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Sentiero 37 Carbonin – Ferrara di Braies (BZ)

Il sentiero n. 37 attraversa le Dolomiti di Braies collegando Carbonin (Schluderbach), in Val di Landro, con la Valle di Braies, attraverso l’altopiano di Prato Piazza (Plätzwiese). È un itinerario di circa 18 km che unisce due versanti del gruppo dolomitico, raggiungendo una quota massima di circa 2.027 metri e scendendo successivamente verso Ferrara di Braies. La sua particolarità è la successione di ambienti: dalla valle dominata dal massiccio del Cristallo si sale attraverso la Val di Specie fino ai pascoli d’alta quota di Prato Piazza, per poi scendere lungo il versante settentrionale, passando per Ponticello e raggiungendo il fondovalle di Braies. Il percorso si sviluppa in parte nel Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, attraversando un territorio segnato dalla pastorizia alpina, dalle antiche vie di collegamento e dalle opere militari costruite tra Ottocento e Novecento.

La partenza si trova presso Carbonin, a circa 1.450 metri di altitudine, lungo la strada della Val di Landro che collega Dobbiaco con Cortina d’Ampezzo. Il sentiero risale la Val di Specie (Seelandtal), inizialmente immerso in boschi di conifere. Il tracciato segue in parte il sistema di strade forestali e antiche vie militari che permettevano di raggiungere le postazioni difensive di Prato Piazza. La salita si sviluppa attraverso una successione di tornanti e tratti più diretti, guadagnando progressivamente quota sul versante montuoso. Con il diradarsi del bosco si aprono scorci sul Monte Cristallo, sui rilievi della Val di Landro e sulla poderosa parete della Croda Rossa d’Ampezzo, che domina il paesaggio occidentale.

Raggiunta la parte superiore della valle, il percorso entra nell’ampio ambiente alpino di Prato Piazza, uno degli altopiani più caratteristici delle Dolomiti di Braies. A circa 2.000 metri di altitudine, il paesaggio cambia nettamente: alle pendici boscate subentrano praterie aperte, pascoli e dolci ondulazioni circondate da grandi montagne dolomitiche. Il sentiero raggiunge il settore del Rifugio Vallandro (Dürrensteinhütte), situato a circa 2.040 metri, nei pressi del quale si trovano i resti del Forte Prato Piazza (Sperrwerk Plätzwiese). La fortificazione, realizzata dall’Impero austro-ungarico alla fine del XIX secolo, faceva parte del sistema difensivo destinato al controllo degli accessi strategici tra la Val Pusteria e il territorio ampezzano. Il forte costituisce una testimonianza della storia militare delle Dolomiti, mentre il rifugio rappresenta un importante punto di riferimento per gli itinerari diretti al Picco di Vallandro e al Monte Specie.

Dal settore del Rifugio Vallandro il sentiero attraversa Prato Piazza in direzione del versante di Braies. Il percorso si sviluppa lungo l’altopiano, tra estesi prati d’alta quota e ampie vedute sulle montagne circostanti. Sullo sfondo si innalzano il Picco di Vallandro (Dürrenstein), il Monte Specie (Strudelkopf) e la Croda Rossa d’Ampezzo, mentre verso sud il panorama comprende le montagne del gruppo del Cristallo. Attraversato il settore del Rifugio Prato Piazza, l’itinerario raggiunge il margine settentrionale dell’altopiano e comincia a perdere quota. La discesa segue il collegamento storico con la Valle di Braies, lungo un percorso che alterna tratti forestali e sezioni prossime alla strada di accesso all’alpeggio. Il settore superiore, conosciuto localmente come Auftrieb, precede l’ingresso nei boschi che rivestono i versanti sottostanti.

