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Chianti: camminare tra vigne, boschi e storia millenaria

Uno scorcio di campagna nel cuore del Chianti

Il Chianti è molto più di un nome su un’etichetta di vino. Per chi calza un paio di scarpe da trekking, questa zona della Toscana centrale rivela una natura sorprendentemente integra, una rete sentieristica articolata e un paesaggio che — complice la roccia arenaria che occupa le quote più alte — alterna dolci colline coltivate a distese di bosco fitto e radure inaspettate.

Il territorio: dove si trova e com’è fatto

Il Chianti si estende tra le province di Firenze e Siena, occupando il lembo collinare compreso tra le valli dell’Arno, della Pesa, dell’Elsa e della Greve. L’area del Chianti Classico — la sottozona più nota e percorsa — è delimitata a nord da Greve in Chianti e San Casciano Val di Pesa, a sud da Castelnuovo Berardenga, con Radda, Castellina e Gaiole in Chianti al centro.

Il rilievo non è alpino, ma non è nemmeno banale. La catena dei Monti del Chianti corre lungo l’asse nord-sud come spartiacque tra il Chianti fiorentino e quello senese. Le vette più significative — tutte raggiungibili a piedi — sono il Monte San Michele (892 m, la cima più alta), il Monte Maione (812 m), il Monte Luco (834 m), il Monte Domini (747 m), il Monte Scalari (698 m) e il Poggio Firenze (683 m). La quota relativamente contenuta non deve trarre in inganno: i dislivelli sono reali, i boschi densi e i sentieri di crinale regalano panorami aperti su entrambi i versanti.

La particolarità geologica di questo territorio sta nella sua roccia di base: l’arenaria (il cosiddetto macigno) che affiora in sommità creando ambienti difficili per le coltivazioni, lasciando spazio a boschi di roverella, cerro e castagno. È il motivo per cui, salendo dagli oliveti e dai vigneti delle quote più basse, ci si ritrova improvvisamente immersi in angoli di natura integra, con fauna selvatica e vegetazione spontanea.

Sentieri presenti nell'area del Chianti

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La rete sentieristica: tre sistemi complementari

Il Chianti dispone di una rete sentieristica ampia e ben strutturata, curata da più sezioni CAI e integrata nei sistemi di gestione regionale. Tre sono i sistemi principali di riferimento per l’escursionismo a piedi.

Rete Escursionistica del Chianti Classico (REC)

La REC è il sistema di riferimento per tutta l’area del Chianti Classico. Coinvolge sei comuni — Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti e San Casciano Val di Pesa — e comprende sentieri classificati su tre livelli: Turistico (T), Escursionistico (E) e per Esperti (EE), seguendo la nomenclatura ufficiale CAI. La mappatura è avvenuta in collaborazione con la Sezione CAI di Siena a partire dal 2019. La cartografia di riferimento è il foglio n° 512 in scala 1:25.000 delle Edizioni Multigraphic. Tutte le schede tecniche sono consultabili sul portale ufficiale visitchianti.net.

Sentiero 458 – Anello del Maggiociondolo (Barberino Tavarnelle) Questo itinerario parte dalla Badia a Passignano (341 m), abbazia vallombrosiana dell’XI secolo immersa nell’Area Naturale Protetta di Interesse Locale (ANPIL) omonima, e si sviluppa tra boschi misti, vigneti e coltivazioni dell’area protetta. Il nome richiama il maggiociondolo (Laburnum anagyroides), pianta dai fiori gialli penduli tipicamente appenninica che qui rappresenta un relitto di epoche climatiche più fredde. Il percorso scende alla piccola area di sosta del Maggiociondolo (280 m), risale tra vecchie strade poderali fino al borgo di Poggio al Vento (450 m), dove si trova la chiesetta medievale di Sant’Andrea, e ritorna alla Badia con ampi panorami sulla Val di Pesa. Un itinerario di grande interesse naturalistico, adatto a escursionisti di ogni livello.

Sentiero 462 – Anello delle pedate del cavallo di San Giovanni Gualberto (Barberino Tavarnelle) Un itinerario che mescola storia, leggenda medievale e paesaggio chiantigiano, sviluppandosi tra la Valle della Pesa e i rilievi boscati intorno alla Badia a Passignano. Il riferimento al patrono dei forestali, San Giovanni Gualberto, e alla leggenda delle orme del suo cavallo impresse nella roccia rende questo percorso uno dei più evocativi della zona.

Sentieri CAI Sezione di Firenze (Greve in Chianti)

La Sezione CAI di Firenze gestisce oltre 70 km di sentieri storico-naturalistici nel territorio di Greve in Chianti, organizzati in sei anelli tematici ad anello: Anello della Pesa, Anello di Uzzano, Anello di Montefioralle, Anello di Casa al Monte, Anello di Lamole e Anello di Ruffoli. Tutti i percorsi sono consultabili sul sito caifirenze.it.

