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Parco Nazionale della Sila: il Gran Bosco d’Italia

Una foto del Lago Cecita nel Parco Nazionale della Sila

Nel cuore della Calabria si estende uno degli altopiani più vasti e meno conosciuti d’Italia: la Sila. Un territorio che sorprende, perché sfugge a ogni cliché meridionale e propone invece paesaggi da alta montagna, foreste dense, laghi silenziosi e un reticolo sentieristico tra i più estesi del Sud. Per chi ama camminare, è una destinazione che vale il viaggio.

Sentieri presenti nell'area del Parco Nazionale della Sila

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Un altopiano nel Mediterraneo

Il Parco Nazionale della Sila occupa circa 74.000 ettari nella Calabria centro-settentrionale, abbracciando le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone. Il territorio si divide convenzionalmente in tre grandi aree — Sila Grande, Sila Greca e Sila Piccola — denominazioni che derivano da antiche divisioni amministrative più che da distinzioni morfologiche precise.

Il nome “Sila” affonda le radici nel latino silva, a testimoniare la vocazione forestale di questo territorio fin dall’antichità. Non è un caso che venga chiamato da secoli “Gran Bosco d’Italia“: già in epoca greca e romana il legname silano era richiestissimo per la costruzione di navi e abitazioni. Oggi le foreste coprono l’81% della superficie del Parco, dominate per il 43% da pinete di pino laricio e per il 35% da faggete, con quote che raggiungono i 1.928 metri sul Monte Botte Donato, la cima più alta dell’intero sistema.

Dal punto di vista geologico, la Sila Grande ha natura prevalentemente granitica, mentre la Sila Piccola è di natura metamorfica e culmina nel Monte Gariglione (1.765 m). La Sila Greca, la porzione più settentrionale, è caratterizzata da popolamenti di querce — cerro e farnetto soprattutto — mescolati ad aceri, frassini e altre latifoglie.

Il clima è temperato freddo, con estati fresche e inverni rigidi: alle quote più elevate la neve può essere abbondante da dicembre ad aprile, rendendo il parco una destinazione a quattro stagioni sia per l’escursionismo che per le ciaspolate invernali.

I laghi: cuore idrografico e paesaggistico

Uno degli elementi più caratteristici della Sila sono i laghi artificiali, realizzati nel Novecento per la produzione di energia idroelettrica. Sono specchi d’acqua ampi e silenziosi, perfettamente integrati nel paesaggio forestale, e rappresentano ottimi punti di partenza per molti itinerari.

Il Lago Cecita (1.148 m) è il più esteso e si trova in una posizione strategica al confine tra Sila Grande e Sila Greca. Nelle sue vicinanze si trovano il Centro Visita del Parco di Cupone e la Foresta della Fossiata, tra le più belle e accessibili dell’intero parco. Il Lago Arvo (1.278 m), nei pressi di Lorica, è invece il bacino artificiale più alto e il punto di partenza preferito per salire verso Monte Botte Donato. Il Lago Ampollino si trova al confine tra Sila Grande e Sila Piccola ed è noto per la tranquillità del suo ambiente circostante. Il piccolo Lago di Ariamacina, infine, è un sito di grande interesse per il birdwatching, grazie alle zone umide che lo caratterizzano.

La rete sentieristica: numeri e struttura

Il Parco Nazionale della Sila ha investito in modo significativo nella sistemazione dei propri sentieri, stringendo una convenzione con il CAI Nazionale tramite la sezione calabrese. La rete attuale si sviluppa su circa 700 km per un totale di 123 sentieri, distribuiti tra le tre province del Parco.

La segnaletica adotta le convenzioni internazionali del CAI e indica il livello di difficoltà, i tempi di percorrenza, i punti di interesse e le fonti d’acqua. Ogni sentiero ha una doppia numerazione: una segue il Catasto Nazionale dei Sentieri CAI, l’altra il sistema interno del Parco Nazionale della Sila (PNS). Le indicazioni lungo i tracciati riportano entrambe le sigle.

Itinerari consigliati

Monte Botte Donato dalla Foresta di Fallistro

Difficoltà: E (Escursionistico) | Dislivello: ~600 m | Sentiero: CAI 403

Uno degli accessi più belli alla vetta più alta della Sila parte dalla Foresta di Fallistro, a metà strada tra Camigliatello Silano e Silvana Mansio. Qui si trova la Riserva Biogenetica dei Giganti della Sila, gestita dal FAI: esemplari colossali di pino laricio che raggiungono i 40 metri di altezza e i 500 anni di età. Dal piazzale di Fallistro si imbocca il sentiero CAI 403, che conduce sulla vetta di Monte Botte Donato (1.928 m), punto panoramico su tutta la Sila e sulle coste calabresi.

Sentiero del Pian del Sole

Difficoltà: E | Lunghezza: 14,8 km | Dislivello: 567 m | Partenza: Lorica

Il Sentiero del Pian del Sole (CAI 329)Si trova nell’area di Trepidò vicino al Lago Ampollino, nel comune di Cotronei, quindi nel cuore del versante silano della provincia di Crotone. Il percorso si sviluppa tra ampie radure d’altura, boschi di pino laricio e punti panoramici che offrono splendide vedute sul Lago Ampollino e sulle foreste circostanti. È generalmente considerato un’escursione di difficoltà moderata e rappresenta molto bene il paesaggio tipico della Sila crotonese.