La discesa conduce a Ponticello (Brückele), a circa 1.500 metri di quota, importante punto di accesso a Prato Piazza e luogo di confluenza dei collegamenti escursionistici della zona. Da qui il sentiero n. 37 continua verso nord lungo la Valle di Braies, attraversando un ambiente più raccolto rispetto agli spazi aperti dell’altopiano. La vegetazione forestale accompagna il percorso, mentre il fondovalle è modellato dal sistema idrografico del Rio Braies e dei suoi affluenti. Lungo questo settore si incontrano tratti di bosco, radure e infrastrutture rurali legate alle attività tradizionali della valle. Il percorso raggiunge quindi la zona di Segheria (Säge), località che conserva nel proprio nome il riferimento alle attività di lavorazione del legname, storicamente importanti nell’economia delle vallate alpine.

Da Segheria il tracciato prosegue verso Ferrara di Braies (Schmieden), attraversando la parte inferiore della valle in un paesaggio caratterizzato da prati, boschi e insediamenti sparsi. Il collegamento segue il settore del fondovalle che conduce verso il principale nucleo abitato di Braies, dove le montagne lasciano progressivamente spazio ai terreni agricoli e agli edifici tradizionali. Il percorso termina nell’area di Ferrara, a circa 1.210 metri di altitudine. Il sentiero 37 rappresenta così un attraversamento significativo del territorio dolomitico tra Val di Landro e Valle di Braies: un itinerario nel quale la salita attraverso la Val di Specie, il passaggio panoramico a Prato Piazza e la lunga discesa verso Ferrara raccontano tre aspetti distinti dello stesso paesaggio montano, dalla storia delle fortificazioni austro-ungariche alla cultura degli alpeggi e dei collegamenti tradizionali tra le vallate.

Elementi notevoli

  • Carbonin (Schluderbach) – Località della Val di Landro, a circa 1.450 metri di altitudine, situata lungo lo storico collegamento tra Dobbiaco e Cortina d’Ampezzo. Costituisce il punto di partenza del percorso.
  • Val di Specie (Seelandtal) – Valle boscosa risalita dal sentiero nella prima parte dell’itinerario, attraverso il sistema di antiche strade militari che conduce verso Prato Piazza.
  • Rifugio Vallandro (Dürrensteinhütte) – Rifugio alpino situato a circa 2.040 metri sul settore meridionale di Prato Piazza, importante punto di appoggio per le escursioni al Picco di Vallandro e al Monte Specie.
  • Forte Prato Piazza (Sperrwerk Plätzwiese) – Fortificazione austro-ungarica realizzata alla fine del XIX secolo nei pressi del Rifugio Vallandro, testimonianza del sistema difensivo militare costruito sulle Dolomiti.
  • Prato Piazza (Plätzwiese) – Ampio altopiano alpino situato intorno ai 2.000 metri di quota, caratterizzato da estese praterie e panorami sulla Croda Rossa d’Ampezzo, sul Picco di Vallandro e sul gruppo del Cristallo.
  • Rifugio Prato Piazza (Plätzwiesenhütte) – Struttura ricettiva situata sull’altopiano, lungo il collegamento escursionistico tra il Rifugio Vallandro e il versante settentrionale della Valle di Braies.
  • Ponticello (Brückele) – Località a circa 1.500 metri di altitudine, importante punto di accesso a Prato Piazza e snodo dei sentieri che collegano l’altopiano con la Valle di Braies.
  • Rio Braies – Corso d’acqua che caratterizza il sistema idrografico della valle, accompagnando il paesaggio del fondovalle attraversato nella parte settentrionale dell’itinerario.
  • Segheria (Säge) – Località della Valle di Braies situata lungo il collegamento tra Ponticello e Ferrara, il cui toponimo richiama le tradizionali attività di lavorazione del legname.
  • Ferrara di Braies (Schmieden) – Nucleo abitato della Valle di Braies e settore terminale dell’itinerario, caratterizzato da insediamenti alpini tradizionali, prati agricoli e collegamenti storici con la Val Pusteria.
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Sentiero 35a_4 (BZ)

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Sentiero 34 Landro – Rif. Vellandro (BZ)

