tratta di un itinerario impegnativo, da affrontare con logistica organizzata (più tappe, pernottamenti). Prima di percorrerlo è consigliabile un confronto diretto con la Sezione CAI locale.

Quando andare e come muoversi

Il periodo migliore per la maggior parte di questi itinerari va da aprile a ottobre. All’Eremo di Sant’Egidio è presente una fontana per il rifornimento d’acqua, utile soprattutto nei mesi estivi. In auto si raggiunge il lago dall’autostrada A25 Roma-Pescara, uscita Cocullo, proseguendo sulla SS/SR 479 della Valle del Sagittario; in treno si arriva fino alla stazione di Sulmona, da cui parte un collegamento su gomma per Scanno.

Vale la pena ripeterlo come chiusura pratica: la sovrapposizione di segnaletica CAI, cartografia del Parco Nazionale ed elenchi comunali rende questa zona un buon banco di prova per abituarsi a leggere criticamente le fonti prima di ogni escursione, verificando sempre la numerazione più recente riportata sui cartelli e sulle mappe ufficiali.

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