Sentiero della Transumanza

Difficoltà: E | Sentiero: CAI 410

Il più lungo dell’intera rete sentieristica del Parco. Ripercorre le antiche vie dei pastori che conducevano le mandrie di vacche podoliche tra i pascoli d’alta quota, con i due terminali posti sul Monte Botte Donato e nella Foresta della Fossiata. Un percorso di grande valore storico-culturale oltre che naturalistico, che permette di leggere il paesaggio della Sila attraverso una chiave antropologica. Lungo il tracciato sono visibili i segni dell’economia pastorale che ha plasmato l’altopiano per secoli.

Sentiero del Fiume Cecita

Difficoltà: E | Partenza: Centro Visita Cupone (Lago Cecita)

Il Sentiero del Fiume Cecita (CAI 442) è un suggestivo percorso che si sviluppa per circa 5,9 km lungo il corso d’acqua che alimenta il Lago Cecita. Caratterizzato da un dislivello molto contenuto e da una difficoltà escursionistica di livello E, il sentiero è adatto a un’ampia varietà di camminatori e può essere percorso in circa un’ora e mezza. L’itinerario attraversa ambienti naturali di grande pregio, tra fitte foreste di pini larici, vegetazione rigogliosa e imponenti formazioni rocciose, offrendo l’opportunità di immergersi nella biodiversità tipica della Sila.

Anello del Monte Gariglione

L’Anello del Monte Gariglione (CAI 312) attraversa una delle foreste più antiche e spettacolari della Calabria, tra grandi faggi e pini larici, fino a raggiungere la vetta del Monte Gariglione, la cima più alta della Sila Piccola (1.765 m). Il percorso offre panorami estesi, ambienti forestali di grande valore naturalistico e un’atmosfera particolarmente selvaggia e autentica. È uno degli itinerari ufficiali del Parco ed è considerato tra i più suggestivi dell’intera area meridionale della Sila.

Sentiero dell’Alta Valle del fiume Tacina

Il Sentiero dell’Alta Valle del Fiume Tacina (CAI 316) è uno dei candidati più forti per rappresentare la parte meridionale del Parco Nazionale della Sila. Attraversa infatti la grande conca dell’Alta Valle del Tacina, una delle aree più spettacolari e selvagge della Sila Piccola, collegando il versante del Timpone Morello con quello del Monte Scorciavuoi attraverso ampie praterie d’alta quota, faggete e ambienti fluviali molto ben conservati.

Flora e fauna: cosa aspettarsi camminando

Lungo i sentieri, l’elemento dominante è il bosco. Le pinete di pino laricio — specie simbolo della Sila, endemica dell’Appennino meridionale — caratterizzano le zone pianeggianti dell’altopiano, mentre le faggete prendono il sopravvento alle quote più elevate. Nella Sila Piccola si trovano importanti boschi misti faggio-abete, particolarmente rari nel panorama italiano.

La fauna è ricca e relativamente facile da avvistare. Il lupo appenninico è presente in numero significativo. Più frequenti gli incontri con caprioli, che pascolano talvolta ai margini dei sentieri, e con il gatto selvatico. I laghi e le zone umide ospitano invece una grande varietà di uccelli, con la zona di Ariamacina particolarmente vocata al birdwatching. La vacca podolica, razza bovina autoctona dell’Appennino, pascola libera in molte aree del Parco e la si incontra regolarmente lungo i percorsi.

In primavera e inizio estate i prati silani si coprono di orchidee selvatiche, giglio rosso, ranuncoli e primule, rendendo i percorsi ancora più suggestivi.

Basi logistiche

Le due porte d’accesso principali al Parco sono Camigliatello Silano (1.271 m) e Lorica (1.275 m), entrambe dotate di strutture ricettive, noleggio attrezzatura e punti informativi. Villaggio Mancuso, alle pendici del Monte Botte Donato, offre un’atmosfera alpina con architetture in legno insolite per il Sud. San Giovanni in Fiore, il comune più grande della Sila, è invece la porta per esplorare la parte meno turistica del territorio, con la magnifica Abbazia Florense.

Per chi vuole affidarsi a guide esperte, diversi operatori locali propongono uscite guidate, traversate, ciaspolate invernali e itinerari tematici. Il Rifugio Casello Margherita (1.424 m, comune di Celico) è un punto di riferimento storico per le escursioni nella parte occidentale del Parco.

Informazioni pratiche

Il Parco è accessibile tutto l’anno. La stagione migliore per l’escursionismo va da maggio a ottobre, con l’avvertenza che a luglio e agosto le temperature sono piacevoli in quota ma le strutture ricettive si riempiono rapidamente. Settembre e ottobre offrono condizioni ideali di luce e temperatura, con il foliage che inizia a settembre nelle faggete più alte.

D’inverno il Parco si trasforma: la Sila è una delle principali destinazioni sciistiche del Sud Italia, con impianti a Lorica e Camigliatello Silano. Le ciaspolate sui sentieri innevati sono un’esperienza di notevole qualità.

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