Il sentiero n. 34 collega Landro (Höhlenstein), nell’omonima valle dolomitica, con il Rifugio Vallandro (Dürrensteinhütte) e la cima del Monte Specie (Strudelkopf), attraversando il suggestivo ambiente della Val Chiara (Helltal). Il tracciato comprende due segmenti collegati tra loro, con una diramazione nella parte superiore: uno raggiunge il Rifugio Vallandro, sull’altopiano di Prato Piazza, mentre l’altro conduce alla sommità del Monte Specie, a circa 2.307 metri. Lo sviluppo complessivo dei segmenti è di circa 7,8 km. Il percorso unisce il fondovalle, a circa 1.400 metri di quota, ai pascoli e alle dorsali panoramiche delle Dolomiti di Braies, seguendo in parte antichi collegamenti militari risalenti alla Prima guerra mondiale.

Da Landro, nei pressi del punto panoramico sulle Tre Cime di Lavaredo lungo la strada tra Dobbiaco e Cortina d’Ampezzo, il sentiero si inoltra nel versante occidentale della valle. La salita comincia attraverso un bosco di conifere, con numerosi tornanti che permettono di guadagnare rapidamente quota sopra il fondovalle. Il percorso entra progressivamente nella Val Chiara, una valle laterale profondamente incisa nei fianchi del Monte Specie, caratterizzata da pendii rocciosi, vegetazione alpina e ripidi versanti boscosi. Nel settore inferiore il tracciato conserva i caratteri di un antico sentiero di collegamento, mentre più in alto attraversa ambienti sempre più accidentati, tra mughi, pietraie e affioramenti rocciosi.

Uno dei passaggi più caratteristici si trova lungo il vecchio sentiero militare austro-ungarico, realizzato per raggiungere le postazioni presenti sulle alture sovrastanti la Val di Landro. Il percorso supera una breve galleria scavata nella roccia e attraversa alcuni tratti esposti, dove cenge e passaggi rocciosi sono agevolati da strutture lignee e funi metalliche. Queste opere testimoniano l’importanza strategica della zona durante la Prima guerra mondiale, quando le montagne tra Prato Piazza e la Val di Landro facevano parte del sistema difensivo austro-ungarico. La salita prosegue aggirando le pareti del Monte Specie e raggiungendo la parte superiore della Val Chiara, dove si incontrano i resti della Malga Oberhammer, testimonianza delle antiche attività pastorali e militari della zona.

Superato il settore più incassato della valle, il sentiero raggiunge un ambiente più aperto, caratterizzato da pendii erbosi, ghiaioni e conche d’alta quota. La vegetazione arborea lascia progressivamente spazio ai pascoli alpini e alle formazioni di pino mugo. Il percorso guadagna la zona della Sella di Monte Specie (Strudelkopfsattel), situata intorno ai 2.200 metri, importante punto di collegamento tra la Val Chiara e l’altopiano di Prato Piazza (Plätzwiese). In quest’area convergono i percorsi provenienti dal fondovalle di Landro e dal Rifugio Vallandro. Il valico si apre tra la dorsale del Monte Specie e i rilievi che scendono dal Picco di Vallandro, offrendo un primo ampio panorama sulle montagne circostanti.

Dalla zona della sella il tracciato si articola in due direzioni. Il ramo occidentale scende dolcemente attraverso i pascoli verso il Rifugio Vallandro, situato a circa 2.040 metri, sul margine orientale dell’altopiano di Prato Piazza. Il collegamento segue un ambiente aperto, dominato dalla Croda Rossa d’Ampezzo e dal Picco di Vallandro. Nei pressi del rifugio si trovano i resti del Forte Prato Piazza, fortificazione costruita dall’Impero austro-ungarico alla fine dell’Ottocento per controllare gli accessi strategici tra la Val Pusteria e il territorio ampezzano. L’altopiano conserva così un’importante testimonianza della storia militare delle Dolomiti, accanto ai paesaggi tradizionalmente destinati all’alpeggio.