Sentiero 425 – Anello di Montefioralle e Montegonzi Lunghezza: circa 8 km — Difficoltà: E — Dislivello: ~200 m — Partenza: centro di Greve in Chianti (233 m).
Il percorso parte da via San Francesco a Greve, sale verso il borgo medievale di Montefioralle (366 m) — incluso nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia e documentato fin dall’anno 1085 in una pergamena dell’archivio della Badia di Passignano — e prosegue lungo strade bianche tra oliveti e vigneti fino alle rovine circolari di Montegonzi (421 m), un antico fortilizio trasformato in struttura ricettiva. Il rientro verso Greve avviene attraverso tratti di antica strada romana ancora lastricata. Un percorso semplice e molto appagante, ideale anche per chi si avvicina per la prima volta all’escursionismo chiantigiano.

Anello di Lamole (con variante al Monte San Michele, sentiero 00 di crinale) Lunghezza: 16,8 km — Difficoltà: E — Partenza: chiesa romanica di San Donato a Lamole (580 m).
Questo è il percorso più impegnativo e panoramico dell’intera area CAI Firenze sul Chianti. Lamole è un piccolo borgo sui contrafforti dei Monti del Chianti, da cui la vista può spaziare fino alle Alpi Apuane nelle giornate limpide. Il percorso attraversa il castello medievale di Lamole (importante presidio militare tra XIV e XV secolo sul confine tra le Repubbliche di Firenze e Siena), sale verso il Parco del Monte San Michele — area SIC, Sito di Interesse Comunitario — e raggiunge la chiesa romanica di San Michele, in passato sede di un monastero camaldolese del XII secolo. Con una breve digressione sul sentiero 00 di crinale (sentiero spartiacque del Chianti) si può raggiungere la vetta del Monte San Michele (893 m), punto trigonometrico al confine tra le province di Firenze, Siena e Arezzo. I terrazzamenti di Lamole, plasmati dall’uomo fin dall’epoca romana, sono riconosciuti come Paesaggio Storico Rurale d’Italia.


Sentieri CAI Sezione Valdarno Superiore (versante orientale)

La Sezione CAI Valdarno Superiore presidia il versante nord-orientale dei Monti del Chianti, gestendo circa 350 km di sentieri storici sul comparto Valdarno-Chianti, inseriti nel catasto ufficiale toscano dei sentieri. I percorsi ricalcano le antiche mulattiere che collegavano il Valdarno alle alture del Chianti. Tutti i sentieri sono consultabili su caivaldarnosuperiore.it.

Sentiero CAI 339 – Da Montevarchi al crinale Valdarno-Chianti
Uno dei percorsi più rappresentativi del versante valdarnese, attraversa in progressione le fasce ambientali caratteristiche di questa zona: prima i seminativi di fondovalle, poi i vigneti e gli oliveti delle pendici collinari (passando per i borghi di San Tommè, Cocoioni e Moncioni), infine il bosco ceduo di castagni, faggi e roverelle che caratterizza i tratti più alti. Il sentiero termina sul crinale principale che può essere percorso a nord verso la Badiaccia a Montemuro o a sud verso il Monte Maione.

Sentiero CAI 335 – Da Cavriglia a Sereto
Il Sentiero 335, nel territorio di Cavriglia, attraversa dolci colline tipiche del Valdarno-Chianti, tra vigneti, oliveti e piccoli tratti di bosco ceduo. Il percorso collega il borgo di Monastero ai pressi di Sereto, passando per i caratteristici nuclei rurali di Montegonzi e La Forra, offrendo panorami suggestivi sulla valle e testimonianze dell’antica tradizione agricola locale. Si sviluppa prevalentemente su strade bianche e sentieri di campagna, con alcuni brevi tratti asfaltati vicino ai borghi. Facile e poco frequentato, è un itinerario adatto a chi cerca una camminata tranquilla immersa nel paesaggio collinare toscano.

Il grande cammino: la Via Romea Sanese

Il percorso a più ampio respiro del Chianti è la Via Romea Sanese, cammino storico di circa 78–80 km che unisce Firenze a Siena attraversando il cuore del Chianti in quattro tappe. Il tracciato interessa i comuni di San Casciano Val di Pesa, Barberino Tavarnelle e Castellina in Chianti, toccando luoghi di grandissimo valore storico e paesaggistico. La difficoltà è classificata E (Escursionistico): il terreno non presenta problemi tecnici, ma la lunghezza media delle tappe — circa 20 km con oltre sei ore di cammino ciascuna — richiede buona preparazione fisica.

La prima tappa da Firenze porta a San Casciano Val di Pesa, passando per le colline di Sant’Andrea in Percussina dove si trova l’Albergaccio, la dimora in cui Niccolò Machiavelli scrisse Il Principe durante il suo esilio. La seconda tappa raggiunge Barberino Tavarnelle toccando la Badia a Passignano e il borgo medievale di San Donato in Poggio con la sua pieve romanica. La terza tappa conduce a Castellina in Chianti. La quarta tappa scende verso Siena (25 km, ~625 m di dislivello in salita, circa sette ore). Il cammino si collega ai percorsi della REC, consentendo varianti ed escursioni laterali.

Consigli pratici

Il periodo migliore per escursionare nel Chianti va da aprile a giugno e da settembre a novembre. L’estate può essere calda, con poco ombra sui tratti di crinale aperto, mentre l’autunno regala colori straordinari e temperature ideali. I sentieri di bassa quota sono percorribili quasi tutto l’anno, salvo i giorni di pioggia intensa che rendono scivolosi i tratti su terra argillosa.