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Zecche e altri parassiti: prevenzione e controllo dopo l’escursione

Una zecca sulla pelle umana

Tornare a casa dopo una lunga giornata in montagna è una soddisfazione che vale ogni fatica. Ma prima di togliersi gli scarponi e abbandonarsi sul divano, c’è un’abitudine che ogni escursionista dovrebbe acquisire: il controllo del corpo alla ricerca di zecche e altri parassiti. Non è allarmismo — è prevenzione intelligente.

Perché il rischio è reale (e spesso sottovalutato)

Chi frequenta sentieri, boschi, pascoli e zone di macchia mediterranea si trova regolarmente in ambienti dove vivono ectoparassiti che possono attaccarsi alla pelle in modo quasi impercettibile. Le zecche in particolare sono diffuse in tutta Italia, dalle Alpi fino alla Sicilia, e sono vettori di patologie potenzialmente serie come la malattia di Lyme e la meningoencefalite da zecche (TBE).

Il problema non riguarda solo le escursioni estive. Le zecche sono attive già da marzo-aprile, con un secondo picco in autunno, e in alcune zone di bassa e media quota possono presentarsi anche nei mesi invernali durante le giornate miti.

Le zecche: cosa sapere prima di tutto

In Italia le specie più diffuse sono Ixodes ricinus (la zecca dei boschi, la più comune sulle Alpi e Appennini) e Dermacentor marginatus, più frequente nelle zone aride e pascolive. Entrambe possono veicolare agenti patogeni.

Le zecche non saltano e non volano: attendono immobili sulla vegetazione bassa — erba alta, arbusti, felci, bordi dei sentieri — e si aggrappano al passaggio di un ospite. Una volta sul corpo, cercano zone calde e riparate dove la pelle è più sottile.

Le aree più a rischio sul corpo di un escursionista sono:

  • caviglie e polpacci (primo punto di contatto con la vegetazione)
  • dietro le ginocchia
  • inguine e zona pubica
  • ascelle
  • ombelico
  • nuca e cuoio capelluto (soprattutto con capelli lunghi)
  • dietro le orecchie

La prevenzione sul campo

La strategia più efficace inizia prima di partire.

Abbigliamento: indossare pantaloni lunghi e calze alte, possibilmente infilando i pantaloni nelle calze quando si attraversano zone con vegetazione fitta. I colori chiari aiutano a individuare le zecche sul tessuto prima che raggiungano la pelle. Preferire tessuti a trama stretta.

Repellenti: i prodotti a base di DEET o Icaridina applicati su pelle e vestiti riducono significativamente il rischio di contatto. La permetrina, applicata sui vestiti (non sulla pelle), è un insetticida residuale efficace e resistente a più lavaggi — usata molto in ambienti ad alto rischio. Seguire sempre le indicazioni del produttore.

Comportamento sul sentiero: restare sul tracciato segnato ed evitare di sedersi su tronchi, ceppi o nell’erba alta durante le soste. Quando si fa una pausa, preferire rocce o superfici non erbose.

Il controllo al rientro: la routine post-escursione

È il momento più importante. Le zecche impiegano alcune ore prima di mordere con forza, e il rischio di trasmissione di agenti patogeni aumenta significativamente dopo 24-48 ore di attaccamento. Agire presto fa la differenza.

Subito dopo il rientro:

  1. Togliere i vestiti all’ingresso di casa e metterli direttamente in lavatrice a 60°C — temperature più basse non uccidono le zecche.
  2. Fare una doccia entro 1-2 ore dal rientro, usando l’occasione per ispezionare tutto il corpo.
  3. Usare uno specchio o chiedere aiuto per controllare nuca, schiena e cuoio capelluto.
  4. Controllare anche zaino, bastoncini, e l’eventuale cane che ha partecipato all’escursione.

Rimozione corretta di una zecca

Se si trova una zecca attaccata, la regola è una sola: rimuoverla il prima possibile, nel modo corretto.

Usare una pinzetta a punte fini (o gli appositi uncini rimuovi-zecche in commercio) e afferrare il parassita il più vicino possibile alla pelle, tirando con movimento lento e costante verso l’alto, senza torcere. Evitare assolutamente di:

  • schiacciarla con le dita
  • bruciarla
  • applicare sostanze (olio, acetone, alcool) per “soffocarla” — questi metodi possono causare rigurgito e aumentare il rischio di trasmissione

Dopo la rimozione, disinfettare la zona con un antisettico. Annotare la data e la posizione sul corpo, e monitorare l’area nei giorni successivi.

Ecco un breve video illustrativo

Quando andare dal medico

Consultare un medico nei seguenti casi:

  • compaiono sintomi febbrili, stanchezza intensa o dolori muscolari nei giorni successivi all’escursione
  • si sviluppa un eritema migrante (una macchia rossastra che si espande intorno al punto del morso) — è il segnale più caratteristico della malattia di Lyme
  • la zecca era attaccata da più di 24 ore e si è in un’area ad alto rischio TBE
  • si è immunodepressi o si hanno condizioni di salute che aumentano il rischio

In alcune regioni italiane alpine è disponibile la vaccinazione contro la TBE: un’opzione da valutare per chi frequenta regolarmente boschi e zone montane del nord-est Italia (Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto).

Altri parassiti da tenere d’occhio

Le zecche sono le più discusse, ma non le uniche insidie.

Pappataci e tafani: in estate e nelle zone umide di fondovalle, i morsi di questi insetti possono causare reazioni allergiche locali anche intense. I repellenti a base di DEET o Icaridina riducono il rischio anche in questo caso.

Larve di trombiculidi (acari rossi): quasi invisibili a occhio nudo, si annidano nell’erba e nelle felci. I loro morsi provocano un prurito intenso e persistente, tipicamente in aree dove i vestiti aderiscono alla pelle (vita, caviglie, ascelle). Frequenti in estate e autunno.

Pulci: meno comuni per chi fa trekking, ma possibili in presenza di animali selvatici o domestici lungo il percorso. La doccia e il cambio di abiti al rientro è la migliore prevenzione.

Un kit di pronto soccorso sempre nello zaino

Per affrontare serenamente qualsiasi escursione, vale la pena avere sempre nello zaino:

  • uncino rimuovi-zecche (leggero, economico, indispensabile)
  • antisettico in bustine monodose
  • antistaminico in crema per reazioni locali
  • nota del medico con eventuali allergie conosciute agli insetti

La montagna non smette di essere un posto meraviglioso per il fatto che ospita qualche parassita. Bastano poche abitudini consolidate — vestirsi bene, usare il repellente, fare il controllo al rientro — per ridurre il rischio a livelli molto gestibili. Come per il meteo e il terreno, anche qui la prevenzione è parte dell’equipaggiamento.