L’altro ramo prosegue invece dalla zona della sella verso est, risalendo la larga dorsale del Monte Specie (Strudelkopf). La salita finale attraversa pendii erbosi e terreno detritico fino a raggiungere la cima, posta a circa 2.307 metri. Sulla sommità si trova la grande Croce dei Reduci (Heimkehrerkreuz), monumento commemorativo dedicato ai reduci e ai caduti delle guerre. Il Monte Specie è uno dei punti panoramici più conosciuti delle Dolomiti di Braies: dalla vetta si distinguono le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini di Misurina, il gruppo del Cristallo, le Tofane e la Croda Rossa d’Ampezzo. La presenza di una piattaforma panoramica con indicazioni delle montagne permette di riconoscere le principali cime dell’orizzonte dolomitico. Il sentiero n. 34 riunisce così due esperienze escursionistiche complementari: l’attraversamento impegnativo della Val Chiara, con le sue testimonianze della Grande Guerra, e l’accesso ai paesaggi aperti di Prato Piazza e alla cima panoramica del Monte Specie.

Elementi notevoli

  • Landro (Höhlenstein) – Località della Val di Landro, a circa 1.400 metri di altitudine, dalla quale parte il collegamento del sentiero n. 34 verso la Val Chiara e il Monte Specie.
  • Val Chiara (Helltal) – Valle laterale della Val di Landro attraversata dal percorso, caratterizzata da ripidi versanti boscosi, pareti rocciose, mughi e ambienti detritici d’alta quota.
  • Sentiero militare della Val Chiara – Antico collegamento austro-ungarico della Prima guerra mondiale, con una galleria scavata nella roccia, cenge e passaggi esposti attrezzati con funi metalliche e strutture lignee.
  • Ruderi della Malga Oberhammer – Resti di un antico insediamento nella parte superiore della Val Chiara, lungo la salita verso la Sella di Monte Specie.
  • Sella di Monte Specie (Strudelkopfsattel) – Valico situato intorno ai 2.200 metri, dove convergono i collegamenti provenienti dalla Val Chiara, dal Rifugio Vallandro e dalla cima del Monte Specie.
  • Rifugio Vallandro (Dürrensteinhütte) – Rifugio alpino situato a circa 2.040 metri, sull’altopiano di Prato Piazza, raggiunto dal ramo occidentale del percorso.
  • Forte Prato Piazza (Sperrwerk Plätzwiese) – Fortificazione austro-ungarica della fine del XIX secolo, situata nei pressi del Rifugio Vallandro e appartenente al sistema difensivo storico delle Dolomiti.
  • Monte Specie (Strudelkopf) – Cima panoramica di circa 2.307 metri, raggiunta dal ramo orientale del sentiero, con ampie vedute sulle Tre Cime di Lavaredo e sui principali gruppi dolomitici circostanti.
  • Croce dei Reduci (Heimkehrerkreuz) – Grande croce commemorativa posta sulla cima del Monte Specie, dedicata ai reduci e ai caduti delle guerre.
  • Parco Naturale Fanes-Senes-Braies – Area protetta che comprende il settore di Prato Piazza e del Monte Specie, caratterizzata da praterie alpine, ambienti forestali e imponenti formazioni dolomitiche.
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Sentiero 102 (BZ)

Il sentiero 102, gestito dall’Alpenverein Südtirol (AVS), è uno dei principali itinerari escursionistici di Sesto e della Val Fiscalina, porta d’accesso settentrionale alle Dolomiti di Sesto. Il percorso collega il fondovalle con il Rifugio Antonio Locatelli – Sepp Innerkofler, raggiungendo circa 2.405 m di quota nel cuore del Parco Naturale Tre Cime. La parte montana è una salita escursionistica priva di passaggi attrezzati, ma lunga e con un dislivello rilevante, che conduce dai prati e dai boschi della valle all’ambiente roccioso dell’Alpe dei Piani.

Dal territorio di Sesto il sentiero si dirige verso Moso e l’imbocco della Val Fiscalina, seguendo inizialmente un ambiente di fondovalle con pendenze contenute. Entrando nella valle, il paesaggio si apre progressivamente sulle pareti della Meridiana di Sesto. Il percorso raggiunge il settore di Piano Fiscalina e continua lungo l’ampio fondovalle fino al Rifugio Fondovalle – Talschlusshütte, a circa 1.550 m, punto nel quale convergono e si separano diversi importanti itinerari delle Dolomiti di Sesto.

Oltre il Rifugio Fondovalle il sentiero 102 abbandona il tratto più agevole e risale la Val Sassovecchio – Altensteintal. La pendenza aumenta sensibilmente e il percorso guadagna quota ai piedi della grande parete di Cima Una – Einserkofel. Con il progressivo diradarsi del bosco, la valle assume un carattere decisamente alpino: il sentiero attraversa pendii detritici e praterie d’alta quota, mantenendosi incassato fra le cime della Meridiana di Sesto e le propaggini del gruppo dei Tre Scarperi.

Nella parte superiore della Val Sassovecchio il tracciato raggiunge l’Alpe dei Piani – Bödenalm, dove si trovano i Laghi dei Piani – Bödenseen. I piccoli specchi d’acqua, posti a circa 2.300 m, segnano l’ingresso nell’ampio paesaggio d’alta quota compreso fra il Sasso di Sesto, la Torre di Toblin e il Monte Paterno. Da questo settore il sentiero compie l’ultima salita verso la Forcella di Toblin, raggiungendo il Rifugio Locatelli.

Il Rifugio Antonio Locatelli – Sepp Innerkofler, a 2.405 m, costituisce il punto culminante e la principale meta montana del sentiero 102. Sorge in posizione privilegiata di fronte alle pareti settentrionali delle Tre Cime di Lavaredo, uno dei panorami più rappresentativi delle Dolomiti. Il rifugio è inoltre un importante nodo della rete escursionistica: da qui partono collegamenti verso le Tre Cime, il Monte Paterno, Pian di Cengia e la Val Campo di Dentro.

Nel complesso il sentiero 102 offre una notevole continuità paesaggistica, passando dal fondovalle abitato di Sesto ai prati della Val Fiscalina, quindi ai boschi e alle pareti della Val Sassovecchio e infine all’ambiente minerale delle alte Dolomiti. Il progressivo avvicinamento alle Tre Cime e la presenza dei Laghi dei Piani costituiscono gli elementi distintivi della salita.

Elementi notevoli

  • Val Fiscalina: valle dolomitica attraversata nella prima parte dell’itinerario, principale accesso escursionistico da Sesto verso il cuore del Parco Naturale Tre Cime.
  • Rifugio Fondovalle – Talschlusshütte: punto di riferimento alla testata della Val Fiscalina, presso la diramazione degli itinerari diretti verso la Val Sassovecchio e l’alta Val Fiscalina.
  • Val Sassovecchio – Altensteintal: vallone percorso dal sentiero 102 nella lunga salita verso il Rifugio Locatelli, dominato dalle pareti di Cima Una.
  • Laghi dei Piani – Bödenseen: due piccoli laghi alpini situati nell’Alpe dei Piani, lungo il tratto superiore della salita.
  • Rifugio Antonio Locatelli – Sepp Innerkofler: rifugio a 2.405 m presso la Forcella di Toblin, importante nodo della rete sentieristica delle Dolomiti di Sesto.
  • Tre Cime di Lavaredo: celebre gruppo dolomitico che domina il panorama dal settore del Rifugio Locatelli, con le grandi pareti settentrionali rivolte verso l’itinerario.
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Sentiero Sexten – Sesto AVS 10 (BZ)

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Sentiero n. 1 Villabassa – Croda del Becco (BZ)

Il sentiero n. 1 da Villabassa alla Croda del Becco è un lungo itinerario che collega l’Alta Val Pusteria al cuore delle Dolomiti di Braies, attraversando ambienti profondamente diversi: il paesaggio agricolo del fondovalle, gli insediamenti storici della Valle di Braies, le rive del celebre lago e infine il severo ambiente roccioso che conduce alla cresta sommitale della Croda del Becco. Il percorso si sviluppa da circa 1.155 metri di quota fino a oltre 2.770 metri, attraversando il territorio del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies. È un itinerario dal carattere progressivamente più impegnativo, che passa dalle comode vie di collegamento del fondovalle ai ripidi sentieri di alta montagna.

La partenza avviene a Villabassa (Niederdorf), nell’Alta Val Pusteria. Il sentiero lascia l’abitato e si dirige verso la Valle di Braies, attraversando prati, terreni agricoli e piccoli nuclei rurali. Superata la zona di Larici (Lärcha), raggiunge il settore di Ferrara di Braies (Schmieden), uno dei principali centri abitati della valle. Qui il paesaggio conserva i caratteri dell’insediamento alpino tradizionale, con masi, edifici rurali e la storica chiesa del Redentore. Il percorso prosegue verso l’interno della vallata, seguendo il collegamento escursionistico che attraversa la zona dei Bagni di Braies Nuova, località legata alla presenza di sorgenti minerali e alla storia del turismo termale altoatesino.

In questo tratto il sentiero n. 1 coincide con il percorso tematico dedicato a Viktor Wolf Edler von Glanvell, pioniere dell’alpinismo nelle Dolomiti di Braies. I pannelli informativi ricordano le sue esplorazioni e le numerose prime ascensioni compiute sulle montagne della zona, tra cui la parete settentrionale della Croda del Becco. Attraversando boschi e radure, il tracciato raggiunge il Lago di Braies (Pragser Wildsee), a circa 1.496 metri di altitudine. Lo specchio d’acqua, circondato da pareti dolomitiche e dominato dalla Croda del Becco, costituisce il principale punto di passaggio tra la parte valliva dell’itinerario e la successiva salita in ambiente di alta montagna.

Dal lago il percorso segue la sponda occidentale e raggiunge l’estremità meridionale del bacino, dove inizia la salita verso la Forcella Sora Forno. Lasciate le rive, il sentiero risale un vallone inizialmente caratterizzato da vegetazione arbustiva, mughi e tratti di bosco. La pendenza aumenta progressivamente e il terreno diventa più accidentato, con ghiaioni, gradoni rocciosi e passaggi tra grandi massi. Uno dei luoghi più caratteristici è il Buco del Giovo (Nabiges Loch), una stretta zona di passaggio tra le rocce, oltre la quale l’ambiente assume un aspetto decisamente dolomitico. La salita continua tra pietraie e imponenti pareti fino al vallone del Forno, dominato dalle strutture rocciose che precedono la forcella.

La Forcella Sora Forno (Ofenscharte), situata a circa 2.388 metri, rappresenta uno dei punti fondamentali dell’itinerario. Il valico mette in comunicazione il versante del Lago di Braies con l’area dell’Alpe di Sennes e costituisce un passaggio storico dell’Alta Via delle Dolomiti n. 1. Nei pressi della forcella si trova una piccola cappella votiva, mentre sul versante meridionale, poco più in basso, sorge il Rifugio Biella alla Croda del Becco (Seekofelhütte), a circa 2.327 metri. Il rifugio, gestito dal CAI di Treviso, è un importante punto d’appoggio per gli escursionisti che attraversano il gruppo di Sennes e per le ascensioni alla Croda del Becco.

Dalla zona della forcella il percorso prosegue verso la Croda del Becco (Seekofel), affrontando la ripida dorsale rocciosa della montagna. Il terreno richiede esperienza escursionistica, passo sicuro e assenza di vertigini: la salita comprende tratti ripidi su roccia e detriti, con alcuni passaggi esposti agevolati da catene metalliche. Superata la parte più impegnativa, la dorsale si allarga e conduce verso la zona sommitale, raggiungendo nel tracciato descritto una quota di circa 2.772 metri, in prossimità della cima principale di 2.810 metri. La montagna domina direttamente il Lago di Braies e separa il suo profondo vallone settentrionale dagli altopiani di Sennes. Dalle quote superiori lo sguardo spazia sulle Dolomiti di Braies, sulla Croda Rossa d’Ampezzo, sulle montagne di Fanes e sulle principali catene dolomitiche circostanti. La successione di ambienti attraversati, dai masi della Val Pusteria alle grandi pareti della Croda del Becco, costituisce il tratto distintivo di questo lungo collegamento escursionistico.

Elementi notevoli

  • Villabassa (Niederdorf) – Centro storico dell’Alta Val Pusteria e punto di partenza dell’itinerario, situato a circa 1.155 metri di altitudine.
  • Ferrara di Braies (Schmieden) – Principale nucleo abitato attraversato nella parte iniziale della Valle di Braies, caratterizzato da masi tradizionali e dalla storica chiesa del Redentore.
  • Sentiero tematico Viktor Wolf Edler von Glanvell – Tratto del sentiero n. 1 dedicato al celebre alpinista, con pannelli informativi sulla storia delle esplorazioni nelle Dolomiti di Braies.
  • Lago di Braies (Pragser Wildsee) – Lago alpino situato a circa 1.496 metri, ai piedi della Croda del Becco, punto di riferimento fondamentale per l’accesso alla parte montana del percorso.
  • Buco del Giovo (Nabiges Loch) – Caratteristica strettoia rocciosa lungo la salita dal Lago di Braies alla Forcella Sora Forno, in un ambiente dominato da ghiaioni e pareti dolomitiche.
  • Forcella Sora Forno (Ofenscharte) – Valico a circa 2.388 metri che collega il versante del Lago di Braies con l’area di Sennes, attraversato dall’Alta Via delle Dolomiti n. 1.
  • Rifugio Biella alla Croda del Becco (Seekofelhütte) – Rifugio alpino situato a circa 2.327 metri sul versante meridionale della forcella, importante punto d’appoggio per l’escursionismo nelle Dolomiti di Braies.
  • Croda del Becco (Seekofel) – Imponente montagna dolomitica di 2.810 metri che domina il Lago di Braies. Il percorso raggiunge la sua zona sommitale attraverso una ripida dorsale con passaggi rocciosi ed esposti.
  • Parco Naturale Fanes-Senes-Braies – Area protetta delle Dolomiti che comprende il Lago di Braies, la Croda del Becco e gli altopiani di Sennes, caratterizzata da ambienti forestali, praterie alpine e grandi formazioni rocciose.
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Sentiero AVS Corno di Fanà – Cornetto di Confine (BZ)

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Sentiero VA-R29 (BL)

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Sentiero VA-R28 (BL)

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Sentiero Silvano de Romedi (BL)

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Sentiero 6a (BL)

 
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Sentiero 6a_2 (BL)

 
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Sentiero 28 (BL)

 
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Sentiero 18a (BL)

 
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Sentiero 111 (BL)

 
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Sentiero 105 (BL)

Il sentiero 105 è un lungo itinerario escursionistico di collegamento tra il settore delle Tre Cime di Lavaredo, la Val Campo di Dentro e San Candido. Nel senso di marcia del tracciato, il percorso prende avvio sul versante meridionale delle Tre Cime, lungo l’accesso proveniente dalla zona di Misurina-Antorno, risale verso il Rifugio Auronzo e compie quindi un ampio attraversamento verso nord, terminando a San Candido. Lo sviluppo complessivo è di circa 20,5 km; la classificazione riportata è E – Escursionistico e l’escursione altimetrica è molto marcata, dalle quote prossime ai 2.460 m dell’alta montagna fino ai circa 1.180 m del fondovalle pusterese.

Dal settore meridionale il percorso guadagna progressivamente quota fino al Rifugio Auronzo, posto alla base delle Tre Cime. Da qui il sentiero 105 prosegue verso la Forcella Col di Mezzo, attraversando il versante occidentale del massiccio. Oltre la forcella entra nel grande anfiteatro settentrionale delle Tre Cime, in un ambiente aperto di pascoli d’alta quota, detriti e rocce dolomitiche. Il tracciato passa nella zona delle sorgenti della Rienza e del Pian da Rin, mantenendosi ai piedi delle celebri pareti nord prima di risalire verso il Rifugio Locatelli – Dreizinnenhütte.

Il Rifugio Locatelli, a circa 2.405 m, costituisce il punto centrale e uno dei luoghi più rappresentativi dell’itinerario. Nei suoi pressi il percorso raggiunge il settore altimetricamente più elevato, dominato dalle Tre Cime di Lavaredo, dalla Torre di Toblin e dal Sasso di Sesto. Proseguendo verso nord, il sentiero supera la zona della Forcella di Toblin e si allontana gradualmente dalle Tre Cime, entrando nel vallone che scende verso la Val Campo di Dentro.

La discesa diviene progressivamente più accentuata lungo il vallone del Rio di San Candido, fra ghiaioni, pendii detritici e fasce di pino mugo. Più in basso l’ambiente alpino lascia spazio ai prati della Val Campo di Dentro. Il sentiero raggiunge quindi il Rifugio Tre Scarperi – Dreischusterhütte, situato a circa 1.626 m in una vasta conca prativa racchiusa dalle imponenti pareti delle Dolomiti di Sesto.

Dal Rifugio Tre Scarperi l’itinerario continua lungo la Val Campo di Dentro, con pendenze ormai più moderate, attraversando prati e boschi e seguendo l’asse naturale della valle verso la Val Pusteria. Superato il settore di Antoniusstein, la lunga discesa conduce infine a San Candido – Innichen, a circa 1.180 m. Il sentiero costituisce così una traversata completa dalle alte quote delle Tre Cime al fondovalle, unendo ambienti dolomitici severi, conche glaciali, valloni detritici, pascoli e boschi.

Nel suo insieme il sentiero 105 è un itinerario di grande sviluppo e notevole escursione altimetrica, coincidente per lunghi tratti con la prima tappa dell’Alta Via delle Dolomiti n. 4 “di Grohmann”. Il suo carattere cambia nettamente lungo il cammino: dall’ambiente aperto e roccioso delle Tre Cime alla lunga e verde Val Campo di Dentro, fino all’arrivo nel fondovalle di San Candido.

Elementi notevoli

  • Rifugio Auronzo: rifugio CAI posto ai piedi delle Tre Cime, importante punto di passaggio del settore meridionale dell’itinerario.
  • Forcella Col di Mezzo: valico a circa 2.315 m che permette di passare dal versante meridionale alla grande conca settentrionale delle Tre Cime.
  • Tre Cime di Lavaredo: massiccio dolomitico che domina il tratto d’alta quota e accompagna il percorso con le sue imponenti pareti settentrionali.
  • Rifugio Locatelli – Dreizinnenhütte: storico rifugio a circa 2.405 m, situato presso la Forcella di Toblin e direttamente affacciato sulle Tre Cime.
  • Rifugio Tre Scarperi – Dreischusterhütte: rifugio della Val Campo di Dentro, collocato in una vasta conca prativa ai piedi del gruppo dei Tre Scarperi.
  • Val Campo di Dentro: lunga valle dolomitica percorsa nella discesa verso San Candido, caratterizzata dal passaggio graduale dall’alta montagna ai prati e ai boschi del fondovalle.
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Sentiero 1 (BL)

 
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